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15 febbraio 2017

Disastro nucleare a Fukushima: radiazioni altissime.La situazione è tutt'altro che risolta.

Tratto da Italia che Cambia 

Disastro nucleare di Fukushima: radiazioni altissime

A distanza di sei anni dal disastro nucleare, la situazione a Fukushima è tutt'altro che risolta. All'interno del reattore della centrale devastata dal terremoto-tsunami sono stati infatti registrati livelli di radiazioni talmente alti da essere letali persino per i robot.

Come ben noto, l’11 marzo 2011 a Naraha, cittadina giapponese che si trova nella prefettura di Fukushima, il terremoto e maremoto del Tōhoku ha causato quattro esplosioni alla centrale nucleare di Fukushima. I danni sono stati ingenti e la situazione non accenna a migliorare. Anzi, si è aggravata.

La Tokyo Electric Power (Tepco), la società che gestisce l’impianto, ha rilevato nel reattore numero due della centrale un livello così alto di contaminazione radioattiva da rendere difficile, se non impossibile, qualsiasi tentativo di salvataggio dell’area. E neppure i robot studiati per raggiungere il cuore del reattore in questione riescono a resistere alle radiazioni. Il 9 febbraio 2017 per la prima volta è stata infatti calata una macchina nel reattore due per realizzare un’analisi della situazione, ma è stata rimossa prima che terminasse il lavoro a causa dei danni riportati dalla videocamera.
radiazioni-fukushima
Nel cuore del reattore più danneggiato dal disastro sono stati registrati livelli di radioattività altissimi: cinquecentotrenta Sievert per ora, a fronte dei settantadue sievert registrati nel 2012. Per dare un’idea della situazione più chiara, un sievert è sufficiente a causare malattie, mentre cinque sievert potrebbero uccidere le persone che vi si espongono per un mese. Si tratta di rilevazioni fatte nella zona più danneggiata dalla centrale ma è ovvio che anche per quanto riguarda le zone circostanti la situazione è drammatica.

Prima di cedere, la videocamera installata ha filmato un buco di circa due metri di diametro e tracce di materia nera solida, probabilmente combustibile ormai esausto, alla base della struttura.Continua a leggere qui

21 aprile 2015

E.On, allarme per le ceneri di carbone. Vincenzo Migaleddu: “Rischio radioattività”

Tratto da Sardiniapost

E.On, allarme per le ceneri di carbone. Migaleddu: “Rischio radioattività”

E.On
Un fiume sotterraneo di oli inquinanti profondo un metro e mezzo nasce dai serbatoi della centrale E.on corrosi dall’orimulsion, un derivato bituminoso del petrolio ricco di vanadio, zolfo e nichel che lì non doveva essere stoccato. Ma tra gli inquinanti rinvenuti nell’impianto di Fiume Santo, c’è molto altro. Anche un manto di ceneri spesso tre metri, le polveri di carbone disseminate in anni di combustione. In un tale caos di veleni fuori controllo potrebbero anche apparire un problema minore, se non fosse che contengono elementi radioattivi.
Lo stabilisce la Comunità Europea per l’energia atomica (Euratom) e lo ricorda il presidente Isde – Medici per l’ambiente Sardegna, Vincenzo Migaleddu. “Sebbene la radioattività sia diffusa in natura – dice – la produzione di energia da carbone innesca un’abnorme concentrazione di radionuclidi naturali come l’uranio 238 e 235, il torio 232 e il radon, sia nei residui della combustione che nelle emissioni”. E malgrado non facciano riferimento al problema della radioattività, la conferma della pericolosità di polveri e ceneri di carbone arriva anche dalle intercettazioni riportate oggi dall’Unione Sarda. 

“Speriamo che non vengono fuori le cose della polvere, di quel carbone, ci sono dei momenti in cui ci hai un mare di polvere”, dice il vicedirettore della centrale Livio Russo al responsabile del personale Paolo Venerucci.
Ma andiamo con ordine. La pericolosità del processo di concentrazione di isotopi radioattivi è ampiamente riconosciuta dalla normativa europea, che non a caso impone agli stati membri l’adozione di piani di radioprotezione verso i lavoratori delle centrali alimentate a carbone e la cittadinanza esposta ad emissioni e ceneri. Piani, questi, su cui la Regione è terribilmente in ritardo”, spiega Migaleddu. “Specie in un’area come quella di Porto Torres, dove ai radionuclidi del carbone si aggiungono le palte fosfatiche ovvero i rifiuti della vecchia lavorazione dei fertilizzanti al fosforo, anch’essi materiali radioattivi, presenti nell’area industriale dell’Eni”, aggiunge il presidente Isde.
In altri termini, nel Sito d’interesse nazionale di Sassari- Porto Torres, già noto per benzene e cloruro di vinile monomero centinaia di migliaia di volte oltre il limite consentito e per la mortalità per tumore al polmone nel sesso femminile doppia rispetto a quella rilevata a Taranto, si aggira anche lo spettro della radioattività.Tutto parte dalle caldaie, dove le elevate temperature spingono in atmosfera attraverso le ciminiere soprattutto il Radon e i radionuclidi gassosi, mentre l’Uranio e il Torio, più pesanti, si fermano nei filtri o finiscono nelle ceneri di fondo, dove sono presenti con una concentrazione doppia rispetto al prodotto di partenza”, spiega il presidente Isde.
Va però detto che c’è carbone e carbone. Ovvero che i livelli di radioattività variano sensibilmente a seconda della provenienza del fossile: si va dal carbone cinese, il più ricco di torio e uranio, seguito a ruota da quello sudafricano fino a quello colombiano, il ‘meno’ pericoloso, rivela uno studio del 2007 dell’Università di Pisa. Ma è pur vero che “i valori medi fanno in ogni caso scattare l’allarme”, chiarisce Migaleddu. E aggiunge:
“Secondo la normativa UE, le ceneri di carbone dovrebbero essere considerate materiali “Tenorm”, (Technological enanced naturally occurring radioactive materials), ma in Italia vengono avviate in discarica o nei cementifici”.
Quando i radionuclidi prendono questa seconda strada, alla fine del ciclo di ‘recupero’ finiscono dritti nel cemento utilizzato in edilizia. “Con queste ceneri si fa di tutto tranne che controllarle” è l’amara considerazione del presidente Isde – Sardegna.
L‘altro dato preoccupante è che cementifici e discariche sarde smaltiscono circa 300.000 tonnellate l’anno di ceneri. Altro che isola denuclearizzata.
Solo una piccola parte delle ceneri prodotte in loco attraversa il Tirreno. Dalla centrale E.on di Fiume Santo, l’ultimo carico di cui si ha notizia è partito a fine marzo in direzione Tito Scalo, provincia di Potenza, dove sorge un cementificio autorizzato a smaltire 3.000 t/a di ceneri di carbone.
“Oltre alle centrali a carbone, anche altri settori industriali portano alla concentrazione di radionuclidi, compresa la ricerca e i processi secondari pertinenti”, si legge nella normativa europea. A partire dalla”produzione di gas e petrolio, passando per quella di energia geotermica e arrivando alla lavorazione della bauxite e alla fusione di stagno, piombo e rame”. 
Ragione per cui, per Migaleddu, “gli assessorati all’Ambiente e alla Sanità dovrebbero introdurre elementi di carattere sanitario nella valutazione di impatto ambientale dei nuovi progetti; ciò significa mandare finalmente in pensione conoscenze vecchie e sorpassate, attingendo a nuove e più attuali competenze”.
Piero Loi

03 giugno 2014

ALCUNI CONTRIBUTI MEDICI SULLA PERICOLOSITA' DELLE CENERI DA CARBONE........

Tratto da Uomini Liberi
Scritto da UbiK 
ALCUNI CONTRIBUTI MEDICI SULLA PERICOLOSITA' DELLE CENERI DA CARBONE,  IN RISPOSTA A QUANTO DICHIARATO SULLA NON PERICOLOSITA' DELLE CENERI DEPOSITATE A NARZOLE.
Tratto da: progetto ambiente e tumori. AIOM (Associazione italiana di oncologia medica)...
GRANDI IMPIANTI E RISCHIO ONCOLOGICO - Centrali a carbone.
...Oltre alla diffusione in atmosfera degli isotopi radioattivi, deve destare attenzione anche l’utilizzo delle ceneri derivanti dalla combustione del carbone per la costruzione di edifici, in quanto esse presentano valori di radioattività che eccedono o sono molto vicini ai valori massimi di radioattività  consentiti dalle normative radio protezionistiche. (Lu X, Zhang X: Radionuclide content and associated radiation hazards of building materials and by-products in Baoji, West China. Radiat Prot Dosimetry. 2008;128(4):471-6. Epub 2007 Oct 6)
Un’ulteriore fonte di preoccupazione sono le enormi quantità di ceneri che derivano dalla combustione del carbone, in quanto è stato dimostrato il loro effetto genotossico e mutageno. (Chakraborty R, Mukherjee A: Mutagenicity and genotoxicity of coal fly ash water leachate. Ecotoxicol Environ Saf.2009 Mar;72(3):838-42 ) Il problema si pone sia quando le ceneri vengono smaltite in discariche, a causa del percolato, sia quando vengano usate come base per la produzione di cemento.
Studi di mutagenicità in vitro e su animali delle ceneri di carbone.
Gli studi di mutagenicità in vitro hanno dimostrato senza ombra di dubbio il grande potere mutageno delle ceneri di carbone, in particolare quelle di minori dimensioni, non trattenute dai filtri elettrostatici delle centrali a carbone (fly ash o ceneri leggere). (Gilmour MI Comparative toxicity of size-fractionated airborne particulate matter obtained from different cities in the United States. Inhal Toxicol. 2007;19 Sup. - J Smith-Sonnenborn, (1981) Science 207, 180-182 )Mutagenicituy of fly ash particles in Paramecium)
Anche il percolato proveniente dalle discariche contenenti le ceneri di carbone ha dimostrato un notevole effetto genotossico e mutageno in vitro, e può creare effetti avversi sulla vegetazione e sulla salute delle popolazioni umane esposte (Chakraborty R, Mukherjee A: Mutagenicity and genotoxicity of coal fly ash water leachate. Ecotoxicol Environ Saf. 2009 Mar;72(3):838-42)
Nelle cavie i principali tumori derivanti dalla somministrazione di ceneri di carbone sono carcinomi squamo cellulari e adenocarcinomi del polmone.2,4.
Usare le ceneri del carbone (in questo caso 28.000 tonnellate) come fondo di un impianto sportivo, vale a dire esporre ad arsenico, piombo, nickel, diossine e altre sostanze ed elementi tossici, con il consumo lento e progressivo del fondo stesso, tutti coloro che frequentano il centro sportivo... (Dott. Giovanni Ghirga )
Immagine tratta da Facebook del Medico Isde G.Ghirga


Leggetevi  anche l' interessante post di approfondimento   nel link sottostante e ognuno....... tragga le  opportune conclusioni 

31 gennaio 2014

Alta radioattività, chiusa parte centrale nucleare in Inghilterra

 Tratto da Ansa

Alta radioattività, chiusa parte centrale nucleare in Inghiterra

Impianto Sellafield nel nord ovest, è più grande d'Europa

31 gennaio, 12:41
ROMA - La centrale nucleare di Sellafiled, nel nord ovest dell'Inghilterra, è stata parzialmente chiusa dopo che sono stati rilevati livelli alti di radioattività. La struttura è la più vecchia e più grande d'Europa.
 Al personale è stato chiesto di rimanere a casa. Nella centrale rimangono comunque i tecnici che stanno lavorando "normalmente" per permettere alla centrale di continuare a funzionare.
Le autorità della centrale nucleare sottolineano che non ci sono pericoli per i tecnici dell'impianto e gli abitanti della zona.

Non sono state rilevate fughe radioattive e la situazione appare al momento sotto controllo. Le misure precauzionali sono state decise dopo che uno dei monitor che controllano il sito ha rilevato un livello di radiazioni sopra la norma.

..........

Leggi su lafucina

Centrale nucleare inglese fa le bizze, paura in tutta Europa

Rilevati livelli alti di radioattività

Qui l'articolo integrale

25 marzo 2012

Salto di Quirra:torio 232 nelle ossa dei pastori morti

Tratto da Quotidiano.net

Sardegna, torio 232 nelle ossa dei pastori morti

L'elemento radioattivo è presente nelle salme riesumate


Filo spinato circonda il Poligono militare di Quirra, in Sardegna
Filo spinato circonda il Poligono militare di Quirra, in Sardegna
Cagliari, 24 marzo 2012 - Quantità di torio 232, elemento radioattivo, in quantità superiori alla norma sono state trovate nelle ossa di gran parte delle salme di pastori fatte riesumare nei mesi scorsi dalla procura di Lanusei nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo plurimo legata all’inquinamento ambientale nel poligono interforze del Salto di Quirra, fra le province di Cagliari e Ogliastra.
Su 12 delle 15 salme sottoposte ad analisi per la verifica dei livelli di elementi radioattivi, le analisi affidate all’Arpas e al perito scelto dalla procura, il fisico Evandro Lodi Rizzini, hanno evidenziato torio 232 nelle ossa in misura sensibilmente più alta rispetto alla norma. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, i dodici pastori in questione, morti per leucemie o linfomi, avevano fatto pascolare il proprio bestiame nelle aree del poligono, dove non esistevano recinti ne’ cartelli che segnalassero pericoli di un’eventuale esposizione alla radioattività. E’ emerso, invece, che gli altri tre, quelli nelle cui ossa non state evidenziate anomalie, non portavano il gregge al pascolo in quelle zone.
La presenza di alti livelli di radioattività potrebbe essere collegata alle centinaia di missili Milan (almeno 1.200) lanciati e fatti esplodere durante test militari e attività addestrative nel poligono, dove risulta che siano state anche fatte brillare grandi quantità di armi obsolete provenienti da arsenali sparsi nella penisola.

15 gennaio 2012

Il carbone pulito non esiste. Il carbone è radioattivo.

Leggi su Noalcarbone Brindisi

Il carbone pulito non esiste.  

Il carbone è radioattivo.


                            Il carbone pulito non esiste. Il carbone è radioattivo.
"Il 90% degli elementi radioattivi emessi dalle centrali a carbone è costituito dal 210Polonio e dal 210 Piombo.
Il primo impiega più di quattro mesi a dimezzare la propria radioattività, il secondo 22 anni. Il che significa che quando una particella di 210-Piombo, trasportata dalle polveri emesse dalle centrali, si deposita nei polmoni o in qualsiasi parte del nostro organismo, irradierà le nostre cellule per buona parte della nostra vita.
Secondo uno studio dell’agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (APAT), la via principale di ingresso nell’organismo umano delle sostanze radioattive emesse dalle centrali a carbone è l’ingestione, cioè l'alimentazione, che complessivamente rappresenta il 78 - 98% di tutte le possibili vie di contaminazione, se si utilizzano, secondo alcuni modelli di simulazione, solo prodotti locali.
I prodotti alimentari più significativi ai fini della valutazione della dose di radiazioni sono i cereali e gli ortaggi." 
18 ottobre 2009 - Maurizio Portaluri (Medicina Democratica)
Nell'ottica di una capillare informazione riportiamo da un sito di "Agenda 21" della Regione Puglia ,  uno studio sulla radioattivita' del carbone :è un articolo lungo ma merita sicuramente la nostra attenzione. 
Per stimolarne la lettura vi antecipiamo una delle conclusioni :
In queste condizioni il problema della valutazione dei flussi di radioattività conseguenti all'esercizio delle centrali a carbone diviene di particolare interesse dal momento che in particolari condizioni metereologiche il pennacchio della centrale potrebbe raggiungere anche altezze notevoli. In tal caso i materiali volanti potrebbero coprire distanze molto grandi prima della ricaduta, determinando un contributo non solo a livello locale ma anche su scala globale.
                       Leggi lo studio tratto da" Agenda 21 della terra d'Arneo"

09 maggio 2011

Nucleare, blitz di Greenpeace a Palazzo Venezia e la vita sospesa intorno a Fukushima

Tratto da Ecologiae

Nucleare, blitz di Greenpeace a Palazzo Venezia (video)

Nucleare: blitz di Greenpeace a Palazzo Venezia, sul terrazzo storico di Roma da cui si affacciava il duce per plagiare le masse. Alle prime luci dell’alba un gruppo di attivisti dell’associazione pacifista verde, celebre per le sue azioni dimostrative contro l’atomo, ha scalato per la prima volta il famoso edificio.

Aiutati da un camion-gru, i ragazzi si sono arrampicati sulla facciata e hanno raggiunto il balcone per srotolare un enorme striscione su cui non campeggiava la faccia di Benito Mussolini bensì quella del premier Silvio Berlusconi.
Accanto la scritta: Italiani, il vostro futuro lo decido io. Più giù l’invito: Sul nucleare si deve votare.

A Greenpeace, e non solo, non hanno evidentemente digerito le recenti affermazioni di Berlusconi che ha candidamente ammesso, nel corso del vertice con il presidente francese Nicolas Sarkozy, come quello di rinviare le decisioni sul nucleare con una moratoria altro non fosse (ma si era capito sin da subito) che un escamotage per prendere tempo, rimandando una decisione che sarebbe stata presa sulla scia degli eventi di Fukushima, influenzati dall’onda emotiva.

L’obiettivo, anche questo ahinoi noto, è di evitare l’affluenza alle urne per i referendum di giugno, fare in modo che non si avverta la necessità/urgenza di esprimersi sul nucleare perché al momento non rappresenta più un problema, per poi ripresentare la politica energetica fondata sull’atomo quando le acque si saranno calmate e l’opinione pubblica sarà distratta. ...

Una violazione dei diritti dei cittadini, di tutti i cittadini: quelli per il e quelli per il no. Entrambe le posizioni meritano infatti una soluzione democratica ad un dibattito che anima da tempo la coscienza collettiva, sin da quando si decise, per decreto, il ritorno all’atomo senza consultare Regioni, Comuni e cittadini stessi.

Non andare a votare, cercare di impedire il raggiungimento del quorum altro non è che un vicolo cieco per tutti, pro e contro nucleare, acqua pubblica, legittimo impedimento. La verità è che spaventa la possibilità che il 12 ed il 13 giugno prossimi prevalga il buon senso… civico, possibilità sempre più concreta.
Leggi l'articolo integrale
Guarda il video: IL VOSTRO FUTURO LO DECIDO IO

Tratto da La voce dell'emergenza

Giappone: la vita sospesa intorno a Fukushima

Nelle vicinanze della centrale, ai confini della zona evacuata, gli abitanti vivono in un limbo: la paura è tanta, la speranza di tornare presto alla normalità poca
Yoshitoshi Sewa, di professione contadino, abita a Tenei, che dista circa 65 km da Fukushima. In teoria il posto è sicuro, in pratica i suoi nipoti non escono più a giocare in giardino, riferisce il New York Times. “anche se il governo dice che va tutto bene, nessuno di noi vuole rischiare di prendere radiazioni.” Il Signor Sewa dice che dovrà distruggere la produzione di quest’anno perché non troverà compratori. Chi comprerebbe I prodotti agricoli di Fukushima?

RISCHIO – Le persone che abitano nelle immediate vicinanze della zona evacuata non sanno cosa fare. Si sentono sospese in un limbo, esposte a un livello di radiazioni molto al di sopra della norma, ma non così elevato da essere rischioso per la salute. O meglio, non abbastanza rischioso da generare allarme immediato. A lungo termine non si sa, anche perché gli esperti non sono in grado di fornire risposte certe sui danni a lungo termine che potranno causare le radiazioni, che da quasi due mesi vengono immesse nell’atmosfera dalla centrale di Daiichi. Ma chi vuole prendersi il rischio di far uscire i nipotini a giocare?

SENZA PRECEDENTIIn realtà è difficile per gli esperti giapponesi stabilire in modo preciso quale sia una distanza dalla centrale che si possa definire “sicura”. Insomma, ci sono intere città che non sono state avacuate, ma che non possono essere ritenute a una distanza “di sicurezza” dal disastro. “Si tratta di una situazione senza precedenti, che non corrisponde a nessuno degli studi in nostro possesso...

BAMBINI IN CLASSE – Molte critiche vengono dalla Commissione Internazionale di Protezione Radiologica, che sostiene che i livelli di radiazione consentita sarebbero troppo elevati e che ciò comporterebbe un’eccessiva esposizione dei bambini, che sono molto più vulnerabili alla radioattività degli adulti. Il governo dice che il rischio non c’è, ma come si fa a essere sicuri, giacché appunto gli scienziati stessi non sono sicuri su quale sia il livello di guardia dello Iodio 131 e del Cesio 137? Il Ministero dell’Educazione ha rilevato alte percentuali di elementi radioattivi in scuole elementari e materne nella prefettura di Fukushima. Nella città di Fukushima, che si trova a 35 miglia dall’impianto, le scuole hanno vietato ai bambini di giocare in guardino. Sarà una misura sufficiente?

50 MIGLIA DAL DISASTRO – Molti cercano di sminuire il problema, ma l’assenza di dati certi non aiuta a stare tranquilli...Il governo giapponese ha provveduto a evacuare circa 78.000 persone in un raggio di 12 miglia (20 chilometri) dalla centrale, ma vuole ampliare questa zona, sebbene l’International Atomic Energy Agency statunitense raccomandi l’evacuazione entro 50 miglia dal disastro... (Giornalettismo)



Tratto da La voce dell'Emergenza

Worldwatch Institute: il nucleare era già morto prima di Fukushima

Il nuovo rapporto del Worldwatch Institute,Nuclear Power in a Post-Fukushima World – 25 Years After the Chernobyl Accident“, dimostra che «Anche prima della catastrofe a Fukushima, l’industria nucleare mondiale era in evidente declino». Infatti il rapporto, commissionato al Worldwatch mesi prima della crisi nucleare ancora in corso a Fukushima, dipinge un quadro preoccupante di un settore in invecchiamento e non in grado di tenere il passo con i suoi concorrenti dell’energia rinnovabile.

Alcune delle principali conclusioni della relazione sono: Gli aumenti annuali della produzione di energia rinnovabile hanno superato i nuclear start-ups da 15 anni. Negli Usa la quota di energie rinnovabili aggiuntive dal 2% del 2004 al 55% nel 2009, senza che ci sia stata nessuna aggiunta di energia nucleare......

Leggi anche

Fukushima, radioattività marina alle stelle


Fukushima: l’acqua radioattiva raggiungerà le coste USA

04 aprile 2011

In Giappone la Tepco riversa in mare l'acqua radioattiva.Gli esperti: 'una tragedia'

Tratto da "La Voce dell'Emergenza"

Fukushima: livello iodio 131 in mare 7,5 milioni oltre limite. Tepco scarica altra acqua radioattiva

La concentrazione di radiazioni è stata rilevata su un campione di acqua prelevato prima che la società che gestisce la centrale riversasse tonnellate di acqua radioattiva nell’Oceano Pacifico. Nuovo allarme nelle zone colpite: c’è rischio di un’epidemia di tifo fluviale
Ancora allarme per le radiazioni della centrale di Fukushima. Stando a quanto riporta la stampa nipponica, lo iodio radioattivo trovato nell’acqua marina dinanzi al reattore numero 2 dell’impianto atomico è 7,5 milioni di volte superiore al limite legale. Intanto la Tokyo Electric Power Co. (Tepco,), società che gestisce la centrale, pagherà un primo risarcimento provvisorio alla popolazione dell’area attorno all’impianto.Leggi l'articolo integrale


Tratto da Ecologiae

Giappone, acqua radioattiva finirà in mare

Di Paola Pagliaro

Giappone: ultime notizie dall‘inferno nucleare, sempre più fuori controllo. Malgrado l’attenzione del mondo e dei media si sia affievolita, prosegue infatti, crescendo di settimana in settimana di livello fino ad avvicinarsi pericolosamente al sette di Chernobyl, l’emergenza atomica che ha messo in ginocchio la centrale di Fukushima a seguito del violento terremoto e del conseguente devastante tsunami occorso l’undici marzo scorso.

Piani a dir poco pericolosi quelli della Tepco per gestire la crisi. La stessa azienda definisce una soluzione estrema quella di scaricare l’acqua radioattiva in mare a partire da domani.
Che effetti avrà sulla catena alimentare? I danni potrebbero essere immensi e anche l’idea di circoscrivere il braccio di mare che ospiterà i liquidi sporchi, è proprio il caso di dirlo, fa acqua da tutte le parti.

Nell’Oceano Pacifico, fa sapere la Tepco, verrebbero riversate circa 15.000 tonnellate di acqua radioattiva. La soglia di concentrazione di radiazioni che supera questo caricotossico è allarmante, pari a 100 volte il limite consentito, ovvero tollerato per la salute, che è ben diverso da innocuo, attenzione! Per la compagnia il livello è basso, ma le dichiarazioni della Tepco, la fiducia nei vertici aziendali, è crollata da tempo. E i clamorosi errori nelle rilevazioni di livelli tossici nella carne dei giorni scorsi fanno apparire la società un dilettante allo sbaraglio.
Riguardo all’inquinamento radioattivo di proposito del mare come àncora di salvezza (paradossale!), la Tepco spiega che

Acqua radioattiva è stata accumulata presso l’edificio turbine a Fukushima Daiichi, specialmente al reattore 2. C’è bisogno di rilasciare l’acqua accumulata per poter accogliere l’acqua addizionale che si sta raccogliendo. Il rilascio volontario di acqua radioattiva rientra nel tentativo di accelerare i lavori per riportare la centrale sotto controllo. Lo scarico in mare, ad ogni modo, è un piano estremo.

Piano estremo confermato da Yukio Edano, portavoce del governo nipponico........


Tratto da IL PANE E LE ROSE

La Tepco riversa in mare acqua radioattiva. Gli esperti: 'una tragedia'.

Marco Santopadre, Radio Città Aperta

04-04-2011/17:31
--- 'Il rilascio dell'acqua contaminata della centrale nucleare di Fukushima direttamente in mare é stato autorizzato alla Tepco come misura eccezionale e per i bassi livelli di radioattività''. L’asciutta e rassicurante dichiarazione è arrivata a fine mattinata – in Giappone era già sera – dal portavoce dell'Agenzia la sicurezza nucleare di Tokio, Hidehiko Nishiyama. Proprio mentre i tecnici della criticatissima Tepco – il colosso dell’energia giapponese che gestisce la centrale colpita dal sisma dell’11 marzo – cominciavano a riversare in mare circa 10.000 tonnellate di liquido radioattivo che in questi giorni ha riempito le vasche di 3 reattori ancora fuori controllo. La compagnia avrebbe deciso di svuotare le vasche in mare per riempirle poi di acqua ancora più radioattiva, proveniente da altre parti della centrale a diretto contatto con i reattori rimasti scoperti. Secondo la compagnia l’acqua gettata nel Pacifico contiene un basso livello di contaminazione, pari alla dose che può essere assorbita senza conseguenze negative dagli adulti in un anno. Ma come fidarsi di un’impresa che ha sottovalutato i rischi per anni, nascosto rapporti e studi compromettenti, evitato di pagare polizze assicurative e manutenzione ritenute troppo costose, falsificato documenti ufficiali?

Secondo molti esperti, infatti, il rilascio di acqua radioattiva nell'oceano rischia di essere una vera tragedia per l'ecosistema marino, soprattutto per le mutazioni genetiche che possono colpire i pesci per poi ripercuotersi su tutta la catena alimentare, umani compresi. Secondo molti analisti, contrariamente a quanto afferma la Tepco, la capacità del mare di diluire le radiazioni potrebbe venir meno in caso di rilascio per lunghi periodi di tempo. "Questa - afferma ad esempio il biologo marino Silvio Greco - é una vera e propria catastrofe, perché i radionuclidi agiscono sul Dna, quindi oltre alla mortalità immediata ci sono effetti a lungo termine. Quantificare il danno é molto difficile, perché gli unici studi scientifici sono stati fatti dopo i test nucleari degli anni '50, e i risultati sono segreti, ma sulla base degli effetti sull'uomo si possono ipotizzare scenari tragici". Come è noto, le radiazioni interferiscono negativamente con la riproduzione: "Il contatto con le sostanze radioattive può provocare delle 'mutazioni bizzarre' nella progenie dei pesci - spiega al National Geographic Joseph Rachlin, director of Lehman College's Laboratory for Marine and Estuarine Research di New York - che si riflettono nella loro capacità di riprodursi”.

Intanto Greenpeace ha inviato in Giappone una seconda squadra di esperti in radioprotezione per indagare sul fallout radioattivo nelle aree circostanti la centrale di Fukushima. Oltre alla contaminazione ambientale, saranno effettuati test su latte e prodotti agricoli. ''A tre settimane dal disastro ci sono ancora risposte scarse e contraddittorie da parte delle autorità: la gente é confusa e corre un reale pericolo - denuncia Rianne Teule, esperta di radiazioni per Greenpeace International - Il nostro obiettivo é fornire dati indipendenti per impedire che la verità venga nascosta''. Il Comitato Europeo per i Rischi da Radiazioni (ECRR), ricorda Greenpeace, ''ha rilasciato ieri le sue prime valutazioni: nei prossimi 50 anni la contaminazione da Fukushima potrebbe causare fino a 200.000 casi di cancro nei tre milioni di persone che vivono a meno di 100 chilometri dalla centrale. Queste stime sono comunque difficili anche perché la crisi é tutt'altro che terminata. Dopo tre settimane la TEPCO non ha ancora il controllo della centrale di Fukushima, in particolare dei reattori 2 e 3, e non è riuscita a identificare con certezza l'origine delle perdite di acqua pericolosamente radioattiva''. Ieri la Tepco aveva tentato invano di tappare una falla nel reattore con del cemento, ma oggi ha dovuto ammettere di non esserci riuscita. E che quindi materiale altamente radioattivo si sta riversando nel terreno e nelle falde acquifere.

LEGGI:Fukushima: milioni di giapponesi esposti alla radioattività. Scalia: “più vittime da radiazioni che per lo tsunami”

Tratto da QUALENERGIA

Fukushima, il disastro che rilancia le rinnovabili

Il disastro alla centrale nucleare giapponese ha fatto cambiare le scelte di politica energetica di molte nazioni. Alcune hanno congelato, altre ridimensionato i progetti atomici. L'obiettivo è spostare gli investimenti sulle energie rinnovabili. E' soprattutto il caso della Cina. E gli investitori hanno capito la svolta

L'impatto ambientale ed economico che il disastro di Fukushima avrà sul Giappone e i suoi abitanti è ancora difficile da valutare, le dimensioni del danno saranno chiare probabilmente solo ad anni o decenni di distanza. Quel che invece si sta manifestando già ora sono le conseguenze dell'incidente sulla politica energetica di molti paesi e sulla green economy mondiale. Conseguenze in questo caso, fortunatamente, positive.

Lo stesso Giappone ha annunciato che punterà più sulle rinnovabili, solare in primis, e meno sull'atomo. La Cina parla di ridimensionare decisamente il suo obiettivo sul nucleare e di raddoppiare quello sul fotovoltaico e ha bloccato l'approvazione dei progetti per le nuove centrali. La Germania ha frenato bruscamente sul prolungamento della vita dei propri impianti nucleari; ne ha spenti 7 provvisoriamente e accelererà con ogni probabilità sulle rinnovabili.....

Sembra lampante che parte del vuoto lasciato dal nucleare sarà colmato con rinnovabili ed efficienza energetica, e le scelte di cui abbiamo parlato riguardano proprio i mercati energetici più importanti del mondo.

Allegati

LEGGI L'ARTICOLO INTEGRALE

02 aprile 2011

La centrale nucleare di Fukushima incontenibile. Effetti devastanti Inquinata la falda acquifera

Tratto da Ecoblog

A Fukushima Daiichi una crepa nel reattore Nr.2. Inquinata la falda acquifera


Inquinata la falda acquifera sotto la centrale di Fukushima Daiichi. In alto il video di Euronews. Ma a compromettere ulteriormente il già complesso scenario è stata anche la scoperta, poche ore fa, di una crepa sulla struttura in cemento del reattore Nr.2 . Secondo la Tepco, il gestore, potrebbe essere proprio questa fessura l’origine degli alti livelli di radiazioni misurate negli ultimi giorni al largo delle coste dell’arcipelago. Tuttavia si ignora se sia proprio il reattore Nr.2 il responsabile.

Secondo l’Agence de sûreté nucléaire et industrielle giapponese, la Tepco dovrà iniettare nella crepa del cemento per impedire la fuga di radiazioni. Tra l’altro una crepa è stata scoperta su un pozzo di recupero dell’acqua contaminata da radiazioni (quella che precedentemente è versata sui reattori per raffreddarli). Il liquido con una radioattività pari a 1000 millisieverts per ora, finisce direttamente in mare.

Via | France Soir

Tratto da UNONOTIZIE

FUKUSHIMA, PEGGIO DI CHERNOBYL : centrale nucleare di Fukushima incontenibile. Effetti devastanti inevitabili

“Conosco quei reattori, si rischia la catastrofe”
La tragedia in Giappone. Ultime notizie dal mondo
- Il Fatto Quotidiano ha pubblicato uno sconvolgente articolo-intervista a Paolo Ruffatti, colui che ha guidato il programma atomico dell'Ansaldo. Quello che ne esce sono dichiarazioni catastrofiche che fanno venire la pelle d'oca: "Sarà molto peggio di Chernobyl", dichiara Ruffatti. Quello che ci viene detto è solamente una minima parte di ciò che realmente starebbe accadendo in Giappone.
"Sarà molto peggio di Chernobyl -
Paolo Ruffatti L'uranio bucherà il terreno e finirà nelle falde e nell'ambiente". La situazione nella centrale nucleare di Fukushima è fuori controllo. Ieri lo hanno ammesso pubblicamente anche i vertici della Tepco

Il governo giapponese pensa a smantellare i sei reattori dell’impianto contro i quattro, quelli più mal messi, ipotizzati dalla compagnia. E mentre rimbalzano i dati sull’intensità delle radiazioni attorno alla centrale, sulla concentrazione di iodio 131 nell’acqua (ieri stimato in 3.355 volte sopra il valore limite consentito) e sulla nube radioattiva che sta sorvolando l’Europa, la tentazione è di farsi prendere da quell’emotività che tanto disturba gli sponsor del nucleare italiano. Sensazione che prova anche chi di un impianto come quello di Fukushima è esperto.


Paolo Ruffatti è l’ingegnere che tra il 1972 e il 1977 ha guidato l’officina meccanica dell’Ansaldo nucleare. La società genovese in quel periodo ha costruito il reattore dell’impianto di Caorso, di due centrali svedesi (Forsmark) e della centrale francese Superphenix. Quello di Caorso, fermato nell’86, è un reattore da 860 Megawatt con tecnologia Bwr: “Esattamente uguale a quello di Fukushima – dice Ruffatti – se non per il sistema di raffreddamento, che nella centrale giapponese è meno evoluto”.



L’ipotesi peggiore è la fusione del nocciolo, rischio sempre più imminente.
Che i noccioli dei reattori siano fusi è garantito, in tutti e tre i reattori attivi. Lo si è capito già nei primi giorni. Si è continuato a tentare di raffreddare l’impianto con l’acqua, ma bastano 12 ore perché inizi la fusione del nocciolo. O si riesce subito a raffreddare il nocciolo o la fusione va avanti.


Ora che può succedere?
Per quanto riguarda l’uranio che sta nelle barre, dopo aver fuso il contenitore primario, 350 millimetri di grafite e acciaio, precipita nel cosiddetto vessel, altro contenitore d’acciaio sul cui fondo c’è una piscina di soppressione, piena d’acqua. Non sappiamo se l’acqua è ancora lì, io dubito. Se non c’è più, il nocciolo buca anche quello e poi la base in cemento quindi va a finire nel terreno, nelle falde e nell’ambiente. Peggio di quel che è successo a Chernobyl, dove c’è stato rilascio di radiazioni più che altro nell’aria, e peggio di Three Mile Island (reattore Usa, incidente del 1979, ndr), lì il nocciolo è rimasto nel contenitore secondario e lo stanno ancora raffreddando. Si rischia di dover sfollare qualche decina di milioni di giapponesi.


Come si può evitare?
Bisognerebbe andare a vedere se le piscine di soppressione sono danneggiate o no, se c’è ancora acqua, ed eventualmente riempirle. Ma teniamo presente che le radiazioni sono tali che nessuno ora può lavorare là senza sacrificare la vita. I tecnici che abbiamo visto in tv al lavoro nella centrale hanno ancora pochi giorni da vivere.


Se il contenitore è danneggiato e manca l’acqua, cos’altro si può fare?
Non esiste alcuna tecnologia per affrontare questo problema. E non è solo quello il problema. A pochi metri c’è un’altra piscina che contiene le barre d’uranio di ricambio e il combustibile esausto. Ho l’impressione che l’esplosione abbia danneggiato anche queste, vuol dire che ci sono le scatolette con le pastiglie di uranio arricchito che sono finite chissà dove. È roba che uccide un uomo in un’ora, ma bisogna trovarle, senza acqua di raffreddamento vanno in fusione anche quelle.

L’Europa ha deciso di fare degli stress test per verificare la sicurezza dei suoi impianti. Servono?
Dipende da cosa si intende per stress test: per esempio, per verificare se un contenitore primario dopo 40 anni è usurato, bisogna metterlo in pressione. È un’operazione costosa, pericolosa e comunque bisogna fermare l’impianto. Gli stress test meccanici ed elettromeccanici che servono richiedono grossi investimenti. Se si intende qualcos’altro, è solo propaganda per tenere a bada l’opinione pubblica.

Marco Maroni

FONTE: Il Fatto Quotidiano del 31 marzo 2011
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Leggi anche su "La voce dell'emergenza"

Giappone: i cadaveri contaminati di cui non si sa che fare

Livelli abnormi di cesio sono stati rilevati nel manzo proveniente dall’area della centrale. Ma anche nei corpi delle vittime, cui non possono essere tributati gli onori funebri.
CADAVERI ESPOSTI - Ma c’è di peggio. Il timore delle radiazioni ha impedito finora la raccolta di un migliaio di vittime del terremoto dell’11 marzo in Giappone, all’interno dell’area di evacuazione di 20 chilometri creata attorno alla centrale nucleare. Lo hanno rivelato fonti della polizia locale, secondo cui i cadaveri sono stati esposti ad alti livelli di radioattività dopo il decesso.
Gli esperti stanno cercando di trovare un modo per raccogliere i cadaveri, che non possono essere cremati, secondo la tradizione in Giappone, perché il processo potrebbe diffondere pennacchi di fumo contenenti materiali radioattivo. Ma nemmeno seppelliti, poveretti, perché potrebbero contaminare il terreno circostante. Leggi tutto »........

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Ed ora dopo le terribili notizie dal Giappone qualcuno .... prova a festeggiare il pesce d'aprile

PECCATO CHE SIA SOLO UN POLEMICO PESCE D'APRILE........

Tratto da" Il sostenibile.it"

Pubblicato il Dlgs 1225/2011: dal 2012 messa al bando in Italia di carbone, olio combustibile e nucleare. Verso il 100% di rinnovabili.

E’ stato pubblicato il nuovo Dlgs 1225/2011 che bandisce l’utilizzo del carbone ed olio combustibile nelle centrali termoelettriche in Italia. Il Governo Berlusconi ha sancito cosi la forte svolta ecologista che, insieme alla messa al bando di tutte le centrali termoelettriche dal territorio nazionale italiano, ha deciso una messa al bando per i prossimi 120 anni dell’energia nucleare. La svolta ecologista governativa ha con se numerosi ed interessanti programmi in merito alle energie alternative: è stato disegnato il programma di incentivi del quarto conto energia che, modificato in corsa d’approvazione, prevede ora finanziamento a fondo perduto per l’istallazione su tutti i tetti italiani di 3 KW di fotovoltaico a famiglia, o in alternativa finanziamenti a fondo perduto per l’istallazione di una pala mini-eolica su ogni casa italiana. L’obiettivo del Governo è quello di rendere completamente indipendente da carbone, petrolio ed olio combustibile l’intero territorio nazionale. Il nuovo decreto entrato in vigore prevede inoltre un raddoppiamento degli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili rispetto alla cifra incentivante del Primo Conto Energia. Plaudono tutte le associazioni ambientaliste italiane e le associazioni di settore delle rinnovabili. La messa al bando delle Centrali termoelettriche italiane si dovrebbe realizzare entro il 1 Gennaio 2012.
E’ stato previsto inoltre un piano di riconversione di tutte le centrali termoelettriche italiane, che attualmente producono energia con fonti combustibili fossili, le quali produrranno pale eoliche, pannelli fotovoltaici, auto elettriche e biciclette.
L’obiettivo è quello di raggiungere il 100% di rinnovabili entro il 2013 e la riduzione del 90% di emissioni da CO2 entro lo stesso anno.

Novità anche per il settore delle auto: entro lo stesso termine di Gennaio 2012, sul territorio italiano potranno circolare solo auto elettriche, con una deroga per le euro5 che avrà durata sino al Giugno 2012. Dopo quella data sarà vietato per le auto a gasolio/benzina/GPL e metano circolare sul territorio nazionale. Il Governo spera in questo modo di ovviare al crescente prezzo del petrolio che di questi tempi sta colpendo in particolare le tasche dei cittadini.
Allo studio del Governo inoltre un ulteriore Decreto che porterà al divieto totale della presenza di OGM sugli scaffali dei supermercati italiani. Secondo indiscrezioni dal Gennaio 2013 sarà permesso in Italia solo l’utilizzo di cibo da produzione biologica.

Il Governo nell stesso Decreto ha previsto l’abolizione del Primo Aprile di ogni anno per evitare cosi che tali notizie potrebbero essere confuse con possibili Pesci D’Aprile