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31 gennaio 2018

Greenpeace:Inquinamento atmosferico: ogni respiro è un rischio


Tratto da  Italia che cambia

Inquinamento atmosferico: ogni respiro è un rischio

"I gas di scarico delle auto uccidono in Europa decine di migliaia di persone. Ogni giorno di ritardo nell’abbandonare le auto a diesel o benzina in favore di forme di mobilità pulita, porterà ulteriori morti e renderà inevitabili i blocchi delle auto". E' quanto ribadisce Greenpeace, in azione a Bruxelles.



Attivisti di Greenpeace sono entrati in azione ieri mattina a Bruxelles, scoprendo il loro petto e mostrando un lavoro di body art che ritrae i loro polmoni, per chiedere aria pulita e provvedimenti contro lo smog ai Paesi convocati d’urgenza oggi dal Commissario europeo per l’ambiente Karmenu Vella.

Nel 2017 la Commissione europea aveva messo in guardia cinque dei Paesi presenti all’incontro – Italia, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito – riguardo a un imminente provvedimento della Corte Europea contro le ripetute violazioni degli standard comunitari sulla qualità dell’aria, in vigore dal 2010. Anche Repubblica Ceca, Romania, Ungheria e Slovacchia sono stati convocati oggi a Bruxelles, a causa del mancato rispetto delle leggi europee sulla qualità dell’aria. L’Italia, unico Paese insieme alla Francia, è sotto procedura d’infrazione sia per le concentrazioni di particolato che per quelle di biossido di azoto.
Foto di Greenpeace
“I gas di scarico delle auto uccidono in Europa decine di migliaia di persone. Mentre ci sono delle leggi in vigore per proteggerci, per anni i nostri governi non hanno intrapreso le azioni necessarie a riportare l’inquinamento atmosferico entro i limiti previsti”, dichiara Benjamin Stephan della campagna Inquinamento di Greenpeace. “Tutto ciò è criminale e deve essere sanzionato. Ogni giorno di ritardo nell’abbandonare le auto a diesel o benzina in favore di forme di mobilità pulita, porterà ulteriori morti e renderà inevitabili i blocchi delle auto”.

Come spiega il report di Greenpeace “Ogni respiro è un rischio”, il biossido di azoto – che negli ambienti urbani proviene per il 70-80 per cento dal settore dei trasporti, e in massima parte dai diesel – è classificato tra le sostanze certamente cancerogene. I suoi effetti patogeni sono principalmente a carico delle vie respiratorie, del sistema sanguigno, delle funzioni cardiache. È inoltre particolarmente nocivo sui bambini.

“Il nostro auspicio è che l’intervento della Commissione sia effettivamente severo come è stato annunciato. È ora di ripristinare, urgentemente, la piena legalità ambientale a beneficio dei nostri polmoni”, dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Trasporti di Greenpeace Italia. «È difficile immaginare con quali credenziali l’Italia cercherà di scongiurare il deferimento alla Corte. Siamo un Paese in cui, mentre i livelli di  inquinamento atmosferico sono tra i peggiori in Europa, crescono le vendite di auto diesel, non si investe in mobilità alternativa, si continua a garantire le lobby delle fonti fossili. Sin qui, per trasformare la mobilità, specie quella urbana, in Italia si sta facendo poco più di niente”, conclude Boraschi.
Foto di Greenpeace
Greenpeace ricorda che in Italia, tra il 2013 e il 2015, di cinquanta milioni di euro stanziati per avviare la realizzazione di una rete di ricarica per i veicoli elettrici, sono stati infine spesi poco più di seimila euro.

I nove Paesi convocati oggi, Italia inclusa, hanno sempre superato i limiti di qualità dell’aria Ue per il biossido di azoto (NO2) dal 2010. La normativa Ue in materia impone agli Stati Membri di limitare l’esposizione dei cittadini agli inquinanti atmosferici nocivi e stabilisce come soglia massima per le concentrazioni medie annue di NO2 i 40 microgrammi per metro cubo (μg/m3), ovvero il valore individuato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la protezione della salute umana.

Secondo l’Agenzia europea dell’Ambiente, in Europa si registrano annualmente 487.600 morti premature a causa dell’inquinamento atmosferico. In Italia l’esposizione a lungo termine al particolato, al biossido di azoto e all’ozono è direttamente legata a oltre 90 mila morti premature l’anno. L’Agenzia Europea dell’Ambiente calcola inoltre che in Europa, ogni anno, circa 75 mila morti premature sono causate dal solo biossido di azoto. All’Italia, in questa triste classifica, spetta il primato assoluto, con circa 17.300 casi di morte prematura e un tasso di incidenza sanitaria doppio rispetto alla media Ue.

29 luglio 2015

Lifegate:Gli impianti solari più audaci ed efficienti del mondo.

Tratto da Lifegate

Gli impianti solari più audaci ed efficienti del mondo

L’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile è in crescita in tutto il mondo. Nel 2014 si è registrato il record di impianti solari ed eolici installati.
Senza il sole, semplicemente, non esisteremmo e il pianeta sarebbe una gelida landa sterile. Oltre ad aver permesso lo sviluppo della vita il sole rappresenta un’ottima fonte di energia rinnovabile. In tutto il mondo si stanno sviluppando tecnologie sempre più sofisticate per sfruttare i raggi solari per produrre energia pulita, ecco alcuni dei progetti solari più audaci e riusciti.

impianto solare nel desrto del gobi

PARCO SOLARE NEL DESERTO DEL GOBI, CINA

La Cina sta costruendo il parco solare più grande del Paese, il nuovo impianto sorgerà nel deserto dei Gobi, a Golmud e si estenderà per circa 2.550 ettari. La centrale sarà in grado di sostenere il fabbisogno energetico di un milione di abitazioni. Secondo una recente indagine di Greenpeace East Asia, grazie alla crescente adozione di energie rinnovabili, i livelli di inquinamento dell’aria in Cina sono migliorati, seppure ancora inadeguati agli standard mondiali.

TORRE SOLARE PS20, SPAGNA

In Andalusia nel 2009 è entrata in funzione la Torre solare Ps20, l’impianto, alto 165 metri, è secondo per dimensioni solo alla torre solare californiana Ivanpah Solar Power Facility. La torre vanta ben 1.255 pannelli ed è in grado di generare 20 Megawatt di energia elettrica pulita.

torre solare ps20

SISTEMI SOLARI SULL’OSPEDALE DI BIHAR, INDIA

In India oltre trecento milioni di persone non hanno accesso alla rete elettrica e la dipendenza dai combustibili fossili è fortemente radicata. Eppure ci sono realtà che stanno provando ad invertire questa tendenza puntando sulle energie rinnovabili. All’ospedale di Tripolia, ad esempio, sono stati installati dei sistemi per sfruttare l’energia solare concentrata. Questi sistemi producono vapore che viene utilizzato per sterilizzare le attrezzature mediche e della lavanderia, sul tetto dell’edificio sono inoltre installati pannelli fotovoltaici per generare elettricità.

PANNELLI SOLARI E PAGLIA NELL’ISOLA DI AEROE, DANIMARCA

L’isola di Aeroe, a sud della Danimarca, vanta uno degli impianti ad energia solare più estesi del mondo. L’obiettivo dell’isola è quello di raggiungere l’autosufficienza energetica. Per riscaldarsi gli abitanti sfruttano anche la paglia, che alimenta i sistemi di teleriscaldamento combinata con i pannelli fotovoltaici.

pannelli in danimarca

IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TANGTSE, INDIA

La città indiana di Tangtse, ai piedi dell’Himalaya, laddove la dispersione di luce nell’atmosfera è minore, ha installato un impianto fotovoltaico che fornisce elettricità ad una clinica, una scuola e a oltre trecento abitazioni per circa cinque ore ogni giorno.

30 ottobre 2013

"Eu riduca subito emissioni", la richiesta di 13 Ministri

Tratto da Zeroemission 
"Eu riduca subito emissioni", la richiesta di 13 Ministri

I Ministri dell'ambiente di Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Belgio, Portogallo, Svezia, Danimarca, Finlandia, Slovenia ed Estonia, riunitisi sotto il nome di "Green growth group", chiedono misure efficienti contro la CO2

Concordare un pacchetto  ambizioso di politiche per energia e clima per il 2030, riformare il mercato europeo delle emissioni (Ets) e assicurare che l' Ue sia in grado di offrire un target importante di riduzione di CO2 sul tavolo dei negoziati Onu sul clima del 2014: queste le tre priorità chiave del 'manifesto' lanciato oggi da tredici ministri dell' ambiente europei, fra cui Andrea Orlando. Il gruppo si firma come Green growth group, Gruppo per la crescita verde, e oltre all' Italia include Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Belgio, Portogallo, Svezia, Danimarca, Finlandia, Slovenia ed Estonia. "Agire subito per ridurre le  emissioni di carbonio: questo deve essere l' obiettivo della Ue" ha commentato il ministro dell' Ambiente Orlando.

Secondo Orlando, l' azione immediata per la riduzione della Co2 "è la condizione per assicurare uno sviluppo verde in grado di creare buona occupazione e innovazione. Agire subito e' il modo per evitare costi più grandi in futuro così ... da rendere più competitive le nostre economie e più sostenibile la nostra crescita. Servono obiettivi ambiziosi e regole nuove per il mercato delle emissioni. Questo è il senso della nostra azione comune".


Leggi anche su QualEnergia  

 
Come dovranno essere impostati gli obiettivi europei su clima ed energia al 2030? Lo scontro è a 360 gradi con posizioni contrapposte anche a livello dei singoli governi e all'interno della Commissione.

.........la competitività delle economie (anche sul fronte dell’export delle tecnologie low carbon e per la realizzazione di nuove infrastrutture energetiche) – dicono quelli dell’Ambiente - si raggiunge proprio con un cambio di paradigma su clima ed energia, con obiettivi certi e ambiziosi, da indicare in tempi rapidi.
Dunque la battaglia è aperta sul fronte politico, istituzionale e industriale. I grandi dell’energia e le grandi imprese europee, causa la crisi, la concorrenza asiatica e l’erosione dei loro profitti, trovano il loro capro espiatorio nelle politiche contro il global warming e i costi di una possibile transizione energetica. Un approccio retrivo, e non sorprende che la loro ‘mano armata’ sia rappresentata da una parte di quella politica, non solo italiana, incapace di progettare un futuro fondato su nuove basi, ma che resta ancorata a modelli di crescita ormai condannati dai fatti, dai dati economici e dalle evidenze ambientali sempre più drammatiche.......

02 maggio 2012

1)Institut Marques de Barcelona:Infertilita' femminile: scoperto legame con inquinamento 2)IL RISVEGLIO A SINGHIOZZO DELLA CENTRALE

 Tratto da Agi

Infertilita' femminile: scoperto legame con inquinamento

(AGI) - Barcellona, 30 apr. - Scoperto per la prima volta un legame tra l'inquinamento ambientale e l'infertilita' femminile nelle donne sotto i 40 anni. E' quanto emerge da una ricerca dell'Institut Marques de Barcelona. Lo studio e' stato effettuato su donne che si sono rivolte alla sezione di Reproduccion Asistida dell'Istituto: secondo Marisa Lopez-Teijon, la direttrice del reparto a capo dello studio, l'80 per cento delle donne con un ciclo regolare non riesce a diventare madre per aver visto ridurre la propria riserva ovarica a causa di tossine e sostanze inquinanti. Finora l'inquinamento era stato collegato alla qualita' dello sperma e alla relativa sterilita' maschile (pioniera della scoperta, 12 anni fa, la Lopez-Teijon), ma il recente studio evidenzia che puo' influenzare anche la fertilita' delle donne."In generale, non c'e' un alto tasso di menopausa precoce - ha detto la Lopez-Teijon all'agenzia Europa Press - ma nelle donne giovani potenzialmente fertili abbiamo riscontrato una diminuzione della riserva ovarica a causa degli inquinanti e delle tossine prodotte nelle aree industrializzate". 
Questo problema viene attribuito per il 20 per cento a fattori classici come eredita' genetica, malattie cromosomiche, malattie autoimmuni, endometriosi, chemio e radioterapia, mentre l'80 per cento sarebbe da attribuirsi a diossine, pesticidi, fumo, piombo, idrocarburi. In realta', secondo la ricercatrice, questa perdita di fertilita' spesso inizia nell'utero: "entro i primi cinque mesi il feto femmina gia' contiene tutta la sua riserva ovarica - ha detto - e se nel grasso della madre si accumulano troppe tossine questa riserva diminuira' e avra' una qualita' inferiore". 

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Nuovo Aggiornamento Centrale a carbone.... 
di Vado Ligure 



IL RISVEGLIO A SINGHIOZZO  DELLA CENTRALE: Dopo giorni di emissioni non evidenti   domenica 29 Aprile è ripartito il Turbogas  
e lunedì 30 Aprile anche uno dei gruppi a carbone ha ricominciato ad emettere evidenti e copiosi  fumi......anche durante la notte .
Il  1 maggio  parrebbe uscire ...... fumo   solo dal gruppo a  turbo gas.
Questa mattina funzionano entrambi SIA TURBOGAS CHE UN GRUPPO A CARBONE....


SINGHIOZZO DOVUTO ALLA RIDUZIONE DELLA RICHIESTA ENERGETICA E QUINDI ALLA CRISI ECONOMICA IN ATTO .....ANCHE NEL SETTORE ENERGETICO? 
O .........A INTERVENTI DI ORDINARIA MANUTENZIONE ?


COMUNQUE NEI PERODI DI SOSTA O DI EMISSIONI AL MINIMO ....... EMISSIONI SENZA DUBBIO RIDOTTE ANCHE PER I NOSTRI POLMONI E PER LA NOSTRA ARIA.