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05 febbraio 2012

Ieri 4 Febbraio:Giornata mondiale sul cancro…Maglia nera ai sindaci del carbone!

Tratto da Per Il bene di Tarquinia

4 Febbraio:Giornata mondiale sul cancro…Maglia nera ai sindaci del carbone!

 
Marzia Marzoli
Il 4 Febbraio si celebra la giornata mondiale sul cancro, la dott.ssa Gentilini dell’ISDE, da sempre impegnata contro i danni provocati dagli inceneritori, ci invita ad una riflessione in una lettera che pubblichiamo di seguito insieme al testo di Ambiente e Tumori, dove si trova il contributo del Dott. Paolo Franceschi, referente ISDE di Savona, da sempre impegnato contro l’utilizzo dell’uso del carbone nella centrale di Vado Ligure.

La riflessione è sulla Prevenzione Primaria, indicata come l’unica strada maestra della guerra contro il cancro, in un territorio come il nostro inquinato da più di 50 anni di servitù energetiche, dove il carico inquinante aumenta ogni giorno, lasciando nel cielo sopra Civitavecchia un segno indelebile, di grigio fumo e odor di morte.

Una buona occasione quindi per riflettere su una patologia che, secondo dati ufficiali, nel 2011 è stata diagnosticata in 360.000 italiani, ne affligge 2.243.953 ed ha causato 176.000 decessi (http://www.epicentro.iss.it/temi/tumori/aggiornamenti.asp).

Nei territori dove si brucia carbone, non ci sono dati per cui allarmarci, se non nelle pieghe di studi, che seppur validi, non se ne vuole tener conto, magari proprio per evitare ampliamenti di centrali a carbone come a Vado Ligure, riconversioni a Carbone come nel caso di Civitavecchia e Porto Tolle, ne tantomeno per valutare i danni conclamati all’agricoltura, indicata come no food a Brindisi dove c’è la centrale elettrica a carbone più inquinante d’Italia.

Eppure gli studi ci sono, a Civitavecchia l’incidenza di cancro è preoccupante, come un’epidemia eppure, nessuno interviene, nessuno si prende la responsabilità di verificare se davvero, un territorio come il nostro può ancora sopportare tale carico inquinante,

Dove si brucia carbone, non si controlla neanche l’aria che si respira, anzi spesso il controllato, fa il controllore, con buona pace dei sindaci che partecipano, come arbitri muti, a consorzi per la gestione di Osservatori fantasma.

Il cancro uccide eccome, città come Civitavecchia non hanno neanche un registro tumori, come a Tarquinia, che se pur avviato ci vorranno anni per avere dati ufficiali, di cui nessuno avrà di che fidarsi, visto come è andata la storia della prevenzione ai tumori fino ad oggi.

Il mondo ricorda la giornata contro il cancro, noi ricordiamo che non i nostri Sindaci che si impegnano per la riduzione dell’inquinamento, per una Prevenzione Primaria contro il cancro, anzi continuano ad incassare denaro dall’ inquinatore, contro ogni logica di tutela della salute!


Questa la lettera della D.ssa Patrizia Gentilini

Il 4 febbraio è una giornata speciale per noi forlivesi, è infatti il giorno in cui si festeggia la Madonna del Fuoco, nostra Patrona, ed anche il giorno in cui, a livello internazionale, si celebrerà quest’anno la “Giornatamondiale contro il cancro”. Una buona occasione quindi per riflettere su una patologia che, secondo dati ufficiali, nel 2011 è stata diagnosticata in 360.000 italiani, ne affligge 2.243.953 ed ha causato 176.000 decessi (http://www.epicentro.iss.it/temi/tumori/aggiornamenti.asp).
Alla diagnosi e alle terapie del cancro vengono destinate anche nel nostro paese ingenti risorse: è stato calcolato che nel 2009 il costo per la sola chemioterapia sia ammontato mediamente per ogni centro italiano a 2,2 milioni di euro, in aumento del 90% rispetto al 2004.( http://salute24.ilsole24ore.com/articles/6738-oncologia-in-italia-bene-lassistenza-ma-raddoppia-la-spesa). 
Anche per quest’anno, il 2012, si punta l’attenzione sui fattori di rischio individuali e sul  potenziamento di nuove terapie, studiando ad esempio il microbioma, ovvero i miliardi di batteri che il nostro corpo ospita  fin dalla nascita, nell’ipotesi che possa essere correlato allo sviluppo del cancro, specie del colon retto http://www.edott.it/Specialisti/SanitaQuotidiana/01-02-2012/Sabato-e-la-Giornata-mondiale-contro-il-cancro.aspx.
Ma siamo davvero convinti che tutto ciò sia utile? Stiamo davvero vincendo questa guerra o siamo ancora lontani dal traguardo?
Credo sia utile ricordare una lettera del 2005 – ma più che mai attuale – “Come vincere la guerra contro il cancro”, che abbiamo distribuito agli intervenuti alla presentazione del volume “Ambiente Tumori ” il 26 gennaio scorso a Forlì. Questa lettera è stata scritta da Samuel S. Epstein , Professore Emerito di Medicina Ambientale e del Lavoro presso l’Università dell’Illinois di Scuola di Sanità Pubblica  e Presidente della Cancer Prevention Coalition ( http://www.world-wire.com/news/0510050001.html): in essa, facendo un paragone fra la guerra contro il cancro e la guerra in Iraq, l’ Autore constata che entrambe sono condotte “in modo sorprendentemente maldestro ed ingannevole”.
Di fatto i “generali che conducono la guerra al cancro richiedono miliardi di dollari – oltre ai 50 miliardi di dollari già spesi – al fine di sconfiggere il flagello del nemico. Ma, in modo crescente, esperti indipendenti stanno riferendo che le strategie di questi generali sono palesemente sbagliate e che costoro coscientemente travisano gli insuccessi al fine di fornire falsi, rosei scenari….. Ma dopo trent’anni di reclamizzate ed ingannevoli promesse di successi, la triste realtà è infine affiorata: stiamo infatti perdendo la guerra al cancro, in un modo che può essere soltanto descritto come una sconfitta. L’incidenza dei tumori – in particolare della mammella, dei testicoli, della tiroide, nonché i mielomi e i linfomi, in particolare nei bambini – che non possono essere messi in relazione con il fumo di sigaretta, hanno raggiunto proporzioni epidemiche………C’è una forte evidenza scientifica che questa moderna epidemia sia dovuta all’esposizione a cancerogeni industriali in tutti gli ambienti – aria, acqua, suolo, posti di lavoro e prodotti destinati al consumo, in particolare cibi, articoli da toeletta, cosmetici e prodotti per la casa – e persino in farmaci di uso comune. …..Trascurando la prevenzione – il principio basilare che la medicina ci ha insegnato nel corso dei secoli e la necessità di ogni scienza ancora una volta sottolineata nella guerra contro il cancro – i nostri generali del cancro hanno abbracciato la strategia del “controllo del danno”, simile al trattamento dei soldati feriti, invece di cercar di impedire l’avanzata del nemico. Il semplice fatto – più il cancro viene prevenuto e meno c’è da curare – continua a non essere presente nei piani di battaglia de! i genera li”.
Ed Epstein termina con queste parole che devono assolutamente farci riflettere:”Quasi tutti gli americani conoscono le pene causate dal cancro a parenti e amici. Il crimine è che molti di questi tumori sarebbero evitabili”.
La necessità di una inversione di rotta nella guerra conto il cancro è ormai indicata con chiarezza anche  nelle più prestigiose scientifiche quali Nature che, con una immagine del
maggio 2009 più efficace di tante parole, ci dice che è giunto il momento di scalzare  dalle radici la mostruosa pianta del cancro e non limitarci a potare qualche ramo in qua ed in là.

Questo il messaggio che abbiamo inteso ribadire anche nell’incontro del 26 gennaio con la presentazione del volume “Ambiente Tumori” e che ci auguriamo – magari con l’ “illuminazione ” della Patrona di Forlì e perchè no, anche con la “benedizione” del nostro San Pellegrino Laziosi, Protettore dei malati di tumore e lui stesso miracolosamente guarito da un tumore osseo – possa essere accolto, in modo che la Prevenzione Primaria possa diventare finalmente la strada maestra della guerra contro il cancro.

Patrizia GentiliniISDE Forlì-Cesena                                                            Forlì 2 febbraio 2012

16 giugno 2011

LETTERA DI RICHIESTA DI RETTIFICA DI UNITI PER LA SALUTE ALL' ARTICOLO APPARSO OGGI SU "LA STAMPA"


UNITI PER LA SALUTE Associazione di Volontariato ONLUS

Preg. dott Mario Calabresi
direttore de “La Stampa” – Torino
Preg.Capo Redattore
"la Stampa"-edizione di Savona Sandro Chiaramonti

Leggiamo con il massimo stupore, data la serietà del giornale ,l’articolo apparso oggi sulla VS edizione di Savona dal titolo”Morti sospette, la Procura indaga” nel quale il dott Paolo Franceschi viene presentato come un dirigente della nostra associazione:
si tratta di notizia assolutamente non veritiera!
Il dott. Paolo Franceschi non solo non è un dirigente della nostra associazione, ma non vi è mai stato nemmeno iscritto.

Vede Direttore, noi non siamo amareggiati per il fatto che una figura come quella del dott Franceschi sia stata erroneamente indicata come parte della nostra associazione come fatto in sè, ma perché questa notizia oltre che assolutamente non veritiera, riteniamo possa creare un effetto distorto in quanto importata in un contesto nel quale la dirigenza della locale centrale termoelettrica viene definita “irritata per almeno una delle nomine di consulenti” da parte della Procura, e nell’inciso tra parentesi successivo, il dott Franceschi è indicato come dirigente di “Uniti per la Salute”.

Non dobbiamo certo noi ricordare come il dott. Franceschi goda di stima universalmente riconosciuta per i suoi studi approfonditi , per la sua dirittura ed indipendenza assoluta (qualità assai rare di questi tempi) . Qualità autorevolmente riconosciutegli anche come referente Scientifico dell’Ordine dei Medici.

A quanto ci risulta nessuno ha mai potuto contestare
la validità scientifica dei suoi studi.

Per quanto ci riguarda non abbiamo alcun interesse che non sia quello della tutela della salute ed il nostro scopo è di avere un quadro sempre onesto, corretto e veritiero; non abbiamo alcuna prevenzione di tipo ideologico, ed a riprova di ciò la fonte dei nostri interventi è sempre tratta da documentazione ufficiale.

Essendo una associazione ONLUS, non disponiamo evidentemente di risorse economiche che non siano quelle fornite con grande sacrificio prevalentemente dai soci stessi e dai simpatizzanti e quindi non avendo la potenza economica per permetterci di acquistare intere pagine di giornale o tappezzare il territorio con enormi manifesti, con molto impegno di volontariato e con molti sacrifici cerchiamo di svolgere documentata attività di informazione con i pochi mezzi a disposizione organizzando prevalentemente incontri pubblici.

Ad alcuni di questi incontri pubblici ci siamo onorati di invitare anche il dott Franceschi come insigne studioso, così come abbiamo invitato fior di personalità del mondo scientifico come docenti universitari americani, medici ISDE, scienziati del CNR e il Presidente dell’Ordine dei Medici (di cui il dott Franceschi è Referente Scientifico) Ordine che ci ha anche concesso il suo autorevole patrocinio.

Per i motivi suesposti ci stupisce profondamente che un quotidiano (e nella fattispecie la sua redazione savonese) che merita il massimo rispetto come il vostro, noto per la sua correttezza, sia incorso in uno errore così macroscopico: sarebbe bastata una telefonata od una semplice mail alla nostra associazione prima di dare una notizia non veritiera.

La preghiamo quindi, ai sensi delle vigenti norme sulla stampa, di voler pubblicare integralmente la presente e con la stessa rilevanza della notizia erroneamente data.
Con l’occasione ci permettiamo di chiederLe, dott. Calabresi, un incontro diretto per argomentare più approfonditamente nel merito.
Cordialmente

Uniti per la Salute associazione di volontariato ONLUS

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Leggi su Savona News l'articolo di MARIO MOLINARI e guarda i video

Carbone e malattie: la Procura alza il sipario.

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Tratto da Il Corriere del mezzogiorno

Non contrastarono lo smog, indagati Lombardo, Cuffaro e 7 assessori regionali

Per i pm non avrebbero predisposto «strumenti adeguati a «rimuovere o attenuare le cause dell’inquinamento»

Gli amministratori sono indagati di omissione d’atti d’ufficio e getto pericoloso di cose.. A Lombardo, Cuffaro e agli assessori si contesta il non avere adottato le misure imposte dalla legge per il contrasto dell’inquinamento atmosferico nonostante fossero a conoscenza «dei risultati delle centraline di rilevamento poste sul territorio regionale, dell’andamento della qualità dell’aria, del persistere dei fenomeni di inquinamento con superamento dei limiti di legge».
In particolare gli indagati non hanno mai adottato il piano di risanamento e mantenimento relativo all’inquinamento atmosferico, i programmi per il raggiungimento dei valori limite ai fini della protezione della salute della popolazione, da predisporre entro 18 mesi, e i piani di risanamento della qualità dell’aria.

Secondo i magistrati inquirenti i due presidenti della Regione e gli assessori, tenuti in forza di una direttiva comunitaria recepita da una legge nazionale, a predisporre tutti gli strumenti adeguati a «rimuovere o attenuare le cause dell’inquinamento», sarebbero venuti meno al loro ruolo di garanti della salute e dell’incolumità dei cittadini siciliani. Cuffaro, Lombardo e gli assessori, per i pm, avrebbero consentito che le emissioni inquinanti «determinassero un superamento dei limiti stabiliti dalla legge per la qualità dell’aria con conseguente causazione di emissioni atte ad offendere e molestare una pluralità di persone».

Leggi tutto

08 giugno 2010

2010/06/08 POSIZIONI DEL" DOTTOR FRANCESCHI "E DEL "MODA "SUL PROBLEMA DELLA CENTRALE T. POWER DI VADO / "Per un AET senza carbone"

Tratto da Uomini liberi

Del Dottor Paolo Franceschi

Le dichiarazioni furbesche e contraddittorie, addirittura a tratti confuse di Miceli si commentano da sole. Anche le risposte degli amministratori locali e del PD sono però assai sibilline...

Il presunto adeguamento degli attuali gruppi esistenti secondo le BAT (migliori tecnologie disponibili) da loro proposto è chiaramente impossibile, e l’ abbiamo più volte dimostrato dati alla mano , con documenti che sono pubblicati anche sul portale dell’ Ordine dei Medici di Savona.

E allora perchè continuano a tirare fuori questo concetto inapplicabile?

Lo ripetiamo: i vecchi gruppi sono così obsoleti che non possono essere adeguati alle BAT.

Il fatto che non lo dicano, ma anzi che sostengano il contrario, si commenta a sua volte da solo come le dichiarazioni di Miceli.

Sanno benissimo che l' unico modo per abbattere drasticamente l' attuale inquinamento, a livelli ancora inaccettabili ma sicuramente sensibilmente inferiori agli attuali, sarebbe stato quello di abbattere i gruppi obsoleti e costruirne 2 nuovi di zecca a polverino di carbone con ciclo ultrasupercritico, senza aumentarne la potenza di 660 MW.

Questa sarebbe una proposta degna di considerazione da parte di politici che volessero conservare il carbone ma ridurne l' inquinamento, se non fosse che non più tardi di 2 anni fa hanno permesso la costruzione di un gruppo a turbogas da 760 MW che ovviamente rende del tutto ingiustificato l' impiego del carbone dalle nostre parti, che invece deve essere sostituito dal gas, perché non sussistono necessità energetiche da soddisfare.

Inoltre non lo propongono perchè sanno che T P non accetterebbe mai di spendere i miliardo e passa di euro per continuare a guadagnare quanto prima: e quindi perpetuano l'inganno,confondendo la ristrutturazione dei vecchi gruppi con il loro abbattimento totale e totale rifacimento.

Se non fosse appena stata costruita la centrale a gas, un progetto del genere avrebbe potuto, , rispetto alle condizioni disastrose in cui ci troviamo adesso, essere anche ragionevole.

Ovviamente adesso abbiamo la centrale a turbogas che basta e avanza, anche sul fronte dell’ inquinamento, per cui la partita del carbone deve chiudersi definitivamente qui.

Richiamo pertanto le forze politiche, sindacali e sociali ad acquisire quella serietà intellettuale di cui finora hanno dimostrato carenza, a vantaggio invece dell’ opportunismo e dell’ opacità, nella miope ricerca di un consenso effimero che non può risolvere i problemi primari della società.

Dottor Paolo Franceschi

Pneumologo, ISDE Italia

Referente scientifico della Commissione Salute e Ambiente Dell’ Ordine dei Medici di

Savona.

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Riceviamo e pubblichiamo .Tratto da "Uomini liberi "

POSIZIONE DEL "MODA "SUL PROBLEMA DELLA CENTRALE T. POWER DI VADO

"DEPOTENZIAMENTO E METANIZZAZIONE"

I SINDACI PER DIFENDERE SALUTE, ECONOMIA, AMBIENTE E RISPETTARE LE NORME ITALIANE ED EUROPEE DEVONO IMPORRE LA CHIUSURA IMMEDIATA DEGLI INQUINANTI GRUPPI A CARBONE DELLA CENTRALE DI VADO.

Dopo le pericolose esternazioni del consigliere regionale del PD Miceli che apre a Tirreno Power per l’ampliamento a carbone della centrale di Vado affermando "Ampliamento solo con riduzione emissioni"(IVG del 04.06.2010) e del Presidente regionale Burlando che si preoccupa "…se l’ente regionale farà parte o meno del tavolo che dovrà dare il via libero definitivo" (IVG del 04.06.2010) compiendo così un vergognoso VOLTAFACCIA rispetto agli impegni elettorali che invece esprimevano un netto NO al potenziamento a carbone, il MODA ribadisce quanto segue:

1. NON ESISTE IL CARBONE PULITO COME PIU VOLTE DA NOI DIMOSTRATO SCIENTIFICAMENTE DATI ALLA MANO(vedi)

  • A livello locale la centrale Tirreno Power di Vado nel suo assetto attuale emette ogni anno nell’aria circa :
  • 5 milioni di tonnellate di Anidride Carbonica (CO2)
  • 5.500 tonnellate di Ossidi di Zolfo (SO2)
  • 4.000 tonnellate di Ossidi di Azoto (NOx)
  • Complessivamente circa 6.500 tonnellate di polveri sottili secondarie cancerogene e cardiotossiche (stimate per i gas emessi in atmosfera).

2. CON IL FOLLE PROGETTO DI POTENZIAMENTO A CARBONE AUMENTERA’ L’INQUINAMENTO DEL COMPRENSORIO DI SAVONA-VADO E DI TUTTA LA PROVINCIA DI SAVONA .

  • 7,5 milioni di t/anno CO2
  • 5.900 t/anno SO2
  • 4.500 t/anno di NOx
  • Complessivamente circa 7.000 tonnellate di polveri sottili secondarie

3. IL PROBLEMA DELL’AUMENTO DI MORTALITA’ ED I COSTI ESTERNI

Ormai tutto il mondo si è accorto, ma non gli Enti pubblici locali ed alcuni industriali, che siamo arrivati ad una svolta epocale. Non è più razionalmente proponibile produrre energia con fonti energetiche non rinnovabi e soprattutto con il carbone che, come è noto, a parità di energia erogata, produce il massimo dell’inquinamento possibile con costi esterni altissimi per malattie, danni ambientali ed eccesso di CO2.

  • A partire dagli attuali valori di inquinamento i costi esterni stimati dalla Comunità Europea ( fonte ExternE) sarebbero almeno di circa 140 milioni di euro ogni anno e graverebbero quasi interamente sulla comunità del Savonese e della val Bormida.
  • (vedi ).
  • Rimane purtroppo ben documentato da studi internazionali che una centrale come quella di Vado produce attualmente una mortalità prematura di circa 20 morti/anno e che tale impianto in 30 anni circa di funzionamento totalmente a carbone (anche con 4 gruppi) ha prodotto una mortalità cumulativa di circa 3.400 morti (vedi).

4. LA CENTRALE NEL SUO ASSETTO ATTUALE NON E' TOLLERABILE E SI IMPONE CHIUSURA DEI GRUPPI 3 E 4 A CARBONE NON RISTRUTTURABILI E NON A NORMA PER LA LEGGE ITALIANA E LA NORMATIVA EUROPEA.


  • Addirittura i due Sindaci di Vado e Quiliano nel 2009, ma solo a fine del mandato elettorale, in base ai commi 10 e 11 dell'Art. 5 D.lgs. 59/05, avevano chiesto ufficialmente la chiusura dei 2 gruppi a carbone perché in contrasto con la normativa Ippc 96_61 della Ue e relativo decreto legislativo 4 gosto 1999, n.372. (vedi)
  • Perché i Sindaci di Vado e Quiliano e della Provincia oggi non intervengono quando tali gruppi sono fuorilegge, e quando senza l’obbligatoria autorizzazione AIA non potrebbero funzionare? Oltretutto con un sistema di controlli ambientali della qualità dell'aria negli anni del tutto inadeguati.
  • E cosa dire poi della opportunità di bruciare il rifiuto CDR, tecnicamente possibile solo sui gruppi a carbone, previsto a pag. 170 del Piano Provinciale Rifiuti approvato dalla Regione Liguria ma vietato dalla Comunità Europea, che produrrebbe in aggiunta all'inquinamento da carbone e da gas anche un pericoloso inquinamento da diossine e metalli pesanti?  

CHI CI RIPAGHERA’ DEGLI IMMENSI COSTI ESTERNI DEL CARBONE E DEI MORTI PRODOTTI DALL’INQUINAMENTO DELLA CENTRALE A CARBONE IN QUESTI 30 ANNI?

I SINDACI DI VADO, QUILIANO, SAVONA, CAIRO M. E DELLA PROVINCIA DEVONO IMPORRE QUINDI CON URGENZA PER QUESTA "CENTRALE IN CITTÀ" ALMENO LA CHIUSURA DEI VECCHI GRUPPI 3 E 4 A CARBONE CHE A CAUSA DELLA LORO OBSOLETA TECNOLOGIA, ANCHE SE RISTRUTTURATI, HANNO BASSI RENDIMENTI, ALTISSIMO INQUINAMENTO E NON RISPETTANO LA MIGLIORE TECNOLOGIA DISPONIBILE PREVISTA PER GLI IMPIANTI TERMOELETTRICI DALLA DIRETTIVA DELLA COMUNITÀ EUROPEA IPPC 96_61 E RELATIVO DECRETO LEGISLATIVO 4 AGOSTO 1999, N.372.

Ricodiamo infine che depotenziamento e completa metanizzazione richiesta dall'Istituto Superiore di Sanità e dalla Commissione Scientifica di Spotorno, con la chiusura al carbone per la centrale di Vado e lasciando il gruppo da 760 MW a turbogas in funzione dal 2007, votato nel 1990 dai Comuni di Vado e Quiliano, nel 1993 e 1996 dalla Provincia di Savona e di recente nel 2007 dal Comune di Savona, è la posizione espressa non solo dal MODA, dal WWF, dagli Amici di Grillo, da Greenpeace e da Legambiente ma oggi anche autorevolmente sostenuta dall’Ordine dei Medici della Provincia di Savona.

Savona, 7 Giugno 2010

Dr. Virginio Fadda (Biologo)

Dr. Agostino Torcello (Medico pneumologo)

M.O.D.A. Savona

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manifesto albisola

Tratto da Savona news

Tirreno Power e il Comune di Albisola Superiore ....

Nell’apprendere con grande piacere che il comune di Albisola Superiore ha riottenuto la certificazione integrata qualità e ambiente secondo le norme UNI EN ISO 9001 e 14001, raggiunta nel 2004 e già riconfermata nel 2007, non possiamo fare altro che complimentarci con la nuova amministrazione per non aver reso vano il riconoscimento che già i loro predecessori avevano ottenuto.


I

nfatti, dal momento che la certificazione ISO 14001 rilasciata dal RINA s.p.a., non attesta particolari qualità ambientali, né tantomeno dimostra un basso impatto ambientale, ma piuttosto garantisce che l’organizzazione certificata ha un sistema di gestione adeguato a tenere sotto controllo gli impatti ambientali, e ne ricerca sistematicamente il miglioramento in modo coerente, efficace e sostenibile siamo felici di riscontrare nell’ente la volontà di essere particolarmente attento a questa problematica.

Per questo notiamo con grande stupore che l’amministrazione comunale tanto sensibile alla questione ambientale, non si sia posta nessun problema etico prima di abbinare l’immagine del Comune di Albisola Superiore a quella del neo sponsor Tirreno Power, che ha contribuito alla promozione pubblicitaria della cittadina, dimostrando a parer nostro grande incoerenza.

Precisiamo che la scelta effettuata è assolutamente lecita, ma vista l’attenzione ad impegnarsi quotidianamente per ridurre gli impatti ambientali e le recenti polemiche, appena passate in secondo piano ma pronte a tornare alla ribalta del dialogo politico, inerenti un possibile ampliamento della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure, ci pare quantomeno controverso, cercare visibilità tramite un’azienda che se pur nei limiti consentiti dalla legge, essendo anch’essa in possesso di certificazione ISO 14001, produce un evidente inquinamento ambientale per portare avanti le sue attività con grandi profitti.

Riconosciamo inoltre dotato di grande umorismo l’ideatore del brillante spot dove si fa riferimento ai quattro elementi apparso su alcuni manifesti promozionali finanziati evidentemente da Tirreno Power, il cui marchio appare in bella vista.

Confidando che la stima riposta dall’amministrazione verso la società sponsorizzatrice, che ha portato ad affiancare il gonfalone di Albisola Superiore al logo di Tirreno Power, non sia espressione di un eventuale definitivo parere favorevole in merito al progetto di ampliamento della centrale, probabilmente non condiviso dai cittadini, ci dichiariamo contrari ad un’operazione che porterebbe evidenti danni alla salute dei residenti di tutte le aree interessate dalla diffusione delle polveri compreso l’albisolese.

Federazione Giovani Democratici Savona, Circolo Territoriale delle Abisole.

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Tratto da Ticinonews.ch

"Per un AET senza carbone": iniziativa riuscita

Ampiamente superate le 7 mila firme necessarie, si veleggia verso le 10 mila

Foto CdT

È ampiamente riuscita l’iniziativa popolare “Per un AET senza carbone”. Lanciata dai Verdi il 20 aprile scorso sull’onda lunga del voto parlamentare a favore dell’investimento nella centrale di Lunen, la raccolta firme ha di gran lunga superato la soglia delle settemila firme richieste, e veleggia per le diecimila e oltre.

L’iniziativa dei Verdi – sostenuta anche dalla Lega e dal PS -
propone che l’Azienda elettrica non possa più acquisire partecipazioni a centrali elettriche a carbone, in Svizzera e all’estero. Oltre a questo, il testo prevede che AET ceda le partecipazioni già acquisite in centrali a carbone entro il 2015.

“Sono davvero molto soddisfatto e ringrazio tutti quelli che hanno firmato”, commenta euforico Sergio Savoia. “Ma chiedo a tutti di firmare e far firmare in questi ultimi giorni di raccolta e di farci avere prima possibile i formulari. Perché più firme avremo e più sarà forte la nostra iniziativa”, conclude il coordinatore. La consegna delle firme è fissata per il 21 giugno.

23 maggio 2010

Brindisi:PRONTI A FIRMARE LE CONVENZIONI TRA QUALCHE SETTIMANA/A Spotorno Un convegno per parlare di "Centrali a Carbone"

PRONTI A FIRMARE LE CONVENZIONI TRA QUALCHE SETTIMANA

L'accordo sul passaggio in mano pubblica della rete di monitoraggio è quinquennale. Le società pagheranno i costi di gestione e di manutenzione. A giorni la firma
Ad Arpa le centraline Enel ed Edipower: i dettagli dello schema di convenzione
di Rinaldo Guerra » www.brindisireport.it 22 maggio 2010
BRINDISI – Di fatto, si tratta di una svolta. Secondo lo schema della convenzione che sarà presto firmata con Comune e Provincia , Enel ed Edipower cederanno le loro centraline di rilevamento della qualità dell’aria all’Arpa, e a provvedere ai costi di gestione saranno proprio le società termoelettriche. Le basi dell’accordo, che prevede una durata quinquennale, erano state gettate dalla Provincia di Brindisi ai tempi della giunta Errico. Oggi, tutte le parti in questione si dicono pronte a firmare la convenzione (se ne dovrebbe parlare tra qualche settimana).
"Una svolta, perchè finora erano queste ultime a controllare i valori di Pm10, So2 e No2 forniti dai loro apparecchi."
Lo schema di convenzione approvato dalla giunta comunale con una delibera del 19 maggio, è chiaro: Edipower affiderà in gestione cinque centraline (cedendo all’Arpa anche 25mila euro di costi di gestione più altri 13mila per la manutenzione), mentre altrettante saranno quelle fornite dall’Enel (spesa di 26mila euro, e anche in questo caso 13mila euro di manutenzione).
ARPA – Quale sarà il compito dell’Arpa? L’agenzia regionale per la prevenzione e la protezione ambientale dovrà: acquisire i dati orari, provvedere all’analisi, alla validazione e all’elaborazione dei dati, emettere report mensili, e gestire attività di manutenzione, attraverso l’assegnazione dell’attività manutentiva mediante procedure esterne ad una ditta specializzata.
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A PROPOSITO DI CENTRALI A CARBONE .........
Guardate i molto dettagliati ed efficaci video relativi alla centrale a carbone
"Federico II di Cerano BRINDISI ": sono sicuramente una grossa opportunità per conoscere le problematiche per i cittadini e per la salute di coloro che convivono con impianti così impattanti e le ricadute sulle sulla popolazione.

Cerano: il primo killer del clima in italia! (parte 2 di 2)

Ed ognuno tragga le considerazioni che ritenga più opportune

NOI VORREMMO TERMINARE RIPORTANDO UNA FRASE POSTA IN CHIUSURA DEL
SECONDO VIDEO di CERAN0

"DOBBIAMO SVEGLIARCI !!!!
PERCHE' TROPPA GENTE
IN SILENZIO
MUORE
E' MORTA
E CONTINUERA' A MORIRE
SE NON FACCIAMO QUALCOSA !!! "

E' di fondamentale importanza ,SU TUTTI I TERRITORI SU CUI RICADONO le CENTRALI A CARBONE, continuare sempre a fare precisa informazione e fare in modo che i cittadini siano tutelati con degli efficaci,ed a norma di legge monitoraggi ambientali .


VI RICORDIAMO (per essere sempre informati)
A Spotorno:
Un convegno per parlare di "Centrali a Carbone"

Il Comitato spontaneo Ambiente e Salute di Spotorno-Noli, con il patrocinio dei comuni di Spotorno e Noli, organizza per giovedì 27 maggio alle 21,00, presso la sala convegni Palace di Spotorno,
il convegno sul tema
"Centrali a Carbone e Salute", serata scientifico-divulgativa per un approfondimento sulle tematiche legate all'inquinamento provocato dalle centrali a carbone.
Interverrà il Dottor Paolo Franceschi, referente per la commissione ambiente dell'Ordine dei Medici di Savona, con una relazione sul tema
"I danni alla salute delle centrali a Carbone"
. Alla discussione prenderà parte anche il Professor M. Wurtz, biologo dell'università di Genova.
La cittadinanza è invitata.