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13 febbraio 2015

1)Patrizia Gentilini . Inquinamento e rischio tumori, ma davvero ammalarsi è solo sfortuna? 2)Cancro: cattiva sorte o cattive teorie?

Tratto da Il  Fatto Quotidiano

Presidente Isde Forlì

1)Inquinamento e rischio tumori, ma davvero ammalarsi è solo sfortuna?

Di recente ha trovato ampio spazio sulla stampa italiana e sui media in generale un articolo di due ricercatori pubblicato su una prestigiosa rivista (Science) nel quale si sosteneva che il cancro è dovuto essenzialmente alla sfortuna (“bad luck”). Verrebbe spontaneo rispondere che certamente nascere in prossimità di siti inquinati, essere esposti a pesticidi, emissioni di inceneritori, centrali a carbone, acciaierie o altre amenità è certamente “una sfortuna”, ma non era questo che intendevano gli Autori né tantomeno i media che con grande risalto hanno ripreso la notizia.
Infatti il messaggio arrivato al grande pubblico è che la principale causa del cancro è la casualità, ovvero “la sfortuna” e che pertanto politiche di prevenzione primariariduzione dell’inquinamento o idonee scelte di vita, non siano poi più di tanto importanti.
Ma cerchiamo di capire cosa esattamente è emerso dallo studio: i due ricercatori, utilizzando anche modelli matematici, hanno dimostrato che c’è una forte correlazione tra la frequenza dei tumori e il tasso di proliferazione delle cellule staminali dei tessuti in cui i tumori stessi insorgono.
Questo non stupisce affatto perché è logico ipotizzare che quanto più spesso le cellule staminali di un organo sono in fase replicativa, tanto più è facile che insorga un cancro dal momento che una frequente proliferazione facilita errori di replicazione del Dna e l’insorgenza di mutazioni.
Ma da qui ad affermare, come fanno gli Autori, che le influenze stocastiche (casuali) costituiscono il contributo più grande all’insorgenza del cancro e che il 65% dei tumori è dovuto alla proliferazione delle cellule staminali e dunque al “caso” ce ne corre!
Questo articolo ha già suscitato una dura replica da parte della Iarc che il 13 gennaio 2015 ha scritto: “L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc), Agenzia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità specializzata per le Ricerche sul Cancro è in forte disaccordo con la conclusione della relazione scientifica pubblicata sulla rivista Science il 2 Gennaio 2015 dal Dr Cristian Tomasetti e dal Dr Bert Vogelstein sulle cause del cancro nell’uomo. Lo studio, che ha ricevuto una copertura mediatica capillare, ha confrontato, in una vasta gamma di tessuti, il numero di divisioni delle cellule staminali in relazione alla loro durata di vita con il rischio di cancro sempre rispetto alla durata di vita del tessuto ed ha sostenuto che mutazioni casuali (o “la sfortuna”) siano le maggiori cause che contribuiscono alla formazione di tutti i tumori, anche più importanti dei fattori ereditari o di quelli ambientali esterni… Gli esperti della Iarc dimostrano che in queste conclusioni vi sono gravi contraddizioni rispetto a numerosissime evidenze epidemiologiche (che hanno portato a conclusioni opposte nota del traduttoree che sussistono anche numerose limitazioni metodologiche e pregiudizi nell’analisi riportata nella pubblicazione. Concludere che ‘la sfortuna’ è la principale causa del cancro sarebbe fuorviante e potrebbe sminuire gli sforzi per identificare e prevenire efficacemente le cause della malattia”.
Da oltre un decennio l’epigenetica ci ha insegnato che, viceversa, sono proprio le influenze ambientali, specie nelle fasi più precoci della vita, a modulare l’espressione genica e a condizionare il nostro stato di salute non solo per quanto riguarda il cancro ma per quasi tutte le malattie di cui soffriamo. L’origine del cancro non risiede quindi solo in mutazioni casualmente insorte nel Dna delle cellule tanto più queste sono proliferanti, ma anche in centinaia di migliaia di modificazioni epigenetiche indotte dalla miriade di agenti fisici e sostanze chimiche tossiche e pericolose con cui veniamo in contatto ancor prima di nascere. Una ampia revisione del 2011 ha dimostrato che l’esposizione a pesticidi durante la gravidanza aumenta più del doppio il rischio di leucemia nell’infanzia: possiamo dire che  si tratta di “caso” o “cattiva sorte”?
Leggi e guarda il video PROF.ERNESTO BURGIO:La Verità sul cancro che nessuno dice 
O possiamo dire che è “sfortuna” il fatto che la mortalità nel primo di vita sia del 4-5% più elevata nelle aree inquinate rispetto al resto del nostro paese, come dimostra lo studio Sentieri Kids dell’Istituto Superiore di Sanità?
Certamente le differenze fra i vari tessuti nell’insorgenza del cancro – a parità di influenze ambientali e genetiche – sono spiegabili dai tassi di proliferazione delle cellule staminali, ma dove è allora la “cattiva sorte”?
Sapere di essere stati esposti già in utero a campi elettromagnetici, solventi, coloranti e quant’altro o respirare fin da neonati l’aria della Pianura Padana non è certo di buon auspicio, come non è di buon auspicio sapere che col recente decreto “Sblocca Italia” la situazione non potrà che peggiorare visto che, ad es., gli inceneritori bruceranno al massimo della loro potenzialità (a Forlì dalle attuali 120.000 ton a 180.000) e che si è spalancata la strada alle trivellazioni per la ricerca del petrolio nei suoli e nel mare. L’inquinamento che a tutto ciò conseguirà  ci fa dire – amaramente-  che la “sfortuna” avrà di che sbizzarrirsi: quante mutazioni e quante alterazioni epigenetiche “casualmente” capiteranno nelle cellule proliferanti dei nostri tessuti in conseguenza del maggior inquinamento provocato?
Purtroppo il contenuto dell’articolo di Science, l’enfasi con cui è stato accolto dai media, l’assenza del sia pur minimo senso critico che ha accompagnato la sua diffusione, rischia di azzerare il ruolo delle strategie preventive: se davvero si trattasse  solo di “sfortuna” perché impegnarci per ridurre l’inquinamento, evitare il fumo o cercare di promuovere una agricoltura senza veleni?
Viene il dubbio che le conclusioni dell’articolo – e l’ampia risonanza mediatica  che ne è seguita – siano artatamente funzionali a chi non vuole cambiare lo status quo: ma non sarebbe nell’interesse di tutti ridurre le contaminazioni ambientali e lasciare alla “cattiva sorte” meno occasioni di agire?

Tratto da www.lavocedinewyork.com

 2)Cancro: cattiva sorte o cattive teorie?


9 Feb 2015

L’articolo pubblicato su Science (Tomasetti C. and Vogelstein B., Variation in cancer risk among tissues can be explained by the number of stem cell divisionsScience 2015, 347 no. 6217 pp. 78-81), che ho riportato anche sulle colonne della Voce di New York, ha sollevato una discussione piuttosto accesa tra gli scienziati, tanto da far sì che la stessa Science ha trattato nuovamente l’argomento edulcorandolo e facendo ammenda.
L’articolo postulava che c’è una vasta gamma di tipi di cancro che sono da collegarsi ad un aumentato tasso di mutazioni casuali che si verificano nei tessuti con elevate replicazione, concludendo che  22 tipi di cancro erano principalmente associati con mutazioni genetiche casuali (chiamati "R casuali" – la R sta per "casuale"),mentre solo nove erano associate a fattori ambientali (tumori deterministici, o "D-tumori"). In definitiva si affermava che circa il 70% di questi tumori erano principalmente determinata da mutazioni casuali, nell’articolo indicati come  “bad luck” (sfortuna) e non fattori ambientali.
Purtroppo, i giornali specializzati e non hanno sottolineato che il cancro fosse collegato  alla sfortuna piuttosto che ad una questione legata all'ambiente o agli stile di vita, disegnando una conclusione molto semplicistica. 
La presa di posizione dei vari critici parte dalla considerazione che ci dovrebbe essere una  maggiore serietà, quanto meno verso i pazienti affetti da cancro, e che la storia dello sviluppo del cancro è estremamente complessa e non riconducibile ad un calcolo matematico che sancisca solo l’aleatoria’ dell’evento. 
In secondo luogo non si possono sminuire gli effetti patogenetici (non solo nella carcinogenesi) legati allo stile di vita e all’inquinamento ambientale. 
In terzo luogo che i media amplifichino un analisi riduttiva, basato su interpretazioni errate di ciò che la ricerca dimostra, è altamente irresponsabile perché’ si rischia di portare a un'abdicazione di responsabilità quando si tratta di salute ambientale, e del rapporto che esiste tra industria e le istituzioni internazionali, nazionali e locali della sanità pubblica.
Continua a leggere  su www.lavocedinewyork.com

 Per chi vuole capire è molto illuminante guardare il video  dell' intervento del PROF. ERNESTO BURGIO :La Verità sul cancro che nessuno dice 

01 novembre 2010

1)LE CENTRALINE,I DETECTIVE URBANI E I BUCHI NERI 2)Da rivedere le stime dei livelli di ozono atmosferico.

LE CENTRALINE,I DETECTIVE URBANI E I BUCHI NERI

SEMPRE PER QUANTO RIGUARDA I MONITORAGGI AMBIENTALI VORREMMO FAR PRESENTE AGLI ORGANI COMPETENTI CHE A QUILIANO SEDE DELLA CENTRALE A CARBONE TIRRENO POWER (......CENTRALE PER CUI IL 3 NOVEMBRE VI SARA' IL PRIMO INCONTRO AL MINISTERO DELL'AMBIENTE PER IL RINNOVO DELL'AIA.....)
A QUILIANO ,ricordiamo,SI MISURANO SOLO TRE INQUINANTI.
VERIFICHIAMO SUL SITO DI AMBIENTE IN LIGURIA sono

...LA MISURAZIONE DELL' BIOSSIDO DI ZOLFO E' FERMA AL
01 APRILE 2010
(RICORDIAMO CHE TRA QUILIANO E VADO LIGURE IN MEZZO ALLE CASE E' IN PIENA ATTIVITA' UNA CENTRALE A CARBONE)
01/04/2010 00:0001/04/2010 01:006.67SiNo
01/04/2010 02:0001/04/2010 03:005.76SiNo
01/04/2010 03:0001/04/2010 04:007.11SiNo
01/04/2010 04:0001/04/2010 05:006.25SiNo
01/04/2010 05:0001/04/2010 06:007.2SiNo
01/04/2010 06:0001/04/2010 07:0015.24SiNo
01/04/2010 07:0001/04/2010 08:0016.19SiNo
Dati letti:1823
Dati validi:1823
Dati validati COP:1823
Dati certificati:0

DOPO IL PRIMO APRILE NON ABBIAMO PIU' DATI:
BUCO NERO...

e.......PER LA MISURAZIONE DEGLI ALTRI INQUINANTI (BENZENE,P,M 2,5.......):
QUANTO DOVREMO ANCORA ASPETTARE PER UNA MISURAZIONE ADEGUATA A TERMINE DI LEGGE CON CENTRALINE TECNOLOGICAMENTE AVANZATE?

A VADO LIGURE SI MISURANO:
SEMPRE DAL SITO SEMPRE DI AMBIENTE IN LIGURIA
IL BENZENE
29/10/2010 00:0029/10/2010 01:005.46NoNo
29/10/2010 01:0029/10/2010 02:006.94NoNo
29/10/2010 02:0029/10/2010 03:006.86NoNo
29/10/2010 03:0029/10/2010 04:006.94NoNo
29/10/2010 04:0029/10/2010 05:007.84NoNo
29/10/2010 05:0029/10/2010 06:007.02NoNo
29/10/2010 06:0029/10/2010 07:009.31NoNo

Guarda gli altri valori del 29 ottobre 2010

ALTRI BUCHI NERI :OZONO E MONOSSIDO DI CARBONIO A
VADO LIGURE BLOCCATI DAL PRIMO APRILE

E ..COME MAI TUTTI I MONITORAGGI DEGLI INQUINANTI SONO STOPPATI A VADO LIGURE AL 29 OTTOBRE MENTRE A SAVONA I DATI SONO GIA' AL 31 OTTOBRE'?

C'E' QUALCHE PROBLEMA A PUBBLICARE I DATI?
CONSIDERANDO CHE SIA IL BENZENE CHE LE PM SONO VALORI NOTEVOLI.......

NON VORREMMO ESSERE POLEMICI CON L'ARPAL PRESENTE IN QUESTI GIORNI AL FESTIVAL DELLA SCIENZA A GENOVA CHE PUBBLICIZZA SUL SITO AMBIENTE IN LIGURIA:

"Il Detective Urbano sulle tracce dell'invisibile
Il visitatore può scoprire l'inquinamento e la contraffazione, superando il limite della semplice osservazione con la vista, il tatto o l'udito: radioattività, inquinamento acustico a cui siamo quotidianamente esposti...Ad aiutare in questo difficile compito concorrono sofisticate strumentazioni che non siamo abituati a vedere in mano agli agenti, ma che possiamo conoscere e toccare in questo laboratorio. In collaborazione con la Polizia Municipale di Genova, Arpal presenta le indagini relative alle misure della radioattività, sia naturale, sia derivata da manufatti artificiali........."


CONSIDERANDO CHE IL MONDO VA AVANTI E LA TECNOLOGIA PURE .....(ma non a Savona)
QUANTI ANNI DOVRANNO ANCORA PASSARE PERCHE' SUL NOSTRO TERRITORIO POSSIAMO AVERE DEI DATI REALMENTE CERTIFICATI PRODOTTI DA CENTRALINE TECNOLOGICAMENTE ALL'AVANGUARDIA "CON SOFISFISTICATE STRUMENTAZIONI" E NON CENTRALINE FUORI PRODUZIONE ,OLTREMODO DATATE....E CON DATI NON CONTINUATIVI .

ED AVERE INOLTRE FINALMENTE DELLE REALI E PUNTUALI MISURAZIONI ANCHE DELLA RADIOATTIVITA',A NORMA DI LEGGE,
NON CI SEMBRA CHIEDERE TROPPO!!!!!!!

......... DEI VERI DETECTIVE URBANI SIAMO COSTRETTI A DIVENTARLO NOI CITTADINI ( CHE AVREMMO BEN ALTRO DA FARE ).... PER CERCARE DI FAR TUTELARE ,DA CHI DI COMPETENZA,IL NOSTRO SACROSANTO DIRITTO DI VIVERE IN UN AMBIENTE SANO!!!!
____________________________
Tratto da Le Scienze
Inquinamento dell'aria

Da rivedere le stime dei livelli di ozono atmosferico


I risultati di uno studio potrebbero avere un piccolo ma significativo impatto sui modelli usati per valutare la qualità dell’aria, regolamentare le emissioni e stimare l’impatto sulla salute dell’inquinamento
Una ricerca svolta presso il California Institute of Technology (Caltech) e il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA ha permesso di caratterizzare in modo completo una reazione chimica cruciale che influenza la formazione degli inquinanti nell’aria.

"I risultati ottenuti – ora pubblicati sulla rivista Science - suggeriscono per esempio come per le aree più inquinate di una città come Los Angeles gli attuali modelli sottostimino i livelli di ozono del 5-10 per cento e potrebbero avere un piccolo ma significativo impatto sugli attuali modelli computerizzati utilizzati per valutare la qualità dell’aria, regolamentare le emissioni e stimare l’impatto sulla salute dell’inquinamento atmosferico”, ha commentato Mitchio Okumura, docente di fisica chimica del Caltech e principal investigator della ricerca.

La reazione chiave in questione è quella che coinvolge il biossido di azoto (NO2) e il gruppo ossidrile (OH): in presenza della radiazione solare, questi due composti, insieme ad altri composti organici volatili (denominati VOC), rivestono un ruolo importante nella formazione dell’ozono.
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