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02 dicembre 2016

Patrizia Gentilini :Referendum e ambiente, perché la cura è peggiore del male

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Referendum e ambiente, perché la cura è peggiore del male

Patrizia Gentilini 

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Si è svolta ieri mattina alla Camera una conferenza stampa indetta dall’onorevole Pino Pisicchio per mettere in luce le ricadute sull’ambiente – e di conseguenza sulla salute – delle modifiche costituzionali che il 4 dicembre andremo a votareIl tema è indubbiamente di cruciale importanza e, almeno fino ad ora, non era emerso con il rilievo che merita. In realtà il problema non era sfuggito all’Associazione dei Medici per l’Ambiente che già nel giugno scorso con un proprio comunicato aveva espresso tutte le proprie perplessità sulla questione.
Leggi il comunicato 

In sintesi con le modifiche al Titolo V si ridisegnano i rapporti fra Stato e Regioni e viene introdotta una diversa ripartizione delle loro competenze: in pratica, le modifiche porterebbero ad un accentramento di poteri e ad una contestuale diminuzione delle autonomie locali. In particolare lo Stato accentrerà su di sé tutte le competenze in materia di energia, grandi opere, infrastrutture, togliendo voce ai territori e potrà inoltre esercitare una “clausola di supremazia” esautorando quindi le amministrazioni locali di ogni potere decisionale anche sulle materie loro riservate.
La novità non è di poco conto e fortunatamente non è sfuggita a quanti, tra cittadini, associazioni, comitati, in tutta Italia si oppongono a grandi opere, inceneritori, trivellazioni e che di recente hanno sottoscritto l’appello “territori per il No”: ridisegnare in questo modo i rapporti fra governo centrale e territori significa di fatto esautorare completamente le volontà locali e quelle delle istituzioni più vicine ai cittadini.
In realtà non è una novità se pensiamo a quanto già fatto dallo “Sblocca Italia” che impone nuovi inceneritori, elimina i vincoli territoriali per lo smaltimento dei rifiuti e ribattezza impianti insalubri di 1° classe – quali sono appunto gli inceneritori – come “impianti strategici ai fini della salute e dell’ambiente”! Già oggi molte delle principali criticità sanitarie da inquinamento ambientale sono state causate, in varie aree del Paese, dall’identificazione di impianti inquinanti come “opere strategiche di rilevanza nazionale” espropriando di fatto completamente gli enti locali di qualunque possibilità decisionale.
La riforma costituzionale proposta, in particolare con le modifiche all’art. 117, renderebbe questa possibilità strutturale, con il rischio di allargare ulteriormente il divario tra le reali esigenze dei territori e gli interessi dello Stato, spesso legati a motivazioni estranee e antitetiche alle aspirazioni e al Bene Comune delle Comunità locali.
Per noi medici è chiaro il concetto che la salute non è la semplice assenza della malattia, ma, come la definiva l’Oms già dal 1948, “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale” e siamo ben consapevoli che tale stato di benessere può realizzarsi solo in presenza di equità sociale e nel rispetto dei diritti fondamentali della persona, quali il diritto alla salute, all’istruzione, all’abitazione, al lavoro, all’autodeterminazione territoriale, nonché ad un ambiente salubre e rispettoso degli equilibri naturali.
So bene, come medico, che se la diagnosi è sbagliata è ben difficile che il malato possa ricevere la cura giusta e quindi, parafrasando il concetto, individuare nella Costituzione la causa dei guai del nostro paese è semplicemente paradossale e, mai come in questo caso, la cura sarebbe peggiore del male!
Ma tutto questo non è un caso e va ben capita la “filosofia” che ispira questa riforma: essa non è certo nata oggi ma è il risultato di un percorso avviato già con la sottoscrizione dei trattati europei e l’introduzione del pareggio di bilancio. Mettendo al primo posto infatti stabilità dei prezzi, competitività e libera circolazione di merci, capitali e forza lavoro, si è spalancata la strada a principi di incontrollato neoliberismo che subordinano i diritti fondamentali della persona alle esigenze del mercato e della finanza.
La nostra Costituzione è nata, viceversa, da un lungo e paziente lavoro di conciliazione fra diverse visioni della società che avevano però come base comune il rifiuto del liberismo e l’affermazione prioritaria della dignità della persona e dei suoi diritti fondamentali. Attuiamo piuttosto finalmente la nostra Costituzione rimettendo al centro i valori che l’hanno ispirata e respingiamo modifiche che aggraverebbero ulteriormente disuguaglianze sociali, povertà, precarietà, disastri ambientali e incertezza per il futuro.

01 dicembre 2016

MAMME NO INCENERITORE:APPELLO PER DIRE NO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE E SI ALLA TUTELA DELL’AMBIENTE E DELLA SALUTE.

Tratto da Mamme no inceneritore

APPELLO PER DIRE NO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE E SI ALLA TUTELA DELL’AMBIENTE E DELLA SALUTE.

Appello per dire NO alla riforma costituzionale e SI alla tutela dell’ambiente e della salute.
Pubblichiamo l’appello lanciato dalle Mamme NO Inceneritore per dire no alla riforma costituzionale e si alla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. 

NO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE
SI ALLA TUTELA DELL’AMBIENTE
Appello alle associazioni ambientaliste e ai comitati territoriali
Negli ultimi tempi la mobilitazione di moltissimi cittadini ha messo in dubbio e persino fermato, diverse opere definite strategiche, imposte dall’alto ma riconosciute da molti cittadini come inutili e con forte impatto nocivo sulla salute e sull’ambiente.
Queste mobilitazioni si sono svolte sul territorio, la controparte sono stati gli enti locali: Comuni, Città metropolitane e Regioni.
Con la riforma costituzionale il potere decisionale in merito alle grandi opere e alle infrastrutture energetiche diventerà esclusivamente dello stato centrale.
La riforma dell’art. 117 della Costituzione, infatti, prevede un accentramento di poteri in merito a diverse materie, fra cui infrastrutture strategiche (ad alto impatto ambientale) e tutela dell’ambiente.
Questo significa che i movimenti, i comitati, le associazioni locali, che stanno combattendo per la tutela della salute e dell’ambiente, vedranno sottrarsi i referenti istituzionali diretti, sostituiti da organi lontani e privi della necessaria legittimazione: l’elezione a suffragio universale.
È da considerarsi tale il Senato, secondo la nuova composizione prevista dalla Riforma, i cui membri saranno nominati dai partiti e vincolati al volere di chi quei partiti dirige, sostiene e finanzia.
Tutto ciò renderebbe molte delle battaglie in corso ancora più difficili da combattere, con il serio rischio di vedere vanificato ogni sforzo delle comunità, come pure la loro possibilità di esercitare il diritto di partecipazione e di controllo sui gruppi di potere locali e nazionali. Una perdita di sovranità inaccettabile.
Inoltre le Regioni che vorranno tutelare il proprio territorio o la salute dei propri cittadini, potranno essere scavalcate da imposizioni dello stato centrale.
Per questo ci appelliamo a tutti i movimenti ambientalisti italiani per votare NO al REFERENDUM COSTITUZIONALE, perché i cittadini devono essere coinvolti nel processo decisionale che riguarda lo sviluppo del proprio territorio, la salute pubblica e la salvaguardia dell’ambiente che li circonda, e questo non può essere assolutamente garantito da un Parlamento lontano dai territori e dai cittadini.
Le Mamme No Inceneritore Votano NO al referendumDICIAMO NO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE E SI ALLA TUTELA DELL’AMBIENTE, DELLA SALUTE PUBBLICA E ALLA PARTECIPAZIONE ATTIVA DEI CITTADINI E DELLE LORO COMUNITÀ.
VOGLIAMO AVERE VOCE IN CAPITOLO SUL NOSTRO FUTURO E SU QUELLO DEI NOSTRI FIGLI. 
L’appello è liberamente scaricabile in PDF: Appello per votare NO alla riforma costituzionale in difesa dell’ambiente.