COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta inceneritori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta inceneritori. Mostra tutti i post

09 agosto 2021

Marco Grondacci: Inceneritori e Cementifici nessun finanziamento dal Recovery

Tratto da Note di Marco Grondacci

Inceneritori e Cementifici nessun finanziamento dal Recovery 

La Commissione ha così risposto ad una interrogazione al Parlamento UE.

Il regolamento che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (QUI) stabilisce che nessuna misura inserita in un piano per la ripresa e la resilienza debba arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali ai sensi dell'articolo 17 del regolamento Tassonomia (QUI ), tra cui l'obiettivo dell'economia circolare.


Ai sensi di detto articolo 17 si considera che un'attività economica arreca un "danno significativo" se comporta un aumento significativo della produzione, dell'incenerimento o dello smaltimento dei rifiuti, ad eccezione dell'incenerimento di rifiuti pericolosi non riciclabili; o se conduce a inefficienze significative nell'uso diretto o indiretto delle risorse naturali in qualsiasi fase del loro ciclo di vita.

L'articolo si applica alle misure relative all'incenerimento e al coincenerimento dei rifiuti, segnatamente nei termovalorizzatori e nei cementifici, e alle misure relative alla costruzione di nuovi impianti di questo tipo, all'aumento delle capacità esistenti o al prolungamento della loro durata di vita.

La Commissione ha pubblicato un documento contenente orientamenti tecnici (QUI) sull'applicazione del principio "non arrecare un danno significativo" a norma del regolamento sul dispositivo per la ripresa e la resilienza, che comprende una simulazione esemplificativa (di non conformità con detto principio) nel caso di un inceneritore di rifiuti.

24 maggio 2021

Il Fatto Quotidiano : La transizione energetica? Anche gli inceneritori diventano “strategici”

 Tratto da Il Fatto Quotidiano del 23 Maggio 

La transizione energetica? Anche gli inceneritori diventano “strategici”








04 agosto 2019

Il ministro Costa: “No a nuovi inceneritori.

Il ministro Costa: “No a nuovi inceneritori. Sì ad impianti di compostaggio soprattutto al Sud”
"Costruirne nuovi è un non sense tecnico ed economico. ....



“Oggi ho letto che chi non vuole costruire nuovi inceneritori sarebbe folle e irresponsabile. Io trovo che sia folle e irresponsabile pensare l’esatto contrario. E non lo dico per motivi ideologici, ma tecnici e pragmatici”: lo dichiara il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “L’Europa ci dice che già al 2025 dovremo raggiungere il 65% di riciclo – continua il ministro – Il 70% nel 2030. Per costruire un inceneritore occorrono dai 5 ai sette anni. Per rientrare dall’investimento occorrono altri 20 anni. Bene: nel 2027 cosa daremo da mangiare a questi eventuali nuovi impianti visto che bruciano la parte residuale, terminale, della raccolta, cioè tutto quello che non può essere riciclato?”.

“Nel frattempo di alcuni impianti è stata annunciata la chiusura, come quello di Livorno e di Ravenna, proprio perché sono venute a mancare le condizioni della loro attività. Vedete? Non servono” prosegue il ministro......Continua qui

09 maggio 2019

Rifiuti, Corte Ue boccia il decreto attuativo del governo Renzi sugli inceneritori

Tratto da Italia Ambiente

Rifiuti, Corte Ue boccia il decreto del governo Renzi sugli inceneritori

La Corte di Giustizia europea condanna in modo definitivo il Governo Italiano sugli inceneritori, bocciando il Decreto attuativo dell’Articolo 35 dello Sblocca Italia del Governo Renzi per mancanza di Valutazione Ambientale Strategica. L’ art. 35 del decreto “Sbloccaitalia” (ora L. 164/2014) spianava la strada a nuovi impianti di incenerimento nelle zone “carenti” (centro e sud) e alla “libera” circolazione dei rifiuti urbani e assimilati nelle zone con sovracapacità impiantistica (parte del Nord), il tutto precisato e dettagliato nel successivo DPCM 10.08.2016.
“Ora acceleriamo il recepimento delle direttive europee verso una vera economia circolare”, commenta l’on. Salvatore Micillo, sottosegretario di Stato all’ambiente. “Accolgo con soddisfazione la sentenza della Corte di Giustizia Europea che boccia il decreto attuativo dello Sblocca Italia per mancanza di VAS. È un esito che dà ragione a quanto diciamo da anni, arginando il pericolo di nuovi inceneritori sul territorio nazionale. Gli inceneritori – continua Micillo – sono una tecnologia obsoleta e nociva, che appartiene al passato e a quel sistema di economia lineare che noi stiamo abbandonando, in virtù di una circolarità delle risorse, basata sul riuso-riciclo-recupero di materia. Ora acceleriamo il recepimento delle direttive europee verso una vera economia circolare”.

19 novembre 2018

Salvate i nostri bambini dall'inquinamento. L'Italia è il Paese europeo in cui i bambini sono più esposti

Tratto da Corriere Quotidiano

Salvate i bambini dall'inquinamento. L'Italia è il Paese europeo in cui i bambini sono più esposti

I bambini del Nord Italia sono i più esposti all'inquinamento atmosferico.. i più esposti di tutta Europa. Un dato allarmante che ci costringe a prendere delle misure atte a contenere il problema. 
ince
In Ue la cifra di incenerimento considerata ottimale è il 23%. Sempre che il problema fossero i rifiuti urbani (e non lo sono). Quindi, comunque, sia in Lombardia che in Campania si incenerisce troppo e i bambini si ammalano più che in tutta Europa anche per questo!
 Nei giorni scorsi, a Napoli, accompagnando quale consulente tecnico padre Maurizio Patriciello, abbiamo incontrato “de visu” il ministro dell'Interno Matteo Salvini sul tema " Terre dei fuochi". Abbiamo illustrato con chiarezza le nostre priorità di richiesta di intervento sui rifiuti industriali e tossici e in particolare sui rifiuti industriali prodotti in regime di evasione fiscale che, insieme, costituiscono circa il 90% dei rifiuti prodotti alla base del fenomeno delle “Terre dei Fuochi” in tutta Italia! Al primo punto è stato quindi ribadito un intervento diretto alla emersione fiscale del “lavoro a nero” nella linea prioritaria di intervento indicata sin dal 2014 dal prefetto Donata Cafagna. Immediatamente dopo, è stato richiesto un intervento quanto più efficace e veloce possibile sulla "tracciabilità dei rifiuti industriali", al momento da decenni totalmente assente e che – per le ovvie maggiori quantità di rifiuto industriale prodotto – mette in gravissimo pericolo di disastro ambientale e danno sanitario innanzitutto le Terre dei Fuochi del Nord, in particolare la provincia di Brescia.
Successivamente – e con i precedenti punti come presupposto – intervenire sull’impiantistica necessaria che, in Campania come altrove, deve vedere prioritaria l’impiantistica per il corretto smaltimento dei rifiuti industriali e non certo solo urbani, a cominciare dagli impianti per i rifiuti ospedalieri e per i rifiuti tossici come l’amianto, non certo ulteriori quanto inutili inceneritori. Abbiamo fatto presente infatti che la Campania è già dotata di un maxi inceneritore che, da solo, equivale e già brucia più di tutti gli inceneritori (otto) oggi presenti nel Lazio, Toscana,Umbria, Molise, Puglia e Marche messi insieme e che gli indispensabili impianti di compostaggio non sono bene accetti dalla popolazione a seguito della mancata tracciabilità certa dei rifiuti in ingresso, nella perdurante assenza di tracciabilità sia dei rifiuti industriali che dei rifiuti umidi urbani. Abbiamo chiesto un intervento di legge immediato sulla tracciabilità di tutti i manufatti specie del settore tessile e pellettiero, a tutela della qualità del marchio italiano, sulla base del principio, già in vigore per il prodotto agroalimentare, che “ogni manufatto non tracciato è di per se stesso un manufatto insalubre!”.
A completamento e integrazione di quanto affermato abbiamo quindi consegnato al ministro, che ha letto con attenzione, la allegata tabella di produzione totale dei rifiuti in Italia, per kg di produzione procapite/anno, sulla base dei dati Ispra 2018 sui rifiuti speciali pubblicati la settimana scorsa, da cui si evince chiaramente l’enorme sproporzione di produzione dei rifiuti soprattutto in evasione fiscale tra Nord e Sud di Italia. Le Terre dei Fuochi – cioè il mancato controllo e corretto smaltimento dei rifiuti industriali e non urbani e soprattutto dei rifiuti industriali prodotti in regime di evasione fiscale e quindi da smaltire obbligatoriamente in modo illegale e tossico – sono in gran parte al Nord con problemi anche sanitari più che doppi rispetto al Sud!
Questa enorme sproporzione di produzione di rifiuti industriali, che nei decenni scorsi era stata la base del flusso di rifiuti tossici dal Nord verso il Sud, è oggi – in presenza di una legge che punisce penalmente con oltre cinque anni di reclusione “l’incendio dei rifiuti abbandonati” – il movente preciso per cui gli incendi si sono spostati dai bordi delle strade all'interno dei depositi di stoccaggio legali, sia al Sud che al Nord di Italia, e dell’inversione dei flussi di rifiuti tossici dal Sud verso gli impianti legali del Nord ma soprattutto, dal momento che si è sempre a Sud di qualcuno, di intensi quanti pericolosi flussi di rifiuti tossici in provenienti dal Sud della Germania e indirizzati innanzitutto verso gli impianti legali della Lombardia (Procura di Trento) con eccezionale nocumento della salute pubblica soprattutto in alcune province lombarde (Brescia!).
Abbiamo quindi lasciato al ministro Salvini un preciso messaggio: salva i bambini, ma innanzitutto i bambini lombardi prima dei napoletani! Lo andremo a ribadire direttamente a Brescia ai Comitati Ambientalisti della Lombardia martedì 20 novembre in presenza del ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Salvate i bambini. ....

17 novembre 2018

Rifiuti, Ministro Costa: "L'economia circolare è la strada da seguire, non gli inceneritori.



Tratto da You tube
Roma, 16 Novembre 2018 - "La strada che noi dobbiamo seguire è quella dell'economia circolare, non quella degli inceneritori". Queste le parole del ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, intervistato a margine del convegno su sicurezza e legalità

11 luglio 2018

Altraeconomia: Inceneritori e rifiuti pericolosi. Le nuove norme sfidano i bilanci

Tratto da Altraeconomia

Inceneritori e rifiuti pericolosi. Le nuove norme sfidano i bilanci

Dal 5 luglio di quest’anno si applica il nuovo regolamento europeo che potrebbe costringere i gestori degli impianti a spendere molto di più per smaltire correttamente scorie e ceneri.....
Sul calendario degli inceneritori italiani c’è una data cerchiata in rosso: 5 luglio 2018. Da quel giorno, infatti, scatta in tutta l’Unione europea l’applicazione del nuovo regolamento comunitario che riguarda la classificazione della pericolosità dei rifiuti per l’ambiente (il 2017/997). E in quanto regolamento, le sue pagine vanno prese alla lettera da tutti gli Stati membri. Italia compresa. Per le scorie e le ceneri pesanti prodotte dagli impianti di incenerimento potrebbe essere una rivoluzione: applicando i criteri del regolamento, infatti, da rifiuto “non pericoloso” potrebbero risultare rifiuto “pericoloso”. Il condizionale è d’obbligo, perché nonostante sia stato dato oltre un anno di tempo alle imprese e alle autorità competenti “per adattarsi ai nuovi requisiti” -come si legge nel testo adottato dal Consiglio dell’Ue l’8 giugno 2017-, il nostro Paese rischia di trovarsi impreparato.
“Questo regolamento era molto atteso”, spiega il dottor Giovanni Cherubini, dell’ufficio Analisi chimiche dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPA) del Friuli-Venezia Giulia. “Fino ad oggi -continua Cherubini- i Paesi europei potevano adottare discipline autonome rispetto all’attribuzione della caratteristica di pericolo HP 14 ‘Ecotossico’”. L’Italia -che si riferiva alla cosiddetta normativa ADR (legge 125/2015)- era tra questi. Con le nuove regole europee, invece, i ben più restrittivi limiti di concentrazione delle sostanze pericolose vengono abbassati anche di dieci volte. E la definizione di “Ecotossico” contenuta nel regolamento (con criteri annessi) varrà per tutti: “Rifiuto che presenta o può presentare rischi immediati o differiti per uno o più comparti ambientali”.
Risultato? Molti rifiuti verranno riclassificati da non pericolosi a pericolosi, e potrebbe trattarsi ad esempio di ceneri pesanti o scorie, dove sono presenti ossidi di rame o di zinco e il cui limite di concentrazione passa da 25mila mg/kg a 2,5mila mg/kg. Non è questione di poco conto. Secondo l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), i 41 inceneritori che nel nostro Paese hanno trattato rifiuti urbani (26 al Nord, 8 al Centro e 7 al Sud), hanno prodotto 1,4 milioni di tonnellate di rifiuti, il 23% del “totale incenerito” (dati 2016). La maggioranza schiacciante di questi, e cioè 1 milione di tonnellate, faceva riferimento proprio alla voce “ceneri pesanti e scorie”, classificate prima del 5 luglio 2018 come “non pericolose”. Quelle già “pericolose”, invece, sono al di sotto delle 153mila tonnellate......
 “Su richiesta del ministero dell’Ambiente si provvederà tuttavia a elaborare una nota tecnica per fornire agli operatori economici interessati indicazioni sulle modalità di applicazione dei due differenti metodi (metodo delle sommatorie e test di ecotossicità)”......

Tratto da Altreconomia 206 — Luglio/Agosto 2018

29 maggio 2018

Bruciare i rifiuti è antieconomico e pericoloso:se anche il Tar boccia l’inceneritore di Firenze

Tratto da Left 

Bruciare i rifiuti è antieconomico e pericoloso. Se anche il Tar boccia l’inceneritore di Firenze

L’altolà del Tar su Sblocca Italia e piano inceneritori

.....Il pronunciamento del Tar del Lazio, lo scorso 26 aprile, che ha accolto il ricorso del Forum ambientalista e delle Mamme no inceneritore, curato dall’avvocato Claudio Tamburini, storico rappresentante dei Comitati della Piana, apre nuovi scenari.
 Viene, infatti, sospeso il giudizio contro il Decreto del presidente del Consiglio dell’agosto 2014, che individuava la capacità complessiva di trattamento degli inceneritori, in attuazione dell’articolo 35 dello Sblocca Italia. Il Tar, inoltre, rimanda alla Corte di Giustizia europea la decisione in merito al mancato rispetto dei principi di tutela ambientale.
Una sentenza che va inquadrata anche in base alle ultime considerazioni sia ambientali, che di carattere economico della Commissione europea (si veda la comunicazione ufficiale del 21 gennaio 2017 “The role of waste-to-energy in the circular economy”), che suggerisce ai Paesi che come l’Italia hanno molti inceneritori di: adottare una tassazione sull’incenerimento; terminare i sussidi agli inceneritori; mettere in atto una moratoria sulla costruzione di nuovi inceneritori; spegnere progressivamente quelli esistenti. 
Vi è un forte mandato alla Banca europea per gli investimenti (Bei) ai Paesi membri di rivedere i rispettivi finanziamenti: ridurre le quote destinate all’incenerimento e aumentare quelle per i più alti livelli della gerarchia di gestione dei rifiuti (riduzione, riutilizzo e recupero, riciclo), in coerenza col Pacchetto dell’economia circolare del 2 dicembre 2015.

L’impatto ambientale, e le emissioni di sostanze cancerogene
Per inquadrare le conseguenze della combustione dei rifiuti va ricordato che circa un terzo in peso dei rifiuti in entrata si ritrova a fine ciclo in forma di ceneri, ma «niente si crea né si distrugge, tutto si trasforma», così la parte della materia che non si ritrova in uscita viene emessa nel corso del processo.
Le emissioni anche dei nuovi impianti d’incenerimento, sono composte da sostanze cancerogene, come le diossine, il cadmio, il particolato ultrasottile, che non hanno una vera soglia di sicurezza e hanno un effetto nocivo anche a livelli minimi di esposizione. Sono persistenti, non biodegradabili, bioaccumulabili (diossine, furani, PCB, metalli pesanti) e determinano l’accumulo di sostanze tossiche negli esseri viventi e nella catena alimentare. Infatti, per il nuovo inceneritore fiorentino sarebbe previsto un monitoraggio per le ricadute sulla popolazione, l’allevamento e le coltivazioni.

Nonostante questo s’ignora la “finestra espositiva” cioè il momento in cui la sostanza agisce, che ne determina la pericolosità, da qui la particolare vulnerabilità della gravidanza, delle prime fasi dello sviluppo fetale e la prima fase extrauterina, cruciali per determinare lo stato complessivo di salute da adulti, con effetti sugli gli interferenti endocrini (Ie), che sono una delle nuove emergenze sanitarie, visto che le sostanze inquinanti, emesse anche dagli inceneritori, come le diossine a basse dosi, certi metalli pesanti come il cadmio, gli Ipa, sono capaci di interagire con il nostro sistema endocrino alterandone le funzioni. In Toscana, inoltre, il PM 2,5 è sempre sopra il limite guida Oms da 9 anni. E l’impatto dell’inceneritore di Case Passerini non aiuterebbe certo a migliorare la situazione.

«Entro i limiti di legge» non vuol dire sicuro per la salute
Purtroppo con la direttiva europea n. 50 del 2008 recepita dal decreto legislativo 155 del 2010 l’inquinamento risulta spesso «entro i limiti di legge», ma i limiti health based, quelli che salvaguardano la salute pubblica, sono quelli dell’Oms e rappresentano la soglia al di sopra della quale cominciano a manifestarsi effetti negativi per la salute umana,
Inquinare entro i “limiti di legge” non tutela la salute pubblica, come evidenzia dottore Gianluca Garetti, Vicepresidente nazionale di Medicina democratica, con i suoi numerosi articoli pubblicati da perUnaltracittà. A tutela della salute pubblica si dovrebbe avere il coraggio politico di una moratoria dell’uso dei limiti del decreto 155.
.....
È indispensabile una revisione delle linee guida per il particolato. Difatti, il Consiglio europeo ha previsto nuovi limiti alle emissioni nazionali con previsione di riduzione dei massimi consentiti in due step (a partire dal 2020 e dal 2030) per il PM2,5 ed i principali precursori del particolato secondario (ossidi di azoto, ossidi di zolfo, ammoniaca), che dovranno essere adottati a breve dagli stati membri. Se si rispettassero i limiti guida dell’Oms, secondo l’Agenzia europea per l’ambiente, le morti premature si ridurrebbero di circa un terzo.

Bruciare i rifiuti è antieconomico
Si può concludere che la pratica di incenerire i rifiuti è dannosa, ma va aggiunto che è anche anti economica. Secondo i dati della Epa a parità di materiale l’energia risparmiata con il riciclo è da due a sei volte superiore a quella recuperata con l’incenerimento. Inoltre, una volta costruiti, devono essere alimentati per decine di anni con grandissime quantità di rifiuti, impedendo riduzione, riuso e riciclo dei materiali.
Gli inceneritori sono finanziati ogni anno da tutti noi con la bolletta elettrica e questo trasforma l’incenerimento in un ottimo investimento per i gestori, ma non certo per la salute e l’occupazione. ..... 

Continua la lettura qui 

21 aprile 2018

Medici per l’Ambiente: “Col nuovo inceneritore di Tossillo va in fumo la salute”

 Medici per l’Ambiente: “Col nuovo inceneritore di Tossillo va in fumo la salute”

Dopo la sentenza del Tar Sardegna che ha respinto il ricorso contro il nuovo Piano dei rifiuti, dando così il via libera all’inceneritore di Tossilo,  interviene nel dibattito la società scientifica Isde – Medici per l’Ambiente. “La salute rischia di andare in fumo a causa delle tonnellate di rifiuti che  verranno bruciate dall’impianto. I cosiddetti nuovi inceneritori, tra cui quello di Tossilo – spiega il presidente Domenico Scanu in una nota pubblicata su Facebook-, sono alimentati da una quantità di rifiuti ben maggiore rispetto al passato  e di conseguenza sono molto maggiori sia i volumi di fumi emessi sia la quantità complessiva di diossina e altri inquinanti”.
“Il problema – continua Scanu – è che la legge non norma la quantità complessiva dei veleni emessi,  perché non impone limiti ai metri cubi generati dalla combustione dei rifiuti”. In altre parole, la legge è carente sul parametro più importante dal punto di vista sanitario: l’accumulo di inquinanti.
Infine, “pur ammettendo una maggiore efficacia dei sistemi di abbattimento delle immissioni in atmosfera, va ricordato che ciò non fa altro che determinare il trasferimento degli inquinanti dai fumi ai rifiuti prodotti dagli inceneritori (in particolare le ceneri leggere raccolte nei filtri)”. Si assiste così a una ridislocazione nel tempo e nello spazio dell’impatto sanitario e ambientale. Il progetto inceneritore di Tossilo in questione è un ulteriore inaccettabile oltraggio verso un territorio che già da decenni subisce le conseguenze di scelte industriali ed energetiche errate (ultima il progetto di metanizzazione) responsabili di inquinamento ambientale nonchè di preoccupanti criticità sanitarie riscontrate in vari studi scientifici ed epidemiologici”, conclude Scanu.

11 ottobre 2017

“Difendiamo l’ambiente con le unghie” :Dalle unghie dei bambini la fotografia sull'ambiente

Dalle unghie dei bambini la fotografia sull'ambiente: elaborati i primi risultati
„

Tratto da forlitoday

Dalle unghie dei bambini la fotografia sull'ambiente: elaborati i primi dati

“AIL you need is love” è il titolo di una serata d’autore per sostenere il progetto “Difendiamo l’ambiente con le unghie” che tra pochi mesi dovrebbe portare a dei risultati definitivi
“
Dalle unghie dei bambini la fotografia sull'ambiente: elaborati i primi risultati
„
“AIL you need is love” è il titolo di una serata d’autore per sostenere il progetto “Difendiamo l’ambiente con le unghie” che tra pochi mesi dovrebbe portare a dei risultati definitivi per quanto riguarda il monitoraggio dell'ambiente cittadino, in particolare per quanto riguarda gli inceneritori. I sostenitori della ricerca hanno promosso una nuova manifestazione di raccolta fondi, che si terrà il 13 ottobre 2017 presso la Taverna Verde di Forlì, una serata d’autore con musiche dei Beatles riarrangiate e rivisitate dalla “BandAil”. 
L’autofinanziamento ha portato per ora nelle casse dell’iniziativa circa 9.500 euro ma l’elevato numero di test eseguiti fa prevedere una spesa finale di circa 12.000 euro. Con questa manifestazione si conta di arrivare alla cifra necessaria ed eventuali eccedenze saranno devolute all’Ail. Elena Gilberti coordinatrice Ail forlì Cesena, l'associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma, spiega: ”Sosteniamo con molto piacere questa iniziativa e per l'occasione abbiamo composto una band che vede coinvolti professionisti del mondo musicale, affiancandoli ai medici ematologi e volontari della nostra associazione". Aggiunge: "La cooperativa che gestisce la Taverna Verde di Forlì ce l'ha concessa gratuitamente proprio per aiutarci nel nostro scopo e non avere ulteriori oneri”.
Si entra infatti nella fase finale del percorso dell’iniziativa “Difendiamo l’ambiente con le unghie” che vede l’arrivo dei primi dati grezzi del biomonitoraggio al quale hanno partecipato circa 250 bambini in età compresa i 6 e i 9 anni. Ai bambini sono state tagliate le unghie e sono state analizzate, in quanto considerate affidabili "spie" sulla presenza di inquinanti nell'aria.
“Sono arrivati la settimana scorsa i dati elaborati dal Laboratorio di Torino EuroLab - a parlare è Ruggero Ridolfi,Presidente ISDE Forlì - dalle medie totali che il laboratorio ci ha fornito, ma che devono essere ampiamente rielaborate e rivalutate, non sembrano esserci singoli valori enormemente fuori scala, tuttavia la presenza pur modesta dei metalli più “pericolosi” andrà valutata nei confronti fra le diverse aree del nostro territorio comunale". 
L’iniziativa di biomonitoraggio intrapresa dall’ISDE e in collaborazione con AIL,l Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì (TAAF) e coi Comitati di Quartieri di Forlì ricalca quanto è avvenuto dal 2014 al 2016 a cura della sezione ISDE di Novara, in alcuni quartieri di Torino, per verificare l’esposizione ai metalli pesanti all’entrata in funzione di un inceneritore. Così Luisa Memore, responsabile dello studio: “Anche noi siamo ancora nella fase di elaborazione dati poiché i campioni erano tanti e per un lungo periodo di tempo, quello che ci prefiggiamo è capire l’andamento dell’inquinamento dell’ambiente e cercare di ridurlo, i metalli sono presenti anche in natura e anche nel nostro organismo, basti pensare al ferro, ma il problema sussiste quando ve ne sono troppi o ve ne sono di quelli che nel nostro organismo non devono essere presenti”.
I metalli pesanti costituiscono una classe di sostanze inquinanti, estremamente diffuse nell’ambiente  che posso risultare molto pericolose per la salute. “L’inquinamento dei metalli pesanti è in gran parte correlato con le attività industriali, con i pesticidi e con le emissioni degli inceneritori. Se presenti in alti livelli metalli come il cadmio, il nichel o il mercurio per esempio  possono portare anche ad alterazioni dello sviluppo celebrale e maggiore propensione a sviluppare malattie neoplastiche - spiega Patriza Gentilini, Ematologa e Oncologa -. La ricerca dei metalli pesanti nelle unghie usata per correlare lo stato di assunzione dei diversi elementi presenti nell’ambiente oltre agli aspetti ambientali sono da considerare anche il tipo di lavoro, l’alimentazione e gli stili di vita. Bisogna tener conto ad esempio se in casa è presente una stufa o i termosifoni, se i genitori sono fumatori o non fumatori, se abitano vicino ad una strada trafficata o meno ecc. La valutazione dei singoli metalli pesanti presente mediamente nelle unghie dei ragazzi delle diverse macroaree del territorio permetteranno un confronto tra i diversi distretti”.
“

Potrebbe interessarti: http://www.forlitoday.it/cronaca/dalle-unghie-dei-bambini-la-fotografia-sull-ambiente-elaborati-i-primi-risultati.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/ForliToday/153595958049491
Tratto da Facebook di Uniti per la salute

A Forlì, dove da anni brucia rifiuti un #inceneritore, è stata eseguita in questi giorni un'indagine scientifica condotta da Patrizia Gentilini, medico dell'Isde, analizzando le unghie di 238 bambini forlivesi delle scuole primarie. Con noi la dott. Luisa Memore che con ISDE Torino ha condotto analogo studio dal 2013 al 2015 su 270 bambini prima dell'avvio dell'inceneritore del Gerbido e poi nei 2 successivi.
Dai primi risultati è emersa la presenza nelle unghie di questi bambini di numerosi metalli pesanti, come cadmio, nichel, piombo, arsenico, mercurio, che, ovviamente, non dovrebbero proprio esserci, e il cui accumulo nell’organismo può causare problemi nervosi, malattie immunitarie e tumori.

04 febbraio 2017

Comunicazione ufficiale del 26 gennaio:"Inceneritori, la frenata della Commissione Europea."

Tratto da Letteraemme

Inceneritori, la frenata della Commissione Europea. 

Con la comunicazione ufficiale del 26/01/2017, “The role of waste-to-energy in the circular economy” (sito delle Ue http://ec.europa.eu/environment/waste/waste-to-energy.pdf) la Commissione Europea ha invitato gli stati membri a rivedere il ruolo e le potenzialità dell’incenerimento dei rifiuti e soprattutto dei fondi che lo sostengono.
«In coerenza col Pacchetto dell’Economia Circolare (2/12/2015) – scrive in una nota Beniamino Ginatempo, presidente di Zero Waste Sicilia, associazione di volontariato di Palermo – richiamando la gerarchia dei rifiuti (riduzione, riutilizzo e recupero, riciclo, recupero energetico e discarica) la Ce fornisce una guida per gli Stati dell’Unione su come assicurare un’equilibrata capacità di energia da rifiuti (EFW) che eviti di danneggiare lo sviluppo di un’economia circolare. In sostanza si riafferma che l’incenerimento (fase 4 delle gerarchia) è antagonista al ruolo strategico di riduzione e recupero dei rifiuti (le prime tre fasi) e pertanto il ruolo futuro dell’incenerimento viene fortemente ridimensionato rispetto alla situazione attuale, con un invito a considerare con attenzione i piani futuri di nuovi inceneritori e le relative politiche di finanziamento». 
La Ce sottolinea inoltre la presenza di un eccesso di capacità di incenerimento che già oggi riguarda molti Paesi e zone d’Europa. Per queste situazioni la Comunicazione suggerisce l’adozione di una serie di strumenti quali la tassazione dell’incenerimento, la terminazione dei sussidi, la moratoria sulla costruzione di nuovi inceneritori e lo spegnimento progressivo di quelli esistenti. Incidentalmente, l’Italia è elencata (con Svezia, Olanda, Germania, Francia ed altri) tra i Paesi che hanno molti inceneritori, non tra quelli in cui mancano e questo oggettivamente porta a riconsiderare le affermazioni secondo le quali “dobbiamo portarci al passo di altri Paesi”.
«Alla luce di questo ennesimo documento – continua  Beniamino Ginatempo – la scelta politica dello Sblocca Italia (art.35) e della regione Sicilia in accordo col Ministero dell’ambiente di puntare sull’incenerimento dei rifiuti, anziché su recupero delle materie prime seconde dai nostri scarti, appare miope ed obsoleta. Andrebbero preferite, invece, le Fabbriche dei Materiali, quegli impianti che dopo il trattamento meccanico biologico (oggi insufficienti in Sicilia) invece di realizzare il combustibile da rifiuti (CSS), continuino il recupero spinto di materia fino all’80-90%, peraltro a costi di realizzazione estremamente più bassi degli inceneritori».

22 novembre 2016

Sottratta alle autonomie locali la possibilità di decidere sugli impianti inquinanti in caso di vittoria del Sì al referendum costituzionale

Tratto da Informazione indipendente

Discariche e inceneritori in ogni città basta un sì


Sottratta alle autonomie locali la possibilità di decidere sugli impianti inquinanti in caso di vittoria del Sì al referendum costituzionale. L’avvocato Roberto Lamma ci spiega come i cittadini sarebbero succubi delle decisioni romane e come le autonomie locali non avrebbero più discrezionalità per difendere i cittadini, Dove fare un inceneritore o un discarica sarebbe deciso dal governo centrale senza più interlocutori.

Intervista all'avvocato Roberto Lamma.
Di Daniele Ceccarini e Paola Settimini

06 ottobre 2016

Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto riferito agli impianti per rifiuti urbani e assimilabili

Tratto da greenreport

Quanti e dove sono gli inceneritori in Italia? Per il governo ne occorrono ancora otto

Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto riferito agli impianti per rifiuti urbani e assimilabili
[6 ottobre 2016]
come-funzionano-inceneritori-termovalorizzatori
Con decreto del Consiglio dei Ministri pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di ieri, il governo ha individuato la capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale, così come ha determinato il fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di impianti di incenerimento con recupero (termovalorizzazione).
Il decreto determina la capacità attuale di trattamento nazionale degli inceneritori di rifiuti urbani e assimilati in esercizio al mese di novembre 2015. Dunque elenca, regione per regione, il numero degli impianti esistenti e per ciascuno la capacità di trattamento autorizzata e quella relativa al trattamento dei rifiuti urbani e assimilati (Tabella A).
Gli inceneritori in esercizio in Italia sono 40: la capacità nazionale complessiva di trattamento di questi impianti in esercizio al mese di novembre 2015 è pari a 79 2.893,77 (MW) sulla base di 5.910.099 (t/anno).
Il decreto, inoltre determina la capacità potenziale di trattamento nazionale, riferita agli inceneritori di rifiuti urbani (e assimilati) autorizzati e non in esercizio al mese di novembre 2015 (Tabella B). Elenca gli inceneritori autorizzati non in esercizio e per ciascuno di essi individua la capacità potenziale di trattamento e della localizzazione su base regionale. Tali impianti sono 5: 2 si trovano in Lazio, uno in Calabria, uno in Puglia e uno in Toscana, l’impianto di Sesto Fiorentino.
Per finire indica, per macroaree e per regioni, gli inceneritori con recupero energetico di rifiuti urbani e assimilati (i termovalorizzatori) da realizzare o da potenziare per coprire il fabbisogno residuo nazionale di trattamento dei medesimi rifiuti (Tabella C). Secondo il legislatore gli impianti di incenerimento da realizzare sarebbero 8: 3 in centro Italia, 2 al Sud, uno in Sardegna e 2 in Sicilia, mentre al Nord non se ne vede il bisogno. Il fabbisogno impiantistico da realizzare sarebbe pari a 1.831.000 (t/anno).....

Leggi su beppegrillo.it


Pubblicato in Gazzetta Ufficale del 5 ottobre il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 agosto 2016 con il quale il Governo, nonostante le osservazioni e le contestazioni avute dai territori e da alcune Regioni, ha confermato la previsione di 8 nuovi inceneritori da disseminare in giro per l'Italia.Leggi tutto

25 settembre 2016

Il 27 Settembre Paul Connett a Livorno- No inceneritori

Tratto dall' Evento Facebook 

 Il 27 Settembre Paul Connett a Livorno- No inceneritori

Il Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Livorno ed il presidente di Zero Waste Italy, Rossano Ercolini, ospiteranno il prossimo 27 settembre (ore 21, Circoscrizione 1 via Gobetti) a Livorno il prof. Paul Connett, lo scienziato che ha sconfitto la lobby degli inceneritori in USA, per un incontro con la cittadinanza, dopo la presentazione del piano Aamps che prevede un aumento di rifiuti importati da incenerire a Livorno.

Il sindaco di Livorno è invitato.

"Paul Connett è uno scienziato statunitense.
Professore di chimica e tossicologia (St. Lawrence University) ed attivista ambientale tra i fondatori della strategia Rifiuti Zero.
Laureato alla Cambridge University, ha conseguito un Ph.D. presso il Dartmouth College, professore alla St. Lawrence University dal 1983 al 2006 ed oggi professore Emerito. Si è impegnato sulle indagini scientifiche contro la pratica della fluorizzazione dell'acqua.
Connett si è opposto all'incenerimento come metodo di gestione dei rifiuti solidi urbani, basandosi sull'analisi chimica dei sottoprodotti del processo:
la sua attività di attivista lo ha condotto a fare oltre 1700 presentazioni pubbliche in 49 Stati degli Stati Uniti, cinque province canadesi e in 44 altri paesi del mondo.
Sul tema ha scritto molti articoli sulla diossina. 
In Italia è presidente del comitato scientifico della commissione Rifiuti Zero di Capannori, primo comune in Italia ad adottare tale strategia di gestione del servizio. Direttore esecutivo della Fluoride Action Network e del progetto American Environmental Health Studies, è autore con James Beck e H. Spedding Micklem del libro "The case against fluoride".
È stato ospitato da Beppe Grillo per il terzo Vday svolto a Genova il 1º dicembre 2013 per parlare ed informare di sostenibilità e Rifiuti Zero".
https://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Connett)

http://rifiutizerolivorno.blogspot.it/p/eventi.html


09 settembre 2016

Piernicola Pedicini :Non credete alla favole che gli inceneritori di ultima generazione non inquinano.....

Tratto da Google+


GLI INCENERITORI DI ULTIMA GENERAZIONE UCCIDONO PIÙ DI PRIMA

Il business dei rifiuti è uno dei più redditizi per affaristi e lobbisti. Per decenni in Italia la classe politica ha volontariamente fallito nell'organizzare la raccolta differenziata trasformando il loro dovere di gestire i rifiuti in emergenza. Dietro all'emergenza rifiuti i politici hanno fatto passare le peggiori porcherie, come quella di trasformare ex cementifici in inceneritori. Bruciare i rifiuti ha costi altissimi per la salute dei cittadini. Una nuova ricerca dell'università di Lancaster ha scoperto accumuli di nanoparticelle tossiche nell'encefalo dei soggetti analizzati. Queste particelle ultrasottili sarebbero la causa di molte malattie neurodegenerative come l'Alzheimer. Sotto accusa sono le emissioni dagli inceneritori di ultima generazione e i filtri antiparticolato delle autovetture.

Il Movimento 5 Stelle lotta al Parlamento Europeo per cambiare il nostro modello di sviluppo da economia consumistica a economia circolare, basata cioè sulla prevenzione, sul riciclo e sul riuso del rifiuto che diventa quindi una risorsa. In questo ambito, non c'è spazio per l'incenerimento e ne chiediamo l'abbandono definitivo. Basta fare affari sulla salute dei cittadini!

"Non credete alla favole che gli inceneritori di ultima generazione non inquinano. Se un oggetto viene bruciato non sparisce nel nulla. Cambia semplicemente stato: da solido si trasforma in gassoso. Gli impianti di termovalorizzazione di ultima generazione promettono quello che per le leggi della chimica è impossibile: far sparire nel nulla lo stato solido. Non è così. I potentissimi filtri utilizzati spezzettano i fumi in nanoparticelle, elementi gassosi talmente fini che non possono essere più neanche misurati. L'unica cosa certa è che queste nanoparticelle sono dannosissime per la salute umana.

Le nanoparticelle sono più pericolose delle particelle di diametro superiore perché non soltanto riescono a penetrare facilmente nell'organismo attraverso le vie respiratorie, danneggiando gli organi interni e contribuisce alla formazione di placche che ostruiscono le vie vascolari, ma anche perché riescono a penetrare direttamente nelle cellule, superando l'ostacolo della membrana cellulare e generando i dannosissimi radicali liberi o compromettendo direttamente il DNA.

Inceneritori e filtri antiparticolato delle auto sono responsabili di emissioni incontrollate di particolato ultrafine e nanoparticolato, emissioni che eludono le normative esistenti perché queste particelle sono talmente piccole che non esistono gli strumenti per misurarle. Uno studio pubblicato nel 2013 dalla prestigiosa rivista The LANCET Oncology dimostra che un aumento di 10 milligrammi a metro cubo di particelle con diametro inferiore a 10 micrometri (10 millesimi di millimetro) portano a un aumento del 22% di rischio di insorgenza di patologie polmonari, mentre con quelle con diametro inferiore il rischio aumenta quasi del doppio.

Più piccola è la particella, più grande è il danno alle cellule umane e quindi alla salute. Chi sostiene che i termovalorizzatori di nuova generazione producono emissioni la cui qualità dell'aria in uscita è migliore a quella in entrata è in malafede o non sa di quello che parla. Nel 2012 in tutta Europa erano attivi ben 408 impianti di termovalorizzazione/incenerimento. In Italia 45. Con il decreto "Sblocca Italia" il governo Renzi ha autorizzato la costruzione di 12 nuovi impianti che dovrebbero emettere oltre 2 milioni di tonnellate di polveri sottili...... Continua a leggere qui

Piernicola Pedicini Portavoce M5s Europarlamento