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10 luglio 2015

Le risposte dei 2000 esperti riuniti a Parigi Come uscire dall’era del carbone per salvare il clima?

Tratto da Rinnovabili.it

Le risposte dei 2000 esperti riuniti a Parigi
Come uscire dall’era del carbone per salvare il clima?
Qualcuno propone una tassa sulle emissioni, ........ Ecco le idee degli scienziati per abbandonare il carbone           
Parigi, 10 luglio 2015


(Rinnovabili.it) – Le imprese del settore energetico, in particolare del carbone, «devono prendere sul serio la politica sul clima. Se pensano che le loro aziende siano immuni dai suoi effetti, stanno facendo un errore strategico». Le parole di Fatih Birol, capo economista del Global Energy Economics alla IEA, sferzano le corporations che fino ad oggi si sono opposte ai tentativi – blandi per la verità – dei governi di costruire una transizione verso una economia a basso tenore di carbonio. Entro il 2030, secondo Birol un quarto dell’energia del mondo verrà da fonti rinnovabili, che rappresenteranno quasi il 60% della nuova potenza installata, i due terzi della quale solo in Cina, India, Stati Uniti e Unione Europea.

Il responsabile del World Energy Outlook si è espresso durante il meeting di 2000 esperti di clima provenienti da oltre 100 Paesi del mondo, riuniti a Parigi per fornire un messaggio ampio e condiviso alla comunità internazionale quando mancano meno di 5 mesi alla COP 21



Qui l'articolo integrale

08 maggio 2015

Dalle banche pioggia di miliardi di finanziamento sull’industria del carbone

Tratto da rinnovabili.it

Dalle banche pioggia di miliardi sull’industria del carbone
Gli istituti di credito in tutto il mondo nel 2014 hanno finanziato l’industria del carbone con 
144 miliardi di dollari. Tra questi numerosi quelli europei 


(Rinnovabili.it) – L’industria del carbone continua a ricevere miliardi di dollari dai principali istituti finanziari, nonostante da più parti arrivino gli avvertimenti in merito al rischio di potenziali catastrofi a seguito di un cambiamento climatico reso insostenibile dall’uso massiccio di energie fossili. Le banche di tutto il mondo hanno dato 144 miliardi di dollari alle aziende impegnate in attività minerarie o nella produzione elettrica da centrali a carbone. Lo stima il Coal Finance Report 2015 stilato da Rainforest Action Network, BankTrack 
e Sierra Club.
Tra le 20 banche di maggiori dimensioni che hanno fornito la maggior parte del denaro all’estrazione del carbone nel 2014 ci sono tre istituti finanziari europei: si tratta di UBS, che occupa il 14° posto, Deutsche Bank (15°), e HSBC (19°).

  • Sono invece 6 le banche del Vecchio continente nella classifica di quelle che hanno versato più denaro nelle tasche delle compagnie: Barclays (in 9° posizione), BBVA (12°), Société Générale (13°), RBS (16°), Banco Santander (19°) e BNP Paribas (20°).
    Il rapporto conclude che, con queste pratiche, le banche stanno dando priorità ai profitti a scapito del clima, rincorrendo utili che saranno con ogni probabilità a brevissimo termine. Infatti, le prospettive per il carbone sul lungo periodo sono tutt’altro che positive.
  • Dopo che il mercato globale ha raggiunto il picco nel 2010, con un aumento dei prezzi superiore a 130 dollari per tonnellata, l’industria del carbone in tutto il pianeta è stata colpita da un’ondata di crisi che ha visto la chiusura di circa 200 impianti negli Stati Uniti e il calo della domanda in Cina, primo produttore al mondo e maggior consumatore di carbone. In contemporanea, si è gonfiata la bolla dello shale gas negli USA. Oggi il prezzo del carbone è crollato a 60 dollari per tonnellata, anche in conseguenza della crescita delle rinnovabili che, nel 2013, hanno fatto registrare un aumento della potenza installata superiore a quello di petrolio, gas e carbone messi insieme.
    Il mercato del carbone morirà, in un modo o nell’altro. Resta da capire se le banche intendono puntare sull’accanimento terapeutico.
  • Quando giungerà il momento della dipartita per la fonte più inquinante del mondo, però, potrebbe essere troppo tardi per il clima.