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07 novembre 2013

RIFONDAZIONE COMUNISTA-Tirreno Power: botta e risposta in Regione

Tirreno Power: botta e risposta in Regione.

Savona - «Non si affrontano i problemi eludendoli». Così il capogruppo di Federazione della sinistra-Rifondazione Giacomo Conti, che aveva chiesto chiarimenti sulla vicenda legata alla centrale a carbone di Vado Ligure, dichiara la propria insoddisfazione per la risposta ricevuta dall’assessore all’Industria, Renzo Guccinelli.
«Due anni fa, con l’avallo di una delibera regionale alla quale ci eravamo opposti , Tirreno Power ha ottenuto il via libera per rinnovare e potenziare gli impianti esistenti della Centrale a carbone di Vado Ligure e Quiliano, - spiega Conti - un’autorizzazione che non esclude la realizzazione di un terzo gruppo, sempre a carbone, fortemente voluto dall’azienda».
Conti ricorda l’inchiesta avviata dalla procura della Repubblica sulla centrale e i risultati allarmanti degli accertamenti sanitari e ambientali nella zona, ordinati dalla stessa autorità giudiziaria.


«Di fronte all’ipotesi di “disastro ambientale” che sta emergendo dall’inchiesta in corso, abbiamo chiesto con un’interrogazione alla Regione di rivedere e modificare la propria posizione. 
La risposta ricevuta dall’assessore Guccinelli è del tutto insoddisfacente: innanzitutto perché elude completamente l’argomento e parla d’altro (tant’é che nel testo non cita nemmeno la Centrale oggetto dell’interrogazione) e poi perché subordina la possibilità di un progressivo abbandono del carbone a scelte fatte da altri, ignorando e sottovalutando, nei fatti, il ruolo della Regione nell’ambito delle politiche energetiche». 
Conti annuncia nuove iniziative.




01 ottobre 2013

Interrogazione su Tirreno Power del capogruppo di FdS-Rifondazione

         
Il capogruppo di Federazione della sinistra-Rifondazione Giacomo Conti presenta un'interrogazione per chiedere alla giunta regionale di rivedere l'autorizzazione alla costruzione di una nuova sezione della centrale termoelettrica di Vado Ligure Quiliano e al mantenimento transitorio delle due sezioni più vecchie e invita la Regione a privilegiare l'utilizzo nuove fonti di energia alternative al carbone.
«Nel corso degli anni un ampio schieramento di forze politiche, comitati, movimenti e singoli, oggi riuniti della "Rete Savonese Fermiamo il Carbone" - spiega Conti - ha lottato e lotta per impedire che la provincia di Savona venga condannata, sia con il rifacimento degli attuali gruppi, che porta di fatto ad un'ampliamento, sia con la realizzazione di un terzo, ad altri 50 anni di energia prodotta utilizzando il carbone. 
La Regione Liguria a fine 2011 acconsentì al rifacimento dei gruppi, non escludendone un terzo, una scelta che già allora giudicammo sbagliata e che oggi risulta esserlo ancora di più».


Il capogruppo ricorda che la Procura di Savona ha avviato un'inchiesta per verificare le conseguenze sulla salute delle emissioni della centrale e che, secondo alcune anticipazioni giornalistiche, le emissioni avrebbero provocato un aumento della mortalità di cancro nel savonese di mille unità rispetto ai parametri scientifici presi a riferimento.

«In virtù di questi nuovi, drammatici elementi - conclude Conti - crediamo che la Regione debba rivedere la sua posizione impostando una politica energetica diversa, capace di abbandonare progressivamente l'uso e l'abuso del carbone. 
Del resto la precedente amministrazione regionale proprio in materia energetica aveva intrapreso una strada volta alle energie rinnovabili, non certo alle fonti fossili ed in particolare al carbone».