''E' auspicabile che gli operatori del mondo imprenditoriale, gli esperti del settore energetico e i decisori pubblici interagiscano – ha detto il commissario dell’Enea – per tracciare un quadro strategico delle priorità delle politiche energetiche per lo sviluppo del Paese.”
Secondo Lelli, ''incentivare solo la domanda di sistemi e componentistica non è sufficiente per lo sviluppo di una filiera industriale nazionale nel campo delle rinnovabili. In Italia gli investimenti tendono a concentrarsi sulle installazioni d'impianti e ancora troppo poco viene destinato all'innovazione tecnologica. Dovremmo anche riuscire a stimolare gli investimenti in nuova capacità produttiva nazionale - ha concluso il commissario dell'Enea - attraverso un ampio ventaglio di incentivi agli investitori, oltre che con un efficace e stabile sistema di incentivazione della domanda''.
INFERNO ALL'ILVA / Concesse le certificazioni
ambientali nonostante le emissioni cancerogene
Carlo Vulpio denuncia il silenzio di istituzioni, partitipolitici e cittadini di fronte ai pericoli prodotti dal piùgrande stabilimento siderurgico d'Europa.INFERNO ALL'ILVA / Concesse le certificazioni ambientali nonostante leemissioni cancerogene - ultime notizie Taranto - Se questa è una fabbrica acui si può concedere l’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale, giudicateloda soli. Giudicatelo da queste foto, scattate da alcuni operai all’interno dellostabilimento che è il più grande centro siderurgico d’EuropaNe La città delle nuvole, due anni fa, scrivevo che era impensabile che si potesse concedere l’Aia all’Ilva, tanto più dopo che l’Ilva – su precisa richiesta, inoltrata attraversoil ministero dell’Ambiente, da ben ventiquattro associazioni di Taranto – aveva negatodi fornire l’elenco analitico delle sostanze inquinanti (benzene, benzoapirene, idrocarburipoliciclici aromatici) con la motivazione che si trattasse di “segreto industriale”. Invece,per ottenere l’Aia, è obbligatorio dichiarare quante e quali emissioni cancerogenevengono prodotte. Altrimenti l’Aia non viene rilasciata e la fabbrica deve chiudere.Così è in tutta Europa. Eccetto che in Italia,evidentemente ......... |
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Tratto da PeacelinK (PeaceLink)
In accoglimento della richiesta di riesame proposta da Alessandro Marescotti difeso dall'avv. Sergio Torsella, il Tribunale ha annullato il sequestro ritenendo che quanto dichiarato da Alessandro Marescotti "risulta corrispondente alla verita' oggettiva dei fatti".
Il Tribunale del riesame ha affermato che Marescotti ha esercitato il suo diritto "sancito dall'art.21 della Costituzione esprimendo la sua personale opinione su un tema di rilevanza sociale nella comunita' tarantina (...) senza la consapevolezza di offendere la reputazione di alcuno (...) fornendo la sua particolare chiave di lettura con toni peraltro adeguati allo scopo (c.d. Limite della continenza), divulgando notizie che non hanno affatto rappresentato la realta' in modo alterato, ma che, al contrario, senza cagionare inutili allarmismi, hanno consentito ai cittadini di avere piena consapevolezza di quanto normativamente previsto, senza alcun danno per la tranquillita' pubblica".
Il Tribunale specifica inoltre: "Tanto basta per escludere quindi oltre al fumus commissis delicti relativo all'art. 595 c.p., anche quello relativo all'art.656 c.p. (...) nonche' all'art.658 c.p.".
Alla luce di tali considerazioni giuridiche il Tribunale del Riesame accoglie il ricorso di Marescotti e annulla il decreto di sequestro preventivo che avrebbe portato all'oscuramento dell'intervista sul web di Affaritaliani.it e dei relativi dati informativi contenuti in una dettagliata tabella con i dati della diossina riscontrati nelle cozze e comparato con altri alimenti.

