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15 febbraio 2017

Francesca Mancuso -CETA: APPROVATO IN SEGRETO DAL PARLAMENTO UE, ECCO I 7 MAGGIORI RISCHI

Tratto da Greenme

CETA: APPROVATO IN SEGRETO DAL PARLAMENTO UE, ECCO I 7 MAGGIORI RISCHI

CETA, il Parlamento europeo ha detto sì e ha ratificato l’accordo di libero scambio tra Canada e UE, che punta a eliminare le barriere tariffarie e gli ostacoli al commercio e agli investimenti dovuti alle differenze normative tra i due paesi.
Dopo il voto della Commissione e del Consiglio UE che avevano già approvato il CETA, adesso è arrivato anche il via libera da parte del Parlamento Europeo. Gli eurodeputati hanno votato in gran segreto, approvando con 408 voti in favore, 254 voti contrari e 33 astensioni. La loro decisione avrà ripercussioni serie non solo sull'ambiente ma anche sulla nostra salute. 
Purtroppo abbiamo perso l'ultima occasione utile in questo senso visto che è l’ultima volta in cui l’Unione Europea sarà chiamata in causa. Un accordo votato in segretezza, e ciò lascia pensare. Ma perché nascondere le votazioni?

Quali sono adesso i rischi del Ceta?

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I timori sono tutt'altro che infondati.

1) Il rischio di ingresso di OGM e pesticidi attualmente vietati

Non solo non si vieta l'ingresso di alimenti contenenti OGM e sostanze chimiche tossiche, ma si da di fatto il via libera a una deregolamentazione ampia e irreversibile. Non si torna indietro.
Ricordiamo inoltre che in Italia c'è ancora il divieto di coltivazione in campo degli Ogm, ma il nostro paese di recente ha detto sì in Europa all’autorizzazione di nuovi. Tuttavia, fa sapere il Parlamento Ue,
“per fugare le preoccupazioni dei cittadini che l'accordo dia troppo potere alle multinazionali e che i governi non possano legiferare per tutelare la salute, la sicurezza o l’ambiente, l'UE e il Canada hanno entrambi confermato esplicitamente, sia nel preambolo dell’accordo sia nella dichiarazione comune allegata, il diritto degli Stati a rifarsi al diritto nazionale”.

2) Importazione di prodotti derivati da animali trattati con ormoni della crescita

Tra le pagine del CETA, infatti è possibile trovare gravi pericoli per la salute e l'ambiente. Uno di questi riguarda l'importazione di prodotti derivati da animali trattati con ormoni della crescita. Sarebbe bastato questo a fermare il trattato, pensato per arricchire pochi e danneggiare molti.

3) Equivalenza delle misure sanitarie e fitosanitarie di Europa e Canada

Basta leggere l’allegato 5-D per rendersi conto, senza tanti sforzi, di quello che sarà. Nel trattato vi sono infatti le linee guida per il riconoscimento di equivalenza delle misure sanitarie e fitosanitarie nei due Paesi. Ciò significa che il CETA permetterà di ottenere il mutuo riconoscimento di un prodotto – e quindi evitare nuovi controlli nel Paese in cui verrà venduto – se si è in grado di dimostrarne l'equivalenza con quelli commercializzati dalla controparte. La sostanziale equivalenza verrà valutata basandosi su una serie di criteri o linee guida che tuttavia non sono definiti.

4) Glifosato, uno dei timori più fondati

Il glifosato, minaccia più che mai concreta. Non si può di certo dire no a questa sostanza solo perché lo Iarc, massima agenzia mondiale per la ricerca sul cancro, emanazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, lo ritiene probabilmente cancerogeno.
Se in Europa se ne vietasse l’uso, che ne sarebbe del grano canadese importato? Dovrebbe essere prodotto senza usare l'erbicida.

5) Nelle mani del controllore senza controllo

Il Ceta potrà essere implementato dopo la ratifica dall’organismo di cooperazione regolatoria. Si tratta di un gruppo di tecnici il cui operato non è soggetto ad alcun controllo pubblico.

6) Crescita economica irrisoria per l'Europa e perdita di posti di lavoro

Secondo uno studio indipendente, l’entrata in vigore del CETA provecherebbe la perdita di circa 200 mila posti di lavoro nell’Unione europea. Inoltre, secondo quanto stimato dalla stessa Commissione europea, l’adozione di questo trattato vedrebbe nel lungo periodo in Europa una irrisoria crescita economica compresa tra lo 0,02 e lo 0,03%. In Canada invece tale percentuale è compresa tra lo 0,18 e lo 0,36%.

7) L'Investment Court System (ICS), il sistema di tutela degli investimenti delle multinazionali

L'ICS assicura agli investitori stranieri particolari privilegi e minaccia il diritto dei governi di adottare e far rispettare leggi di interesse pubblico, come la protezione dell'ambiente o della salute pubblica. Grazie al CETA, l'Ics permetterebbe alle multinazionali di citare in giudizio i singoli Stati, ma non consentirebbe il contrario. Se l’ICS non dovesse passare l’esame di legittimità della Corte di giustizia europea, si bloccherebbe l’applicazione del CETA. Contro questo punto si è schierato apertamente il Belgio, che sta valutando di chiedere alla Corte di giustizia europea di pronunciarsi sulla legittimità
“Questo accordo commerciale rischia di minare la democrazia e lo stato di diritto in Europa, a vantaggio di una manciata di multinazionali”, ha detto Federica Ferrario di Greenpeace Italia.
“Oggi è stata scritta una pagina oscura per la democrazia in Europa, ma non tutto è compromesso – dichiara Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia – La battaglia della società civile si sposta adesso a livello nazionale. Monitoreremo gli impatti dell’accordo, dimostrando che avevamo ragione a criticarne l’impianto, e spingeremo il Parlamento italiano a bloccare questo trattato dannoso per i nostri cittadini e lavoratori. I parlamentari europei, in particolare socialdemocratici e popolari, hanno abdicato al loro ruolo di garanti dei diritti e dell’ambiente”.
L'accordo infatti dovrà essere anche ratificato dai Parlamenti nazionali e regionali.
L'accordo CETA potrebbe applicarsi provvisoriamente dal primo giorno del mese successivo alla data cui entrambe le parti si sono reciprocamente notificate il completamento di tutte le procedure necessarie. Per i deputati tale data dovrebbe essere non prima del 1° aprile 2017.
Ancora una volta sono stati fatti gli interessi delle multinazionali.
Per leggere il testo dell'accordo, clicca qui

02 maggio 2016

Green Peace. TTIP: ecco cosa dicono i documenti segreti!

  Riceviamo  da Greenpeace
 ......Fino a ieri Europa e Stati Uniti hanno discusso il TTIP (Trattato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti) a porte chiuse e in gran segretezza.
Questo nonostante le proteste di milioni di persone, proccupate che l'accordo potesse aggirare le norme europee basate sul "Principio di Precauzione" in base al quale prima di immettere un prodotto sul mercato, deve esserne provata la sicurezza per la salute umana, ambientale e animale.
Di questo principio, che oggi protegge 500 milioni di cittadini europei dagli OGM e dalla carne trattata con ormoni, non c'è traccia negli accordi!
I nostri timori hanno avuto conferma! Greenpeace Olanda ha avuto accesso a buona parte dei testi negoziali del TTIP: 248 pagine di documenti che dimostrano che avevamo ragione: le pressioni USA per aggirare le norme europee sono enormi!
Tutti i cittadini ora possono conoscere il contenuto del TTIP fino ad oggi rimasto segreto, ed attivarsi per bloccarlo subito!.
#TTIPLEAKS
ECCO PERCHE' TENEVANO TUTTO SEGRETO!
Leggi e condividi con i tuoi amici! Possiamo fermare il TTIP!
LEGGI E DIFFONDI
Siamo in tantisimi in Europa ad opporci al TTIP! In Italia il 7 Maggio a Roma, ci sarà una grande Manifestazione Nazionale #STOPTTIP. Il ritrovo è alle 14.00 a Piazza della Repubblica.
           ___________________
Dal punto di vista della protezione dell’ambiente e dei consumatori, quattro gli aspetti seriamente preoccupanti:
  • Tutele ambientali acquisite da tempo sembra siano sparite
Nessuno dei capitoli che abbiamo visto fa alcun riferimento alla regola delle Eccezioni Generali (General Exceptions). Questa regola, stabilita quasi 70 anni fa, compresa negli accordi GATT (General Agreement on Tariffs and Trade) della World Trade Organisation (WTO – in italiano anche Organizzazione Mondiale per il Commercio, OMC) permette agli stati di regolare il commercio “per proteggere la vita o la salute umana, animale o delle piante” o per “la conservazione delle risorse naturali esauribili”. L’omissione di questa regola suggerisce che entrambe le parti stiano creando un regime che antepone il profitto alla vita e alla salute umana, degli animali e delle piante.
  • La protezione del clima sarà più difficile con il TTIP
Gli Accordi sul Clima di Parigi chiariscono un punto: dobbiamo mantenere l’aumento delle temperature sotto 1,5 gradi centigradi per evitare una crisi climatica che colpirà milioni di persone in tutto il mondo. Il commercio non dovrebbe essere escluso dalle azioni sul clima. Ma non c’è alcun riferimento alla protezione del clima nei testi ottenuti.
  • La fine del principio di precauzione
Il principio di precauzione, inglobato nel Trattato UE, non è menzionato nei capitoli sulla “Cooperazione Regolatoria”, né in nessuno degli altri 12 capitoli ottenuti. D’altra parte, la richiesta USA per un approccio “basato sui rischi” che si propone di gestire le sostanze pericolose piuttosto che evitarle, è evidente in vari capitoli. Questo approccio mina le capacità del legislatore di definire misure preventive, per esempio rispetto a sostanze controverse come le sostanze chimiche note quali interferenti endocrine (c.d. hormone disruptors).
  • Porte aperte all’ingerenza dell’industria e delle multinazionali
Mentre le proposte contenute nei documenti pubblicati minacciano la protezione dell’ambiente e dei consumatori, il grande business ha quello che vuole. Le grandi aziende ottengono garanzie sulla possibilità di partecipare ai processi decisionali, fin dalle prime fasi.
I documenti mostrano chiaramente che mentre la società civile ha avuto ben poco accesso ai negoziati, l’industria ha avuto invece una voce privilegiata su decisioni importanti.
Il rapporto pubblico reso noto di recente dall’UE ha solo un piccolo riferimento al contributo delle imprese, mentre i documenti citano ripetutamente il bisogno di ulteriori consultazioni con le aziende e menzionano in modo esplicito come siano stati raccolti i pareri delle medesime.
I documenti pubblicati da Greenpeace Olanda constano di 248 pagine in un linguaggio legale tecnicamente complesso: 13 capitoli di “testo consolidato” del TTIP più una nota interna dell’UE sullo stato del negoziato (Tactical State of Play of TTIP Negotiations – March 2016). Greenpeace Olanda ha lavorato assieme al rinomato network di ricerca tedesco di NDR, WDR and Süddeutscher Zeitung. Fino ad ora i rappresentanti eletti avevano potuto vedere parte di questi documenti in stanze di sicurezza, con guardie, senza consulenti esperti e senza poterne discutere con nessuno. Con questa pubblicazione, milioni di cittadini hanno la possibilità di verificare l’operato dei propri governi e discuterne con i loro rappresentanti.
Chi ha cura delle questioni ambientali, del benessere degli animali, dei diritti dei lavoratori o della privacy su internet dovrebbe essere preoccupato per quel che c’è in questi documenti. Il TTIP, si svela per ciò che davvero è: un grande trasferimento di poteri democratici dai cittadini al grande business. 
Per fermare il TTIP, tutelare i diritti e i beni comuni e costruire un altro modello sociale ed economico, equo e democratico, ti aspettiamo sabato 7 maggio 2016 a Roma per un grande appuntamento nazionale!
           ENTRA IN AZIONE CON NOI: FIRMA E CHIEDI DI BLOCCARE IL TTIP!

02 febbraio 2013

L’Eea avverte: “Sicurezza sacrificata al profitto”

 Tratto da Il Fatto Quotidano

Dal nucleare agli ogm, l’Eea avverte: “Sicurezza sacrificata al profitto”

L'Europa non ha imparato nulla dalle catastrofi ambientali e sanitarie del passato. Parla chiaro l’Agenzia europea dell’ambiente (Eea) nel suo nuovo rapporto: “C’è stato un collasso della fiducia non solo nelle istituzioni, ma anche nelle grandi compagnie”. Italia leader nelle emissioni di ozono

Dal nucleare agli ogm, l’Eea avverte: “Sicurezza sacrificata al profitto”

L’Europa non ha imparato nulla dalle catastrofi ambientali e sanitarie del passato. Non solo, non ha fatto niente per impedire che i suoi cittadini smettessero di fidarsi di lei. Parla chiaro l’Agenzia europea dell’ambiente (Eea) nel suo nuovo rapporto: “C’è stato un collasso della fiducia non solo nelle istituzioni, ma anche nelle grandi compagnie”. Che, secondo lo studio Eea, in alcuni campi sono arrivate a corrompere o minare la regolamentazione comunitaria, manipolare la ricerca e pressare i governi “per il proprio beneficio finanziario”. Un tono duro e inusuale quello dell’Agenzia, che nello studio tratta i temi più complessi e controversi: dal nucleare agli Ogm, ........
Inclusi quelli dovuti all’inquinamento atmosferico, vera e propria piaga che, anche in questo 2013, Anno europeo dell’aria, porterà il mezzo miliardo di cittadini Ue a sborsare 250 euro a testa. E altri 250mila a morire prematuramente. 
Il principio di precauzione sacrificato al profitto –  “C’è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui viviamo oggi” sono le prime parole di Late Lessons from Early warnings quasi 800 pagine di analisi empiriche con cui la Eea dimostra l’ovvio: se si fosse seguito il “principio di precauzione”, si sarebbero potuti evitare enormi danni ambientali e la perdita di migliaia di vite umane. Ma anche “stimolare l’innovazione, piuttosto che soffocarla”. Avvelenamento da mercurio industriale; problemi di fertilità causati dai pesticidi; disfunzioni ormonali da sostanze chimiche; prodotti farmaceutici che modificano interi ecosistemi: i casi studio della relazione esaminano le principali fonti di preoccupazione del mondo odierno. Il tutto mettendo in guardia sui recenti segnali di allarme di tecnologie diffuse come telefoni cellulari e nanotecnologie. Avvertimenti che, come mostra il report, sono stati ignorati fino a rendere inevitabili i danni a salute e ambiente. Sotto accusa il vorace mondo dell’industria: “In alcuni casi le aziende hanno messo i profitti a breve termine prima della sicurezza pubblica, nascondendo o ignorando l’evidenza del rischio”, scrive la Eea: “In altri, gli scienziati hanno minimizzato i rischi, a volte sotto la pressione di interessi costituiti”. .....

L’insostenibile costo dell’aria sporca – Oltre a pubblicare il mega-rapporto, l’Eea ha organizzato un seminario dedicato ai giornalisti ambientali. Tema? L’inquinamento atmosferico, che in Europa colpisce ben mezzo milione di persone ogni anno. Una situazione quasi fuori controllo che, a livello di costi sanitari, sociali e ambientali porta in media ogni cittadino europeo a spendere dai 200 ai 250 euro all’anno per fronteggiarne gli effetti. A partire da malattie come asma, disturbi cardiovascolari, enfisemi e tutto ciò che ne consegue: dalle cure mediche ai giorni di lavoro persi. E a molte, troppe morti premature: “Nell’Ue – rivela la direttrice dell’Agenzia Jacqueline McGlade a ilfattoquotidiano.it – sono fra le 200 e le 250mila ogni anno”.
Tra gli Stati membri in peggiori condizioni c’è l’Italia. Nel Belpaese, leader europeo nelle emissioni di ozono e di diossido di azoto, la qualità dell’aria è particolarmente scarsa. Eccessivo numero di auto e Tir in circolazione, produzione di energia da fonti sporche, conformazione fisica a volte sfavorevole (come in Pianura padana, dove si creano vere e proprie “sacche” di gas inquinanti) e gravi lacune politiche sono un mix micidiale per la salute e le tasche dei cittadini. Record negativi ottenuti nonostante spesso, dall’Italia, non arrivino nemmeno dati sufficienti. “Può succedere che gli Stati membri falliscano nel fornire i dati sull’inquinamento atmosferico – fa presente McGlade – Ma il problema dell’Italia è la sua persistenza nel non fornirli, o nel raccoglierli in modo errato”. Questione di scarsa trasparenza? “Non solo”, risponde la professoressa: “In Italia c’è anche un problema di estrema sovrapposizione delle amministrazioni, che rende tutto più complicato”.

E l’Ilva di Taranto? Secondo la Eea, è il 52º impianto più inquinante fra i 191 che, su 10mila in tutta Europa, provocano da soli la metà dei costi (quasi 160 miliardi di euro in totale) e dei problemi legati all’inquinamento. “Problemi che – puntualizza Jacqueline McGlade – potrebbero essere risolti con investimenti relativamente modesti”. “Non è più accettabile – conclude la direttrice dell’Eea – che in Europa ci siano persone che debbano scegliere, come gli operai di Taranto, fra il ‘morire di fumo’ e il ‘morire di fame’”.  
Eppure, vedendo gli sviluppi della vicenda tarantina, sembrerebbe proprio così
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09 ottobre 2012

Uomini e topi e ........MONSANTO

 Tratto da Il Fatto Quotidiano

Uomini e topi


La notizia dell’effetto del mais Ogm sui topi, evidenziato dalla ricerca condotta dallo scienziato francese Seralini ha fatto il giro del mondo, ma in Italia i giornali gli hanno dedicato pochissimo spazio.
Il fatto: Il gruppo di ricerca del prof. Seralini dell’Università di Caen (Francia) per 6 anni, in gran segreto, ha nutrito dei topi con mais transgenico (Ogm Nk 603 resistente all’erbicida Roundup della Monsanto) e altri con mais normale. Risultato: Già dopo un anno i topi alimentati con mais Ogm hanno cominciato a morire. Le femmine hanno sviluppato tumore alle ghiandole mammarie, mentre nei maschi si riscontravano danni al fegato e ai reni con un’incidenza rispetto ai topi di riferimento (quelli nutriti con mais normale) 4 volte superiore nelle femmine e 5 volte superiore nei maschi. Risultati chiari ed indiscutibili.

Ora, la domanda che viene spontanea è: ma la Monsanto non doveva aver già fatto i test tossicologici prima di mettere in commercio il prodotto? Di sicuro li deve aver fatti, ma per 24 ore o 48 ore sulle cellule e per non più di 90 giorni sulle cavie. Nessuno pare si sia preso il disturbo di fare i test di tossicità cronica. Quando ha dato il suo placet alla diffusione di questi semi la Comunità Europea si è basata su articoli scientifici fatti dalla Monsanto o da scienziati da lei influenzati. L’azione di lobby fatta poi dalla Monsanto ha completato l’opera. Tutto nella più perfetta tradizione che ha visto in passato santificare l’amianto o i cloro-fluoro-carburi e, perché no?, assolvere il tabacco e perfino le diossine.
Il lavoro di Seralini mette in difficoltà l’Unione Europea da sempre in prima linea sulla salute dell’uomo.
Da noi queste difficoltà non vengono neppure recepite. Forse perché gli Ogm sono stati proibiti per legge e pensiamo che il problema non ci tocchi......Leggi l'articolo integrale