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11 settembre 2020

Focus/ INQUINAMENTO ATMOSFERICO: CHE COSA C’È DENTRO ALL’ARIA CHE RESPIRIAMO

 Tratto da Focus Junior

INQUINAMENTO ATMOSFERICO: CHE COSA C’È DENTRO ALL’ARIA CHE RESPIRIAMO

Perché la nostra aria è così "sporca"? Cosa respirano i nostri polmoni ogni giorno? Ecco tutte le risposte riguardanti l'inquinamento atmosferico 

Respirare aria pulita è un diritto fondamentale, che nella maggior parte dei casi viene negato: 9 persone su 10 vivono, studiano e lavorano inalando aria fortemente contaminata da gas e particelle inquinanti, abbastanza sottili da penetrare nell’organismo e causare problemi seri per la salute. Per gli effetti dell’inquinamento atmosferico muoiono prematuramente, ogni anno, 800 mila persone in Europa, e quasi 8,8 milioni di persone nel mondo: più di quelle che si porta via il fumo di sigaretta - la differenza è che si può scegliere di non fumare, ma non si può scegliere di non respirare!

COSA RESPIRIAMO?

La maggior parte degli inquinanti dell’aria deriva dall’utilizzo di combustibili fossili che usiamo per far muovere auto e aeroplani, per scaldare le nostre case, produrre cibo, illuminare le strade, estrarre materie prime e far funzionare gli stabilimenti industriali. Sono le attività umane a immettere la maggior parte degli inquinanti in atmosfera: se impareremo a utilizzare fonti di energia rinnovabile non solo ridurremo le emissioni che contribuiscono all’effetto serra, che riscalda il Pianeta e determina il fenomeno del riscaldamento globale; diminuiranno di molto le morti legate alla contaminazione dell’aria. 

Una cattiva pianificazione urbana, che porta chi abita nelle città - la maggior parte dei terrestri - a dipendere sempre di più da mezzi di trasporto privati, contribuisce a peggiorare la qualità dell’aria. 

POLVERI TOSSICHE

L’inquinante più diffuso nelle aree urbane è il particolato atmosferico, un insieme di particelle solide e liquide di sostanze sospese nell’aria e liberate principalmente dai motori a combustione interna, dalle emissioni del riscaldamento domestico, dall’usura del manto stradale, dalle emissioni industriali e delle centrali energetiche (ma anche da fonti naturali, come eruzioni vulcaniche, incendi, erosione delle rocce). È formato da composti chimici come solfati, nitrati, ione di ammonio, cloruro di sodio, da particelle di carbonio, polvere minerale e acqua, ed è talmente sottile che rimane per giorni in atmosfera, arrivando anche molto distante da dove è stato originato. L’inquinamento è un fenomeno che non conosce confini: ecco perché per ridurlo servono soluzioni politiche condivise.

Il particolato si suddivide in base al diametro delle particelle che lo compongono: sentirete spesso parlare di PM10 (particelle con diametro inferiore a 10 µm, 6-7 volte più sottili di un capello) e di PM2.5 (diametro inferiore a 2,5 µm, 27 volte più sottile di un capello): il problema delle particelle così piccole, è che penetrano nelle vie respiratorie, e possono interferire con il normale scambio di gas che avviene nei nostri polmoni. Possono anche “dare un passaggio” a metalli pesanti e altre sostanze tossiche presenti nell’aria, dando loro il modo di entrare nel nostro corpo. Altri inquinanti sono i composti dell’azoto, i composti dello zolfo, i composti del carbonio. Alcune sostanze inquinanti sono emesse direttamente (inquinanti primari), altre si formano in un secondo momento in atmosfera (inquinanti secondari). 

SALVIAMO IL NOSTRO PIANETA

In questo momento, nell’aria si trovano 412,31 ppm (parti per milione) di anidride carbonica: una concentrazione mai così alta da 800 mila anni a questa parte

Che cosa possiamo fare, per cambiare le cose? 

EsserE consapevoli delle conseguenze che il nostro uso dell’energia ha sulla salute e sull’ambiente è il primo passo per chiedere interventi politici che investano su fonti pulite e rinnovabili, che non avvelenino la Terra e i suoi abitanti. Con questo spirito si svolgerà il Climate strike, lo sciopero mondiale sul clima organizzato per venerdì 15 marzo dagli studenti di tutto il mondo, ispirati dall’iniziativa e dal coraggio di una ragazza svedese di 16 anni, Greta Thunberg.

26 agosto 2020

Capacità ridotta di respirazione nei bambini per l'inquinamento atmosferico

Tratto da notizie scientifiche.it 

Capacità ridotta di respirazione nei bambini collegata a inquinamento atmosferico

Un livello di respirazione ridotto può essere collegato all’esposizione a lungo termine all’inquinamento dell’aria secondo un nuovo studio presentato al congresso della European Respiratory Society.
Si tratta di una nuova ricerca che sottolinea ancora una volta, qualora ce ne fosse ancora bisogno, quanto l’inquinamento atmosferico possa rappresentare un problema grave per la salute, in particolare per quella dei bambini.
In particolare secondo Qi Zhao dell’IUF di Dusseldorf, stanno aumentando sempre di più le prove secondo le quali l’esposizione all’inquinamento atmosferico rappresenti una minaccia seria per la salute respiratoria in particolare dei bambini.Gli organi respiratori di questi ultimi, infatti, sono più vulnerabili in quanto i loro corpi sono ancora in fase di crescita. Il ricercatore, con i suoi colleghi, ha analizzato 915 bambini che vivono in due regioni della Germania. Ai bambini sono state fatte varie analisi nel corso del tempo fino a quando avevano 15 anni. Analizzando anche i dati relativi a quanta aria riuscivano a respirare al massimo tramite il loro respiro più profondo (capacità vitale forzata) e quanta aria riuscivano ad espirare in un secondo (volume espiratorio forzato), i ricercatori hanno scoperto un gruppo collocamento tra il livello di inquinamento atmosferico a cui venivano esposti i soggetti durante la loro crescita e le funzioni polmonari. L’impatto era ancora maggiore per quei bambini che soffrivano di asma.

Inoltre i risultati suggerivano anche un altro aspetto: i bambini allattati al seno sembravano avere danni minori dall’esposizione prolungata l’inquinamento atmosferico.

I nostri risultati suggeriscono che i bambini che crescono respirando aria inquinata, anche a livelli inferiori alle normative UE, hanno una respirazione più scarsa man mano che crescono in bambini e adulti. Questo è preoccupante perché ricerche precedenti suggeriscono che i danni ai polmoni nel primo anno di vita possono influire sulla salute respiratoria per tutta la vita”, spiega Zhao.
Secondo un’altra ricerca, anch’essa presentata allo stesso congresso, quelle persone, anche adulte, esposte all’inquinamento dell’aria, anche a livelli non alti, per periodi misurabili in decenni hanno probabilità maggiori di contrarre l’asma.
Il risultato di questo secondo studio, secondo Shuo Liu dell’Università di Copenhagen, l’autore, “suggerisce che non esiste una soglia sicura per l’inquinamento atmosferico”.

07 febbraio 2020

Ecco come l’inquinamento delle centrali a carbone può ostruire i polmoni

Tratto da Notizie scientifiche

Ecco come l’inquinamento delle centrali a carbone può ostruire i polmoni


Un nuovo esperimento condotto da un professore del Virginia-Maryland College of Veterinary Medicine conferma che bruciare il carbone può causare gravi danni ai polmoni. Nello specifico i ricercatori hanno condotto esperimenti sui topi esponendo questi ultimi a ceneri o fumi di carbone bruciato.
Irving Coy Allen, insieme ai colleghi di vari altri istituti americani e di un’università a Shanghai, ha scoperto che particelle molto piccole di ossido di titanio possono rivelarsi altamente tossiche. Queste particelle sarebbero presenti nella cenere e nel fumo del carbone bruciato.
I danni ai polmoni di topi si verificavano anche dopo una singola esposizione mentre i danni a lungo termine si verificavano in sole sei settimane di esposizione.
Le attuali centrali che lavorano il carbone dispongono di filtri molto complessi per evitare la maggior parte delle emissioni nell’atmosfera delle nanoparticelle che seguono alla combustione del carbone.
Tuttavia quando questi filtri non sono presenti o non sono efficienti, queste particelle possono espandersi nell’aria ed entrare facilmente nei polmoni.
Sono soprattutto le particelle più piccole, conosciute come nanoparticelle di subossido di titanio, a preoccupare maggiormente gli scienziati.
Si tratta di particelle piccolissime, che raggiungono un diametro di 100 milionesimi di un metro. Una volta entrate nei polmoni, si imbattono nei macrofagi, le cellule difensive che dovrebbero contrastare proprio le particelle estranee.
Contro queste particelle, così piccole, i macrofagi vanno in difficoltà. Non possono scomporle e iniziano a morire, un processo che porta ad un reclutamento maggiore di macrofagi.
Presto comincia un feedback per il quale, dopo ogni giro, si creano masse di cellule macrofagi morte o morenti che si concentrano intorno alle nanoparticelle, come spiega lo stesso Allen. Si vengono a creare veri e propri depositi i quali sono alla base di problemi di natura ostruttiva in quanto non permettono più ai polmoni di funzionare correttamente.
Si tratta di una “scoperta sorprendente”, come la definisce lo stesso Allen, e di un fenomeno che avviene già dopo una sola esposizione. E anche dopo lunghi periodi di tempo, questi accumuli restano nei polmoni.
Un fenomeno che, naturalmente, solleva preoccupazioni per l’inquinamento cittadino prodotto dalle centrali che lavorano il carbone

Approfondimenti

09 ottobre 2018

Gli effetti dell’inquinamento dell’aria sul tuo cervello e sui tuoi polmoni

Gli effetti dell’inquinamento dell’aria sul tuo cervello e i tuoi polmoni

Non abbiamo altra scelta che respirare l’aria che ci circonda.
Ma le macchine che utilizziamo e le politiche che ci governano trasformano quell’aria. Le auto saturano l’aria con lo smog, le fabbriche e le centrali energetiche rilasciano ogni sorta di residuo nell’atmosfera mentre i sistemi di riscaldamento dei complessi di appartamenti la intasano con sostanze chimiche di ogni genere. In molti luoghi gli alberi, che contribuiscono a migliorare la qualità dell’aria, sono scomparsi.
Tutto questo provoca conseguenze per la salute, alcune più gravi di altre.
L’inquinamento non rende l’aria solo più difficile da respirare. Può cambiare lo sviluppo del cervello nei bambini e rende gli adulti più vulnerabili a danni cognitivi.
Questo è un problema urgente e di portata globale: il 98% delle città con più di 100.000 abitanti in zone a medio e basso reddito non raggiunge gli standard qualitativi per l’aria imposti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Anche negli Stati Uniti, dove la qualità dell’aria è abbastanza elevata, ci sono prove che l’aria respirata dalla popolazione abbia effetti negativi sul loro fisico e sul loro cervello.
Ecco gli effetti che l’inquinamento ha sulla tua salute e perché dovreste fare attenzione alla qualità dell’aria.

I bambini esposti ad aria inquinata in giovane età è più probabile che soffrano di asma e abbiano difficoltà a scuola e ci sono anche segnali che possa causare danni all’apprendimento cognitivo

Studi condotti in Cina e Canada hanno dimostrato come bambini esposti ad un’aria molto inquinata abbiano più probabilità di soffrire d’asma e complicazioni respiratorie. Una ricerca condotta sugli studenti delle scuole elementari di New York ha mostrato come i bambini che respirano aria inquinata abbiano bisogno di sostegno accademico più frequentemente.

Ci sono indizi che l’inquinamento influenzi negativamente anche bambini non ancora nati se le loro madri respirano aria malsana

Le percentuali di nascite premature e mortalità infantile sono più alte nei luoghi in cui la qualità dell’aria è pessima. Una ricerca pubblicata in settembre mostra che quando le donne che respirano aria inquinata, le particelle inquinate raggiungono la placenta e potrebbero colpire il bambino.

I bambini esposti all’inquinamento dell’aria ottengono risultati accademici peggiori

Uno studio condotto in California ha mostrato che riducendo il livello di inquinamento nelle zone in cui si trovavano scuole per le famiglie a basso reddito, i punteggi accademici si alzavano. Anche la qualità dell’aria all’interno degli edifici provoca conseguenze: una ricerca ha scoperto che migliorando la qualità dell’aria all’interno delle scuole, i risultati ottenuti nei test miglioravano.

Questi effetti sul cervello proseguono nel corso della vita causando negli anziani demenza senile e Alzheimer

Ricerche condotte negli Stati Uniti hanno mostrato come i tassi di demenza senile e perdite di lucidità fossero più alti nei luoghi in cui l’aria è più inquinata; mentre calano in quelle località dove sono attivi i regolamenti EPA. Una ricerca dalla Cina mostra che i problemi cognitivi legati all’inquinamento dell’aria si intensificano più l’età delle persone è alta, con effetti significativi sulle capacità verbali delle persone meno educate.

Molti dati mostrano che una peggiore qualità dell’aria fa aumentare i tassi di asma e malattie polmonari

Le persone più anziane è più probabile finiscano in pronto soccorso in giorni in cui i livelli di inquinamento sono più alti. I bambini invece è più probabile debbano essere trattati per i sintomi dell’asma.

Ci sono anche indizi che indicano come le persone esposte a livelli di inquinamento più elevati è più probabile sviluppino allergie

Questo è il caso di luoghi con alto tasso di inquinamento da parte dello smog

L’inquinamento dell’aria causato dagli incendi uccide circa 15.000 persone all’anno negli Stati Uniti tramite malattie cardiache, polmonari, asma e altri problemi respiratori

Con l’aumento degli incendi, il numero di vittime potrebbe presto raggiungere le 40.000 unità entro la fine del secolo, secondo un recente studio

L’esposizione all’inquinamento da ozono aumenta i rischi di malattie cardiovascolari e di attacchi di cuore

Anche una breve esposizione ad alti livelli di ozono, che avviene quando il sole scalda le particelle presenti nell’aria inquinata, aumentano i rischi di aritmia cardiaca. Aumenta anche il tasso di attacchi di cuore in soggetti non a rischio.

L’inquinamento dell’aria peggiora gli effetti sulla salute delle ondate di calore

Il sole estivo trasforma le particelle come quelle dello smog in ozono. L‘inquinamento dell’aria aggrava gli effetti delle ondate di calore, già più letali di terremoti e uragani.
Uno studio pubblicato nel 2008 mostrava come per ogni grado Celsius di temperatura in più, l’inquinamento da ozono poteva uccidere più di 22.000 persone a causa di malattie respiratorie, asma ed enfisemi.

L’inquinamento aumenta il tasso di cancro ai polmoni

Circa il 5% delle morti causate da tumore ai polmoni e alla gola è attribuibile all’inquinamento.

La qualità dell’aria influisce sull’aspettativa di vita, soprattutto nei paesi in via di sviluppo

In media, le persone perdono in media un anno di vita a causa dell’inquinamento dell’aria, ma questo effetto è ben più marcato in alcune zone. In Cina l’inquinamento causa la perdita di tre anni di vita. In India, nella quale si trovano 14 delle più inquinate città del mondo, si perdono in media quattro anni.

03 settembre 2012

Tumori: carbone domestico legato a cancro polmoni

 Tratto da AgiSalute

Tumori: carbone domestico legato a cancro polmoni

 

(AGI) - Londra, 1 set. - L'uso del carbone per la cucina e il riscaldamento domestico in Cina e' associato a un notevole aumento del rischio di sviluppare cancro ai polmoni, secondo uno studio pubblicato sul 'British Medical Journal'. Si tratta, ritengono i ricercatori, di uno dei piu' forti effetti dell'inquinamento ambientale correlato all'insorgenza del tumore polmonare. La ricerca sottolinea l'importanza di adottare misure per ridurre al minimo l'esposizione al carbone per uso domestico. Circa la meta' della popolazione mondiale utilizza combustibili solidi a carbone per la cottura e il riscaldamento. 

 L'esposizione al fumo e' associata a diverse malattie, tra cui la malattia polmonare ostruttiva cronica, le infezioni respiratorie acute e il cancro del polmone. Lo studio e' stato condotto, tra gli altri, dal Division of Cancer Epidemiology and Genetics del National Cancer Institute, il College of Public Health Sciences della Chulalongkorn University e l'Institute of Environmental Health and Engineering della Chinese Academy of Preventive Medicine.

  

L'indagine ha monitorato la salute di 37mila persone a Xuanwei in Cina per un periodo di 20 anni (1976-1996) concentrandosi sui casi di cancro al polmone. Dopo aver tenuto conto di altri possibili fattori di rischio, compreso l'uso di tabacco, i casi di cancro polmonare e di morti sono risultati nettamente superiori tra le persone che avevano utilizzato il carbone per uso domestico. Il rischio di morte per cancro ai polmoni prima dei 70 anni di eta' tra gli uomini e le donne soggetti all'inquinamento da carbone e' stato del 18 e del 20 per cento, rispettivamente, rispetto a meno dello 0,5 per cento tra i non utilizzatori del carbone in casa. .