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07 novembre 2013
NAPOLI 16 NOVEMBRE PER MARCIARE INSIEME ALLA NOSTRA GENTE CHE SOFFRE
Anche i medici saranno in piazza a Napoli il 16 novembre. Saranno insieme alla gente che soffre....un fiume in piena
24 giugno 2011
1)Napoli: spunta una inchiesta per ‘epidemia colposa’2)Ambiente: inquinamento da diossina Ilva Taranto, incarico a 3 epidemiologi
Tratto da La Voce dell'EmergenzaNapoli: spunta una inchiesta per ‘epidemia colposa’
Aperto fascicolo dal pool ecologia: non ci sono indagati.Presupposto: la prevedibilità degli eventi verificatisi in questi giorni
Non si contano le inchieste condotte dalla Procura della Repubblica di Napoli sulla lunga emergenza rifiuti. A tutte se ne aggiunge un’altra: un fascicolo infatti è stato aperto questa settimana. Lo apprende il VELINO da fonte autorevole. Ipotesi di reato, epidemia colposa e omissione in atti d’ufficio.
Su quest’ultimo aspetto i magistrati sono cauti e studiano con attenzione i possibili collegamenti a supporto della tesi che inevitabilmente investirebbe rappresentanti istituzionali e della politica.Il fascicolo è affidato ai pm del pool ecologia coordinati dall’Aggiunto Aldo De Chiara. Stando a quanto filtra, non ci sono per ora iscritti nel registro degli indagati. Il lavoro inquirente ad una fase iniziale. A supporto dell’attività della Procura ci sarebbero anche esposti di privati cittadini. Ma non solo. L’elemento fondante della nuova inchiesta sui rifiuti è “la prevedibilità degli avvenimenti”.
In parole povere, il delicato sistema integrato di smaltimento dei rifiuti, prima o poi si sarebbe inceppato e diverse potevano essere le cause. Ciò nonostante, “non si è intervenuti per tempo”. Leggi tutto »
Tratto da L'Essenziale AmbientePorto Tolle: Ambiente vs Lavoro. Chi vincerà?
" Il governatore del Veneto Luca Zaia ha modificato la legge regionale sul Parco del Po per permettere la riconversione a carbone. I sindacati hanno raccolto 9.200 firme. L’ambiente ha grandi nemici in Veneto "
L'impianto, infatti, cade in pieno parco e ogni modifica alla sua struttura deve ottenere autorizzazioni ambientali supplementari. Doveva: con la modifica della legge regionale, infatti, Zaia ha risolto il problema e, dice, ora si potranno eseguire i 2,5 miliardi di investimenti dell'Enel che porteranno cinque anni di lavoro per 3.000 tra operai e tecnici.
I sindacati con Enel - Dello stesso avviso anche lavoratori e sindacati dell'impianto, che hanno creato una sorta di comitato per la difesa della riconversione. Con tanto di raccolta firme che, in poche settimane, ha già superato i 9.200 nomi e cognomi raccolti. Seppur via mail.
Romani con l'inquinamento - Una quindicina di giorni fa il ministro per lo Sviluppo economico aveva promesso un escamotage per sbloccare i lavori alla centrale elettrica Enel: inserirla in una lista di impianti strategici per il sistema elettrico nazionale e togliere il compito di concedere le autorizzazioni al Ministero dell'Ambiente di Stefania Prestigiacomo. Questo, secondo il ministro, potrebbe accelerare notevolmente l'iter burocratico non solo del progetto Porto Tolle, ma anche di molte altre riconversioni.
Cosa rischia Porto Tolle con il carbone - La centrale termoelettrica di Porto Tolle è la centrale elettrica più grande e, di conseguenza, inquinante, d'Italia: è formata da quattro gruppi termoelettrici da 660 MW l'uno alimentati con olio combustibile per una potenza totale di 2640 MW e può generare circa l'8% del fabbisogno totale di energia elettrica dell'Italia.
E' attualmente ancora in funzione solo grazie ad un decreto legge del 2003 che ne impedisce la chiusura nonostante le emissioni inquinanti.
La conversione a carbone, lungi dal limitare le emissioni pericolose (il carbone pulito è una pura sperimentazione tecnologica limitata a pochi punti percentuali dei fumi totali emessi dagli impianti che usano questo combustibile) non farebbe altro che modificare, senza diminuirli, gli inquinanti che vengono riversati all'interno del Parco Regionale del Delta del Po.
Sulla riconversione della centrale la Procura di Rovigo ha in passato aperto una indagine chiedendosi come mai non era stata presa in considerazione la possibilità di utilizzare il gas naturale (molto meno inquinante del carbone) come combustibile.
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Tratto da Bari .repubblica.it
Ambiente: inquinamento da diossina Ilva Taranto, incarico a 3 epidemiologi
Taranto, 24 giu. - (Adnkronos) - Si e' svolto nel pomeriggio al Tribunale di Taranto l'incidente probatorio nell'ambito del procedimento, ancora nella fase delle indagini preliminari, per l'inquinamento da diossina e benzoapirene che sarebbe stato provocato dallo stabilimento siderurgico Ilva del capoluogo jonico.Durante l'udienza il gip Patrizia Todisco ha affidato l'incarico a tre esperti di epidemiologia di fama nazionale (sono la professoressa Maria Triassi, ordinario a Napoli, il dottor Francesco Forastiere, del dipartimento della Asl di Roma, entrambi epidemiologi, e il professor Annibale Biggeri, docente di Statistica Medica a Firenze) per una indagine che dovra' stabilire entro sei mesi (la prima udienza e' stata fissata per il 17 febbraio) gli eventuali effetti delle emissioni sulla popolazione residente e sugli operai. Entro quella data gli esperti dovranno presentare gli esiti dello studio. Circa tre anni fa, dopo il ritrovamento nel latte, nei formaggi e nella carne di tracce di diossina, migliaia di capi di bestiame, in particolare pecore, furono abbattuti in sette allevamenti zootecnici. Subito dopo la Regione Puglia vieto' il pascolo in un raggio di 20 chilometri dallo stabilimento.
Studiare i sedimenti per capire lo stato di salute delle acque marine.
Molti pesticidi, materiali industriali e prodotti farmaceutici sono sostanze chimiche note come inquinanti organici persistenti (POP). Questi tendono ad accumularsi nell'ambiente perché non sono degradati dai processi chimici o biologici. Sebbene la legislazione ai sensi della direttiva quadro sulle acque (WFD Water Framework Directive) abbia ridotto la diffusione diretta di POP in ambienti acquatici, quelli che si sono accumulati nel sedimento possono essere rimessi in acqua nel tempo. Molti fattori possono influenzare la velocità di questo tipo di rilascio, chiamato “flusso dei sedimenti”.
Conoscerlo è importante per i gestori del rischio per sapere quali sono i fattori più importanti al fine di individuare misure di controllo idonee. Alcuni scienziati hanno analizzato l'impatto di 15 tipi di influenze umane e ambientali sul flusso contaminanto da sedimenti di acqua in 36 diversi scenari, combinando diversi contaminanti (tre comuni POP e del mercurio), di diverse dimensioni dell'area contaminata e tre classi di porto: piccole imbarcazioni, grandi imbarcazione (traghetti, navi da crociera, barche di rimorchio) e navi industriali (cargo). La ricerca ha evidenziato la necessità di adottare indagini in site specifiche al fine di stabilire meglio i rischi potenziali per la salute umana e degli ecosistemi attraverso l'esposizione ai contaminanti.
Ciò è necessario per supportare le decisioni in merito all'attuazione delle misure di controllo potenziale sulla base di un'ampia analisi costi-benefici, tema chiave delle linee guida CE sulla valutazione del rischio ad esposizione chimica.
05 novembre 2010
1) Il 2 Novembre 2010 Prop. 23 e' stata sconfitta 2)La mortalità per cancro è legata ai rifiuti
Tratto da Dorsogna blogspot.comProp 23Davide contro Golia
Sono profondamente grata di vivere in California. Sono arrivata a LA nel 1999 e a un certo punto ho deciso che non me sarei mai piu' andata. E questo non solo perche' vivo vicino al mare, o perche' fa sempre caldo o perche' qui ci sono mille cose da fare e da imparare.
La California e' uno stato progressista, da dove partono tutte le idee, le innovazioni tecnologiche che poi saranno nelle case e nei cervelli delle persone del resto del mondo. E' uno stato che da attenzione ai temi dell'ambiente, dell'attivismo, della giustizia sociale, dell'uguaglianza e dove le cose si fanno senza paura, anche se non sono mai state fatte prima.
Ecco allora la storia di Prop 23, ripresa in maggior parte dall 'LA Times di oggi.
La California e' il primo stato USA ad avere le leggi e un piano vero per combattere il global warming, sul principio del piu' inquini, piu paghi.
La legge e' stata approvata nel 2006 da Schwarzenegger ed entra in vigore nel 2011.
Si chiama AB 32. Assembly Bill 32.
La legge obblighera' in particolare le raffinerie a pagare soldi in base a quanto inquinano e questo ai petrolieri non sta bene. Ovviamente.
Ma Arnold Schwarzenegger non e' Gianni Chiodi e ha scritto la legge senza preoccuparsi di loro, sebbene qui in California ci sia pure la sede legale della Chevron.
Ecco allora che due compagnie petrolifere, Valero e Tesoro, con sede in Texas, decidono di promuovere un referendum per fermare questa legge AB 32 - e le loro tariffe antinquinamento. Valero e Tesoro operano le raffinerie piu' inquinanti della California.
Non potevano dire di essere a favore del global warming, perche' la gente se li sarebbe mangiati vivi, e cosi' hanno cercato di propagandare il messaggio che AB32 sarebbe stato negativo per l'economia e l'occupazione sarebbe crollata.
Il solito senso di colpa o inquini o resti disoccupato.
Proponevano questi signori con Prop 23 di aspettare che la disoccupazione fosse scesa sotto il 5.5% e solo dopo un anno di questo tasso si sarebbero potute installare le leggi contro il global warming.
Il tranello sta nel fatto che la disoccupazione e' adesso al 12% e che per solo 3 volte in tutta la storia della California la disoccupazione e' rimasta sotto al 5.5% per un anno intero. Per cui se Prop 23 fosse stata approvata, praticamente le leggi contro il riscaldamento globale non sarebbero mai state applicate.
Eccoci allora al referendum.
I petrolieri con tutti i loro soldi contro la collettivita'.
Da dove si inizia? Tutto sembrava impossibile. Invece si e' iniziato con il rimboccarsi le maniche - ed e' stato bellissimo.
Da un lato sono scesi in campo i ricchi filantropi americani - categoria che non esiste in Italia - (ce lo vedete Berlusconi regalare tutti i suoi soldi come Bill Gates per il bene dell'umanita'?). Hanno messo i soldi oltre Bill Gates, anche Google, Intel e imprenditori dell'high tech (altra categoria inesistente in Italia) che pensano che la green economy sara' una fonte di crescita economica per questo stato.
E' l'eco-economia, e' il futuro, siamo noi.
Il Los Angeles Times e il San Fransisco Chronicle hanno mandato una serie di editoriali dopo l'altro contro questi affaristi texani e Arnold Schwarzenegger ha avuto parole durissime contro i petrolieri chiamandoli "sporche ditte petrolfiere del Texas".
Ma soprattutto ci sono stati i 3200 volontari che hanno fatto 2.8 milioni di telefonate, mandato 3.4 volantini elettorali, organizzato dibattiti all'universita', mandato email alla gente, contattato elettori e mandato SMS.
C'e' stato il contributo di tutti.
Attori e personaggi famosi ispanici hanno spiegato e convinto i messicani a votare per sconfiggere i petrolieri, la chiesa episcopale di San Fransisco l'ha predicato ai suoi fedeli in modo "industriale", una ditta telefonica chiamata CREDO mobile ha offerto gratis le telefonate, hanno organizzato picchetti alle pompe della benzina di Valero e Tesoro.
Il gruppo ambientale Sierra Club ha organizzato ben 84,000 conferenze in giro per la California, l'American Lung Association - l'Associazione americana per la difesa dei polmoni (si esiste pure questo e di solito combattono contro Big Tobacco) ha chiamato tutti i suoi medici e infermieri per darsi da fare e spargere il messaggio.
Tutto questo per amore della causa.
E' stata la piu' ampia e sofisiticata operazione di politica ambientale mai messa in atto in tutto il mondo, secondo il LA Times.
La gente normale.
Sono stata sobbissata di email e volantini, e sono pure andata a qualche evento. Anzi il 30 ottobre ho anche parlato io ad una platea di Santa Monica della nostra storia dell'Abruzzo e quanto importante sia che la California continui ad essere un pioniere dell'ambiente, perche' questo da speranza al resto del mondo.
Il 2 Novembre 2010 Prop. 23 e' stata sconfitta.
Nei miei sogni piu' reconditi, era questo tipo di partecipazione popolare che volevo per l'Abruzzo.
Tratto da Il denaro.it
La mortalità per cancro è legata ai rifiuti
La città è nuovamente sommersa dai rifiuti. Cumuli di immondizia che impediscono gli accessi a negozi e roghi notturni sono uno spettacolo drammatico.
Napoli brucia e le immagini di questo triste e vergognoso spettacolo fanno il giro del mondo a distanza di poco più di un anno dall'ultima emergenza.
La questione riguarda la salute dei cittadini e non può essere sottaciuta.
Da parecchi decenni si susseguono denunce da parte di eminenti studiosi basti ricordare il "libro bianco sulla salute e ambiente in Campania" edito da "Politica Meridionale" che già negli anni settanta evidenziava il forte inquinamento di Napoli e l'aumento della mortalità per cancro, prova evidente di uno stretto rapporto cancerogenesi-ambiente.
Fa impressione la situazione globale campana con i suoi i milioni di tonnellate di rifiuti, ma soprattutto si resta sgomenti
di fronte al fatto che i provvedimenti concreti sono da allora ad oggi rimasti allo stato di buone intenzioni.
La mappa della nocività tracciata quarant'anni fa e che sarà riaggiornata dal mio gruppo di ricerca italo americano è veramente inquietante.
Si tratta di studi preliminari ma dai quali si può ricavare la certezza che i rifiuti tossico-nocivi nascosti illegittimamente sotto terra o dispersi in discariche abusive sprigionano sostanze dannose alla salute, determinando un incremento nell'insorgenza di carcinomi.
Veramente preoccupante, è inoltre, l'azione del percolato, un liquido che trae prevalentemente origine dall'infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi, ritrovato nei giorni scorsi nella discarica di cava Sari di Terzigno e delle emissioni di due gas serra, Ch4 e Co2 che i rifiuti causano in discarica.
Senza parlare delle diossine che evaporano dai roghi di rifiuti che resistenti alla degradazione chimica e biologica si accumulano nell'organismo, causando in alcuni casi un incremento di tumori al polmone e al mesioteloma.
Ci troviamo, in una situazione delicata che coinvolge la salute milioni di persone e che in quanto tale non può prestare il fianco a generalizzazioni, a speculazioni ma che necessita di risposte basate su rigorosi dati scientifici e su riscontri effettivi.
" necessario, in sostanza, che ciascuno, per le proprie competenze, prenda coscienza del problema e che intervenga sullo stesso in maniera precisa e decisa.
*direttore Sbarro institute per la ricerca sul cancro
Università di Philadelphia

