COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta Andrea Orlando. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Andrea Orlando. Mostra tutti i post

27 novembre 2013

Capacity payment a spese delle rinnovabili: il ministro Orlando non ci sta - STOP SUSSIDI A FONTI FOSSILI


QualenergiaTratto da  Impresa mia

Legge Stabilità-

Forum Qualenergia:

 Cogliati Dezza, delusione .
 
Grande è la delusione che ci viene a guardare le scelte politiche della maggioranza, che nella legge di Stabilità si trasformano, nel settore elettrico, nell'ennesimo regalo alle fonti fossili a danno delle rinnovabili. Lo ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza nel suo intervento. "Non si vuole capire che il sistema elettrico italiano è già cambiato - ha rilevato - che enormi possibilità di sviluppo per il lavoro, per la riqualificazione urbana, per la produzione distribuita di energia possono venire da una politica lungimirante che sappia dove sta andando lo sviluppo dei sistemi energetici italiani. Si continua a pensare che il compito della politica sia quello di garantire il sistema elettrico del secolo scorso ed i suoi attori. Per questo chiediamo la cancellazione del comma 99 dal maxi emendamento della legge di Stabilità, che prevede di togliere risorse alle rinnovabili per dare alle fonti fossili. Da questo Forum lanciamo un presidio per la prossima settimana davanti al Parlamento per ottenere un cambiamento reale nella politica energetica del paese. Le proposte ci sono, le abbiamo presentate in occasione della manifestazione Italiarinnovabile, che abbiamo tenuto a Roma il 26 ottobre scorso".Qui l'articolo integrale

 

Tratto da Greenbiz  Capacity payment a spese delle rinnovabili: il ministro Orlando non ci sta

Anche il Ministro dell'Ambiente Andrea Orlando condivide "l'incazzatura", per usare le sue parole, del settore delle energie pulite e delle associazioni ambientaliste, Dopo l'approvazione in Senato del capacity payment pagato dalle rinnovabili con il comma 99 del maxi emendamento della legge di Stabilità.
In occasione del forum QualEnergia, Orlando fa sapere alla platea di imprenditori e associazioni della green economy che darà battaglia su una norma che non approva affatto: "Condivido l'incazzatura per due ragioni diverse, una di metodo e una di merito. Sono contrario ad affrontare in legge di stabilità questioni di rilevanza strategica che esulano dai conti pubblici. E' una prassi consolidata, ha riguardato il demanio con le spiagge, gli stadi e ora l'energia. Ma è una sede impropria".

A dire di Orlando, ci sarebbero anche dubbi di costituzionalità: "anche se con il ministro Zanonato abbiamo qualche opinione diversa sulle rinnovabili; in questo siamo d'accordo e lui ha sempre riconosciuto che i contributi acquisiti non dovranno essere messi in discussione". .......

Il Ministro conclude il suo intervento sul soccorso al termoelettrico finanziato a spese delle rinnovabili con una nota di speranza, un piccolo spiraglio di luce in quella che è stata una giornata decisamente nera, sottolineando che è giusto ridurre gli incentivi alle fonti fossili e respingere l'attacco: "Considero che ci sia un margine di manovra che va utilizzato. Intendo proporre, insieme al Ministero Sviluppo Economico, un emendamento che mi auguro possa diventare governativo per modificare la norma nel passaggio alla Camera".

Rispondendo a una domanda diretta del presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, Orlando si è dichiarato, infine, disponibile a partecipare a un confronto pubblico proprio sugli incentivi alle fonti fossili e sulle politiche energetiche nel Paese.....

Roberta Ragni

Tratto da Borsa ItaliAna

ENERGIA: ORLANDO, STOP SUSSIDI A FONTI FOSSILI E AD ASSALTO A RINNOVABILI


(Il Sole 24 Ore Radiocor) - "Sono assolutamente d'accordo" a smettere di finanziare e incentivare le fonti fossili" cosi' come "bisogna respingere qualunque tipo di assalto alle rinnovabili, come e' accaduto anche nei diversi passaggi al Senato della Legge di stabilita'". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, al suo arrivo al Forum di 'Qualenergia'.


30 ottobre 2013

"Eu riduca subito emissioni", la richiesta di 13 Ministri

Tratto da Zeroemission 
"Eu riduca subito emissioni", la richiesta di 13 Ministri

I Ministri dell'ambiente di Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Belgio, Portogallo, Svezia, Danimarca, Finlandia, Slovenia ed Estonia, riunitisi sotto il nome di "Green growth group", chiedono misure efficienti contro la CO2

Concordare un pacchetto  ambizioso di politiche per energia e clima per il 2030, riformare il mercato europeo delle emissioni (Ets) e assicurare che l' Ue sia in grado di offrire un target importante di riduzione di CO2 sul tavolo dei negoziati Onu sul clima del 2014: queste le tre priorità chiave del 'manifesto' lanciato oggi da tredici ministri dell' ambiente europei, fra cui Andrea Orlando. Il gruppo si firma come Green growth group, Gruppo per la crescita verde, e oltre all' Italia include Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Belgio, Portogallo, Svezia, Danimarca, Finlandia, Slovenia ed Estonia. "Agire subito per ridurre le  emissioni di carbonio: questo deve essere l' obiettivo della Ue" ha commentato il ministro dell' Ambiente Orlando.

Secondo Orlando, l' azione immediata per la riduzione della Co2 "è la condizione per assicurare uno sviluppo verde in grado di creare buona occupazione e innovazione. Agire subito e' il modo per evitare costi più grandi in futuro così ... da rendere più competitive le nostre economie e più sostenibile la nostra crescita. Servono obiettivi ambiziosi e regole nuove per il mercato delle emissioni. Questo è il senso della nostra azione comune".


Leggi anche su QualEnergia  

 
Come dovranno essere impostati gli obiettivi europei su clima ed energia al 2030? Lo scontro è a 360 gradi con posizioni contrapposte anche a livello dei singoli governi e all'interno della Commissione.

.........la competitività delle economie (anche sul fronte dell’export delle tecnologie low carbon e per la realizzazione di nuove infrastrutture energetiche) – dicono quelli dell’Ambiente - si raggiunge proprio con un cambio di paradigma su clima ed energia, con obiettivi certi e ambiziosi, da indicare in tempi rapidi.
Dunque la battaglia è aperta sul fronte politico, istituzionale e industriale. I grandi dell’energia e le grandi imprese europee, causa la crisi, la concorrenza asiatica e l’erosione dei loro profitti, trovano il loro capro espiatorio nelle politiche contro il global warming e i costi di una possibile transizione energetica. Un approccio retrivo, e non sorprende che la loro ‘mano armata’ sia rappresentata da una parte di quella politica, non solo italiana, incapace di progettare un futuro fondato su nuove basi, ma che resta ancorata a modelli di crescita ormai condannati dai fatti, dai dati economici e dalle evidenze ambientali sempre più drammatiche.......

04 giugno 2013

Qualcosa è cambiato nei confronti dell’Ilva. Perché?

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Ilva, dagli attacchi ai Pm alla linea dura contro i Riva: il cortocircuito della politica

Il governo Monti e quello guidato da Enrico Letta hanno assunto posizioni diametralmente opposte sul caso del siderurgico di Taranto: dopo aver difeso la società e speso parole di condanna per l'operato dei magistrati, ora la colpa è tutta della famiglia proprietaria di un impianto mai bonificato. Il cambio di rotta nasce dal timore che crolli tutto il settore dell'acciaio

Ilva di Taranto

Un anno di attacchi alla magistratura, di leggi ad Ilvam e di ricorsi alla Corte costituzionale per poi dare ragione ai giudici di Taranto e ammettere che la famiglia Riva non vuole rispettare le norme per risanare lo stabilimento siderurgico che diffonde ancora “malattie e morte”. 
Un’accusa che la procura ionica e il gip Patrizia Todisco hanno scritto mesi e mesi fa nelle centinaia di pagine depositate: perizie, intercettazioni e vecchi protocolli di intesa non rispettati. Tutto a sostegno di una tesi che la politica italiana proprio non ne voleva sapere di condividere. Qualcosa, però, è cambiato nei confronti dell’Ilva. Perché?
Nelle ultime 24 ore il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha pubblicamente definito “inaccettabile” la continua violazione delle norme stabilite dall’Autorizzazione integrata ambientale e che quindi “bisogna intervenire”. A poche ore di distanza il suo collega dello Sviluppo economico ha annunciato che è pronto il decreto per il commissariamento a tempo. Un cambio di linea epocale rispetto alle dichiarazioni del recente passato.  
Come quelle dell’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini che il 26 luglio, giorno del sequestro dell’area a caldo, ha addirittura annunciato il ricorso al Riesame contro il provvedimento del gip, dimenticando di essere parte lesa nell’indagine. Ma come ha fatto la politica a dare ragione a quella magistratura che fino a ieri era accusata di voler riscrivere la politica industriale del Paese?
Semplicente non poteva più negare la realtà.  
Il Governo, oggi, non ha più alcuna scappatoia per difendere la famiglia Riva. Un’inchiesta per disastro ambientale a Taranto che ha portato al maxisequestro da 8,1 miliardi di euro, a Milano un fascicolo per riciclaggio e frode sui capitali scudati nei paradisi fiscali che si aggiunge a un altro per evasione fiscale. Le ultime relazioni degli ispettori che descrivono le violazioni e i ritardi nell’attuazione dell’Aia e che in realtà confermano soltanto le tante denunce dei custodi giudiziari puntualmente ignorate nei palazzi romani.

Alla politica italiana, in questo anno, non era bastato evidentemente che i membri della famiglia Riva fossero agli arresti domiciliari (misure confermate dalla Cassazione) per reati gravissimi, oppure che fossero nascosti a Londra, come Fabio Riva, e oggi in attesa di estradizione. 
Non erano bastati i dati della perizia epidemiologica che ha messo nero su bianco i danni dell’inquinamento sui lavoratori e sui cittadini di Taranto.
Non era stato sufficiente nemmeno lo Studio Sentieri presentato a Taranto dall’ex ministro della Salute Renato Balduzzi, con il quale si ammetteva che nel capoluogo ionico si muore più che in altre città per malattie legate all’inquinamento. La politica le ha tentate tutte prima di essere costretta ad ammettere che il lavoro di magistrati, carabinieri, finanzieri e custodi giudiziari era la fotografia di una situazione indifendibile e intollerabile.
Il Governo, però, prima di arrivare a queste dichiarazioni ha fatto i salti mortali pur di salvare l’azienda e i Riva: ha istituito una nuova commissione Aia che in pochi mesi e soli due sopralluoghi in fabbrica (nonostante i pareri negativi dell’Arpa Puglia e degli amministratori giudiziari) ha concesso l’autorizzazione all’Ilva; ha nominato un ex procuratore generale di Cassazione, Vitaliano Esposito, come Garante dell’attuazione Aia; ha nominato Alfio Pini garante delle bonifiche; ha criticato aspramente ogni singola iniziativa delle toghe tarantine dal sequestro del 26 luglio effettuato dal Noe al blocco dell’acciaio eseguito dalla Guardia di finanza il 26 novembre.

Eppure negli ultimi giorni, con uno storico voltafaccia, ha dovuto dichiarare all’Italia intera che quella famiglia di imprenditori non sta rispettando la legge nei tempi previsti e che non è più pensabile giocare con la vita dei tarantini. A Taranto, però, sono tutti convinti che a far cambiare strategia al Governo, in realtà, siano state le dimissioni del cda dell’Ilva e il rischio concreto del crollo della siderurgia italiana. Un cambio di passo arrivato, in ogni caso, con un notevole ritardo. Se nei mesi scorsi qualcuno a Roma avesse letto i documenti prodotti dai
custodi tecnici Barbara Valenzano, Emanuela Laterza e Claudio Lofrumento, avrebbe risparmiato tempo prezioso per la salute di operai e cittadini. 
  E la siderurgia italiana non sarebbe sull’orlo del baratro.

24 maggio 2013

Ministro dell' Ambiente: ecco le nuove linee politiche del dicastero.

Tratto da Greenreport

Il ministro dell'Ambiente Orlando scopre le carte: ecco le nuove linee politiche del dicastero.

Pubblichiamo la sintesi delle dichiarazioni programmatiche presentate dal ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, alla commissione Ambiente della Camera 

 LE TRE GRANDI OPZIONI STRATEGICHE
Green economy
È in questo quadro, è con queste premesse di azione politica, che si possono perseguire le grandi opzioni strategiche che l'Italia ha di fronte: la progressiva modifica del modello di sviluppo verso la green economy, la riconversione energetica e la tutela della biodiversità.

Energie rinnovabili
Sulla questione energetica, faccio mie quanto detto ieri dal premier, Enrico Letta intervenendo in Senato alla vigilia del vertice Ue: "La priorità assoluta in campo energetico per noi resta lo sviluppo delle fonti rinnovabili".
Pensiamo sia cruciale ridurre il costo dell'energia, anche come fattore di competitività per le imprese.

Biodiversità
Insieme a quello dei cambiamenti climatici, la continua perdita di biodiversità rappresenta l'emergenza più importante con cui occorre misurarsi con l'obiettivo di invertire le tendenze in atto per salvare così il futuro della nostra civiltà.


LE TRE PRIORITA' LEGISLATIVE

 L'acqua
C'è bisogno di un intervento normativo urgente e organico per porre fine alla vacatio post referendum. Occorre pervenire ad un Piano nazionale di tutela e gestione della Risorsa Idrica, che traduca finalmente le risultanze referendarie in una azione organica per la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio, che introduca criteri e vincoli per una gestione efficiente, efficace ed economicamente sostenibile della risorsa acqua, rilanciando gli investimenti in infrastrutture e in tecnologie innovative.
Il consumo del suolo
La seconda priorità è di procedere alla definizione di una iniziativa legislativa che ponga dei limiti al consumo di suolo in tutto il Paese. Si tratta di puntare sulla trasformazione del tessuto urbano esistente  e non sulla realizzazione di nuove edificazioni.
I delitti ambientali
Un altro tema su cui intendo promuovere una iniziativa legislativa è quello delle sanzioni per illeciti ambientali. Credo infatti che in materia di reati ambientali e di illeciti amministrativi ambientali  sia giunto il momento di una complessiva riforma normativa del sistema delle sanzioni: noi abbiamo bisogno di rivedere il complesso delle sanzioni amministrative, ma anche di ampliare l'ambito  dei delitti contro l'Ambiente, le risorse e il patrimonio naturale e paesaggistico. Alcune proposte di iniziativa parlamentare sono state depositate in questa legislatura e nella passata, e saranno prese nella massima considerazione in vista di una  proposta del Governo. La tutela dell'ambiente è un tutt'uno con la lotta alla criminalità organizzata.Vai all'articolo integrale




Speriamo che  ai programmi  seguano  atti concreti che  possano   realmente favorire  la greeenconomy, lo sviluppo delle fonti rinnovabili,una reale presa di coscienza dei cambiamenti climatici,la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione dell' acqua e una reale  condanna dei delitti contro l'Ambiente, ed anche di riflesso  una maggiore  tutela dell ' ambiente stesso  e della salute delle persone.

Rimaniamo in attesa  di un reale ed improcrastinabile  cambio di paradigma  del Ministero dell' Ambiente e della politica in generale a questo punto indispensabile  per salvare  davvero  il futuro della nostra civiltà.

 RIMANIAMO IN ATTESA DI ATTI CONCRETI . NON COME  DA SEMPRE ACCADE  TANTE BELLE  PAROLE........ MA  POI NEI FATTI SU MOLTI  TERRITORI  COME IL NOSTRO SEMPRE.....TANTO  TANTO CARBONE
e al posto della green economy  TANTA BLACK ECONOMY.
 

23 maggio 2013

SpeziaPolis: ANCORA CARBONE SENZA SE E SENZA MA........

Riceviamo da   SpeziaPolis

Questo è davvero l'ultimo round e non pare che Ministero e Comune vogliano troppo andare per il sottile: ANCORA CARBONE SENZA SE E SENZA MA.



Pubblichiamo il  comunicato del Comitato SpeziaViaDalCarbone che ben descrive cos'è accaduto ieri.
Riportiamo solo poche righe:
 Rimarchiamo 
l’omissione da parte del Ministero dell’Ambiente della convocazione per il Comitato a partecipare alla Conferenza dei Servizi, cui ha diritto......

il silenzio dell’amministrazione locale, ovvero di Regione Liguria, Provincia della Spezia, ed in particolar modo del Sindaco della Spezia Massimo Federici che, ricevuta la comunicazione, non l’ha resa nota alla cittadinanza ....


la distanza del nuovo Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, Spezzino, che un mese fa, ancora Deputato, aveva aperto un dialogo con il Comitato e oggi nel suo discorso programmatico alla Commissione Ambiente della Camera esalta l’importanza della partecipazione, ma che nella realtà dei fatti ha già tradito le aspettative in lui riposte dai concittadini, se non altro in termini di fiducia e trasparenza



16 maggio 2013

WWF «L'ambiente è un valore da inserire in Costituzione»

Tratto da Greenreport
L'appello del Wwf al Governo

«L'ambiente è un valore da inserire in Costituzione»

.
«Inserire l'ambiente tra i principi fondamentali della Costituzione italiana, nell'articolo 9 accanto al paesaggio e  ai beni culturali non solo per rafforzarne la tutela ma per rilanciare la sfida della sostenibilità al centro dell'agenda politica ed economica di questo e dei futuri Governi. 



Perché per fronteggiare in maniera equa ed efficace la crisi economica, ambientale e sociale del Paese, occorre necessariamente legare lo sviluppo economico alle politiche di tutela e conservazione della Natura e del capitale naturale, ripensando il Pil, i bilanci aziendali e i redditi, anche in virtù di una contabilità ecologica ..»
E' l'appello che il Wwf ha presentato oggi al Ministro dell'ambiente Andrea Orlando, durante la conferenza stampa di presentazione della Campagna Oasi Wwf 2013 e ribadito dal video-appello dei suoi quattro saggi: Edo Ronchi, Gianfranco Amendola, Mario Tozzi e  Fulco Pratesi.

Dante Caserta, presidente del Wwf Italia, ha detto: «Al nuovo ministro dell'ambiente, Andrea Orlando, a cui facciamo i nostri migliori auguri per il suo impegnativo incarico, diciamo che dedicarsi all'ambiente significa mettere in gioco le proprie competenze e la propria passione .In questo senso il Wwf mette a disposizione la sua esperienza partendo dal sistema delle Oasi, che rappresentano non solo uno dei modelli più efficaci della conservazione della natura in Italia, ma anche uno degli esempi più importanti di sensibilizzazione ed educazione ambientale oltre che di economia sostenibile, che uniscono tutela, identità dei territori, opportunità economiche. 
Il Wwf chiede dunque al Ministro Orlando di farsi  portavoce  di questo mondo di valori all'interno del Governo, a partire dall'inserimento dell'ambiente nella Costituzione italiana, con l'auspicio che l'Esecutivo si dimostri capace di larghe intese anche in questo campo, da cui dipende saldamente il futuro di noi tutti».
Orlando, ha approfittato dell'occasione per «Affrontare il tema "rifiuti", al di là delle vicende di prospettiva», ricordando che il suo ministero «Dovrà affrontare una serie di emergenze che rischiano di diventare esplosive in tre-quattro mesi».....
L'eredità che ha ricevuto il neo-ministro, e prima di lui Corrado Clini, è gravosa: «Il ministero dell'Ambiente ha da solo 34 procedure di infrazione, pari ad un terzo di quelle di tutta l'Italia,   e se riuscissimo a ridurle e a riallineare il nostro Paese alle indicazioni dell'Ue sarebbe un buon successo. Per affrontare queste emergenze gli interlocutori sono le Regioni».
 ..........
Gaetano Benedetto, direttore delle politiche Ambientali del Wwf Italia   ha ricordato al ministro che «La priorità del valore costituzionale della tutela ambientale  è oggi sancita da numerose sentenze,  ma troppo spesso negata nei fatti, nelle scelte politiche ed amministrative, nelle procedure di autorizzazione e di pianificazione settoriale. 
Occorre rilanciare il principio della tutela ambientale legandolo inscindibilmente, come indicato da Nazioni Unite, Ocse e Unione Europea, ai processi economici e quindi al rinnovamento dei processi produttivi ed al superamento dell'attuale crisi. 
Per fare questo è necessario aumentare l'attenzione delle Istituzioni sui temi ambientali, troppo spesso condizionate da una politica che non considera l'ambiente come
un'opportunità ma come un vincolo che impedirebbe uno sviluppo concepito in modo vecchio, poiché insostenibile e dannoso  per le future generazioni».


Il Wwf vuole riproporre questo dibattito «Partendo dal pieno riconoscimento costituzionale delle tematiche ambientali che, come ribadito più volte dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassazione mediante il duplice riferimento alla tutela del Paesaggio (art. 9) e della salute (art. 32), vanno affrontate nella loro unitarietà e nella loro inscindibile relazione, anche economica,  con tutti gli aspetti della vita.

 Un esplicito e diretto riferimento nei principi fondamentali della Costituzione, infatti, rafforzerebbe l'autonomia della tutela ambientale e consentirebbe la definizione del bene giuridico da proteggere attraverso una adeguata normativa penale totalmente assente nel nostro ordinamento. 

Riconoscere l'ambiente come uno dei valori fondanti della Repubblica Italiana, rendere tracciabile l'uso e il consumo delle risorse naturali (acqua, suolo, biodiversità ecc.) e la trasformazione degli ecosistemi attraverso la cosiddetta contabilità ecologica, far sentire il peso nelle attività economiche e produttive e lo straordinario valore per il nostro benessere del capitale naturale, sono tutte azioni che risponderebbero a quanto già definito in ambito internazionale da organizzazioni come l'Onu, con la definizione del Sistema integrato di contabilità economica ed ambientale (Seea), l'Ocse, l'Agenzia europea per l'ambiente, l'Eurostat e, in Italia, dall'Istat e da organizzazioni non governative come il Club di Roma e il Wwf». Leggi l'articolo integrale su  Greenreport

01 maggio 2013

Vengono adeguatamente smaltite le ceneri delle centrali a carbone visto l'elevato contenuto di sostanze tossiche che contengono?

Argomento  che dovrebbe in futuro interessare  anche al Neo Ministro dell' Ambiente ,oltretutto Ligure, On.Andrea Orlando. 

Sicuramente ,essendo di La Spezia sa già che in Liguria vi sono tre centrali a carbone ,e conoscerà le problematiche ad esse connesse,essendo  la centrale "Enel  Eugenio Montale"  sul suo territorio.


Essendo del Pd avrà già avuto  modo di conoscere i  diversi  pronunciamenti regionali del Pd relativamente alla "Questione carbone" (in Liguria pro in Calabria contro, in Puglia ....)

Sicuramente come Ministro  dell' Ambiente avrà  anche il dovere  di aproffondire   le problematiche di queste INDUSTRIE INSALUBRI  di 1°CLASSE 

 Conoscerà già sicuramente   questa cartina della  Regione Liguria  

 E  certamente saprà che

  NOI COME CITTADINI ITALIANI RESTIAMO IN ATTESA DAL NUOVO MINISTRO DELL' AMBIENTE  ANDREA ORLANDO,DI ATTI CONCRETI   ,A TUTELA DEL NOSTRO...... POCO CONSIDERATO AMBIENTE .

ATTENDIAMO CHE FINALMENTE SI SEGUA  IN CAMPO AMBIENTALE LA VIA EUROPEA DEL RISPETTO DELLE NORME, ... FONDAMENTALE PER TUTELARE ADEGUATAMENTE  INSIEME CON L' AMBIENTE ANCHE LA NOSTRA SALUTE. 

ANCHE SE COME CITTADINI SIAMO ORMAI PIUTTOSTO SCETTICI... MA VORREMMO POTERCI RICREDERE!!!!!!

_________________

Vengono  adeguatamente smaltite le ceneri delle  "nostre centrali a carbone"?

 Breve punto sulla problematica dello smaltimento delle ceneri....
_______________________

Tratto da Mondoallarovescia

......Come vengono smaltite le ceneri delle centrali a carbone?

L’attuale localizzazione delle Centrali a carbone è stata decisa in tempi in cui non erano forse noti, con la precisione attuale, i loro effetti negativi sulla salute di lavoratori e cittadini residenti nelle vicinanze degli impianti. 

Immagine tratta da Il Sole 24 ore
 L’attività di produzione di energia con il carbone ha dei costi che vengono pagati dalla collettività in termini di salute ma anche di riduzione di altre attività produttive, come l’agricoltura e il turismo.


I rischi per l’ambiente e per la salute derivanti dalle emissioni in atmosfera a causa delle quantità di carbone bruciato, sono, per “fortuna” al centro del dibattito.  

Poco si discute invece del problema dello smaltimento e dello stoccaggio delle ceneri prodotte dalla combustione.


Le ceneri sono molto più pericolose delle polveri di carbone perchè rappresentano un concentrato di sostanze tossiche, quali per esempio gli idrocarburi policiclici aromatici, i metalli pesanti e le poveri silicee che non si sono diffuse in atmosfera con la combustione ma rimangono nei bruciatori e nei filtri.  
Tutti e tre i tipi di sostanze sono cancerogeni certi ed i silicati danno anche fibrosi polmonari gravi ed irreversibili. Specifici studi, effettuati dallEPA (Environmental Protection Agency) negli Stati Uniti, hanno evidenziato anche casi di contaminazione delle falde acquifere con inquinamento dell’acqua potabile a causa dei metalli pesanti provenienti da depositi di ceneri.


Sarebbe interessante conoscere le procedure di smaltimento delle ceneri, il loro percorso dalle caldaie alle discariche.......

(Comunicato stampa salutepubblica)
Immagine tratta da facebook del Dottor G.Ghirga Medico ISDE

Immagine tratta da facebook del Dottor G.Ghirga Medico ISDE

 Post del 20 gennaio 2013


Coal Ash :i rischi alla salute cagionati dalle sostanze tossiche provenienti dalle ceneri di carbone

Coal Ash: The Toxic Threat to Our Health and Environment

 Pubblichiamo uno stracio di pag 4 in traduzione simultanea  e la fig. di pag 5 

 C' è  preoccupazione anche per i rischi alla salute  cagionati  dalle  sostanze tossiche provenienti  dalle ceneri di carbone in combinazioneInfatti mentre le proprietà delle sostanze tossiche  delle ceneri di carbone è risaputo come funzionino singolarmente, poco si sa di quello che succede quando queste sostanze tossiche sono mescolate - come avviene di routine nelle ceneri di carbone.

L'esposizione simultanea a contaminanti può intensificare gli effetti dei singoli contaminanti  esistenti, o può dar luogo ad interazioni e sinergie che creano nuovi effetti

 Per esempio,alluminio, manganese e piombo  entrambi hanno   effetti negativi  sul sistema nervoso centrale; bario, cadmio e mercurio tutti hanno  effetti negativi sul rene.  


Se  più contaminanti delle ceneri di carbone  condividono un meccanismo comune di tossicità o  possono influenzare lo stesso organo del corpo o sistema ,l' esposizione a parecchi  contaminanti contemporaneamente crea una maggiore possibilità di un aumento del rischio per la salute.



  Forse l'EPA non ha tenuto conto ,nelle sue valutazioni dei  rischi ,della possibilità di interazioni sinergiche  dovute alla contemporanea presenza di  numerosi inquinanti nelle ceneri di carbone .


 La figura sottostante  sintetizza gli effetti dei contaminanti delle ceneri di carbone,  con i loro effetti  dannosi sull' organismo.


Implicazioni politiche

A causa della vasta gamma di effetti gravi sulla salute umana e sull'ambiente, il carbone e la sua combustione  (comprese le  ceneri di carbone ) devono essere affrontati in un contesto di salute pubblica.  L' uso di carbone è anche un questione etica.  

Le aziende che bruciano carbone e generano ceneri di carbone non devono essere prive di responsabilità per le conseguenze sulla salute umana   e sulla salute ambientale che scatenano
Inoltre ,  i contaminanti del carbone devono essere trattati in modo da ridurre al minimo i loro impatto sulla salute umana e su quella del pianeta.


 La  responsabilità  della gestione deve cadere prima  su chi produce, utilizza, smaltisce e riutilizza i rifiuti prodotti dalla combustione del carbone.
Per la  salute dal punto di vista medico, la situazione richiede l'applicazione del "principio di precauzione.... 

Continua  a leggere sull'articolo integrale



Considerazione di Uniti per la salute 
del 20 gennaio 2013

  Vorremmo aggiungere solo una  nostra  breve considerazione ... Le aziende che bruciano carbone e generano ceneri di carbone hanno ,come in America,grandi  responsabilità per le conseguenze sulla salute umana   e sulla salute ambientale che scatenano .
 

.....Ma vi è inoltre affiancata la altrettanto grande  responsabilità  degli amministratori  e politici locali e nazionali  che autorizzano  e controllano  o dovrebbero sempre  rigorosamente ed eticamente controllare le  industrie insalubri di 1° classe   quali sono le centrali termoelettriche a carbone.

 .....E che dovrebbero sempre far  applicare e tenere in massima considerazione il" Principio di Precauzione a tutela della salute dei cittadini.

 Post del 19 giugno 2012


Lettera al Presidente Obama per le ceneri da carbone :Protect Communities from Toxic Coal Ash

Tratto da Physician for social responsability

Una lettera di 840 professionisti della salute per l'amministrazione Obama esprime le preoccupazioni per la salute pubblica in materia di smaltimento inadeguato delle ceneri di carbone.

Lettera al Presidente Obama per le ceneri da carbone (Coal Ash)


Caro Presidente Obama,

 
Noi sottoscritti ti scriviamo  come medici ,  scienziati e altri professionisti sanitari per esprimere il nostro allarme sulle minacce per la salute derivanti da uno smaltimento improprio delle  ceneri di carbone.

 Vi chiediamo di promulgare   a protezione della salute , delle norme nazionali applicabili  già quest'anno per  proteggere il popolo americano e il nostro ambiente dai pericoli connessi con le ceneri di carbone.
  Le ceneri di carbone, sono  i rifiuti solidi che rimangono dopo  che il carbone viene bruciato e  costituiscono  il secondo più grande flusso di rifiuti industriali negli Stati Uniti, secondo  solo ai rifiuti delle miniere.
Le ceneri contengono quantità concentrate di alcuni metalli tossici letali per il  mondo. .....


I rischi per la salute da esposizione a questi contaminanti della cenere di carbone -  tra cui arsenico, piombo, mercurio, cadmio, cromo e selenio - sono gravi:

  • L'esposizione cronica di arsenico in acqua potabile può causare tumori della pelle, della vescica, del polmone e  del rene. L'esposizione a livelli inferiori possono causare una diminuzione nella  produzione di cellule ematiche, effetti cardiovascolari, e danni al sistema nervoso periferico.
  •   Il Piombo, un potente neurotossico, può contribuire a ritardi nello sviluppo, diminuzione dell'  intelligenza, problemi comportamentali, malattie renali e morte.
  • Il Mercurio, un neurotossico, è particolarmente dannoso per lo sviluppo del sistema nervoso e può causare ritardi nello sviluppo. Quoziente  ridotto intellettivo  e ritardo mentale e problemi comportamentali.
  •   Il Cadmio, se cronicamente inalato, può provocare malattie renali e malattie polmonari ostruttive,  studi recenti indicano effetti sullo sviluppo sui bambini.
  •   Il Cromo esavalente nella sua forma, se ingerito attraverso l'acqua contaminata, può causare anemia e  cancro allo stomaco. Inalato, il cromo può provocare il cancro ai polmoni, problemi respiratori e ulcere nasali.
  • Un'eccessiva assunzione di selenio, che può essere assorbito da erbe, cereali e gli animali, può causare disturbi della vista, problemi neurologici, paralisi e morte.
  • I bambini sono i più vulnerabili, dato che  i loro organi, specialmente il cervello, si stanno ancora sviluppando e la loro esposizione è maggiore  in quanto mangiano di più ,  respirano  di più e bevono di più per unità di peso corporeo rispetto agli adulti.
In assenza di standard minimi federali, lo smaltimento di ceneri di carbone è spesso inadeguato a contenere questi rifiuti tossici. ....
 

Oltre alle uscite improvvise, disastrose,  la contaminazione  da ceneri di carbone avviene attraverso mezzi subdoli ,  meno visibili, come lisciviazione nei rifornimenti idrici sotterranei.  
Quando i materiali tossici delle  ceneri di carbone si dissolvono in acqua, filtrano  attraverso la terra e possono mettere in pericolo la salute pubblica e dell'ambiente contaminndo  le acque utilizzate per l'approvvigionamento potabile.
Il danno da ceneri di carbone è reale, non teorico. 
 In 34 Stati,  le ceneri di carbone hanno  contaminato ruscelli, laghi e fiumi, falde acquifere sottomarine e pozzi di acqua potabile, infliggendo un danno per i pesci, la fauna selvatica e gli esseri umani. 
 L'Environmental Protection Agency degli Stati Uniti e organizzazioni di interesse pubblico hanno identificato 157 casi di "danno" da carbone dovuti alle ceneri dove "il pericolo per la salute umana o l'ambiente sia stato provato."
 

La minaccia alla salute da Ceneri di carbone  è grave e sta crescendo ulteriormente .Dato che gli  standard di aria pulita per migliorare l'aria  esigono  che depuratori e altre tecnologie rimuovano  più inquinanti dalle ciminiere delle  centrali a carbone di grande potenza, tali contaminanti vengono trasferiti alla cenere di carbone, aumentando sia il suo volume e la sua tossicità.
  Ripulire l'inquinamento atmosferico solo per spostare l'inquinamento pericoloso in un altro tipo di rifiuti è miope, quindi, diventa sempre più importante  affrontare efficacemente questo tipo di rifiuti pericolosi e tossici di accumulo. 

Signor Presidente  a voi
 e all'Environmental Protection Agency , vi chiediamo   standard più ristrettivi di protezione per lo smaltimento ceneri da  carbone  per salvaguardare  la salute dei cittadini ,da quest'anno.Tali norme dovrebbero essere applicabili su scala nazionale . 

  La salute degli Stati Uniti non richiede niente di meno.

Guarda il video del Sierra Club
____________________
A chi ha letto tutto il post RIPETIAMO LA DOMANDA INIZIALE

Carissimi  cittadini Italiani,  come vengono smaltite le ceneri delle  "nostre centrali a carbone"?

Leggi su Corriere Nazionale:

Savona: stop allo smaltimento di ceneri di carbone della Power

Immagine tratta da facebook del Dottor G.Ghirga Medico ISDE

 

Tratto da La Repubblica 

Polveri di carbone della Tirreno Power quindici indagati per la Centrale di Vado

E' questa l' ipotesi alla base di un' inchiesta per traffico illecito di rifiuti pericolosi avviata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Genova dopo le segnalazioni giunte dalla procura di Savona. Al momento sarebbero quindici le persone indagate e tra questi almeno due dei massimi responsabili del contestato impianto della Tirreno Power di Vado Ligure. Con loro anche i titolari di due società di smaltimento di rifiuti e alcuni autotrasportatori. 
Il procuratore capo Michele Di Lecce ha affidato il fascicolo al pm Giovanni Arena. E ieri mattina i carabinieri del Noe di Genova affiancati dai colleghi di Savona hanno acquisito documenti alla centrale termoelettrica. I militari hanno prelevato la documentazione relativa al ciclo produttivo dell' impianto e in particolare quella riguardante il trasferimento delle ceneri del carbone dalla centrale ad alcune aziende piemontesi specializzate nello smaltimento. Accertamenti sono in corso anche su queste imprese per capire se avessero o meno registrato materiale in realtà mai arrivato. L' indagine mira ad accertare se siano stati commessi reati ambientali e amministrativi..... (Marco Preve)