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Visualizzazione post con etichetta normativa ambientale. Mostra tutti i post
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05 maggio 2015

1) Goldman Sachs mette in vendita le miniere di carbone in Colombia: il prezzo del carbone è crollato più del 40%... 2) L'uomo uccide l'uomo a sua 'insaputa'


Tratto da Milano Finanza

Goldman Sachs mette in vendita le miniere di carbone in Colombia.
A un anno dall’acquisto della seconda miniera di carbone in Colombia, Goldman Sachs ha dato una notizia sconcertante: “Sono sorte alcune problematiche operative”, hanno riferito i vertici del segmento commodity, usando un eufemismo. Donne e bambini del posto hanno formato una catena umana per contestare le condizioni lavorative, sospendendo così la produzione. Le quotazioni del carbone, inoltre, sono scese del 20% in tre anni, e un ulteriore -6% potrebbe compromettere ulteriormente il valore dell’investimento di Goldman, avevano detto i dirigenti alla fine del 2013. Dopodiché, altre cattive notizie non si sono fatte attendere: il prezzo del carbone è crollato più del 40% e una normativa ambientale ha bloccato la produzione per gran parte dello scorso anno. 

Al momento sembra che Goldman ne abbia abbastanza. Stando a indiscrezioni, pare che la società sia in trattative per vendere le miniere di carbone in perdita. Qualsiasi accordo, che segue le precedenti vendite di centrali elettriche e un’attività di stoccaggio di alluminio, segnerebbe la fine della difficile attività collaterale di produzione di materie prime.......Continua su 
Milano Finanza
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Tratto da Animali e animali

L'uomo uccide l'uomo a sua 'insaputa'

OMS ha pubblicato il primo studio per l’Europa in cui valuta, paese per paese il costo economico delle morti premature.

L'uomo uccide l'uomo a sua 'insaputa'
Dove non arrivano gli avvertimenti sanitari, forse hanno una chance in più quelli di carattere economico. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato il primo studio per l’Europa in cui valuta, paese per paese il costo economico delle morti premature e delle malattie legate allo smog. Costo che nel 2010 ha raggiunto l’importo sbalorditivo di 1.600 miliardi di dollari, ovvero quasi un decimo del prodotto interno lordo (PIL) di tutta l’Unione europea nel 2013. Il nuovo report è stato pubblicato dall’Ufficio europeo dell’OMS in collaborazione con l’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OCSE) è stato presentato in occasione della tre giorni di alto su ambiente e s, in svolgimento a Haifa (Israele).
“Frenare gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute paga. Le prove che abbiamo forniscono ai decisori politici . un motivo valido per agire. Se diversi settori si unissero in questa lotta, non solo salveremmo più vite, ma otterremmo anche risultati che valgono strabilianti somme di denaro”, ha affermato Zsuzsanna Jakab, direttore regionale per l’Europa dal palco del meeting.
Il documento dell’OMS analizza per la prima volta in assoluto il costo economico degli effetti sulla salute dell’inquinamento out-door e in-door nei 53 paesi della regione. Si scopre così che oltre il 90% dei cittadini nella regione europea ogni anno è esposto a livelli di polveri sottili sopra i limiti OMS, causa di 482mila morti premature nel 2012 da malattie cardiache e respiratorie, circolatorie, ictus e tumore dei polmoni.Continua a leggere su Animali e animali

21 aprile 2012

 Tratto da Agi

REATI AMBIENTALI: A GIUDIZIO EX PRESIDENTE PROVINCIA IMPERIA.

 (AGI) - Imperia, 20 apr. - L'ex Presidente della Provincia di Imperia, Gianni Giuliano (Pdl), ed altri sei, sono stati rinviati a giudizio oggi dal gup Fabio Favalli, di Imperia, perche' accusati, a vario titolo, di violazione della normativa ambientale e abuso d'ufficio, per aver autorizzato, nell'ottobre del 2008, l'incremento della discarica di Ponticelli. A finire nei guai anche l'ex assessore all'Ambiente Alberto Bellotti e i dirigenti dell'epoca, che avallarono l'ipotesi di incremento, finita nel mirino del pubblico ministero Maria Antonia Di Lazzaro. 

 E se da una parte, la Provincia sosteneva di aver agito in virtu' di alcune autorizzazioni regionali; dall'altra la magistratura ha considerato quelle stesse autorizzazioni non legittime.

Pertanto e' partita l'inchiesta, culminata col rinvio a giudizio. Il processo avra' inizio, il prossimo 26 giugno.

26 febbraio 2012

IL CONTROLLO AMBIENTALE “AMICHEVOLE” DEL GOVERNO DEI PROFESSORI

Tratto da Lexambiente

Ambiente in genere.Controlli ambientali

IL CONTROLLO AMBIENTALE “AMICHEVOLE” DEL GOVERNO DEI PROFESSORI
a cura di Gianfranco Amendola
Chi si occupa di normativa ambientale sa bene che i problemi di fondo sono due: la pessima qualità delle leggi e la mancanza di controlli.
Si tratta, peraltro, di problematiche in qualche modo connesse perché proprio la pessima qualità delle leggi condiziona la qualità e la quantità dei controlli, sempre più spesso demandati a strutture inadeguate e carenti per mancanza di mezzi, di personale e di professionalità; di modo che troppo spesso i (pochi) controlli che vengono effettuati, in presenza di norme complicate, confuse e contraddittorie, si limitano a riscontrare solo eventuali situazioni macroscopiche di illegalità, senza prendere neppure in considerazione settori che richiedono un approfondimento di indagini. Basta pensare a quello che è successo per il trasporto di rifiuti dopo l’allucinante tira e molla sul SISTRI.
Del resto, basta guardarsi attorno o leggere i giornali per capire che nel settore della tutela ambientale, i controlli vanno potenziati con grande determinazione: come è possibile, tanto per fare due esempi su illegalità “facili facili” da controllare, che nel 2012, 36 anni dopo la legge Merli, vi siano ancora numerosi scarichi fognari pubblici immessi nell’ambiente allo stato bruto, senza alcuna depurazione e autorizzazione; oppure che esistano centinaia di discariche abusive ?
Purtroppo, invece del potenziamento, con il governo dei Professori è arrivata la “semplificazione” dei controlli. Nel decreto legge n. 5 del 9 febbraio 2012, entrato in vigore il 10 febbraio, -oltre a 2 articoli (23 e 24) di semplificazione della normativa ambientale su cui ci riserviamo un intervento più approfondito-, esiste un ineffabile art. 14, intitolato “Semplificazione dei controlli sulle imprese”, la cui ratio dichiarata è di limitare al massimo i controlli sulle imprese al fine di recare alle stesse “il minore intralcio” possibile.
L’apice, a mio sommesso avviso, si raggiunge quando si stabilisce che i controllori devono adeguarsi al principio di “collaborazione amichevole con i soggetti controllati al fine di prevenire rischi e situazioni di irregolarità”.
Se con questo si voleva dire che i controlli devono essere effettuati con educazione e senza vessare e intimidire i poveri industriali, trattasi, ovviamente, di norma del tutto superflua.
Ma questo non vuol dire “collaborazione amichevole”. I controlli sono controlli e non si può imporre alcuna “collaborazione amichevole” tra controllori e controllati. Né spetta ai controllori dare amichevoli consigli all’industriale su quello che deve fare al fine di prevenire rischi e situazioni di irregolarità. L’industriale, se ha dei dubbi, ha tutti i diritti di pagarsi una consulenza privata o rivolgersi in modo formale e diretto alle istituzioni competenti e di ricevere risposta.
Ma il pubblico controllore, se riscontra reati, deve farne denuncia all’A.G. e non può essere invischiato nei problemi del controllato.
Se, a questo punto, ci focalizziamo sul settore dei controlli ambientali (dalle disposizioni dell’art. 14 sono esenti solo i controlli in materia fiscale e finanziaria), appare ancora più evidente la pericolosità di questo stravagante principio.
E’ noto, infatti, che l’organo deputato al controllo tecnico delle violazioni ambientali è l’ARPA.
In proposito, recentemente la Cassazione ha evidenziato che “i funzionari dell’ARPA, preposti al controllo e alla vigilanza ambientale, sono titolari di una posizione di garanzia in relazione all' impedimento dei reati commessi dai terzi e, pertanto, qualora, venuti a conoscenza dell'effettuazione irregolare di operazioni di gestione di rifìuti, omettano di intervenire, sono responsabili ex art. 40, 2° comma, c.p. dell 'illecito smaltimento del rifìuto” (Cass. Pen, sez. 3, c.c. 15 dicembre 2010, n. 3634, Zanello).
Oggi si dice agli stessi funzionari che devono collaborare amichevolmente con i soggetti controllati.
Se, in questo quadro, aggiungiamo che già esiste un altro scellerato principio legislativo in base al quale, per fare cassa, l’ARPA può accettare consulenze a pagamento anche dai soggetti che dovrebbe controllare (ed eventualmente denunciare), diventa ancor più concreto il rischio che la collaborazione “amichevole” possa talvolta essere intesa come collaborazione a pagamento, dove chi paga si assicura l’amichevole collaborazione del controllore ora e per il futuro......E chi vuole capire capisca!

10 novembre 2010

Europarlamento:Industria......norme più restrittive per le emissioni

Tratto da Europarlamento24.eu

Industria: norme più restrittive per le emissioni

Le norme più severe in materia di emissioni industriali approvate anche dal Consiglio erano state votate dal Parlamento a luglio. Con le best practice si punta anche a generare risparmi, con riduzione degli oneri amministrativi e condizioni più eque per il settore.

08 Novembre 2010

Per il commissario europeo responsabile dell'ambiente, Janez Potočnik, il voto con cui il Consiglio ha adottato la nuova direttiva sulle emissioni industriali è una pietra miliare nella lotta contro l'inquinamento da fonti industriali nell'Ue.

La nuova normativa rafforzerà il quadro giuridico vigente, consentirà di ridurre ulteriormente l'inquinamento dell'aria e altre forme di inquinamento ambientale e darà un impulso importante all'ecoinnovazione.

La direttiva sulle emissioni industriali adottata dal Consiglio era stata approvata dal Parlamento europeo nello scorso luglio. Riunisce e aggiorna sette atti normativi vigenti. Entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, prevista entro la fine del 2010. Al solito, gli Stati membri avranno poi due anni di tempo per recepire la direttiva nella legislazione nazionale e dare inizio all'attuazione.

Arrivano le best practice
Il testo è incentrato sull'applicazione più rigorosa delle migliori tecniche disponibili Bat (Best available technique): le conclusioni relative alle Bat diventano il punto di riferimento del processo di autorizzazione.

La proposta rivede i limiti minimi di emissione applicabili ai grandi impianti di combustione in tutta l'Ue per renderli conformi alle Bat.
Queste disposizioni dovrebbero garantire che i gestori degli impianti industriali applichino le Bat in modo più uniforme, in modo da creare condizioni più eque nel settore.

La maggiore importanza attribuita alle Bat sarà una chiara indicazione per il settore industriale affinché si impegni a conseguire l'elevato rendimento ambientale descritto nelle conclusioni relative alle Bat al minor costo possibile.

La direttiva stabilisce inoltre che gli Stati membri devono promuovere attivamente le tecniche emergenti, favorendo un circolo virtuoso di costante miglioramento del rendimento ambientale delle industrie nell'Ue.

Quali risparmi
Riconoscendo che gli oneri amministrativi superflui sono dannosi per l'industria europea e la sua competitività sul mercato mondiale, la direttiv
a li riduce in misura di 32 milioni di euro l'anno a livello di Ue.

Nonostante il calo delle emissioni ottenuto negli ultimi vent'anni, gli impianti a combustibile fossile impiegati nel settore energetico costituiscono ancora una delle fonti principali di emissioni di inquinanti atmosferici.

La direttiva stabilisce limiti più severi per le emissioni dei maggiori impianti dell'Ue al fine di garantire che questi applichino le Bat. I vantaggi derivanti dalla riduzione delle emissioni sono quantificabili tra 7 e 28 miliardi di euro l'anno, compreso il calo dei decessi prematuri stimato in 13 000 casi l'anno.

I risparmi deriveranno dalle minori ripercussioni dei grandi impianti di combustione sulla salute dei cittadini dell'Ue, tenendo conto dei costi di attuazione a carico dei gestori (ad esempio per l'installazione degli impianti di abbattimento).

Necessari i controlli

La direttiva garantisce che gli impianti riducano in maniera considerevole le emissioni dannose e nel contempo assicura la flessibilità necessaria per garantire la sicurezza della fornitura di energia a breve e lungo termine nell'Ue.
Sono stati ottimizzati meccanismi di cui gli Stati membri possono avvalersi per verificare e garantire il rispetto della normativa. Sono state potenziate le disposizioni relative al monitoraggio e alla comunicazione delle emissioni e alle ispezioni ambientali ed è stata migliorata anche la possibilità di accesso alle informazioni da parte del pubblico

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Tratto da.cn24.tv/news

Tripodi: la centrale a carbone a Saline è solo una scelta politica

9 novembre 2010,

E' molto strano che i promotori della centrale a carbone, siano tornati alla carica a distanza di poco tempo. Nulla è cambiato sotto il profilo tecnico, urbanistico, scientifico ed ambientale. L'attrazione evidentemente è suscitata da una sola cosa: il cambio della classe dirigente regionale. Riproporre ostinatamente il carbone a Saline, risponde soltanto ad una scelta politica ben precisa, che guarda alla Calabria come ad un territorio passivo dove può accadere di tutto persino clamorose decisioni prese altrove che finiranno per danneggiare la salute delle persone e l'ambiente. Non si spiega infatti come mai a distanza di un anno dalla Conferenza dei Servizi svoltasi presso il Ministero delle Attività Produttive, che segnava la bocciatura del progetto della centrale a carbone di Saline Joniche, oggi molte opinioni siano cambiate. .......

Abbiamo contribuito alla bocciatura dell'ipotesi carbone, quando proprio durante la Conferenza dei Servizi, la Provincia rappresentata dal sottoscritto, ha esposto le ragioni di uno sviluppo sostenibile, diametralmente opposto alle mire espansionistiche del carbone, anche sulla base di una storia vissuta a Saline, fatta di mancati insediamenti produttivi e di falliti progetti di sviluppo dell'industria pesante. La Provincia di Reggio per tali ragioni, non può che ribadire la propria netta contrarietà alla centrale a carbone, scelta già sconfitta negli anni ottanta nella Piana di Gioia Tauro, dove il movimento del NO AL CARBONE ad un certo momento coincise con l'impegno per la legalità, ed equivalse ad un NO ALLA MAFIA ed al malaffare.

Auspichiamo in vista del Consiglio Provinciale di venerdì prossimo, che vi sia la massima convergenza di tutte le forze politiche, di fronte all'ennesima tragedia calata dall'alto, la più devastante per la popolazione calabrese.

A fronte di un territorio ormai in preda al dissesto idrogeologico, l'unica risorsa vera che rimane alla Calabria è l'aria buona, ovvero la natura che circonda i nostri meravigliosi paesaggi. Al pericolo della centrale a carbone bisogna dunque rispondere con uno scatto di dignità affinchè ognuno si schieri dalla parte giusta, cioè della Calabria e dei calabresi.

Leggi l'articolo integrale

26 gennaio 2010

2010 /01/26 "Inquinamento in Lombardia, indagato anche Penati " E a Savona che aria tira?...........

Tratto da Reuters.com

Inquinamento in Lombardia, indagato anche Penati

Martedì 26 gennaio

MILANO (Reuters) - Anche l'ex-presidente della Provincia di Milano Filippo Penati -- attuale candidato del Pd alla presidenza della Regione Lombardia -- è stato iscritto nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sull'inquinamento dell'aria nel territorio lombardo.

Lo riferiscono fonti giudiziarie.

Il nome di Penati si aggiunge a quello di Roberto Formigoni, presidente della regione Lombardia, Guido Podestà, attuale presidente della provincia di Milano e Letizia Moratti, sindaco del capoluogo lombardo, che avevano ricevuto il mese scorso avvisi di garanzia nell'ambito della stessa indagine.

L'accusa per tutti è quella di aver violato l'articolo 674 del codice penale sul "getto pericoloso di cose", ovvero per non aver messo in atto i procedimenti necessari per evitare che venissero sforati i limiti previsti dalla legge in materia di smog.

L'inchiesta è partita da un'azione dell'associazione dei consumatori Codacons, che ha più volte sporto denuncia per un presunto mancato rispetto della normativa ambientale da parte delle autorità competenti.

Considerazionidi Uniti per La Salute

E a Savona che aria tira?

In Liguria forse non abbiamo il traffico di Milano ma abbiamo ben "TRE CENTRALI A CARBONE........"e non ci risulta che misurino in modo continuativole polveri sottili Pm 2,5 come previsto dal decretoministeriale 60/2002.

I Cittadini hanno il Diritto di Sapere l'Aria che respirano......
le autorità competenti hanno la responsabilità di far in modo che la normativa ambientale venga rispettata.

Come fanno i cittadini a sapere gli eventuali sforamenti in mancanza di dati sugli stessi?

Tutti i dati ambientali liguri hanno avuto un momentaneo oscuramento dal 1 gennaio al 26 gennaio 2010 " sottolineato nella nostra lettera inviata ,per conoscenza ai nostri amministratori, dati ora miracolosamente ricomparsi,,,,,,,,,,,,,,Ve ne pubblichiamo lo stralcio diuno ,a noi parso particolarmente rilevante, relativo alla postazione di Vado Ligure, del benzene Eccovi alcuni Valori 13,42 9,64 9,5 9,4...........Guardateli nell'immagine sottostante o in rete in tempo reale
sul sito
Ambiente in Liguria ;
Inoltre i dati pubblicati in rete ,da parecchi mesi si sono ridotti solo a tre inquinanti :Benzene,pm10,ossidi di azoto.....
Continuiamo quindi a non vedere ossidi di zolfo e ozono .....e le .......famigerate Pm2,5non abbiamo ancora avuto l'onore di saperequando saranno una buona volta misurate.
Solo per conoscenza vi proponiamo lo stralcio di alcuni di tali valori,apparsi su tale sito, del 25 -26 gennaio con l'ora delle misurazioni
Via Aurelia - Via Ferraris - Vado L. - Tipo zona: Urbana - Tipo postazione: TrafficoBenzene - adsorbimento continuo, gc/fid

dataoravalore
25/01/2010 09:0025/01/2010 10:007.24

25/01/2010 10:0025/01/2010 11:007.57

25/01/2010 12:0025/01/2010 13:006.28

25/01/2010 13:0025/01/2010 14:0013.42

25/01/2010 14:0025/01/2010 15:007.25

25/01/2010 15:0025/01/2010 16:007.66

25/01/2010 16:0025/01/2010 17:007.91

25/01/2010 17:0025/01/2010 18:007.84

25/01/2010 18:0025/01/2010 19:007.99

25/01/2010 19:0025/01/2010 20:007.65

25/01/2010 20:0025/01/2010 21:007.43



22/01/2010 09:0022/01/2010 10:007.25

22/01/2010 10:0022/01/2010 11:007.09

22/01/2010 11:0022/01/2010 12:008.18

22/01/2010 12:0022/01/2010 13:008.93

22/01/2010 13:0022/01/2010 14:009.39

22/01/2010 14:0022/01/2010 15:009.64
22/01/2010 15:0022/01/2010 16:009.5

22/01/2010 16:0022/01/2010 17:009.63

22/01/2010 17:0022/01/2010 18:009.48

22/01/2010 18:0022/01/2010 19:008.79

22/01/2010 19:0022/01/2010 20:008.15

22/01/2010 20:0022/01/2010 21:008.1


I VALORI di questi giorni, non proprio di intenso traffico automobilistico (infatti il benzene è prodotto oltre cheda certi impianti industriali ....dal traffico automobilistico,e dai riscaldamenti)
nostro malgrado non ci tranquillizzano proprio ....

Infatti leggiamo sulla Direttiva 2000/69/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2000, concernente i valori limite per il benzene ed il monossido di carbonio nell'aria ambiente :"Il benzene è una sostanza cancerogena genotossica per l'uomo ed è impossibile individuare un limite al di sotto del quale non vi siano rischi per la salute umana".

E i valori delle sovrastanti tabelle sono di per se abbastanza eloquenti......Non avremo il traffico di Milano ma i sovrastanti valori dovrebbero farci riflettere sull'aria di questi giorni.
E non solo noi...............


Ci permettiamo alcune considerazioni:

valutando il benzene su tutte le postazioni presenti sulla schermata di Ambiente in Liguria,siamo gli unici ad avere valori così alti per intervalli di tempo così lunghi.
Qualcuno si sarà chiesto il motivo di questi valori di benzene?
Non saranno certo dovuti solo al traffico, in realtà molto limitato in questi giorni sul nostro territorio,anche perchè a Genova, con sicuramente maggior quantità di traffico di autovetture ,hanno solo in centro pochi valori in linea con i nostri .Attendiamo provvedimenti seri che tutelino la nostra salute anche perché è giunto il momento di di porre "come priorità atti concreti a tutela della salute dei cittadini".
A Quiliano dove operano una "Centrale a Carbone"e un deposito Costiero di olii minerali misurano un solo inquinante gli ossidi di Azoto.
Invece di diimplementarne il numero,nel corso del 2009 , da tre siamo passati ad uno solo !!!!!!!!
Ci sembra realmente troppo poco per sentirci tranquilli.

ANZI DALLE ISTITUZIONI CI ASPETTEREMMO UNA DECISA PRESA DI POSIZIONE nell'ottica di RAGGIUNGERE un" EFFICIENTE ,CONTINUO E CAPILLARE MONITORAGGIO DEGLI INQUINANTI SUL TERRITORIO" E SOPRATTUTTO "A NORMA DI LEGGE "