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| Marzia Marzoli |
Il
4 Febbraio si celebra la giornata mondiale sul cancro, la dott.ssa
Gentilini dell’ISDE, da sempre impegnata contro i danni provocati dagli
inceneritori, ci invita ad una riflessione in una lettera che
pubblichiamo di seguito insieme al testo di Ambiente e Tumori, dove si
trova il contributo del Dott. Paolo Franceschi, referente ISDE di
Savona, da sempre impegnato contro l’utilizzo dell’uso del carbone nella
centrale di Vado Ligure.
La riflessione è sulla Prevenzione
Primaria, indicata come l’unica strada maestra della guerra contro il
cancro, in un territorio come il nostro inquinato da più di 50 anni di
servitù energetiche, dove il carico inquinante aumenta ogni giorno,
lasciando nel cielo sopra Civitavecchia un segno indelebile, di grigio
fumo e odor di morte.
Nei territori dove si brucia carbone, non
ci sono dati per cui allarmarci, se non nelle pieghe di studi, che
seppur validi, non se ne vuole tener conto, magari proprio per evitare
ampliamenti di centrali a carbone come a Vado Ligure, riconversioni a
Carbone come nel caso di Civitavecchia e Porto Tolle, ne tantomeno per
valutare i danni conclamati all’agricoltura, indicata come no food a
Brindisi dove c’è la centrale elettrica a carbone più inquinante
d’Italia.
Eppure gli studi ci sono, a Civitavecchia
l’incidenza di cancro è preoccupante, come un’epidemia eppure, nessuno
interviene, nessuno si prende la responsabilità di verificare se
davvero, un territorio come il nostro può ancora sopportare tale carico
inquinante,
Dove si brucia carbone, non si controlla
neanche l’aria che si respira, anzi spesso il controllato, fa il
controllore, con buona pace dei sindaci che partecipano, come arbitri
muti, a consorzi per la gestione di Osservatori fantasma.
Il cancro uccide eccome, città come
Civitavecchia non hanno neanche un registro tumori, come a Tarquinia,
che se pur avviato ci vorranno anni per avere dati ufficiali, di cui
nessuno avrà di che fidarsi, visto come è andata la storia della
prevenzione ai tumori fino ad oggi.
Il mondo ricorda la giornata contro il
cancro, noi ricordiamo che non i nostri Sindaci che si impegnano per la
riduzione dell’inquinamento, per una Prevenzione Primaria contro il
cancro, anzi continuano ad incassare denaro dall’ inquinatore, contro
ogni logica di tutela della salute!
Questa la lettera della D.ssa Patrizia Gentilini
Il 4 febbraio è una giornata speciale per noi forlivesi, è
infatti il giorno in cui si festeggia la Madonna del Fuoco, nostra
Patrona, ed anche il giorno in cui, a livello internazionale, si
celebrerà quest’anno la “Giornatamondiale contro il cancro”. Una buona
occasione quindi per riflettere su una patologia che, secondo dati
ufficiali, nel 2011 è stata diagnosticata in 360.000 italiani, ne
affligge 2.243.953 ed ha causato 176.000 decessi (http://www.epicentro.iss.it/temi/tumori/aggiornamenti.asp).
Alla diagnosi e alle terapie del cancro vengono destinate anche nel
nostro paese ingenti risorse: è stato calcolato che nel 2009 il costo
per la sola chemioterapia sia ammontato mediamente per ogni centro
italiano a 2,2 milioni di euro, in aumento del 90% rispetto al 2004.( http://salute24.ilsole24ore.com/articles/6738-oncologia-in-italia-bene-lassistenza-ma-raddoppia-la-spesa).
Anche per quest’anno, il 2012, si punta l’attenzione sui fattori di
rischio individuali e sul potenziamento di nuove terapie, studiando ad
esempio il microbioma, ovvero i miliardi di batteri che il nostro corpo
ospita fin dalla nascita, nell’ipotesi che possa essere correlato allo
sviluppo del cancro, specie del colon retto http://www.edott.it/Specialisti/SanitaQuotidiana/01-02-2012/Sabato-e-la-Giornata-mondiale-contro-il-cancro.aspx.
Ma siamo davvero convinti che tutto ciò sia utile? Stiamo davvero vincendo questa guerra o siamo ancora lontani dal traguardo?
Credo sia utile ricordare una lettera del 2005 – ma più che mai attuale – “Come vincere la guerra contro il cancro”,
che abbiamo distribuito agli intervenuti alla presentazione del volume
“Ambiente Tumori ” il 26 gennaio scorso a Forlì. Questa lettera è stata
scritta da Samuel S. Epstein , Professore Emerito di Medicina Ambientale
e del Lavoro presso l’Università dell’Illinois di Scuola di Sanità
Pubblica e Presidente della Cancer Prevention Coalition ( http://www.world-wire.com/news/0510050001.html):
in essa, facendo un paragone fra la guerra contro il cancro e la guerra
in Iraq, l’ Autore constata che entrambe sono condotte “in modo sorprendentemente maldestro ed ingannevole”.
Di fatto i “generali che conducono la guerra al cancro richiedono
miliardi di dollari – oltre ai 50 miliardi di dollari già spesi – al
fine di sconfiggere il flagello del nemico. Ma, in modo crescente,
esperti indipendenti stanno riferendo che le strategie di questi
generali sono palesemente sbagliate e che costoro coscientemente
travisano gli insuccessi al fine di fornire falsi, rosei scenari….. Ma
dopo trent’anni di reclamizzate ed ingannevoli promesse di successi, la
triste realtà è infine affiorata: stiamo infatti perdendo la guerra al
cancro, in un modo che può essere soltanto descritto come una sconfitta.
L’incidenza dei tumori – in particolare della mammella, dei testicoli,
della tiroide, nonché i mielomi e i linfomi, in particolare nei bambini –
che non possono essere messi in relazione con il fumo di sigaretta,
hanno raggiunto proporzioni epidemiche………C’è una forte evidenza
scientifica che questa moderna epidemia sia dovuta all’esposizione a
cancerogeni industriali in tutti gli ambienti – aria, acqua, suolo,
posti di lavoro e prodotti destinati al consumo, in particolare cibi,
articoli da toeletta, cosmetici e prodotti per la casa – e persino in
farmaci di uso comune. …..Trascurando la prevenzione – il principio
basilare che la medicina ci ha insegnato nel corso dei secoli e la
necessità di ogni scienza ancora una volta sottolineata nella guerra
contro il cancro – i nostri generali del cancro hanno abbracciato la
strategia del “controllo del danno”, simile al trattamento dei soldati
feriti, invece di cercar di impedire l’avanzata del nemico. Il semplice
fatto – più il cancro viene prevenuto e meno c’è da curare – continua a
non essere presente nei piani di battaglia de! i genera li”.
Ed Epstein termina con queste parole che devono assolutamente farci riflettere:”Quasi
tutti gli americani conoscono le pene causate dal cancro a parenti e
amici. Il crimine è che molti di questi tumori sarebbero evitabili”.
La necessità di una inversione di rotta nella guerra conto il cancro è
ormai indicata con chiarezza anche nelle più prestigiose scientifiche
quali Nature che, con una immagine del
maggio 2009 più efficace di tante
parole, ci dice che è giunto il momento di scalzare dalle radici la
mostruosa pianta del cancro e non limitarci a potare qualche ramo in qua
ed in là.
Questo il messaggio che abbiamo inteso ribadire anche nell’incontro
del 26 gennaio con la presentazione del volume “Ambiente Tumori” e che
ci auguriamo – magari con l’ “illuminazione ” della Patrona di Forlì e
perchè no, anche con la “benedizione” del nostro San Pellegrino Laziosi,
Protettore dei malati di tumore e lui stesso miracolosamente guarito da
un tumore osseo – possa essere accolto, in modo che la Prevenzione
Primaria possa diventare finalmente la strada maestra della guerra contro
il cancro.
Patrizia GentiliniISDE Forlì-Cesena Forlì 2 febbraio 2012