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21 aprile 2008

2008-04-21 Riceviamo e pubblichiamo le lettere di due medici ISDE (International Society of Doctors for the Environment.)

Risposta a Gosio .
Con preghiera di pubblicazione.

Savona, 12.4.08

Nel nostro territorio la principale fonte di inquinanti, tutti cancerogeni e tossici per il cuore, i polmoni e lo sviluppo embrionale, è costituita dalla combustione del carbone. Proprio nel momento in cui la preoccupazione del riscaldamento del pianeta ed il fatto che la combustione del carbone emetta una quantità enorme di anidride carbonica, il più importante gas serra, sta dando il via negli Stati Uniti all’inizio della fine del suo uso nella produzione di energia, ecco che a Vado il Direttore Generale di Tirreno Power torna a proporre l’ ampliamento della centrale a carbone, con il proposito di bruciare altre centinaia di migliaia di tonnellate all’ anno di carbone (oltre al milione di tonnellate attuale) per produrre ulteriori 480 Megawatt di energia, che saranno tutti utilizzati in altre regioni.
Questa proposta, a distanza di un anno dalle solenni bocciature avvenute in sede di presentazione, giunge in un momento in cui nel mondo occidentale sta cambiando radicalmente il modo di affrontare il problema carbone.
L’opposizione al carbone, iniziata dai comitati dei cittadini, si è ormai trasformata in una marea montante. Organizzazioni sanitarie, di agricoltori, i più importanti climatologi e, soprattutto, vari stati americani hanno preso una netta posizione contro il carbone.
E a Vado ci vengono a sbandierare investimenti di 700 milioni di euro, per costruire una centrale che nell’ arco di 10 anni indurrà nell’ ambente che la ospita danni per quasi un miliardo di euro!: i vantaggi ai proprietari, i costi, elevatissimi, alla comunità locale.
Secondo Ecosenseweb (http://ecosenseweb.ier.uni-stuttgart.de/index.html) il software specifico della CE, una centrale a carbone di circa 2000 MW ogni anno causa danni legati alle morti premature, alle malattie, all’agricoltura, agli edifici ed i patrimoni archeologici ed all’effetto serra per una somma pari a oltre 100 milioni di euro.
Quello che non corrisponde al vero non sono i pareri tecnici formulati nel 2007 per bocciare l’ ampliamento della centrale, ma bensì i calcoli erronei su cui si basa il progetto di ampliamento.
La spiegazione è molto semplice: non tenendo conto della produzione di particolato fine secondario (PM2,5 secondario), che rappresenta una parte importante e pericolosissima per la salute umana delle emissioni della centrale, si vorrebbe far credere che l’ adozione di nuove tecnologie produttive possa condurre ad una lieve riduzione delle emissioni di polveri, mentre queste, invece, aumenteranno fino a 30 volte rispetto a quanto dichiarato, data la caratteristica di questo tipo di particolato di non poter essere abbattuto dai filtri, anche i più moderni e potenti, poichè si formano in atmosfera, dopo l’ uscita dai camini (particolato primario condensabile e particolato secondario).
In pratica si pùò calcolare, dai dati grezzi forniti da Tirreno Power, che anziché 150 tonnellate/anno saranno emesse quasi 5000 tonnellate/anno di polveri sottili.
Ovviamente esiste anche una spiegazione pratica del perché ci si possano permettere tali affermazioni erronee: la misurazione delle PM 2,5, dovuta per legge dal 2002 ( D.M.60 del 2002), non è mai iniziata da parte delle pubbliche amministrazioni, e questo permette di presentare progetti di ampliamento della centrale a carbone che non rendono conto di questo dato, ed in particolare delle PM 2,5 secondarie, dichiarando valori di emissioni di particolato molto inferiori, e questo confidando sul fatto che le autorità competenti, non provvedendo agli accertamenti dovuti, preferiscono sorvolare ipocritamente e affrontare così aspetti secondari e non risolutivi, seppur importanti ( la copertura del carbonile, ed altre inadempienze che si potrebbero risolvere in via amministrativa esigendo nelle sedi dovute il rispetto di patti precedentemente sottoscritti e mai fatti rispettare).
A questo proposito mi chiedo come mai gli enti pubblici non esitino a passare a vie legali quando si tratta di riscuotere una tassa da un privato cittadino, e si limitano a sbraitare saltuariamente senza effetto su contratti colossali mai rispettati.
Credete, a noi, ben lungi dall’ evitarlo, farebbe molto piacere avere un confronto chiaro, pubblico e diretto con Tirreno Power su questi argomenti.
Ricordo ancora una volta all’ ingegner Gosio che le nostre affermazioni sono basate su rigorosi lavori scientifici, e non rappresentano “una alzata di scudi.e una preconcetta opposizione”, ma, piuttosto sono una risposta ad affermazioni che riteniamo sbagliate ed altamente pericolose per la salute delle persone, che siamo tenuti a tutelare in base all’ articolo 5 del Nuovo Codice Deontologico dei Medici.
e senza controlli.

Dottor Paolo Franceschi,
Referente per l' Ambiente dell’ Ordine dei Medici di Savona
ISDE: Associazione Internazionale dei Medici per l’ Ambiente.

INCENERITORI E SALUTE: NOTIZIE ALLARMANTI DALLA FRANCIA

Il 2 aprile u.s. http://www.cniid.org/espace_mailing/cp_20080402.htm sono stati resi noti i risultati definitivi della ricerca condotta da La Veille Sanitarie in Francia nelle popolazioni residenti in prossimità di impianti di incenerimento. I risultati preliminari erano stati presentati nel novembre 2006 ed avevano riguardato 135.567 casi di cancro insorti nel periodo 1990-1999 su una popolazione di circa 2.5 milioni di persone residente in prossimità di 16 inceneritori di rifiuti urbani attivi tra il 1972 ed il 1990. Lo studio aveva considerato l’esposizione a diossine valutate in diversi percentili, trovando un aumento del rischio coerente col crescere dell’esposizione; in particolare nelle aree più esposte l aumento del rischio era: sarcomi + 12.9% in entrambi i sessi, linfomi non Hodgkin + 8.4% , cancro al fegato +9.7 %, cancro alla mammella +6.9%, tutti i cancri nelle donne +4% .Orbene, le preoccupazione già a suo tempo emerse dai risultati preliminari, si sono ulteriormente rafforzate davanti ai risultati definitivi conteggiati a marzo 2008 e che evidenziano i seguenti incrementi: sarcomi + 22%, linfomi non Hodgkin + 12% in entrambi i sessi + 18% nelle femmine, cancro al fegato +16%, tutti i cancri nelle donne +6% ed ancora, dato in precedenza non rilevato, incremento del rischio di incidenza per mieloma multiplo in entrambi e sessi +16% e per i maschi addirittura + 23%. Oltretutto, a detta degli autori, il picco non è ancora stato raggiunto! Ricordiamo che anche lo studio condotto sulla popolazione di un quartiere di Forlì (Coriano) esposta a due impianti di incenerimento ( rifiuti urbani e ospedalieri) aveva evidenziato gravi danni per la salute specie nel sesso femminile con aumento statisticamente significativo del rischio di morte per tutte le cause e soprattutto per tutti i tumori (in particolare mammella, colon, stomaco). La particolare suscettibilità del sesso femminile agli inquinanti emessi da questi impianti è facilmente comprensibile se si pensa, ad es., che la concentrazione di diossine nel sangue delle donne di Seveso, anche a distanza di anni, era dalle due alle tre volte superiore a quella riscontrata nei maschi, che pure erano stati esposti al medesimo evento: le caratteristiche biologiche, metaboliche, endocrine rappresentano evidentemente un fattore discriminante di particolare rilievo.
D’ altra parte è ben noto che proprio nel sesso femminile, anche nel nostro paese, si registra una crescente incidenza di cancro che, secondo i dati dell’ Associazione dei Registri Tumori Italiani (AIRTUM) presentati proprio per l’ 8 marzo 2008, è dell’ 1% annuo, indipendentemente dalla età. Tutte queste considerazioni, al pari di quelle che si fanno per la salute infantile, sono però parole al vento: nessuno se ne cura ed invece di passare dalle parole ai fatti- ovvero intraprendere azioni concrete per ridurre l’ immissione di sostanze tossiche ed inquinanti nell’ ambiente facendo Prevenzione Primaria - si continua solo ad esprimere buone intenzioni o a “ monitorare” i danni che si continuano a recare.
Da questo punto di vista la gestione dei rifiuti è a dir poco paradossale: da tempo abbiamo capito che i “rifiuti” (o meglio i “materiali post-consumo”) sono risorse, ma, se anche fossero una “malattia”, come viene costantemente propagandato, la “cura” che ci viene prospettata, ovvero il loro incenerimento, è molto peggiore del male, dal momento che ogni processo di combustione trasforma materiali di per sé inerti in composti altamente tossici e nocivi, con danni che sono oggi dettagliamente calcolabili.
Sul sito http://ec.europa.eu/research/headlines/news/article_05_10_21_en.html dell’UE è oggi possibile, inserendo alcuni parametri emissivi (NOx, SO2, PM10, VOC..) l’ altezza dei camini ecc. quantificare i danni alla salute e all’ ambiente per ciascuna fonte. Per fare un esempio, ogni anno emissioni simili a quelle dell’ inceneritore di Brescia, secondo tale software che –si badi bene- considera solo una parte degli inquinanti emessi, causerebbero una perdita economica pari a 1.480.000 Euro!
Che altro resta da dire? Il problema dei rifiuti è, in assoluto, il più semplice da risolvere, se solo si facessero scelte coraggiose e chiare: dalla raccolta “porta a porta” al recupero effettivo dei materiali post-consumo. Ma fino a che rimangono i cassonetti stradali, che altro non sono che mini discariche all’ aperto, e fino a che lo stesso gestore gestisce sia la raccolta differenziata che l’ incenerimento e guadagna tanto più brucia, rivendendo a prezzo triplicato la poca energia prodotta, come sperare che si inverta la rotta? Solo la nostra follia può pensare che sia vantaggioso incenerire carta, legno, plastica…preziose materie che poi dobbiamo produrre ex.novo abbattendo alberi od estraendo petrolio. Allo stato attuale il 98.2% di tutti i rifiuti urbani può essere recuperato come materia, e, per chi ancora non lo sapesse, anche i materiali poli-accoppiati e gli stessi pannoloni diventano – tramite processi di estrusione, senza formazione di alcun inquinante - sabbia sintetica utilizzata in edilizia o per manufatti plastici. In pratica il “secco non riciclabile” che prima andava alla discarica o all’ incenerimento ad un costo medio di 120 Euro a ton, viene venduto al prezzo di 80 Euro a ton sotto forma di sabbia sintetica! Non è utopia, non succede chissà dove, succede nel nostro paese. Perchè i nostri amministratori e politici invece dei pellegrinaggi a Vienna o Brescia non vanno a visitare, ad es. il Centro Riciclo di Vedelago (TV) dove si realizza quanto sopra detto? Qui, senza sovvenzioni pubbliche si sono creati posti di lavoro stabili e sicuri, senza nocività né per i lavoratori né per l’ ambiente. Impianti simili si possono realizzare ovunque in pochi mesi e con investimenti che sono almeno un decimo inferiori rispetto a quelli necessari per realizzare un inceneritore che tratti la stessa quantità di materiali.
Se dunque è possibile evitare queste inutili e costose fabbriche di veleni senza il ricatto occupazionale, ma anzi creando lavoro e ricchezza, è facile capire perché non solo cittadini e comitati si sono mobilitati, ma anche centinaia di migliaia di medici in Europa - dal Consiglio Nazionale degli Ordini dei Medici Francese, ai Medici Irlandesi, alla Federazione degli Ordini dell’ Emilia Romagna - si sono attivati per chiedere una moratoria sulla loro costruzione.
Ma ancora una volta, proprio all’ interno del mondo scientifico e medico, le voci indipendenti dai grossi poteri economici/finanziari faticano a farsi ascoltare.
Quante sofferenze e quanti morti ancora saranno necessari perché finalmente si aprano gli occhi ed i rifiuti cessino di essere risorse solo per chi, incenerendoli, accede, in un mercato drogato, ai vergognosi incentivi che solo l’ Italia riconosce ai “fuochisti” di turno?

Dott.ssa Patrizia Gentilini Oncoematologo
Portavoce per l’ Emilia-Romagna del Coordinamento dei Comitati Italiani dei Medici per l’ Ambiente e la Salute
13 Aprile 2008

11 aprile 2008

2008-04-11 Riceviamo dal Comune di Spotorno e pubblichiamo volentieri

07.04.2008 Centraline monitoraggio aria e incontro con A.S.L.

Spett.le A.R.P.A.L.
Dipartimento di SAVONA
Via Zunini, n. 1
1710SAVONA
all’attenzione del Dott. Giovanni PEVERELLO

Si porta che il Consiglio Comunale, riunitosi in data 31 Maggio 2007, in riferimento al PROGETTO RELATIVO ALLA COSTRUZIONE ED ESERCIZIO DI UN NUOVA UNITA’ A CARBONE DA 460 MW NELLA CENTRALE TERMOELETTRICA DI VADO L. – QUILIANO PRESENTATO DALLA SOCIETA’ TIRRENO POWER S.P.A., ha deliberato all’UNANIMITA’, sulla base di documentate valutazioni, quanto segue:
-ritiene che la proposta di Tirreno Power non possa essere condivisa ed accettata;-impegna il Sindaco e la Giunta Comunale a manifestare l’opposizione del Consiglio Comunale al progetto presentato da Tirreno Power;
-ritiene che a prescindere dalla proposta progettuale presentata, sia necessario perseguire il continuo miglioramento degli impianti già esistenti, al fine di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale sul territorio e di migliorarne le condizioni globali valutando anche l’ipotesi del depotenziamento;
-chiede agli Enti ed Organi competenti che venga garantita una gestione pubblica degli impianti di controllo delle emissioni e della qualità dell’aria.”
Si allega la delibera, contenente la perizia del Dott. Paolo FRANCESCHI inerente gli aspetti sanitari e ambientali correlati alla salute umana, che è stata inviata a tutte le autorità competenti.
Si comunica altresì che la Giunta Regionale Ligure (Delibera n. 236 del 09.03.2007) ha deliberato (anche su richiesta del Comune di Spotorno e di altri comuni) di approvare i contenuti di collaborazione presentati da IST per la collaborazione alla indagine epidemiologica sulla mortalità in relazione alla causa nei comuni della Provincia di Savona.
I risultati di tale ricerca sono stati presentati da regione e da IST in una riunione, il 16.02.2008, presso la Provincia. Secondo quanto asserito dall’Assessore Regionale all’Ambiente, sarà oggetto di approfondimenti e verifiche.
Si rivolge, pertanto ad ARPAL una richiesta di sistemazione/posa in essere di centraline, secondo le modalità che saranno ritenute necessarie, per il monitoraggio della qualità dell’aria sul territorio del Comune di Spotorno (fattori principali inquinanti atmosferici comprese le PM 2,5 come indicato dal D.M. 60/2002).
Si richiede, inoltre, ad ARPAL di farsi interprete presso il Comitato Tecnico Regionale di questa istanza volta alla tutela della salute dei cittadini e dell’Ambiente.
In attesa di riscontro si inviano cordiali saluti.
F.to in originale IL SINDACO Bruno MARENGO
Inoltre è stato richiesto un incontro con il
Direttore Generale della A.S.L. n. 2
Dott. Flavio Neirotti
Via Manzoni, 14
17100 SAVONA

Sabato 16 Febbraio l’IST ha presentato ai Sindaci, nei locali della Provincia, alla presenza dell’Assessore all’Ambiente della Regione, uno studio sulla mortalità in Provincia di Savona nel periodo 1999 – 2004 che si allega alla presente.
Detto studio è stato realizzato su incarico da parte della Giunta Regionale Ligure, anche su richiesta del Comune di Spotorno e di altri Comuni.
I dati raccolti e diffusi hanno evidenziato patologie diversificate. Questi dati rappresentano un patrimonio conoscitivo utile per cui riteniamo opportuno sviluppare ulteriori iniziative a partire da un confronto e un rapporto continuativo con i medici di base che operano sul nostro territorio e con l’Ordine dei Medici Provinciale di Savona, così come preannunciato dall’Assessore Regionale all’Ambiente nella presentazione dello studio il 16.02.2008.
Le chiediamo di organizzare un incontro con l’Amministrazione Comunale di Spotorno e medici dell’A.S.L. al fine di costituire un “tavolo di lavoro” per valutare meglio questi dati e decidere di effettuare ulteriori studi mirati ed iniziative rivolte alla popolazione, (informazione sulla situazione in essere, sulle iniziative in programma, incidenza fonti inquinanti come la Centrale Tirreno Power di Vado/Quiliano ecc.).
All’ IST, che legge per conoscenza, si richiede anticipatamente di rendersi disponibile ai fini della partecipazione all’incontro.
Agli Assessori all’Ambiente della Regione e della Provincia, che leggono per conoscenza, si richiede di valutare le forme di collaborazione tra l’Ordine dei Medici, IST, ARPAL, A.S.L. n. 2 ed Enti Locali, per l’effettuazione di ulteriori studi ed interventi mirati alla tutela della salute e dell’ambiente, (richiesta già avanzata dal sottoscritto nella riunione del Comitato Provinciale di Coordinamento L.R. 20/2006 Art. 10, tenuta in data 04.03.2008).
In attesa di sollecito riscontro porgo cordiali saluti.
F.to in originaleMARENGO Bruno Sindaco di Spotorno

08 aprile 2008

2008-04-08 FINE DELL'UTILIZZO DEL CARBONE NEGLI USA

Da: “Coordinamento dei Comitati dei Medici dell'Alto Lazio per l'Ambiente e la Salute”
Oggetto: Evento storico: Stati Uniti: l'inizio della fine del Carbone

La preoccupazione del riscaldamento del pianeta ed il fatto che la combustione del carbone emetta una quantità enorme di anidride carbonica, il più importante gas serra, danno il via negli Stati Uniti all’inizio della fine del suo uso nella produzione di energia.Un documento del Dipartimento USA dell’Energia, pubblicato i primi mesi del 2007, elencava 151 nuove centrali a carbone in via di autorizzazione.Tuttavia, nel corso dell’anno, 59 progetti di queste centrali in parte non sono stati approvati o sono stati ritirati dalle aziende che li avevano proposti, altri 50 progetti sono stati contestati presso vari tribunali americani e circa altri 50 saranno probabilmente contestati a vari livelli non appena riceveranno l’approvazione. L’opposizione al carbone, iniziata dai comitati dei cittadini, si è ormai trasformata in una marea montante. Organizzazioni sanitarie, di agricoltori, i più importanti climatologi e, soprattutto, vari stati americani hanno preso una netta posizione contro il carbone. I gruppi finanziari più importanti hanno espresso la preoccupazione per le spese accessorie legate alle emissioni di anidride carbonica.L’11 marzo 2008, la California ed il Massachusetts hanno presentato una proposta di legge per la messa al bando delle centrali a carbone senza meccanismi di interramento della CO2.Tuttavia, le preoccupazioni economiche legate all’aumento del prezzo del kWh causato dall’enorme spesa per gli interventi di segregazione della CO2 stessa, anche senza ancora una legge dedicata, hanno già segnato negli USA l’inizio della fine del carbone nella produzione di energia.Con la diffusione della possibilità della valutazione globale del danno causata dalla combustione del carbone, oggi possibile per mezzo della Commissione Europea (CE), i gruppi finanziari si guarderanno bene dal continuare ad investire nel carbone.Infatti, secondo Ecosenseweb (http://ecosenseweb.ier.uni-stuttgart.de/index.html) il software specifico della CE, una centrale a carbone di circa 2000 MW ogni anno causa danni legati alle morti premature, alle malattie, all’agricoltura, agli edifici ed i patrimoni archeologici ed all’effetto serra per una somma pari a oltre 100 milioni di euro.La possibilità reale della commercializzazione su larga scala della segregazione della CO2 inoltre potrebbe essere realistica non prima di un decennio… “This technology is at least a decade away from commercial viability”.Source: Earth Policy Institute, http://www.earthpolicy.org/, April 2008. http://www.earthpolicy.org/Updates/2008/Update70_timeline.htmCoordinamento Dei Comitati Italiani dei Medici per l’Ambiente e la Salute (Lazio)Dr. Giovanni Ghirga (portavoce)

18 marzo 2008

2008-03-18 Preistruttoria della Conferenza dei Servizi per la centrale a Carbone di TVN

Domani 18/03/08 si apre a Roma la preistruttoria della Conferenza dei Servizi per la centrale a Carbone di TVN: i No Coke esultano e chiedono al Sottosegretario del Ministero della Salute Gian Paolo Patta di essere presente alla Conferenza.

“Finalmente è arrivata la notizia che aspettavamo da anni: domani, alle 11, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si svolgerà la preistruttoria ai fini del riesame dell’autorizzazione per la costruenda centrale a carbone di TVN a Civitavecchia, -esultano i No-Coke- questo premia anni ed anni di battaglie di migliaia e migliaia di cittadini, che hanno avuto vicino oltre a molti enti territoriali anche i Ministeri dell’Ambiente e della Salute. E proprio a quest’ultimo si rivolgono i No-Coke auspicando che domani, durante la Conferenza dei servizi, sia presente anche il Sottosegretario Patta. “ Infatti è stato proprio lui, il Sottosegretario alla Salute Gian Paolo Patta, ad averci seguito con particolare attenzione dopo lo sciopero della fame contro il carbone, quando ha incontrato a Roma i Sindaci del comprensorio e la delegazione dei comitati dei cittadini. All’incontro erano presenti anche i rappresentanti dei dicasteri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, della Protezione Civile, dell’Istituto Superiore di Sanità, della ASL Roma F, dell’ARPA Lazio e dell’ISPESL. In quell’occasione il Sottosegretario Patta ha rilevato che i problemi ambientali e di salute a Civitavecchia e nei comuni limitrofi rivestono una serietà epidemiologica che merita la piena attenzione da parte del Governo e delle Amministrazioni locali competenti. “Dobbiamo considerare, ha sottolineato Patta, il problema inquinamento nel suo complesso. Il serio dato epidemiologico è il risultato di decenni di attività inquinanti mai seriamente monitorate e limitate.” A conclusione dell’incontro il Sottosegretario annunciò a noi tutti l’adesione del Ministero della Salute alla richiesta di riapertura della Conferenza dei Servizi per l’autorizzazione alla conversione a carbone della centrale di Torrevaldaliga nord, già formulata dal Ministro dell’Ambiente nei confronti del Ministero dello Sviluppo Economico, in relazione a specifiche verifiche tecniche. Recentemente anche la Provincia di Viterbo ha chiesto la riapertura della Conferenza dei Servizi. “Il territorio che si estende nella Tuscia tra Civitavecchia e Montalto di Castro ,-ha scritto la Provincia- rappresenta da decenni il polo energetico a combustibili fossili più grande d'Europa, con oltre 7000 MW di potenza elettrica installata, ridotta a circa 5000 nel 2002 a seguito dello spegnimento della centrale a olio combustibile di Torvaldaliga Nord. Una vasta letteratura scientifica e gli studi epidemiologici compiuti dall’OER (Osservatorio Epidemiologico Regionale) negli anni 1997-2002 hanno messo in evidenza gli alti livelli di mortalità e morbilità per malattie derivanti dall’inquinamento nell’Alto Lazio, con particolare riferimento al comprensorio Civitavecchia-Tarquinia. Uno studio epidemiologico più recente, che ha contemplato il quinquennio 2002-2007 condotto dalla ASL RM “E” sulla popolazione di Civitavecchia, ha evidenziato un' incidenza di patologie riferibili all'inquinamento superiore del 30% rispetto alla media regionale”. Con questa premessa la Provincia di Viterbo si è rivolta al Ministro dello Sviluppo Economico per richiedere una nuova Valutazione d’Impatto Ambientale con una specifica mozione approvata dall’intera assise, senza voti contrari. Anche il Direttore dell’A.R.P.A. Lazio ha avanzato al Ministero dello Sviluppo Economico la richiesta di riesame del decreto autorizzativo della riconversione a carbone della centrale termoelettrica di Torvaldaliga Nord a Civitavecchia, ai sensi dell’art.9 comma 4 lettere a) e d) del D.Lgs. 59/05, evidenziando che “ ... le prescrizioni stabilite nel decreto autorizzativo M.A.P. Del 24 dicembre 2003 non sono congrue né alle condizioni poste dall'autorizzazione integrata ambientale così come previsto dall'art. 9 della direttiva 96/61/CE del Consiglio del 24 settembre 1996, né conformi a quanto previsto all'art.7 del D. Lgs. 59/05. Conseguentemente ritiene che tale carenza possa pregiudicare i controlli previsti e demandati all' APAT e all' ARPA dal comma 3 dell'art. 11 del D. Lgs. 59/05 e contribuire ad aumentare le problematiche ambientali connesse al progetto di riconversione della Centrale. Non è stato definito, contestualmente all'atto autorizzativo, il piano di monitoraggio e controllo delle emissioni per le matrici ambientali interessate; per i malfunzionamenti, avarie e transitori di varia natura degli impianti della centrale non sono prescritti né la procedura per la gestione di tali eventi né eventuali limiti; non sono stati definiti i punti di controllo, i valori limite alle emissioni per le acque reflue e i valori connessi agli scarichi a mare delle acque industriali e di processo; per le emissioni in atmosfera i valori di flusso di massa prescritti all’intera centrale per gli ossidi di azoto, gli ossidi di zolfo e le polveri non sono congruenti con quanto autorizzato per sezione e inoltre non sono stati stabiliti i valori limite per una serie di macro e micro inquinanti ...

06 marzo 2008

2008-03-06 Arsenico, lo sapevate che...

Anche dosi molto basse di arsenico, quali quelle tollerate nell'acqua potabile, possono avere effetti dannosi sull'organismo

Uno studio in corso di pubblicazione sulla nota rivista internazionale Environmental Health Perspectives, ha messo in evidenza che l’arsenico, anche a dosi molto basse quali quelle presenti nell’acqua potabile, rappresenta una importante minaccia per la salute delle popolazioni.


L’incenerimento dei rifiuti, la combustione del carbone, l’industria mineraria e l’uso dei pesticidi hanno una importanza rilevante nell’inquinamento ambientale da arsenico, non inferiore alle cause naturali (R G. Jones; Dr. Richard H. Loeppert. Soil and Crop Sciences Department. Texas A&M University College Station, TX 77843)*. In Italia nel 2004 (riferimento denuncia registro INES-EPER anno 2005) il trattamento dei rifiuti e le attività energetiche hanno rispettivamente immesso nell’ambiente 2.272 e 2.939 kg di arsenico (http://www.eper.sinanet.apat.it/site/it-IT/Registro_INES/Ricerca_per_inquinante/RicercaInquinanti.html).

Studiosi del Center for Environmental Health Sciences del Dartmouth Medical School (New Hampshire, USA) hanno studiato gli effetti patologici di dosi molto basse di arsenico su recettori ormonali fondamentali quali quelli dell’acido retinoico e degli ormoni tiroidei. Gli stessi autori avevano già dimostrato in passato la possibilità di questi effetti negativi sui recettori degli estrogeni e del testosterone.

I recettori cellulari ormonali ricevono dei segnali specifici dagli ormoni ed innescano una risposta cellulare indispensabile per la vita.

I risultati della ricerca hanno dimostrato che anche bassissime dosi di arsenico, simili a quelle presenti e tollerate nell’acqua potabile, sono capaci di interferire negativamente sull’attività recettoriale ormonale (endocrine disruptors) e minare un normale sviluppo dell’essere umano.

La popolazione di questo comprensorio ha ragione a preoccuparsi per i risultati di questo studio. La presenza di arsenico nell’acqua potabile è un problema da numerosi anni ed anche il Governo, nella Valutazione di Impatto Ambientale per la conversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord, ha messo in guardia sugli alti livelli di arsenico già presenti nell’ambiente.

In vista della futura conversione, si mette in evidenza che il carbone può arrivare a contenere fino ad 35.000 mg di arsenico per ogni chilo di sostanza (Ding et al. 2001).

Inoltre, visto l'art. 13 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31, relativo alla qualità delle acque destinate al consumo umano, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 52 del 3 marzo 2001 e considerato il reale pericolo di esporre la popolazione a valori di arsenico nell’acqua potabile superiori ai 10 µg/l, si ammonisce contro deroghe che consentano l’innalzamento dei livelli di arsenico; deroghe contemplate dall’articolo stesso solo per sostanze non tossiche per la salute umana.


*Arsenic naturally occurs in the environment as inorganic arsenic from parent materials which are
derived from igneous and sedimentary rock formations. While this source of arsenic is significant,
anthropogenic sources of contamination to the environment far exceed the natural sources. These
anthropogenic sources are primarily due to waste incineration, coal combustion, metal mining and
pesticide applications.



Coordinamento dei Medici per l’Ambiente e la Salute dell’Alto Lazio
Società Internazionale dei Medici per l’ambiente ISDE – Alto Lazio

Il portavoce Dr. Giovanni Ghirga



Oct. 26, 2007, online edition of the journal Environmental Health Perspectives (EHP)

Even Low Doses Of Arsenic -- At Levels Found In Drinking Water -- Can Be Harmful
A team of researchers has determined that low doses of arsenic disrupt the activity of a hormone critical in development. The finding is further evidence that arsenic at low doses (at levels found in U.S. drinking water in some areas) can be harmful.
"Arsenic is a natural, yet pervasive, chemical in the environment; we can't seem to escape it," says Joshua Hamilton, one of the authors on this study and the director of the Center for Environmental Health Sciences at Dartmouth and Dartmouth's Superfund Basic Research Program on Toxic Metals. "By learning how it adversely affects biological processes and at what levels we should be concerned, we will hopefully someday be able to mitigate its impact on human health." Hamilton is also a professor of pharmacology and toxicology at DMS.
Hamilton and his team, in previous work, have learned that arsenic at low doses appears to suppress the ability of all critical steroid receptors, including those for estrogen and testosterone, to respond to their normal hormone signals. Chemicals that disrupt steroid hormone receptor signaling are called endocrine disruptors. Arsenic can disrupt these hormone pathways at extremely low doses equivalent to what many people in the U.S. have in their drinking water.
This study set out to see whether arsenic can also disrupt the activity of two hormone receptors that are involved in normal development - the retinoic acid receptor and the thyroid hormone receptor, two important members of the larger nuclear hormone receptor family. While the researchers studied the impact on frog development, these two hormone receptors are also vital to human development.
"I believe this is the first demonstration in an animal model that arsenic actually disrupts a developmental process that is regulated by hormones, and it does this at extremely low doses that are directly relevant to human exposures of concern," says Hamilton.

26 febbraio 2008

2008-02-26 Fernando Rossi si è incatenato dentro al Senato per il rispetto della democrazia


Mentre "disposizioni di palazzo" impediscono a fotografi e telecamere di avvicinarsi, si sta organizzando un piccolo presidio all'esterno di Palazzo Madama. L'appuntamento è per le 17,30.Ecco la dichiarazione rilasciata da Rossi nel momento in cui si è legato alla statua di Giuseppe Garibaldi:"Con un intollerabile Decreto del Governo “Contra Personam”, già approvato dalla Camera, ed ora all’esame del Senato, hanno esonerato tutti, ma proprio tutti, tranne noi, dalla costosa fatica di raccogliere le firme.L a lista PER IL BENE COMUNE, tranne due lodevoli TV private operanti su bacini regionali ha finora goduto del totale disinteresse degli organi di informazione; nei giornali, nelle radio e nelle televisioni, quelle del “cosiddetto servizio pubblico” compreso, dentro al fiume di ore dedicato a dibattiti, confronti e ospiti politici in studio, non hanno trovato nemmeno un minuto per spiegare la diversità della nostra proposta politica, non certo confondibile con quella dei tanti partiti fotocopia; a Ballarò ci hanno addirittura accomunato a De Gregorio….Come raccogliere le firme se i cittadini non sono nemmeno informati che esistiamo?Ciononostante nostri candidati e nostri sostenitori di varie liste civiche, movimenti e comitati si sono buttati nel difficilissimo lavoro di ottenere le firme dei cittadini; ma anche qui ecco arrivare “o sistema”: le anagrafi dicono di non conoscere il regolamento e si rifiutano di autenticare le firme sui modelli di accettazione candidatura predisposti esattamente come da vademecum del Ministero degli Interni; mentre le domande, per la collocazione di un tavolino “raccolta firme”, vengono girate agli uffici Occupazione Suolo Pubblico, i quali rispondono che va rifatta domanda e che potranno prendere in esame solo le richieste pervenute con 15 gg di anticipo ( secondo i comuni “democratici” dovremmo raccogliere le firme due o tre giorni dopo il termine utile per la loro consegna! Serve altr per capire dove sta andando a finire la democrazia italiana?)Qualora l‘ex maggioranza parlamentare si dimostri sorda e irremovibile, farò appello agli ex Presidenti della Repubblica, ai senatori a vita, alla coscienza ed alle personali coerenze democratiche e libertarie di senatrici e senatori per ottenere almeno 1 (una) loro “adesione tecnica” che farebbe saltare la trappola “Contra Personam”, inserita nel Decreto. "

16 febbraio 2008

2008-02-16 USA: disincentivi alla costruzione di impianti a carbone e inquinanti

Buone notizie dagli USA (articolo apparso su Tgfin, vedi qui)

"Le principali banche d'investimento americane imporranno standard ambientali più rigidi e le aziende faranno più fatica a ottenere finanziamenti per le centrali a carbone. L'annuncio arriva dal "Wall Street Journal", che spiega come Citigroup, Jp Morgan e Morgan Stanlety prevedono che il governo statunitense imporrà un tetto per le emissioni degli impianti nei prossimi anni.
Tempi duri dunque per le aziende che puntano il loro business sul carbone. Se, come sembra, Washington imporrà limiti più severi alle emissioni di carbone, le centrali che utilizzano questo combustibile potrebbero avere gravi difficoltà a trovare i finanziamenti necessari per il loro business.Prima ancora che arrivi la nuova regolamentazione, le banche d'affari mettono le mani avanti per ritrovarsi coinvolte in guai seri con il governo degli Stati Uniti. Secondo quanto si apprende, le banche avrebbero intenzione di rendere più complesse le procedure di accesso al credito per questi tipi di centrali, in modo da evitare di rimanere coinvolte in eventuali debiti causati dalla futura regolamentazione delle emissioni."
Credo sia solo questione di tempo aspettarsi una forte pressione lobbistica cher scongiurare questa eventualità. Staremo a vedere.

15 febbraio 2008

2008-02-15 UN ESEMPIO: GLI ESPOSTI SERVONO.

Ad Alessandria abbiamo la migliore classe politica, che ci meritiamo:

Saranno il direttore dell’ARPA e due docenti universitari ad effettuare, su incarico della Procura della Repubblica di Alessandria, una perizia per accertare la presenza negli ultimi tre anni degli inquinanti nell’aria, le loro caratteristiche e gli effetti. I periti risponderanno fra 90 giorni ai quesiti rivolti dal Pubblico ministero titolare dell’inchiesta sull’inquinamento atmosferico di Alessandria, che ha acquisito in municipio le delibere sui provvedimenti (omessi) relativi al traffico urbano.
Il procedimento penale per reati di omissione di atti di ufficio è stato aperto dopo che Lino Balza (Medicina democratica) e Claudio Pasero (Gliamicidellebici) hanno inviato un esposto querela al procuratore Michele Di Lecce per i mancati provvedimenti previsti dalla legge per la qualità dell’aria che hanno causato malattie a morti fra i cittadini. Muovendo dagli effetti sulla salute causati dal’inquinamento per gas e polveri sospese e documentato da medici e studiosi, nonché dai dati allarmanti di Alessandria (210 superamenti giornalieri dei valori limite di legge nel 2007, 148 nel 2006, 171 nel 2005) , l’esposto infatti sottolinea che le Amministrazioni dovevano e devono intervenire con ordinanze di necessità e urgenza per limitare il traffico e salvaguardare la salute dei cittadini (tutto il contrario di quello che sta facendo l’attuale Giunta).
L’azione della Procura rende merito alla nostra denuncia penale, anche se avremmo gradito fra i periti la nomina anche di un esperto di nostra fiducia.

Ad una lettera pubblicata su La Stampa, abbiamo replicato con il seguente intervento:

D’accordo sul “fragoroso silenzio dell’opposizione” mentre ci pare ingiusta, nella lettera firmata, l’affermazione ingenerosa: “Colpisce il silenzio assordante delle varie associazioni ambientaliste che si agitavano molto durante la precedente amministrazione” in merito alle scelte della giunta di Alessandria contro la zona a traffico limitato (ZTL) e a favore dell’inceneritore. Ingiusta nei confronti di Medicina democratica. La quale ha appena presentato, insieme a Gliamicidellebici, 90 pagine di denuncia penale per le morti e le malattie causate dall’inquinamento urbano, in modo che la Procura della Repubblica ha finalmente aperto un fascicolo. La quale per 30 anni è rimasta voce solitaria ma risolutiva a combattere l’inquinamento del polo chimico della Fraschetta, per non parlare degli inceneritori bloccati a Cascinagrossa e San Michele o dei famigerati impianti a biomasse di Castellazzo Bormida e di Rivalta Scrivia. La quale ha appena raccolto le firme contro l’attraversamento senza pubblici piani d’emergenza dei convogli nucleari sul nostro territorio. La quale ha concorso, come Rete ambientalista provinciale, a organizzare decine di assemblee e a raccogliere migliaia di firme per una petizione popolare con cui, se accolta dalla Provincia, oggi non si parlerebbe più di inceneritore. La quale ha appena lanciato la vertenza “Rifiuti zero” di disobbedienza fiscale per non pagare più sulle esose bollette elettriche la tassa del 7% destinata alle fonti rinnovabili che invece finanzia gli inceneritori, altrimenti antieconomici oltre che dannosi (chiamiamoli cancrovalorizzatori, altrochè termovalorizzatori!).
Medicina democratica-Movimento di lotta per la salute Sezione di Alessandria

E’ uscito l’ultimo numero di Medicina democratica.
Sulla rivista autogestita troverete tra l'altro:
Dossier: Inquinamenti e impatti sanitari ,Caffaro di Brescia, Petrolchimico di Mantova, inceneritori della bergamasca: di M. RUZZENENTI, C. PANIZZA, M. GADDI, M. CALDIROLI, O. SQUASSINA.
Ricerca della prevenzione e ricerca dei profitti: di L. TOMATIS.
Impatti sanitari e ambientali dell’incenerimento dei rifiuti: di P. GENTILINI.
Proprietà intellettuale ed accesso ai farmaci: di E. COSANDEY e F. AURORA.
Tra Livorno e lavavetri, emergenza e sicurezza di chi?: di M. PALAGI.
Alessandria, la “questione acqua” è anche “questione morale”: di L. BALZA
Abbonamento annuo alla rivista :ordinario € 30,98 sostenitore € 51,64 c/c postale 12191201 a Medicina democratica casella postale 814 - 20100Milano


Tra gli applausi dei partiti e i fischi dei cittadini la Mossi & Ghisolfi vuole insediare di Alessandria il primo impianto di produzione di bioetanolo in Italia, si partirebbe con 200.000 tonnellate annue di produzione. Un crimine contro l'umanità (dice l'ONU). Inceneritore: un coro di sì politici in provincia di Alessandria. Considerando carta igienica le migliaia di firme contrarie ed esibendo un alto tasso tossico di ignoranza sui rischi sanitari di quello che chiamano "termovalizzatore" mentre è un "cancrovalorizzatore", dopo Forza Italia in consiglio comunale ad Alessandria, a Palazzo Ghilini anche l'Udc esce allo scoperto (a Solero sostituire la discarica con un inceneritore). La Provincia (centrosinistra, compresa la sinistra&arcobaleno), con un ordine del giorno votato, "impegna la giunta ad attivarsi perché nei tempi più congrui possibili venga localizzato, realizzato e messo in funzione un termovalorizzatore". Abbiamo la migliore classe politica, che ci meritiamo.

Messaggio inviato a __2.502___ destinatari da

Lino BalzaVia Dante 8615100 AlessandriaTel. 3470182679 – 013143650

linobalzamedicinadem@libero.it

MEDICINA DEMOCRATICA – MOVIMENTO DI LOTTA PER LA SALUTEOnlus Organizzazione Non Lucrativa di Utilità SocialeVia dei Carracci 2 e Via Venezian 1 MilanoTel. 024984678 Fax 0248014680medicinademocratica@eudoramail.comsegreteria@medicinademocratica.orghttp://web.tiscalinet/medicinademocratica/www.medicinademocratica.org

Sezione provincialeVia San Pio V n. 4 15100 AlessandriaTel. 3470182679medicinademocraticalinobalza@hotmail.com

2008-02-15 Carbone a Prezzi Record...

Carbone a prezzi record per le tempeste di neve in Cina e le alluvioni in Australia
Milano, 11 febbraio – Il prezzo del carbone è balzato ai massimi storici, superando di slancio la soglia psicologica dei 100 dollari la tonnellata, sui mercati di riferimento di Australia e Sud Africa, dopo che le tempeste di neve in Cina, i black-out in Sud Africa e le inondazioni in Australia hanno ridotto la produzione.I prezzi del carbone per generazione elettrica in Australia si sono impennati del 25%, balzando di $23,09 e raggiungendo $116,44 la tonnellata nella settimana terminata il 1° febbraio, secondo l'indice globalCOAL NEWC. Il carbone imbarcato nel porto sud-africano di Richards Bay è rincarato di $12,20, cioè del 12%, salendo a $111,30 la tonnellata nella stessa settimana, secondo dati compilati da McCloskey Group Ltd.La Cina, maggiore produttore e consumatore mondiale di carbone, interromperà le esportazioni fino ad aprile a causa delle maggiori nevicate degli ultimi 50 anni, che hanno ridotto l'output. Le interruzioni dell'erogazione elettrica avvenute in Sud Africa hanno invece costretto Anglo American Plc a chiudere alcune miniere il mese scorso. In Australia, maggiore esportatore mondiale di carbone, BHP Billiton Mitsubishi Alliance è fra le quattro società minerarie che hanno comunicato possibili rinvii delle consegne a causa dei danni provocati agli impianti minerari dalle inondazioni.“Tutto si riconduce alla Cina, dove sembra che abbiano alcuni problemi seri - ha detto Graham Wailes, analista presso AME Mineral Economics Pty a Sidney -. Il Sud Africa sta vivendo i suoi guai, siamo sotto pressione, è un po' una stretta di breve termine”.


http://www.e-gazette.it/

Medici per l’Ambiente Alto Lazio

13 febbraio 2008

2008-02-11 Il Resto del Carlino. Rovigo.


2008-02-13 Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri

Federazione Nazionale degli Ordini
dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
Medici sentinelle per l'emergenza e oltre l'emergenza rifiuti
Napoli 9 febbraio 2008
La Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), a fronte
delle crescenti preoccupazioni dei cittadini sui possibili impatti negativi sull'ambiente e sulla
salute determinati dai processi di smaltimento dei rifiuti, si propone di esercitare quel ruolo di
garanzia e tutela proprio dell'esercizio professionale dei medici, oggi imperiosamente
chiamati ad esprimersi su questioni complesse e controverse sul piano tecnico scientifico e
delicatissime sul piano civile e sociale.
Vogliamo innanzi tutto mobilitare tutti i medici italiani cosi come previsto nel
nostro nuovo Codice deontologico, affinche, secondo le proprie competenze e
nell'esercizio dei propri ruoli nelle organizzazioni sanitarie e nelle istituzioni pubbliche e
private, definiscano e promuovano la cultura positiva dell’uso e consumo appropriato, efficace
e sicuro delle risorse naturali rinnovabili e non rinnovabili quale patrimonio dell'umanità di oggi
e di domani.
Questo significa produrre ai vari livelli di responsabilità, informazioni e formazione
efficaci, autorevoli, libere da conflitti di interesse, idonee a favorire la condivisione di scelte
difficili secondo i principi etici e civili di giustizia, di precauzione, di rischio beneficio.
Il problema dello smaltimento dei rifiuti ma più in generale quello degli impatti ambientali
dei processi produttivi, anche in riferimento alla drammatica emergenza della Campania,
pone in evidenza come queste scelte abbiano bisogno di informazioni, di partecipazione e
come le omissioni, i silenzi e la mala gestione abbiano profondamente minacciato, quando
non consumato, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Noi intendiamo contribuire alla ricostruzione di questo rapporto di fiducia dando
innanzitutto risposte a quelle domande di certezze, di sicurezze usando l'etica, i metodi e gli
strumenti propri della medicina scientifica, tale perche basata sulle migliori evidenze
disponibili.
La direttiva 2006/12/UE relativa ai rifiuti appare oggi la migliore gestione possibile dello
smaltimento dei rifiuti, una buona cura ad un problema ed è evidente che l'emergenza rifiuti in
Campania sia anche nata e sviluppata su strategie in evidente contrasto con tale buona
pratica.
Se è vero che sotto il profilo tecnico le soluzioni dell’emergenza possono non
corrispondere alle soluzioni strategiche, è altrettanto vero che partire fin da subito con forti
iniziative di educazione e promozione sulla raccolta differenziata per la riduzione, il recupero,
il riciclo, il riuso, può aiutare la soluzione a regime del problema rifiuti.
Alla luce di queste premesse la FNOMCeO:
a. sollecita tutti i medici italiani a ricercare e segnalare ogni possibile connessione tra
rilievi di morbilità e mortalità riscontrati e rischi ambientali costituendo una "rete di
sentinelle" nelle comunità e nei territori;
b. ritiene indispensabile potenziare la ricerca multidisciplinare sui meccanismi di
produzione, diffusione e di danno degli inquinanti ambientaI i, sul monitoraggio di quelli già
noti e sulle migliori tecniche di controllo e di prevenzione primaria e secondaria;
c. giudica indispensabile il potenziamento della rete dei soggetti abilitati ai controlli
ambientaI i migliorando la qualità e la quantità degli strumenti a disposizione;
d. raccomanda agli enti e ai soggetti di ricerca in campo epidemiologico l'ottimizzazione
delle tecniche e delle metodologie di valutazione di impatto dei fattori ambientali sulla salute
delle popolazioni e dei territori;
e. valuta come indispensabile la garanzia di terzietà e di autorevolezza tecnica e scientifica
dei soggetti preposti alla sorveglianza nonche la periodica rendicontazione pubblica degli esiti
riscontrati;
f. propone che lo smaltimento dei rifiuti, così come tutte le scelte coinvolgenti la salute
dei territori da fattori ambientali, siano oggetto di "livelli uniformi di regolamentazione" il
cui rispetto è da considerare una condizione per l'accesso ai finanziamenti italiani (CIP 6) e ai
fondi comunitari;
g. sollecita un piano straordinario di intervento da inserire quindi nell'ambito delle grandi
opere, per la sistematica bonifica delle discariche illegali e la certificazione della messa a
norma di quelle esistenti;
h. ritiene di poter rassicurare i cittadini che l'impatto sulla salute di discariche
progettate, costruite e mantenute secondo la normativa è ampiamente ricompreso nel
principio di rischio beneficio avendo fino ad oggi dimostrato impatti negativi sulla salute non
significativi;
i. ritiene che le tecniche di incenerimento dei rifiuti abbinato al recupero energetico
(i termovalorizzatori) debbano rispettare i seguenti requisiti:
• vanno riallocati esclusivamente all'interno di un sistema funzionante di smaltimento
integrato dei rifiuti secondo la direttiva 2006/l2/UE
• devono essere costantemente migliorati in ragione delle migliori tecnologie disponibili (BA
T) al fine di misurare e contenere gli impatti negativi sull'ambiente e sulla salute
• devono avvalersi di una contestuale rete efficace di misurazione degli inquinanti ambientaI
i e modelli validati di rilevazione epidemiologica di morbilità e di mortalità per più cause
• vanno inseriti in una politica più generale di incentivazione con altre metodiche di
smaltimento efficace dei rifiuti che oggi, rispetto all'incenerimento, appaiono svantaggiate
per un minore interesse del mercato pur potendo presentare minori rischi ambientali.
I medici italiani sono dunque vicini a tutti i cittadini, in particolare a quelli campani, che vivono
con grande timore un presente difficile e percepiscono un futuro ancora incerto, dovendo
quindi lavorare per l'emergenza e oltre l'emergenza. Consapevoli delle responsabilità
chiediamo ai cittadini di avere fiducia nei loro medici, nelle istituzioni sanitarie pubbliche per
non indebolire quell'alleanza di valori e di interessi civili e sociali senza i quali un Paese che
deve scegliere non può e non sa scegliere.

giovanni ghirga

Medici Alto Lazio

2008-02-13 Civiltà Bruciata

Sarà trasmesso martedì prossimo, 12 febbraio, alle 21.50, sul canale satellitare ArcoirisTv, il documentario Civiltà bruciata. La terra degli inceneritori di Zenone Sovilla (2007, video dv, formato 4:3, durata 90 minuti). Il video, rilasciato secondo la licenza "libera" Creative Commons, è disponibile per la visione e per il download in alta definizione anche nel sito http://www.arcoiris.tv/. L'opera è inoltre a disposizione, quasi per intero, attraverso una serie di clip su Youtube.
L'autore ha raccolto una lunga serie di voci di studiosi dell'argomento rifiuti per confutare la diffusa vulgata, enfatizzatasi dopo l'ultima "emergenza" in Campania, che gli inceneritori (eufemisticamente definiti "termovalorizzatori") siano un modo corretto di affrontare questa materia. In primo piano: la produzione esagerata di rifiuti e la loro gestione scorretta nelle nostre società malate di consumismo e aggressione al territorio; i rischi anche sanitari dell'incenerimento e il business sostenuto con sovvenzioni pubbliche; le menzogne continue sulla sostenibilità della cosiddetta "energia da rifiuti"; le potenzialità dimostrate da una seria raccolta differenziata e da politiche miranti al contenimento della quantità di materiale immesso nel mercato per finire rapidamente fra le "cose" da smaltire.
Gli esperti intervistati supportano scientifico alla convinzione che: gli inceneritori non sono una seria alternativa alle discariche: richiedono a loro volta la creazione di depositi per lo stoccaggio dei residui, vale a dire di scorie tossiche in quantità superiore a quanto risulterebbe da smaltire dopo una oculata raccolta differenziata porta a porta che minimizza il residuo non riciclabile; si tratta di impianti particolarmente costosi per i contribuenti italiani ma redditizi per costruttori e gestori (spesso anche privati) e la stessa produzione di energia è sostenibile economicamente solo in virtù delle sovvenzioni pubbliche elargite dallo Stato agli inceneritori grazie a un incredibile escamotage già condannato dalle autorità europee: equiparare la spazzatura bruciata alle fonti rinnovabili di energia; l'unico modo serio di recuperare energia dai "rifiuti" è, da un lato, considerarli materiali "post-consumo" e sforzarsi per massimizzarne il riciclo e il riutilizzo (si pensi alle bottiglie); dall'altro lato, mettere in atto politiche profonde per ridurre drasticamente la quantità di imballaggi di ogni genere (specie di plastica, che rende molto se bruciata negli impianti) che riempiono sempre più le case degli italiani rendendo oltremodo complesso lo smaltimento; l'impatto ambientale e sanitario degli inceneritori - tre emissioni e scorie tossiche - è tale da far ritenere gravemente lacunosa l'attenzione riservata a questo fenomeno dalle agenzie pubbliche preposte alla tutela della salute dei cittadini e del territorio (eppure non mancano dati epidemiologici e studi scientifici in aree esposte, che dovrebbero suggerire alle istituzioni quanto meno un principio di precauzione, non certo l'entusiastica adesione alle politiche dell'incenerimento) produrne in quantità mostruose e poi bruciare i rifiuti è il sintomo di una civiltà energivora, malata di iperproduzione e consumismo, di voracità e rimozione delle conseguenze presenti e future di questo modello potenzialmente suicida: la questione inceneritori è un'occasione per riflettere sulla grande crisi ecologica del nostro tempo, ma per coglierla bisogna saper spingere il ragionamento oltre la barriera propagandistica e banale alzata da chi ritiene di risolvere tutto spazzando la polvere di casa sotto il tappeto: non si vede ma resta con noi...
I CAPITOLI
Introduzione: i rifiuti bruciati in Italia.
Effetti collaterali di un'economia rapace.
Incenerire o ridurrre e riciclare i rifiuti? Con Marino Ruzzenenti (esperto di Brescia, autore del libro "L'Italia sotto i rifiuti"), Gianluigi Salvador (Wwf Veneto), Antonio Zecca (docente del'Università di Trento).
Inceneritori e agricoltura a rischio: il no di Coldiretti. Con Gabriele Calliari, presidente di Coldiretti Trento.
Inceneritori, diossine fino al Polo Nord. Con Christian Schelver, Azione contro la fabbrica di veleni, Oslo.
Inquinamento e salute: quali controlli, quali conseguenze? Con Renzo Tomatis, Patrizia Gentilini, Pietro Frigato.
Maurizio Pallante: grandi opere e democrazia partecipata.
Virginio Bettini e le valutazioni dimpatto ambientale.
Stefano Montanari: polveri microsottili, killer invisibile.
Valerio Gennaro oncologo: inceneritori e salute.
Andrea Masullo (Wwf): energia da rifiuti, bufale e contributi pubblici.
Inceneritori e rifiuti, il caso di Trento. Con Adriano Rizzoli di Nimby trentino.
Laura Puppato (sindaco di Montebelluna): una gestione "dolce" è possibile.
Paolo Contò: come funziona la raccolta differenziata porta a porta.
Paul Connett e la strategia Zero Rifiuti: un progetto possibile.
Luca Mercalli: Italia, benessere diffuso o cemento?
Padre Fabrizio Forti: sul digiuno contro l'inceneritore e il bisogno di sobrietà.
L'AUTORE
Zenone Sovilla, nato a Belluno nel 1964, è giornalista professionista dal 1988, quando lavorava al Gazzettino. Da tempo è redattore dell'Adige di Trento (in cultura), dopo aver trascorso un lungo periodo in Scandinavia lavorando come corrispondente freelance per Radio Svizzera Internazionale, il Gr Rai, La Stampa, la Gazzetta dello Sport, Il Corriere del Ticino, l'Espresso; ha collaborato con i quotidiani norvegesi Adresseavisen e Dagbladet. Fondatore dell'associazione culturale Nonluoghi, attiva online e con pubblicazioni librarie, si occupa in chiave critica dell'analisi delle dinamiche del potere e in particolare del rapporto tra informazione e democrazia. Da tempo è impegnato nel sindacato dei giornalisti (Fnsi) del quale è stato consigliere nazionale dopo diversi anni come rappresentante di base. É autore del saggio "Bicicrazia. Pedalare per la libertà" (Nonluoghi, 2004). Collabora con il settimanale Carta e con il mensile Altreconomia.
Contatti: civiltabruciata@sovilla.org, tel. 3479305530, Skype: zensov.
Come vedere Arcoiris Tv Chi ha un decoder non sky: satellite Hotbird 7a - 13° est, TRASPONDER 18, FREQUENZA 11.541,03, FEQ: 5/6, POLARIZZAZIONE Verticale, SYMBOL RATE 22.000 Mbauds, nome canale: Arcoiris Tv;
Chi ha un decoder sky: canale 916

07 febbraio 2008

2008-02-13 I Medici per l'Ambiente dell'Alto Lazio invitano:

I Medici per l’Ambiente dell’Alto Lazio invitano tutti gli italiani preoccupati per le gravi minacce ambientali che incombono (inceneritori, carbone, discariche ecc.), alla Manifestazione che si terrà il 13 febbraio a Roma:

“UNITI PER UN FUTURO MIGLIORE PER LE PROSSIME GENERAZIONI”

06 febbraio 2008

2008-02-06 La GERMANIA, la Diossina nelle Uova delle Galline. INCENERITORI DI RIFIUTI:

Nonostante già 2 anni fa in Germania ci fosse l’allarme per la contaminazione dei terreni da diossina, per cui le uova provenienti da galline ruspanti erano fortemente contaminate, questo paese accetta di incenerire anche i rifiuti italiani. Si vergognino anche loro!!


Le Scienze

Diossina nelle uova in Germania (27 gennaio 2005)
Dopo la scoperta che alcune uova di galline ruspanti contenevano alti livelli di diossina, il governo tedesco ha invocato nuovi standard ambientali più elevati

Dopo la scoperta che alcune uova di galline ruspanti contenevano alti livelli di diossina, il governo tedesco ha richiesto nuovi standard ambientali più elevati. Le uova contenenti la sostanza chimica cancerogena sono state trovate in diversi länder tedeschi, probabilmente perché le galline ruspanti sono state lasciate libere su terreni contaminati. Il ministro dell'agricoltura Renate Kuenast ha invocato controlli più severi. "Dovremmo avere una politica ambientale più forte, - ha dichiarato il ministro al quotidiano Berliner Zeitung - dobbiamo assicurarci che i livelli di diossina vengano ridotti fino a sparire del tutto". I consumatori tedeschi sono preoccupati dalle notizie, divulgate dai media, secondo le quali le uova provenienti da galline ruspanti hanno maggior probabilità di essere contaminate. I controlli in diverse regioni hanno mostrato che le uova di fattoria contengono livelli di diossina più elevati di quelli delle uova di allevamento. Nella bassa Sassonia, per esempio, il 28 per cento di tutte le uova prodotte da galline ruspanti negli ultimi due anni è risultato al di sopra dei limiti dell'Unione Europea per i livelli di diossina. Alcune associazioni di consumatori hanno chiesto che tutte le uova con livelli elevati di diossina vengano tolte dal mercato.

giovanni ghirga

2008-02-06 IL GOVERNO CADE, I RIFIUTI SALGONO... LI VORRANNO BRUCIARE NELLE CENTRALI?


INCENERIRE I RIFIUTI NELLA CENTRALE A CARBONE: UNA PAZZIA!

Gli inquinanti emessi dall’incenerimento dei rifiuti si disperderebbero come inquinanti gassosi nell'ambiente, insieme ad anidride carbonica, micro e nanopolveri, particolati secondari, pesticidi, diossine e molte altre sostanze tossiche.
Gli inceneritori, inoltre, sono anche dei produttori di rifiuti. La materia, infatti, non può essere distrutta ma solo trasformata in forme diverse.
Quando i rifiuti vengono bruciati, si formano nuove sostanze tossiche sotto forma di gas, di ceneri e di materiale intrappolato nei filtri.

Le ceneri, altamente nocive,rappresentano circa 1/3 del peso dei rifiuti bruciati dai quali originano e circa il 45 % del peso dei rifiuti stessi.
Una preoccupazione particolare sta nel fatto che è stato dimostrato che quando le ceneri vengono utilizzate nell’edilizia, con il tempo metalli tossici possono essere rilasciati nell’ambiente minacciando la salute umana (Journal of Soil Contamination. 1996; 5 (1); 53-59).
I sostenitori dell’incenerimento dei rifiuti ignorano inoltre l’inquinamento causato dall’enorme traffico di autocarri che trasportano l’immondizia.
Nel marzo scorso è stato diffuso il Report Enhance Health, studio finanziato dalla UE che aveva, fra gli altri, anche lo scopo di dare una visione globale del possibile impatto sulla salute in aree ove sono ubicati inceneritori attraverso studi pilota.
Per l’Italia lo studio è stato condotto nel comune di Forlì, quartiere Coriano, ove sono ubicati due inceneritori, uno per rifiuti ospedalieri e uno per rifiuti solidi
urbani. L’indagine condotta con metodo Informativo Geografico (GIS) ha riguardato l’esposizione a metalli pesanti della popolazione residente per almeno 5 anni entro un raggio di 3.5 km dagli impianti.
Eccessi statisticamente significativi sono emersi per quanto attiene il sesso femminile: in particolare si è registrato un aumento del rischio di morte per tutte le cause correlato all’esposizione a metalli pesanti tra il +7% e il + 17%.
La mortalità per tutti i tumori aumenta nella medesima popolazione in modo coerente con l’aumento dell’esposizione dal +17% al +54%. In particolare
per il cancro del colon-retto il rischio è compreso tra il + 32% e il +147%,
per lo stomaco tra il +75% e il +188%,
per il cancro della mammella tra il +10% ed il +116%
.
Per i sarcomi, considerando insieme i due sessi, il rischio aumenta di oltre il 900 %.
Questi risultati sono del tutto coerenti con numerose altre segnalazioni presenti al riguardo in letteratura. Ricercatori del Centro Epidemiologico per la Sorveglianza delle Malformazioni Congenite di Austin (Texas, USA) hanno dimostrato che le donne gravide di età uguale o superiore ai 35 anni che hanno vissuto i primi tre mesi di gravidanza nel raggio di circa 1.600 metri da un termovalorizzatore/inceneritore hanno un rischio maggiore di dare alla luce un figlio affetto da labio e/o palatoschisi (malformazione congenita nota come labbro leporino).
Questa anomalia sembra essere correlata all'emissione nell'ambiente di metalli pesanti per cui l'aumento del rischio vale anche per quelle gravide che abitano ad una distanza di 1,6 km da una centrale a carbone ( http://uweb.txstate.edu/~fz01/Reprints/Zhan_2006_JOEM.PDF ).
I risultati di uno studio effettuato nella Prefettura di Osaka (Giappone) hanno messo chiaramente in evidenza che la vicinanza delle scuole agli impianti di incenerimento di rifiuti urbani è associata nei bambini ad un aumento di difficoltà di respiro, mal di testa, mal di stomaco e stanchezza.
Quest’ultimo sintomo in particolare è stato rilevato in coloro che frequentavano scuole situate nel
raggio di 4 km da un inceneritore (European Journal of Epidemiology, Volume 20, Number 12, December 2005, pp. 1023-1029,7).
In difesa della popolazione
Dr. Ghirga Giovanni Portavoce del Coordinamento dei Medici per l’Ambiente dell’Alto Lazio

03 febbraio 2008

2008-02-03 INCENERITORI E NANOPATOLOGIE

(solo la foto è tratta dal blog del Prof. Stefano Montanari - http://www.stefanomontanari.net/)
L'articolo seguente è stato ricevuto via mail: chiunque può contribuire a questo blog. Purchè si citi la fonte, non si offenda nessuno, gli argomenti siano correlati ai principi della Associazione Unitiperlasalute. Grazie.
(Potete mantenere l'anonimato nelle segnalazioni, a patto che si citi la fonte della notizia.)
Agenzia d’informazione per il personale ARPAT Newsletter su tematiche ambientali
mercoledì 10 maggio 2006 n. 086-2006
INCENERITORI E NANOPATOLOGIE
RIFIUTI - SALUTE

E’ ormai molto vivo il dibattito in merito all’impiego dei termovalorizzatori per il trattamento dei rifiuti. Abbiamo trattato recentemente su Arpatnews del caso dell’impianto di Spittelau a Vienna, in questo numero invece ospitiamo un intervento di Stefano Montanari, Direttore Scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena, recentemente intervenuto a Firenze d’una conferenza stampa con Beppe Grillo sull’argomento. Saremo lieti di ospitare su queste pagine ulteriori esperienze e studi in materia, ritenendo importante sviluppare questo confronto fra vari e diversi punti di vista che, naturalmente, non esprimono la posizione dell’Agenzia.
“Ormai non esiste più alcun dubbio a livello scientifico: le micro - e nanoparticelle, comunque prodotte, una volta che siano riuscite a penetrare nell’- organismo innescano tutta una serie di reazioni che possono tramutarsi in malattie. Le nanopatologie, appunto. Se è vero che le manifestazioni patologiche più comuni sono forme tumorali, è altrettanto vero che malformazioni fetali, malattie infiammatorie, allergiche e perfino neurologiche sono tutt’altro che rare. A prova di questo, basta osservare ciò che accade ai reduci, militari o civili che siano, delle guerre del Golfo o dei Balcani o a chi sia scampato al crollo delle Torri Gemelle di New York e di quel crollo ha inalato le polveri. “Comunque prodotte”, ho scritto sopra a proposito di queste particelle che sono inorganiche, non biodegradabili e non biocompatibili. E l’ultimo aggettivo è sinonimo di patogenico. Il fatto, poi, che siano anche non biodegradabili, vale a dire che l’- organismo non possieda meccanismi per trasformarle in qualcosa di eliminabile, rende l’innesco per la malattia “eterno”, dove l’aggettivo eterno va inteso secondo la durata della vita mana. Le particelle di cui si è detto hanno dimensioni piccolissime, da qualche centesimo di millimetro fino a pochi milionesimi di millimetro, e più queste sono piccole, più la loro capacità di penetrare intimamente nei tessuti è spiccata; tanto spiccata da riuscire perfino, in alcune circostanze e al di sotto di dimensioni inferiori al micron (un millesimo di m millimetro), a penetrare nel nucleo delle cellule senza ledere la membrana che le avvolge.
Come questo accada sarà il tema di un incipiente progetto di ricerca europeo che vedrà coinvolto come coordinatore il nostro gruppo. Se è vero che la natura è una produttrice di queste polveri, e i vulcani ne sono un esempio, è pure vero che le polveri di origine naturale costituiscono una frazione minoritaria del totale che oggi si trova sia in atmosfera (atmosfera significa ciò che respiriamo) sia depositato al suolo, ed è pure vero che la loro granulometria media è, tutto sommato, relativamente grossolana. l’uomo il grande produttore di particolato, soprattutto quello più fine. Questo perché la tecnologia moderna è riuscita ad ottenere a buon mercato temperature molto elevate a cui eseguire le più svariate operazioni, e, in linea generale e a parità di materiale bruciato, più elevata è la temperatura alla quale un processo di combustione avviene, minore è la dimensione delle particelle che ne derivano. A questo proposito, occorre anche tenere conto del fatto che ogni processo di combustione, nessuno escluso, produce particolato, sia esso primario o secondario. Per particolato primario s’intende quello che nasce direttamente nel crogiolo, per secondario, invece, quello che origina dalla reazione tra i gas esalati dalla combustione (tra gli altri, ossidi di azoto e di zolfo) e la luce, il vapor d’acqua e i composti principalmente organici che si trovano in atmosfera. Al momento attuale, la legge prescrive che l’inquinamento particolato dell’aria sia valutato determinando la concentrazione di particelle che abbiano un diametro aerodinamico medio di 10 micron - le ormai famose PM10 – e prescrive che la valutazione avvenga per massa. Nulla si dice ancora, invece, a proposito delle polveri più sottili: le PM2,5 (cioè particelle con un diametro aerodinamico medio di 2,5 micron), le PM1 (diametro da 1 micron) e le PM0,1 (diametro da 0,1 micron). Sono proprio quelle le polveri realmente patogene, con una patogenicità che cresce in modo quasi esponenziale con il diminuire del diametro. E per avere un’idea degli effetti sulla salute di queste poveri occorre che le particelle siano non pesate ma classificate per dimensione e contate. Dal punto di vista pratico, la massa di una particella da 10 micron corrisponde a quella di 64 particelle da 2,5 micron, oppure di 1.000 da un micron, oppure, ancora, a quella di 1.000.000 di particelle da 0,1 micron.
Perciò, valutare il particolato in massa e non per numero e dimensione delle particelle non dà indicazioni utili dal punto di vista sanitario e può, anzi, essere fuorviante. Venendo al problema dell’inquinamento da rifiuti, è ovvio che questi debbano, in qualche modo, essere smaltiti. A questo punto, è necessario ricordare la cosiddetta legge di Lavoisier o della conservazione della massa. Questa recita che in una reazione chimica la massa delle sostanze reagenti è uguale alla massa dei prodotti di reazione. Il che significa che, secondo le leggi che regolano l’universo, noi riusciamo solo a trasformare le sostanze, ma non ad annullarne la massa. Ciò che avviene quando s’inceneriscono i rifiuti, dunque, altro non è se non la loro trasformazione in qualcosa d’altro, e questa trasformazione è ottenuta tramite l’applicazione di energia sotto forma di calore. Stante tutto ciò che ho scritto sopra e che è notissimo sia tra gli scienziati sia tra gli studenti delle scuole medie, se noi bruciamo l’immondizia, altro non facciamo se non trasformarla in particelle tanto piccole da farle scomparire alla vista e, con i cosiddetti “termovalorizzatori” – una parola che esiste solo in Italiano e che evoca l’idea ingenuamente falsa che si ricavi valore economico dall’operazione – la trasformazione roduce particelle ancora più minute e, dunque, più tossiche. Malauguratamente, non esiste alcun tipo di filtro industriale capace di bloccare il particolato da 2,5 micron o inferiore a questo, ma, dal punto di vista dei calcoli che si fanno in base alle leggi vigenti, questo ha ben poca importanza: il “termovalorizzatore” produce pochissimo PM10 (peraltro, la legge sugl’inceneritori prescrive ancora la ricerca delle cosiddette polveri totali ed è, perciò, ancora più arretrata) e la quantità enorme di altro particolato non rientra nelle valutazioni. Ragion per cui, a norma di legge l’aria è pulita. Ancora malauguratamente, tuttavia, l’organismo non si cura delle leggi e le patologie da polveri sottili (le PM10 sono tecnicamente polveri grossolane), un tempo ignorate ma ora sempre più conosciute, sono in costante aumento. Tra queste, le malformazioni fetali e i tumori infantili. Tornando ala legge di Lavoisier, uno dei problemi di cui tener conto nell’incenerimento dei rifiuti è la quantità di residuo che si ottiene. Poiché nel processo d’incenerimento occorre aggiungere ll’immondizia calce viva e una rilevante quantità d’acqua, da una tonnellata di rifiuti bruciata escono una tonnellata di fumi, da 280 a 300 kg di ceneri solide, 30 kg di ceneri volanti (la cui tossicità è enorme), 650 kg di acqua sporca (da depurare) e 25 kg di gesso. Il che significa il doppio di quanto si è inteso “smaltire”, con l’aggravante di avere trasformato il tutto in un prodotto altamente patogenico. E in questo breve scritto si tiene conto solo del particolato inorganico e non di tutto il resto, dalle diossine (ridotte in quantità ma non eliminate dall’alta temperatura), ai furani, agl’idrocarburi policiclici, agli acidi inorganici (cloridrico, fluoridrico, solforico, ecc.), all’- ossido di carbonio e quant’altro. Affermare, poi, che incenerire i rifiuti significa non ricorrere più alle discariche è un ulteriore falso, dato che le ceneri vanno “smaltite” per legge (decreto Ronchi) in discariche per rifiuti tossici speciali di tipo B1. Si mediti, poi, anche sul fatto che l’incenerimento comporta il mancato riciclaggio di materiali come plastiche, carta e legno. I “termovalorizzatori” devono funzionare ad alta temperatura e, per questo, hanno bisogno di quei materiali che possiedono un’alta capacità calorifica, vale a dire proprio le plastiche, la carta e il legno che potrebbero e dovrebbero essere oggetto di tutt’altro che difficile riciclaggio.
Tralascio qui del tutto il problema economico perché non rientra nell’argomento specifico, ma il bilancio energetico è fallimentare e, se non ci fossero le tasse dei cittadini a sostenere questa forma di trattamento dei rifiuti, a nessuno verrebbe mai l’idea di costruire impianti così irrazionali.
Rimandando per un trattamento esaustivo dell’argomento ai numerosi testi che lo descrivono compiutamente, compresi i siti Internet dell’ARPA e di varie AUSL, la conclusione che qualunque scienziato non può che trarre è che incenerire i rifiuti è una pratica che non si regge su alcun razionale. Ma, al di là della scienza, il sensus communis del buon padre di famiglia che per i Romani era legge può costituire un’ottima guida. Usare i cosiddetti “termovalorizzatori” spacciandoli per un miglioramento tecnico, poi, non fa che peggiorare la situazione dal punto di vista del nanopatologo, ricorrendo questi a temperature più elevate. Perciò, una pratica simile non può essere in alcun modo presa in considerazione come alternativa per la soluzione del problema legato allo smaltimento dei rifiuti, se non altro perché i rifiuti nonvengono affatto smaltiti ma raddoppiati come massa e resi ncomparabilmente più nocivi.”
Stefano Montanari Le immagini sono tratte dai testi di StefanoMontanari:
• NANOPATHOLOGY AND NANOSAFETY
• CHE COSA SONO LE NANOPATOLOGIE?

31 gennaio 2008

2008-01-31 da SAVONANEWS: Liguria: Saldo, Fi, "Più tutele per la salute dei vadesi"

(tratto da Savonanews
g.s.
Lunedì 21 Gennaio 2008 ore 18:18)

La centrale a carbone di Vado-Quiliano è da sempre fonte di inquinamento, con conseguenze estremamente dannose per la salute della popolazione residente e per l’ambiente” così dichiara il Consigliere regionale di Forza Italia Gabriele Saldo, Vicepresidente della IV Commissione Attività produttive sulla vicenda di Vado-Quiliano. “Ci deve essere un’esigenza di controllo degli impianti produttivi, perché la salute della gente è, e deve essere, primaria. Anche la centrale di Vado-Quiliano, proprio per il suo impatto sulla popolazione e sull’ambiente deve essere soggetta a controlli” prosegue il Consigliere di Forza Italia, “E per capire qual è la situazione ho presentato oggi un’interpellanza sulla centrale. Ritengo che i cittadini abbiano diritto ad avere risposte chiare, e in sede istituzionale, su tutta una serie di problematiche scaturenti dalla presenza della centrale a carbone a Vado: ad esempio, qual è la percentuale di inquinamento prodotta e se vengono rispettati i limiti di emissioni previsti dalla normativa in materia, quanto carbone viene bruciato ogni anno, se corrisponde al vero che è in corso un procedimento per l’ampliamento e il potenziamento a carbone della centrale e qual è la posizione in merito della Regione, se le emissioni inquinanti rispettano il protocollo di Kyoto, gli accordi UE in materia e il Piano Energetico della Regione Liguria (Pearl) e, soprattutto, se sono state monitorate le popolazioni residenti nell’area in relazione alle tipologie di malattie causate da eccesso di inquinamento. Insomma, poche domande ma che meritano una risposta puntuale perché con la salute della gente non si scherza.”“E’ comunque curioso che i Verdi, che fanno della lotta agli inquinamenti un loro cavallo di battaglia, sull’argomento centrale a carbone tacciano. Hanno scatenato una guerra contro la piattaforma per lo sviluppo del Porto di Vado, ma sulla situazione della centrale non dicono una parola. Eppure, che la centrale di Vado inquini è una certezza. Sempre a tutela della salute dei liguri e dell’ambiente, ho presentato un’interpellanza riguardo l’interramento dei rifiuti tossici dell’ex Acna di Cengio.” “Viste le dichiarazioni riportate da un noto quotidiano in merito", conclude Saldo, "ho chiesto all’amministrazione regionale se intende verificare se risponde al vero che sarebbero stati interrati rifiuti tossici in alcune aree del savonese, dove, e se intende procedere alla bonifica delle aree coinvolte".
Gabriele Saldo

28 gennaio 2008

2008-01-28 VADO: NO ALLA PIATTAFORMA E…

(foto tratta dall'articolo stesso, foto di ivg.it 2006)



di ANTONIA BRIUGLIA
I cittadini vadesi hanno votato: ha vinto il NO alla piattaforma MAERSK. Venti ettari di cemento sul mare, che “avrebbe condizionato la vita di 8000 abitanti e avrebbe aumentato il trasporto su gomma del 60%”.
Nonostante la chiara risposta dei cittadini, il condizionale è d’obbligo perché le alchimie del potere politico ed economico, che governa il nostro territorio, sono note e imprevedibili.

LA BATTAGLIA VERA COMINCIA ADESSO!
Vorrei iniziare la mia riflessione, proprio sul contenuto dei quesiti e il loro significato sociale e culturale.
Non commenterò il faticoso lavoro di chi ha lodevolmente promosso e portato avanti questa battaglia, non affronterò i sostegni politici di partiti chiaramente espressi contro l’intervento, quali i Verdi e Rifondazione o i passaggi all’interno della Giunta di chi, con onestà politica, si dimette e di chi, in cambio di potere, si avvicina, ma voglio soffermarmi, per adesso, solo sull’ipocrisia del termine “SVILUPPO” col quale si è propagandata la costruzione della piattaforma.

DA UNA CITAZIONE DI KONRAD LORENZ:

“Negli Stati Uniti sviluppare un’area (to develop an area) sta per distruggere radicalmente ogni forma di vegetazione naturale, ricoprire il terreno liberato da uno stato di cemento e se esiste anche una fascia di litorale rinforzarla con un bell’argine di cemento; i corsi d’acqua intubarli, avvelenare tutto con anticrittogamici e infine vendere il terreno al miglior offerente…”
Questo concetto di sviluppo non sembra essere molto lontano da quello proposto dall’Autorità Portuale e dagli Amministratori del territorio vadese e savonese e i diversi progetti proposti, ne sono la prova.


LA VISIONE SVILUPPISTA
Ora che il referendum non lascia dubbi sull’espressione dei cittadini, che in modo schiacciante hanno respinto al mittente questo intervento sul loro territorio, comincia la perversa operazione d’interpretazione del risultato, l’identificazione in coloro che non si sono espressi, come utili per un risultato favorevole.
Ora che il referendum manifesta chiaramente il giudizio negativo della popolazione, l’imbarazzo politico di un Sindaco che l’ha permesso, si scontra con le pressioni dei poteri economici che pretendono di attuare il Programma comunque, in virtù di una visione “sviluppista” che i cittadini si ostinano a non comprendere.
Ora che il referendum ha manifestato un cambiamento nei comportamenti politici dei vadesi, che hanno votato per la prima volta fuori dagli schemi e dopo 60 anni di feudo indiscusso dei D.S., non ne hanno rispettato le indicazioni : si pensa di riconfezionare una Giunta con l’apporto dei soliti opportunisti.

Intanto la visione sviluppista dell’Autorità Portuale non è passata e questo non è certo un segno di regresso, ma una sofferta e meditata presa di coscienza dei cittadini.
Non “BECERI AMBIENTALISTI”, come in un’intervista li ha definiti proprio il Presidente, ma capifamiglia, donne, anziani, giovani che hanno capito quanto dietro alle promesse di falso sviluppo e di occupazione, ci sia spesso una distorta percezione di quello che sta veramente a cuore dei cittadini: la qualità della vita.

LA FRUSTAZIONE DEL BISOGNO

Chi motiva con lo sviluppo economico, la necessità dei propri progetti, fa leva soprattutto sui bisogni della gente. La strategia è di imporre alle persone la necessità di ambire a sempre più necessari bisogni. A Savona e Vado, basta far leva sulla mancanza di posti di lavoro per rendere credibile anche l’intervento più inutile.
Quale cittadino non vorrebbe un’inversione di tendenza e vedere i propri figli trovare un posto di lavoro senza emigrare? Così, paradossalmente, proprio coloro che da decenni si sono resi responsabili di una situazione di stallo e di miseria dal punto di vista occupazionale ormai fisiologica, oggi forniscono la cura e facendo presa sulla frustrazione dei cittadini, propinano l’ennesimo DANNO ECOLOGICO.
La gente però ha capito che, mentre il degrado ambientale aumenta a livelli inconcepibili, che i vadesi sanno bene di aver pagato sulla loro pelle, il progresso autentico stagna e il guadagno è e sarà sempre per pochi.

LA FORZA DEMOCRATICA

Il referendum ha anche prodotto una nuova stagione politica e culturale, perché i cittadini sanno ormai che il prezzo da pagare sul piano sociale e umano è enorme.
La democrazia torna così di moda e i movimento alleati a forze politiche possono fare la differenza, quella che il Sindaco di Savona vuole scongiurare evitando il referendum sulla Margonara chiesto dai Verdi.
I cittadini non hanno perso di credibilità , come sostiene chi conta, ma hanno finalmente capito che il prezzo da pagare è imparagonabile ai dividendi immaginari del fantomatico sviluppo e i beneficiari e le vittime spesso non sono le stesse persone.
Inoltre il prezzo da pagare non si conosce in anticipo, spesso è insidioso, a lunga scadenza e dunque non può che essere una minaccia.

LO SVILUPPO realmente esistente è una guerra economica dove si perpetra il saccheggio continuo dell’ambiente e del vero benessere della gente.
A Vado la presa di coscienza dei danni provocati dallo “sviluppo”, impone di aspirare a una migliore qualità di vita a un vero progresso e ciò è avvenuto con l’esercizio del diritto di cittadinanza.
Non miraggi, non falsi miracoli ma il diritto alla sopravvivenza, non solo biologica, ma culturale e rispettosa dell’uomo .

ANTONIA BRIUGLIA

25 gennaio 2008

2008-01-25 L'EUROPA ci ha sempre dato i MEZZI PER CALCOLARE L'IMPATTO DI UNA CENTRALE. BASTA USARLI!


GRUPPO CONSILIARE DEL PRC ALLA PROVINCIA DI VITERBO:"200 MILIONI DI EURO PER "CURARE"I MORTI DELLA CENTRALE DI CIVITAVECCHIA.
CARBONE,MOZIONE UNITARIA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE


Mercoledì, 16 Gennaio 2008 ore 12:30


"200 milioni di euro per assistere le persone destinate a morire per le emissioni della futura centrale a carbone di Civitavecchia." Il dato sconcertante viene da un software dell'Unione Europea liberamente utilizzabile via internet sul sito istituzionale file:///E:/PRC.comunicato-carboneTVN.doc.
L'UE infatti mette a disposizione di tutti un programma, nel quale si possono immettere i dati relativi a centrali di varia entità.
Il software a questo punto elabora una serie di proiezioni sulle conseguenze economiche e sanitarie a carico delle popolazioni che ospitano tali impianti.
Inserendo i dati ufficiali (certo non sovrastimati) della Valutazione di Impatto Ambientale per la riconversione a carbone di Civitavecchia, ipotizzando un periodo di funzionamento di 25 anni, ne risulta l'amaro conto di 200 milioni di euro che verranno spesi per accompagnare alla morte i futuri terminali, ma anche 100 milioni per chi sarà colpito da patologie meno gravi. Risulterebbero poi circa 500 milioni di euro che il popolo italiano dovrà pagare sotto forma di sanzioni, per il relativo sforamento del protocollo di Kyoto.
Abbiamo una legislazione a “tutela” della salute che consente di mettere in conto un certo numero di morti in nome del profitto. Ciò permette dunque ad una ristretta platea di padroni (politici ed economici) la singolare facoltà di cancellare altri esseri umani per legge di mercato, senza per questo essere riconosciuti come assassini.
Nel caso del carbone a TVN , la Provincia di Viterbo ha dimostrato di essere un istituzione “resistente” alla logica del profitto sopra la salute, un'istituzione della quale stavolta possiamo ben dire di essere orgogliosi.
Sono passate due mozioni che assieme segnano la condanna netta della linea energetica seguita dal centro-destra e dal centro-sinistra, che si alternano alla guida del Paese. La richiesta di dimissioni formulata dal Consiglio di Viterbo farà senz'altro sorridere Bersani, sempre che questi trovi buffo essere un ministro senza popolo, tanto nella Tuscia, quanto a livello nazionale visto che non rispetta il vincolo contratto con gli elettori tramite il famoso programma dell'Unione.
Il Consiglio Provinciale ha ufficialmente condannato la condotta del governo Berlusconi, e del attuale sindaco di Civitavecchia Moscherini (di centro destra), contro i quali si sono espressi unanimemente gli stessi consiglieri del centro-destra a Palazzo Gentili dei quali abbiamo stimato il coraggio. Lo stesso senatore Marini, in veste di consigliere provinciale, ha votato un emendamento di Rifondazione anche contro il suo attuale gruppo nazionale e non ci pare poco.
Di fronte ad un vero attentato alla salute pubblica, dei piccoli amministratori, quali sono i consiglieri di Palazzo Gentili, hanno creato le condizioni perchè sulla vicenda del carbone di Civitavecchia, fosse formalmente respinto il principio di affiliazione/padrinaggio colle coalizioni politiche nazionali. Per una volta degli eletti dai cittadini hanno dimostrato di comprendere bene a chi debbano obbedienza.
Bersani, Prodi, Berlusconi, Matteoli sorridano pure, sorridano anche i vertici dell'ENEL. Noi invece sorrideremo quando la nostra gente sarà al sicuro dalla loro politica energetica.
Difendiamo la nostra terra, difendiamo le nostre vite.

I consiglieri provinciali

Riccardo Fortuna

Massimo Miccini

per contatti: Riccardo Fortuna 333-7221487


(tratto da Spoleto on-line: http://www.spoletonline.com/index.php?sezione=articolo&azione=leggitutto&id=46436&from=&paginafrom=)