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05 dicembre 2013

BREVE PROMEMORIA DEL SETTEMBRE 2012 PER IL MINISTRO ANDREA ORLANDO

Tratto da La Stampa di oggi

La perizia al ministro: raddoppio in dubbio?

  .......Il ministero ha un altro ruolo, che è quello di valutare se alla luce della perizia che la Procura utilizza per individuare eventuali profili penali, ci sono elementi che possono rendere incongrua o inadeguata l’Aia. Credo che siano state seguite tutte le procedure, fino a prova contraria, che la legge prescriveva........ 



Il punto fondamentale  è che i Ministeri e le Istituzioni convocate alla Conferenza dei Servizi per l' Aia il 17 Settembre 2012  avevano a disposizione  già allora moltissimi dati , ed osservazioni ........

 
"Comunicato Stampa dell'Ordine dei Medici di Savona."

"Tuteleremo la salute in ogni sede e ad ogni costo".

In relazione al rilascio dell’AIA transitoria per i gruppi a carbone della centrale Tirreno Power, l’Ordine dei Medici di Savona ribadisce con forza la necessità di una strategia volta ad abbandonare il carbone come combustibile per la produzione di energia elettrica nel nostro territorio.


È ben ferma l’opinione, suffragata dalla letteratura scientifica, che ad una significativa riduzione dell’inquinamento e del conseguente danno sanitario si possa giungere realisticamente solo sostituendo il carbone con il gas naturale, per il quale esistono già localmente le infrastrutture necessarie.
Solo in questo modo si potrebbe realizzare un equilibrio fra le necessità di energia e la salvaguardia della salute che l’ Ordine intende tutelare in ogni sede e ad ogni costo. 

Né valgono a compensare questa decisione le varie prescrizioni di cui si parla, fra cui un migliore controllo delle emissioni ed un Osservatorio Salute e Ambiente, che potranno al massimo fungere da notaio di danni ambientali e sanitari già ampiamente prevedibili essendo solo la prevenzione primaria la strada maestra e più rispettosa dell’individuo per perseguire la salute dei cittadini. 



Ricordiamo ancora una volta che negli anni la Comunità Europea ha redatto studi e rapporti (ultimo in ordine di tempo il rapporto n.15 del 2011 “Revealing the costs of air pollution from industrial facilities in Europe”), in cui si forniscono in dettaglio stime dei danni sanitari ed ambientali che deriveranno dalla realizzazione di insediamenti industriali, da cui si evince che, a parità di energia prodotta, il carbone è sicuramente il combustibile più inquinante e pericoloso per la salute.

A questi rapporti si deve fare riferimento prima di prendere decisioni con conseguenze senza ritorno.

Il Presidente Dr. Ugo Trucco 
 



Abbiamo appreso della concessione dell’AIA ai vecchi gruppi a carbone della centrale.
In attesa di conoscere i dettagli, ribadiamo la ferma intenzione di procedere con la massima decisione con la Rete Savonese Fermiamo il Carbone affinché la cittadinanza non sia costretta a subire ancora per molti anni gli effetti inquinanti di impianti che non siano adeguati come legge; oggi ci è stato ribadito il massimo sostegno delle associazioni nazionali Greenpeace, Legambiente e WWF che oggi sono state al nostro fianco nella audizione alla conferenza dei servizi.

Se sono vere le prime notizie, la nostra battaglia a difesa dei valori della salute e del rispetto delle leggi continuerà con più determinazione che mai nei riguardi di tutti coloro che risulteranno aver avallato decisioni che riteniamo indifendibili.


Di seguito un breve resoconto dei nostri interventi che parrebbero essere stati assolutamente inascoltati.

Oggi 17 settembre 2012 alcuni rappresentanti della nostra associazione sono stati ascoltati dai componenti della Commissione prima dell’inizio dei lavori della Conferenza stessa alla Conferenza dei Servizi per l’Autorizzazione Integrata Ambientale relativa alla centrale termoelettrica di Vado Ligure Quiliano.
Seduti al Tavolo, oltre ai Componenti designati dal Ministero Ambiente, abbiano notato le delegazioni di Regione Liguria e  dei comuni di Vado e Quiliano.
Seduti al nostro fianco  i rappresentanti a livello nazionale di Greenpeace, Legambiente e WWF che appoggiano fermamente la nostra azione a tutela della salute e del territorio.
Abbiamo sinteticamente illustrato le nostre ultime osservazioni presentate alla conferenza che in ogni caso alleghiamo in versione integrale.
  1. nel merito della possibilità dei due gruppi a carbone di essere adeguati alle migliori tecnologie e quindi di ottenere l’AIA abbiamo ribadito che la stessa Società proprietaria della centrale    ,a proposito dei sistemi dei vecchi gruppi a carbone 3 e 4 , afferma “non permettono ulteriori improvement tecnologici”. Abbiamo ricordato quanto affermato dai sindaci di Vado e Quiliano in un documento ufficiale del 2009 “Mancano quindi i presupposti per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per quanto riguarda gli esistenti gruppi 3 e 4Nel ribadire quindi l’opposizione di queste Amministrazioni al rilascio di una nuova autorizzazione per nuovi impianti, si chiede che quella relativa all’esistente sia subordinata alla cessazione della attività dei gruppi 3 e 4"  e quindi che  a noi appare  con tutta evidenza come i gruppi a carbone 3 e 4 non siano in grado di essere adeguati alle migliori tecnologie previste dalle norme che regolano l’Autorizzazione Integrata Ambientale. Tutti i punti evidenziati (ipotesi, progetti, commistioni tra procedimenti ex 55/2002 per il nuovo gruppo  e procedimenti AIA per i vecchi gruppi a carbone) ci inducono infatti a ritenere che dal lontano 2007 si sia cercato di creare le condizioni per superare lo scoglio della dichiarata (dalla stessa azienda) impossibilità di “improvement tecnologico” dei vecchi impianti a carbone. Inoltre abbiamo evidenziato i preoccupanti dati
·  del biomonitoraggio  lichenico  invitando la commissione a tenere conto delle considerazioni  dell’illustre Prof Tamino che abbiamo presentato e che concludono  “Tutto ciò, fermo restando la necessità di ulteriori approfondimenti e di ulteriori indagini, indica un forte inquinamento antropico della zona, causato, se non esclusivamente, sicuramente in parte rilevante dalla centrale di Vado Ligure.”
·         Le indebite e reiterate commistioni della procedura AIA con la procedura di autorizzazione nuovo gruppo da 460 MW.
·         La inaccettabilità di ipotesi di “Funzionamento su scala ridotta che con una indicazione di emissioni massiche annuali, manterrebbe comunque le emissioni specifiche a livelli di molto superiori al limiti  BAT andando direttamente ad interferire  con gli aspetti di impatto ambientale e impatto sanitario che, come noto, si basano su dati di concentrazione “dose-effetto
·         Legge Seveso e effetto domino con stabilimenti a rischio incidente rilevante nelle immediate vicinanze .
Abbiamo poi concluso con le affermazioni ufficiali dell’Ordine dei Medici  sottolineando che la commissione sta decidendo se  e come mantenere in funzione i vecchi gruppi a carbone a proposito dei quali  l’Ordine  ha parlato di minaccia reale e consistente per la salute e per la vita dei cittadini della provincia di Savona”.

Sono intervenuti poi i rappresentanti delle Associazioni Nazionali: Greenpeace, Legambiente e WWF.Confermando il loro pieno e totale  appoggio  alla azione della Rete Savonese Fermiamo il carbone anche e soprattutto nelle azioni concrete.
E’ stato sottolineato come siano anacronistici progetti come quelli che puntano sul carbone: non possiamo basare il nostro futuro energetico ancora sul carbone.  
Greenpeace ha presentato e consegnato un documento che costituisce una anteprima assoluta  di una serie di campionamenti su alcuni pesci nel mar Ligure . Dalle analisi finora effettuate  non si rilevano superamenti dei limiti con l’unica eccezione del sito di Vado Ligure: sebbene sia impossibile una corrispondenza univoca tra la centrale a carbone e valori di mercurio e piombo in alcune specie ittiche nello specchio acqueo a sud della centrale, questo è un campanello d’allarme piuttosto serio.
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  Nostro Post del 17 settembre 2012


Comunicato di Uniti per la Salute

Abbiamo appreso della concessione dell’AIA ai vecchi gruppi a carbone della centrale.

In attesa di conoscere i dettagli, ribadiamo la ferma intenzione di procedere con la massima decisione con la Rete Savonese Fermiamo il Carbone affinché la cittadinanza non sia costretta a subire ancora per molti anni gli effetti inquinanti di impianti che non siano adeguati come legge...

Se sono vere le prime notizie, la nostra battaglia a difesa dei valori della salute e del rispetto delle leggi continuerà con più determinazione che mai nei riguardi di tutti coloro che risulteranno aver avallato decisioni che riteniamo indifendibili.


Di seguito un breve resoconto dei nostri interventi che parrebbero essere stati assolutamente inascoltati.

Oggi 17 settembre 2012 alcuni rappresentanti della nostra associazione sono stati ascoltati dai componenti della Commissione prima dell’inizio dei lavori della Conferenza stessa alla Conferenza dei Servizi per l’Autorizzazione Integrata Ambientale relativa alla centrale termoelettrica di Vado Ligure Quiliano.....

Abbiamo sinteticamente illustrato le nostre ultime osservazioni presentate alla conferenza .


  1. nel merito della possibilità dei due gruppi a carbone di essere adeguati alle migliori tecnologie e quindi di ottenere l’AIA abbiamo ribadito che la stessa Società proprietaria della centrale    ,a proposito dei sistemi dei vecchi gruppi a carbone 3 e 4 , afferma “non permettono ulteriori improvement tecnologici”. Abbiamo ricordato quanto affermato dai sindaci di Vado e Quiliano in un documento ufficiale del 2009 “Mancano quindi i presupposti per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per quanto riguarda gli esistenti gruppi 3 e 4Nel ribadire quindi l’opposizione di queste Amministrazioni al rilascio di una nuova autorizzazione per nuovi impianti, si chiede che quella relativa all’esistente sia subordinata alla cessazione della attività dei gruppi 3 e 4"  e quindi che  a noi appare  con tutta evidenza come i gruppi a carbone 3 e 4 non siano in grado di essere adeguati alle migliori tecnologie previste dalle norme che regolano l’Autorizzazione Integrata Ambientale. Tutti i punti evidenziati (ipotesi, progetti, commistioni tra procedimenti ex 55/2002 per il nuovo gruppo  e procedimenti AIA per i vecchi gruppi a carbone) ci inducono infatti a ritenere che dal lontano 2007 si sia cercato di creare le condizioni per superare lo scoglio della dichiarata (dalla stessa azienda) impossibilità di “improvement tecnologico” dei vecchi impianti a carbone. 
  2. Inoltre abbiamo evidenziato i preoccupanti dati del biomonitoraggio  lichenico  invitando la commissione a tenere conto delle considerazioni  dell’illustre Prof Tamino che abbiamo presentato e che concludono  “Tutto ciò, fermo restando la necessità di ulteriori approfondimenti e di ulteriori indagini, indica un forte inquinamento antropico della zona, causato, se non esclusivamente, sicuramente in parte rilevante dalla centrale di Vado Ligure.”
·          Le indebite e reiterate commistioni della procedura AIA con la procedura di autorizzazione nuovo gruppo da 460 MW.
·         La inaccettabilità di ipotesi di “Funzionamento su scala ridotta che con una indicazione di emissioni massiche annuali, manterrebbe comunque le emissioni specifiche a livelli di molto superiori al limiti  BAT andando direttamente ad interferire  con gli aspetti di impatto ambientale e impatto sanitario che, come noto, si basano su dati di concentrazione “dose-effetto
·         Legge Seveso e effetto domino con stabilimenti a rischio incidente rilevante nelle immediate vicinanze .
Abbiamo poi concluso con le affermazioni ufficiali dell’Ordine dei Medici  sottolineando che la commissione sta decidendo se  e come mantenere in funzione i vecchi gruppi a carbone a proposito dei quali  l’Ordine  ha parlato di minaccia reale e consistente per la salute e per la vita dei cittadini della provincia di Savona”.

Sono intervenuti poi i rappresentanti delle Associazioni Nazionali: Greenpeace, Legambiente e WWF.Confermando il loro pieno e totale  appoggio  alla azione della Rete Savonese Fermiamo il carbone anche e soprattutto nelle azioni concrete.
E’ stato sottolineato come siano anacronistici progetti come quelli che puntano sul carbone: non possiamo basare il nostro futuro energetico ancora sul carbone.  
Greenpeace ha presentato e consegnato un documento che costituisce una anteprima assoluta  di una serie di campionamenti su alcuni pesci nel mar Ligure . Dalle analisi finora effettuate  non si rilevano superamenti dei limiti con l’unica eccezione del sito di Vado Ligure: sebbene sia impossibile una corrispondenza univoca tra la centrale a carbone e valori di mercurio e piombo in alcune specie ittiche nello specchio acqueo a sud della centrale, questo è un campanello d’allarme piuttosto serio. 


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Tratto da   Savona News articolo del 15 settembre 2012

AIA Tirreno Power: ignorato il Comune di Savona. Cinquestelle invalida l'incontro ministeriale di lunedì?



Avendo avuto notizia che il 17 settembre 2012 si terrà la conferenza dei servizi in relazione alla procedure in oggetto e risultandoci che a quella conferenza ed alle sedute preparatorie non sia stato convocato il Comune di Savona, eccepiamo sulla regolarità del citato provvedimento per i seguenti motivi: 
  1. La Regione Liguria nell’ultimo Piano Regionale di Risanamento e Tutela della Qualità dell'Aria e per la Riduzione dei Gas Serra dichiara “Zona 2 - i Comuni di Savona, Quiliano e Vado Ligure sono stati accorpati in considerazione della continuità urbanistica e territoriale: inoltre va considerato che le emissioni che derivano dalla centrale termoelettrica hanno ricadute sui tre comuni(pag. 80).
  2. L’Ordine dei Medici della provincia di Savona, nella nota del 3 dicembre 2010, rileva che nelle aree interessate dalle ricadute delle emissioni della centrale si osservano elevati tassi standardizzati di mortalità, rispetto alla media regionale e nazionale, sia per tutte le cause, che per malattie neoplastiche, cardio e cerebrovascolari” e che il raggio dell'inquinamento non è limitato ai comuni su cui insiste l’impianto (Vado Ligure e Quiliano) ma “l’impatto sulla salute di una centrale a carbone è massimo entro le 30 miglia (48 Km) dalle ciminiere” (Clean Air Task Force - Stati Uniti). 

  3. Nel succitato Piano Regionale di Risanamento e Tutela della Qualità dell'Aria e per la Riduzione dei Gas Serra della Regione Liguria, la cartina che riporta il biomonitoraggio degli effetti dell’inquinamento atmosferico evidenzia come le zone di maggiore sofferenza corrispondano al raggio di massimo impatto sulla salute riportato nella citata nota dell’Ordine dei Medici (pag. 67).

  4. In riferimento agli scarichi idrici che affluiscono alla foce del torrente Quiliano (oltre 900 miliardi di litri annui) l’Ordine dei Medici in un documento ufficiale scrive che la presenza di metalli pesanti e di idrocarburi policiclici aromatici a livelli enormemente maggiori rispetto alle altre aree liguri, anche portuali, e di oltre cento volte superiori rispetto ai riferimenti normativi, indica una molto probabile derivazione di tali inquinanti dalla centrale a carbone, che rappresenta sicuramente, nell’area, la principale fonte di idrocarburi policiclici aromatici derivanti dai processi di combustione e di metalli pesanti presenti nel carbone (si pensi a questo proposito anche alle grandi quantità di tali sostanze presenti nelle acque reflue della centrale)”.

28 maggio 2011

1)Tirreno Power, parla Burlando...."nei prossimi giorni decideremo" 2)Il buon senso non sta con il carbone

Tirreno Power, parla Burlando: “Nessun ritardo, nei prossimi giorni decideremo

.Vado L.
“Chiameremo l’azienda nei prossimi giorni ed apriremo un confronto diretto per arrivare ad una decisione finale, quindi esamineremo la proposta progettuale di Tirreno Power a breve e valuteremo con serenità”.Leggi tutto su IVG

SPERIAMO CHE IL PRESIDENTE BURLANDO E LA SUA GIUNTA VALUTINO CON MASSIMA ATTENZIONE E BUON SENSO oltre che CON SERENITA'. UNA SERENITA' CHE, ANCHE NOI CHE VIVIAMO QUI, VORREMMO POTERCI PERMETTERE PER IL NOSTRO FUTURO.
SPERIAMO CHE NELLE SUE RIFLESSIONI IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA TENGA BEN CONTO DELL'AUTOREVOLE PRESA DI POSIZIONE DELLA SEGUENTE LETTERA CHE RIPUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE .
SPERIAMO CHE CONSIDERI CHE
LA COMUNITA' SAVONESE ASPETTA ANCORAUNA RISPOSTA.

Lettera aperta al Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando,

inviata ai 13.000 tesserati della libreria UBIK,

e ai 12.000 iscritti e alle 80 basi associative dell'ARCI

Egr. Governatore Claudio Burlando, dato che in questi giorni la Sua Giunta deve prendere una decisione cruciale in merito all’ampliamento della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure (Savona), Le chiediamo:

- Si è fatto un’idea del motivo per cui in 16 anni nella Provincia di Savona sono morte 1.308 donne in più della media standardizzata regionale?

- Perché sono morti 1.356 uomini in più? Perché, nel momento di decidere, scompaiono i volti delle persone, le storie spezzate, la rabbia dei cittadini malati?

- Perché si deve soffrire o morire in silenzio per non ostacolare gli interessi economici di un potente e influente gruppo privato, oltre che per non ostacolare le commesse dell’Ansaldo?

- Perché a Savona ogni volta che un medico rilascia dichiarazioni sui danni alla salute che ha riscontrato a seguito della combustione del carbone, vengono definite da Tirreno Power “accuse preconcette e di parte”? Forse la salute è un’opzione preconcetta e di parte?

- A Lei che crede nel valore della politica, Lei che conosce le questioni delle centrali a carbone, sa benissimo che in queste scelte sono in ballo le vite e le morti di migliaia di persone per i prossimi 50 anni (oltre che la vocazione turistica di una Provincia), Le domandiamo: Come si può avere dei dubbi su quale scelta fare?

- Come si può, nella scelta tra un interesse economico e la vita delle persone, propendere per il primo?

- Per quale causa più importante e nobile vale la pena di 'fare politica', se non per salvare le vite umane?

- Cosa pensa del fatto che, su questo tema, alla comunità savonese non è sostanzialmente concesso di accedere a libertà e diritti un tempo considerati inalienabili, come quelli alla salute, alla vita e all’autodeterminazione? Cosa direbbe del nostro operare Calamandrei, che ci ricordava che ”la libertà è come l’aria” e che “sulla libertà bisogna vigilare…” ?

- Stiamo realmente vigilando, o la svendiamo a chi sa far valere il suo immenso potere?

In futuro emergeranno inevitabilmente le responsabilità civili e penali sulla devastazione del nostro territorio e della salute dei cittadini savonesi. Inevitabilmente.

Come hanno affermato illustri esperti medici, presto si dirà: “non potevamo non sapere cosa stava succedendo. Le persone che hanno permesso questo saranno tutte responsabili”.

Non sente che i nostri nipoti non ci perdoneranno tutto ciò?

Nella disputa sul tema emergono sempre parole ‘ridondanti’: Piano energetico, Ansaldo, occupazione, investimenti, il ricatto ‘o si ampia o si chiude’… e così si dissolve il reale tema di base per decidere, conosciuto a tutti: le centrali a carbone uccidono, e con esse rischiano di morire intere economie turistiche e agricole, come successo in altre città.

Lei stesso ha peraltro dichiarato un anno fa che l’ampliamento non ha carattere di pubblica utilità, e che la richiesta di Tirreno Power non è motivata da esigenze di copertura del fabbisogno energetico nazionale, ma da esigenze di competitività aziendale”.

Perché poi al momento di decidere, sembra sfumare e dissolversi il fattore più importante, ovvero la vita e le scelte delle persone?

Perché la Regione Liguria ha recentemente deciso di chiudere la centrale a carbone di Genova, e non ancora quella ben più grande e inquinante di Savona?

Sui temi ambientali per fortuna si sta sviluppando una sempre maggiore informazione. Oggi si sa quello che non si sapeva solo 5 anni fa. Presto i turisti milanesi e torinesi sapranno del peggioramento della condizione ambientale della Provincia savonese.

Da Governatore, quale pensa sia la vocazione e le linee di sviluppo della Provincia di Savona per fronteggiare la globalizzazione e le economie asiatiche:

il marketing turistico o il carbone?

Come si può lasciare che un’azienda decida del nostro territorio, un’azienda che ha prodotto energia in deroga alle norme, che non ha favorito l’istituzione di un Registro Tumori, che non ha favorito l’istituzione di una Valutazione di Impatto Sanitario, che non misura le velenosissime polveri sottili PM10, PM2.5 e PM0.1, che controlla in modo autonomo le emissioni delle sue ciminiere, senza quindi un controllo pubblico, che è incurante della contrarietà al progetto di tutti i Comuni interessati e dell’85% circa dei cittadini savonesi, che non ha mai accettato confronti con cittadinanza, Comitati e Ordine dei Medici, ma solo molte pubblicità a pagamento e sponsorizzazioni, che è incurante del fatto che da 40 anni escono dalle ciminiere 30 tonnellate al giorno di velenose polveri sottili, polveri che ricadono sulla popolazione sottostante di Savona (case, scuole, luoghi di lavoro, coltivazioni)?

Non sente come noi forte indignazione per tutto ciò?

Uno schiaffo ai nostri diritti. Alla nostra Regione.

Dato che il bilancio del settore sanitario Ligure è quasi al collasso, non pensa che sia importante decidere preventivamente contro ipotesi industriali che prevedano il carbone, dato che le patologie che ne derivano a Savona comportano costi sanitari per molte decine di milioni di euro all’anno, pesando drammaticamente nel bilancio regionale?

Perché non viene comunque mai valutata l’opzione più ragionevole: raddoppio a METANO (con relative commesse per l’Ansaldo), chiusura dei vecchi gruppi obsoleti a carbone non a norma, energie rinnovabili?

Non è la stessa Tirreno Power che ha aperto 3 centrali a metano nel 2010?

I medici del MODA di Savona, basandosi su uno studio americano, hanno calcolato che una centrale di pari emissioni come quella di Savona, in 40 anni provocherebbe circa 3.380 morti premature.

Va bene lo sviluppo economico, va bene gli investimenti. Le aziende, per loro natura, non si pongono limiti etici.

Ma spetta all’esponente politico stabilire il punto oltre il quale un’azienda NON PUO’ ANDARE. Stabilire quando i danni sono molto superiori ai benefici. Quando gli interessi di un’azienda non concordano con gli interessi di una comunità. Spetta al rappresentante politico far prevalere quest’ultimi.

Questa è la politica.

La comunità savonese Le chiede una risposta.

Stefano Milano, Libreria UBIK Savona

Giovanni Durante, Presidente ARCI Savona
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AL PRESIDENTE BURLANDO CONSIGLIAMO ANCHE LA RILETTURA DI
UN' ALTRA RECENTE LETTERA

Centrale Tirreno Power e salute: Commissione Ambiente Comune di Noli scrive a Regione

Leggi la lettera aperta
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Leggi su Savona News

Tirreno Power: ci risiamo con gli ultimatum. Caro Gosio, anche a Porto Tolle una cosa appare chiara: il carbone non porta più fortuna

"Parte da Tirreno Power un ultimatum sul piano di potenziamento della centrale a carbone di Vado Ligure. Se entro l'estate non sarà concessa l'autorizzazione all'avvio dei lavori, gli 1,4 miliardi di investimenti previsti prenderanno altre strade. «Sono quattro anni – spiega Giovanni Gosio, ceo della società – che aspettiamo il via libera al piano: i nostri azionisti non sono disposti ad attendere oltre perché ritardare l'investimento su Vado Ligure significa ritardare lo sviluppo di Tirreno Power"

«Sono passate quasi due settimane dall'apertura delle urne e dalla Regione non abbiamo ricevuto ancora alcun segnale per chiudere il cerchio sul nostro progetto che, dopo lo stop imposto dal consiglio di Stato all'impianto di Porto Tolle (si veda Il Sole 24 ore del 18 maggio), è rimasto l'unico nell'intero panorama nazionale».

....Il "Vostro cerchio" ingegnere, non è detto che coincida ancora con le speranze di sviluppo di questa Comunità. E'appunto il Vostro cerchio; non quello della collettività.

E' Suo, dei suoi capi, dei suoi azionisti e di chi le tirerà un po' le orecchie se quando venderete a GDF (Gas De France, non si preoccupi) incasserete un poco meno di uno sproposito non essendo riusciti nei Vostri censurabilissimi intenti di portare altro carbone nei corpi dei cittadini savonesi e non

Leggi l'articolo integrale

Leggi anche su Trucioli Savonesi l'articolo di Antonia Briuglia

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Tratto da TICINO LIVE

Il buon senso non sta con il carbone

....E' riconosciuto da tutti che il carbone è la fonte energetica più inquinante: sporca l’aria, mette in pericolo la salute fisica e sociale delle persone e distrugge l’ambiente.

Anche se la centrale sarà tecnologicamente moderna, le sue emissioni nocive avranno lo stesso impatto distruttivo di quelle di centrali meno moderne. Le stesse garanzie tecnologiche sono state portate in favore della costruzione di centrali nucleari e purtroppo tutti sappiamo com’è andata a finire......

I costi della centrale sono raddoppiati da 700 a 1400 milioni, il prezzo del carbone sta aumentando in modo costante (+30% nell’ultimo anno), a causa dei ricorsi che verranno inoltrati dalle varie organizzazioni e privati vi è la probabilità che la realizzazione della centrale si allunghi se non cancellata.
Per lo sviluppo delle fonti rinnovabili si si prevede di destinare in 30 anni la misera somma di ben 160 milioni (ca 5 milioni all’anno).
E’ proprio per ridare dignità al buon senso che bisogna votare SI all’Iniziativa e NO al
controprogetto. Il buon senso pretende che si esca subito dal carbone per limitare i danni sociali, ambientali ed economici.


Il carbone è sporco eticamente, sporca l’ambiente ed è nocivo alla salute di bambini ed adulti. Votare SI all’iniziativa e NO al controprogetto vuol dire rinnovare la politica energetica di AET, che dovrà sviluppare una strategia seria fondata sula produzione locale di energia pulita e sull’efficienza energetica.
LEGGI L'ARTICOLO INTEGRALE

Francesco Guerriero Verdi del Ticino

Leggi anche AET, il momento è adesso