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22 marzo 2022

Comunicato di Uniti per la Salute del 22 marzo 2022. "Riteniamo che le contestazioni del consulente della difesa siano risultate deboli.”

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Inchiesta Tirreno Power, Uniti per la Salute: “Contestazioni del consulente della difesa sono deboli”

Il secondo consulente delle difese Micheloni terminerà la sua esposizione nella prossima udienza prevista                  per il 5 aprile

Savona. “Nel corso del processo che si sta svolgendo presso il tribunale di Savona a carico di 26 fra dirigenti e amministratori della centrale termoelettrica di Vado Quiliano, stanno sfilando i numerosi consulenti convocati dalle difese nel tentativo di contestare le conclusioni dei periti della Pubblica Accusa che hanno portato alla imputazione di disastro ambientale e sanitario.
Nell’udienza di oggi l’ingegnere Carlo Zocchetti si è concentrato su alcune contestazioni allo studio di coorte effettuato dal CNR – massimo ente di ricerca italiano (studio commissionato attraverso l’Osservatorio dalla stessa Regione Liguria per avere un quadro esaustivo della situazione sanitaria)”. Lo ha riferito l’associazione Uniti per la Salute. 

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 Tratto da Savona News

Processo Tirreno Power, "Uniti per la Salute": "Il consulente della difesa ha ammesso che il suo studio sulla mortalità e i ricoveri non è in grado di riferire sugli effetti sanitari della centrale"

"Riteniamo che le contestazioni del consulente della difesa siano risultate deboli e assai opinabili presentando tra l'altro a nostro avviso come risultati opinioni del tutto personali e difformi dalla letteratura scientifica internazionale"


Nel corso del processo che si sta svolgendo presso il tribunale di Savona  a carico  di 26 fra dirigenti e amministratori della  centrale termoelettrica di Vado Quiliano, stanno sfilando i numerosi consulenti convocati dalle difese nel tentativo di contestare le conclusioni dei periti della Pubblica Accusa che hanno portato alla imputazione di disastro ambientale e sanitario". Così, attraverso una nota stampa, "Uniti per la Salute" al termine dell'udienza odierna del processo Tirreno Power.

"Nell'udienza di oggi l'ingegnere Carlo Zocchetti si è concentrato su alcune contestazioni allo studio di coorte effettuato dal CNR  - massimo ente di ricerca italiano ( studio commissionato attraverso l' Osservatorio dalla  stessa Regione Liguria per avere un quadro esaustivo della situazione sanitaria) - prosegue la nota - Ricordiamo  gli esiti con i drammatici numeri sulla mortalità emersi su questo territorio dove si è evidenziato che nei 12 comuni considerati, nelle aree a maggiore esposizione a inquinanti sono stati riscontrati eccessi di mortalità per tutte le cause (sia uomini che donne) del 49%, con punte del 90% per malattie dell'apparato respiratorio negli uomini. Esiti totalmente in linea con lo studio dei consulenti della Procura della Repubblica Crosignani-Franceschi-Scarselli".

"Riteniamo che le contestazioni del consulente della difesa siano risultate deboli e assai opinabili presentando tra l'altro a nostro avviso come risultati opinioni del tutto personali e difformi dalla letteratura scientifica internazionale. Lo stesso consulente della difesa ha poi ammesso che lo studio da lui eseguito sulla mortalità e i ricoveri  prima e dopo il 2014 non è in grado di riferire assolutamente  nulla sugli effetti sanitari della centrale Tirreno Power. Il secondo consulente delle difese Micheloni terminerà la sua esposizione nella prossima udienza prevista per il 5 aprile" concludono da "Uniti per la Salute".


15 marzo 2022

Uniti per la Salute ODV comunicato : Consulenti della difesa con posizioni in contrasto tra loro.

 Uniti Per La Salute ODV

Associazione di Volontariato

               15.03.2022

Consulenti della difesa con posizioni in contrasto tra loro

Nell'udienza odierna del processo a carico di 26 funzionari e dirigenti della centrale termoelettrica di Vado Quiliano oggi sono stati sentiti due consulenti delle difese degli imputati.

Nel tentativo di contestare le conclusioni dei periti della Pubblica Accusa che hanno portato alla imputazione di disastro ambientale, il consulente della difesa degli imputati prof. Giorgio Gilli ha esposto le sue tesi su alcuni aspetti delle indagini disposte dalla Procura della Repubblica. In particolare a nostro avviso è emersa una importante discordanza con un altro consulente, sempre delle difese. Il prof. Gilli ha parlato infatti di supposta non idoneità del metodo di biomonitoraggio lichenico ai fini dell'indagine della qualità dell'aria, in contraddizione con quanto sostenuto nell'udienza precedente del 15 febbraio scorso dall'altro consulente delle difese, il lichenologo prof. Loppi, per cui il biomonitoraggio lichenico è stata una scelta "ragionevole e giustificata".

La comunità scientifica internazionale (ma anche il Ministero dell'Ambiente italiano) peraltro da tempo ha riscontrato l'efficacia dei licheni  come metodo di queste  indagini sul territorio. A titolo esclusivamente di esempio non esaustivo si allega un' immagine pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Nature nel lontano 1997  dove già molti anni fa  nelle due mappe a confronto si evidenziava a nostro parere una correlazione tra patologie e riduzione della diversità (rarefazione)  dei licheni.

Il prof. Gilli, nel corso del suo esame, ha anche riconosciuto la rilevante maggiore pericolosità del particolato PM 2,5 proveniente da centrali a carbone rispetto alle polveri provenienti da altre fonti (traffico stradale ecc.) 

E' da rimarcare che in un altro contesto (intervista rilasciata dallo stesso prof. Gilli nel 2018) ha definito l'olio e il carbone “combustibili altamente inquinanti”. Inoltre a proposito di particelle  PM 2,5 “penetrano in profondità nell'albero respiratorio, sono anche quelle più nocive in termini di effetti cancerogeni”.

Nel controesame l'avvocato di parte civile (WWF) Marco Casellato, il prof. Gilli ha infine riconosciuto l'importanza delle linee guida dell' OMS come legge di copertura scientifica ai fini dell'impatto sulla salute umana degli inquinanti .



16 febbraio 2022

Comunicato del 15 febbraio 2022 di Uniti per la Salute

 Uniti Per La Salute ODV

Associazione di Volontariato

15.02.2022



Il legale di Uniti per la Salute  al consulente della difesa Loppi: lei critica i risultati delle indagini epidemiologiche dell'accusa ma le faccio notare che complessivamente sei autonome linee di indagine  convergono nei medesimi risultati. Il consulente della difesa ha risposto: mi ero posto anch'io questa domanda...

Come ribadito nei precedenti comunicati, la nostra associazione da ormai 15 anni persegue con  impegno, serietà e senza posizioni ideologiche  la finalità di tutela della salute nel nostro territorio e per  questo riteniamo  naturale  e legittimo che le difese dei 26 imputati si adoperino per tentare di smantellare le accuse.
Nella udienza di oggi è stata la volta del consulente dell'azienda  Stefano  Loppi che ha concluso la sua esposizione iniziata nella scorsa udienza, incentrata prevalentemente  sulle presunte criticità dello studio sui licheni dei consulenti tecnici del Pubblico Ministero.
Ricordiamo che in una precedente udienza, il Consulente del PM dott Scarselli aveva evidenziato come tra la prima indagine fatta a centrale funzionante e la seconda dopo quattro anni dalla chiusura  emergessero notevoli e significativi miglioramenti nella flora lichenica (come noto indice della salute ambientale di un territorio).
Del resto già l'indagine sull'ambiente lichenico  eseguita per conto della stessa azienda proprietaria della centrale da “Strategie ambientali” con la centrale a carbone in funzione aveva evidenziato forti criticità .Si cita la puntuale nota dell’illustre prof Tamino dell’università di Padova su questo biomonitoraggio che parla di “ un forte inquinamento antropico della zona, causato, se non esclusivamente, sicuramente in parte rilevante dalla centrale di Vado Ligure”. Si precisa che la nota completa si può trovare sul sito del Ministero dell'Ambiente.

Durante la sua esposizione il Consulente delle difese ha espresso dubbi sulla qualità delle indagini del Consulenti del PM “ le mappe prodotte risultano estremamente carenti dal punto di vista teorico e concettuale. Eppure tali mappe, della cui qualità ed incertezza e dunque affidabilità nulla è dato sapere, costituiranno al base per l'indagine epidemiologica” Peraltro, lo studio Cesi 2012, assunto dal consulente delle difese quale studio modello, presenta le medesime, presunte, problematiche metodologiche che il CT delle difese aveva rilevato nei confronti dello studio Scarselli.
In sede di controesame il nostro legale  ha evidenziato come l'indagine epidemiologica si sia basata anche sui modelli di ricaduta forniti  dal dipartimento di Fisica dell’Atmosfera dell’Università di Genova che , guarda caso, coincidevano con  le mappe degli studi del dott Scarselli (consulente del PM) . E, guarda caso, proprio in quelle aree nell'indagine epidemiologica ordinata dalla Procura della Repubblica, le tipologie dei problemi di salute riscontrati erano compatibili con le emissioni di una centrale a carbone. E guarda ancora il caso, lo studio di coorte effettuato cal CNR (massimo ente di ricerca italiano) ha di fatto confermato,sottolineando  anzi che che nei 12 comuni considerati, nelle aree a maggiore esposizione a inquinanti sono stati riscontrati eccessi di mortalità per tutte le cause (sia uomini che donne) del 49%, con punte del 90% per malattie dell’apparato respiratorio negli uomini. In definitiva, complessivamente sei autonome linee di indagine che convergono nei medesimi risultati.
A questa contestazione il Consulente delle difese  non ha saputo fornire a nostro avviso una risposta esaustiva sul piano scientifico ammettendo che egli stesso si era posto la medesima domanda.

A nostro parere quindi, le sei autorevoli conferme succitate, peraltro già esposte in aula dagli autori, depongono in modo assolutamente inconfutabile  sulla qualità e attendibilità dello studio sui licheni della Pubblica Accusa.

 

UPLS

09 febbraio 2022

RAINEWS La tutela dell'Ambiente entra in Costituzione, c'è il sì definitivo della Camera

 Tratto da Rainews

Montecitorio

La tutela dell'Ambiente entra in Costituzione, c'è il sì definitivo della Camera

Passa la proposta di legge che modifica in tal senso gli articoli 9 e 41 della Carta. Il Senato aveva approvato con la maggioranza dei due terzi lo scorso 3 novembre, di conseguenza entra subito in vigore e non è sottoponibile a referendum


L'Aula della Camera ha definitivamente approvato la proposta di legge costituzionale con 468 voti a favore, un contrario e sei astenuti. L'articolo 9 afferma il valore primario di tutelare la casa in cui viviamo, sancisce il diritto a un ambiente salubre; l'articolo 41 ci dice che l'iniziativa privata economica resta libera, ma non deve danneggiare e non deve essere a detrimento della salute e dell'ambiente da Rainews

La tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi entra in Costituzione. L'Aula della Camera ha definitivamente approvato la proposta di legge costituzionale che modifica in tal senso due articoli della Carta, il 9 e il 41.  Il testo, alla seconda lettura alla Camera, è passato a Montecitorio con 468 voti a favore, un contrario e sei astenuti. Il Senato lo aveva approvato con la maggioranza dei due terzi lo scorso 3 novembre. Di conseguenza, entra subito in vigore e non è sottoponibile a referendum.

Cingolani: "E' una giornata epocale"

"Credo che oggi sia una giornata epocale, ne sono molto contento come cittadino …. Ma come Governo aggiungo che stiamo facendo uno sforzo enorme sul Pnrr, la transizione ecologica è un po' questo: riuscire a fare una grande trasformazione che deceleri il riscaldamento, che freni certi eventi avversi a livello meteorologico, mantenendo la sostenibilità sociale". Così il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, a pochi minuti dal voto di Montecitorio. "E' una sfida nella sfida - ha osservato incontrando la stampa alla Camera - ma tutte queste cose, però, sono previste dalla Costituzione: il lavoro, la società, i diritti delle nuove generazioni e l'ambiente. E questo ci dovrebbe anche concettualmente facilitare molto il lavoro".

"Ho sostenuto con grande convinzione questa conquista - ha affermato - ma devo dare atto che è il frutto di un lavoro che viene da lontano e ringrazio il Parlamento". Cingolani ha peraltro puntualizzato: "Il Governo crede assolutamente in questo cambiamento".  Guardando alle modifiche introdotte alla Costituzione, agli articoli 9 e 41, ha osservato: "L'articolo 9 afferma il valore primario di tutelare la casa in cui viviamo, sancisce il diritto a un ambiente salubre. Molti Paesi del mondo hanno già fatto questa operazione e si tratta di un passaggio assolutamente necessario per un Paese come l'Italia che comunque sta guidando la trasformazione verso la sostenibilità. Ora aggiungiamo ambiente, biodiversità, ecosistema per le future generazioni, e la tutela degli animali. Mentre l'articolo 41 ci dice che l'iniziativa privata economica resta libera, ma è scritto 'nero su bianco' sulla Costituzione che non deve danneggiare e non deve essere a detrimento della salute e dell'ambiente".

Orlando: poche lettere cambiano la gerarchia dei beni da tutelare

"La tutela dell'ambiente diventa principio costituzionale. La difesa del pianeta diventa la premessa alla piena realizzazione della persona. L'uomo, anche nella nostra Carta, riconosce che sono necessari limiti alla propria azione, pena la catastrofe. Poche lettere cambiano la gerarchia dei beni da tutelare. Un fatto importante, molto importante. Non un vincolo ma una condizione ed insieme un obbiettivo per la vita sociale ed economica". Così Andrea Orlando, ministro del Lavoro, commenta sui social l'ok definitivo alla riforma della Costituzione.

Wwf: primo importantissimo passo

"Il WWF accoglie con estrema soddisfazione la notizia della votazione favorevole della Camera sulla riforma degli articoli 9 e 41 della Costituzione che ritiene debbano essere il presupposto di un intervento organico per adeguare strumenti normativi vigenti a tutela della biodiversità, degli ecosistemi e degli animali.  Da oggi, con la modifica all'art. 9 della Costituzione, la tutela dell'ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi e degli animali "anche nell'interesse delle future generazioni" entrano di diritto tra i principi fondamentali della nostra Repubblica. E' quanto si legge in una nota del Wwf.

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01 febbraio 2022

COMUNICATO DI UNITI PER LA SALUTE 1 FEBBRAIO 2022

                       Uniti Per La Salute ODV

Associazione di Volontariato
01.02.2022
Con veramente molta apprensione stiamo seguendo il processo per disastro ambientale e sanitario relativo alla centrale di Vado Ligure nel contesto del quale abbiamo ascoltato le vive  e dirette testimonianze non solo dai qualificati consulenti della Procura, ma anche da scienziati di enti prestigiosi e indipendenti come il CNR, esiti di approfonditi studi  dove si è evidenziato che nei 12 comuni considerati, nelle aree a maggiore esposizione a inquinanti sono stati riscontrati eccessi di mortalità per tutte le cause (sia uomini che donne) del 49%, con punte del 90% per malattie dell’apparato respiratorio negli uomini. 

Come ben noto e crediamo riconosciuto, la nostra associazione da ormai 15 anni persegue con  impegno, serietà e senza posizioni ideologiche  la finalità di tutela della salute nel nostro territorio e per  questo riteniamo assolutamente logico  e legittimo che le difese dei 26 imputati si adoperino per tentare di smantellare le accuse.
Tuttavia di fronte alle affermazioni apparse sui media odierni, ci sembra doveroso, dare una informazione ai cittadini sempre nello spirito di una seria e ponderata valutazione.
Per quanto riguarda l'udienza  odierna, in tribunale abbiamo ascoltato dal consulente delle difese obiezioni alle metodologie utilizzate dai CTP del Pubblico Ministero  relative ai modelli diffusionali delle emissioni della centrale Tirreno Power e delle aree di ricaduta degli inquinanti. 
Tutte queste obiezioni  a nostro avviso sono apparse francamente generiche e obiettivamente inconsistenti. 
Basti quanto emerso nel controesame del Pubblico Ministero in cui si è ammesso come l'oscuro modello di diffusione delle emissioni proposto dal consulente delle difese non è affatto preferibile a quello invece utilizzato dai CTU del PM, che è stato elaborato dal Dipartimento di Fisica dell’Atmosfera dell’Università di Genova.
Sempre il consulente della difesa ha poi indicato come possibile fonte emissiva alternativa (alla centrale) quella del porto, senza considerare che i CTU dell'accusa hanno svolto uno specifico approfondimento sul tema.

Ma soprattutto è opportuno evidenziare che lo stesso consulente della difesa, dopo aver disquisito per oltre un'ora di "logica generale" delle mappe di esposizione in funzione dell'epidemiologia  e di presunta inidoneità dei modelli ambientali applicati dai CTU del PM all'indagine epidemiologica, ha ammesso di non avere al suo attivo neppure uno studio di modellistica ambientale applicata all’epidemiologia, cioè proprio il tema di cui ha trattato nella sua audizione di oggi.
L'udienza è poi proseguita con  altro consulente delle difese che  ultimerà la sua esposizione, dedicata ai licheni, nella prossima sessione del 15 febbraio.
Ritenendolo un nostro preciso dovere nei confronti dei cittadini, continueremo a seguire con impegno le varie fasi del processo in corso per offrire la più adeguata informazione pubblica.

                   UNITI PER LA SALUTE ODV

20 gennaio 2022

“La Stampa “ : Vado ,processo Tirreno Power ” DECESSI AUMENTATI DEL 49” %

Pubblichiamo gli articoli interessanti articoli di ieri tratti dai quotidiani in edicola ed il video su Rai 3 regionale delle ore 14 del 18 gennaio 2022.

Da “La Stampa “ a pag 21

VADO, processo Tirreno Power

” DECESSI AUMENTATI DEL 49 %”


Tratto da “Il Secolo XIX “

SENTITO L’EPIDEMIOLOGO BIANCHI 
 “ A VADO ECCESSO DI MORTALITA’

Pubblichiamo il link al tg3 Liguria delle ore 14  dove dal minuto 2,30 circa vi e’ l’ interessantissimo servizio 

TIRRENO POWER NUOVA UDIENZA A SAVONA



https://www.rainews.it/tgr/liguria/notiziari/index.html?/tgr/video/2022/01/ContentItem-9452aa7d-b139-4081-a3a8-ca72ad902a16.html

18 gennaio 2022

Comunicato 18 Gennaio 2022: STUDIO DEL CNR E’ UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER LA COMUNITA’ SCIENTIFICA.


 Uniti Per La Salute ODV

Associazione di Volontariato
Quiliano, 18-01-
Oggi nel contesto dell'udienza per il processo per disastro sanitario e ambientale a carico di 26 fra dirigenti e amministratori della Tirreno Power è stato ascoltato Fabrizio Bianchi, dirigente di ricerca del CNR , uno tra i più importanti epidemiologi a livello nazionale e internazionale, che ha illustrato diffusamente lo studio di coorte effettuato con un gruppo di altri scienziati del CNR sugli eccessi mortalità e di patologie dal 2001 al 2013 nell'area esposta alle ricadute della centrale a carbone Tirreno Power.
Il prof. Bianchi ha ribadito in aula gli esiti con i drammatici numeri sulla mortalità emersi su questo territorio dove si è evidenziato che nei 12 comuni considerati, nelle aree a maggiore esposizione a inquinanti sono stati riscontrati eccessi di mortalità per tutte le cause (sia uomini che donne) del 49%, con punte del 90% per malattie dell'apparato respiratorio negli uomini. Esiti totalmente in linea con lo studio dei consulenti della Procura della Repubblica Crosignani-Franceschi-Scarselli.
Il dirigente del CNR è stato poi sottoposto a lungo e intenso fuoco di fila degli avvocati delle difese degli imputati, che tuttavia non sono riusciti a scalfire l'impianto dello studio CNR con le sue conclusioni estremamente chiare ed estremamente preoccupanti.
D'altronde il controesame delle difese si è risolto nel ripetuto richiamo alle critiche esposte in lettere da alcuni componenti dell'Osservatorio che non si occupano di epidemiologia ambientale. Sino ad oggi inoltre non sono stati pubblicati su riviste scientifiche studi che abbiano smentito le conclusioni cui è pervenuto il CNR che, pare inutile ricordare, è il massimo ente di ricerca italiano e che la sua terzietà e indipendenza sono unanimemente riconosciute.
Del resto lo studio del CNR sull'impatto sanitario della centrale Tirreno Power è ormai un punto di riferimento per la comunità scientifica, è stato presentato al convegno internazionale di epidemiologia ambientale di Ottawa, ed è stato pubblicato su un'importante rivista scientifica internazionale, superando il severo vaglio scientifico di revisori indipendenti.
Resta pesante l'amarezza di considerare che purtroppo quanto è emerso dallo studio del CNR riguarda i cittadini di questo territorio, amarezza aggravata da quella che a parere nostro è stata la superficialità, per non dire indifferenza degli amministratori, specialmente della Regione Liguria, che commissionò lo studio presentato nel 2017, a cui non ci risulta abbia avuto seguito , come ci saremmo aspettati, una doverosa sorveglianza sanitaria per verificare la persistenza nel tempo degli effetti sulla popolazione delle patologie (in primis, respiratorie e cardiache) evidenziate nello studio epidemiologico CNR.


Tirreno Power, Uniti per la Salute: “Studio del Cnr è un punto di riferimento per la comunità scientifica”

Oggi in aula è stato ascoltato l'epidemiologo del Cnr Fabrizio Bianchi

                 Leggi su La Nuova Savona 

Tirreno Power, continua il processo

Ascoltato oggi Fabrizio Bianchi, dirigente di ricerca del CNR. Uniti per la Salute: "emersi sul territorio drammatici numeri sulla mortalità"


Tirreno Power, l’epidemiologo del Cnr: “Legame inquinamento-salute? Risultati netti, eclatanti …”

 Leggi tutto su IVG 

Tirreno Power, l’epidemiologo del Cnr: “Legame inquinamento-salute? Risultati netti, eclatanti e credibili”

Stamattina in aula è stato ascoltato l'epidemiologo del Cnr di Pisa Fabrizio Bianchi

Savona. “I risultati sono netti, eclatanti e di elevata credibilità. Non è frequente avere questi risultati. Abbiamo rilevato trend statisticamente significativi. C’è una credibilità logica tra associazione di rischio fino a prova contraria”.

A dirlo stamattina in aula è stato il consulente tecnico Fabrizio Bianchi, dirigente dell’unità diEpidemiologia ambientale del CNR di Pisa (Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche, Cnr-Ifc) nell’ambito del processo a carico di Tirreno Power per il quale sono imputati 26 persone, tra vertici e dirigenti dell’azienda, rinviati a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo.

Il consulente tecnico si riferisce allo studio presentato in aula a febbraio 2021, pubblicato su una rivista internazionale. E’ stata valutata l’esposizione della popolazione in diverse circostanze all’inquinamento ed è definito “di coorte”, quello che “si avvicina di più allo studio sperimentale”. L’obiettivo è indagare l’associazione di rischio tra esposizione all’inquinamento (le emissioni della centrale) e la salute. Non c’è stato un campionamento della popolazione di riferimento ma sono state considerate tutte le persone che vivevano o hanno vissuto nella zona interessata (144 mila). Si è valutato il rischio in una determinata situazione e relazione tra aumento del rischio all’aumentare dell’esposizione agli inquinanti.

Tra gli inquinanti sono stati considerati SO2 e NOX perchè per PM2,5 e PM10 non erano disponibili modelli di dispersione ed è “verosimile una sottostima dell’esposizione”.

“Dal 2001 al 2013 ha rilevato eccessi di mortalità sia tra i maschi che tra le femmine con un aumento del +49% nell’area della centrale a carbone Tirreno Power a Vado Ligure (Savona) e un incremento ancora superiore per quanto riguarda le malattie dell’apparato respiratorio negli uomini”.

La corrispondenza tra i sessi “fa pensare che alcuni confondenti (il fumo) non hanno agito in modo differenziato perchè si rilevano trend positivi e importanti per la mortalità in entrambi con un aumento del 13% da classe a classe considerata (in relazione al livello di inquinamento a cui si è sottoposti) e per i tumori del 15%”.

Tra i temi in via di sviluppo i possibili effetti diversi delle stesse emissioni da fonte diversa: “Le particelle degli inquinanti derivanti da combustibili fossili – spiega l’epidemiologo – sembrerebbero più aggressive e dannose della salute rispetto ad altre componenti dello stesso inquinante ma derivante da altre fonti”.

“E’ assodato che alcune patologie sono associate al carbone”, ricorda Bianchi. Tra le malattie considerate ci sono “quelle strettamente riconosciute come legate all’inquinamento atmosferico, al particolato, all’SO2. Per queste non c’è solo un nesso epidemiologico ma anche biologico. Malattie cardiache, ischemiche, respiratorie”.

Leggi anche su Savona News

Processo Tirreno Power, Bianchi (epidemiologo Cnr): "Era emerso quadro molto serio, nesso tra la mortalità del tumore al polmone e l'inquinamento"

Dal 2001 al 2013 ha rilevato eccessi di mortalità addirittura del +90% per malattie dell'apparato respiratorio negli uomini, e in generale un aumento della mortalità riscontrato pari al 49% nell'area della centrale a carbone vadese


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17 gennaio 2022

Domani nuova udienza alla Procura di Savona con la deposizione del Dottor Fabrizio Bianchi del CNR di Pisa

Processo Tirreno Power : 

 DOMANI  ci sara l’ audizione del  Dottor Fabrizio  Bianchi del CNR di Pisa 

Per opportuna conoscenza data la fondamentale importanza dello studio del CNR  riportiamo il post del 17 aprile 2018 .

link al video integrale  su Tg Rai3

Guardate l'apertura del Tg Rai 3  del 17 aprile 2018 delle 14 con l'importante  servizio sulla problematica centrale a carbone di Vado Ligure - Quiliano .Ecco uno stralcio del  servizio :
"I NOSTRI DATI SONO GIUSTI DICE IL CNR DOPO IL RAPPORTO  SU RISCHIO MORTALITA' 

In primo piano il rapporto tra  industria e salute nel caso della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure  La settimana scorsa il giudice  del Tribunale di Savona ha rinviato a giudizio i 26 indagati per disastro  ambientale e sanitario colposo -

Secondo uno studio del Cnr di Pisa e' aumentata la mortalita' nel territorio intorno alla centrale .Dati contestati da Tirreno Power e ancora da  verficare secondo la regione 

I  NOSTRI RISULTATI SONO ATTENDIBILI  RIBATTE IL RESPONSABILE DELLA RICERCA .
Lo ha intervistato Serena Biondini.
I RISCHI SONO MOLTO ELEVATI DI MORTALITA' GENERALE ,MORTALITA' PER TUMORI ,MORTALITA' CARDIOVASCOLARE E RESPIRATORIA 
       AL CNR DI PISA NON HANNO DUBBI  .
 SECONDO IL LORO STUDIO TRA IL 2000 E il 2013 MIGLIAIA DI PERSONE SI SONO AMMALATE E SONO MORTE NELLA ZONA INTORNO ALLA TIRRENO POWER DI VADO LIGURE  A CAUSA  DELLE EMISSIONI DELLA CENTRALE .
                        
                                    
40 % in piu' di mortalita'  nelle aree piu' scure rispetto alle  aree piu' chiare  quelle di riferimento
e si arriva sino al 60 % se si considera la mortalita'  per malattie respiratorie 
40% 50% quelle cardiovascolari 

 QUINDI SI STA PARLANDO DI ECCESSI DI RISCHIO MOLTO ALTI.
 Lo studio di corte residenziale  ha  analizzato i dati di 140.000 residenti in 12 comuni  intorno a Vado Ligure, Quiliano e Savona tenendo conto di tutte le fonti di inquinamento compresi riscaldamento,porto e altre industrie .
COME DISEGNO DI STUDIO E' IL PIU' EVOLUTO CHE OGGI SI POSSA FARE 
L' inquinamento atmosferico  e  da traffico ,da altre cause  e' stato tenuto in considerazione  quindi GLI EFFETTI SONO EFFETTI ASCRIVIBILI ALLA CENTRALE .
Termina il Dirigente di Ricerca 

Dottor Fabrizio  Bianchi del Cnr:
 NOI ABBIAMO RIBATTUTO PUNTO , PUNTO ALLE CRITICHE  FATTE E  COMUNQUE NOI INVIEREMO I NOSTRI ARTICOLI SCIENTIFICI ALLE RIVISTE INTERNAZIONALI  SPECIALIZZATE E CI 
SOTTOMETTIAMO AL GIUDIZIO DI REVISORI INDIPENDENTI.

PENSIAMO CHE ANCHE CONSIDERANDO I LIVELLI DI INCERTEZZA I RISULTATI SIANO PREOCCUPANTI E DEBBANO RICHIEDERE UNA SERIA RIFLESSIONE."

Guarda il video integrale  su Tg Rai3


6 Aprile 2018 : Il Cnr: “Fino al 60% di morti in più vicino alla centrale”

IMPORTANTE STUDIO DEL CNR DI PISA 

 Tratto dal nostro post del 6 aprile 2018


Il Cnr: “Fino al 60% di morti in più vicino alla centrale”

Immagine tratta da  pag 9 de" Il Fatto Quotidiano" oggi in edicola

Tratto da Il Fatto Quotidiano www.ilfattoquotidiano.it
FUMI E CARBONE  Vado Ligure - Usando i dati dell’indagine si calcolano quasi 4 mila vittime oltre la media. Ma la Regione non ha reso nota la ricerca 


“Eccessi di mortalità per entrambi i sessi tra il 30 e il 60% sono emersi per tutte le cause e tutti i tumori” nelle zone esposte agli inquinanti. “E tra il 40 e il 60% per le malattie dell’apparato circolatorio, in particolareischemiche cardiache e cerebrali”, è scritto nello studio epidemiologico compiuto dal Cnr per “valutare gli effetti sulla salute dell’inquinamento da centrale a carbone a Savona, Vado Ligure, Quiliano e aree limitrofe”. Sono 51 pagine frutto di anni di ricerche. Applicando i dati del Cnr – che per la prima volta esamina i decessi dal 2000 al 2013 – le morti in eccesso nelle zone esposte si calcolerebbero in quasi 4mila (2.600 solo nelle aree di massimo rischio)....

 Da Il Secolo XIX :Vado ligure - Tirreno Power, lite sullo 

studio “nascosto”. 

Il Cnr: «Altissimi picchi di mortalità» Leggi tutto

...Continua qui 


14 gennaio 2022

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA TOTI E ALL’ ASSESSORE GIAMPEDRONE

     BUON ANNO 

Poco prima di Natale abbiamo letto sui media che l'assessore regionale Giampedrone, forse per farci trascorrere serenamente le festività (non bastasse la pandemia)  ha ipotizzato un possibile bel regalo per  questo lembo di Liguria: l'ubicazione di un enorme impianto destinato al trattamento dei rifiuti proprio nelle aree ex Tirreno Power praticamente in mezzo al centro abitato. Da quanto abbiamo potuto comprendere, nel piano regionale si vorrebbe arrivare a una soluzione definita “Waste to chemical" con produzione di idrogeno o, in alternativa, ad un inceneritore di rifiuti di tipo tradizionale.

 

Il nostro augurio di buon anno è che gli amministratori regionali, Giampedrone e Toti in primis, assumano le proprie decisioni dopo aver considerato con attenzione le seguenti ineludibili circostanze che, evidentemente, sono finora loro sfuggite:


Su questo territorio ha funzionato per decenni una grande centrale a carbone, sequestrata dalla magistratura  per le conseguenze delle emissioni da essa prodotte sull'ambiente e sui cittadini – Dal 2019 è in corso il processo per DISASTRO AMBIENTALE E SANITARIO a carico di 26 tra funzionari e amministratori  della azienda proprietaria della centrale.


Dallo studio epidemiologico sull'area intorno a Vado condotto dal CNR (massimo organo di ricerca italiano), su incarico delle stessa Regione Liguria attraverso il proprio Osservatorio, si è evidenziato che nei 12 comuni considerati, nelle aree a maggiore esposizione a inquinanti sono stati riscontrati “eccessi di mortalità per tutte le cause (sia uomini che donne) del 49%";


Nello stesso piano rifiuti presentato dalla Regione vengono sottolineati i rischi connessi alla produzione di idrogeno: “Necessità di maggiori presidi di sicurezza (es. per produzione idrogeno)”;


Il sito ipotizzato dall'assessore sorge in zona con intensa presenza di industrie a rischio incidente rilevante (ai sensi della legge Seveso);


Su questo sito è tuttora attiva un grande centrale termoelettrica da ben 760 MW


6 Le comunità residenti sono ancora in attesa di chiarimenti circa i tempi e i modi della bonifica del sito dell'ex centrale a carbone, con particolare riguardo alle verifiche sull'inquinamento della falda.

 

Queste solo alcune evidenze di fatto che parlano della sofferenza di questo territorio, per cui è stato grande lo stupore per quella che noi consideriamo una proposta sorprendente, frutto di una valutazione gravemente affrettata: solo pensare di aggiungere ulteriori elementi di pressione su questo territorio e su questa comunità ci pare davvero ingiusto oltreché incomprensibile.  

 

In questa situazione, degli amministratori pubblici assennati dovrebbero invece pretendere l'avvio dell'immediata bonifica del sito, nonché di una sorveglianza sanitaria per verificare la persistenza degli effetti sulla popolazione delle patologie (in primis, respiratorie e cardiache) evidenziate nello studio epidemiologico CNR. 

 

In ogni caso queste aree potrebbero essere adibite ad attività non ulteriormente impattanti che assicurino un lavoro di qualità, e non certo essere destinate al trattamento di 200.000 tonnellate annue di rifiuti da tutta la Regione,  in mezzo al centro abitato e nelle immediate vicinanze di località di grande pregio turistico e naturalistico. 

 

L'augurio per questo inizio d'anno rivolto agli amministratori regionali è dunque quello di un serio e, riteniamo, doveroso ripensamento di questa assurda proposta. 

L'auspicio alle associazioni, ai gruppi, ai singoli cittadini di questa parte del savonese è quello di continuare a vigilare uniti, con la forza e la fermezza già dimostrata nella lotta contro il carbone.

 

Per parte nostra, assicuriamo di voler procedere nella nostra attività di difesa della salute e dell'ambiente, come per il passato, con la massima determinazione e con tutti i mezzi legalmente consentiti in uno stato democratico.

 

                     Uniti per la Salute ODV