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05 ottobre 2014

Greenpeace:Ce l'abbiamo fatta! Niente carbone a Porto Tolle!

Tratto da Greenpeace

Ce l'abbiamo fatta! Niente carbone a Porto Tolle!


News - 3 ottobre, 2014
Vittoria! Oggi Enel ha annunciato ufficialmente, con una lettera ai ministeri competenti e alle amministrazioni locali, il ritiro del progetto di conversione a carbone della sua centrale di Porto Tolle.
Questo è il traguardo positivo di una pacifica battaglia durata otto anni, iniziata nel 2006 quando occupammo per tre giorni la centrale del Polesine.
Abbiamo contrastato la realizzazione di quell'impianto con tutti i mezzi a nostra disposizione. Con azioni pacifiche e non violente, rischiando denunce e condanne; nelle aule giudiziarie e nei tribunali amministrativi, dove abbiamo opposto un serrato sbarramento ai progetti di Enel; e poi con una campagna che ha sfidato apertamente l'azienda, la sua immagine, le sue strategie industriali insostenibili, nocive per il clima, la salute, l'economia.
La cancellazione del progetto di Porto Tolle vuol dire qualcosa di molto concreto. Enel aveva progettato un impianto capace di emettere, in un anno, quattro volte l'anidride carbonicaprodotta dall'intera città di Milano e oltre il doppio degli ossidi di zolfo provenienti dall'intero settore trasporti italiano. Ma, ancor più, le stime dell'impatto sanitario che quell'impianto avrebbe determinato erano terribili: 85 casi di morte prematura l'anno. Considerando che una centrale rimane in funzione anche per quarant'anni, la cancellazione di Porto Tolle vuol dire molte migliaia di vita salvate.
Questa è una grande vittoria di Greenpeace e delle altre associazioni che si sono battute insieme a noi. E' anche il primo passo concreto di un'azienda - Enel - che mostra importanti segni di cambiamento e che sembra voler abbandonare la "strategia fossile" che da molti anni segnava la sua politica industriale.
Ci sono ancora 13 centrali a carbone attive in Italia: c'è molto da fare per una rivoluzione energetica. La battaglia prosegue, dopo aver raggiunto un punto fondamentale. Continuate a sostenerci, senza di voi non ce la potremo fare.

09 agosto 2014

Sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Venezia : Chi inquina deve pagare di tasca propria i danni all’ambiente.

Tratto da  Gruppo d'Intervento Giuridico onlus

Chi inquina deve pagare di tasca propria i danni all’ambiente.


Importante sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Venezia nell’ambito del più ampio contenzioso relativo alle emissioni inquinanti della centrale termoelettrica ENEL s.p.a. diPorto Tolle.
La sentenza Corte App. Venezia, Sez. IV civ., 10 luglio 2014, n. 1625 stabilisce 
che anche gli amministratori delegati della holding dell’energia siano 

civilmente responsabili in tema di risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali in favore di associazioni di protezione ambientali e altri privati in conseguenza di responsabilità penali per la commissione di reati ambientali (artt. 635 e 674 cod. pen., 13, comma 5°, del D.P.R. n. 203/1988) dovuti alle emissioni della centrale termoelettrica di Porto Tolle.

Chi inquina paga i danni ambientali di tasca propria.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus
 dalla rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 23 luglio 2014
Corte App. Venezia, sez. IV civ.,  n. 1625 del 10 luglio 2014
Sentenza in materia di risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali ad associazioni di protezione ambientale e a singoli privati da reati (art. 674 cp; art. 635 cp; art. 13, comma 5 DPR 203/1988) conseguenti alle emissioni della centrale termoelettrica di Porto Tolle, con affermazione di responsabilità anche degli amministratori delegati della holding.

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