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19 novembre 2013

Ilva, il Codacons chiede un risarcimento danni "10mila euro per ogni cittadino di Taranto"

Tratto da La Repubblica Bari

Ilva, il Codacons chiede un risarcimento
"10mila euro per ogni cittadino di Taranto"

 

L'azione risarcitoria sarà intentata dinanzi al Tar del Lazio nei confronti delle amministrazioni pubbliche "responsabili di aver taciuto gli enormi danni provocati dall'azienda"


"Invitiamo tutti i residenti e coloro che vivono o lavorano abitualmente a Taranto, a partecipare all'azione collettiva contro le amministrazioni pubbliche - afferma sul proprio sito l'associazione - che per anni hanno taciuto gli enormi danni provocati dalle emissioni nocive provenienti dallo stabilimento dell'Ilva, e non hanno adottato i dovuti provvedimenti per salvaguardare la salute dei cittadini e l'ambiente".

"Anche se non ci sono stati danni fisici evidenti - spiega il presidente Carlo Rienzi - è possibile chiedere il risarcimento per i danni morali, esistenziali, da lesione, legati alla vita di relazione, anche in via preventiva del diritto alla salute, per una somma pari a 10mila euro a cittadino. In base a quanto stabilito dalla sentenza della Cassazione civile n. 2515/2002, infatti, "in caso di disastro ambientale, il danno morale è risarcibile autonomamente".

Nell'eventualità di danni alla salute già manifesti - continua rienzi - verrà effettuata una valutazione del singolo, per valutare la fattibilità di una causa individuale che porti al risarcimento di ulteriori danni". Dagli ultimi rilevamenti effettuati nella provincia di Taranto dall'istituto superiore di sanità, "emerge con sconvolgente chiarezza il gravissimo danno alla salute che gli abitanti di Taranto sono costretti a subire", conclude il Codacons.

09 febbraio 2011

1)UN FUTURO DI CARBONE : Brindisi, Civitavecchia, Vado Ligure: inquinamento da polveri sottili e...... 2)L’eolico a un passo dal carbone




TRATTO DA UNONOTIZIE


UN FUTURO DI CARBONE. Ultime notizie Brindisi, Civitavecchia, Vado Ligure: inquinamento da polveri sottili e disastro ambientale sanitario -

Cosa accomuna città come Brindisi, Civitavecchia e Vado Ligure?

Inquinamento da polveri sottili, (e ....PROBABILMENTE )la conseguenza della combustione del CDR delle centrali a carbone.
Se qualcuno avesse qualche dubbio rispetto a quanto scritto riteniamo possa essere utile soffermarsi sulle foto che ritraggono "momenti di vita quotidiana" delle centrali di Brindisi, Civitavecchia e Vado Ligure.

E....... MOLTO UTILE GUARDARE IL SOTTOSTANTE VIDEO


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Tratto da NOALCARBONE

Ticino, carbone a Lunen: il no incondizionato dei Verdi


Da RSI
"I Verdi, promotori dell'iniziativa "per un'AET senza carbone", hanno rigettato il controprogetto promosso dal PPD che prevede l'uscita dagli investimenti nella centrale di Lünen nel 2035 e investimenti compensativi nel settore delle energie rinnovabili.

Nell'incontro avuto oggi con una delegazione della speciale commissione energia del Gran Consiglio, gli ecologisti (il cui testo, che ha già raccolto circa 12'000 firme, si oppone alla partecipazione dell'Azienda elettrica ticinese nel progetto di impianto a carbone tedesco, dandole tempo fino al 2015 per cedere le sue quote) sono rimasti sulle proprie posizioni, giudicando che si è ormai fuori tempo massimo per eventuali compromessi.

Il Gran Consiglio discuterà nella sessione di febbraio se sottoporre entrambe le proposte al popolo."
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tratto NOALCARBONE

Romania, cinque minatori morti in miniera di carbone

Continua la scia di morte che collega le miniere di carbone di tutto il mondo. DaANSA:

(ANSA) - BUCAREST, 6 FEB - Cinque uomini sono morti ieri per un incidente avvenuto a 440 metri di profondita' in una miniera di carbone nella valle di Jiu, in Romania. Lo ha reso noto il portavoce della societa' pubblica che gestisce l'impianto. Le vittime sono quattro elettricisti e un ingegnere che erano impegnati in lavori di manutenzione programmati per il fine settimana quando le attivita' minerarie sono sospese. La natura dell'incidente non e' ancora stata chiarita.

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Tratto da La Repubblica

L’eolico a un passo dal carbone

Immagine 094Il crollo nel prezzo delle turbine eoliche sta spingendo il costo della produzione di energia eolica a livelli molto vicini a quelli del carbone. Ora, sostiene l’agenzia Bloomberg New Energy Finance, il rapporto nelle aeree particolarmente adatte allo sfruttamento dei venti è di 69 dollari scarsi per megawattora eolico contro i 67 dollari delle centrali che bruciano carbone e i 56 degli impianti a ciclo combinato a gas.

Per la prima volta dal 2005, ovvero per la prima volta da quando l’eolico ha abbandonato la dimensione di nicchia, il prezzo delle turbine è sceso infatti sotto il milione di euro a megawatt. Gli ultimi contratti stipulati nel secondo semestre del 2010 con consegna nel corso del 2011 parlano di investimenti pari a 980 mila euro a megawatt contro l’1,06 milioni necessari nel 2009 e l’1,21 del 2007 e 2008.

I motivi della riduzione dei costi sono in parte negativi e in parte positivi. Il lato negativo è rappresentato dalla contrazione nel flusso di finanziamenti verso l’eolico avvenuto nel 2010. Il rovescio della medaglia è l’eccesso di offerta in diversi mercati, in particolare quello spagnolo e quello Usa, che ha determinato l’abbassamento dei prezzi. La nuova situazione, riflette il curatore del rapporto della Bloomberg NEF Eduardo Tabbush, ha come conseguenza una riduzione dei margini di profitto per i costruttori, ma anche una maggiore competitività dell’energia eolica.

Inoltre, aggiunge il Ceo di Bloomberg NEF Michael Liebreich, “siamo reduci da una sequenza di anni in cui i costi delle turbine erano andati crescendo sulla scia dell’aumento della domanda e dei rincari nei prezzi dell’acciaio, ma dietro le quinte i produttori si sono dati da fare per ridurre i costi di produzione”.

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