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27 novembre 2012

SVIZZERA:Redditività in picchiata per carbone e gas: il governo intende agire?

Anche in Germania le energie rinnovabili stanno facendo una concorrenza spietata al settore termoelettrico, mettendo in crisi le centrali elettriche a carbone e gas naturale. Come già successo in Italia, dove molte centrali di nuova costruzione che usano il metano come combustibile sono in crisi e non producono più a sufficienza per ripagare gli alti costi di costruzione, anche nel cuore dell’Europa la priorità di cui godono sulla rete elettrica eolico e fotovoltaico sta costringendo le centrali tradizionali a restare ferme per gran parte dell’anno.
Secondo quanto riporta il quotidiano tedesco Der Spiegel, infatti, una trentina di impianti della Renania Settentrionale-Vestfalia rischia la chiusura. Ben 29 impianti su 72, tra gas e carbone, vengono definiti “candidati al problema”: a partire dal 2014 saranno fuori mercato e non riusciranno a produrre energia a sufficienza e a prezzo abbastanza competitivo per restare aperte.


Leggi tutto: http://www.greenstyle.it/crisi-termoelettrico-in-germania-per-colpa-di-eolico-e-fotovoltaico-13201.html#ixzz2DQgbu6WV

Anche in Germania le energie rinnovabili stanno facendo una concorrenza spietata al settore termoelettrico, mettendo in crisi le centrali elettriche a carbone e gas naturale. Come già successo in Italia, dove molte centrali di nuova costruzione che usano il metano come combustibile sono in crisi e non producono più a sufficienza per ripagare gli alti costi di costruzione, anche nel cuore dell’Europa la priorità di cui godono sulla rete elettrica eolico e fotovoltaico sta costringendo le centrali tradizionali a restare ferme per gran parte dell’anno.
Secondo quanto riporta il quotidiano tedesco Der Spiegel, infatti, una trentina di impianti della Renania Settentrionale-Vestfalia rischia la chiusura. Ben 29 impianti su 72, tra gas e carbone, vengono definiti “candidati al problema”: a partire dal 2014 saranno fuori mercato e non riusciranno a produrre energia a sufficienza e a prezzo abbastanza competitivo per restare aperte.


Leggi tutto: http://www.greenstyle.it/crisi-termoelettrico-in-germania-per-colpa-di-eolico-e-fotovoltaico-13201.html#ixzz2DQgbu6WV
Anche in Germania le energie rinnovabili stanno facendo una concorrenza spietata al settore termoelettrico, mettendo in crisi le centrali elettriche a carbone e gas naturale. Come già successo in Italia, dove molte centrali di nuova costruzione che usano il metano come combustibile sono in crisi e non producono più a sufficienza per ripagare gli alti costi di costruzione, anche nel cuore dell’Europa la priorità di cui godono sulla rete elettrica eolico e fotovoltaico sta costringendo le centrali tradizionali a restare ferme per gran parte dell’anno.
Secondo quanto riporta il quotidiano tedesco Der Spiegel, infatti, una trentina di impianti della Renania Settentrionale-Vestfalia rischia la chiusura. Ben 29 impianti su 72, tra gas e carbone, vengono definiti “candidati al problema”: a partire dal 2014 saranno fuori mercato e non riusciranno a produrre energia a sufficienza e a prezzo abbastanza competitivo per restare aperte.


Leggi tutto: http://www.greenstyle.it/crisi-termoelettrico-in-germania-per-colpa-di-eolico-e-fotovoltaico-13201.html#ixzz2DQgbu6WV
"Redditività in picchiata per carbone e gas: il governo intende agire?" 

LUGANO - I Verdi tornano a parlare della centrale a carbone tedesca di Lünen, nella quale l'Azienda Elettrica Ticinese partecipa finanziariamente con una decisione molto controversa e lo fanno con un'interrogazione al Consiglio di Stato.
 
Secondo indiscrezioni pubblicate dalla rivista Spiegel, uno studio commissionato dal Ministero dell’Ambiente di Düsseldorf giunge alla conclusione che quasi la metà delle centrali termiche del Nord Reno Vestfalia, e più precisamente 29 su 72, sarebbero a rischio chiusura entro il 2014. Il motivo: la riduzione dei prezzi dell’energia causata dalla grande quantità di energia prodotta dalle centrali eoliche e solari.
 
Sempre secondo la rivista Spiegel, anche le nuove centrali non saranno rifinanziabili fino al 2030. "Questo significa - si legge nell'interrogazione - che la centrale di Lünen potrebbe produrre perdite per gran parte del periodo coperto dalla partecipazione AET (2013-2035). A causa delle perdite causate dalle centrali di produzione termiche diversi grandi produttori si trovano confrontati con situazioni drammatiche. Spiegel fa il nome di Eon, RWE, Vattenfall e EnBW.  
Non bastasse questo, la Sociatà Trianel ha di recente perso un’importante battaglia giuridica contro l’organizzazione ambientalista Bund al tribunale amministrativo di Lipsia. Un‘ulteriore complicazione che riapre la strada a possibili nuovi ricorsi contro le immissioni della centrale".....

  Viene infine chiesto se la fiducia sull’operazione Lünen resti giustificata e se davanti alla difficile situazione economica in cui versano le attuali e le future centrali a carbone, il CdS non ritenga indispensabile chiedere ad AET di procedere a degli accantonamenti straordinari urgenti".
Leggi l'articolo integrale su Ticino on line.ch

Leggi  anche

Crisi termoelettrico in Germania per colpa di eolico e fotovoltaico

GreenStyle-di Peppe Croce-26/nov/2012
... mettendo in crisi le centrali elettriche a carbone e gas naturale. ... Secondo quanto riporta il quotidiano tedesco Der Spiegel, infatti, una ...leggi qui l'interessante articolo integrale

13 settembre 2011

1) CENTRALI A CARBONE:Perché è urgente mobilitarsi?2)Continua la dismissione delle centrali a carbone Usa: ora tocca al Texas

Tratto da Spezia Polis

S
PEZIAVIADALCARBONE - Comitato di Cittadini


Perché è urgente mobilitarsi?


L’eventuale ottenimento dell’AIA alle attuali condizioni metterebbe Enel al riparo da ulteriori possibili azioni anche a cura degli enti locali, se non al verificarsi di fatti molto gravi, peri prossimi 5 o addirittura 8 anni (se la centrale fosse in regola con la procedura EMAS). Come dire, ora o mai più, è questo il momento in cui ciascuno, gli enti locali ma anche i cittadini, deve fare la sua parte: impegnandosi con accuratezza nella redazione dei pareri; rispettando le norme nelle procedure autorizzatorie; sensibilizzando la classe politica di questa città/provincia/regione affinchè operi in nome e a tutela dei cittadini da cui è stata eletta e che è tenuta a rappresentare.
Vai al Sito Speziapolis
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Tratto da Greenreport

Continua la dismissione delle centrali a carbone Usa: ora tocca al Texas

Sierra Club, Public Citizen e la Sustainable energy and economic development Coalition (Seed Coalition) del Texas hanno accolto con entusiasmo l'annuncio dato dalla Txu-Luminant che metterà fuori servizio due unità delle sue centrali elettrice a carbone e che cesserà l'utilizzo di lignite nel suo impianto di Monticello nel nord-est del Texas.

Karen Hadden, della Seed Coalition, sottolinea che «Monticello è una delle peggiori unità della nazione per l'inquinamento da mercurio. L'inquinamento da mercurio dà come risultato danni cerebrali per i bambini».

Eva Hernandez, che dirige la campagna "Beyond Coal" di Sierra Club in Texas, ha detto che «L'annuncio della Luminant è una vittoria per tutti i texani che si occupano di aria pulita. L'elettricità prodotta dal carbone è la fonte primaria di inquinamento da mercurio tossico ed è un "leading trigger " per gli attacchi di asma. I bambini, gli anziani e tutti coloro che hanno malattie respiratorie sono particolarmente vulnerabili all'inquinamento dell'aria emessa dalle centrali elettriche a carbone »...

Ma proprio per questo Sierra Club, Public Citizen e Seed Coalition invitano Luminant «A seguire gli esempi di altri impianti nazionali a carbone messi in "phase outs" in tutto il Paese e a sostenere il reinvestimento nell'energia pulita, anche per proteggere i lavoratori».

Secondo i dati forniti dalla campagna Beyond Coal, negli Usa dall'inizio del 2010 si contano 97 centrali a carbone già in pensione o impegnate ad una dismissione graduale, impianti che rappresentano 33.000 megawatt di energia sporca, quasi il 10% dell'energia prodotta col carbone negli Usa.

Quella delle Big Coal Usa sembra una ritirata clamorosa: a marzo la Tennessee Valley Authority (Tva) ha annunciato la dismissione di 18 centrali elettriche a carbone nel sud-est degli Usa e la riconversione dei lavoratori nella produzione di energia pulita o il trasferimento in altri impianti meno inquinanti. La Cops Energy di San Antonio ha annunciate la dismissione della central di Deely Coal while, impegnandosi a riqualificare I suoi lavoratori nel settore dell'energia pulita o a trasferirli in altre facilities. Secondo le tre Ong Usa, «La transizione all'energia pulita a San Antonio creerà tra gli 800 ed I 1.000 posti di lavoro locali nella clean energy»Leggi tutto

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Tratto da Roma capitale.net

Siti inquinanti, la Corte dei conti boccia il ministero dell'Ambiente
Ritardi nell'attuazione dei progetti e risorse non spese: queste le principali criticità

ROMA - Il ministero dell'Ambiente non riesce a impiegare in modo efficiente i finanziamenti per il recupero ambientale dei siti inquinanti. La bocciatura arriva dalla Corte dei conti, al termine di un'indagine sull'andamento contabile del capitolo di spesa 7503 relativo appunto ai Sin, Siti inquinanti nazionali.

Leggi tutto

26 maggio 2011

SVIZZERA VOLTIAMO PAGINA.SI' all'AET SENZA CARBONE 2)AUSTRALIA "The Critical Decade" del cambiamento climatico

Tratto da Ticino Libero
VOLTIAMO PAGINA.SI' all'
AET SENZA CARBONE

Francesco Maggi, granconsigliere Verdi

L’impegno del WWF contro la partecipazione di AET alla centrale a carbone di Lünen non è una battaglia estemporanea e locale. L’organizzazione internazionale, leader nell’ambito della conservazione della natura è attiva in tutto il mondo contro il carbone e a favore di una politica energetica sostenibile. Secondo un recente studio commissionato dal WWF Internazionale il mondo potrebbe utilizzare il 100% di energie rinnovabili già nel 2050.

Ma per fare questo bisogna investire da subito nell’efficienza e nelle energie rinnovabili. L’urgenza e l’importanza di questa svolta epocale in materia di politica energetica è dettata dai cambiamenti climatici, i cui ‘guasti’ sono ormai quotidiani (pensiamo quanto successo in Russia, Pakistan, Australia, Brasile ma anche ai recenti tornado negli USA e alla siccità che attanaglia la Svizzera).

Ogni franco di carbone venduto nel mondo causa 1.2 franchi di danni all’ambiente (Ce Delft, 2008). Si tratta di una stima prudenziale, il dato finale è certamente peggiore. Investire nel carbone è insensato anche da un punto di vista economico.

Il Governo federale ha ribadito di voler rispettare gli impegni sottoscritti a Kyoto in materia di riduzione del CO2, ma si tratta di una politica ipocrita in quanto permette alle grandi aziende produttrici di energia di investire nel carbone all’estero, caricando sui paesi vicini il CO2 emesso in grandi quantità.

Il WWF Svizzera ha dichiarato guerra a questi investimenti e si sta impegnando contro le partecipazione di aziende svizzere a centrali a carbone, come quella di Lünen.

L’azione del WWF non è rimasta inascoltata. Già quattro aziende hanno rinunciato ai previsti investimenti (Gruyère Energie, Groupe E, Romande Energie e Elektro Basel Münchenstein). Contro altre partecipazioni sono in corso raccolte firme, come ad esempio nel canton Grigioni (partecipazioni di Repower in Germania e Italia). Meno aziende parteciperanno nelle centrali a carbone e meno centrali si costruiranno!

In Ticino la raccolta firme ha avuto successo (quasi dodicimila le firme raccolte). Il prossimo 5 giugno le cittadine e i cittadini ticinesi avranno, per la prima volta, l’occasione di dire la loro sulla politica energetica di AET.

Il WWF ribadisce la sua opposizione alla partecipazione di AET al carbone, invita a votare un convinto Sì all’iniziativa.

Il controprogetto, presentato dai fautori dell’investimento nel carbone (PLR, PPD e UDC), non rappresenta un’opzione valida. Anzi, esso costituisce un alibi per rimanere ancorati alle vecchie energie ritardando per altri decenni la svolta energetica che il WWF chiede da tempo a grande voce.

E’ ora di voltare pagina!

Francesco Maggi, granconsigliere Verdi

SEMPRE DALLA SVIZZERA
Tratto da Swiss info.ch

SVIZZERA:No all'atomo, una scelta coraggiosa

Il 25 maggio il governo svizzero ha deciso di non temporeggiare e di uscire progressivamente dal nucleare. Una determinazione accolta positivamente dalla stampa svizzera, che si interroga tuttavia sul futuro dell’approvvigionamento energetico.

«È una scelta forte e coraggiosa», scrive il quotidiano ticinese La Regione, che analogamente a molti giornali, sottolinea la svolta storica decisa dal Consiglio federale.
Una scelta che fa della Svizzera uno dei primi paesi al mondo a optare per un futuro senza atomo, rileva il vodese 24 Heures. «Per un paese così cauto - osserva Le Matin - si tratta di una sorta di rivoluzione».
«È anche una prova che le donne in Consiglio federale hanno a cuore l’interesse della Svizzera, senza farsi influenzare dalle potenti lobby del nucleare».
Leggi l'articolo integrale

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Tratto da Greenreport

ANCORA PROBLEMI PER IL CARBONE:ANCHE IN AUSTRALIA

"The Critical Decade" del cambiamento climatico

La Climate Commission di scienziati istituita dal governo australiano ha reso noto il rapporto "The Critical Decade" che evidenzia i terribili effetti che il cambiamento climatico potrebbe avere sull'Australia, e chiede che il settore energetico, dominato dal carbone, diventi "green" e che il governo cerchi di ottenere subito il sostegno parlamentare per il "carbon price", come una delle soluzioni per ridurre l'inquinamento.

Il rapporto evidenzia che le città costiere australiane sono minacciate dall'innalzamento del livello del mare, in Sydney, mentre l'acidificazione dell'oceano, causata dall'assorbimento della CO2 prodotta dai combustibili fossili, non risparmierà la Grande Barriera Corallina.

Le regioni costiere vicine alle più grandi città australiane, come Sydney e Melbourne, sono estremamente vulnerabili all'aumento del livello del mare, ad alluvioni e maree. Secondo la Climate Commission australiana "Il livello del mare potrebbe aumentare da 0,5 a 1 metro (da 1,64 piedi e 3,3 piedi) entro il 2100", minacciando le aree più abitate dell'Australia. Anche un aumento del livello del mare di 0,5 metri, che potrebbe avvenire entro il tempo di vita medio di un essere umano, potrebbe portare al susseguirsi di eventi climatici estremi e il riscaldamento degli oceani e dell'atmosfera, lo scioglimento dei ghiacci marini, potrebbero comportare "Enormi rischi" per l'economia australiana.(E NON SOLO!!!!)

"Questo è il decennio critico. Le decisioni che prenderemo da ora al 2020, determine

ranno la gravità dei cambiamenti climatici...."

leggi tutto

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Tratto da TMnews

Micronesia fa causa a Praga per centrale troppo inquinante

Roma, 26 mag. (TMNews) - La Federazione delle Isole della Micronesia (uno Stato arcipelago, costituito da circa 600 isole dell'Oceania) ha annunciato l'avvio di una azione legale contro la Repubblica Ceca per impedire il prolungamento della vita di una singola centrale a carbone, quella di Prunérov-2, per la quale il ministero dell'Ambiente ceco ha recentemente approvato la valutazione di impatto ambientale per lavori di ammodernamento che consentiranno di evitarne la chiusura. Nel corso della "Conferenza delle nazioni insulari minacciate dai cambiamenti climatici" tenutasi (23-25 maggio) a New York, la Micronesia ha presentato il documento base dell'azione legale internazionale, elaborato dal proprio Governo in collaborazione con Greenpeace e con l'Associazione ceca Environmental Law Service. .....
"L'idea che la responsabilità delle decisioni di uno Stato si estende oltre i suoi confini non è un concetto nuovo. Tuttavia - ha dichiarato Jan Srytr, responsabile di Environmental Law Service - configurando questa responsabilità in relazione agli impatti del cambiamento climatico, in particolare nel contesto di un progetto specifico, si crea un nuovo precedente legale". La speranza coltivata attraverso questa iniziativa - ha osservato Maketo Robert, ministro della Giustizia della Micronesia - è di aumentare, sul piano del diritto internazionale, il peso politico delle nazioni più esposte ai rischi dei cambiamenti climatici in ordine alle decisioni da assumere in campo energetico che abbiano un'incidenza significativa sulla progressione del riscaldamento globale terrestre.
Leggi l'articolo integrale

22 maggio 2011

Dalla SVIZZERA:NO AL CARBONE. 2)A proposito di OZONO a Quiliano...

Tratto da Ticino Libero

NO AL CARBONE,SI ALL'INIZIATIVA

Un incidente mortale nella miniera di carbone “Upper Big Branch” negli Stati Uniti l’anno scorso, ha messo alla luce una malattia (“polmone nero”) che causa la morte dei minatori (10 000 morti in dieci anni), ancora adesso anche nel mondo occidentale e tecnologico che dovrebbe essere sicuro come ci fanno credere i fautori del controprogetto per un’AET senza carbone. Leggere la descrizione dei sintomi di questa malattia (http://www.iwatchnews.org/2011/05/19/4643/persistent-black-lung-old-scourge-coal-found-autopsies-most-massey-miners), che non ha nessuna cura, fa accapponare la pelle: la persona si ritrova senza fiato, non è più possibile fare due passi senza ansimare, la vita è distrutta senza alcuna speranza di guarigione.
Il respiro è vita, e chiunque si sia trovato alle prese con una difficoltà respiratoria, o che vede un bambino lottare con l’asma, si rende conto di quanto questa semplice equazione sia essenziale e di quanto sia nostro dovere vegliare su quello che respiriamo, senza inutili allarmismi, ma con un pragmatico senso di responsabilità:
l’aria non è di destra né di sinistra, la respiriamo tutti, e collega il mondo intero: l’aria non ha barriere né confini.
Anche per questo si resta basiti sentendo gli argomenti finanziari e pretestuosi dei fautori del controprogetto. Non facciamoci imbrogliare dalla potenza in atto (perché tutta questa veemenza da parte dei carbonari?…), e votiamo un convinto Sì a favore dell’iniziativa contro il carbone, contro una centrale che a Lünen con ogni probabilità, anche se dovesse venir ultimata, non entrerà mai in azione grazie alla volontà delle persone che hanno vissuto sulla propria pelle le conseguenze di un’economia basata su una fonte insostenibile.
Via dal carbone, subito, com’è possibile e responsabile, con lungimiranza e fiducia.

Claudia Crivelli Barella.

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SEMPRE A Proposito di Ozono a Quiliano



IL CALDO AUMENTA
.......,di SABATO e DOMENICA IL TRAFFICO SULL' AUTOSTRADA VERSO LA RIVIERA DEI FIORI PURE( l' Autostrada corre affiancata alla Centrale ) e .....SABATO 21 maggio E' RIPARTITO IL SECONDO GRUPPO A CARBONE DOPO MESI DI INATTIVITA'.
ERA FERMO DAL 14 GENNAIO .....giorno della foto sulla destra e relativo nostro post

14 -15 GENNAIO 2011 CENTRALE A CARBONE:POLVERI SOTTILI E NON SOLO

Quelli sottostanti sono i valori sempre tratti da AMBIENTE IN LIGURIA riportiamo quelli dalle 02 di Notte e quelli della giornata del 22 maggio 2011 sino alle ore 19 .
OZONO OLTRE il 100 per tutta la notte( DURANTE LA NOTTE LE MACCHINE ERANO POCHINE!!!!) per poi AUMENTARE CON LA CALURA.
AI CITTADINI ....... i DATI
e i SUPERI del valore obiettivo per la protezione della salute umana


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22/05/2011 18:0022/05/2011 19:00115


Sempre tratto da Ambiente in Liguria
ACCESSO AGLI INDICATORI STATISTICI GIORNALIERI DI QUALITA' DELL'ARIA: ricerca avanzata
Relativo a Quiliano Dati del giorno 21/05/2011

Ozono - continuo, fotometrico uv
valore massimo orario
(microgrammi per metro cubo)
ora valore massimomassimo medie 8 ore (a)
(microgrammi per metro cubo)
n. superamenti livello protezione salute (b)


14616:001285


(a) valore obiettivo per la protezione della salute umana sul massimo giornaliero delle medie su 8 ore (la media su 8 ore viene calcolata ogni ora sulle 8 ore precedenti) pari a 120 microgrammi per metro cubo, da non superare più di 25 volte per anno civile come media su 3 anni (D.Lgs. n.155 13.08.2010 All. VII, punto 2)
valore massimo delle medie calcolate su 8 ore

(b) valore obiettivo per la protezione della salute umana sul massimo giornaliero delle medie su 8 ore (la media su 8 ore viene calcolata.......come per (a) e
da non superare più di 25 volte per anno civile come media su 3 anni )
numero superamenti nelle medie 8 ore della giornata

SIAMO APPENA AL 23 MAGGIO E ....TALI VALORI DELL'OZONO RAPPRESENTANO SENZA DUBBIO UN CAMPANELLO D'ALLARME DEGLI INQUINANTI PRESENTI NELLA NOSTRA ARIA.

SECONDO NOI CITTADINI NON ABBIAMO POPRIO BISOGNO DI
ALTRO CARBONE............

19 maggio 2011

NON VI DAREMO TREGUA:TARQUINIA SABATO 21 MAGGIO


NON VI DAREMO TREGUA
Riceviamo dagli Amici del Coordinamento Nazionale Noalcarbone
" NocokeTarquinia "e pubblichiamo.

Weekend di mobilitazione per il nostro territorio

Agisci!

Tarquinia: sabato 21 maggio
presso il Palazzo dei Priori sede della STAS, verrà presentato il volume “NON VI DAREMO TREGUA”, che contiene i risultati del monitoraggio dell'aria realizzato per disporre di un termine di paragone precedente l'avvio della centrale a carbone di Civitavecchia.
È quell'anno zero da tanti promesso e mai realizzato.
"La lotteria – spiega il movimento No Coke - è stato un momento importante per la nostra tenace lotta al diritto alla salute sancito dalla costituzione, il diritto di pretendere dei dati sulla qualità dell'aria che respirano gli abitanti del comprensorio interessato dalle servitù energetiche del Polo Energetico tra i più grandi d'Europa, con i quasi 7000 MW di potenza installata, tutte a combustibile fossile come olio, gas e carbone sporco.
La campagna di autofinanziamento realizzato con la lotteria è ora una pubblicazione che sarà presentata a tutti i loro finanziatori, i cittadini le aziende, cooperative e associazioni che hanno contribuito, con l'acquisto del biglietto della lotteria. Invitiamo tutti alla partecipazione, dell'evento che avrà in scaletta interventi importanti, per la comprensione dei dati contenuti nella pubblicazione, inoltre avremo il contributo del Dott. Gianni Ghirga, medico e portavoce dell'ISDE, che illustrerà gli studi mai realizzati dall' Osservatorio Ambientale, che dal 2004, anno di istituzione nel comune di Civitavecchia, che non ha prodotto, né uno screening sull'Arsenico, quello piovuto a tonnellate dalla bocca di TVN per decenni e che nessuno vuole ancora dirci che danni ha provocato, né tantomeno indagini diagnostiche sui reali motivi per cui in questo comprensorio si muore di più di malattie tumorali.
Saranno presentate le immagini inquietanti di TVN a carbone sporco, nel suo pieno esercizio, mentre vomita tonnellate di fumi neri, che ci negano ormai, anche tramonti e la linea di orizzonte sul mare.
Il nuovo direttore di TVN, continua a chiamare i fumi inquietanti neri e pieni di carbone, CONDENSA, VAPORE ACQUEO, ma dai tempi delle bugie sul carbone pulito, che non esiste!, chi è disposto ancora a crederci?
COME RICORDA UNO STORICO STRISCIONE NO COKE:
NON VI DAREMO TREGUA".

Montalto di Castro (Marina): domenica 22 maggio catena umana contro il nucleare a Montalto Marina (Lungomare Harmine), organizzata dal comitato antinucleare di Montalto di Castro. “Vota SI’ per fermare il nucleare” e diamo visibilità ai referendum! Invitiamo all’iniziativa tutti i comitati, le associazioni e i cittadini del Lazio.
Per adesioni comunicate al più presto nome, cognome e numero di cellulare al 347 2310122.
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Tratto da Info.rsi.ch

Una Corte potrebbe ritardarne l'entrata in funzione; l'uscita di AET potrebbe costare fino a 286 milioni

Mancano quasi nove mesi dalla messa in funzione della centrale a carbone di Lünen, in Germania. I lavori procedono come da programma ma una decisione della Corte europea di Lussemburgo potrebbe creare non pochi grattacapi.

Al tribunale amministrativo del Land tedesco Nord Reno-Westfalia di Münster, infatti, dal 2009 pende una causa contro la costruzione della centrale, sostenuta dal Bund für Umwelt und Naturschutz Deutschland. Il tribunale, però, non si è mai pronunciato perché in Germania le associazioni ecologiste non potevano far causa per questioni ambientali. Ma la settimana scorsa, la Corte di giustizia europea di Lussemburgo ha deciso il contrario.

Alla luce di questo, il tribunale di Münster dovrà stabilire se i dati sulle immissioni ambientali forniti dalla Trianel, la società proprietaria della centrale, sono rispettosi dei parametri fissati dalla legge.

Se la direzione dell’azienda non si preoccupa, poiché sostiene che “si tratta di un impianto di ultima generazione”, c'è chi crede che le cose potrebbero cambiare come Thomas Matthée, membro del gruppo contro il carbone di Lünen, secondo il quale “se il tribunale di Münster dovesse darci ragione, la centrale dovrà essere abbattuta”.


Leggi l'articolo integrale
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Articolo tratto da "Il Secolo XIX" di oggi 20 maggio


17 maggio 2011

TICINO NEWS : LA BUFALA DEL CARBONE.I CONTI NON TORNANO

Dalla Svizzera due articoli contro il carbone
Tratto da Ticino News
Claudio Zanini:
La bufala del carbone


Dopo aver letto di tutto e di più, forse è bene che, senza fare troppa demagogia, i ticinesi riflettano sulle realtà d
i un tale investimento energetico.


Non voglio qui ritornare sulle ragione etiche, quali lo sfruttamento del lavoro minorile nelle miniere di carbone colombiane, le pesanti emissioni di CO2 non solo nell’utilizzo del carbone ma anche nella sua estrazione e trasporto tra 2 continenti, la non creazione di posti di lavoro in Ticino, l’inquinamento atmosferico e i problemi di salute che si creano agli abitanti di Lünen, che da sole, se realmente comprese, basterebbero ad opporsi ad un tale investimento.

Da parte dei sostenitori del controprogetto leggo di argomentazioni basate su ragioni finanziarie ed opportunistiche: “non possiamo permetterci di far perdere ai ticinesi i soldi pubblici investiti “! Orbene è proprio dal punto di vista finanziario che i ticinesi rischieranno di trovarsi un bel “sacco di carbone” al posto del famigerato fondo per le energie rinnovabili.

Per chi infatti conosce lo sviluppo energetico della regione del Nord Reno Westfalia, dove si trova Lünen, sa bene che il nuovo governo regionale rosso-verde ha approvato nel novembre del 2010 un piano energetico regionale che mira ad eliminare sistematicamente ogni produzione da fonte energetica fossile ed in particolare dal carbone, spingendo per un massiccio investimento nel settore delle rinnovabili e in particolare nell’eolico (visto che la regione a Nord di Lünen usufruisce di condizioni particolarmente favorevoli): obiettivo un drastico taglio delle emissioni di CO2 ed energia eolica al 15% entro il 2020 (oggi al 3%)!!.

A livello legislativo nazionale ricordiamo che la Germania ha in consultazione la modifica della legge sulle energie rinnovabili (EEG) che , al capitolo gestione carico della rete,già oggi prevede, di dare la precedenza alla messa in rete di energia prodotta e delocalizzata da fonti rinnovabile rispetto a quella fossili centralizzate (carbone).

La conseguenza immediata di tale legge sarà che la produzione della centrale di Lünen già ridotta inizialmente andrà con il passar del tempo sempre più scemando ed i presupposti di una produzione a pieno regime è già fin d’ora utopica.
Conseguenze per le tasche dei ticinesi?

Un maggior costo di produzione che sarà appesantito da ulteriori tasse sul CO2 (già annunciate a livello nazionale) che rischia seriamente di portare alla parziale chiusura dell’impianto a medio-lungo termine.

Ora tenuto conto che anche dal punto di vista finanziario tale operazione risulta un vero salto nel buio, non si capisce come questo controprogetto possa evitare che da una possibile perdita quantificabile, si possa passare ad una perdita molto più pesante e nemmeno oggi determinabile.

Claudio Zanini
Consiglio direttivo Suisse Eole


Commissione speciale energia contraria all’iniziativa AET senza carbone
Tratto da Ticino libero.ch
ENERGIA DAL CARBONE: I CONTI NON TORNANO
Pierluigi Zanchi, titolare d’azienda Gerra Piano

Pertanto il prossimo 5 giugno voterò un chiaro sì all’iniziativa per un’AET senza carbone

Diciamolo chiaramente: il Ticino e i suoi abitanti hanno bisogno dell’energia prodotta nella centrale a carbone di Lünen? L’investimento è una pura speculazione, come lo sono stati altri investimenti che AET ha fatto nel gas in Albania (una decina di milioni persi) o quello nell’olio di palma in Malesia (altri milioni buttati al vento). ... Lo sbaglio dovrebbe però consigliarmi maggiore prudenza. Dunque la questione della perdita di soldi, tutto sommato, non è una grande ragione per appoggiare il controprogetto. Mentre votare sì all’iniziativa permette di mandare un segnale politico forte: errori come quelli commessi all’estero da AET non se ne devono più fare; e le ragioni per uscire dall’investimento nel carbone sono molte. Eccone alcune:

  • il prezzo del carbone continua ad aumentare e dal 2013 aumenteranno pure i certificati d’emissioni di CO2; ciò renderà l’energia prodotta più cara di quello che i fautori e sostenitori del controprogetto vogliono far credere;
  • se l’energia dovesse servire ai ticinesi ci sono da considerare le perdite di energia dovute al trasporto in rete (8-10%) e il costo non indifferente caricato dai gestori delle reti da Lünen fino in Ticino; una centrale a carbone “moderna” che rende solo il vantato 45% è un insulto per una tecnologia che viene spacciata per moderna.....
  • i costi ambientali e sociali (inquinamento e aumento dei costi sanitari, sfruttamento minorile e minatori sottopagati) dovrebbero far riflettere se dal punto di vista umano e sindacale sia una scelta pulita e coerente. Le soluzioni alternative (efficienza ed energie rinnovabili) sviluppate nel nostro cantone danno più sicurezza in posti di lavoro (e a lungo termine), ci rendono più indipendenti dall’estero e migliorano la nostra e altrui qualità di vita.

Se ad AET, al Governo Ticinese e al Gran Consiglio stanno a cuore un vero futuro energetico per il nostro Cantone, con meno implicazioni negative, i soldi proposti nel controprogetto ci sarebbero comunque; è una questione di buon senso e di volontà ad agire e a voltare pagina verso un modo nuovo di investire, di fare economia, come pure quello di fare politica.

Pertanto il prossimo 5 giugno voterò un chiaro sì all’iniziativa per un’AET senza carbone e NO al controprogetto ingannevole dei fautori del carbone.

Pierluigi Zanchi

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09 maggio 2011

CENTRALI A CARBONE E ...........NON SOLO" NON VI DAREMO TREGUA" :I cittadini continuano a lottare per fare tutelare la loro salute .

Tratto da Unonotizie

INQUINAMENTO CENTRALE ENEL A CARBONE di CIVITAVECCHIA Tarquinia insorge: presentazione volume ''Non vi daremo tregua''


INQUINAMENTO CENTRALE ENEL CARBONE CIVITAVECCHIA. Tarquinia insorge: presentazione volume ''Non vi daremo tregua''. Ultime notizie Tuscia - Il 21 maggio a Tarquinia, presso il Palazzo dei Priori sede della STAS, verrà presentato il volume “NON VI DAREMO TREGUA”, che contiene i risultati del monitoraggio dell'aria realizzato per disporre di un termine di paragone precedente l'avvio della centrale a carbone di Civitavecchia. È quell'anno zero da tanti promesso e mai realizzato.

Un primo esito del monitoraggio è aver misurato un livello di polveri critico, già prima della messa a regime della centrale a carbone. Una situazione che peggiorerà perché il limite emissivo di TVN è superiore a quello comunitario, come afferma la risposta, pure inserita nel volume, del Parlamento Europeo alla petizione popolare. Il monitoraggio è stato finanziato con il sostegno finanziario di oltre 3000 famiglie, di cooperative agricole e imprenditori e del Consorzio di Bonifica, per denunciare chi inquina l'aria impunemente e danneggia la salute e l'economia agricola e turistica di questa terra, complice il silenzio degli amministratori che hanno scelto le compensazioni.

Il 21 maggio verranno proiettati dei video che mostrano il sindaco di Tarquinia che relativizza la centrale a carbone e mette sotto la lente d'ingrandimento gli agricoltori, che con l'inquinamento dell'aria hanno veramente poco a che fare. Quell'aria, che respiriamo 15.000 volte al giorno e che il carbone riempie di schifezze.......
I cittadini continuano a lottare per spegnere la centrale.


Comitato dei Cittadini Liberi di Tarquinia
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Tratto da Noalcarbone 08 maggio 2011

“ Brindisi sotto sequestro ”

Il sequestro preventivo delle “torce” del Polo PetrolChimico, congelato fino all’estate prossima, è l’ultimo di una serie di sequestri giudiziari avvenuti nel nostro territorio industriale...
Entro le date prestabilite, si dovranno quindi eseguire plurimilionari lavori di “adattamento” degli impianti esistenti, necessari, all’immissione in atmosfera dei gas residui bruciati da circa cinquant’anni sulle nostre teste; ricaduti nella nostra terra ex agricola; filtrati nelle nostre falde ex potabili.

Nell’area di pertinenza, che s’affaccia sul “Parco Regionale le Saline di Punta della Contessa”, ospita,
una moderna e potente “Centrale Termoelettrica a TurboGas” da 1170 Megawatt, alimentata a Gas Metano ...
La motivazione dei provvedimenti giudiziari, o reati che possano essere accertati, è sempre la stessa: “violazione delle norme ambientali”.
Che detto in due parole significa non rispettare l’ambiente in cui la gente tenta di dover vivere...

Le responsabilità, molto gravi, e di consueto da accertare, sono dunque, come in ogni caso, sempre imputabili ai colossi Industriali che sfruttano terre straniere che non amano.... esclusivamente per i loro super profitti

... Altro sequestro da record
quello
apposto all’enorme “carbonile scoperto” (immaginate quattro campi di calcio messi insieme), di pertinenza e proprietà della Società EDIPOWER (ex Centrale ENEL BR NORD), in cui venivano stoccate, appunto “a cielo aperto”, enormi quantità di carbone destinato alla combustione nella loro“Centrale Termoelettrica” realizzata, oltre quarant’anni or sono, nel Porto di Brindisi in adiacenza a “Fiume Grande”.Potenza massima complessiva : ... oltre 1000 Megawatt...

Nell’ultimo Febbraio inoltre,
migliaia di cittadini di Brindisi (le cui firme sono state facilmente raccolte su iniziativa del Movimento NO AL CARBONE), hanno presentato alla “amata Procura”, un esposto per l’accertamento di eventuali danni ambientali e violazione delle leggi relative, anche nei confronti della Società ENEL BRINDISI SUD, titolare e proprietaria della “Centrale Termoelettrica a Carbone Federico II” di Cerano, che con i suoi 270 Ettari di estensione (più grande del centro storico), è tra le più grandi e potenti d’Europa. Potenza 2640 Megawatt : ... circa il 15% della produzione nazionale.

L’annesso “carbonile scoperto” di pertinenza, esteso circa come sei campi di calcio insieme, stocca il carbone in arrivo dall’ interminabile “nastro trasportatore” (12 Km. di lunghezza). L’Azienda, di Stato fino a qualche anno fà, è nota a tutti i brindisini per il gentile sussidio al nostro Basket (nostro solo perchè si gioca quì), ed è corresponsabile di una Ordinanza Sindacale cautelativa, che vieta, lungo tutto il nastro trasportatore carbone, qualsivoglia coltivazione agricola nella fascia di mt.500. Moltiplicare per 12.000 metri per ottenere i metri quadri di campagne incriminate....
Che cosa sta succedendo quindi? Qual’è il problema? Dove stiamo sbagliando?
... immaginarlo è estremamente facile
Una cosa è certa, che se non ci pensa la Procura a tutelare il “diritto alla salute” degli abitanti di Brindisi, pare non farlo concretamente nessun altro.
Personalmente, sono mortificato per tutte le situazioni di difficoltà lavorative venutesi a creare. Indistintamente. In quanto coinvolgono miei compaesani, conoscenti ed amici, che apprezzo moltissimo per il lavoro che con sacrificio svolgono e stimo per le famiglie che accudiscono.
Ma il risultato di un comportamento generale, che da sempre ha teso verso la tutela dell’interesse delle grandi Aziende prima di quello del territorio e dell’ambiente in cui “siamo”, è ciò che abbiamo sotto gli occhi: ...tutto sotto sequestro.
Con grandi Imprese che a lungo andare finiscono inevitabilmente per immiserire territori, ed operai e lavoratori che rischiano di perdere il lavoro.
O lo hanno già perso.
Il risultato dei nostri comportamenti è un luogo devastato al collasso, in cui, la gente, a vivere, non ce la fa più.
...Non c’è niente, quindi, di cui essere contenti.
L’unico conforto di cui possiamo godere è, per assurdo, quello di iniziare a sentire la nostra salute e quella dei nostri figli, più al sicuro.
Ed è per questo, prima d’ogni cosa, per cui, noi tutti, ci dobbiamo battere ed impegnare seriamente senza fare guerre tra poveri Cristo prendendocela come stolti l’uno contro l’altro.
Perchè non serve a nulla un posto di lavoro... ad una vita che muore.

Leggi l'articolo integrale di Pierpaolo Petrosillo

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Tratto da Mediterraneonline.it

Il NO secco di Assobalneari alla centrale a carbone di Saline Joniche
"Ho una figlia di quattro anni e non ho intenzione di lasciarle in eredità una terra invasa dal carbone"
...... Ancora oggi la Sei sta portando avanti la sua “geniale” idea di investire sul carbone nel nostro territorio.
Questa è una scelta scellerata che tutti gli imprenditori turistici del territorio condannano nella maniera più assoluta.....
Proprio in quella stessa area potrebbe essere realizzato un grande villaggio turistico dal nome “La Sei turismo Area Grecanica”; noi come imprenditori ci proponiamo di veicolare la proposta presso le sedi istituzionali e la Regione Calabria per rendere l’area a destinazione turistica. Penso che solo su questo possiamo ragionare altrimenti vi chiedo personalmente e a nome di tutti gli imprenditori del basso Jonio di mollare questa idea.
Ho una figlia di quattro anni e non ho intenzione di lasciarle in eredità una terra invasa dal carbone.
Stranamente, durante questa campagna elettorale, ho notato che sono pochi i politici che parlano della centrale a carbone.
Capisco che ci sono in ballo tanti soldi e che si agita il miraggio dello sviluppo in una terra segnata dall’arretratezza ma temiamo fortemente che, alla fin della fiera, non resterà che terra bruciata.

Io penso al futuro dei nostri figli e credo fermamente nel turismo quale volano di sviluppo.

Insieme alle istituzioni regionali e provinciali si possono realizzare quelle basi per fare crescere, sotto questo punto di vista, il nostro territorio. Puntare sul turismo che è la vera vocazione del nostro territorio: è questo l’appello che lanciamo....

Massimo Nucera -Responsabile Provinciale Assobalneari

Segretario Associazione Imprese Turistiche Basso Jonio Reggino “Magna Grecia”

Leggi l'articolo integrale

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Tratto da Ticinolibero

Carbone e sfruttamento minorile nelle miniere

Pierluigi Zanchi (Verdi), consigliere comunale a Locarno.

"Basterebbe chiederci se, invece di mandare i nostri figli a scuola, saremmo disposti a farli lavorare nelle miniere di carbone del Terzo Mondo in cambio di energia sporca (sotto tutti i punti di vista), sovente inutilmente sprecata. Allora il 5 giugno prossimo un netto si all’iniziativa e un altrettanto netto no al controprogetto sarebbero la risposta giusta, inequivocabile, al nostro interrogativo di cittadini, elettori, ma soprattutto di papà e mamme. Dopo tutto quei bambini sono in qualche modo anche figli nostri.

E’ francamente vergognoso che si è disposti a sacrificare sull’altare delle creature, per qualche milioncino di franchi perso in un investimento che non avrebbe mai dovuto essere fatto e manco votato dal Gran Consiglio; politici che hanno fatto di tutto per non decidere in tempo, sapendo di perdere quei milioni, ora messi sul tavolo quale scambio insulso e vergognoso a scapito di piccole vite umane.

Quei milioni che, se investiti in Ticino, avrebbero invece potuto permettere ai nostri giovani, in cerca di una formazione o di un impiego, di trovare un posto di lavoro in settori delle energie rinnovabili e del risparmio energetico.

Ci vantiamo di vivere nell’era moderna e della tecnologia ma continuiamo, malgrado le possibilità esistano, a fare scelte da medioevo tecnologico, accompagnate da una sensibilità umana pari a quella dei dinosauri.

Ci indigniamo se vengono venduti bambini per asportarne gli organi, per prostituirli o perché usati come carne da cannone; ma ci va bene che li usiamo per spalare carbone affinché possiamo permetterci di continuare a sprecare energia.
Non siamo nemmeno disposti a pensare che potremmo pagare facilmente la corrente elettrica (pulita e rinnovabile), senza sovrattassa, riducendo semplicemente la metà dei consumi con facili soluzioni, praticabili e alla portata di tutti. Nessun cittadino ci perderebbe; e una parte di quei soldi potrebbero pure essere usati per migliorare le condizioni esistenziali di migliaia di bambini meno fortunati dei nostri figli.

Votare si all’iniziativa “contro il carbone” è un atto prima di tutto umanitario; votare no al controprogetto è un atto civile, responsabile dal punto di vista del referente cristiano, coerente sindacalmente siccome si oppone allo sfruttamento minorile; infine manda un messaggio chiaro dal punto di visto politico.

Cerchiamo allora di accendere le nostre coscienze, affinché il futuro sia veramente luminoso e pulito per tutti, sotto ogni punto di vista.
Pierluigi Zanchi
consigliere comunale Locarno
membro comitato cantonale dei Verdi
ma soprattutto un papà


Leggi anche su Cdt.ch
Un sacco di carbone per chi ?
.........E c’è un questione ecologica: nel 2011 è ancora plausibile
fare affidamento su una risorsa come il carbone?

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