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01 novembre 2015

Beppe Grillo denuncia: “l’aria che respiriamo fa più male della carnerossa............ l’aria sei costretto a respirarla.

Tratto da Pazzoweb5stelle.it

Beppe Grillo denuncia: “l’aria che respiriamo fa più male della carnerossa,

 in Italia provoca ogni anno 25 mila morti”.



Secondo l’OMS 34 mila decessi l’anno nel mondo sarebbero dovuti a un’alimentazione ricca di salumi, contro un milione di morti per il fumo, 600 mila per l’alcool e oltre 200 mila per l’inquinamento dell’aria. In Italia i morti a causa dell’aria inquinata sono 25.000 all’anno, un’epidemia. 
La carne rossa puoi decidere se mangiarla o meno, l’aria sei costretto a respirarla. Gli inceneritori, le aziende inquinanti e tutte le centrali a carbone vanno chiuse subito.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara cancerogeni i salumi e gli insaccati e probabilmente cancerogene le carni rosse. Le conclusioni dell’IARC (l’agenzia dell’OMS che si occupa dei tumori) si basano su più di 800 studi e rivelano che le carni lavorate favoriscono i tumori del colon-retto e, in misura minore, quelli della prostata e del pancreas.
“Dall’analisi combinata di vari studi – spiega Kurt Straif, uno dei responsabili dell’IARC – si è visto che c‘è circa il 17 per cento di incremento del cancro del colon-retto per chi mangia 50 grammi al giorno di carne lavorata. L’aumento del rischio c‘è anche per la carne rossa ed è di 1.17 per 100 grammi, ma in questo caso la prova che ci sia un nesso di causa-effetto non è altrettanto forte.”
Secondo alcune ricerche, 34 mila decessi l’anno nel mondo sarebbero dovuti a un’alimentazione ricca di salumi, contro un milione di morti per il fumo, 600 mila per l’alcool e oltre 200 mila per l’inquinamento dell’aria.

17 aprile 2013

AZIENDE INQUINANTI: PROFITTI PRIVATI , COSTI PUBBLICI.


Tratto da La Repubblica

Profitti privati, 
costi pubblici. 
 di Antonio Cianciullo
 
E’ la formula di successo di un certo numero di imprese. Lo sostiene uno studio dell’Unep che calcola nel 13% del Pil globale il totale dei danni che la collettività sostiene a fronte dei guadagni delle aziende inquinanti. 


Basta un’occhiata alla vastità dei settori indicati per capire che non si parla di una congiura ai danni dell’umanità condotta da pochi capitalisti con la tuba: parliamo di un sistema produttivo molto ampio che si è andato costruendo in buona parte prima che crescesse la consapevolezza della pesantezza dei danni inflitti agli ecosistemi.

 Resta il fatto che oggi la situazione è cambiata.
 Ci sono le possibilità, a cominciare dalla riconversione low carbon, per ristrutturare il sistema produttivo evitando buona parte dell’impatto sull’ambiente e sulla salute. 
 E a questo punto non farlo diventa una scelta. Su cui varrebbe la pena coinvolgere l’opinione pubblica: è una questione un pochino più grave del problema delle auto blu.

Leggi 

Unnatural capital: Big industries trashing the global economy