UNITI PER LA SALUTE E' UNA ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO ODV APARTITICA, PERSEGUE FINI DI SOLIDARIETA' SOCIALE, CIVILE E CULTURALE: PROMUOVE E SOSTIENE INIZIATIVE,INTERVENTI, INFORMAZIONI FINALIZZATI AL MIGLIORAMENTO DI VITA E DI SALUTE DEI CITTADINI DEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI SAVONA.
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UN PO’ TROPPO PER LA POPOLAZIONE, da troppo tempo incerta per la salute e l’ambiente. GiovanniGhirga, pediatra, dell’Associazione medici per l’ambiente (Isde), mostra i dati sulla mortalità per cause naturali e per tumori che a Civitavecchia sono del 10% in eccesso rispetto alla popolazione laziale nel periodo 2006-2010 (dati Regione Lazio). In un’audizione al Senato, Ghirga ha presentato dati di varie ricerche condotte in vari luoghi nel mondo sui disturbi del neurosviluppo dei bambini geneticamente predisposti: l’incidenza è direttamente proporzionale alla vicinanza alle fonti di emissione di metalli tossici, mercurio, cromo, piombo, gli inquinanti che si generano dalla combustione fossile.
«A CIVITAVECCHIA, PUR NON ESSENDOCI ancora dati specifici, come invece sono stati rilevati a Taranto – denuncia Ghirga – noi pediatri lo vediamo quotidianamente: troppi bambini non rispettano le tappe del linguaggio del normale neurosviluppo.
Il gas? Emette particelle ultrafini, tremendo». Non sorprende che Civitavecchia voglia prendere al volo il treno dell’idrogeno verde, come è stato proposto nel corso di incontri che si sono tenuti negli ultimi mesi anche con Mario Agostinelli, presidente dell’Associazione Laudato si’. Con un adeguato parco di pannelli solari si potrebbe produrre energia pulita per far funzionare un generatore di idrogeno da utilizzare per generare a sua volta energia o, come riserva di energia, per i più svariati usi.
«IN GERMANIA E IN FRANCIA STANNO investendo sull’idrogeno verde, l’Enel annuncia di volerlo fare all’estero, mentre qui a Civitavecchia ci precludono la possibilità di accelerare verso la decarbonizzazione», denunciano gli attivisti di Città Futura. «Il problema è politico, non tecnologico: è stata scelta la strada del gas, sono stati fatti investimenti enormi, e ora non ce ne possiamo liberare. Il meccanismo del Capacity Market introdotto l’anno scorso darà incentivi per 10 anni agli impianti a gas perché tengano in equilibrio la rete elettrica. Il gas era l’alternativa 30 anni fa, non oggi».
Patrizia Gentilini (medico ISDE): "5G entra nella pelle, su terminazione nervose e vasi sanguigni". CONVEGNO INTERNAZIONALE STOP 5G – QUARTA PARTE
OASI SANA pubblica a puntate gli interventi video e gli atti scritti dei relatori intervenuti nel 1° Convegno internazionale Stop 5G dal titolo “Moratoria nazionale, 5G tra rischi per la salute e principio di precauzione” organizzato a Roma dall’Alleanza Italiana Stop 5G il 5 Novembre 2019 presso la Camera dei Deputati, nell’Aula dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio.
QUARTA PARTE – Intervento della dott.ssa Patrizia Gentilini, medico oncologo ed ematologo di ISDE Italia e di Medicina Democratica
Video ripreso dal canale Youtube della Web TV Byoblu, foto Lucio Russo, testo integrale dell’intervento gentilmente trascritto da Odiele Nazart.
20′-Il problema dei rischi per la salute è un problema sottovalutato. Fino agli anni 1940 il fondo naturale pulsato (campo elettrico) era di 0,0002 V/m. Il Comitato europeo ECNRR (European Commitee on Non-ionising Radiation Risk) recentemente ha chiesto che l’esposizione fosse valutata come per le radiazioni ionizzanti, con un limite cumulativo e in funzione dell’età. Tutt’oggi questo non viene fatto e siamo esposti a valori superiori a quelli considerati cautelativi per la salute umana. “Schizofrenia” dell’Europa: nel 2011 il Consiglio d’Europa raccomandava un limite di 0,6 V/m e a medio termine di 0,2 V/m; nel 2016 l’Europa spinge il 5G; il comitato SCHEER (Scientific Committee on Health, Environmental and Emerging Risks, organismo UE) ha classificato il 5G come “rischio emergente”.
22′- Se il 5G fosse un farmaco non avrebbe mai superato la fase preclinica. Nessun controllo è stato fatto. E’ la società civile stessa che è diventata un laboratorio per sperimentare nuove tecnologie. Il ministro dell’Ambiente di Bruxelles ha detto: “Non voglio che i miei concittadini diventino cavie.” Da noi, il 5G viene già sperimentato su milioni di cittadini nelle città scelte.
24′- Ad oggi non esistono dispositivi in grado di misurare i CEM che verranno generati dal 5G. Andiamo completamente nel buio. Il Ministero della Salute non è coinvolto nell’implementazione del 5G. Navighiamo a vista.
25′- Rapporto (e posizione) dell’ISS ISTISAN 19/11 estremamente discutibile. Per il 5G dice che “non è possibile formulare una previsione sui livelli di CEM“, “sarà dunque necessaria una revisione della normativa nazionale”, ci saranno scenari non prevedibili. Ma non ne trae nessuna conseguenza.
26′- CONOSCENZE ATTUALI SUI RISCHI per la salute umana da CEM, introdotti da recente perché non esistono in natura. Prima domanda: chi ha finanziato gli studi? Tra quelli finanziati dall’industria il 32% vede degli effetti e il 68% no; tra quelli indipendenti il 70% rileva rischi e il 30% no. Gli effetti non termici, ma biologici sono i più pericolosi come esposizione cronica. Ci sono in modo statisticamente significativo dei tumori cerebrali, ma anche molte altre patologie. Orbene, i limiti di legge tengono solo conto degli effetti termici sui tessuti, stabiliti su dei manichini. da una ONG privata, l’ICNIRP.
28′- Effetti sulle cellule: stress ossidativo, formazione di radicali liberi, alterazione del DNA, azione epigenetica, alterazione della membrana cellulare e dei canali del calcio, alterazione della forma stechiometrica delle proteine. Diverse funzioni biologiche molto importanti vengono alterate.
29′- Le persone elettrosensibili hanno gravi alterazioni biochimiche per lo stress ossidativo da esposizione ai CEM. Si possono dosare nel sangue dei marcatori, l’elettrosensibilità ha un riscontro oggettivo. Effetti clinici non cancerogeni dei CEM: danno alla barriera emato-encefalica, malattie degenerative, disturbi del comportamento, alterazione agli organismi in via di sviluppo, alterazione della funzionalità del pancreas, disturbi metabolici, aumento del rischio di diabete, alterazione del ritmo cardiaco. Quindi un ventaglio molto ampio.
30′- Una meta-analisi mostra che per esposizione di lavoro, aumento del 26% del rischio di SLA (sclerosi laterale amiotrofica), del 33% del rischio di Alzheimer. Studio 84000 coppie madre-bambino in diversi paesi: le madri che usavano molto il cellulare in gravidanza avevano un aumento di deficit di attenzione- iperattività nel bimbo (probabilmente perché il cellulare altera la produzione di melatonina).
31′- Rischi cancerogeni: nel 2011 classificazione dei CEM in radiofrequenze dall’OMS “possibili cancerogeni” (classe 2B), sopratutto per i tumori cerebrali. Slide aumento glioblastomi in Gran-Bretagna: le zone più esposte al cellulare hanno più tumori. Nel 2018, studi del NTP e dell’Istituto Ramazzini: aumento nei ratti di schwannomi, tumori delle guaine nervose e tumori al cervello.
33′- 3 meta-analisi di studi epidemiologici: oltre 10 anni di utilizzo aumento del 32% di rischio di tumore cerebrale; e del 44% per i gliomi; oltre 1640 ore aumento del 33%. La IARC ha messo nelle sue priorità di rivalutare verso l’alto la classificazione.