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Visualizzazione post con etichetta Ministero dell' Ambiente. Mostra tutti i post
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16 giugno 2020

“Nel Decreto Rilancio un emendamento che velocizza le nuove centrali a gas”

Tratto da Centumcellae

PaP: “Nel Decreto Rilancio un emendamento che velocizza le nuove centrali a gas 

CIVITAVECCHIA – “Tra i molti emendamenti al Decreto Rilancio ne è spuntato fuori uno che rischia, purtroppo, di velocizzare notevolmente la costruzione di nuove centrali a gas sul territorio italiano”.

A lanciare l’allarme, in un comunicato congiunto, sono le sezioni di Potere al Popolo Civitavecchia, Venezia e Brindisi, che evidenziano come l’emendamento in questione, firmato da esponenti di PD e LEU, intende istituire un’apposita Commissione tecnica PNIEC “con il fine di semplificare la procedura di VIA e velocizzare così l’autorizzazione per quelle attività che si muovono, appunto, in conformità col Piano Nazionale”.

“L’idea – si legge nella nota congiunta – a quanto pare, è piaciuta molto anche al ministro dell’ambiente Sergio Costa, il quale, entusiasta, ha citato come opere da costruire in fretta solo gli impianti fotovoltaici e quelli eolici, dimenticando, però, che nell’ultimo Piano Energia e Clima ci sono anche le centrali a gas: uno strumento – secondo il governo – fondamentale per fare fronte agli 8GW che verranno meno con il phase-out del carbone. Nell’emendamento non si fa alcuna distinzione tra opere pulite a emissione zero e impianti che saranno invece alimentati con combustibili fossili. Si dice soltanto che, entro 60 giorni, un DPCM dovrebbe individuare ‘le tipologie di progetti per l’attuazione del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima da sottoporre a verifica di assoggettabilità o a VIA in sede statale’. Come detto, a occuparsi di tali procedure dovrebbe essere una “Commissione tecnica PNIEC” composta da 20 membri scelti tra rappresentanti del Ministero dell’ambiente, del CNR, dell’ISPRA, dell’ENEA e dell’ISS”.

“Un emendamento – concludono – che non sappiamo se sia stato scritto male per un approccio superficiale alla questione o, peggio ancora, per snellire effettivamente le procedure autorizzative delle nuove centrali turbogas. Quello che denunciamo con forza, ad ogni modo, è l’ennesimo atto parlamentare a sostegno dei combustibili fossili, delle aziende inquinanti e di progetti anacronistici contro i quali continueremo ad opporci per il bene del pianeta e delle nostre comunità”.

08 agosto 2018

Il Ministero dell'Ambiente rivedrà i limiti per PFAS e altre sostanze

Notizia Ansa

Ministero Ambiente rivedrà limiti per PFAS e altre sostanze

A settembre tavolo tecnico con istituti di ricerca


ROMA - Il Ministero dell'Ambiente è pronto a riesaminare i valori limite allo scarico per i PFAS e per altre sostanze chimiche. Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha convocato a inizio settembre un tavolo tecnico urgente a cui parteciperanno gli istituti scientifici e di ricerca competenti in materia (CNR IRSA, ISS e ISPRA). Il Gruppo di lavoro tecnico dovrà prendere in esame le Linee Guida per la definizione di valori limite allo scarico per i PFAS e per altre sostanze chimiche. Lo scrive il Ministero in un comunicato.

Al Gruppo di lavoro partecipano dal 2016 tutte le Regioni e le rispettive Agenzie ambientali, a cominciare dalla Regione Veneto e da ARPAV, il cui territorio è particolarmente coinvolto nella problematica in questione, oltreché le Autorità di distretto. Lo scorso mese l'ARPAV segnalava la presenza nelle falde del GenX, una sostanza del gruppo dei PFAS che, da alcuni anni, viene utilizzata in processi industriali di sintesi di composti fluorurati al posto del più noto PFOA. La presenza dei Pfas, scrive il Ministero, interessa l'intero territorio nazionale: le Agenzie regionali protezione Ambiente di Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Friuli, Liguria, Sicilia e Umbria stanno effettuando dei monitoraggi sui PFAS, i cui risultati attesi per la fine del 2018 consentiranno di valutare l'estensione del fenomeno e stabilire l'adozione di misure per la salvaguardia ambientale. "Non possiamo permetterci di ignorare che siamo di fronte a una contaminazione delle falde da PFAS che solo in Veneto interessa almeno 300 mila persone - ha detto il ministro Costa -, ed è nostra responsabilità intervenire, nel rispetto dei ruoli, per assicurare la tutela ambientale. Siamo di fronte a un'emergenza che va affrontata con tutti gli strumenti a nostra disposizione, tra cui il tavolo esteso a tutte le Regioni, le quali hanno competenza sui valori limite di queste sostanze negli scarichi. Le conoscenze scientifiche su queste sostanze sono sempre più solide e questo ci richiama alla necessità di una valutazione più approfondita sui valori limite da adottare e sulla possibile inclusione di nuove sostanze del gruppo dei PFAS".

30 novembre 2017

TRIBUNALE DI SAVONA :Il Ministero dell’Ambiente si è costituito parte civile contro Tirreno Power




Tratto da IVG

Tirreno Power, il Ministero dell’Ambiente si è costituito parte civile

Per un difetto di notifica udienza rinviata a gennaio. 
Savona. Dopo l’udienza interlocutoria del 26 ottobre scorso, questa mattina in Tribunale a Savona nuova udienza per la nota vicenda della centrale di Tirreno Power a Vado Ligure. La novità di oggi è che, oltre a sei associazioni ambientaliste (Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana), anche il Ministero dell’Ambiente si è costituito parte civile nel procedimento per disastro ambientale e sanitario contro la centrale termoelettrica di Vado Ligure.

Tuttavia, per un difetto di notifica, la discussione in aula è stata rimandata all’udienza del 25 gennaio (che era stata già calendarizzata), con il giudice che ha fissato anche una nuova udienza nel mese di aprile 2018. Quindi, si dovrà attendere la prossima primavera per conoscere l’esito dell’udienza preliminare e di conseguenza il verdetto sulle richieste di rinvio a giudizio.

Tratto da Rsvn

Anche il Ministero dell’Ambiente si è costituito parte civile contro Tirreno Power

L'esito dell'udienza preliminare non sarà prima di aprile 2018
Risultati immagini per tirreno power




Vado Ligure. Il ministero all’Ambiente si è costituito parte civile nel procedimento per disastro ambientale contro la centrale di Tirreno Power. Congiuntamente al ministero ci sono anche sei associazioni ambientaliste: Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana. Per conoscere l’esito dell’udienza preliminare si dovrà attendere aprile 2018.

09 ottobre 2015

Parigi Cop 21, luogo della speranza e dell'impegno ma soprattutto auspichiamo" il luogo della concretezza".

AUSPICHIAMO  CHE PARIGI E LA COP 21 SIA SOPRATTUTTO  IL LUOGO DELLA CONCRETEZZA 

Nella capitale francese non sono ammesse passerelle e impegni generici che non si traducano in sforzi economici e ambientali.....

 Perché i rischi per il Pianeta sono evidenti e riguardano noi e i nostri figli, non un futuro lontano.

 Un accordo globale, ambizioso e vincolante alla Cop21 rappresenta l'unica risposta possibile del genere umano per fronteggiare i cambiamenti climatici: per questo Parigi deve essere il luogo della speranza e dell'impegno e soprattutto della concretezza .

Parole ne abbiamo gia' sentite tante.......

          Parigi, luogo della speranza e dell'impegno


Parigi, luogo della speranza e dell'impegno
di Gian Luca Galletti
La lettera del ministro dell'Ambiente pubblicata oggi su Repubblica.
Caro direttore,
ci apprestiamo a vivere un grande appuntamento con la storia: la Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici. Nella capitale francese non possiamo ripetere gli errori della conferenza di Copenhagen nel 2009, esempio di inconcludenza dei vertici sul clima.
Le condizioni di oggi sono diverse da quelle di allora. Se non sapremo intervenire per contenere sotto l'asticella--dei due gradi centigradi l'aumento del riscaldamento globale, il pianeta diventerà per centinaia di milioni di persone un luogo impossibile in cui vivere: eventi atmosferici sempre più estremi, scioglimento dei ghiacciai, desertificazioni, nuovi conflitti per l'accesso a risorse-vitali in esaurimento, conseguenti migrazioni di massa che si stimano in circa 250 milioni di "rifugiati ambientali" che lasceranno le loro terre per trovare rifugio da fame e guerra. Di fronte a questo drammatico scenario, abbiamo assistito a una presa di coscienza mondiale.
Penso innanzitutto all'illuminante Enciclica Laudato Si' di Papa Francesco e ai suoi continui richiami a un accordò globale, alla mobilitazione dell' Onu e del suo segretario Ban Ki-moon, agli impegni presi da Cina e Stati Uniti per limitare le emissioni, ai 146 contributi degli Stati già pervenuti in vista della Cop21, al Clean power pian di Obama per portare l'America verso l'energia pulita. Tutti segnali di ottimismo, che si accompagnano a quello di cui andare più orgogliosi come cittadini europei: l'intesa sui tar get raggiunta dall'Europa Mentre su altri temi emergono nel nostro continente le divisio ni più dolorose, pensiamo all'immigrazione, sul clima si può dire che l'Europa abbia fatto l'Europa, mostrando i motivi del suo stare insieme. Quell'intesa ( riduzione del 40% delle - emissioni di Cot rispetto ai li velli del 1990, aumento del 27% del consumo di fonti ener getiche rinnovabili e raggiungimento di un target indicativo, pari al 27%, nel settore dell'efficienza energetica) germoglia da un fruttuoso semestre italiano di presidenza e pone l'Europa come apripista di un accordo. Di un'intesa che secondo noi deve avere alcune caratteristiche precise: essere ambiziosa come l'impegno europeo, equa, vincolante per tutti, trasparente, misurabile nel tempo, durevole perché in grado di fissare obiettivi a lungo termine.
Ricordo a questo proposito che nel mandato dei ministri europei alla presidenza di turno lussemburghese per Parigi c'è anche un altro target importante che fa riflettere sulla "lunga gittata" dello sforzo curopeo: il raggiungimento delle "emissioni zero" nel 2100. Un obiettivo che è destinato a cambiare profondamente l'economia mondiale, portandola verso un modello circolare, di riciclo e rigenerazione, di piena sostenibilità ambientale dei processi produttivi. Sono d'accordo allora con chi afferma che a Parigi, in virtù di quello che potrebbe significare in chiave economica il raggiungimento di un accordo storico, potrebbe esserci battaglia vera con lobby fra le più potenti del mondo.
Noi siamo pronti a combatterla, convinti come siamo che per raggiungere il risultato sia necessario spostare il ragionamento sulla dimensione etica: cioè su quel legame indissolubile tra ambiente, equità sociale e diritti umani che il Santo Padre ci ha magistralmente spiegato all'Assemblea delle Nazioni Unite di New York e che è alla base di quell -Ecologia integrale" che Papa Francesco propone a credenti e no nella sua Enciclica. 
Ci sono, insomma, le premesse per avere fiducia. Nella capitale francese non sono ammesse passerelle e impegni generici che non si traducano in sforzi economici e ambientali. Perché i rischi per il Pianeta sono evidenti e riguardano noi e i nostri figli, non un futuro lontano. 
Un accordo globale, ambizioso e vincolante alla Cop21 rappresenta l'unica risposta possibile del genere umano per fronteggiare i cambiamenti climatici: per questo Parigi deve essere il luogo della speranza e dell'impegno.

08 gennaio 2015

1)Tirreno ascoltato in procura il presidente dell'Ordine dei Medici, Ugo Trucco 2) Ministero Ambiente replica a Tirreno Power: "La copertura carbonile è un falso problema e non risulta richiesto il dissequestro degli impianti ".

Tratto da Savona News
Tirreno Power, nuova audizione in procura: ascoltato il Presidente dell'Ordine dei Medici, Dottor Ugo Trucco.

La linea investigativa della magistratura é incentrata sul profilo sanitario. L'Ordine dei Medici tra i primi a ribadire con forza la necessità di abbandonare il carbone come combustibile per la produzione di energia elettrica

Nuova audizione questa mattina in procura sull’inchiesta Tirreno Power: ad essere ascoltato come persona informata sui fatti il Presidente dell'Ordine dei Medici di Savona, il dottor Ugo Trucco.

É chiara la linea investigativa della magistratura, incentrata attualmente sul profilo sanitario. L'Ordine dei Medici di Savona é infatti stato tra i primi a schierarsi contro il carbone e a ribadire con forza la necessità di una strategia volta ad abbandonare il carbone come combustibile per la produzione di energia elettrica nel nostro territorio. L'Ordine aveva sostenuto la metanizzazione dell'impianto di Vado Ligure, e si era schierato contro la vecchia Aia del 2012.

Questa mattina il medico Ugo Trucco, secondo quanto trapela dal sesto piano di palazzo di Giustizia, avrebbe confermato la posizione assunta dall'Ordine al procuratore Francantonio Granero. Una posizione deontologica relativa ai danni alla salute provocati dalla centrale a carbone..
Continua a leggere su Savona News
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Tratto da Savona News
Ministero Ambiente replica a Tirreno Power: "La copertura carbonile è un falso problema"


"L'impianto è ancora oggi sotto sequestro da parte della magistratura e non risulta richiesto il dissequestro degli impianti sulla base del rinnovo dell'Aia appena concessa"

Il ministero dell'Ambiente replica a Tirreno Power che ieri aveva affermato che le prescrizioni della nuova Aia (autorizzazione integrata ambientale) sono inattuabili.
"La scadenza della realizzazione della copertura del carbonile e' un falso problema - si legge in una nota del dicastero - La revisione dell'Aia a firma del Ministero dell'Ambiente e' stata istruita prima della proroga accordata dallo Sviluppo Economico per rivedere i tempi della realizzazione della copertura del carbonile. E quindi il Ministero dell'Ambiente non poteva tenerne conto.
 E' altrettanto chiaro, in considerazione dell'importanza dell'argomento, che la domanda di adeguamento del termine della copertura del carbonile, se e quando presentata, sara' esaminata in tempi brevissimi".

Il ministero ricorda inoltre che "l'impianto è ancora oggi sotto sequestro da parte della magistratura e non risulta richiesto il dissequestro degli impianti sulla base del rinnovo dell'Aia appena concessa".

24 novembre 2014

Tirreno Power La risposta della Sottosegretaria Silvia Velo all' interpellanza su Tirreno Power.

DOMANI 25 NOVEMBRE  CONFERENZA DEI SERVIZI  DELIBERANTE PER LA 
PROBLEMATICA TIRRENO POWER .
Tratto da youtube
Alcuni stralci della  recente risposta del Sottosegretario all' Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare On Silvia Velo all' interpellanza di Anna Giacobbe (http://youtu.be/AL2ONwTYvGI)

....Il Ministero dell' Ambiente con provvedimento di AIA n° 227 del 14 dicembre 2012 ha disciplinato l'esercizio della centrale di Vado Ligure .E' di dominio pubblico la notizia che la Magistratura competente  in data 11 marzo 2014 ha disposto il sequestro preventivo delle due sezioni a carbone VL3 VL4 per motivi sanitari e pertanto le stesse risultano spente a partire da tale data.
Successivamente è intervenuto l'atto di sospensione dell'efficacia del provvedimento AIA da parte del Ministero dell' Ambiente limitatamente all' esercizio delle due sezioni termoelettriche di cui sopra ed a oggi ovviamente  è consentito  l'esercizio solo di VL5 alimentata a gas naturale.
Le recenti vicende giudiziarie che hanno investito il polo energetico di Vado Ligure ,in aggiunta alla situazione di crisi della domanda che sta investendo il settore termoelettrico in generale,hanno dato luogo alla crisi occupazionale che attraversa appunto la centrale e relativo indotto.....
La vertenza coinvolge certamente più amministrazioni che in modo coordinato affrontano la problematica secondo i profili ciascuno di rispettiva competenza......

Per quanto concerne i limiti delle emissioni imposti alla centrale di Vado Ligure ,e la tempistica per l'adeguamento agli stessi non è possibile operare un raffronto con i limiti imposti ad impianti analoghi  sul territorio nazionale.
Infatti tale questione trova interpretazione nella normativa di cui al titolo 3 bis della parte II del decreto legislativo 152 / 2006 che si riporta ai principi  di prevenzione e riduzione integrata del'inquinamento stabilendo criteri organizzativi  determinati a valle delle analisi effettuate caso per caso e volte ad individuare le MTD  con le prestazioni connesse in ogni specifico contesto.
Alla luce di ciò  le condizioni fissate per l'impianto in questione si pongono all'interno e non ai margini di tale campo di variabilità  e verosimilmente diverranno condizioni definitive nel provvedimento di rinnovo anticipato richiesto dal gestore.

Su tale base pertanto non è possibile rilevare alcuna disomogeneità di trattamento per l'impianto con altri simili presenti sul territorio nazionale . Si ricorda che la centrale di Vado Ligure è già dotata   di Autorizzazione Integrata Ambientale  volta a disciplinare l'esercizio della stessa ATTRAVERSO  UNA SERIE DI ESERCIZI TRANSITORI:

IL GESTORE TUTTAVIA NON HA EFFETTUATO GLI INTERVENTI MIGLIORATIVI CHE AVEVA PROPOSTO IN SEDE DI ISTANZA DI AUTORIZZAZIONE  E DI CONSEGUENZA IL MINISTERO DELL' AMBIENTE ,PREVIA DIFFIDA ,HA DOVUTO PROCEDERE A SOSPENDERE LA VALIDITA'  DELL' AUTORIZZAZIONE.
Quest'ultimo provvedimento si distingue da quello assunto dalla Magistratura perchè volto ad impedire LA REITERAZIONE PRESUNTA DI REATI CONNESSI ALL' EFFETTO DELL' ESERCIZIO DELL' IMPIANTO SULLA SALUTE DELLA POPOLAZIONE........

La società Tirreno Power quindi ha chiesto il rinnovo anticipato dell' autorizzazione prospettando una diversa articolazione degli esercizi provvisori , dell' assetto finale  a regime che non prevede più la realizzazione del nuovo gruppo VL6 e delle prestazioni da traguardare.
Tale richiesta poichè dal punto di vista ambientale prevede sostanziali variazioni rispetto al quadro prestazionale ed emissivo già autorizzato è tuttora oggetto di una approfondita istruttoria tecnica che il 25 novembre prossimo sarà discussa in seno alla conferenza dei servizi.
NON SI ESCLUDE LA FISSAZIONE DI CONDIZIONI ORGANIZZATIVE PARTICOLARMENTE RIGOROSE STANTE LA TEMUTA CRITICITA' SANITARIA ED IL PARTICOLARE ASSETTO IMPIANTISTICO...

In sintesi il procedimento di rinnovo dell' Aia mira a delineare le condizioni  di un adeguamento ottimale della centrale di Vado Ligure  (......) 

Qui il link all' interpellanza e la risposta integrale del Sottosegretario Velo è dal minuto 9,20
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 Leggi anche l'articolo del 1 aprile 2014


Il sottosegretario SILVIA VELO su Tirreno Power : "l'impatto ambientale interessa tutti".

Tratto da Savona News
Vado e Quiliano: parla il sottosegretario Velo 
"l'impatto ambientale interessa tutti".

"Tutte le richieste formulate e che riguardavano

 la tutela della salute erano state accolte dai due 

Sindaci”



Silvia Velo, sottosegretario di stato per l'ambiente alla
 Camera dei Deputati, interviene su Tirreno Power “le 
verifiche connesse all'effettivo impatto ambientale che la
 centrale ha sul territorio circostante non interessano
 esclusivamente il Ministero dell'Ambiente quale Autorità 
preposta al rilascio dell'AIA, ma devono necessariamente 
coinvolgere  tutti i soggetti pubblici titolari di specifici 
poteri in materia di tutela dell'ambiente e della salute.

Leggi qui l'articolo integrale

12 giugno 2014

Tirreno Power di Vado Ligure : Ora la centrale rischia lo STOP definitivo.

Immagine tratta da Il Secolo XIX oggi in edicola
 da pag 9.

Arriva dal Ministero dell' Ambiente -prima ancora che dalla pronuncia del Gip del tribunale di Savona (atteso per fine mese)-la prima condanna a morte per i gruppi a carbone (sequestrati nel marzo scorso  nell' ambito di un'inchiesta per disastro ambientale doloso) della centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure.......



Immagine tratta  da La Stampa dalla prima pagina delle Cronache di Savona.
ANCHE IL MINISTERO " AFFONDA LA CENTRALE TIRRENO POWER.



11 giugno 2014

Decreto del Ministero sospende l’AIA a Tirreno Power:

Tratto da IVG

Sospesa l’Aia a Tirreno Power: costruzione del VL6 non iniziata nei termini

Vado Ligure. Nuova tegola per Tirreno Power: il Ministero dell’Ambiente ha emanato un decreto di sospensione dell’Aia.
La firma del ministro sul decreto è arrivata ieri, e questa mattina è stato notificato alle parti, ed uscirà a breve sulla Gazzetta Ufficiale. 
La revoca dell’Aia comporta in sostanza la sospensione da parte del ministero dei gruppi VL3 e Vl4, al momento già inattivi per via del sequestro operato dalla Procura.
La motivazione, in sintesi, risiederebbe nel fatto che la costruzione del gruppo VL6, il famoso terzo gruppo a carbone, non è iniziata nei tempi previsti.

Leggi anche su Il Fatto Quotidiano

Tirreno Power, sospesa Aia per centrale Vado Ligure........ 

Il ministero dell’Ambiente ha sospeso l’Aia (l’autorizzazione integrata ambientale) alla Tirreno Power, la centrale a carbone di Vado Ligure. Il provvedimento arriva dopo lo stop imposto dal giudice l’11 marzo scorso per il superamento dei limiti previsti per le emissioni. Da tempo sulla centrale indaga la procura di Savona: secondo l’accusa le emissioni avrebbero causato, negli anni, morti e disastro ambientale.
Il provvedimento, che riguarda i gruppi a carbone VL3 e VL4 della centrale, è stato assunto – si legge nel provvedimento ministeriale – a causa del “mancato avvio dei lavori della sezione VL6 (che) costituisce inottemperanza all’Aia.
Risultano di fatto compromessi gli obiettivi di limitazione dell’impatto inquinante della centrale”. Inoltre “Il relativo termine di avvio lavori [...] è ormai venuto a scadenza a partire dal 6 gennaio 2014. Occorre sospendere l’attività degli impianti VL3 e VL4, il cui esercizio era autorizzato solo nelle more della predetta nuova sezione VL6″. 
SullaTirreno Power è accesa da tempo la luce della procura della Repubblica di Savona che procede sull’ipotesi di disastro ambientale e omicidio colposo plurimo, provocato dalle morti e dalle malattie riconducibili appunto all’ attività della centrale a carbone.

(Qui l'articolo  integrale  )

09 giugno 2014

Sul sito del Ministero dell' Ambiente continuano le diffide a Tirreno Power .........a centrale chiusa.


Due Nuove diffide sono comparse sul sito del Ministero dell' Ambiente (qui il link alle diffide)

      
La prima è del 29 maggio 2014 è dell' Ispra



La seconda  è del 30 maggio 2014  ed è 
del Ministero dell' Ambiente.


                 
                  Qui il link alle diffide :
               clicca su diffide per vedere la lista . 

12 aprile 2014

ILVA E NON SOLO......“NON C’E' LAVORO SENZA SALUTE”.

......Lavoro e salute, due beni inalienabili, entrambi da tutelare, entrati  in conflitto a Taranto, la città che vive dentro il più grande impianto siderurgico d’Europa del quale la locale Procura ha disposto il fermo per disastro ambientale. 
Otto i dirigenti ed ex dirigenti dell’ILVA agli arresti domiciliari che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia. Undicimila i lavoratori interessati, 174 i decessi per tumore negli ultimi sette anni riconducibili all’attività dell’acciaieria.



Pubblichiamo un  interessante articolo del  novembre 2012 
Tratto da Articolo 21
                              
ILVA E NON SOLO......“NON  C’E' LAVORO  SENZA  SALUTE”.

Ilva e non solo. Sono tanti i luoghi in cui si combatte per difendere la propria terra dall’inquinamento, in un tempo in cui “il virus” sembra essere il prezzo da pagare per il progresso, per il benessere. Ed allora, quale è il rapporto tra malattie e inquinamento, a che punto è la nostra cultura ambientalista e la responsabilità della politica? Ne abbiamo parlato con Saverio Luzzi, storico autore de “Il Virus del Benessere” (ed.Laterza) che ricostruisce per noi le dinamiche de rapporto lavoro-ambiente nel nostro Paese.

Che idea si è fatto di cosa sta accadendo a Taranto, intorno allo stabilimento Ilva?
Penso che sia venuto a galla un elemento di lungo periodo della storia industriale italiana, vale a dire il disinteresse dell’imprenditoria nei confronti della salvaguardia ambientale e delle conseguenze del proprio operato. L’Italia continua purtroppo a essere la nazione delle produzioni a basso valore aggiunto, dei bassi salari e della devastazione ambientale. Taranto non ha fatto eccezione a tutto ciò.
Un dato che l’ha colpita della ricerca recente sul rapporto inquinamento e malattie nel territorio tarantino?
Personalmente non sono rimasto particolarmente colpito dal rapporto, nel senso che i dati scaturiti da “Sentieri” (questo è il nome dell’inchiesta epidemiologica realizzata dall’Istituto superiore di sanità) erano largamente previsti da chi si occupa di questi temi. Ciò non toglie che la situazione di Taranto sia più che allarmante. Una città in cui, dal 2003 al 2009, i tumori allo stomaco sono raddoppiati, quelli al fegato sono aumentati del 75%, quelli al corpo dell’utero dell’80%, quelli alla mammella del 24% è una città i cui abitanti sono vittime inconsapevoli delle leggi del profitto. Mi ha particolarmente colpito, invece, l’atteggiamento del ministro dell’Ambiente, il quale ha tentato di minimizzare la gravità della situazione.

Come si pone nella dialettica lavoro – salute?
La salute è un bene inalienabile. Chi crea lavoro ha il dovere di farlo salvaguardando l’equilibrio psico-fisico dei lavoratori. La politica, a sua volta, ha almeno due doveri: tutelare l’integrità della collettività, imponendo delle regole normative che limitino il più possibile l’emissione di sostanze inquinanti e obbligare gli imprenditori al rispetto delle regole di cui sopra. Non c’è lavoro senza salute.

Come si sta muovendo lo Stato secondo lei in questa vicenda?
Secondo me lo Stato non si sta muovendo. Anche gli enti locali, a partire dalla Regione Puglia, non hanno fatto tutto quel che dovevano. Io rimango convinto che la fabbrica non vada chiusa. È possibile produrre acciaio senza significative conseguenze sulla salute dei tarantini. Ciò fino ad ora non è stato fatto perché si è pensato soltanto a massimizzare i profitti ed è gravissimo che di fronte a questa irresponsabilità etica e imprenditoriale le autorità politiche abbiano chiuso gli occhi.

Alcuni se la sono presa con i magistrati che hanno scoperchiato la questione condannando l’Ilva. Cosa ne pensi?
Penso che ancora una volta – e questa è un’altra costante della storia di questo paese – è stata la Magistratura a intervenire, trovandosi di fatto costretta a svolgere un ruolo che invece è proprio della politica. Condivido in pieno le decisioni dei magistrati tarantini che vanno lodati per il lavoro svolto.
Che rapporto c’è tra inquinamento e malattie?Guardi, le basti pensare che Dominique Belpomme, il principale oncologo francese, ritiene che circa l’80% delle affezioni tumorali siano dovute alla degradazione ambientale. È un dato eccessivo? Forse sì, ma di certo ha un grado di plausibilità superiore rispetto a certe cifre avventatamente ottimiste fornite da alcuni luminari italiani interessati a soddisfare il proprio narcisismo.

Ci sono delle “bombe inesplose” (tipo Ilva) di cui i media non parlano?
L’Italia è piena di zone devastate dalle industrie. Il caso di Taranto è quello più eclatante, ma non dimenticherei quanto accaduto a Porto Marghera, a Casale Monferrato, a Melilli, a Gela e in vari altri luoghi.... Personalmente, non credo che non si debba produrre nulla, né tendo a demonizzare il settore secondario. Tengo però a sottolineare un paio di elementi. Il primo è che il profitto non è e non può essere l’unico motore della società. L’altro è che, grazie alle conoscenze in nostro possesso, oggi si può produrre impiegando razionalmente le risorse ambientali e non alterando il quadro sanitario delle zone ove sono ubicati gli impianti. Prescindere da ciò è sbagliato e dannoso.
Leggi l'articolo integrale su Articolo 21

Il caso Taranto è comunque oggi emblematico, a maggior ragione perché rispetto ai comportamenti  prevalentemente “tolleranti-omissivi” del passato (da parte di molti soggetti preposti o competenti) si è passati , con l’intervento del Governo (post Magistratura locale), ad un decisionismo 
“legislativo” che costituisce una novità rilevante e per molti aspetti critica e pericolosa (un’azienda viene “obbligata” alla bonifica ma “si accetta”, “si permette” ufficialmente e consapevolmente che ancora per un tempo non minimo - almeno due, tre anni - il territorio e le persone subiscano esposizioni dei cui effetti dannosi vi è certezza. 
E Taranto è anche un esempio classico (ripetiamo, non certo il solo) di situazioni che dovrebbero vedere  approcci dipartimentali in cui produzione, lavoro, ambiente e salute di lavoratori e cittadini siano affrontati e salvaguardati in modo integrato e partecipato, in cui si superi l’ignobile e intollerabile ricatto “occupazione o salute”.

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04 aprile 2014

IL SECOLO XIX : Centrale fuori legge, il ministero sapeva

Continua a fuoriuscire dentrificio dal tubetto..........

Difficile farlo rientrare.......

Tratto da Il Secolo XIX 

Centrale fuori legge, 

il Ministero sapeva


Vado Ligure - Il ministero dell’Ambiente sapeva che Tirreno Power stava violando l’Aia. 
Ma, stando alle carte, sceglie di comunicare all’azienda una formale diffida l’11 marzo: stesso giorno in cui i giudici fermano le ciminiere. Un sincronismo perfetto. 
E’ sola la prima, curiosa coincidenza che riguarda il dicastero.
La seconda: il 21 febbraio parte dal ministero il via libera a una modifica richiesta da Tirreno Power per misurare a terra e non a camino - come prevede l’Aia - le emissioni. 
Peccato che nello stesso giorno arrivi la relazione ispettiva dell’Ispra, il braccio operativo del dicastero, che dice esattamente il contrario.

Il sequestro preventivo disposto dal gip di Savona è datato 11 marzo: il ministero, con straordinario tempismo, produce due diffide distinte, con diverse motivazioni. 
Una, come raccontato nelle scorse settimane dal Secolo XIX, è datata 14 marzo - tre giorni dopo la chiusura - ed è motivata dal mancato inizio dei lavori del nuovo gruppo a carbone.
L’altra è di tre giorni prima e nell’oggetto recita: diffida per inosservanza delle prescrizioni autorizzative del decreto Aia.


In soldoni: il ministero sa che l’azienda non sta facendo i compiti a casa. Quando lo comunica? Lo stesso giorno in cui si muove la magistratura. Tre settimane prima, il 21 febbraio, se ne consuma un’altra.

A Roma arriva la relazione dell’Ispra, frutto di due ispezioni (dal 28 al 30 gennaio e il 17 febbraio) compiuti in sinergia con Arpal.
I tecnici trovano diverse cose che non vanno: stoccaggio dei rifiuti, olio combustibile, livelli troppo alti di Boro. Ma sottolineano la «necessità di prescrivere al gestore l’installazione del Sistema di monitoraggio delle emissioni al camino E2, stante la non documentata affidabilità nel funzionamento degli Sme».
Quel sistema, per i tecnici, non è affidabile.
Si consiglia, quindi, di procedere a diffida.
La relazione arriva negli uffici del ministero il 21 febbraio: è il giorno in cui Renzi presenta la lista dei ministri a Napolitano. Esce Orlando, entra Galletti. Quello stesso giorno il ministero comunica il via libera all’azienda per utilizzare uno Sme a terra, come in precedenza richiesto da Tirreno Power. 

In pratica i funzionari del ministero prendono la decisione opposta a quella consigliata, nel medesimo giorno, dai loro stessi esperti. 
Ma non basta: nella diffida dell’11 marzo, con cui il ministero accusa Tirreno Power di inadempienze, non si fa cenno alla vicenda del controllo a camino. 
Ma magari è una coincidenza.


Cosa c'è dietro a Tirreno Power?
Leggi su Il Segno News