COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta combustione dei rifiuti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta combustione dei rifiuti. Mostra tutti i post

16 settembre 2013

Tratto da Il Corriere del Mezzogiorno

AMBIENTE E RIFIUTI

Un "funerale" per la Terra dei Fuochi: ad Aversa in migliaia per le strade

L’iniziativa del movimento “Terra mia” che raccoglie l’esasperazione dei cittadini in una terra deturpata


CASERTA - Messa in scena di un funerale nella “Terra dei fuochi”, prove di un dolore che si ripete ogni giorno nel “Triangolo della morte” tra Giugliano, Acerra e Aversa. Dove tutti hanno almeno un parente o un amico ammalato di cancro e dove, per fermare lo scempio domenica è stato organizzato un vero e proprio corteo funebre di protesta, a cui hanno partecipato oltre quattromila persone.
AVERSA - La manifestazione si è tenuta ad Aversa. Una lunga striscia nera, con migliaia di giovani in testa, ha invaso in un silenzio assordante il centro della città (Via Roma) per smuovere le coscienze dei cittadini e delle istituzioni sull’olocausto in atto in Campania.
I manifestanti per l’occasione, hanno indossato abiti neri e mascherine in segno di lutto ..Slogan della manifestazione: “La mia terra è avvelenata” e coloro che ci vivono “morti che camminano”. 
Così li ha definiti il boss pentito Carmine Schiavone, in una recente intervista a SkyTg24
 Durante il corteo alcune chiese hanno suonato le campane a morte e al termine sono stati osservati tre minuti di silenzio in memoria delle vittime di cancro. 

09 dicembre 2010

Nimby Trentino Onlus:L'INCENERITORE E'NUDO


Riceviamo dalla Dottoressa Patrizia Gentilini
Medico ISDE Italia questa toccante email con
la preghiera della massima diffusione.
preghiamo tutti voi di aiutarci a diffondere.


Carissimi,
scusate, ma vi scrivo per una cosa che mi stringe davvero il cuore: Simonetta Gabrielli, ( detta Simo) una carissima amica di Trento,
ha iniziato un digiuno a oltranza il 5 dicembre contro il
costruendo inceneritore di Trento. Simo ora è in ritiro presso
alcune suore di clausura, qui la sua Lettera digiuno a oltranza ; vi
mando inoltre questa sua poesia , da cui capirete ancor meglio chi è Simo e perchè si è votata a questo gesto che tanto preoccupa la sua famiglia ed i suoi amici.
Per capire chi c'è dietro l'inceneritore di Trento andate su http://www.ecceterra.org/images/articoli/nt/iniz.ve/ince.nudo.web_08dic10.pdf
Grazie se potrete diffondere ai vostri contatti questa notizia:
che almeno si sappia cosa si sta consumando!
Un abbraccio
Patrizia

Poesia di Simo

Chi può dire "questa terra è mia"?
Chi può dire "possiedo l'aria"
o "il fiume mi appartiene"?
E chi può dire, ancora, "questo frutto è mio"?
A chi appartiene il seme che ha generato il frutto?
E poi, chi può dire "questo figlio mi appartiene"?
Ché forse quel figlio non è della terra su cui vive?
E cosa sarà di questa terra e di questi figli domani,
quando l'aria sarà avvelenata più di oggi,
quando il fiume sarà consumato dalla cupidigia,
quando la terra sarà satura di veleno e avara di vita?
Questo è il tempo del cambiamento,
fermiamo ora la cecità del potere che abusa.
Per amore della terra e dei figli che l'abiteranno:
ora, quando sennò?
Simonetta Gabrielli

Lettera digiuno a oltranza
Trento, 1° dicembre 2010
Gentili interlocutori,
da tempo proponiamo vari tipi di approfondimenti sulla questione rifiuti.
In questo 1°
dicembre, giornata mondiale contro
l’incenerimento,
presentiamo
un ulteriore
approfondimento -
“L’inceneritore è nudo”- che potremmo definire l’anello
mancante di
particolare chiusura
del cerchio dei rifiuti.
Si tratta delle
valutazioni economiche e
finanziarie sugli svariati costi
che si vorrebbero accollare ai cittadini
dell’intero Trentino se
quest’opera fosse realizzata.
Ritengo che questa terra meriti altri comportamenti, scelte e risposte
tanto più se
guardiamo alla portata e al significato storico-politico
dell’autonomia, sia da parte della
politica che dell’economia.
Ora facciamo nuovamente nostre, e mie in questa particolare circostanza,
alcune
richieste per una reale e innovativa svolta al problema rifiuti,
facendomi carico di un
digiuno a oltranza che, a partire da domenica
5 dicembre, mi vedrà affiancata ad altri
amici nella catena del digiuno,
riavviatasi lo scorso 21 febbraio in occasione della lettera a
San Francesco, patrono dell’Italia e dell’ecologia.
Trascorrerò la prima settimana in ritiro presso un convento di suore
di clausura in
Trentino, quale momento propedeutico alla prosecuzione
ad oltranza del digiuno.
Ringrazio pubblicamente le Sorelle per la gioia con cui hanno condiviso
la mia iniziativa.
Ringrazio inoltre i dottori Stefano Gasperi e Elio D’Annunzio che mi
seguiranno durante
questo digiuno.
Sabato 11 dicembre invieremo il comunicato stampa ai media,
alla politica e ad alcuni
dei soggetti economici ai quali illustreremo
le nostre richieste.
Cordialmente Simonetta Gabrielli
Presidente Nimby trentino onlus

Nelle pagine che seguono dimostriamo come un inceneritore,
come quello che il Comune di Trento ha intenzione di far
costruire e gestire a Ischia
Podetti, registrerebbe ogni anno
una perdita di
1,8 milioni di euro
ma
ne farebbe guadagnare
più di 500 mila
ai suoi gestori privati
grazie
ai contributi statali - quindi
soldi dei contribuenti - che in questo caso si chiamano
Certificati verdi.
Se finora alcune cose non sono state dette, ora è tempo di farlo;
non nell’interesse dei privilegiati giocatori di questa partita,
ma per il benessere e la tutela, ebbene sì, del nostro giardino
Trentino.

e per CAPIRE

25 settembre 2010

Basta favole: dopo la Favola del Carbone Pulito arriva quella del CDR Pulito. Bruciato in Centrale.........

Tratto da noalcarbone
Basta favole:

dopo la Favola del Carbone Pulito arriva quella del CDR Pulito.

Bruciato in Centrale........
.
Vendola , rispondendo ad una domanda di un giornalista sul possibile uso del CDR nell’impianto di Cerano, ci fa sapere che in Puglia ormai si produce un Combustibile da Rifiuti di alta qualità e che se bruciato ad oltre 1000 C non inquina, al contrario dei rifiuti tal quali.
Noi diciamo al Presidente Vendola che non siamo d’accordo, che dopo la favola del carbone pulito non intendiamo ascoltare la favola del CDR pulito e non inquinante. Si informi il Presidente Vendola,
esiste una sterminata letteratura scientifica circa gli effetti nefasti sull’ambiente e la salute dei cittadini provocati dalla combustione dei rifiuti.
Noi chiediamo una drastica riduzione del carbone bruciato a Brindisi , subito il 30 % in meno ed una riconversione a metano entro il 2017 della centrale di Cerano, così come chiediamo la chiusura dell’Edipower un impianto vecchio ed insostenibile a poche centinaia di metri dall’abitato.
Vogliamo uscire dall’incubo del carbone ma non vogliamo assolutamente sostituire al carbone il CDR .

Perchè non si dice a chi giova bruciare il CDR a Cerano?
(E NON SOLO A CERANO.........)
Di Francesco Magno

L’intervento del Presidente Vendola alla festa di “Sviluppo e Lavoro” ha lasciato evidenti perplessità in merito alla combustione del CDR nella centrale dell’Enel Federico II ; infatti ritengo di dovermi soffermare su 3 riferimenti specifici, per i quali è bene che il Presidente e/o i suoi tecnici diano chiarimenti, quali: il riferimento al CDR-Q ( di qualità), il riferimento al principio comunitario delle 3R (Recupero, Riciclo, Riuso) ed alla “efficienza energetica” della centrale.
di Francesco Magno geologo-consulente ambientale

Tratto da noalcarbone

Il potere degli inceneritori.

Di Maurizio Portaluri
Mentre leggo le esternazioni del Presidente della Regione Puglia sulla innocuità del CDR bruciato negli inceneritori e quindi di quello che si brucerà nella centrale di Cerano, un medico oncologo di Forlì, membro dell'ISDE, la Società Internazionale dei Medici per l'Ambiente, richiama l'attenzione dei suoi lettori, e quindi anche nostra, su un studio epidemiologico di recente pubblicato (Occup Environ Med 2010; 67, 493-499), condotto in Francia e riguardante l’insorgenza di malformazioni al tratto urinario in bambini nati da madri esposte prima del concepimento o nelle primissime fasi della gravidanza ad emissioni di impianti di incenerimento di rifiuti.
“Lo studio – dice la Gentilini - ha identificato 304 casi di malformazioni di questo tipo diagnosticate nel periodo 2001- 2003 nel sud est della Francia ove sono attivi 21 inceneritori ed ha evidenziato, entro 10 km dalla fonte ed in base all’esposizione a diossine calcolata su un modello di ricaduta, un rischio di insorgenza di malformazioni variabile da tre a quasi sei volte l’atteso.“....
Comunque, sempre dallo studio di Coriano si documenta, nel livello di esposizione submassimale e nelle sole donne, un aumento di ricoveri per: malattie renali (oltre il 200% ) infarto, infezioni respiratorie, scompenso cardiaco ed un aumento di morte per tumori (stomaco, colon retto, polmone, sarcomi, linfoma di Hodgkin, vescica, cervello, leucemie) e, complessivamente, nell'intera area esaminata si sono contati ben 116 decessi oltre l'atteso fra le donne nei 13 anni presi in esame e nel raggio di soli 3.5 km.
Tutto ciò non deve stupire se si pensa che nelle emissioni di questi impianti, nonostante l’utilizzo di tecnologie adeguate, sono comunque presenti inquinanti di ogni specie (dal particolato, ai metalli pesanti, alle diossine): i veleni rimangono tali anche alzando i camini o aumentando la velocità di espulsione dei fumi.

E di veleni ne abbiamo già troppi!

“Tuttavia – ricorda l'oncologa romagnola - ancor più interessante dello studio stesso, è l’editoriale che compare nella rivista in cui questo è stato pubblicato ed in cui
il Prof David Kriebel dell’Università del Massachuset afferma ciò che ormai da anni in tanti andiamo dicendo e cioè che questi impianti, oltre che immettere fumi in atmosfera, producono ceneri tossiche che da qualche parte vanno collocate, contribuiscono al riscaldamento globale e, soprattutto, ostacolano il diffondersi di pratiche molto più virtuose quali la riduzione, il recupero/riciclo perché “una volta che questi impianti costosissimi sono stati costruiti , i gestori vogliono avere garantita una sorgente continua di rifiuti per alimentarli”.