COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta Federico II di Brindisi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Federico II di Brindisi. Mostra tutti i post

22 gennaio 2013

Il Wwf è impegnato a livello nazionale contro le centrali a carbone.

 Tratto da Agenzia Parlamentare
Martedì 22 Gennaio 2013 

PUGLIA: WWF, ENEL SVERSA IN MARE ACQUE CONTAMINATE DA CARBONE


(AGENPARL) - Brindisi, 22 gen - La centrale a carbone Enel 'Federico II' di Brindisi colpisce ancora: come se non bastasse l’inquinamento dell’aria e della terra che impedisce tuttora la coltivazione dei terreni attorno alla centrale, l’allagamento della trincea del nastro che trasporta il carbone ha causato uno sversamento di polveri di carbone che ha inquinato anche il mare di fronte alla centrale. 

Tanto da indurre l’Arpa a bloccare le idrovore che erano al lavoro per liberare il nastro trasportatore dall’acqua delle piogge dei giorni passati poiché, sostiene l’Arpa, 'l’acqua è contaminata da carbone'. Gli scarichi prodotti dalle idrovore dell’Enel contengono potenzialmente polveri di carbone la cui composizione è oramai ben nota e la cui pericolosità è legata anche alla matrice ambientale che li riceve. 


Il Wwf Italia, insieme alla Sezione regionale pugliese e quella di Brindisi, continueranno nelle battaglie legali anche per questo caso, e sono già in azione con i propri avvocati per valutare ulteriori denunce o costituzioni in altri procedimenti che dovessero essere avviati dalla Magistratura a carico di Enel.  
Il Wwf è impegnato a livello nazionale contro le centrali a carbone.


Oltre Brindisi, infatti, ci sono altri siti dove il carbone sta mettendo in pericolo non solo l’ambiente e il territorio, ma anche la salute umana e dove il Wwf è attivo con azioni legali (ricorsi e denunce), di lobby, di informazione. 
Dalla Liguria, dove a Vado Ligure l’emergenza sanitaria è ormai conclamata, a Porto Tolle, dove addirittura è prevista una centrale a carbone nel mezzo di un parco, a Saline Ioniche, il tentativo di costruire nuove centrali a carbone a fronte di una overcapacity di produzione di energia elettrica costituisce un pericolo non solo per l’ambiente e il territorio, ma anche per la salute umana.
Leggi su Agenzia Parlamentare


21 gennaio 2013

Tratto da Barioggi notizie.it

Centrale Enel  di Brindisi- Legambiente: "Rispetto della legge e avvio bonifica ambientale"

 Brindisi - Continuano le vicissitudini della centrale termoelettrica "Federico II" di Brindisi.... .............Sebbene sia stato riconosciuto il danno ambientale, come proposto da Legambiente costituita parte civile, la stessa associazione ambientalista riporta alcune osservazioni in merito alla valutazione della Procura di Brindisi e in particolare del Tribuinale presidduto dal giudice Cacucci, esperto conoscitore  della legge in vigore, che ha saputo garantire tutte le parti interessate.

  Legambiente ritiene che, anche in virtù della richiamata Ordinanza del Presidente Cacucci che evidenzia e riconosce la presenza di un “danno ambientale” prodotto dalla dispersione di polveri di carbone, il processo rubricato al n. 947/05, relativo alla centrale termoelettrica di Brindisi Nord ed al parco carbone annesso, di proprietà di Edipower e di Enel e che vede imputati anche dirigenti delle richiamate società, debba essere, dal Comune di Brindisi, portato a compimento come parte civile non solo nei confronti dei dipendenti di Edipower ma anche di ENEL. 
In tale processo vi è un riconoscimento al “danno ambientale” ed alle necessarie attività di bonifica....

L’aspetto raccapricciante del “danno ambientale” prodotto dalla continua perdita di polverino di carbone e quindi dalle notevole quantità di metalli pesanti depositatisi sui terreni agricoli è che tali sostanze non si degradano nel tempo ed alcune di queste, essendo bioaccumulanti e quindi entrando nel DNA e nella catena biologica ed alimentare entrano, conseguentemente, nel nostro vissuto quotidiano causando i danni e le morti che i vari studi iniziano ad evidenziare. 

Legambiente esprime il più totale compiacimento in merito all’Ordinanza del Presidente Cacucci e ritiene che la strada intrapresa dal Tribunale, dal Comune di Brindisi e dalla Provincia, oltre che dalle Associazioni ambientaliste congiuntamente riconosciute come parte civile, è quella giusta per il riconoscimento delle criticità ambientali esistenti ed indotte sul nostro territorio.
Leggi l'interessante articolo integrale