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30 luglio 2013

Ilva: cittadini tarantini ricorrono alla Corte Europea dei diritti dell 'uomo .

Tratto da Ansa

Ilva: 52 tarantini ricorrono a Corte Europea diritti uomo

'Stato italiano tutela il siderurgico, non salute pubblica'

29 Luglio


TARANTO - Un ricorso alla Corte Europea dei diritti dell'uomo è stato presentato da 52 cittadini di Taranto - di età compresa tra i 19 e i 67 anni, alcuni dei quali ammalati - che lamentano la violazione del diritto alla vita da parte dello Stato Italiano per la vicenda Ilva.

Secondo i ricorrenti, l'emergenza sanitaria in atto a Taranto non è stata tenuta in considerazione dalle autorità italiane che, anziché tutelare la salute pubblica, hanno scelto di assecondare le ragioni del privato, l'Ilva Spa. 

Nel ricorso si fa riferimento agli articoli 2 e 8 della Convenzione europea, che sanciscono il diritto alla vita, e all'articolo 191 del Trattato di Lisbona che stabilisce il principio d'intervento immediato ed efficace di uno Stato membro per prevenire danni alla salute pubblica, senza attendere la certezza del danno.

All'iniziativa - promossa e supportata economicamente e legalmente dal comitato ambientalista tarantino Legamjonici - hanno aderito alcune persone ammalate, la più giovane delle quali ha deciso di firmare il ricorso dopo aver scoperto di avere un tumore al cervello.


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Inseriamo  il link ad   un recente articolo  pubblicato   su " La Repubblica"

"Tumori per le sigarette", bufera su Bondi
e il ministro convoca il commissario Ilva




28 febbraio 2012

Inquinamento la riscossa dei cittadini : Milazzo si ribella , raccolta di firme per il Parlamento Ue

Tratto da Il corrieredel Mezzogiorno

PER STRASBURGO

Inquinamento: Milazzo si ribella , raccolta di firme per il Parlamento Ue

La riscossa dei cittadini della Valle del Mela: chiedono la tutela dell’ambiente e della salute pubblica minacciate dalla realizzazione di industrie ad alto impatto



MESSINA – Dopo anni di silenzi, tante persone malate e morte, continue emissioni di odori nauseabondi e inquinanti, esposizioni ad amianto e a polveri sottili, la riscossa dei cittadini della Valle del Mela contro l’inquinamento, parte da Milazzo. Migliaia di residenti, associazioni ambientaliste, l’Osservatorio nazionale dell’Amianto e alcuni partiti politici, dopo le marce e le proteste messe in atto negli scorsi mesi stanno raccogliendo delle firme per presentare una petizione popolare al Parlamento europeo. Chiedono la tutela dell’ambiente e della salute pubblica minacciate dalla realizzazione di industrie tutte concentrate in un’area: come la a Raffineria di Milazzo, la Centrale elettrica di S. Filippo del Mela, le Acciaierie di Pace del Mela. Molte altre fabbriche come la Sacelit a Giammoro, inoltre, hanno trattato amianto e sono stati numerosi i casi accertati di morte. Nella petizione illustrata dall’avvocato Maria Calderone, legale di tutti i sottoscrittori, si chiederà, tra l’altro l’approvazione di una mozione di condanna dello Stato Italiano e una diffida perché vengano rispettati i diritti dei Siciliani in base al Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, alla Carta di Nizza e della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo. Si pretenderà poi, che il Parlamento europeo disponga che gli organi amministrativi dello Stato italiano attuino misure di prevenzione e di responsabilità condivisa con risarcimento dei danni ambientali del territorio e che sia portata avanti una sorveglianza sanitaria, con la richiesta immediata di attuazione di piani di risanamento ambientale e bonifica dell’aree interessate. Infine, si sollecitano ulteriori studi epidemiologici aggiuntivi rispetto a quelli esistenti per la verifica del nesso causale tra patologie e inquinamento ambientale........ L’avvocato Calderone che in questa sua battaglia sarà coadiuvata dall’avvocato Ezio Bonanni dell’osservatorio Nazionale del’Amianto e da altri 20 legali ha spiegato che ‘si tratta di un’iniziativa senza precedenti ...... “E’ finito il tempo – ha aggiunto l’avvocato - in cui tutto passava sotto silenzio. La petizione popolare è la prima forma di rispetto del principio: chi inquina paga”. D’accordo anche Giuseppe Maimone presidente dell’Adasc, l’associazione per la difesa per l’ambiente e della salute dei cittadini e conosciuto per le sue tante denunce, che gli sono costate anche delle serie minacce. “Finalmente – sottolinea Maimone - la società civile si è unita creando un coordinamento per portare avanti la petizione popolare. Noi chiediamo il rispetto delle leggi e che vengano firmati i piani di risanamento ambientale, finanziandoli e attuandoli. Vogliamo che le industrie si adeguino o se ne vadano bonificando le aree.
 
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