COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta art. 32 della Costituzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta art. 32 della Costituzione. Mostra tutti i post

04 giugno 2016

Paolo Storani : Quando non si moriva di polveri sottili e... quando invece si è spezzato l'incantesimo.

  Pubblichiamo uno stralcio di un

 interessante articolo pubblicato su  Il Cambiamento 

Quando non si moriva di polveri sottili e... quando invece si è spezzato l'incantesimo.

.......I cattivi politici possono fare
 danni immensi.

Interessi ambientali, paesaggistici, sanitari...

Al momento dell'entrata in vigore della Costituzione della Repubblica le tematiche ambientali, come le intendiamo oggi, non avevano ancora trovato, nella società civile e quindi anche nel mondo giuridico nazionale, una precisa definizione, né una previsione normativa non solo di rango costituzionale, ma anche di legislazione ordinaria......

Stando allo statuto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità la salute è "uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto una mera assenza di malattia o infermità".....

L'art. 32 Cost. disegna una trama di poteri: è l'unico articolo di tutta la Costituzione che qualifica "fondamentale" un diritto.

Si tratta di una precisa indicazione di priorità......

Al cospetto di esigenze, bisogni, interessi che chiedono soddisfazione e tutela, la salute, che tocca nel profondo la vita di ognuno, deve ottenere prioritaria attenzione.

Per i programmi dei governi della nazione e dei territori basterebbe, dunque, dare uno sguardo alla Costituzione!......

La Corte Costituzionale ha definito l'ambiente un "diritto fondamentale della persona ed interesse fondamentale della collettività... valore primario ed assoluto" perché determina la "qualità della vita" al passo 4.5. della sentenza n. 210 del 28 maggio 1987, Pres. Antonio La Pergola, Redattore Francesco Greco, nei confronti della Provincia di Bolzano e di quella di Trento.....


Il diritto all'acqua è una condizione di base rispetto ad altri essenziali diritti fondamentali.

E all'aria!

La stessa Azienda Sanitaria Locale di Taranto ha addirittura raccomandato ai cittadini di non uscire di casa di giorno e di ridurre qualsivoglia attività sportiva all'aperto al fine di minimizzare l'esposizione a polveri sottili per la popolazione.

Tale inconcepibile situazione si verifica periodicamente e ciclicamente in coincidenza con i c.d. "wind days", quando il vento spira provenendo dal nord - ovest, ossia dall'area industriale del quartiere di Tamburi.

L'amico Peppe di Taranto mi scrive che "i bambini dei Tamburi non possono giocare nei parchi perché la terra è contaminata così come non possono scavare al Cimitero per non smuovere le polveri; neanche i morti sono in pace in quella bellissima città".

La soluzione proposta è paradossale e niente affatto risolutiva dell'immenso problema perché non è in grado di salvaguardare la salute dei cittadini che vengono esposti agli inquinanti cancerogeni e teratogeni, a dosi costanti durante l'anno.
Il verbo greco 'teratokeo' indica la generazione di un mostro e la teratogenesi segnala l'alterazione dello sviluppo embrionale, fetale o post-natale, causato da un agente patogeno.
Oggi le micropolveri si misurano in rapporto al loro peso per metro cubo.
La pericolosità aumenta con il diminuire delle dimensioni delle particelle.
Ma anche quando i limiti di legge sono rispettati, limiti convenzionali ben s'intenda!, che accade per i bambini o per chi pesa meno di settanta chilogrammi?
L'Italia sta purtroppo progredendo nell'incidenza dei tumori infantili rispetto al resto d'Europa.
L'incremento maggiore riguarda i bimbi sotto l'anno di età.
Pertanto, rilevare che le micropolveri sono al di sotto dei limiti di legge non significa non avere pericoli e non avere malattie o non avere morti per tali cause.....


Il diritto alla salubrità dell'ambiente quale esplicita imposizione anche ai Sindaci (i Comuni non hanno il potere legislativo e non possono fare leggi, ma hanno il potere regolamentare per dare attuazione alle leggi relative alle loro competenze e di amministrare i beni e i servizi) delle cittadine italiane di limitare il più possibile o eliminare le cause dell'inquinamento dell'aria (e dell'acqua...) al fine di prevenire l'insorgenza di patologie nel singolo e nella società.

Il Sindaco è, in sintesi, il responsabile sul territorio della salute pubblica.....

In proposito, ai sensi dell'art. 117 del Decreto Legislativo n. 112 del 1998, nonché ai sensi dell'art. 50 del Decreto Legislativo n. 267 del 18 agosto 2000 - Testo Unico degli Enti Locali - in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale il Sindaco, organo dello Stato nell'esercizio di alcune competenze in qualità di ufficiale di governo, sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici e all'esecuzione degli atti, quale rappresentante della comunità locale, adotta ordinanze, contingibili (da contingere, ciò che può accadere, avvenimenti accidentali) ed urgenti; inoltre, qualora l'emergenza interessi il territorio di più Comuni, ogni Sindaco adotta le misure necessarie sino a quando non intervengano le autorità competenti.

La Legge 23 dicembre 1978, n. 833, istituisce ilServizio Sanitario Nazionale, e all'art. 13 stabilisce che il Sindaco sia da considerare alla stregua di autorità locale riconoscendogli il potere di adottare provvedimenti autoritativi che impongono accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori.

Principi costituzionali per la tutela dell'ambiente sono rinvenibili anche all'interno delle previsioni degli articoli 44 e 42.....

Le polveri sottili sono alimentate dal traffico veicolare(la mobilità privata e i mezzi pesanti) e dalle caldaie domestiche.

La procedura di infrazione a carico dell'Italia è stata già avviata nel novembre 2014 per violazione degli articoli 13 e 23 della Direttiva 2008/50/EC relativa agli accumuli e agli sforamenti di Pm10, vale a dire di polveri sottili.

A quel quadro sotto i riflettori europei si è aggiunto il caso di Brindisi, complesso a causa della pluralità delle presenze industriali. "In particolare – è scritto nella nota europea – dal momento che la violazione dell'articolo 23 richiede l'adozione di tutte le misure atte a ridurre l'inquinamento atmosferico alla fonte, siamo sicuri che la vostra preoccupazione può essere affrontata dalle indagini in corso. Per quanto riguarda il Pm 2,5, il valore limite relativo è entrato in vigore solo il 1° gennaio 2015; la Commissione sarà quindi in grado di valutare la conformità a questo nuovo valore limite quando riceverà la prossima relazione annuale sulla qualità dell'aria, prevista al più tardi per il 30 settembre 2016".

Ogni cittadino dell'Unione europea perde in media 8,6 mesi di vita a causa dello smog, in particolare delle polveri sottili.

E la maglia nera va alla Pianura Padana, dove si arriva anche a 2-3 anni di vita.

L'allarme arriva dai risultati del programma Cafe (Clean Air For Europe) della Commissione europea, che ha valutato gli effetti del Pm2,5 prodotto dalle attività umane sull'aspettativa di vita.

E sono 800 mila i morti a causa dell'inquinamento ogni anno.

Se si considera anche quello all'interno delle abitazioni, si arriva a 1,3 milioni.
Queste cifre, fornite dall'OMS, sono state al centro del convegno RespiraMi, organizzato dalla Fondazione Policlinico di Milano.

Gli esperti puntano il dito in particolare contro la composizione delle polveri sottili: gli inquinanti sembrano essere oggi più pericolosi di una volta, aumentando il rischio di malattie respiratori, cardiovascolari e tumori. ......

Quella dell'inquinamento è un'emergenza che si riflette anche sui dati di mortalità del Paese, in aumento dell'11 per cento. A scriverlo sul suo blog è il leader (e cofondatore con il compianto Gianroberto Casaleggio) del MoVimento 5 Stelle Beppe Grillo, che attacca duramente anche il Governo.

"Il 2015 si chiuderà secondo l'Istat con 68mila morti in più rispetto al 2014: 666mila contro 598mila, l'11% in più. Come ai tempi delle grandi guerre – evidenzia -. Le città italiane non sono state bombardate dalle potenze straniere, ma vivono sotto l'assedio di nemici silenziosi. Lo smog sta rendendo le città italiane sempre più simili a Pechino".....

Tanto piccole da poter essere inalate e progressivamente si accumulano nel sistema respiratorio.

Di solito, quando si parla di polveri sottili il riferimento è alle c.d. PM10, che hanno un diametro pari a dieci micron.

In particolare, il riferimento è al particolato o particolato sospeso
Purtroppo, negli ultimi anni la scienza ha posto in risalto un'altra forma di inquinamento legato a polveri sottili contraddistinte da un diametro ancor minore: PM2,5, talvolta di pochi nanometri.

Queste ultime sono respirabili, il che significa che possono penetrare nei nostri polmoni sino ad accumularsi nel sangue e poi raggiungere diverse parti del nostro organismo.


Pertanto, se i danni collegati alle polveri sottili PM10 sono circoscritti al sistema respiratorio, quelli legati alle polveri sottili PM2,5 possono estendersi anche ad altri tessuti.

Sono in pochi a sapere che in molte città italiane la causa principale della ridotta visibilità per nebbia è dovuta proprio alle polveri sottili........

Le polveri sottili sono trasportate ovunque dalle correnti e si depositano nel suolo agricolo e sul manto stradale.

Il flusso viario delle automobili innalza questa polveri e i passanti le inalano e le respirano del tutto inconsapevolmente.

Le polveri sottili possono accumularsi nei corsi d'acqua o nel suolo sino a raggiungere le falde acquifere, rendendo laghi e torrenti acidi, modificando in tal modo l'equilibrio delle acque e dei bacini fluviali.

Quali sono le fonti.

Non vi è un'unica fonte; le polveri sottili più piccole si formano principalmente da residui di combustione.

In Italia purtroppo la soglia massima di polveri sottili stabilito dall'Unione Europea viene superato in molte aree geografiche.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha un tetto massimo più severo e di gran lunga inferiore a quello stabilito dall'UE.


Secondo l'Agenzia Europea dell'Ambiente - AEA quasi un terzo degli abitanti delle città europee è esposto a concentrazioni eccessive di particolato in sospensione nell'aria (PM, le cosiddette polveri sottili).

Il particolato è una delle sostanze più inquinanti e nocive per la salute umana e può indurre a morte prematura.

Dati decisamente allarmanti: il report ha analizzato altri inquinanti dell'aria come il biossido di azoto, l'ozono, il benenzo(a)pirene, il biossido di zolfo, il monossido di carbonio, il benzene e altri metalli pesanti (arsenico, cadmio, nichel, piombo).

S'impone, in conclusione, dare la priorità al principio di precauzione dal momento che quando c'è la possibilità che un'attività possa essere pregiudizievole per la salute o per l'ambiente, anche se le relazioni di causa ed effetto non sono ancora stabilite dalla scienza, dovrebbero essere prese le misure di precauzione.

Comunque!
Evitando di collocare le polveri sotto il tappeto...

Leggi l'articolo integrale su Il Cambiamento

09 agosto 2012

LAVORO E SALUTE:DUE DIRITTI DA TUTELARE............

Tratto da"La Repubblica"                                                                      Come lavoro e salute sono tutelati dalla Costituzione

DUE  DIRITTI  DA  DIFENDERE
                           (Stefano Rodotà)
 

È possibile che entrino duramente in conflitto la salute, diritto fondamentale della persona (art. 32 della Costituzione), e il lavoro, fondamento della Repubblica (art. 1)? Sì, è possibile. E non è la prima volta che, nelle piazze italiane, si pronunciano le terribili parole “meglio morti di cancro che morti di fame”. 
Quando si è obbligati ad associare il lavoro con la morte, si tratti di produzioni nocive o di infortuni, davvero siamo di fronte a inammissibili violazioni dell’umanità delle persone. 

Il lavoro si trasforma in condanna quotidiana, che non arriva però da una maledizione biblica, ma dal modo in cui è concretamente organizzato il mondo della produzione. Da dove cominciare per cercare di comprendere queste vicende? 
 Ancora una volta ci aiuta la Costituzione con il suo articolo 41.  Qui si dice che l’iniziativa economica privata, dunque l’attività d’impresa, «non può svolgersi in contrasto con la sicurezza, la libertà e la dignità umana».  
Vale la pena di sottolineare la lungimiranza dei costituenti, che posero la sicurezza prima ancora di libertà e dignità. E la sicurezza riguarda il lavoro, ma è pure sicurezza per i cittadini nell’ambiente e per i prodotti che consumano. 
 Quelle parole nella Costituzione piacciono sempre di meno e si cerca di cancellarle, in nome della legge “naturale” del mercato. 
 In un decreto recente, salvato acrobaticamente dalla Corte Costituzionale, si è messo abusivamente al primo posto il principio di concorrenza, nel tentativo di ridimensionare la portata complessiva di quell’articolo. Lungo è il catalogo dei fatti di cronaca che rendono evidente la mortificazione del lavoro attraverso il sacrificio della salute del lavoratore.Taranto è il nome di un luogo che si aggiunge a Marghera, Casale Monferrato, Val di Chiana, per citare solo i casi più noti. Quando l’attività d’impresa viene organizzata prescindendo dal fatto che la sicurezza dei lavoratori è un obbligo giuridico e un dovere collettivo, sono sempre devastanti le conseguenze umane e sociali. 
La soluzione non poteva venire dalla tecnica molte volte usata di monetizzazione del rischio : denaro in cambio di salute. Bruno Trentin sottolineava la necessità di andare oltre l’ottica puramente retributiva e di tutelare nella sua integralità la persona del lavoratore. 
Né può venire dalla pretesa di un silenzio della magistratura di fronte a violazioni gravi e ripetute di un diritto fondamentale e di specifiche norme di legge. Sempre più spesso i lavoratori sono vittime di ricatti. Occupazione a qualsiasi prezzo, anche della vita. Occupazione con sacrificio della libertà, come è accaduto con il referendum di Mirafiori sovrastato dalla minaccia della chiusura della Fiat.
Questa è la spirale da spezzare.  
Soluzioni provvisorie possono essere ricercate, ma ad una sola condizione: la restaurazione integrale dei diritti dei lavoratori, che diventa anche la via per tutelare i diritti di tutti, come quello all’ambiente. Sono tempi duri per i diritti fondamentali, per quelli sociali in specie.
In nome dell’emergenza, siamo ormai di fronte a vere e proprie sospensioni di garanzie costituzionali. 
Si è dimenticato che l’articolo 36 della Costituzione prevede che la retribuzione debba garantire al lavoratore e alla sua famiglia «un’esistenza libera e dignitosa». 
Non essere il prezzo della perdita d’ogni diritto.

Da la Repubblica del 02/08/2012.
___________________________

Ilva: attacco hacker a sito web Comune

Messaggio attivisti 'Anonymous' contro imprenditori-istituzioni

09 agosto, 19:06

Ilva: attacco hacker a sito web Comune
(ANSA) - TARANTO, 9 AGO - Il sito internet del Comune di Taranto ha subito un attacco hacker per alcuni minuti dal gruppo di attivisti 'Anonymous'. Sulla home page del portale è apparsa una pagina con una foto di Taranto con il cielo oscurato dai fumi dell'Ilva e un testo a sostegno degli operai. 
"La spietata logica del profitto - era scritto - ci costringe a lavorare per sopravvivere, e ciò è di per sé disumano, ma nessuno può chiedere ad un essere umano di lavorare per morire". 
Critiche anche alle istituzioni.



Leggi anche su Senza Soste

I 1650 morti l'anno provocati dall'Ilva e le incancellabili responsabilità..........

Leggi

10 ottobre 2011

1)Carbone, si spacca il sindacato: Vito Brunetti si dimette da CGIL2)Commissione UE: ‘L’Italia avrà difficoltà a raggiungere gli obiettivi di Kyoto’

Tratto da Savona News

Carbone, si spacca il sindacato:

Vito Brunetti si dimette da CGIL

Con una lettera altamente significativa Vito Brunetti ha Rassegnato le proprie dimissioni dalla CGIL: statuto in contrasto con la Costituzione sulla tutela della salute pubblica



"Alla Segreteria Provinciale Della C.G.I.L. di Savona
Alle Segreterie Provinciali e Regionali dello S.P.I.- C.G.I.L.
Al Direttivo provinciale dello S.P.I. -C.G.I.L.
Alla Sede S.P.I. - C.G.I.L. Di via Acqui 4R Savona

Oggetto : Revoca della delega sindacale e carbone.

Con la presente comunico, con tristezza e rammarico, la revoca della mia iscrizione al Sindacato, in quanto non mi sento

tutelato nella difesa della salute mia, della mia famiglia, della mia comunità.

Quanto sopra in coerenza con le posizioni, da me assunte, contro il raddoppio di potenza della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure. 
In particolare viene ripercorso dal Sindacato l'errore passato dell'ACNA di Cengio, dove la monetizzazione della salute portò alle conseguenze nefaste che ancora paghiamo.

Ricordo che l'art.32 della Costituzione recita :
"La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività...."

E' evidente che le posizioni attuali di C.G.I.L confliggono con l'affermazione dell'art.2 del Suo Statuto : "La CGIL basa i propri programmi e le proprie azioni sui dettati della Costituzione della Repubblica e ne propugna la piena attuazione ....".


Oggi sul territorio è presente una grave spaccatura che separa da un lato parte delle amministrazioni a livello nazionale e regionale e dall'altro gran parte del territorio che segnala la propria sofferenza (almeno 18 comuni, peraltro di diversi colori politici, Ordine dei Medici, IST regionale, Pneumologia dell'Ospedale S.Paolo , enti, ACLI,ARCI, associazioni per la salute,partiti politici.



Una classe politica balbettante e succube si è rimangiata posizioni espresse in campagna elettorale e non è neppure in grado di imporre un controllo serio e pubblico delle emissioni a camino, accontentandosi dei monitoraggi aziendali, nell'assenza di un Piano energetico nazionale e in violazione al Libro Bianco dell'Unione Europea, da cui continueranno a fioccare multe. Su ambiente e carbone rimando all'intervista del metereologo Mercalli (il Letimbro numero 4 di aprile 2011).


Sempre il giornale della Curia di agosto 2011 raccomanda nell'articolo prudenza politica e di fatto prende le distanze dalla scelta del carbone, citando lo stesso Papa Benedetto XVI° e auspicando l'applicazione di energie a minore costo sociale e ambientale.


I dati dell'IST sono drammatici e sottolineano come la provincia di Savona abbia la mortalità più elevata per tumori maligni rispetto a tutto il resto della Liguria e doppia rispetto alla media nazionale: a Noli è cinque volte la media, per cancro ai polmoni nelle donne.


Senza considerare le malattie ischemiche (un solo dato +44% nelle femmine a Vado), malattie polmonari, cardiovascolari, asma e bronchiti croniche. 

Infine risibile è il discorso della difesa dell'occupazione perché oggi,oltre alla metanizzazione degli impianti in centri abitati, vi è la tecnologia per costruire edifici a risparmio energetico (Bolzano, Germania), centrali a biomasse, eolico, eolico di alta quota Kite gen, fotovoltaico, solare termico; con ben altro impatto sull'occupazione. 

Mi rattrista pensare a un sindacato confederale ridotto al rango di gigante istituzionale ma nano politico, appiattito sulle posizioni di un sindacato categoriale , comprensibilmente ricattato e non autonomo, legittimato solo dalla controparte.
Sempre disponibile ad un confronto sereno, invio i migliori saluti.     Vito Brunetti" .




 __________________________

 Tratto da "Il Sostenibile"

Commissione UE: ‘L’Italia avrà difficoltà a raggiungere gli obiettivi di Kyoto’



Secondo un rapporto della Commissione UE sul rispetto della tabella di marcia sugli obiettivi di riduzione di CO2 previsti dal protocollo di Kyoto per gli anni 2008-2012, l’Italia avrà difficoltà a raggiungerli. Insieme a lei anche Austria e Lussemburgo.La commissaria Ue al clima, Connie Hedergaard, ha rilevato che il mancato rispetto degli obiettivi da parte di questi tre paesi non mette a rischio il target europeo, che ”sara’ probabilmente superato”.
Alla fine del 2010, l’Ue-15 e’ sulla buona strada per centrare gli obiettivi di Kyoto, segnando complessivamente un taglio delle emissioni dal 1990 del 15,5%. Tre i paesi che non sono in regola: Italia, Austria e Lussemburgo, dice il rapporto dell’Agenzia europea per l’ ambiente.Secondo l’Agenzia, questi tre paesi devono fare piu’ sforzi per assicurare il risultato dell’Ue-15, tramite un’ ulteriore riduzione delle emissioni oppure facendo maggiore uso dei meccanismi flessibili del protocollo, che ad esempio consentono di acquisire crediti con progetti nei paesi in via di sviluppo.
In ogni caso, secondo l’agenzia europea ”qualsiasi opzione questi paesi decidano di adottare, sara’ necessario un budget adeguato per assicurare il rispetto degli impegni”. I dati del rapporto sono ancora ”preliminari”, hanno spiegato i servizi Clima della Commissione Ue. Quelli definitivi arriveranno nel maggio del 2012. Solo allora Bruxelles valutera’ quali misure aggiuntive chiedere a questi tre paesi. Il non rispetto dei target nazionali prevede l’avvio di una procedura di infrazione, cioe’ di un meccanismo disciplinare che potrebbe condurre davanti alla Corte di giustizia della Ue e al rischio di multe.


Ma in Italia i nostri governanti continuano  a non preoccuparsi nè delle procedure di infrazione , nè dei meccanismi disciplinari nè delle multe.
Noi in  Italia  siamo diversi : continuiamo a promuovere ed a autorizzare   " INQUINANTI CENTRALI A CARBONE   che sono la  MASSIMA ESPRESSIONE  DELLE INDUSTRIE CLIMALTERANTI !
Ma dove troveranno i nostri governanti,
il "budget adeguato per assicurare il rispetto degli impegni”,per pagare anche... le ricadute in termini sanitari  sulle popolazioni  CONNESSE CON LA COMBUSTIONE DEL CARBONE?

 
MA NELLE TASCHE DEL CITTADINO NATURALMENTE CHE COMINCIA A CREDERE NEL CAMBIAMENTO .......MA E' COSTRETTO A SOVVENZIONARE LE ENERGIE SPORCHE COME IL CARBONE . 

IL MONDO GUARDA AVANTI MA  NOI PERSEVERIAMO NEL  NON VOLER  ABBANDONARE ,MA  anzi INCREMENTIAMO LA  PREISTORIA ENERGETICA DEL CARBONE .

20 novembre 2010

"Diritto al LAVORO, diritto alla SALUTE"


Diritto al LAVORO, diritto alla SALUTE
di Francesco Liuti

No al Carbone Magazine

Articoli tratti della Costituzione della Repubblica Italiana:
Art. 4 - La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Art. 32 - La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.

Da qualche giorno la nostra città è stata scossa da un terremoto giudiziario, con epicentro le stanze della Procura e con effetti tellurici sugli stabilimenti del Petrolchimico. E’ stato emesso un mandato di sequestro temporaneo sulle “torce” del polo chimico, che avrebbero dovuto avere funzione di sfiato in caso di emergenza nell’impianto mentre venivano periodicamente utilizzate come termo-distruttori di rifiuti gassosi dei cicli chimici.

La notizia merita attenzione perché porta alla luce, proprio quello che da anni tanti cittadini stanno richiedendo a voce sempre più alta: una continua AZIONE di VIGILANZA e CONTROLLO sull’operato di questi grossi insediamenti industriali, che producono da decenni sul nostro territorio e che in barba a qualsiasi norma legislativa commettono reati ambientali spacciandoli per regolari procedure industriali.

Partendo dal presupposto che questa notizia non è stata una vittoria per nessuno, ma semmai la conferma dell’ennesima sconfitta per la salvaguardia del nostro territorio, l’effetto che più stupisce è stata la reazione generale di molti, i quali non si sono scagliati (come sarebbe stato normale attendersi) contro i dirigenti degli stabilimenti, colpevoli di aver avvelenato in modo indisturbato per anni l’aria che respiriamo ogni giorno e quindi la popolazione dell’intera provincia, ma invece hanno puntato il dito contro quei cittadini coraggiosi, che da tempo segnalavano con le loro denunce circostanziate queste barbarie ambientali, accusandoli di voler mandare a casa i lavoratori dell’impianto.
Ora la riflessione è d’obbligo: da questa vicenda pretendiamo che non ci sia nessuna problematica occupazionale, ma pretendiamo anche con la stessa forza che venga rispettato il territorio su cui questi insediamenti si sono stabiliti.
Dobbiamo entrare nella logica che queste compagnie non devono essere viste come premurose benefattrici , ma come aziende che stanno traendo massimo profitto dalla posizione strategica della nostra città e
che devono essere obbligate ad agire in totale rispetto dell’ambiente su cui sono situate, rispettando la salute dei cittadini che vivono nelle aree limitrofe e che in questa terra hanno deciso di viverci e crescere i propri figli.
Si deve perdere quel senso di sudditanza e prostrazione che si ha nei confronti di questi colossi industriali, semmai dovremmo arrabbiarci per quanta devastazione ambientale hanno recato, ma quello è un altro capitolo della storia.
Oggi si deve chiedere che queste aziende spendano parte dei loro grandi profitti, non in operette di intrattenimento e concertini vari, ma in seri investimenti di tutela e rispetto del territorio, continuando allo stesso tempo a fornire occupazione nel massimo delle proprie possibilità, perché rispetto ai danni creati sulla nostra terra, l’occupazione di poche centinaia di unità lavorative è ancora ben poca cosa.
Il nostro territorio deve ribadire quindi il sacrosanto DIRITTO AL LAVORO, ma strettamente legato al DIRITTO ALLA SALUTE, in quanto due elementi fondamentali e imprescindibili.
Vai direttamente al Sito di" NOALCARBONE DI BRINDISI" PER LEGGERE l' intero NAC MAGAZINE scaricabile sul fondo del loro blog.
www.noalcarbonebrindisi.blogspot.com
---------------------------
Sempre tratto da" Nac Magazine n°2" di "NOALCARBONE BRINDISI"
stralciamo la parte finale dell' articolo
Brindisi sotto sequestro

Dopo il carbonile Edipower nel 2005 e l'area destinata al Rigassificatore nel 2007, la magistratura mette i sigilli alle torce del Petrolchimico.
Ora occhi puntati sul carbonile Enel

...........Altro sequestro da record quello apposto all’enorme “carbonile scoperto”(immaginate quattro campi di calcio messi insieme), di pertinenza e proprietà della Società EDIPOWER (ex Centrale ENEL BR NORD), in cui venivano stoccate, appunto “a cielo aperto”, enormi quantità di carbone destinato alla combustione nella loro “Centrale Termoelettrica” realizzata, oltre quarant’anni or sono, nel Porto di Brindisi in adiacenza a “Fiume Grande” (“Rio Grande”, per qualche storico nostalgico). Camera con vista sul “Castello Alfonsino”. Potenza massima complessiva : ... oltre 1000 Megawatt...

... Nell’ultimo Febbraio inoltre, migliaia di cittadini di Brindisi (le cui firme sono state facilmente raccolte su iniziativa del Movimento NO AL CARBONE),hanno presentato alla “amata Procura” un esposto per l’accertamento di eventuali danni ambientali e violazione delle leggi relative, anche nei confronti della Società ENEL BRINDISI SUD, titolare e proprietaria della“Centrale Termoelettrica a Carbone Federico II” di Cerano, che con i suoi 270 Ettari di estensione (più grande del centro storico), è tra le più grandi e potenti d’Europa.
Potenza 2640 Megawatt: …circa il 15% della produzione nazionale.

L’annesso “carbonile scoperto” di pertinenza, esteso circa come sei campi di calcio insieme, stocca il carbone in arrivo dall’ interminabile “nastro trasportatore” (12 Km. di lunghezza), costruito nelle campagne brindisine parallelamente al mare, e somigliante, per chi non l’avesse mai visto, ad una strada semi-interrata a doppia corsia. Parte dal nostro Porto, in cui, il combustibile, arriva con grandi Navi Carboniere nere e rosse che vi sostano quasi ininterrottamente. L’Azienda, di Stato fino a qualche anno fà, è nota a tutti i brindisini per il gentile sussidio al nostro Basket (nostro solo perchè si gioca quì), ed è corresponsabile di una Ordinanza Sindacale cautelativa che vieta, lungo tutto il nastro trasportatore carbone, qualsivoglia coltivazione agricola nella fascia di mt.500. Moltiplicare per 12.000 metri per ottenere i metri quadri di campagne incriminate.
... Ricapitolando, e riflettendoci su, a voler fare i matematici e quantificare gli Ettari di territorio sequestrati, viene proprio da pensare ad una piccola umile cittadina interamente posta sotto sequestro.

Che cosa sta succedendo quindi? Qual’è il problema? Dove stiamo sbagliando?

Esprimerlo con parole sarebbe “da Impresa”.
Ma immaginarlo è estremamente facile, considerati i casini che noi uomini, storicamente, siamo capaci di combinare per accrescere interessi soggettivi.
Una cosa è certa, che se non ci pensa la Procura a tutelare il “diritto alla salute” degli abitanti di Brindisi, pare non farlo concretamente nessun altro.
Personalmente, sono mortificato per tutte le situazioni di difficoltà lavorative venutesi a creare.
Indistintamente. In quanto coinvolgono miei compaesani, conoscenti ed amici, che apprezzo moltissimo per il lavoro che con sacrificio svolgono e stimo per le famiglie che accudiscono.
Ma il risultato di un comportamento generale, che da sempre ha teso verso la tutela dell’interesse delle grandi Aziende prima di quello del territorio e dell’ambiente in cui “siamo”, è ciò che abbiamo sotto gli occhi:
...tutto sotto sequestro.
Con grandi Imprese che a lungo andare finiscono inevitabilmente per immiserire territori, ed operai e lavoratori che rischiano di perdere il lavoro. O lo hanno già perso.
Il risultato dei nostri comportamenti è un luogo devastato al collasso, in cui, la gente, a vivere, non ce la fa più.
...Non c’è niente, quindi, di cui essere contenti.
L’unico conforto di cui possiamo godere è, per assurdo,
quello di iniziare a sentire la nostra salute e quella dei nostri figli più al sicuro.
Ed è per questo, prima d’ogni cosa, che noi tutti dobbiamo batterci ed impegnarci seriamente, senza fare guerre tra poveri Cristo prendendocela come stolti l’uno contro l’altro.
Perchè non serve a nulla un posto di lavoro...
ad una vita che muore.
Pierpaolo Petrosillo