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16 giugno 2020

GianFranco Amendola : Discariche, l’Ue raccomanda di eliminarle ma qui si va nella direzione opposta

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Discariche, l’Ue raccomanda di eliminarle ma qui si va nella direzione opposta

Mentre la Ue ci raccomanda ogni giorno di eliminare le discariche di rifiuti e favorire il riciclo e il riutilizzo, il nostro governo che fa? Propone, zitto zitto, di modificare la legge (europea ed italiana) per poter fare discariche ovunque. Ma andiamo con ordine.

Nel 2019 il Parlamento ha dato delega al governo (legge 117/2019) di modificare la legge italiana oggi vigente (D. Lgs 36/2003) per adeguarla alla nuova direttiva Ue sulle discariche. Ma il governo, nello schema di decreto per il recepimento trasmesso al Parlamento, propone modifiche che nulla hanno a che vedere con la nuova direttiva, anzi vanno proprio in direzione opposta. E, come nella migliore tradizione, non lo fa nel testo, ma negli allegati (che, di solito, non legge nessuno): non solo, peraltro, si sostituiscono i due allegati oggi vigenti ma se ne aggiungono altri sei che non trovano alcun riscontro né nella direttiva né nella legge delega.

Particolarmente significativa, in proposito, appare la vicenda relativa all’obbligo di una barriera geologica tale da garantire la protezione del suolo, delle acque superficiali e, soprattutto, di quelle sotterranee, imposto dalla normativa comunitaria, la quale precisa che qualora la barriera geologica non sia sufficiente “può essere completata artificialmente e rinforzata con modalità diverse che forniscano una protezione equivalente”.

Dizione trasposta in Italia dall’allegato 1, della legge oggi vigente, secondo cui “la barriera geologica, qualora non soddisfi naturalmente le condizioni di cui sopra, può essere completata artificialmente attraverso un sistema barriera di confinamento opportunamente realizzato che fornisca una protezione equivalente”. Appare, quindi, del tutto evidente che sia la legge europea che quella italiana impongono, per poter realizzare una discarica, il requisito essenziale della esistenza di una barriera geologica naturale che, al massimo può essere rafforzata e completata da una aggiunta artificiale.....

E così si potrebbero fare discariche ovunque con rilevantissimi pericoli per l’ambiente e la salute, come, peraltro evidenziato a Roma quando, anni fa, una rottura del polder della discarica di Malagrotta provocò pericolo di inquinamento delle falde acquifere. Con buona pace del principio comunitario finalizzato, in aderenza alla gerarchia sui rifiuti, alla progressiva eliminazione delle discariche.

 su Il Fatto Quotidiano

08 giugno 2020

Le Foche: «Sotto l’ombrellone senza mascherina. Sbagliato vedere pericoli ovunque»

Tratto da Corriere.it
Coronavirus e vacanze, l’immunologo Le Foche: «Sotto l’ombrellone senza mascherina. Sbagliato vedere pericoli ovunque»
 

Francesco Le Foche: «L’incendio è passato, ora restano focolai ma sappiamo spegnerli». Palestra, teatri, cinema, stadi, vacanze, ecco come muoversi «in sicurezza, nel rispetto razionale delle regole e senza paura»

Gente che in strada cambia marciapiede per non incrociare il passante o che al parco, pur indossando la mascherina,si scosta di metri per non entrare nello spazio di chi fa la sua corsetta, in assenza di affollamento. Sono comportamenti paranoici da abolire, secondo Francesco Le Foche, immunologo del Policlinico universitario Umberto I. Che invita a mantenere la ragionevolezza, non solo le distanze «altrimenti non recupereremo la normalità, la vita sociale è fondamentale per l’uomo quindi dobbiamo tornare a viverla».

Che intende?

«E’ come se avessimo spento un incendio, restano piccoli focolai e disponiamo di secchio con l’acqua per intervenire. La situazione ora la vedo tranquilla, andrà sempre meglio nelle prossime settimane e nei prossimi mes se manteniamo precauzioni razionali in certi ambienti chiusi e affollati».

E all’aperto?

«L’Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato che dovremmo indossare la mascherina in caso di affollamenti, quando non è possibile mantenere le distanze interpersonali. Quindi certi comportamenti non hanno senso. Attenzione a non aver paura di fantasmi, come succede in una celebre commedia di Eduardo».

Il fantasma sarebbe il virus?

«Il virus c’è ma è sbagliato vedere il pericolo ovunque. Vedo persone che quando incrociano un altro essere umano trattengono il respiro e guardano a terra. Una paranoia. Bisogna reagire altrimenti entriamo in un contesto negativo dal quale sarà difficile uscire. So di gente che non mette il naso fuori di casa per paura».

Provi a convincere i paranoici.

«Disponiamo di mezzi sofisticati per reagire, lo abbiamo visto. Da qui in avanti ne avremo sempre di più. Tucidide, raccontando la peste nera ad Atene nel 430 a.C. scrisse di vedere l’umanità smarrita. Ora non ha senso avere smarrimento. Il post Covid non va vissuto così».

Vacanze in serenità?

«Potendo mantenere le distanze io partirei sereno. Sulla spiaggia lettini e ombrelloni sono organizzati in sicurezza. Non c’è motivo di indossare la mascherina tranne quando andiamo al bar dello stabilimento e sono presenti molte persone».

E in palestra?

«Attenzione a non essere fobici. Se la palestra è indoor allora riduciamo il tempo di allenamento, 40 minuti anziché un’ora piena».

Stanno per riaprire cinema e teatri.

«Torniamoci, appartengono alla cultura ludica. Certo, dimentichiamo per sempre la calca del pubblico. Non ho dubbi che cinema e teatri siano stati organizzati in modo sicuro e non vedo perché negare a noi stessi il piacere di frequentarli. Non c’è vita senza cultura. Non sono questi gli ambienti dove temere il contagio. Sono state prese misure sufficienti a garantire di assistere senza patemi a un film o a una commedia».

04 novembre 2011

L'ALLUVIONE DI GENOVA DOVREBBE ESSERE UN SERIO MONITO :I cambiamenti climatici sono in atto. Attiviamoci adesso

Clima
I cambiamenti climatici sono in atto. Attiviamoci adesso

  Agosto 2011 è al 10° posto fra i mesi più caldi degli ultimi 200 anni e la temperatura media nelle prime 2 settimane di settembre è stata superiore di circa 5 gradi centigradi.

 Il danno non è stato solo visivo: l’emergenza climatica e le sue conseguenze sono già presenti con il loro drammatico impatto.

BISOGNA ATTIVARSI SUBITO SIA COME INDVIDUI SIA COME SOCIETA'

di Umberto Mezzacapo - 4 Novembre 2011

.........La top ten per temperature degli ultimi due secoli è la seguente: 2003, 2001, 2007, 1994, 2009, 2000, 2008, 1990, 1998, 1997. Bisogna aggiungere altro?

Vorrei fare alcune considerazioni sull’informazione ambientale che viene erogata dai media e dalle istituzioni pubbliche che riguarda un argomento così cruciale per il futuro della nostra comunità quale il cambio climatico. Questa è stata finora caratterizzata da un alternarsi di ingiustificato catastrofismo, di quelli che induce a sentirsi impotenti di fronte al cataclisma preannunciato, e da un altrettanto grave pressapochismo, figlio della fiducia cieca nelle immense capacità della tecnologia di porre rimedio a qualsiasi situazione negativa, seppur si tratti di un problema di cosi vaste proporzioni come questo del cambio climatico........
Dovrebbe, invece, passare il messaggio che l’emergenza climatica e le sue conseguenze sono già presenti con il loro drammatico impatto, per cui bisogna attivarsi subito sia come individui che come società civile per porvi rimedio, per garantire a noi stessi un presente decente e un futuro per quelli che verranno scevro del degrado ambientale nel quale versiamo già ai giorni nostri. L’avvisaglia di questa estate è un richiamo, un monito ad agire, ora, senza perdersi in congetture tecnico-scientifiche sulle cause del riscaldamento climatico, su quanto abbia pesato l’essere umano nell’incrementarlo.

La siccità e la desertificazione delle zone costiere mediterranee è in atto da qualche decennio
L’arrivo di qualche giorno di pioggia, o di qualche settimana particolarmente fredda non deve spostare il focus dal trend generale, che dice che l’emergenza è dei giorni nostri, la siccità e la desertificazione delle zone costiere mediterranee è in atto da qualche decennio, e quello a cui andiamo incontro non è la riduzione dei raccolti della castagna ma ad un impatto devastante sugli ecosistemi, sulle falde idriche, sulla vita stessa dell’essere umano..... Se non si vuole credere agli allarmi lanciati dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change - Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico), il foro scientifico formato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite, l'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) ed il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP) allo scopo di studiare il riscaldamento globale, si provi a raccogliere informazioni sullo stato delle falde freatiche che alimentano la propria comunità oppure, più semplicemente, si provi ad osservare il paesaggio e i suoi colori fuori dal finestrino di un treno o della propria auto......
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TRATTO DA LA REPUBBLICA

"Pericoli e colpevoli i cittadini sappiano" 

"Pericoli e colpevoli i cittadini sappiano"

Parla il climatologo Maracchi: "Non è più tempo di piogge tradizionali, siamo alle alluvioni-lampo. Necessario tenere alto il livello dell'informazione" 

 di ANTONIO CIANCIULLO

"Siamo di fronte alle flash flood, le alluvioni lampo. Con picchi di questa intensità ci si trova a fronteggiare all'improvviso 4 mila tonnellate di acqua per ettaro: è una massa spaventosa, un vero e proprio bombardamento. Con piogge così, legate alla tropicalizzazione del clima, il rischio sarà sempre più alto". Giampiero Maracchi, docente di climatologia all'università di Firenze, commenta il disastro di Genova spiegando in che modo sono cambiate le piogge.

"Le piogge tradizionali", continua Maracchi, "si misuravano con 40, 60, magari 80 millimetri nell'arco di alcune ore. Adesso siamo di fronte a nubifragi che fanno precipitare, sempre in poche ore, una cortina di acqua da 120 -220 millimetri. Si può arrivare anche a 400 millimetri, cioè a 4 mila tonnellate di acqua per ettaro".

Dunque il disastro era prevedibile?
"Dipende cosa si intende per prevedibile. Sappiamo che il cambiamento climatico prodotto dall'uso dei combustibili fossili e dalla deforestazione è in corso. Sappiamo che i fenomeni meteo estremi, che sono già diventati più frequenti, capiteranno sempre più spesso. E dunque bisogna attrezzarsi per affrontarli. In questo senso possiamo prevedere un aumento del rischio".

E in che senso non sono prevedibili?
"L'allerta della protezione civile riguarda l'esistenza di un rischio in una certa area. Ma l'intensità della minaccia, il momento in cui può concretizzarsi e il luogo esatto non sono prevedibili".

Allora c'è poco da fare?
"Al contrario, c'è moltissimo da fare. A cominciare dalla creazione di un'opinione pubblica informata.
.......

Non dovrebbero essere gli amministratori di una città a garantire condizioni di sicurezza che tranquillizzino i cittadini?
"Non c'è dubbio, ma è bene far convivere le due precauzioni.
Da una parte i cittadini devono sapere che con il cambiamento climatico la loro vita non è più la stessa. I luoghi cambiano, i rischi cambiano, l'attenzione deve cambiare. Dall'altra parte chi ha la responsabilità della gestione del territorio non può più sperare di farla franca se commette errori".
LEGGI TUTTO
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Facendo riferimento al maltempo degli ultimi tempi Burlando ha commentato: “Tutti gli studi fatti finora andranno rivisti alla luce di fenomeni che nel corso del tempo sono cambiati sia per intensità che per frequenza. Stiamo verificando dappertutto se quello che è accaduto, e sta accadendo, supera i piani di bacino disponibili.”
SAREBBE INDISPENSABILE RICONSIDERARE ANCHE LA POSIZIONE DELLA REGIONE SULLA PRODUZIONE ENERGETICA ED IN PARTICOLARE SULLE CENTRALI A CARBONE CONSIDERANDO IL LORO INFLUSSO NEGATIVO SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI  LOCALI E GLOBALI;
"Secondo il WWF, il settore energetico è responsabile del 41% di tutte le emissioni di anidride carbonica derivanti dall'utilizzo dei combustibili fossili. Il carbone in particolare, è molto ricco di carbonio e la sua combustione è in grado di produrre fino al 70% in più di CO2, rispetto a quella del gas naturale. Più in generale, il 43% di tutte le emissioni da combustibili fossili è da attribuire all'uso del carbone.
Il carbone è pertanto tra i combustibili fossili, quello più impattante nei riguardi dei cambiamenti climatici. "  
 Leggi:La scheda di approfondimento del WWF sui cambiamenti climatici

Nessun accordo sul clima senza l'espansione delle rinnovabili

Un accordo internazionale sul clima nei prossimi anni sarà impedito dalla forte lobby del settore energetico convenzionale. Solo un ribaltamento dell'economia energetica, con una ancora più rapida crescita di rinnovabili e green economy, sarà decisivo per un accordo che vincoli tutti i paesi. L'editoriale di Gianni Silvestrini.Leggi
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Tratto da Il Fatto Quotidiano

VIDEO 3: UN FIUME ATTRAVERSA BRIGNOLE - VIDEO 4: ACQUA NELLE CASE DI STURLA
VIDEO 5: LA CITTA' DIVENTA UN FIUME - VIDEO 6: LA PIENA INVESTE IL PONTE
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Tozzi e Mercalli contro il governo: “Al posto del Tav metta in sicurezza il territorio”I due conduttori televisivi: "L'esecutivo fa finta che il cambiamento climatico non esista". 

Al posto delle mega-opere chiedono mille piccoli cantieri per fermare il dissesto idrogeologico. Ma non sono fiduciosi: "Tornerà il sole e ancora una volta ci si dimenticherà di tutto fino alla prossima tragedia"
“L’unica grande opera infrastrutturale della quale l’Italia ha bisogno non è il Tav o il ponte sullo Stretto, ma è un piano per la messa in sicurezza del territorio”. I due volti televisivi del pensiero ambientalista italiano, Mario Tozzi e Luca Mercalli parlano a una voce sola per commentare quanto accaduto in Liguria e Toscana, dove il maltempo ha messo in ginocchio le regioni provocando morti, dispersi e interi paesi evacuati.


Secondo i due esperti, sul banco degli imputati ci sono cinquant’anni di edilizia selvaggia, nessun piano serio per prevenire il dissesto idrogeologico né tantomeno uno straccio di programma per informare la popolazione sui rischi connessi a questo tipo di fenomeni. “Sono nato il 4 novembre del 1966, il giorno dell’alluvione di Firenze – dice Mercalli – Anche allora ci si fece trovare impreparati. Quarantacinque anni dopo non è cambiato niente. Si piange e si contano i morti quando piove e si fa finta di niente quando torna il sole”.
Negli ultimi 45 anni non solo non è andati avanti a cementificare il territorio come se niente fosse, ma il clima impazzito ha aggredito quei terreni resi negli anni fragili e impermeabili alle bordate d’acqua sempre più forti che piovono dal cielo.


“La quantità d’acqua che prima cadeva in un mese, oggi cade in un’ora. E questo è uno dei principali effetti dell’innalzamento della temperatura terrestre, perché l’aria è più calda e l’energia termica che viene sprigionata è maggiore. E questo è un fatto, non un’opinione”, sostiene Tozzi.......
 Come gli scenari apocalittici descritti dagli scienziati dell’Ipcc, l’International panel on climate change delle Nazioni unite. Il loro corposo dossier, considerato dal centrodestra italiano come una iattura anti-sviluppista, valse agli esperti dell’Onu il premio Nobel per la Pace nel 2007.

“Eppure la tropicalizzazione del clima ci sta presentando il conto – sostiene TozziA iniziare dalle flash flood (le bombe d’acqua, alluvioni istantanee, ndr) che sono figlie del clima che si surriscalda e si estremizza. Basti pensare alla Liguria dove nei giorni scorsi sono caduti metà dei centimetri d’acqua che in quel territorio cadono in un anno”.


...... “Ma la prevenzione – continua il geologo – non solo salva le vite umane – conviene anche dal punto di vista economico: per un euro speso oggi se ne risparmiano sette in futuro”. Al posto di faraonici ponti e gigantesche gallerie, secondo i due conduttori, bisognerebbe aprire mille piccoli cantieri che mettano in sicurezza colline, paesi e letti di fiumi....


A fianco della prevenzione l’altro grande assente dal dibattito è l’informazione, che “è morta” secondo Mercalli per lasciare il campo alla semplice emotività nel commentare emergenze e catastrofi. ....“Quello che sarebbe successo nel Levante ligure si sapeva con 48 ore di anticipo – attacca Mercalli – Se si fosse messo a punto un serio piano di educazione-informazione per i cittadini, come nella Grande Mela, magari non si sarebbero salvati gli edifici, ma di sicuro le vite umane”.


Tuttavia i due conduttori televisivi guardano al futuro con disillusione e quasi all’unisono dicono: “Dopo la tragedia tornerà il sole e anche questa volta ci si dimenticherà di tutto”. In attesa della prossima alluvione o frana accompagnata dalla solita litania giustificatoria. “Che suonerà ancora più grottesca perché eventi di questa portata non sono più né eccezionali né tantomeno imprevedibili”.