COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta emissioni di carbonio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta emissioni di carbonio. Mostra tutti i post

20 settembre 2019

L’inquinamento atmosferico può raggiungere il feto: le particelle di carbonio nero riescono ad attraversare la placenta

Tratto da Greenme 

L’inquinamento atmosferico può raggiungere il feto: le particelle di carbonio nero riescono ad attraversare la placenta


placenta feto inquinamento
Particelle di inquinamento atmosferico sono state trovate sul lato fetale della placenta. E’ questo il risultato di uno studio condotto su 28 donne.
La ricerca, condotta da un team della Hasselt University di Diepenbeek, in Belgio e pubblicata su Nature, ha scoperto che l’aria inquinata respirata dalle madri durante la gestazione può arrivare al bambino non ancora nato.
La ricerca ha esaminato 28 placente di neomamme non fumatrici della città di Hasselt, in Belgio. E, triste scoperta, particelle di inquinamento atmosferico (migliaia di minuscole particelle per millimetro cubo di tessuto) sono state trovate sul lato fetale di tutte le placente prese a campione.
I livelli più alti di particelle di carbonio sono stati trovati in 10 madri, proprio quelle che vivevano in zone più inquinate (2,42 microgrammi di nero di carbonio per metro cubo).
Una situazione che ci fa capire come i bambini non ancora nati siano direttamente esposti all’inquinamento prodotto dal traffico automobilistico e dall’uso di carburanti.
Lo studio dimostra dunque e conferma quanto già scoperto da una precedente ricerca: la barriera placentare può essere penetrata da particelle inspirate dalla madre. Il legame tra l’esposizione all’aria inquinata e l’aumento degli aborti, nascite premature e basso peso alla nascita, inizia così ad essere più chiaro anche se ovviamente sono necessari ulteriori studi per accertare il legame tra smog e problemi durante la gravidanza.
La ricerca ipotizza che le particelle stesse possono essere la causa di tali problemi, non solo la risposta infiammatoria che l’inquinamento produce nelle madri.
Il danno ai feti ha conseguenze per tutta la vita e il professor Tim Nawrot dell’Università Hasselt in Belgio, che ha guidato lo studio, ha dichiarato:
Questo è il periodo più vulnerabile della vita. Tutti i sistemi di organi sono in fase di sviluppo. Per la protezione delle generazioni future, dobbiamo ridurre l’esposizione”
E’ evidente che conoscere meglio come l’azione delle particelle di carbonio o nerofumo agiscono sulla gravidanza è importante per tutelare la salute delle donne e dei bambini che vivono in zone inquinate. Per adesso, il consiglio del professor Nawrot è quello di evitare il più possibile le strade trafficate, ovviamente dovrà poi essere risolto il problema a monte, riducendo lo smog dei nostri centri abitati.

06 dicembre 2016

"Muoviamo l'Europa":Centomila firme per far pagare chi inquina

Tratto da  Il Cambiamento

Centomila firme per far pagare chi inquina

Sta galoppando verso le centomila firme la petizione che la settimana prossima sarà consegnata ai membri della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo per far sì che, finalmente, chi inquina paghi, ma paghi salatissimo.

Centomila firme per far pagare chi inquina
Anima dell'iniziativa è WeMove.eu, il movimento "Muoviamo l'Europa", che ha trovato il supporto di Climate Action Network, WWF, Sandbag, Carbon Market Watch e Oxfam.
«Coloro che inquinano non possono più passarla liscia – scrivono sulla petizione i membri di WeMove.eu - bisogna agire perché scontino tutti i danni inflitti alla nostra salute, al clima, all’ambiente». Le firme saranno consegnate la prossima settimana alla Commissione Ambiente del Parlamento Europeo che deve pronunciarsi su una proposta di legge che fissi un prezzo per le emissioni di carbonio. «Con questo voto - dicono da WeMove - si sostiene la nuova riforma delle politiche sul clima, si sollecita la definizione di un prezzo giusto sulle emissioni di anidride carbonica e si agisce contro la minaccia del cambiamento climatico. Non dobbiamo permettere che le lobby industriali dettino legge sulle politiche europee».
«Quando qualcuno fa un danno ci si aspetta che rimedi. Ma quando le imprese inquinano per aumentare i loro profitti siamo noi che paghiamo costi enormi in termini di salute, danni all’ambiente e in soldi che vanno alle tasse. Occorre che le aziende che inquinano paghino e rivedano le loro modalità. Il prezzo che pagano è troppo basso e questo è misura di un sistema sbagliato che va sanato. La Commissione per l’ambiente del Parlamento Europeo sta per pronunciarsi su un voto decisivo in merito a una proposta di legge seria che fissi un prezzo per le emissioni di carbonio. Abbiamo una possibilità concreta di far pagare le industrie e le centrali elettriche per l’inquinamento che producono e che sta distruggendo il clima, ma se non agiamo subito prevarrà una legge debole che congelerà i nostri intenti per i prossimi 15 anni. L’esito dell’imminente votazione è incerto. In questa Commissione ci sono 72 membri. Sappiamo che 18 membri del Parlamento Europeo voteranno per una legge forte, ma sappiamo anche che 18 si opporranno. I restanti potranno votare l’una o l’altra alternativa e abbiamo ragione di allarmarci: dopo l’elezione di Donald Trump, gli umori sono a terra in Commissione e le speranze in una legge forte stanno svanendo. Il futuro della lotta in Europa per il cambiamento climatico è in bilico ed è qui che noi entriamo in gioco! Inonderemo i social media dei membri del Parlamento indecisi di parole di incoraggiamento e sollecitazioni all’azione. La nostra petizione arriverà nei loro uffici. Le nostre 100.000 voci diventano una sola, rivolta direttamente ai nostri rappresentanti eletti per renderli consapevoli di quanto conti far pagare i danni dell’inquinamento e quanto essenziale sia la lotta alla crisi climatica. Unisciti ora e cogli l’occasione per chiamare all’azione i parlamentari europei interni alla Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) e spingerli a sostenere la riforma del sistema europeo di scambio di quote di emissione per il periodo 2021-2030».
«In particolare chiediamo loro di:
- Mobilitarsi per ridurre le emissioni più velocemente, raggiungere obiettivi più ambiziosi e ampliare con gradualità i traguardi,
- Annullare in modo permanente le licenze di emissioni concesse, che hanno portato a ribasso il prezzo del carbone consentendo alle industrie di rilasciare gas a prezzo più basso,
- Non dare soldi alle industrie che inquinano ma, al contrario, costringerle a pagare, opponendosi al conferimento di licenze destinate ad aziende che ricorrono al combustibile fossile.
- Destinare il denaro ricavato dalle nuove politiche ambientali al campo dell’energia rinnovabile e all’adozione di misure di supporto a soggetti che le necessitano come: chi lavora in Europa e ha bisogno di aiuto nella fase di transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e i soggetti vulnerabili che stanno già subendo conseguenze legate alla situazione climatica nei paesi in via di sviluppo».

30 ottobre 2013

"Eu riduca subito emissioni", la richiesta di 13 Ministri

Tratto da Zeroemission 
"Eu riduca subito emissioni", la richiesta di 13 Ministri

I Ministri dell'ambiente di Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Belgio, Portogallo, Svezia, Danimarca, Finlandia, Slovenia ed Estonia, riunitisi sotto il nome di "Green growth group", chiedono misure efficienti contro la CO2

Concordare un pacchetto  ambizioso di politiche per energia e clima per il 2030, riformare il mercato europeo delle emissioni (Ets) e assicurare che l' Ue sia in grado di offrire un target importante di riduzione di CO2 sul tavolo dei negoziati Onu sul clima del 2014: queste le tre priorità chiave del 'manifesto' lanciato oggi da tredici ministri dell' ambiente europei, fra cui Andrea Orlando. Il gruppo si firma come Green growth group, Gruppo per la crescita verde, e oltre all' Italia include Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Belgio, Portogallo, Svezia, Danimarca, Finlandia, Slovenia ed Estonia. "Agire subito per ridurre le  emissioni di carbonio: questo deve essere l' obiettivo della Ue" ha commentato il ministro dell' Ambiente Orlando.

Secondo Orlando, l' azione immediata per la riduzione della Co2 "è la condizione per assicurare uno sviluppo verde in grado di creare buona occupazione e innovazione. Agire subito e' il modo per evitare costi più grandi in futuro così ... da rendere più competitive le nostre economie e più sostenibile la nostra crescita. Servono obiettivi ambiziosi e regole nuove per il mercato delle emissioni. Questo è il senso della nostra azione comune".


Leggi anche su QualEnergia  

 
Come dovranno essere impostati gli obiettivi europei su clima ed energia al 2030? Lo scontro è a 360 gradi con posizioni contrapposte anche a livello dei singoli governi e all'interno della Commissione.

.........la competitività delle economie (anche sul fronte dell’export delle tecnologie low carbon e per la realizzazione di nuove infrastrutture energetiche) – dicono quelli dell’Ambiente - si raggiunge proprio con un cambio di paradigma su clima ed energia, con obiettivi certi e ambiziosi, da indicare in tempi rapidi.
Dunque la battaglia è aperta sul fronte politico, istituzionale e industriale. I grandi dell’energia e le grandi imprese europee, causa la crisi, la concorrenza asiatica e l’erosione dei loro profitti, trovano il loro capro espiatorio nelle politiche contro il global warming e i costi di una possibile transizione energetica. Un approccio retrivo, e non sorprende che la loro ‘mano armata’ sia rappresentata da una parte di quella politica, non solo italiana, incapace di progettare un futuro fondato su nuove basi, ma che resta ancorata a modelli di crescita ormai condannati dai fatti, dai dati economici e dalle evidenze ambientali sempre più drammatiche.......