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15 marzo 2022

Uniti per la Salute ODV comunicato : Consulenti della difesa con posizioni in contrasto tra loro.

 Uniti Per La Salute ODV

Associazione di Volontariato

               15.03.2022

Consulenti della difesa con posizioni in contrasto tra loro

Nell'udienza odierna del processo a carico di 26 funzionari e dirigenti della centrale termoelettrica di Vado Quiliano oggi sono stati sentiti due consulenti delle difese degli imputati.

Nel tentativo di contestare le conclusioni dei periti della Pubblica Accusa che hanno portato alla imputazione di disastro ambientale, il consulente della difesa degli imputati prof. Giorgio Gilli ha esposto le sue tesi su alcuni aspetti delle indagini disposte dalla Procura della Repubblica. In particolare a nostro avviso è emersa una importante discordanza con un altro consulente, sempre delle difese. Il prof. Gilli ha parlato infatti di supposta non idoneità del metodo di biomonitoraggio lichenico ai fini dell'indagine della qualità dell'aria, in contraddizione con quanto sostenuto nell'udienza precedente del 15 febbraio scorso dall'altro consulente delle difese, il lichenologo prof. Loppi, per cui il biomonitoraggio lichenico è stata una scelta "ragionevole e giustificata".

La comunità scientifica internazionale (ma anche il Ministero dell'Ambiente italiano) peraltro da tempo ha riscontrato l'efficacia dei licheni  come metodo di queste  indagini sul territorio. A titolo esclusivamente di esempio non esaustivo si allega un' immagine pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Nature nel lontano 1997  dove già molti anni fa  nelle due mappe a confronto si evidenziava a nostro parere una correlazione tra patologie e riduzione della diversità (rarefazione)  dei licheni.

Il prof. Gilli, nel corso del suo esame, ha anche riconosciuto la rilevante maggiore pericolosità del particolato PM 2,5 proveniente da centrali a carbone rispetto alle polveri provenienti da altre fonti (traffico stradale ecc.) 

E' da rimarcare che in un altro contesto (intervista rilasciata dallo stesso prof. Gilli nel 2018) ha definito l'olio e il carbone “combustibili altamente inquinanti”. Inoltre a proposito di particelle  PM 2,5 “penetrano in profondità nell'albero respiratorio, sono anche quelle più nocive in termini di effetti cancerogeni”.

Nel controesame l'avvocato di parte civile (WWF) Marco Casellato, il prof. Gilli ha infine riconosciuto l'importanza delle linee guida dell' OMS come legge di copertura scientifica ai fini dell'impatto sulla salute umana degli inquinanti .



07 giugno 2021

Processo Tirreno Power, inizia la deposizione dei consulenti tecnici che hanno certificato il disastro ambientale

 Tratto da Ivg

IN AULA

Processo Tirreno Power, attesa la deposizione dei consulenti tecnici che hanno certificato il disastro ambientale

Savona.Nuova tappa in Tribunale a Savona nel processo a carico di Tirreno Power per il quale sono imputati 26 persone, tra vertici e dirigenti dell’azienda, rinviati a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo.


Domani sarà il giorno della deposizione dei consulenti tecnici che hanno certificato la grave situazione ambientale del territorio savonese imputabile alla combustione dei gruppi a carbone.

Nel corso dell’udienza verranno mostrati e descritti gli studi condotti dai periti estensori della maxiconsulenza tecnica della Procura, consulenza che ha rilevato il danno ambientale e sanitario provocato dalla centrale, dati che nel 2014 hanno indodotto il Giudice Gip Fiorenza Giorgi al sequestro giudiziario degli impianti a carbone.


Domani verrà quindi ascoltato il dottor Stefano Scarselli, biologo specialista in biomonitoraggio, consulente di diverse Procure.)

La perizia aveva utilizzato i licheni come bioindicatori e come bioaccumulatori. Dato che, come già identificato da precedenti indagini, la biodiversità della flora lichenica nella zona è andata diminuendo negli ultimi 20 anni (fino al raro fenomeno del ‘deserto lichenico’, evento peraltro rilevato soltanto in aree ad altissimo tasso di inquinamento), negli anni oggetto di rilevazione si è dovuto trapiantare artificialmente nella zona tali bionidicatori lichenici per poi analizzare quali contaminanti venivano assorbiti e in quale quantità. Queste analisi, nell’ordinanza del Gip, “hanno evidenziato seri fenomeni di contaminazione a carico di diversi elementi di rilevanza ambientale e sanitaria, quali soprattutto arsenico, antimonio e rame, oltre a cromo, cadmio, piombo, nichel e vanadio”.

La consulenza ambientale era stata poi utilizzata per individuare le aree esposte e non esposte, e da tale suddivisione, attraverso la consulenza del dottor Paolo Crosignani (già direttore dell’Unità di Epidemiologia Ambientale presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano) e del dottor Paolo Franceschi (pneumologo), sono stati analizzati e confrontati i dati sanitari di mortalità e di ricoveri.

La consulenza, secondo i magistrati, aveva quindi evidenziato il disastro ambientale, dato che tra il 2000 e il 2007 l’inquinamento della centrale a carbone avrebbe provocato circa 440 decessi e 1.700 ricoveri (escludendo le forme tumorali) per un costo sociale per lo Stato che oscillerebbe tra i 770 e gli 860 milioni.   

19 febbraio 2021

Recommon : LA” PORCATA”

Tratto da Recommon 

 LA” PORCATA”


[di Antonio Tricarico]

Un’udienza piena di colpi di scena, quella datata 16 febbraio del processo per disastro ambientale e sanitario colposo legato all’attività della centrale di Vado Ligure, che vede alla sbarra a Savona 26 manager e amministratori di Tirreno Power.

Secondo Giuseppe Lo Presti, direttore generale del ministero dell’Ambiente e all’epoca dei fatti dirigente responsabile per il rilascio delle autorizzazioni integrate ambientali, nel maggio 2014 ci fu un tentativo politico di predisporre un atto normativo che avrebbe consentito alla società Tirreno Power di riavviare gli impianti a carbone dell’impianto di Vado Ligure, secondo un piano predisposto dall’azienda. Mossa predisposta per aggirare il sequestro penale dei gruppi a carbone, che era stato ordinato due mesi prima per motivi di sicurezza sanitaria.

Dopo un esame contrassegnato da tanti “non so” del testimone ministeriale, convocato dall’avvocato del comitato di cittadini Uniti per la Salute, che con il suo esposto ha dato gambe all’indagine sul caso nel lontano 2010, alla fine Lo Presti ha fatto ben capire cosa intendeva dire quando definì il suddetto piano una “porcata” nel corso di una telefonata poi intercettata dagli organi inquirenti. Il provvedimento preparato dal ministero dello Sviluppo economico, secondo Lo Presti, sarebbe dovuto essere “migliorato” dai dirigenti del ministero dell’Ambiente, da cui sono scaturite le forti preoccupazioni del direttore generale del ministero poi svelate dall’inchiesta: ‘Stiamo facendo una porcata… Stiamo scardinando i principi generali dell’ordinamento…. mi sputerei in faccia…”.

Dopo che nel 2016 la posizione dei vari amministratori locali e dirigenti ministeriali con la contestazione di abuso di ufficio era stata sorprendentemente stralciata dal procedimento penale per poi essere archiviata in fretta dalla Procura di Roma, nell’udienza del 16 febbraio sono state finalmente acquisite le intercettazioni. Proprio in base a queste e a quanto riferito da Lo Presti il provvedimento normativo ad hoc sarebbe dovuto essere successivamente consegnato direttamente all’avvocato di Tirreno Power Paola Severino (ex ministro della Giustizia del governo Monti) e all’allora ministro dello sviluppo economico Federica Guidi. Lo Presti ha anche confermato al giudice Francesco Giannone che all’epoca dei fatti c’erano stati contatti tra lui, il dirigente del ministero Mariano Grillo e l’amministratore delegato di Tirreno Power Massimiliano Salvi.

Le dichiarazioni di Lo Presti che gettano un’ombra inquietante sulle interferenze politiche nella tragica vicenda della centrale e sono giunte dopo che nella precedente udienza del 9 febbraio il professor Fabrizio Minichilli, epidemiologo dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, si era espresso in questi termini: “In tutta la mia lunga attività professionale ed epidemiologica non ho mai riscontrato dati [epidemiologici] così alti come quelli di Vado Ligure”. 

Minichilli è stato l’estensore di uno studio sulla possibile correlazione tra le emissioni dei gruppi a carbone della centrale di Vado Ligure e le patologie riscontrate in maniera rilevante tra i residenti nelle aree di ricaduta delle emissioni, commissionato dalla Regione Liguria e completato nel 2017, ma reso pubblico solamente nel 2019 dopo la peer review di prestigiose riviste scientifiche internazionali e infine depositato a processo. I risultati, che confermano se non addirittura rafforzano gli studi prodotti dagli esperti della procura nel corso dell’indagine, hanno evidenziato eccessi di mortalità per tutte le cause in entrambi i sessi. Il rapporto tra il rischio di mortalità nell’area più esposta rispetto a quella meno esposta indica, nella classe più esposta, un 49% di mortalità in più per cause naturali.

Per capirci, più del doppio di quanto riscontrato da uno studio simile nella martoriata area di Taranto. Incrementi ancora maggiori si sono registrati per quanto riguarda il sistema respiratorio (+90% di mortalità tra i maschi per patologie associate, +62% tra le femmine) e i tumori: +59% nella classe più esposta per quanto riguarda quelli a bronchi, trachea e polmoni, +119% nei maschi e +48% per quelli del tessuto linfatico. In valore assoluto si tratterebbe di più di 3mila morti nel corso di un decennio.

A fronte di tali dati inconfutabili, per fortuna il piano degli alti livelli ministeriali del governo Renzi, denunciato in aula da Lo Presti, fallì e sotto le pressioni della cittadinanza la Tirreno Power, controllata al 50 per cento dai francesi di Engie, decise nel 2016 di chiudere definitivamente i due gruppi a carbone della centrale e di rinunciare alla costruzione di uno nuovo, lasciando così in funzione solo un gruppo a turbogas.

Ma l’agonia per la cittadinanza della zona non sembra finita: lo scorso anno la società, nel cui azionariato è subentrato a Sorgenia il fondo F2i controllato da numerose fondazioni bancarie e nato su iniziativa di Cassa Depositi e Presititi, ha presentato la richiesta di realizzare una nuova unità a ciclo combinato a gas di più 800 MW di potenza.

Il nuovo piano ha subito trovato una forte opposizione di larga parte della cittadinanza e i dubbi del comune di Quiliano, a fronte del sostegno invece di quello di Vado Ligure. I proponenti hanno presentato una valutazione di impatto sanitario del progetto che non fa alcun riferimento alla grave situazione epidemiologica pregressa nell’area, come se nulla fosse successo.

Paradossalmente oggi la Tirreno Power si vanta di essere una delle prime realtà ad aver chiuso con il carbone – anche se al suo impianto sono stati posti i sigilli – e di scegliere il gas fossile come il combustibile “pulito” della transizione energetica.

Come dettagliato dalle osservazioni alla VIA presentate da Uniti per la Salute e sostenute da Re:Common, il metano con le sue emissioni fugitive ha un impatto climalterante paragonabile a quello del carbone e dal punto di vista sanitario è fonte di emissioni di nano particolato, soprattutto nei transitori di funzionamento, con seri impatti sulla salute pubblica da approfondire. Nelle sue osservazioni al progetto, lo stesso Istituto Superiore di Sanità ha chiesto numerosi chiarimenti. Insomma il rischio che una porcata letale continui è ancora grande e la cittadinanza della zona chiede giustizia e un futuro senza fossili.

15 febbraio 2021

Domani nella Nuova udienza nel processo Tirreno Power sarà sentito come testimone il PRof . Gianni Tamino


Domani  16 febbraio 2021, nel contesto del processo nel quale sono a giudizio 26 manager ed ex manager di Tirreno Power rinviati a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo ,  presso il Tribunale di Savona sarà  sentito come testimone  il  Prof Gianni Tamino  

Gianni Tamino

Gianni Tamino è docente di Biologia generale all’Università degli Studi di Padova, dove attualmente svolge attività di ricerca nel campo dei rischi legati alle applicazioni biomolecolari. È stato membro della Camera dei Deputati e del Parlamento europeo, dove ha seguito in particolare la normativa comunitaria in tema di biotecnologie. È attualmente membro del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e della Commissione Interministeriale per le Biotecnologie. Sulle biotecnologie ha pubblicato numerosi lavori scientifici e divulgativi. ...

Pubblichiamo le  Considerazioni di Gianni Tamino, docente di Biologia all’Università di Padova, in merito al biomonitaraggio circostante la Centrale elettrica di Vado Ligure

sotto  lo riportiamo integralmente :
Considerazioni di Gianni Tamino, docente di Biologia all’Università di Padova, in merito al biomonitaraggio circostante la Centrale elettrica di Vado Ligure, realizzato mediante analisi dei licheni nel periodo 2006-2007, in ottemperanza alle prescrizioni del Ministero dell’Ambiente (provvedimento 10541/VIA/A.O.13.B DEL 08.10.2001)..


Da una prima analisi dei dati riportati nella relazione tecnico-scientifica, risulta una situazione particolarmente allarmante per quanto riguarda lo stato dell’ambiente circostante la centrale. Infatti nella stessa relazione si afferma a pag. 141 “È stato così stabilito che le concentrazioni nel materiale vegetale di mercurio, zinco, cadmio e rame, risentono di una considerevole influenza antropica.” E a pag. 66 si afferma: “Sembra esistere quindi una discreta componente antropica responsabile delle concentrazioni degli stessi sul territorio”. Quello che però non è evidenziato nella relazione è che, nell’area di maggior influenza da parte della centrale (la cosiddetta area C di pag. 66), vi sono concentrazioni di metalli, in particolare di mercurio molto preoccupanti: valori compresi tra 1,61 e 2,61 parti per milioni (ppm) per il mercurio (con punte di 13,06 poco più a sud dell’area in questione); valori tra 159 e 1210 ppm per lo zinco, valori tra 0,75 e 12,46 ppm per il cadmio e, infine valori compresi tra 3,47 e 2611 per il rame.  È doveroso far notare che nella tabella di Nimis e Bargagli del 1999 (lavoro preso in considerazione dagli autori della relazione tecnico-scientifica) i massimi valori riscontrati, considerando tre diverse aree del paese per un totale di 100 misurazioni, sono 1,84 ppm per il mercurio, 358 ppm per lo zinco, 9,04 ppm per il cadmio e 161 ppm per il rame: come si può notare, tutti valori decisamente inferiori a quelli massimi riscontrati attorno alla centrale di Vado Ligure. Per confronto è utile ricordare che, in un recente rapporto sulla laguna di Marano e Grado e aree limitrofe (Biomonitoraggio del mercurio aerodisperso tramite licheni come bioaccumulatori nella laguna di Marano e Grado e Basso Bacino scolante, del 30 aprile 2012), il valore massimo riscontrato per il mercurio vicino all’area industriale di Torviscosa è pari a 0,40 ppm, molto inferiore sia a 13,06, ma anche a 2,61 e 1,61 ppm. Analogamente nell’area molto inquinata di Fusina e Porto Marghera (VE), nell’attività di biomonitoraggio del 2000 (realizzato dallo studio agroforestale “Terra Viva” di Vigevano), si riporta, come valore massimo riscontrato nei licheni, per il mercurio 0,09 ppm, per il cadmio 2,6 ppm e per il rame 44 ppm (lo zinco non è stato analizzato). Anche in questo caso i valori sono ben al di sotto addirittura dei valori minimi per il mercurio e dei valori massimi per cadmio e rame, riscontrati nell’area C attorno alla centrale di Vado Ligure. Tutto ciò, fermo restando la necessità di ulteriori approfondimenti e di ulteriori indagini, indica un forte inquinamento antropico della zona, causato, se non esclusivamente, sicuramente in parte rilevante dalla centrale di Vado Ligure



09 febbraio 2021

Oggi nel Tribunale di Savona Nuova udienza nel processo Tirreno Power.

Oggi  nel   Nuova udienza nel processo Tirreno Power sarà  sentito come testimone l‘Epidemiologo Fabrizio Minichilli del CNR di PISA

Oggi   9 febbraio 2021, nel contesto del processo nel quale sono a giudizio 26 manager ed ex manager di Tirreno Power rinviati a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo ,  presso il Tribunale di Savona sarà  sentito come testimone  il Medico Fabrizio Minichilli del CNR di Pisa

L' importanza del lavoro degli epidemiologo FABRIZIO MINICHILLI e FABRIZIO BIANCHI 


Fabrizio Minichilli
PhD STATISTICO - EPIDEMIOLOGO presso CNR-IFC, National Research Council Institute of Clinical Physiology

Statistico ed Epidemiologo nel campo dell'epidemiologia ambientale e clinica con particolare riferimento ai temi rifiuti e salute, siti di interesse nazionale per le bonifiche e salute, percezione del rischio, Valutazione di impatto sulla salute, acque potabili e salute con particolare attenzione agli effetti dell'arsenico. Referente di unità operativa in progetti nazionali come EpiambNet. Membro di segreterie come quella dell'Associazione Italiana di Epidemiologia e del Coordinamento Regionale Ambiente e Salute della Regione Toscana.


FABRIZIO BIANCHI 
Dirigente di ricerca del CNR, responsabile dell' unità di epidemiologia ambientale dell'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, svolge dal 1979 attività di ricerca in neuroepidemiologia, epidemiologia occupazionale e ambientale, epidemiologia genetica e riproduttiva. E' docente a corsi e master presso varie università italiane. E' autore di oltre 200 lavori scientifici e altrettante comunicazioni a congressi. E’ autore di numerosi articoli su libri e riviste divulgative e coautore del libro “Ambiente e salute: una relazione a rischio”, il Pensiero Scientifico 2009.


31 ottobre 2018
Dottor Fabrizio Minichilli al ISES-ISEE 2018 Joint Annual Meeting: Il rischio per la salute di vivere vicino a una centrale elettrica a carbone in Italia.

Al di là di ogni altra valutazione e interrogativo, comunichiamo che recentemente lo studio retrospettivo di coorte residenziale del CNR di Pisa è stato vagliato dalla comunità scientifica internazionale che lo ha quindi accettato affinché ne sia presentato un estratto al congresso di livello mondiale di epidemiologia ambientale di Ottawa (Canada) ISES-ISEE 2018 Joint Annual Meeting.

Riteniamo debba essere sottolineata la valenza della valutazione scientifica di un tale livello internazionale che ci pare difficilmente contestabile.
Sotto l' intervento in programma il 28 di agosto alle ore 14,30


Intervento del Dottor Fabrizio Minichilli 

O02.03.50. Il rischio per la salute di vivere vicino a una centrale elettrica a carbone: uno studio di coorte residenziale nell'Italia nord-occidentale 
Dottor Fabrizio Minichilli, Unità di Epidemiologia Ambientale, Istituto di Fisiologia Clinica, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Italia
                         
Il tema della riunione annuale congiunta ISES-ISEE 2018 è " Affrontare le complesse questioni locali e globali in termini di esposizione e salute ambientale ".

Essendo la capitale del Canada, Ottawa ospita una comunità diversificata e attiva di scienziati e responsabili politici impegnati nell'indagine sull'ambiente locale e globale e nella ricerca sanitaria. La riunione annuale congiunta ISES-ISEE 2018 includerà delegati di tutto il mondo e farà leva su competenze locali e internazionali per affrontare argomenti complessi locali e globali relativi alla scienza dell'esposizione e all'epidemiologia ambientale .....

Leggi anche  tratto  dal nostro post del 19 febbraio 2020

Centrale a carbone di Vado Ligure: per il Cnr eccessi di mortalità nelle aree più esposte: Video

Centrale a carbone di Vado Ligure: per il Cnr eccessi di mortalità nelle aree più esposte           di Monica Panetto
Nell'area della centrale a carbone Tirreno Power a Vado Ligure – dismessa cinque anni fa – negli anni compresi tra il 2001 e il 2013, sono stati riscontrati eccessi di mortalità (+ 49%) nelle aree a maggiore esposizione a inquinamento atmosferico. È questo ciò che emerge da uno studio condotto da un gruppo di epidemiologi ambientali dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa che ha valutato la relazione tra esposizione ad inquinanti atmosferici e rischio di mortalità e ricovero in ospedale per cause tumorali e non tumorali. Il lavoro è stato pubblicato recentemente su Science of the Total Environment.
“L’esposizione a biossido di zolfo (SO2) e ossidi di azoto (NOx) è stata stimata dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure (Arpal) mediante un modello di dispersione, che ha considerato le emissioni da fonti industriali, portuali e stradali – spiega Fabrizio Bianchi, coordinatore del gruppo –. L’area è stata suddivisa in quattro classi di esposizione a inquinanti (diversi livelli con inquinamento di crescente intensità). La relazione tra effetti sulla salute ed esposizione a inquinamento atmosferico è stata studiata per uomini e donne, confrontando ciascuna delle tre categorie con maggiore concentrazione di inquinanti con quella a minore concentrazione, tenendo conto dell’età e della condizione socio-economica della popolazione (indice di deprivazione)”.
Gli scienziati hanno preso in esame la popolazione residente nei 13 anni considerati in 12 comuni dell’area, per un totale di 144.019 persone. Nelle aree a maggiore esposizione a inquinanti sono stati riscontrati eccessi di mortalità per malattie del sistema circolatorio (uomini +41%, donne +59%), dell’apparato respiratorio (uomini +90%, donne +62%), del sistema nervoso e degli organi di senso (uomini +34%, donne +38%) e per tumori del polmone tra gli uomini (+59%). L’analisi dei ricoveri in ospedale ha fornito risultati coerenti con quelli della mortalità.
Di tutto questo abbiamo parlato con Fabrizio Bianchi.  
Il ricercatore sottolinea l’importanza di programmi di sorveglianza adeguati e di una valutazione preventiva degli impatti sulla salute che possono avere le fonti che si conoscono come maggiormente inquinanti.  “Mentre a Vado Ligure le due sezioni a carbone sono state fermate nel 2014 - sottolinea -, molte altre centrali in Italia, in Europa e nel mondo continuano a funzionare. Nel nostro Paese si parla di un’uscita dal carbone nel 2025. Noi speriamo che questi risultati facciano riflettere sul fatto che prima si abbandona l’impiego del carbone e dei combustibili fossili e ci si avvia sulla strada delle risorse rinnovabili e meglio è per la salute su scala locale, regionale e nazionale. Senza contare tutto il discorso sui cambiamenti climatici”.

24 febbraio 2020

L’ Udienza di domani 25 Febbraio 2020 è stata annullata

Informiamo che l’ Udienza di domani 25 Febbraio 2020  è stata annullata dal Tribunale di Savona per la problematica del COVID-19.
Al momento non  conosciamo la nuova data .


19 febbraio 2020

Martedi 25 febbraio 2020 nuova udienza del processo nel quale sono a giudizio 26 manager di Tirreno Power.

 La  prossima  udienza  sara’ Martedi  25 febbraio  2020  .Per non dimenticare  ripubblichiamo alcuni post 


UNITI PER LA SALUTE.  Quando i cittadini si battono per la tutela dei loro diritti  nel solco dell’articolo 32 della Costituzione
La centrale di Vado Ligure – Quiliano funziona da oltre quarant’anni in un contesto densamente abitato, vicinissima a Savona, su un tratto di costa con insediamenti abitati ininterrotti. Nonostante sia un complesso di notevole potenza (due gruppi a carbone da 330 MW ciascuno ed un gruppo a gas da 760 MW) nel 2007 la centrale chiese un ulteriore potenziamento: ancora altro carbone (460 MW).
Questa incredibile richiesta trovò però l’opposizione di associazioni, di medici, comitati, partiti e cittadini e numerosi comuni del territorio, che evidenziavano i problemi che la letteratura medico-scientifica legava alla combustione del carbone sottolineando che la centrale era situata in pieno centro abitato.



Sul progetto di potenziamento l’Istituto Tumori di Genova in un documento a firma di Federico Valerio dichiarò ”Nella relazione presentata da Tirreno Power vi sono gravi lacune metodologiche che mettono in discussione le tranquillizzanti conclusioni del documento. In sintesi: errori ed omissioni nelle stime delle emissioni di polveri fini primarie e secondarie; sottostima delle emissioni di gas serra; sottovalutazione dei dati derivanti da studi su bioindicatori; errori metodologici sull’impatto sanitario”.
Opposizione al potenziamento, quindi, proprio perché originata da una maggior consapevolezza relativamente al danno ambientale e sanitario provocato dal carbone, documentato da studi scientifici internazionali, ma soprattutto da un Ente terzo e sicuramente super partes come l’Ordine dei Medici della Provincia di Savona che a proposito di quei gruppi a carbone, in un documento ufficiale parlò di “minaccia reale e consistente per la salute e per la vita dei cittadini della provincia di Savona” e ancora “….. nelle aree interessate dalle ricadute delle emissioni della centrale si osservano elevati tassi standardizzati di mortalità, rispetto alla media regionale e nazionale sia per tutte le cause, che per malattie neoplastiche, cardio e cerebrovascolari” ...
.
Un gruppo di cittadini del territorio nel 2007  si era costituito in associazione, dandosi per nome “Uniti per la salute”, a significare l’intento e l’impegno nella difesa e tutela della salute di tutti; iniziò un faticoso lavoro di studio e di ricerca  basato sull’approfondimento scientifico, sulla analisi dei vari documenti ufficiali e norme di legge, avvalendosi di studi medici e scientifici nazionali ed internazionali, compresi gli importantissimi documenti prodotti dall’Ordine dei Medici della Provincia di Savona....Continua qui

INTERVISTA ALL' AVVOCATO MATTEO CERUTI


Tratto da Recommon
Il 9 marzo 2019, il tribunale di Savona si e' espresso sull'accettazione delle parti civili al processo per disastro ambientale e sanitario che coinvolge i manager ed i direttori della società Tirreno Power (Engie e Sorgenia) dal 2000 fino al marzo 2014, quando i gruppi a carbone della centrale di Vado Ligure gestita dalla società furono sequestrati dalla Procura.
Tratto da Recommon 
Processo Vado Ligure - Intervista a Gianfranco Gervino d
31 gennaio 2019



Intervista a Gianfranco Gervino di Uniti per la Salute, in apertura del processo per disastro ambientale e sanitario contro i manager della Tirreno Power, che gestivano i gruppi a carbone della centrale di Vado Ligure. Intervista di Antonio Tricarico

Riportiamo il post del 17 dicembre 2019


Centrale a carbone di Vado Ligure: per il Cnr eccessi di mortalità nelle aree più esposte: Video

Centrale a carbone di Vado Ligure: per il Cnr eccessi di mortalità nelle aree più esposte           di Monica Panetto
Nell'area della centrale a carbone Tirreno Power a Vado Ligure – dismessa cinque anni fa – negli anni compresi tra il 2001 e il 2013, sono stati riscontrati eccessi di mortalità (+ 49%) nelle aree a maggiore esposizione a inquinamento atmosferico. È questo ciò che emerge da uno studio condotto da un gruppo di epidemiologi ambientali dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa che ha valutato la relazione tra esposizione ad inquinanti atmosferici e rischio di mortalità e ricovero in ospedale per cause tumorali e non tumorali. Il lavoro è stato pubblicato recentemente su Science of the Total Environment.
“L’esposizione a biossido di zolfo (SO2) e ossidi di azoto (NOx) è stata stimata dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure (Arpal) mediante un modello di dispersione, che ha considerato le emissioni da fonti industriali, portuali e stradali – spiega Fabrizio Bianchi, coordinatore del gruppo –. L’area è stata suddivisa in quattro classi di esposizione a inquinanti (diversi livelli con inquinamento di crescente intensità). La relazione tra effetti sulla salute ed esposizione a inquinamento atmosferico è stata studiata per uomini e donne, confrontando ciascuna delle tre categorie con maggiore concentrazione di inquinanti con quella a minore concentrazione, tenendo conto dell’età e della condizione socio-economica della popolazione (indice di deprivazione)”.
Gli scienziati hanno preso in esame la popolazione residente nei 13 anni considerati in 12 comuni dell’area, per un totale di 144.019 persone. Nelle aree a maggiore esposizione a inquinanti sono stati riscontrati eccessi di mortalità per malattie del sistema circolatorio (uomini +41%, donne +59%), dell’apparato respiratorio (uomini +90%, donne +62%), del sistema nervoso e degli organi di senso (uomini +34%, donne +38%) e per tumori del polmone tra gli uomini (+59%). L’analisi dei ricoveri in ospedale ha fornito risultati coerenti con quelli della mortalità.
Di tutto questo abbiamo parlato con Fabrizio Bianchi.  
Il ricercatore sottolinea l’importanza di programmi di sorveglianza adeguati e di una valutazione preventiva degli impatti sulla salute che possono avere le fonti che si conoscono come maggiormente inquinanti.  “Mentre a Vado Ligure le due sezioni a carbone sono state fermate nel 2014 - sottolinea -, molte altre centrali in Italia, in Europa e nel mondo continuano a funzionare. Nel nostro Paese si parla di un’uscita dal carbone nel 2025. Noi speriamo che questi risultati facciano riflettere sul fatto che prima si abbandona l’impiego del carbone e dei combustibili fossili e ci si avvia sulla strada delle risorse rinnovabili e meglio è per la salute su scala locale, regionale e nazionale. Senza contare tutto il discorso sui cambiamenti climatici”.

27 gennaio 2020

IVG Savona, lo sciopero dei penalisti stoppa il processo Tirreno Power: udienza rinviata

Tratto da IVG

Savona, lo sciopero dei penalisti stoppa il processo Tirreno Power: udienza rinviata 

L'udienza era in programma domani, 28 gennaio, ma è stata rinviata a data da destinarsi

Savona. Dopo l’udienza del 14 Gennaio, in cui
 fu ascoltato Ugo Trucco, il nuovo capitolo 
del caso Tirreno Power avrebbe dovuto prendere 
vita domani, 28 gennaio, con una nuova udienza
 presso il Tribunale di Savona.
Udienza che però non ci sarà a causa di uno 
sciopero nazionale degli avvocati penalisti, 
previsto proprio per il 28 gennaio e della durata
 di un solo giorno. Gli avvocati intendono protestare contro la riforma della prescrizione entrata
 in vigore il 1° gennaio 2020, e come quello di 
Tirreno Power anche altri processi saranno rinviati.

L’udienza di domani verrà recuperata in data 

ancora da definire. Il processo proseguirà con la 
prossima seduta, programmata per il 25 febbraio

26 ottobre 2017

Tirreno Power:Tutto aggiornato al 30 novembre

Tratto da Rsvn

Tirreno Power. Prima udienza preliminare interlocutoria

Tutto aggiornato al 30 novembre
Savona. Tempi lunghi per l’udienza preliminare legata alla vicenda della centrale Tirreno Power (disastro ambientale e sanitario colposo) reati per i quali dovranno rispondere ventisei tra manager ed  ex manager del gruppo. Quella di questa mattina, la prima, è stata un’udienza di tipo interlocutorio durante la quale il Gup Francesco Meloni ha verificato che le notifiche fossero andate a buon fine e fossero state recepite dagli indagati. Poi c’è stata la costituzione in giudizio di alcune associazioni ambientaliste da GreenPeace a Legambiente fino al WWF..... Prossima udienza il 30 novembre.
In quella sede saranno verificate ed eventualmente ammesse o meno le costituzioni in giudizio. Poi da gennaio comincerà il dibattimento e vero e proprio. Entro questo mese si dovrebbe conoscere anche l’esito dell’udienza preliminare.