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Visualizzazione post con etichetta terremoto. Mostra tutti i post
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08 settembre 2017

Terremoto Messico: violento sisma M 8.0 :allerta tsunami

Tratto da centrometeoitaliano

Terremoto Messico: violento sisma M 8.0 sta facendo tremare molte nazioni, allerta tsunami di oltre 3 metri.

Sisma, violentissimo terremoto nel Mondo sta facendo tremare molte nazioni. E’ allarme tsunami, possibili gravi danni

Ore 7:43 – Le autorità governative messicane, in accordo con gli esperti e geologi dell’area, hanno appena diffuso l’allerta per onde di tsunami alte oltre tre metri.
Ore 7:15 – ”Persone in fuga dalle strade”, recita così l’edizione online de il ”The Telegraph”, raccontando quanto sta avvenendo nei pressi di Città Del Messico. In base a testimonianze locali, infatti, molti edifici risulterebbero fortemente danneggiati ma per il momento non ci sono ulteriori notizie. 
La situazione è comunque molto critica.
Pochi minuti fa, una violenta scossa di terremoto ha colpito la regione del Messico. In base a quanto riporta l’Usgs, istituto sismologico europeo americano, il sisma ha avuto un’intensità pari a 8.0 ed è stato avvertito nitidamente in diverse nazioni, tra cui il Guatemala. 
Lungo i settori costieri esposti starebbe scattando un’immediata allerta tsunami, data anche la profondità dell’epicentro molto superficiale. 

23 gennaio 2017

Renzo Rosso: Terremoti, valanghe e frane. Cos’è l’effetto domino nei disastri naturali.

 

Terremoti, valanghe e frane. Cos’è l’effetto domino nei disastri naturali.

Terremoti, valanghe e frane. Cos’è l’effetto domino nei disastri naturali
Che in alta montagna le scosse di un terremoto possano provocare non solo frane ma anche valanghe è un rischio abbastanza noto e ne abbiamo avuto la conferma diretta in Nepal nel 2015.
Il nostro gruppo di ricerca lavora da tempo in questo Paese, giacché studiamo il comportamento delle calotte glaciali, dall’Himalaya al Karakorum: sono le torri d’acqua dell’Asia, dove abbiamo fatto varie spedizioni scientifiche. Fu perciò enorme l’emozione per il disastro delle valanghe distaccatesi dalle pendici dell’Everest in seguito alle scosse sismiche della primavera di quell’anno, anche se il numero delle vittime fu poi ridimensionato (meno di 20 morti e una sessantina di feriti) rispetto agli iniziali timori, poiché c’erano quasi mille persone come possibile bersaglio. Ed eravamo in apprensione per gli amici e i collaboratori che vivono e lavorano lì.
Quanto accaduto a Rigopiano è del tutto diverso, se pensiamo che l’albergo è a quota 1.200 metri, mentre il ghiacciaio del Khumbu è a 4.900 metri di quota. Anche in Abruzzo abbiamo comunque assistito a una manifestazione dell’effetto domino che rappresenta uno degli aspetti più difficili da affrontare in caso di emergenza.
Questo effetto può manifestarsi in due forme. La prima è l’azione moltiplicatrice che innesca lo stesso tipo di catastrofe. Per esempio, il crollo di una diga può provocare il successivo crollo di altri sbarramenti a valle, come accadde nel 1975 in Cina, dove il disastro di Banquio provocò 26mila vittime. Alla seconda forma sono assimilabili i disastri concatenati di diversa natura, come nel caso abruzzese: le scosse possono attivare le frane, soprattutto se latenti, e innescare le valanghe sui versanti innevati.
In mare, il terremoto può generare uno tsunami, con grave pericolo per le coste, anche lontane dall’epicentro. All’uragano Matthew del 2016 ha fatto seguito un numero enorme di dissesti. Gli incendi sono una delle cause della desertificazione e, se il terreno bruciato viene colpito da un nubifragio prima che il suolo si sia ricostruito, le piene possono diventare rovinose e così le colate detritiche. E qualcuno potrebbe ribattere che il disastro di Banquio seminò la morte anche dopo, per via della carestia e delle epidemie: più di 200mila vittime.
Prevedere dove le catastrofi possano colpire e con quanta probabilità lo possano fare si basa su conoscenze, tecniche e pratiche di zonazione abbastanza consolidate, anche a fine risoluzione spaziale. Ciò vale per il rischio sismico e alluvionale, così come per il rischio di valanga, di frana, di tsunami e d’incendio, anche se in Italia manca del tutto una capillare, efficiente e trasparente raccolta dei dati necessari. Ma basta guardare l’assetto geomorfologico e idrografico dell’impluvio a monte dell’albergo abruzzese per porsi qualche domanda imbarazzante.
Al contrario, prevedere la concatenazione degli eventi e stabilire con quanta probabilità l’effetto domino possa manifestarsi è molto più difficile. In qualche caso, il principio di precauzione può venire in aiuto. Per esempio, uno studio dell’Oecd rivela che in Italia ci sono almeno un migliaio di siti classificati come pericolosi dalla direttiva Seveso; siti che sono, nello stesso tempo, potenzialmente inondabili. In caso di inondazione, l’effetto di dilavamento e la successiva diffusione sul territorio di potenti inquinanti può produrre danni assai maggiori di quelli della sola alluvionale. Non sarebbe quindi sbagliato provvedere alla sicurezza di questi siti anche con metodi di auto-protezione di emergenza, il cosiddetto flood proofing. E l’applicazione dello stesso principio potrebbe mitigare anche altre manifestazioni dell’effetto domino.
Ancora più complesso è stabilire le probabilità, marginale e condizionale, per cui, in seguito a un evento catastrofico in atto, se ne possano innescare a catena altri ugualmente se non più disastrosi. E la vicenda del terremoto di L’Aquila del 2009 ha insegnato molto, ma forse non abbastanza

30 ottobre 2016

Oggi nuova forte scossa di Terremoto nel Centro Italia: magnitudo 6.5

Tratto da Tgcom24

Nuova forte scossa di Terremoto nel Centro Italia: magnitudo 6.5

Il sisma, registrato a una profondità di 10 km, ha avuto epicentro tra Norcia, Preci, Castelsantangelo sul Nera e Visso.

Nuova forte scossa di terremoto nel Centro Italia: magnitudo 6.5
Ancora una violenta scossa di terremoto ha colpito il Centro Italia. Il sisma, di magnitudo 6.5, ha avuto epicentro tra Norcia, Preci, Castelsantangelo sul Nera e Visso. Il terremoto è stato registrato dall'Ingv a 10 chilometri di profondità. La scossa è stata molto lunga, ci sono stati numerosi crolli. Gente in strada. In corso le verifiche dei vigili del fuoco.Leggi tutto qui

29 maggio 2012

Terremoto, le regole base sul comportamento da seguire

Tratto da Net1news

Terremoto, le regole base sul comportamento da seguire

A seguito degli ultimi terremoti che hanno colpito il Nord Italia è bene ripassare le regole base su cosa fare durante il sisma, conoscere quali sono i posti più sicuri per cercare riparo e prendere tutte le precauzioni necessarie.

cosa fare durante terremoto


L'allarme terremoto del momento, ci porta a ripassare le regole base su come comportarsi in una situazione di emergenza di questo genere. Prima di tutto occorre conoscere la classificazione sismica del proprio comune di residenza per sapere quali norme adottare per le costruzioni, a chi fare riferimento e quali misure sono previste in caso di emergenza. Se il sisma arriva mentre siete in casa, i posti più sicuri per cercare riparo sono gli architravi, gli stipiti delle porte, sotto mobili robusti come tavoli o letti, quest'ultimi devono essere lontani dalle vetrate e da mensole con oggetti pesanti.

Mantenere la calma è fondamentale, anche se non è facile in questi momenti. Non bisogna muoversi durante la scossa sismica e cercare di uscire di casa, le scale potrebbero essere pericolose e cedere. Mai prendere l'ascensore, se per caso vi trovate all'interno durante il terremoto, cercare di uscire al più presto una volta terminata la scossa. Se invece vi trovate in un luogo pubblico, badate bene a stare lontani da oggetti che potrebbero cadervi addosso e non precipitatevi all'uscita, si potrebbbe creare un affollamento pericoloso.Se siete sul luogo di lavoro o a scuola, staccate la corrente e seguite le istruzioni del capo o dell'insegnante. Mentre se siete all'aperto state lontani dalle pareti delle case, cercate luoghi aperti, state quindi lontano da edifici, da linee elettriche, alberi e muri. Sicuramente dopo la prima forte scossa, ci saranno quelle di assestamento, se vi trovate in casa o riuscite a rientrare staccate la corrente elettrica per evitare incendi e chiudete il gas e la fornitura di acqua.

 Se siete stati lungimiranti e avete preparato una valigia con il kit emergenza terremoto prendetela e se necessario raggiungete i luoghi di accoglienza indicati nel piano comunale di Protezione Civile. Il cellulare, ricordate, va usato solo in caso di necessità per evitare un sovraccarico delle linee telefoniche e impedire a chi ha realmente bisogno di chamare aiuto.
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Leggi anche su Come Don CHISCIOTTE
NON SI PUO’ MORIRE DI TERREMOTO !
Il terremoto uccide per ignoranza. Spesso non si conosce il livello di rischio sismico della regione nella quale si vive. Più spesso non si sa come comportarsi in caso di allarme terremoto. Se il meteo ci dice che domani pioverà, terremo a portata di mano l'ombrello. Ma se non viene nemmeno annunciato il rischio di un forte terremoto, perché il Comune non ci dice come comportarci? Serve la Prevenzione Civile, non solo la Protezione Civile.
......Nel senso che l'attività sismogenetica che stiamo registrando ormai dall'inizio dell'anno e il gran numero di terremoti che stanno avvenendo in tutta Italia, e forti, quando dico forti parlo maggiore del quarto grado. In gran numero rispetto alla media degli anni precedenti, quindi significa che c'è un incremento dell'attività sismica.  
C'è un incremento del rilascio dell'energia e quindi la possibilità che possano ancora verificarsi forti terremoti anche in zone non dichiaratamente a rischio sismico o quantomeno non conosciute come zone a rischio sismico.

Intervista a Giampaolo Giuliani su Come Don CHISCIOTTE ed altri articoli sul terremoto

11 marzo 2011

Violento terremoto magnitudo 8.9 in Giappone. Allarme tsunami ,Giappone: cesio radioattivo a Fukushima

Tratto da Ansa

Violento sisma magnitudo 8.9 in Giappone. Allarme tsunami con onde da 10 metri

Replica da 7.8, panico a Tokyo. Si segnalano incendi e diversi feriti

TOKYO - Un violentissimo terremoto di magnitudo 8.8 ha scosso stamattina il Giappone. A Tokyo, distante circa 370 km dall'epicentro, la gente è scesa in strada in preda al panico. La Japan metereological agency ha lanciato l'allerta tsunami ai massimi livelli nelle prefetture di Iwate, Ibaraki, Miyagi e Fukushima. La Nhk ha parlato di rischio di onde anomale fino a 10 metri nelle prefetture di Miyagi e Ibaraki.

Una forte replica di magnitudo 7.8 è stata registrata mezz'ora dopo la prima scossa

Si segnalano incendi e diversi feriti. Chiuso l'aeroporto.

Il premier giapponese Naoto Kan ha convocato una riunione d'emergenza per il potentissimo terremoto che ha scosso il Giappone meno di un'ora fa. Il ministro della Difesa, Toshimi Kitazawa, ha allertato le forze di autodifesa.

Un'allerta tsunami e' stata emessa anche per Russia Filippine e isole Marianne (Pacifico centrale), in seguito al violento sisma che ha colpito il Giappone.

Tratto da Ansa

Giappone: cesio radioattivo a Fukushima

Alta probabilita' che sia gia' in atto una fusione nucleare


(ANSA) - TOKYO, 12 MAR - L'Agenzia giapponese sulla sicurezza nucleare ha rilevato cesio radioattivo in prossimita' della centrale di Fukushima. E' alta la probabilita' che sia gia' in atto una fusione nucleare. La rilevazione del cesio radioattivo, annunciata dall'Agenzia, e' di solito associata con gli elementi del combustibile e rappresenta un segnale di allarme, in quanto potrebbe essere rilasciato, ad esempio, per problemi al nocciolo del reattore.

08 aprile 2009

2009/04/08"TERREMOTO: RADON PRECURSORE SISMICO? SOLO CON LA LA RICERCA SCIENTIFICA SI VA AVANTI"


Tratto da Unonotizie.it
VITERBO / 08-04-2009
E’ veramente sconcertante vedere ancora una volta, nelle ultime notizie, come i nostri grandi “esperti”, incattedrati nei laboratori e altri enti governativi, si permettono di criticare, in maniera maleducata, le ricerche di colleghi non appartenenti ai loro “ambiti”, singoli ricercatori spesso all’avanguardia nel loro tentativo di investigare problemi di grande importanza.

Prendiamo quest’ultimo caso, dell’utilizzo del Radon nel prevedere l’arrivo di un terremoto lo studio della coincidenza fra questi due fattori è in pieno sviluppo, con notevole successo, nei paesi più terremotati al mondo dal Giappone, alla Cina, dalla California, al Portogallo!

E perché spesso non si trova questa coincidenza?

Per carenze geologiche e tecniche!

Le emissioni Radon non dipendono solo dai terremoti, bensì dagli effetti delle maree luni-solari, dai venti, dall’umidità, dalle temperature, dalla pressione atmosferica, dal vulcanismo, da radiazioni cosmiche, tutti disturbi che devono essere filtrati ed eliminati prima di poter parlare di un effetto tellurico.

I dati prelevati da una singola stazione Radon non possono assoltamente essere utilizzati per questi tipi di applicazioni.

Riguardo al terremoto in Abruzzo il nostro tecnico del Gran Sasso ha ben risolto il problema, avendo installato cinque stazioni Radon, ciascuna schermata dal piombo e interrata nel terreno.

In un esperimento negli anni ‘90, avevamo dodici stazioni interrate registranti simultaneamente le emissioni del gas.

Ma bisogna definire questo “successo”; qui stiamo cercando di correlare eventi in tempi geologici con quelli umani; la Terra ha qualche anno più di noi, così che un qualsiasi evento geologico, come un terremoto, se viene preannunciato per un domani geologico, potrebbe benissimo attuarsi in un nostro domani umano come fra una settimana, un mese.

E così per l’ubicazione dell’epicentro qualche decina di chilometri non sono niente in una scala geologica cercando di definire un’attività in profondità.

Prof. Dr. Fabrizio Aumento
foto: immagine al microscopio di una pellicola ''bucata'' dalle particelle radioattive

VITERBO / 08-04-2009
VALUTAZIONI DI TECNICI SPECIALISTI SU VARIAZIONI DEI FLUSSI RADON NELLA PREVISIONE DEI TERREMOTI

L’improvviso e catastrofico terremoto che ha colpito l’Abruzzo la notte tra il 5 e 6 Aprile 2009 ha aperto il dibattito sulla prevedibilità o meno dei terremoti.
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