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20 settembre 2015

Lorenzo Tomatis, ricordarlo difendendo la salute pubblica- “Inquinamento ambientale e salute: quale futuro per le nuove generazioni in italia”

Tratto da Il Fatto Quotidiano

 Lorenzo Tomatis, ricordarlo   difendendo la salute pubblica


Medico oncologo ed ematologo, membro di Isde e Medicina Democratica
Il 24 settembre presso l’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l’Associazione dei Medici per l’Ambiente, Isde Italia, si celebrerà la 6° Giornata in Memoria di Lorenzo Tomatis deceduto a Lione il 21 settembre del 2007, con un  convegno dal titolo: “Inquinamento ambientale e salute: quale futuro per le nuove generazioni in italia”
La preoccupazione verso l’infanzia e le generazioni a venire è stato uno dei temi da sempre più a cuore a Tomatis che già nel 1987 scriveva queste profetiche parole, leitmotiv della giornata: “La società nella quale viviamo, distratta fino alla smemoratezza, sembra non sapere più che per oltre un secolo i lavoratori di molte industrie chimiche e manifatturiere sono state le cavie involontarie per l’identificazione della cancerogenicità di composti chimici…ma le sostanze tossiche e pericolose non cessano di essere tali una volta uscite dalle fabbriche […] la deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l’ esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell’ acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat”.

Aria, acqua, terra, i beni essenziali per la vita, erano già 30 anni fa considerati da Lorenzo Tomatis compromessi a causa di uno sviluppo miope e dissennato.

Mai ci soffermiamo a pensare che le centinaia di migliaia di sostanze chimiche immesse nel corso dell’ultimo secolo nell’ambiente sono ormai sistematicamente presenti in quasi tutte le matrici ambientali e non solo ne risulta compromessa la qualità di aria, acqua, suolo, ma la stessa salute umana ne è potenzialmente minacciata.
Centinaia di sostanze estranee anche tossiche e pericolose, quali diossine, Pcb, mercurio, piombo, nichel, arsenico, cadmio, benzene, idrocarburi policiclici aromatici, pesticidi, ritardanti di fiamma etc. e numerosissime altre ancora si ritrovano infatti ormai stabilmente nei nostri corpi e passano dalla madre al feto nel periodo più cruciale della vita: quello dello sviluppo intrauterino. Tutto ciò può compromettere il fisiologico sviluppo dell’organismo attraverso modificazioni di tipo epigenetico, spesso transgenerazionale, e dare origine ad una serie di disfunzioni o malattie che si svilupperanno non solo nell’infanzia ma anche nella vita adulta.
Non solo quindi stiamo mettendo a repentaglio la nostra salute, ma anche quella delle generazioni a venire che, ovviamente, non hanno alcuna responsabilità per le condizioni dell’ambiente in cui si troveranno a vivere. 
Viviamo in un mondo affamato di energia, di combustibili, di petrolio, ma sembra che ci dimentichiamo che i primi, insostituibili “combustibili” di cui tutti noi, ma soprattutto i nostri bambini, hanno bisogno sono cibi sani, aria pulita, acque integre.        Si tratta di beni primari, non inesauribili  e purtroppo sempre più compromessi.
E proprio la contaminazione di aria, acqua, suolo sono l’oggetto delle relazioni del convegno in cui saranno infatti affrontati alcuni dei casi paradigmatici di inquinamento ambientale e salute del nostro Paese a cominciare dallo studio Sentieri, in cui è stato indagato lo stato di salute delle popolazioni residenti nei Sin (siti di interesse nazionale da bonificare).
Si parlerà anche  delle ricadute della centrale a carbone di Vado Ligure, della situazione di Taranto e di quella della Sardegna che ha il triste primato del maggior numero di Sin del Paese. Verrà anche affrontato il tema della qualità delle acque: dalle presenza di pesticidi a quello che accade in un territorio sede di estrazioni petrolifere, ma anche quello della presenza di contaminanti con azione di interferenti endocrini negli alimenti o delle conseguenze sulla salubrità dei suoli degli impianti di digestione anaerobica di materiale organico.

Prevista anche una relazione sulle modifiche per gli inquinanti nei suoli e nelle acque introdotte dallo “Sblocca Italia”, mentre le ultime tre relazioni cercheranno di individuare possibili soluzioni attraverso sia la ricerca epidemiologica che gli strumenti giuridici.
Ci auguriamo che  ricordare in questo modo, a distanza di 8 anni dalla sua scomparsa, Lorenzo Tomatis non sia quindi un mero atto celebrativo, ma l’occasione non solo per una riflessione condivisa su temi così cruciali, ma anche per una riscoperta del ruolo della Ricerca e della Medicina, che per Lorenzo Tomatis, non potevano avere altro fine che non quello della “difesa della salute pubblica e della dignità dell’uomo”.
Credo che in questi tempi, certamente non facili, il rigore etico, lo spessore scientifico e soprattutto l’umanità di Lorenzo Tomatis siano un punto di riferimento sicuro e un valore da non dimenticare

18 aprile 2012

Dalle rinnovabili risparmio e sviluppo.PAROLA DEL MINISTRO CLINI

Tratto da IL CORRIERE DELLA SERA

Dalle rinnovabili risparmio e sviluppo.PAROLA DEL MINISTRO CLINI


Caro direttore, l' articolo di Massimo Mucchetti, Corriere del 14 aprile, sulla bolletta elettrica (che mi chiama in causa per un mio giudizio sulla valutazione dell' Autorità per l' Energia, che aveva attribuito agli incentivi per le rinnovabili la responsabilità dell' alto prezzo dell' elettricità in Italia proprio alla vigilia della emanazione dei decreti sulle fonti rinnovabili) offre un' occasione per fare chiarezza. 

 1) Le fonti rinnovabili coprono oggi il 26% dell' offerta di elettricità. Il peso delle fonti rinnovabili sulla bolletta elettrica è pari a circa il 20%, e rimarrà pressoché costante nel prossimo triennio, di fronte a un aumento dell' offerta di elettricità dalle fonti rinnovabili fino a circa il 35%, per effetto della rimodulazione in basso degli incentivi, che abbiamo concordato con i ministri Catania e Passera. Un peso proporzionato. L' effetto delle fonti rinnovabili sulla bolletta elettrica è ben rappresentato dall' articolo di Stefano Agnoli sempre sul Corriere (13 aprile), e dai dati della borsa elettrica: domenica 15 aprile, per esempio, il prezzo medio era sceso a circa 72 euro per mille chilowattora, ma nelle ore centrali della giornata è ad appena 35 per effetto dell' elettricità prodotta dalle rinnovabili. Ovvero, le rinnovabili diminuiscono in modo significativo il prezzo dell' elettricità. Inoltre entrano in concorrenza con un sistema di generazione (centrali elettriche convenzionali) caratterizzato da un eccesso di offerta (100 mila megawatt circa contro un fabbisogno di punta di 56.000) e da costi incomprimibili (forniture, personale, rete) che pesano in modo significativo sulla bolletta elettrica: in altre parole la bolletta elettrica copre sia l' elettricità prodotta da fonti rinnovabili e da centrali convenzionali, sia in gran parte i costi della non produzione dalle centrali convenzionali «spiazzati» dalle fonti rinnovabili. Le fonti rinnovabili sono anche il settore che ha conosciuto negli ultimi 5 anni e nonostante la crisi una crescita costante e vertiginosa degli investimenti in ricerca e sviluppo: 260 miliardi di dollari nel 2011 contro meno di 100 nel 2007. Gli Usa, la Cina, l' India, il Brasile e la Corea del Sud sono i Paesi extraeuropei maggiormente impegnati. In Europa, dopo la Germania, c' è l' Italia. Il mercato di riferimento per gli investimenti è sia quello delle economie emergenti, dove il Pil (Prodotto interno lordo) cresce tra il 7% e il 10% all' anno, sia quello delle economie con minori risorse energetiche tradizionali. Quello che avviene su scala globale nelle rinnovabili è paragonabile all' evoluzione tecnologica e di prodotto che si è verificata negli anni Novanta e nello scorso decennio nel settore della telefonia mobile e dell' informazione. La ricerca e sviluppo è fortemente orientata alla messa a punto di soluzioni innovative, in particolare nel solare, nelle bioenergie e nella geotermia, finalizzate ad aumentare l' efficienza e ridurre i costi. In questi settori l' Italia ha imprese di punta, che hanno già un ruolo rilevante nei mercati internazionali, e che hanno ancora bisogno del supporto di incentivi mirati al rafforzamento dell' innovazione. È difficile comprendere perché l' Italia dovrebbe rimanere fuori da un mercato così importante e strategico. 

2) La generazione distribuita di energia (elettricità, calore e freddo), sostenuta da tecnologie ibride con l' impiego di piccoli cogeneratori a gas naturale ad alto rendimento e delle fonti rinnovabili, ha un effetto duplice: sulla organizzazione del sistema elettrico, perché è orientata prevalentemente sull' autoconsumo e sulla distribuzione nelle reti locali intelligenti (smart grids), e di conseguenza riduce la domanda sulla grande rete di distribuzione ed i relativi costi; aumenta l' efficienza dell' impiego delle risorse energetiche, perché ha un rendimento energetico che arriva sino al 100% (sul pci, potere calorifero inferiore, del combustibile) contro un rendimento energetico medio cumulativo delle grandi centrali e della rete di distribuzione non superiore al 40%. È evidente l' effetto prevedibile sia sull' attuale sistema elettrico sia sulla riduzione della domanda di energia primaria di importazione, anche in termini di liberalizzazione e concorrenza nel mercato. Va anche detto che la generazione distribuita di energia è «l' infrastruttura» del sistema delle «smart cities», che secondo le previsioni delle agenzie internazionali mobilizzerà nei prossimi anni investimenti per almeno 3 mila miliardi di dollari nelle economie più sviluppate del pianeta. Ovvero, lo sviluppo di capacità tecnologiche in questo settore rafforza la competitività delle imprese italiane nei mercati europeo e internazionale, come già stanno sperimentando imprese italiane di punta in Germania, Francia, India, Cina, Brasile. 

3) Nel 2010 l' occupazione diretta e indiretta in Italia nei settori delle fonti rinnovabili e delle nuove tecnologie per la generazione distribuita è stimata tra 110.000 (EurObserver 2012) e 150.000 (Confartigianato) addetti, in gran parte giovani e con elevata specializzazione. Perché dovremmo mettere a rischio questa importante fonte di occupazione, mentre la bolletta elettrica ha sostenuto per anni e sostiene ancora con contributi impropri settori produttivi che non raggiungono un terzo di questi occupati? In conclusione, le rinnovabili e la generazione distribuita devono essere considerate un driver di crescita e un fattore di modernizzazione e trasparenza nel sistema industriale italiano. 
Evitiamo l' errore di chi voleva difendere le carrozze contro i «cavalli di ferro». 

Ministro dell' Ambiente
Clini Corrado