La rivoluzione “a gas” di Barack Obama
di Federico Rampini
Via libera all’export di gas verso Europa e Giappone: dunque una spinta ulteriore al ribasso dei prezzi (già in forte calo), e alla conversione delle centrali termoelettriche dal carbone al gas. L’impatto economico è uno stimolo alla crescita mondiale, con il ribasso della boletta energetica.
L’impatto ambientale sarà una riduzione delle emissioni di CO2 perché il gas naturale ne genera in misura minore rispetto ai suoi concorrenti fossili (carbone e petrolio). L’industria automobilistica americana riscopre perfino le “automobili a gas” lanciandone la produzione su larga scala. E non mancano le ripercussioni geostrategiche: la Russia non potrà più esercitare il “ricatto del gas” verso l’Europa occidentale. Quest’ultimo è uno dei fattori che Obama ha preso in considerazione, per affrancare i paesi alleati dalla dipendenza verso Mosca o il mondo arabo..
Agli ambientalisti il presidente ribatte che il gas naturale, pur non essendo una fonte rinnovabile e pulita come il solare e l’eolico, è comunque un “male minore” rispetto ai concorrenti diretti cioè petrolio e carbone......
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