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19 maggio 2012

“La coerenza e la determinazione della Regione Marche ha raggiunto l'obbiettivo. Edison ritira il progetto: nessuna Centrale Turbogas a Corinaldo



Mentre da noi la Regione  Liguria da l'ok al potenziamento  a carbone della centrale di Vado Ligure (dove già sono in funzione due vecchi gruppi per ben 660 MW peraltro sprovvisti di Autorizzazione AIA  ), la regione Marche ha combattuto al fianco dei comitati contro il progetto di un turbogas

Nelle Marche quindi salta il progetto di centrale a  gas anche per la "fermezza e la COERENZA" della regione, qui in Liguria invece dove molti auspicano il gas come male minore addirittura la regione  delibera altri 460 MW a carbone.

Tratto da FanoTv

Edison ritira il progetto: nessuna Centrale Turbogas a Corinaldo

Spacca: "la centrale non è mai stata compatibile con le previsioni della nostra programmazione".

FANO - "Mi è appena giunta la notizia che la Edison ha ritirato il progetto di centrale Turbogas, rinunciando a proseguire l’iter autorizzativo”. Lo anticipa il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca,:“La coerenza e la determinazione della Regione Marche hanno raggiunto l’obiettivo che si proponevano, interpretando nella maniera più corretta ed equilibrata e nel rispetto dei diritti e delle norme, le istanze dei cittadini, del comprensorio di Corinaldo e Senigallia – prosegue il presidente - La posizione della Regione Marche sulla centrale Turbogas di Corinaldo, come più volte sottolineato, è sempre stata ferma e decisa: la centrale non è mai stata compatibile con le previsioni della nostra programmazione, che promuove una politica basata sul risparmio energetico, l’uso delle fonti rinnovabili, la produzione e distribuzione di energia elettrica e termica da piccoli e medi impianti di cogenerazione e che punta, soprattutto, allo sviluppo turistico partendo dalla valorizzazione di un asset fondamentale come il paesaggio collinare. La Regione Marche è sempre stata convinta che la vocazione del territorio non fosse conciliabile con un progetto industriale come quello rappresentato dalla Edison a Corinaldo e che quindi il perdurare della situazione di incertezza rischiava di danneggiare il territorio stesso dal punto di vista degli investimenti economici, per un calo del valore di mercato degli immobili, per gli effetti sull'agricoltura di qualità ma, soprattutto, in chiave turistica e ricettiva”. 

Il Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano   - 
 Oggi le Valli del Cesano, del Misa e del Metauro possono ESULTARE!!!!! La centrale Turbogas di Corinaldo non si farà più.Edison ha comunicato ufficialmente che “rinuncia a proseguire l’’iter autorizzativo”. L’’impegno, la tenacia, le competenze dei Comitati hanno determinato la cacciata di questa dannosa centrale dalle nostre Valli.  Il fronte unitario composto da cittadini e Sindaci, voluto e cercato dal comitato, ha determinato una vittoria di civiltà, buon senso e  democrazia.  Come diciamo sempre, i ladri ci sono quando esiste una refurtiva.  Quello che è certo, è che nella Valle del Cesano non ci siamo fatti rubare i nostri diritti alla salute e al patrimonio, reagendo immediatamente per difenderci. In questo modo abbiamo convinto Edison che la sua resistenza sarebbe stata inutile di fronte a tanta determinazione.  Attendiamo che gli organi istituzionali competenti ufficializzino la notizia. 
Elisabetta Foschi -  Vice capogruppo PdL Regione Marche - Esprimo grande soddisfazione per la decisione assunta e trasmessa da Edison di  rinunciare alla realizzazione della Centrale turbogas di Corinaldo. Il grande  lavoro e la opposizione realizzata dai comitati, dai cittadini e dalle  istituzioni ha dato il suo risultato.

26 marzo 2012

Presidente Confesercenti della Provincia di Viterbo:carbone colpo di grazia all’economia del territorio

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Confesercenti: carbone colpo di grazia all’economia del territorio

Viterbo: “Come si può pensare al carbone in un territorio agricolo che fa dell’ambiente e della cultura il suo modello di sviluppo turistico?”


 “Come si può pensare al carbone in un territorio agricolo che fa dell’ambiente e della cultura il suo modello di sviluppo turistico?”.

Sulla questione del "No al carbone" e sul Consiglio Comunale aperto in programma domani a Tarquinia interviene il Presidente della Confesercenti di Viterbo Vincenzo Peparello. “Perché, -tuona Peparello- non siamo stati invitati ad un Consiglio così importante? Da quanto mi risulta neanche le altre organizzazioni del commercio sono state invitate. Riteniamo comunque che trasformare a carbone il più grande polo energetico d’Europa iniziando da Civitavecchia, significa annullare irreversibilmente il processo di sviluppo del territorio della Tuscia viterbese, romana e della Maremma laziale. Modello di sviluppo che punta decisamente al grande patrimonio ambientale, agricolo, turistico e storico".
“Senza dimenticare che le produzioni agroalimentari di qualità –riprende Peparello- sarebbero annientate (non solo commercialmente) dal carbone”.  

Basti pensare che per un raggio di molti chilometri – come è scritto nei vincoli di un'autorevole relazione tecnica rispetto allo studio sulla trasformazione a carbone della centrale Tor Valdaliga nord di Civitavecchia – le coltivazioni sono classificate non food. “Il che vuol dire – preconizza Peparello - che non possono essere più destinate alla vendita e al consumo alimentare”.
Il tutto procurerebbe non solo un grave danno al settore della produzione agricola, ma anche al commercio.
  “Altro che carbone pulito come qualcuno vuole far credere”, ribadisce.
  “Figuriamoci l’effetto negativo – tuona Peparello – sui riflessi specifici del turismo balneare: chi verrebbe a fare il bagno sotto i fumi del coke?”. “Come ne uscirebbe l’immagine del turismo culturale e archeologico di un’area considerata patrimonio dell’Unesco?”, si chiede ancora Peparello.
“In che modo potremo convincere quel 50% di turisti del mondo che mettono, nella scelta delle destinazioni, al primo posto la qualità della vita?”.
La nostra Associazione esprime pertanto contrarietà alla riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia, sostenendo anzi che per questo territorio, i suoi abitanti e la sua economia agricola e turistica sarebbe giusta e doverosa la progressiva uscita dal termoelettrico, per iniziare un periodo di generale disintossicazione.
Ce lo siamo meritato perchè la Tuscia ha dato già abbondantemente per il bene nazionale.”
Com. Confesercenti della Provincia di Viterbo

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