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08 febbraio 2013

Dì la tua sull’inquinamento dell’aria in Italia, partecipa alla consultazione Ue


Tratto da Agora Magazine

Dì la tua sull’inquinamento dell’aria in Italia, partecipa alla consultazione Ue

 

L’europarlamentare Andrea Zanoni del Idv invita a partecipare
Ho il piacere di ricordarti che la Commissione europea ha aperto a fine dicembre una consultazione pubblica sulla qualità dell’aria per chiedere a semplici cittadini, associazioni ed esperti quali misure secondo loro bisognerebbe prendere per ripulire l’aria che tutti noi respiriamo quotidianamente. C’è tempo ancora un mese, fino al 4 marzo, per partecipare a questa consultazione democratica unica nel suo genere. Visto che il tutto è stato predisposto in inglese, ho voluto far tradurre in italiano entrambi i questionari e le istruzioni d’uso per dare a tutti la possibilità di dire il loro punto di vista su una materia così importante per la nostra salute.


L’inquinamento dell’aria che respiriamo tutti i giorni sta diventando una vera e propria emergenza. La Commissione europea ha stimato in 500mila le morti premature annue dovute a questo tipo di inquinamento.

Traffico automobilistico, abuso di combustibili fossili, incenerimento di rifiuti e combustioni fai da te sono tra le attività che aumentano esponenzialmente la presenza di inquinanti tossici nell’aria delle nostre città e campagne, e questo con una ricaduta diretta sulla salute di tutti noi e dei nostri figli.

La Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica in vista della revisione della normativa europea sulla qualità dell’aria, una consultazione che permette a tutti i cittadini europei, quindi anche italiani, di dire secondo loro quali sono le misure concrete che dovrebbero essere prese per ridurre la percentuale di inquinanti presenti nell’atmosfera.
Una seconda consultazione si rivolge invece ad un pubblico più esperto in materia, ovvero esperti e specialisti delle amministrazioni nazionali e delle autorità regionali e locali, ricercatori, imprese, portatori di interesse, Ong, gruppi ambientalisti e attivi nel campo della salute e gruppi con esperienza nell’attuazione della legislazione sulla qualità dell’aria.

Non è un segreto ormai che in ambito ambientale, tra le altre cose, è a Bruxelles che vengono prese le decisioni che contano.
 Da qui la sfilza di procedure d’infrazione comminate ai danni dell’Italia, restia più degli altri Paesi Ue a filare dritto quando di mezzo c’è la salute dei suoi cittadini. 
Consapevole dell’importanza di questa partecipazione democratica, ho voluto fare il possibile affinché gli italiani sfruttino appieno questa possibilità.


ECCO  QUALCHE ISTRUZIONE PRATICA. Entrambi i questionari devono essere compilati online, quindi nella versione originale inglese. Le istruzioni per la compilazione sono le seguenti: CLICCA QUI, (Leggi l'articolo integrale per le istruzioni in italiano)

 La consultazione è aperta fino al 4 marzo 2013.



Voglio concludere con una considerazione: partecipando a questa consultazione, i cittadini fanno tutto il loro possibile per ripulire la nostra aria. Il prossimo passo sarà esigere che le amministrazioni europee, nazionali e locali facciano la loro parte anche in considerazione della recente sentenza del 19 dicembre scorso con cui la Corte di Giustizia Ue ha condannato l’Italia per aver violato la Direttiva sulla qualità dell’aria.

Insomma, per adesso, buona compilazione a tutti. Andrea Zanoni

08 marzo 2012

Ue: una migliore applicazione della normativa riduce i costi e fa bene all’ambiente

Tratto da GreenReport

Ue: una migliore applicazione della normativa riduce i costi e fa bene all’ambiente

[ 7 marzo 2012 ]
L'Unione europea calcola che «la mancata applicazione della normativa ambientale costi all'economia dell'Ue circa 50 miliardi di euro l'anno, tra sanità e costi diretti per l'ambiente», per questo oggi, «con l'intento di ridurre questa cifra e di offrire ai cittadini e alle imprese risultati migliori sul piano ambientale», la Commissione europea ha pubblicato una comunicazione per una migliore applicazione della normativa ambientale Ue. 
 La comunicazione sarà presentata al Parlamento europeo, agli Stati membri, ai cittadini e a tutti gli attori interessati dall'attuazione e dall'applicazione della normativa. Il risultato delle discussioni tra le tre istituzioni dell'Unione europea preparerà il terreno per il settimo programma di azione in materia di ambiente.
La Commissione ricorda in una nota che «gli Stati membri hanno la responsabilità di garantire che la normativa ambientale Ue sia applicata a livello nazionale. Il ruolo della Commissione consiste nel controllare il rispetto degli impegni assunti dagli Stati membri e di adottare provvedimenti nel caso non vengano rispettati. 
 L'applicazione comprende diversi aspetti. Gli Stati membri devono adottare leggi nazionali che consentano un'applicazione dettagliata delle leggi approvate a livello Ue e devono organizzare le loro amministrazioni in modo tale da garantire che tali leggi vengano rispettate nella pratica. Si devono effettuare gli investimenti richiesti, come ad esempio investimenti per il trattamento corretto dei rifiuti, e devono essere disponibili strumenti d'intervento nei casi in cui le azioni richieste non vengano eseguite, ad esempio nel caso dello smaltimento illegale dei rifiuti o della caccia illegale di specie selvatiche protette».
La comunicazione pubblicata oggi sottolinea «gli effetti positivi del diritto ambientale, dimostrando che prevenire i danni all'ambiente può costare molto meno di quanto, a lungo termine, costerebbe porvi rimedio. La normativa ambientale può apportare vantaggi all'industria: l'applicazione integrale della legislazione Ue in materia di rifiuti potrebbe ad esempio creare 400.000 nuovi posti di lavoro, con costi netti che ammonterebbero a 72 miliardi di euro in meno rispetto allo scenario alternativo di una mancata applicazione della normativa».
La comunicazione punta a rafforzare il dialogo «con i governi e con tutte le altre parti interessate riguardo al modo migliore di collaborare per conseguire un'applicazione più efficace del diritto dell'Unione, intensificando la raccolta e lo scambio delle conoscenze e promuovendo una più ampia partecipazione agli obiettivi ambientali da parte di tutti i cittadini». In particolare, delineerà «misure intese ad aiutare gli Stati membri a realizzare un approccio sistematico per la raccolta e la diffusione delle conoscenze, tra cui i modi per incoraggiare una maggiore capacità di risposta alle questioni ambientali».
Tra i suggerimenti per migliorare l'applicazione ci sono: ispezioni e sorveglianza più efficaci; criteri per il trattamento delle denunce dei cittadini da parte degli Stati membri; un accesso facilitato alla giustizia in materia ambientale; il sostegno alle reti europee di professionisti dell'ambiente. In caso di problemi, i responsabili dell'applicazione delle norme dovrebbero assumere impegni più chiari, con scadenze e parametri di riferimento concreti che possano essere valutati pubblicamente.
Il commissario Ue all'ambiente,Janez Potočnik, ha ricordato che «la normativa Ue non è un'invenzione di Bruxelles, ma è democraticamente adottata da tutti gli Stati membri e dal Parlamento, per il beneficio dei cittadini. L'ambiente è protetto da circa 200 atti normativi, che tuttavia troppo spesso non vengono correttamente applicati. Ciò non solo nuoce all'ambiente, ma mette a rischio la salute umana, causa incertezze per l'industria e compromette il mercato unico. Si tratta di costi che non possiamo permetterci in tempi di crisi».
E la Commissione ribadisce: «l'attuazione e l'applicazione della normativa ambientale Ue costituiscono un compito comune che compete alle autorità nazionali, regionali e locali. L'applicazione insufficiente è spesso aggravata dalla mancanza di informazioni precise sulle questioni ambientali. Le attività di monitoraggio non sono omogenee in tutta l'Europa, le informazioni che ne derivano possono essere parziali e obsolete e i dati utili pubblicati online non sono sufficienti. Disporre di informazioni migliori e più accessibili a livello nazionale, regionale e locale consentirebbe di individuare precocemente importanti problemi ambientali, risparmiando in questo modo sui costi a lungo termine. Una corretta applicazione implica un'azione di risposta efficace ai problemi ambientali effettivi o potenziali».

Il testo della Comunicazione della Commissione - Un'Europa dei risultati - applicazione del diritto comunitario può essere letto integralmente all'indirizzo:

 INFORMAZIONI .....  MOLTO UTILI DA CONOSCERE.
NE FAREMO TESORO

03 ottobre 2010

Ampliamento della centrale a carbone di Vado:IL GIORNALISTA, IL SINDACO:CASACCHE E ”GIACCHETTE”

Tratto da Trucioli Savonesi

IL GIORNALISTA, IL SINDACO:CASACCHE E ”GIACCHETTE”

Di Antonia Briuglia

In una questione tanto delicata e complessa, per tanti, dolorosa e controversa come lo è la richiesta di ampliamento della centrale a carbone di Vado, l’aspetto più grave e insopportabile è la manipolazione e la distorsione delle informazioni.

Poiché è sulle reali informazioni che si sta giocando il futuro di questa operazione, in alcuni casi sarebbe meglio tacere!

Una centrale termoelettrica, quella di Vado che, per quanto riguarda i gruppi a carbone esistenti, è vergognosamente al capolinea in fatto di accettabilità ambientale, di qualificazione tecnologica, di efficienza energetica e tutti lo sanno

Lo sa l’azienda che chiede, per avere l’ok sul potenziamento con un altro gruppo a carbone, di ristrutturare i gruppi 3 e 4 esistenti pur sapendo di essere nell’impossibilità di farlo. Nessun permesso, nessuna moderna tecnologia sarebbe in grado di resuscitare in modo accettabile i due gruppi che, in un Paese civile, sarebbero stati definitivamente chiusi e che invece continuano a seminare malattie e morte. Lo sa l’azienda quando controlla da sé le sue emissioni e lo fa da sempre, senza che nessun organismo istituzionale ci possa mettere il naso e tanto meno le pubblicizzi.

Lo sa l’azienda quando a corredo del progetto di ampliamento produce un’analisi delle emissioni post opera, su un numero minore di ore di esercizio della centrale, omettendo di analizzare tipologie di emissioni inquinanti difficilmente trascurabili.

Lo sanno i cittadini di Vado, Quiliano, Savona, delle Albissole, di Celle, di Spotorno, di Noli e Finale e che abitano in un raggio di cinquanta chilometri intorno alla centrale in territori con caratteristiche diverse che però hanno, da anni, in comune stesse tipologie d’inquinamento territoriale e stessi problemi alla salute.

Lo sanno i medici, alcuni dei quali, da anni, coraggiosamente denunciano pubblicamente l’allarme ambientale che nuoce in modo inaccettabile la salute della gente. Lo fanno pubblicizzando studi scientifici, con dati alla mano incontrovertibili anche per le validazioni a livello nazionale e internazionale, che in nessun confronto e in nessuna occasione, a Savona, nessuno ha mai contestato.

Lo sanno i politici e gli amministratori, alcuni dei quali, condannati al ruolo di chi non vuol sentire e sapere, trascurando il ruolo e le finalità per le quali sono stati eletti e cioè il bene della gente e del territorio, continuano ad assumere atteggiamenti equivoci sull’utilizzo di un combustibile fossile altamente inquinante come il carbone e nel contempo meditano l’eventualità di bruciare nei gruppi dismessi della centrale, rifiuti URBANI IN CONTRASTO CON QUANTO CONSENTITO DALLA NORMATIVA EUROPEA 2000/76/CE E 75/442/CEE., con il rischio di un ulteriore e grave peggioramento delle emissioni per la formazione di diossine e metalli pesanti nei fumi maggiori addirittura di quelle prodotte con un moderno inceneritore.

Lo sanno i sindacati che subendo il ricatto occupazionale, immotivato e pretestuoso, da parte di T. P. mascherano dietro la richiesta di condizioni di salvaguardia ambientale il loro appoggio al potenziamento, motivando la loro posizione con la richiesta di migliorie tecnologiche,......

Lo sanno i lavoratori che hanno pagato sulla loro pelle il prezzo delle mancate tutele ambientali e che vivono questo difficile momento come oggetti di ricatto. Un ricatto strumentale che pur contribuisce a far perdere la lucidità.

“O si amplia o si chiude!!!” risuona la minaccia dell’azienda .

“O si brucia carbone o si perderanno posti di lavoro!!!!” rinforza il Sindacato....

Ma la manipolazione delle informazioni confonde tutto, altera la realtà, modifica le convinzioni, lentamente e con fatica, consolidate......

Così giornalisti sembrano indossare “casacche” che permettono loro di schierarsi, alla stregua di politici. In mascherate analisi, possono “tirare la giacchetta”, sminuire posizioni meditate di Sindaci che, nel rappresentare i loro cittadini, portano con fatica e onestà avanti gli impegni presi.

Sindaci che onorano, come non siamo più abituati a vedere, il ruolo di chi deve difendere la sua città in termini di ambiente e salute e non solo di convenienze monetizzate......

Il valore aggiunto, però, anche qui lo cominciano a fare gli uomini, quelli che non si fanno intimidire, che continuano a difendere le loro idee, che portano avanti le speranze dei cittadini che li hanno votati fatte semplicemente di rispetto della legalità, della tutela dell’ambiente e della salute: dovere primario di un Sindaco.

Questi sono” i risultati da portare a casa”: solo il primo passo per sperare in una vita e in un Paese migliore.

Considerato l’importanza e il valore dell’informazione della rete, questo blog intende contribuire alla circolazione delle conoscenze, allegando una sintesi degli elementi contenuti in una denuncia e più volte ampiamente diffusi da diversi organismi e comitati.

Continua a leggere il molto interessante articolo integrale