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Visualizzazione post con etichetta protesta. Mostra tutti i post
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25 settembre 2023

NO AL RIGASSIFICATORE :protesta di massa dei cittadini a Genova GIU’ LE MANI DAL NOSTRO MARE.

 Tratto da Dire

‘No al rigassificatore di Vado Ligure’: protesta di massa dei cittadini a Genova

Immagini tratte da IVG

GENOVA – Striscioni, cartelli, tamburi e fischietti. I cittadini savonesi si sono spostati in massa stamattina a Genova per protestare, davanti alla sede del consiglio regionale, contro l’installazione della nave rigassificatrice Golar Tundra al largo di Vado Ligure dal 2026, in occasione della seduta monotematica dell’assemblea legislativa, richiesta dal centrosinistra.
“Giù le mani dal nostro mare” e “Vergogna” gli slogan urlati a squarciagola più gettonati. Oltre duecento le persone che si sono assiepate all’ingresso del palazzo. Tante le scritte contro il rigassificatore e contro il governatore Giovanni Toti, commissario del progetto per il governo, ritratto anche mente fuma una pipa, con il commento “vado a gas”.
Mentre una rappresentanza di manifestanti è entrata in consiglio regionale fino al numero di posti massimo consentito dal regolamento d’aula, la maggior parte dei manifestanti savonesi, si è spostata in corteo dal palazzo dell’assemblea legislativa a quello della giunta regionale, in piazza De Ferrari.
I manifestanti si sono assiepati tra il palazzo della Regione e Palazzo Ducale, con una catena umana e di striscioni attorno alla fontana.




Leggi l’articolo su IVG

“No al rigassificatore”, la protesta arriva in Regione


05 settembre 2018

Biodigestore di Isola del Cantone: la rivolta dei sindaci ....

Tratto da La Repubblica

Biodigestore, la rivolta dei sindaci, la protesta spacca la maggioranza

Biodigestore, la rivolta dei sindaci, la protesta spacca la maggioranza
Pd e M5s al fianco di cittadini e sindaci contro la giunta Toti. 
"Il biodigestore di Isola del Cantone va fermato, costi quel che costi, per il bene dell’ambiente e di tutti i cittadini liguri”. Così questo pomeriggio le opposizioni hanno ribadito a margine della seduta del Consiglio regionale la loro contrarietà al progetto del nuovo impianto di produzione di biogas da trattamento dei rifiuti che un’impresa genovese, la Energa, vorrebbe realizzare in Valle Scrivia, nell’area lungofiume di Camposaragna. Ma se la battaglia del comitato del no ieri ha portato la mobilitazione e i sindaci di 11 degli abitati liguri e piemontesi coinvolti a manifestare sotto gli uffici della Città metropolitana, e il via libera mancato all’operazione da parte di Rfi ha permesso ai cittadini di Isola di portare a casa una prima, “parziale, piccola vittoria” – la ferrovia passa troppo vicino all’area di progetto, e non ha concesso la deroga necessaria al prosieguo dell’iter autorizzativo dell’impianto – a fare notizia è ancora una volta il dato politico....
“Non bastano i danni enormi che provocherebbe un impianto sovradimensionato rispetto alle esigenze del territorio, da fare in una zona alluvionale a 70 metri dalla riva dello Scrivia e ad appena 5 metri sopra il livello di magra – riprendono i portavoce del M5s in Regione, Alice Salvatore e Marco De Ferrari – ora Rfi pone un ulteriore e forse decisivo vincolo all'opera, che passerebbe troppo vicina alla ferrovia”......
Il Consiglio regionale infatti “ha già votato all’unanimità ben tre documenti contrari alla realizzazione del biodigestore di Isola del Cantone. Ciò nonostante la giunta Toti, senza tenere conto di una posizione così netta dell’aula, ha fatto ugualmente andare avanti la pratica”                           Continua a leggere qui 

07 febbraio 2017

Scatta la protesta:vietare qualsiasi pubblicità di cellulari rivolta ai bambini e alle donne in gravidanza.

Tratto da Il Cambiamento

La pubblicità sdogana i cellulari per bimbi e donne incinte

La Vodafone manda in onda lo spot dove a parlare al telefonino sono anche una donna incinta e una bambina piccola, usando immagini volutamente rassicuranti per allontanare l'idea del pericolo delle onde elettromagnatiche. Scatta la protesta.La pubblicità sdogana i cellulari per bimbi e donne incinte
In questi giorni sta andando in onda sulle tv nazionali una pubblicità della Vodafone che mostra una donna in gravidanza e anche una bambina piccola che usano il cellulare (oltre ad altre persone, giovani e non, che utilizzano il dispositivo in momento diversi e differenti situazioni).
L'associazione Isde-Medici per l'Ambiente si è dichiarata «preoccupatissima per le ricadute che questo tipo di comunicazione avrà nell’abbassamento della percezione da parte dell’opinione pubblica del rischio connesso ai campi elettromagnetici».
L’Associazione AMICA ha predisposto tre lettere-appello con la richiesta di vietare qualsiasi pubblicità di cellulari rivolta ai bambini e alle donne in gravidanza. Una lettera è rivolta e sarà inviata alle istituzioni, una all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria e un'altra al COMITATO DI ATTUAZIONE DEL CODICE DI REGOLAMENTAZIONE CONVENZIONALE TV E MINORI stipulato tra società di trasmissione e gruppi a tutela dei consumatori.
Il Cambiamento invita tutti i lettori a inviare direttamente a Vodafone una lettera di protesta chiedendo che venga ritirata la pubblicità e che venga fatta una corretta informazioni rivolta ai clienti e acquirenti riguardo i reali rischi dell'elettrosmog soprattutto dovuti ai telefoni cellulari. Potete scrivere via posta a: Vodafone, Sede legale via Jervis, 13 - 10015 Ivrea (TO). Il numero di fax per i reclami è 800 034626.

Leggi anche: Cellulari, le regole per non andare a farci... friggere

Cellulari e tumori, una ricerca prova le connessioni
Iarc: i telefoni cellulari? Potenzialmente cancerogeni

22 maggio 2016

La Provincia Pavese:Retorbido, in ottomila contro la pirolisi

Retorbido, in ottomila contro la pirolisi

Un successo la protesta contro il progetto all'ex Valdata. Tanti politici tra la folla, ma non hanno preso la parola. Sul palco Vecchioni, Iacchetti e Covatta


RETORBIDO. «Siamo in ottomila», esultano gli organizzatori. Una marea variopinta e pacifica invade il campo del Marchese Adorno, proprio accanto alla Bressana-Salice, dove va in scena la seconda grande protesta anti-pirolisi in un anno. Centinaia di magliette bianche con la scritta “No inceneritore”, striscioni («Bruceremo le nostre schede elettorali»), giovani e anziani, tante famiglie con bambini........
Retorbido, la manifestazione contro la pirolisiOttomila persone a Retorbido per dire no all'impianto all'ex Valdata: il video-riassunto della manifestazione (video Serra) L'ARTICOLO
Potrebbe sembrare un’allegra scampagnata, ma la messinscena a tinte forti dei ragazzi del gruppo teatrale Oltreunpo' diretti da Marco Oliva - che apre la manifestazione sulla note di "Another brick in the wall" dei Pink Floyd - offre un'ulteriore spunto di riflessione. Dal palco lo si sottolinea più volte: di fronte a un progetto che mette a repentaglio il futuro di Retorbido e di questa porzione di Oltrepo non si abbasserà mai la guardia.
Tra la folla tanti politici e tanti sindaci: per scelta degli organizzatori, nessuno di loro ha preso la parola. Sul palco invece sono saliti Roberto Vecchioni (che ha cantato quattro successi del suo repertorio), Enzo Iacchetti (che ha rispolverato le sue canzoni bonsai) e Giobbe Covatta (con le sue parabole declinate sui temi ambientali): applausi e risate, con gli artisti ad alternare momenti leggeri a messaggi di solidarietà alla gente di Retorbido

Alcune Foto scattate dalla delegazione di Uniti per la Salute oggi  a Retorbido.




05 maggio 2016

Filippine:Lipa,10mila persone in marcia contro le centrali a carbone

Tratto da Asia news
Lipa, 10mila persone in marcia contro le centrali a carbone
Guidati dall’arcivescovo, i manifestanti chiedono al presidente che verrà eletto il prossimo 9 maggio di smantellare tutti gli impianti elettrici inquinanti nel Paese. 
                             Mons. Arguelles: 
“Siamo nel mezzo di un’emergenza planetaria. 
                  Basta usare combustibili fossili”....
 “è immorale mettere sulle spalle delle future generazioni il peso dell’inquinamento e del costo di scelte sbagliate nel campo energetico.
              È tempo di farla finita con il carbone”.

Lipa (AsiaNews) – Almeno 10mila persone hanno raccolto l’appello dell’arcivescovo di Lipa mons. Ramon Arguelles e hanno marciato in segno di protesta contro la costruzione di nuove centrali a carbone nelle Filippine, che mettono a rischio la salute dei cittadini. I manifestanti sono giunti da varie parti del Paese e al corteo si sono unite diverse organizzazioni della società civile.
A cinque giorni dalle elezioni che daranno al Paese un nuovo presidente, l’arcivescovo ha chiesto che la nuova amministrazione sospenda tutti i progetti di costruzione di nuovi impianti a carbon fossile e che essi vengano sostituiti con centrali ad energia rinnovabile.

“Stiamo affrontando un’emergenza planetaria – ha detto mons. Arguelles – e ora più che mai abbiamo bisogno di leader che siano a favore della gente e dell’ambiente, non del carbone e del cambiamento climatico”.

In particolare, la popolazione protesta contro l’apertura di una centrale da 600 megawatt nel villaggio di Pinamucan Ibaba, vicino a Batangas. 
Secondo il presule, “è immorale mettere sulle spalle delle future generazioni il peso dell’inquinamento e del costo di scelte sbagliate nel campo energetico. È tempo di farla finita con il carbone”. Ian Rivera, coordinatore nazionale del Movimento per la giustizia climatica, spiega che la marcia “è un appello al futuro presidente e ai membri del governo affinché scartino la centrale di Pinamucan e le altre 26 proposte che sono in dirittura di arrivo. Inoltre chiediamo di eliminare i 19 impianti già esistenti in tutto il Paese”.......

Quella tra i costruttori di impianti a carbone e la popolazione locale, conclude il sacerdote, “è una battaglia che dura da molti anni. I primi affermano che stanno usando le ultime tecnologie e che l’inquinamento è molto limitato. 
Dall’altra parte c’è una campagna di informazione che mette in guardia contro l’esposizione all’inquinamento da carbone. 
Le persone che abitano nei pressi delle centrali, quindi, si oppongono alla loro costruzione. Non è così semplice trovare una soluzione data la domanda di energia che c’è”.
                                           Qui l'articolo integrale

24 settembre 2014

1)Climate summit Onu. Ban Ki-moon: «Siamo qui per scrivere la storia» 2)Attivisti di Greenpeace 'Occupano' il treno che trasporta il carbone per Protesta per i cambiamenti climatici.

Tratto da Greenreeport
Climate summit Onu. Ban Ki-moon: «Siamo qui per scrivere la storia»

Il costo umano, ambientale e finanziario dei cambiamenti climatici sta diventando insopportabile


Aprendo il summit sul clima a New York, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha chiesto ai leader mondiali di mobilitarsi ed prendere misure concrete per lottare contro I cambiamenti climatici che «Minacciano la pace e la prosperità di miliardi di persone. Oggi dobbiamo impegnare il mondo su una nuova strada. Non siamo qui per parlare. Siamo qui per scrivere la storia».

Dopo aver ricordato che domenica ha partecipato alla People’s cimate march a New York a fianco di centinaia di migliaia di persone che chiedevano di agire per il clima Ban ha detto: «Sono stato sommerso dall’energia di decine di miglia di persone. Nelle città di tutto il mondo, centinaia di migliaia di persone hanno chiesto di agire. Esigono che i leader dirigano. E’ per questo che siamo qui oggi».

Rivolto ai Capi di Stato e di governo, ai leader del business e della società civile ha chiesto loro di «dare un nuovo slancio alla lotta contro i cambiamenti climatici. I cambiamenti climatici sono la questione determinante della nostra epoca. Definiscono il nostro presente. La nostra risposta definirà il nostro avvenire. Per far fronte a questa sfida, abbiamo bisogno che tutto il mondo si mobiliti. Abbiamo bisogno di una visione chiara. Il costo umano, ambientale e finanziario dei cambiamenti climatici sta diventando insopportabile».

Leggi qui l'articolo integrale.

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Non siamo qui per parlare. Siamo qui per scrivere la storia».


VISTO CHE :  per  Ban Ki-moon"I cambiamenti climatici sono la questione determinante della nostra epoca."
SPERIAMO CHE......A NEW YORK
NON SCRIVANO LA SOLITA STORIA........
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Tratto da ibtimes.co.uk
Nottinghamshire: Attivisti di Greenpeace 'Occupano' il treno che trasporta il  carbone per Protesta per  i cambiamenti climatici.



Decine di attivisti di Greenpeace hanno "fermato e occupato" un treno  che stava consegnando  il carbone per una centrale elettrica in Nottinghamshire, come azione  di protesta per il cambiamento climatico.

Cinquanta attivisti hanno bloccato il treno   del carbone mentre procedeva verso la centrale elettrica  di Cottam per  scaricare alcune delle  sue   1.500 tonnellate 
 di carico .

Il gruppo ha usato i segnali di  emergenza per fermare il treno prima di salire a bordo. Hanno iniziato la protesta in vista del vertice sul clima di New York, che ha anche provocato  il Diluvio di Wall Street e  le dimostrazioni per  il clima del popolo di marzo

I manifestanti hanno detto che hanno abbastanza cibo e acqua per rimanere sul  treno fino al termine del vertice del cambiamento climatico.

Gli attivisti di Greenpeace hanno  bloccato la strada principale per la centrale elettrica , che è gestito dalla società energetica francese EDF, e hanno anche messo un orso polare a grandezza naturale di fronte al  treno per bloccarlo.


 L'attivista climatico McCallum di  Greenpeace UK che si trova sopra uno dei vagoni di carbone, ha detto: "Oggi stiamo facendo esattamente ciò che i leader a New York e qui nel Regno Unito dovrebbero fare, che è quello di ostacolare gli  enormi danni alla nostra salute e il clima inflitti dal carbone.

"I nostri 
dirigenti politici  hanno promesso agli elettori che avrebbero messo fine al carbone sporco, ma il Regno Unito sta bruciandone  enormi quantità solo perché è più redditizio per le aziende energetiche  utilizzare il carbone al posto del gas.
 Quel che è peggio, il governo sta per rinchiuderci in molti più anni di dipendenza da carbone dando  alle Big Six  nuove sovvenzioni: molti-milioni di sterline per mantenere i loro impianti  a carbone aperti più a lungo.

E 'tempo che i nostri dirigenti politici tengano fede ai loro impegni opponendosi a nuove sovvenzioni, fermando  l'inutile combustione del carbone, e stabilendo  un chiaro piano per mandare in pensione i nostri  obsoleti impianti a 
carbone entro i prossimi 10 anni ".

Jacky Westwood, 56 anni , ha aggiunto: "Gli scienziati concordano sul fatto che  la combustione  dei combustibili fossili , e soprattutto del  carbone, sono la causa della crisi climatica che minaccia la vita in tutto il mondo .Il destino di interi paesi e specie animali  è  in bilico ...Estendere la durata della vita delle  nostre 
inquinanti  centrali a carbone  farebbe solo aumentare il problema . 
E' moralmente indifendibile ".

16 settembre 2013

Tratto da Il Corriere del Mezzogiorno

AMBIENTE E RIFIUTI

Un "funerale" per la Terra dei Fuochi: ad Aversa in migliaia per le strade

L’iniziativa del movimento “Terra mia” che raccoglie l’esasperazione dei cittadini in una terra deturpata


CASERTA - Messa in scena di un funerale nella “Terra dei fuochi”, prove di un dolore che si ripete ogni giorno nel “Triangolo della morte” tra Giugliano, Acerra e Aversa. Dove tutti hanno almeno un parente o un amico ammalato di cancro e dove, per fermare lo scempio domenica è stato organizzato un vero e proprio corteo funebre di protesta, a cui hanno partecipato oltre quattromila persone.
AVERSA - La manifestazione si è tenuta ad Aversa. Una lunga striscia nera, con migliaia di giovani in testa, ha invaso in un silenzio assordante il centro della città (Via Roma) per smuovere le coscienze dei cittadini e delle istituzioni sull’olocausto in atto in Campania.
I manifestanti per l’occasione, hanno indossato abiti neri e mascherine in segno di lutto ..Slogan della manifestazione: “La mia terra è avvelenata” e coloro che ci vivono “morti che camminano”. 
Così li ha definiti il boss pentito Carmine Schiavone, in una recente intervista a SkyTg24. 
 Durante il corteo alcune chiese hanno suonato le campane a morte e al termine sono stati osservati tre minuti di silenzio in memoria delle vittime di cancro. 

11 aprile 2012

Verona e Catania.«Flash mob» di Greenpeace alla Prefettura.

Zoom Foto

 
Facciamo luce su Enel

Enel è colpevole di reati contro il clima, contro l’ambiente e contro la salute. L’arma che utilizza è il carbone. Per questo Greenpeace ha consegnato al colosso dell’energia un “avviso di garanzia” e ha messo sulle sue tracce una squadra di agenti speciali, il R.i.c. (Reparto Investigazioni Climatiche), che per i prossimi mesi gli staranno col fiato sul collo.

I R.i.c. di Greenpeace sono entrati per la prima volta in azione lo scorso 29 marzo presso la sede di Enel a Roma, in Viale Regina Margherita. Tre attivisti si sono calati dal tetto dell’edificio e hanno aperto uno striscione di 70 metri quadri con la scritta “Enel killer del clima”, altri hanno transennato l’ingresso per marcare la “scena del crimine”. Ma questo è stato solo l’inizio. Ogni giorno su www.FacciamoLuceSuEnel.org viene pubblicato un nuovo indizio contro Enel.

Ora l’indagine ha bisogno di migliaia di investigatori online. Sul sito anche tu puoi entrare a far parte del R.i.c, diffondere gli indizi e cercare nuove “reclute” tra i tuoi amici. Obbligheremo Enel a tirar giù la maschera: non è “energia che ti ascolta”, è energia che uccide il clima, e lo fa con i soldi delle nostre bollette e a spese della nostra salute.

A livello globale, il carbone è responsabile di più del 40% di tutte le emissioni di CO2. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente (Aea), la centrale a carbone di Enel Federico II di Brindisi è l’impianto industriale più inquinante in Italia per emissioni in atmosfera. Ogni anno causa danni ambientali, climatici e sanitari stimati tra i 536 e i 707 milioni di euro. Brindisi è solo uno degli 8 impianti a carbone che Enel ha in Italia e l’intenzione dell’amministratore delegato dell’azienda Fulvio Conti è di raddoppiare quasi la produzione. E non dimentichiamoci che l’azionista di maggioranza di Enel è il Ministero del Tesoro.

 

Tratto da L'arena.it

 

«Flash mob» di Greenpeace alla Prefettura per fermare la centrale Enel di Porto Tolle

11/04/2012
Verona. Oggi pomeriggio alle 19 i volontari del Gruppo Locale di Greenpeace di Verona daranno vita a un flash mob di protesta davanti alla Prefettura della città. La manifestazione vuole richiamare l’attenzione sui crimini commessi da Enel contro il clima e contro la salute, crimini per i quali l’azienda elettrica è al momento oggetto di un’inchiesta da parte del Reparto Investigazioni Climatiche (R.I.C.) di Greenpeace.

Nelle ultime due settimane quasi 14 mila investigatori sono stati reclutati sul sito www.FacciamoLuceSuEnel.org. La manifestazione avviene a soli due giorni dall’udienza che vede 25 attivisti dell’associazione ambientalista sotto processo per l’azione del 13 dicembre 2006, in cui fu occupata per 3 giorni la centrale Enel di Porto Tolle, in provincia di Rovigo; e dalla riunione del Consiglio di Stato, che potrebbe accelerare i tempi della Valutazione d’Impatto Ambientale sul progetto di conversione a carbone della stessa centrale. Un processo penale, conclusosi in Cassazione il 27 aprile 2011, ha già accertato, per il funzionamento della centrale di Porto Tolle, i reati di violazione della normativa sull’inquinamento atmosferico e danneggiamento aggravato. Sempre per quella centrale, poi, amministratori delegati e dirigenti di Enel sono stati rinviati a giudizio per aver omesso di applicare le dovute tecnologie di abbattimento dell’inquinamento.

Uno studio epidemiologico dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano ha dimostrato il significativo impatto delle emissioni della centrale sull’aumento delle malattie respiratorie nella popolazione infantile residente nei comuni circostanti la centrale. Greenpeace chiede ad Enel il ritiro immediato dei progetti per gli impianti a carbone di Porto Tolle e Rossano Calabro, la progressiva eliminazione della produzione elettrica da carbone entro il 2030 e la sua sostituzione con energie rinnovabili.

Piazza Verga: Greenpeace organizza flashmob di protesta contro l'Enel
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 Catania Piazza Verga: Greenpeace organizza flashmob di protesta contro l'Enel

Oggi alle ore 19.00, i volontari del Gruppo Locale di Greenpeace di Catania daranno vita a un flash mob di protesta davanti al Tribunale di Catania, in piazza G. Verga: la manifestazione è contro i crimini commessi da Enel

Oggi pomeriggio alle ore 19.00, i volontari del Gruppo Locale di Greenpeace di Catania daranno vita a un flash mob di protesta davanti al Tribunale di Catania, in piazza G. Verga. La manifestazione vuole richiamare l'attenzione sui crimini commessi da Enel contro il clima e contro la salute, crimini per i quali l'azienda elettrica è al momento oggetto di un'inchiesta da parte del Repart Investigazioni Climatiche (R.I.C.) di Greenpeace.
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