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26 gennaio 2014

«La salute non è né di destra né di sinistra. La salute sta avanti. E non solo per noi ma anche e soprattutto per chi verrà dopo.

Tratto da Quotidiano di Puglia 

Nicastro: sì alla revisione dell’Aia
per monitorare l’impianto dell’Enel


 «Sant’Agostino diceva che peggio di una vita senza speranza c’è solo una vita con una speranza vana. Io, qui, non sono venuto a portare speranze ma le poche certezze che possiamo dare su questo argomento. A cominciare dal fatto che le vostre istanze, che pure condividiamo, non potranno avere un’attuazione completa se non coinvolgendo le massime istituzioni, ovvero il governo nazionale, visto che in questo campo le competenze sono dello Stato».
Comincia così l’intervento in aula dell’assessore regionale alla Qualità dell’ambiente Lorenzo Nicastro durante il consiglio monotematico sul polo energetico andato in scena ieri pomeriggio e durato fino a sera. ........
«L’Aia per la centrale di Cerano - ha ricordato - ha recepito le prescrizioni della Regione che chiedeva una riduzione della produzione di Co2 (in coerenza con il Pear) del 20 per cento entro il 2016. Il provvedimento contiene l’indicazione per il riesame automatico a 24 mesi dal rilascio, in modo da valutare l’installazione delle migliori tecnologie disponibili ed il rispetto dei limiti delle emissioni. A seguito di una serie di evidenze scientifiche, però, abbiamo chiesto di anticipare il riesame dell’Aia per Enel, con la speranza di mettere fine a queste criticità. Certo, il Ministero non ci ha ancora risposto ma noi lo solleciteremo. E sarà nostra cura affrontare il percorso del riesame con scrupolo e rigore, verificando la effettiva riduzione del carbone bruciato, unico modo per ridurre davvero le emissioni di Co2».


Sul progetto di A2A di bruciare Css nella centrale Brindisi Nord, l’assessore regionale alla Qualità dell’ambiente ha ricordato come la questione riguardi «impianti connessi a strategie energetiche nazionali, tanto è vero che il progetto è stato presentato al Ministero dell’Ambiente, l’unico competente per il rilascio dell’autorizzazione». 
E proprio in quest’ottica, Nicastro ha voluto richiamare l’attenzione della delegazione parlamentare pugliese (senza distinzioni di colore politico).
«La salute - ha sottolineato - non è né di destra né di sinistra. La salute sta avanti. E non solo per noi ma anche e soprattutto per chi verrà dopo.

 Questa è la sostenibilità: ricordare che Brindisi è dei nostri figli, dei nostri nipoti. Per questo ci batteremo, comunque, come abbiamo sempre fatto perché le istanze dei territori abbiano in sede nazionale la massima amplificazione possibile».....
 Qui l'articolo integrale

 
Leggi su Brindisi Sera
  BBC : Occorre cambiare rotta, Brindisi senza carbone entro il 2020.
Di assoluto rilievo l’intervento del Dott. Portaluri che ha posto l’intera comunità dinanzi alla gravissima emergenza sanitaria certificata da un impressionante sequenza di studi scientifici che negli ultimi 20 anni sono stati realizzati sullo stato di salute dei cittadini di Brindisi. Un quadro di vera e propria emergenza sanitaria spesso negato da chi non ha mai chiesto indagini epidemiologiche ed oggi replica con insensate ed incomprensibili richieste di certificazione ....

19 luglio 2013

Vicenda MUOS: il ministero della Difesa ricorre al Consiglio di giustizia amministrativa


muos sicilia
Tratto da Il Cambiamento  

MUOS: il ministero della Difesa ricorre al Consiglio di giustizia amministrativa

 

“Assistiamo ad una sorta di un accanimento dello Stato di fronte ad una causa popolare portata avanti da cittadini preoccupati per la salute e per l’ambiente”. Dopo il no del TAR, la vicenda Muos continua con un altro ricorso del ministero della Difesa al Consiglio di giustizia amministrativa.

di Dario Lo Scalzo - 18 Luglio 2013

Dopo la sentenza con la quale il Tar ha respinto il ricorso del ministero della Difesa che chiedeva di sospendere la revoca della Regione Sicilia delle autorizzazioni per la costruzione del Muos e di risarcire per i danni provocati dal blocco dei lavori, il Governo nazionale persevera nella sua azione pro States non tirandosi indietro ma anzi ricorrendo al Consiglio di giustizia amministrativa.
“Indispensabile diritto alla salute della comunità di Niscemi, non assoggettabile a misure anche strumentali che la compromettano seriamente fin quando non sia raggiunta la certezza assoluta della non nocività del sistema Muos”. Così si esprime il Tar nella sua sentenza facendo inoltre riferimento alla priorità e assoluta prevalenza del principio di precauzione ed evidenziando infine seri dubbi relativamente all’incidenza e alla pericolosità del Muos sul traffico aereo della parte orientale della Sicilia dove sono presenti gli aeroporti di Comiso, Sigonella e Catania.
Dunque, per il Tar la priorità assoluta va alla salute dei cittadini ma evidentemente non devono pensarla alla stessa maniera il governo nazionale ed il suo ministro della Difesa che non contenti, ribattono a colpi di carta bollata. 
L’avvocatura dello Stato presenta così l’ennesimo ricorso rilevando “il grave e irreparabile pregiudizio derivante dalla mancata osservanza degli accordi internazionali" e ribadendo ulteriormente: "Appare utile segnalare che il sistema impegna appena lo 0,0085% della Sughereta di Niscemi. Richiamare il principio di precauzione è quindi del tutto inappropriato. Da ultimo, non può non rilevarsi l'obiettiva inconsistenza giuridica dell'assunto secondo cui sussisterebbero 'seri dubbi' in ordine alla pericolosità del sistema rispetto al traffico aereo". (fonte Ansa)
Assistiamo dunque ad una sorta di un accanimento dello Stato di fronte ad una causa popolare portata avanti da cittadini preoccupati per la salute e per l’ambiente. 
Un accanimento che continua in barba ai pareri di studi condotti da eminenti professori in materia, in barba agli atti amministrativi presi dalla Regione siciliana, in barba alla sentenza del Tar, in barba ai divieti assoluti di edificabilità dei luoghi in cui giace la base militare, in barba all’abusivismo e lo stupro di cui è stato vittima il territorio niscemese.
 L’azione dello Stato continua contro la volontà popolare ed in nome degli accordi internazionali, evidentemente più importanti della salute di cittadini italiani e del rispetto del territorio nazionale.
È il sunto di una disumanizzazione della nostra politica, l’emblema del tracollo di parti delle istituzioni nell’esercizio di funzioni delegate dal popolo per salvaguardare i diritti costituzionali fondamentali. È il simbolo chiaro ed evidente dell’assenza della cultura della nonviolenza non solo nella classe dirigente nazionale ma anche in quella internazionale, entrambe incapaci di cogliere il vero senso di un vivere moderno e di un reale progresso dell’umanità.
La perseveranza e l’ostinazione dello Stato di fronte alla vicenda del Muos conduce così a sospettare inevitabilmente di ben più grossi interessi che quello puramente di protezione e difesa del territorio o di quelli legati a degli accordi internazionali. 
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