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Visualizzazione post con etichetta cervello. Mostra tutti i post
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03 febbraio 2020

Esposizione a inquinamento ...riduce materia grigia e spessore corticale nel cervello dei bambini

Tratto da Notizie scientifiche.it

Esposizione a inquinamento da traffico riduce materia grigia e spessore corticale nel cervello dei bambini

Cervello di un bambino di 12 anni; le aree in rosso, arancione e giallo sono quelle più colpite dall'inquinamento atmosferico legato al traffico 
Ancora uno studio sottolinea il pericoloso collegamento tra l’esposizione all’inquinamento atmosferico nei bambini e lo sviluppo del cervello. Nello specifico il nuovo studio analizza l’esposizione durante la prima infanzia da parte dei bambini all’inquinamento atmosferico da traffico veicolare.
Secondo i ricercatori del Medical Center dell’Ospedale pediatrico di Cincinnati, Un’esposizione del genere può essere associata a cambiamenti nella struttura nel cervello degli stessi bambini quando hanno un’età di 12 anni.I ricercatori scoprivano infatti che i bambini che erano state maggiormente esposti all’inquinamento atmosferico alla nascita mostravano una riduzione della materia grigia nel cervello e dello spessore corticale a 12 anni rispetto ai bambini che invece avevano avuto un livello più basso disposizione.
A spiegare i risultati dello studio è Travis Beckwith, l’autore principale: secondo il ricercatore, sostanzialmente, il luogo in cui si vive e l’aria che si respira possono arrivare a influenzare anche lo sviluppo del cervello.
Non si tratta però di una perdita che può essere paragonata a quella che si ottiene con una malattia degenerativa ma di una perdita che comunque risulta già sufficiente per influenzare vari processi mentali e fisici.
Lo studio è stato pubblicato su PLOS One. I ricercatori hanno utilizzato i dati relativi alle risonanze magnetiche eseguite su 147 dodicenni i quali facevano parte di un più ampio studio per il quale erano stati misurati anche livelli di esposizione all’inquinamento da traffico da parte dei bambini durante il loro primo anno di vita.

03 novembre 2019

Come l'inquinamento cambia (in peggio) le nostre decisioni e il comportamento....

Tratto da  Alzehimer riese.it 

Come l'inquinamento cambia (in peggio) le nostre decisioni e il comportamento


L'aumento dei rischi di disfunzione cognitiva generale e di demenza sono una reale preoccupazione. Tuttavia, ora stiamo imparando che l'inquinamento atmosferico può influenzare il nostro cervello molto tempo prima dell'età adulta, danneggiando il pensiero di ordine superiore e compromettendo le capacità decisionali.
Alcune delle evidenze più impressionanti di questa idea sono i dati che mostrano che l'esposizione all'inquinamento atmosferico prima della nascita potrebbe danneggiare lo sviluppo del cervello e del processo decisionale. Questo è stato dimostrato in un esperimento del 2018 che ha esaminato scansioni cerebrali e test di funzionalità cognitiva nei bambini da 6 a 10 anni, così come i livelli di inquinamento atmosferico, mentre questi bambini erano in utero.
Lo studio ha trovato che i bambini con più esposizione all'inquinamento atmosferico durante il periodo fetale avevano aree più sottili della corteccia cerebrale rispetto a quelli con minore esposizione. Altrettanto importante, i bambini con più esposizione hanno dimostrato una compromissione del controllo inibitorio sui test, che era legata alle aree più sottili nel loro cervello.
Una ricerca simile mostra che l'esposizione all'inquinamento atmosferico nel 5° e 6° anno di vita è legata inversamente alla memoria di lavoro e che l'aumento di inquinanti atmosferici dovuti al traffico è legato a minori guadagni nella memoria di lavoro nell'infanzia.
Cosa potrebbe significare questo a livello pratico? La funzione esecutiva, che comprende il controllo inibitorio e la memoria di lavoro, è essenziale per prendere decisioni calcolate e orientate a lungo termine. Le funzioni esecutive sane nei bambini prevedono una migliore salute fisica, livelli più bassi di dipendenza da sostanze e un minor numero di reati in età adulta. Se l'inquinamento dell'aria danneggia le nostre funzioni esecutive, potrebbe renderci più impulsivi e più propensi a fare scelte sbagliate. Purtroppo, ci sono prove che questo sta già avvenendo.....
Mettiamo  tutto questo insieme. Non è un segreto che l'inquinamento atmosferico fa male alla nostra salute, e stiamo ora imparando che ha importanti effetti negativi sul nostro cervello. A questo proposito, finora la ricerca si è concentrata principalmente sugli impatti a lungo termine sulla cognizione e sul rischio di demenza. Tuttavia, sta diventando chiaro che l'inquinamento atmosferico può effettivamente alterare il nostro pensiero molto prima, cambiando le nostre decisioni, e rendendoci più propensi a fare scelte impulsive e sbagliate.
Con questo in mente, diventa sempre più importante che facciamo quello che possiamo per ridurre la nostra esposizione personale e il nostro contributo all'inquinamento atmosferico. A un livello molto semplice, cerca di evitare di inalare l'inquinamento atmosferico quando puoi. Questo significa fare del tuo meglio per stare lontano dal fumo passivo così come da quello da fuoco di legna, quando è possibile.
Se vivi in un luogo con inquinamento atmosferico a fasi alterne e sei flessibile nella tua routine, controlla gli avvisi locali sulla qualità dell'aria prima di passare molto tempo all'aria aperta. Evita le ore di punta e le autostrade trafficate, se possibile. Considera di installare un filtro antiparticolato ad alta efficienza (HEPA) nella tua casa. Infine, puoi contribuire a ridurre i livelli di inquinamento atmosferico del pendolarismo usando auto condivise, trasporti pubblici, bicicletta, o camminando.

09 ottobre 2018

Gli effetti dell’inquinamento dell’aria sul tuo cervello e sui tuoi polmoni

Gli effetti dell’inquinamento dell’aria sul tuo cervello e i tuoi polmoni

Non abbiamo altra scelta che respirare l’aria che ci circonda.
Ma le macchine che utilizziamo e le politiche che ci governano trasformano quell’aria. Le auto saturano l’aria con lo smog, le fabbriche e le centrali energetiche rilasciano ogni sorta di residuo nell’atmosfera mentre i sistemi di riscaldamento dei complessi di appartamenti la intasano con sostanze chimiche di ogni genere. In molti luoghi gli alberi, che contribuiscono a migliorare la qualità dell’aria, sono scomparsi.
Tutto questo provoca conseguenze per la salute, alcune più gravi di altre.
L’inquinamento non rende l’aria solo più difficile da respirare. Può cambiare lo sviluppo del cervello nei bambini e rende gli adulti più vulnerabili a danni cognitivi.
Questo è un problema urgente e di portata globale: il 98% delle città con più di 100.000 abitanti in zone a medio e basso reddito non raggiunge gli standard qualitativi per l’aria imposti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Anche negli Stati Uniti, dove la qualità dell’aria è abbastanza elevata, ci sono prove che l’aria respirata dalla popolazione abbia effetti negativi sul loro fisico e sul loro cervello.
Ecco gli effetti che l’inquinamento ha sulla tua salute e perché dovreste fare attenzione alla qualità dell’aria.

I bambini esposti ad aria inquinata in giovane età è più probabile che soffrano di asma e abbiano difficoltà a scuola e ci sono anche segnali che possa causare danni all’apprendimento cognitivo

Studi condotti in Cina e Canada hanno dimostrato come bambini esposti ad un’aria molto inquinata abbiano più probabilità di soffrire d’asma e complicazioni respiratorie. Una ricerca condotta sugli studenti delle scuole elementari di New York ha mostrato come i bambini che respirano aria inquinata abbiano bisogno di sostegno accademico più frequentemente.

Ci sono indizi che l’inquinamento influenzi negativamente anche bambini non ancora nati se le loro madri respirano aria malsana

Le percentuali di nascite premature e mortalità infantile sono più alte nei luoghi in cui la qualità dell’aria è pessima. Una ricerca pubblicata in settembre mostra che quando le donne che respirano aria inquinata, le particelle inquinate raggiungono la placenta e potrebbero colpire il bambino.

I bambini esposti all’inquinamento dell’aria ottengono risultati accademici peggiori

Uno studio condotto in California ha mostrato che riducendo il livello di inquinamento nelle zone in cui si trovavano scuole per le famiglie a basso reddito, i punteggi accademici si alzavano. Anche la qualità dell’aria all’interno degli edifici provoca conseguenze: una ricerca ha scoperto che migliorando la qualità dell’aria all’interno delle scuole, i risultati ottenuti nei test miglioravano.

Questi effetti sul cervello proseguono nel corso della vita causando negli anziani demenza senile e Alzheimer

Ricerche condotte negli Stati Uniti hanno mostrato come i tassi di demenza senile e perdite di lucidità fossero più alti nei luoghi in cui l’aria è più inquinata; mentre calano in quelle località dove sono attivi i regolamenti EPA. Una ricerca dalla Cina mostra che i problemi cognitivi legati all’inquinamento dell’aria si intensificano più l’età delle persone è alta, con effetti significativi sulle capacità verbali delle persone meno educate.

Molti dati mostrano che una peggiore qualità dell’aria fa aumentare i tassi di asma e malattie polmonari

Le persone più anziane è più probabile finiscano in pronto soccorso in giorni in cui i livelli di inquinamento sono più alti. I bambini invece è più probabile debbano essere trattati per i sintomi dell’asma.

Ci sono anche indizi che indicano come le persone esposte a livelli di inquinamento più elevati è più probabile sviluppino allergie

Questo è il caso di luoghi con alto tasso di inquinamento da parte dello smog

L’inquinamento dell’aria causato dagli incendi uccide circa 15.000 persone all’anno negli Stati Uniti tramite malattie cardiache, polmonari, asma e altri problemi respiratori

Con l’aumento degli incendi, il numero di vittime potrebbe presto raggiungere le 40.000 unità entro la fine del secolo, secondo un recente studio

L’esposizione all’inquinamento da ozono aumenta i rischi di malattie cardiovascolari e di attacchi di cuore

Anche una breve esposizione ad alti livelli di ozono, che avviene quando il sole scalda le particelle presenti nell’aria inquinata, aumentano i rischi di aritmia cardiaca. Aumenta anche il tasso di attacchi di cuore in soggetti non a rischio.

L’inquinamento dell’aria peggiora gli effetti sulla salute delle ondate di calore

Il sole estivo trasforma le particelle come quelle dello smog in ozono. L‘inquinamento dell’aria aggrava gli effetti delle ondate di calore, già più letali di terremoti e uragani.
Uno studio pubblicato nel 2008 mostrava come per ogni grado Celsius di temperatura in più, l’inquinamento da ozono poteva uccidere più di 22.000 persone a causa di malattie respiratorie, asma ed enfisemi.

L’inquinamento aumenta il tasso di cancro ai polmoni

Circa il 5% delle morti causate da tumore ai polmoni e alla gola è attribuibile all’inquinamento.

La qualità dell’aria influisce sull’aspettativa di vita, soprattutto nei paesi in via di sviluppo

In media, le persone perdono in media un anno di vita a causa dell’inquinamento dell’aria, ma questo effetto è ben più marcato in alcune zone. In Cina l’inquinamento causa la perdita di tre anni di vita. In India, nella quale si trovano 14 delle più inquinate città del mondo, si perdono in media quattro anni.

06 giugno 2017

Studio choc :Smog killer per il cervello dei bambini.

Tratto da Affari Italiani

Smog killer per il cervello dei bambini. Inquinamento killer. Lo studio choc

La ricerca del Centre for Research in Environmental Epidemiology


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Inquinamento, è l'effetto down cioè il rallentamento cerebrale 
che può colpire i bambini esposti ad elevati livelli di 
inquinamento (smog), come sostenuto dagli scienziati del
 Centre for Research in Environmental Epidemiology di Barcellona, in uno studio pubblicato su Epidemiology. 
I bambini esposti allo smog (inquinamento) emesso dal 
traffico durante il tragitto verso la scuola farebbero più 
fatica a seguire le lezioni in aula, impiegando più tempo
 per rispondere alle domande e accusando in generale 
difficoltà a concentrarsi. Sono i sintomi osservati dagli
 studiosi iberici, effetti che tendono ad aggravarsi nei giorni caratterizzati da picchi elevati di inquinamento atmosferico.

La teoria che lo smog (inquinamento) danneggi il cervello 

dei bambini è già stata sviluppata da altri studi, che hanno dimostrato che le sostanze inquinanti sono tossiche per
 i neuroni e potrebbero facilitare l’insorgere di 
depressione, psicosi, demenze precoci.
In particolare l’inquinamento nuoce gravemente al c
ervello dei neonati. Secondo una ricerca dell’Università di
 Torino l’inquinamento (smog) sarebbe responsabile persino
 di mutazioni genetiche e alterazioni del DNA. Del resto gli
 effetti negativi dell’inquinamento urbano sulla salute sono 
noti quasi a tutti: oltre a peggiorare le condizioni di chi 
soffre di attacchi d’asma, lo smog (inquinamento), che nelle
 grandi città viene respirato dall’80% della popolazione, 
danneggia persino i denti e la pelle.

Lo studio del Centre for Research in Environmental 

Epidemiology ha coinvolto 2.600 alunni tra i 7 e i 10 anni, attraverso dei test di valutazione delle capacità di stare attenti
 n classe e confrontando i risultati con le oscillazioni nella 
qualità dell’aria. Ne è emerso che quando i fumi nocivi 
del traffico erano al massimo, si è verificata una riduzione
 della capacità di concentrazione su compiti di problem-solving. Sono gli elementi “neurotossici” contenuti nell’aria, spiegano gli esperi, che possono danneggiare il cervello dei bambini.

E “l’inquinamento atmosferico può avere potenziali effetti dannosi sul neurosviluppo. Il nostro studio suggerisce che lo smog da traffico potrebbe influenzare le prestazioni cognitive

 dei bambini in età scolastica”.

06 settembre 2016

Toxic air pollution:Inquinamento, le particelle magnetiche che arrivano nel cervello


Tratto da Wired.it

Inquinamento, le particelle magnetiche che arrivano nel cervello



Le ha scoperte una ricerca appena pubblicata su Pnas. Si tratta di nanoparticelle di magnetite, un materiale tossico, che sembra collegato allo sviluppo dell’Alzheimer e di altre malattie neurodegenerative
Inquinamento in Cina
Non solo cuore e polmoni: anche il nostro cervello potrebbe essere a rischio a causa dell’inquinamento atmosferico. Una ricerca appena pubblicata sui Proceedings of the National Academy Sciences ha infatti identificato, per la prima volta, nei tessuti del cervello umano delle nanoparticelle di magnetite di origine industriale. Il materiale, spiegano gli autori dello studio, è un ossido del ferro con proprietà magnetiche prodotto dai processi di combustione delle centrali elettriche e di altri impianti di produzione, e all’interno del nostro organismo risulta estremamente tossico.
La presenza di magnetite nel cervello umano in realtà non è di per sé una novità. Da almeno 25 anni infatti si sa che il nostro organismo può produrre queste micro-particelle magnetiche a partire dal ferro utilizzato nei normali processi metabolici. Il ruolo svolto dalla magnetite di origine biologica però non è chiaro. Il problema, spiega un articolo di Science, è che la magnetite causa un grave stress ossidativo sulle nostre cellule, e la sua presenza è stata collegata (se pur non in modo definitivo) allo sviluppo dell’Alzehimer (e di altre patologie neurodegenerative) e alla formazione delle placche amiloidi che lo accompagnano.
Questo materiale è inoltre presente in grandi quantità negli inquinanti ambientali prodotti dalle centrali elettriche e da altri impianti produttivi di tipo industriale. Per questo motivo, gli autori dello studio, un team di ricerca internazionale coordinato dalla fisica Barbara Maher della Lancaster University, hanno deciso di verificare quante delle nanoparticelle di magnetite presenti nel cervello umano siano effettivamente di origine biologica, analizzando campioni di corteccia cerebrale provenienti da 37 cadaveri.
Utilizzando diversi tipi di tecniche di imaging, i ricercatori hanno verificato la struttura geometrica delle nanoparticelle di magnetite presenti nei campioni, scoprendo che la maggior parte è di forma sferica, particolare che a detta degli esperti suggerisce un’origine ambientale, e non biologica. A confermare la provenienza esterna del materiale, anche la presenza di altre particelle metalliche che non vengono prodotte naturalmente dal cervello, come platinonickel e cobalto, che dimostrano come gli inquinanti ambientali possano raggiungere il nostro sistema nervoso centrale con molta più facilità di quanto si riteneva fino ad oggi.
La magnetite ambientale presente nel cervello supererebbe inoltre quella biologica con una proporzione di cento a uno: numeri elevatissimi che rendono ancor più preoccupante la scoperta. Il legame di questa sostanza con Alzheimer e altre patologie del sistema nervoso non è ancora chiaro, sottolineano gli autori dello studio, e non si sa neanche a quali livelli di concentrazione andrebbe considerata pericolosa. Ma i possibili rischi non si possono sottovalutare. Purtroppo si tratta di un fattore di rischio estremamente plausibile, e rende sicuramente necessario lo sviluppo di adeguate precauzioni”, ha spiegato Maher su Science. “I legislatori hanno già cercato di tenere conto di questi pericoli nelle attuali normative sull’inquinamento ambientale, ma evidentemente queste norme potrebbero avere bisogno di essere riviste”.

13 settembre 2014

Dott. Jennifer Ailshire : LO SMOG DANNEGGIA L'ATTIVITA' COGNITIVA DEL CERVELLO.

Tratto da Ecoseven

SALUTE: LO SMOG DANNEGGIA L'ATTIVITA' COGNITIVA DEL CERVELLO

Uno studio di un team di ricercatori della University of Southern California di Los Angeles, ha recentemente dimostrato come lo smog sia in grado di accelerare il declino cognitivo del nostro cervello


Smog e inquinamento urbano danneggiano le attività cognitive del nostro cervello. A dirlo è uno studio di un team di ricercatori della University of Southern California di Los Angeles, che ha analizzato il rapporto tra qualità dell’aria e funzionalità cerebrale.

Lo smog, in particolare, danneggerebbe la memoria del cervello, rendendo le persone meno lucide. Inoltre, si comprometterebbe anche la capacità di ragionamento con una conseguente accelerazione del declino cognitivo legato all’età.

La ricerca, nello specifico, è stata condotta su un campione di 780 persone con età compresa tra i 51 e i 97 anni. A queste persone sono stati consegnati particolari test cognitivi riguardanti quesiti matematici o più puramente di memoria. Alla fine della prova, è stato assegnato un punteggio complessivo in base alle risposte che date. In funzione delle risposte, si è poi misurato il declino cognitivo, (ossia il grado di buon funzionamento del cervello). In seguito, i dati raccolti sono stati messi a confronto con diverse zone caratterizzate da maggiore o minore inquinamento da smog. Più alto era l’indice di inquinamento nel quartiere di residenza degli adulti sottoposti al test, e maggiori sono stati gli errori riscontrati nelle prove cognitive.

Un altro dato rilevante emerso dallo studio è stato quello riguardante il livello di pericolosità delle polveri sottili PM2.5 per il nostro cervello. Si tratta infatti di polveri in grado di penetrare più facilmente nell’organismo per via del loro diametro estremamente ridotto.

In generale, la ricerca ha dimostrato che l’esposizione per lunghi periodi all’inquinamento atmosferico, accelera e non di poco l’invecchiamento cerebrale. Oltre alla perdita di memoria e alla scarsa capacità di apprendimento, tra le conseguenze dei danni cerebrali causati dallo smog, si annoverano anche ansia e depressione.

Lo studio, coordinato dalla dalla dottoressa Jennifer Ailshire, è stato recentemente pubblicato sula rivista scientifica ‘The Journals of Gerontology Series’. Per maggiori informazioni è possibile fare riferimento a questo sito.

23 giugno 2014

.......L’inquinamento dell’aria ci annebbia anche il cervello

Tratto da Greenreport


Come l’inquinamento dell’aria ci annebbia anche il cervello

Il declino cognitivo degli anziani è collegato ai i livelli di particolato PM2.5
[23 giugno 2014]
inquinamento anziani
Il particolato prodotto dal traffico e altre fonti di inquinamento atmosferico possono accelerare il declino cognitivo negli anziani: si tratta di una conclusione di non poca importanza per una società in continuo invecchiamento quella contenuta nello studioFine Particulate Matter Air Pollution and Cognitive Function Among U.S. Older Adults”, realizzato da Jennifer Ailshire, dell’università della Southern California,  e  Philippa Clarke, dell’università del Michigan.
«Abbiamo deciso di esaminare la relazione tra l’inquinamento atmosferico e la funzione cognitiva negli adulti più anziani – spiega la Ailshire – perché non c’è una crescente evidenza di come l’inquinamento atmosferico di particolato fine influisca sulla salute e sullo sviluppo del cervello, ma è stata data relativamente poca l’attenzione a quello che questo significa per l’invecchiamento del cervello».
La Ailshire e la Clarke dicono che, in base ai loro risultati, «migliorare la qualità dell’aria potrebbe essere una strategia importante per ridurre il declino cognitivo correlato all’età. Ci sono alcune evidenze che suggeriscono come le persone che vivono in aree più inquinate abbiano maggiori tassi di declino cognitivo, e il collegamento non è spiegato dalla ricchezza degli individui o da altri fattori sociali».
Le due ricercatrici statunitensi hanno estrapolato i dati da una vasta indagine ancora in corso e iniziata nel 1986, e hanno concentrato la loro analisi su 780 partecipanti che – al momento della rilevazione 2001-2002 – avevano 55 anni o più, ma avvertono che per alcune aree le misurazioni di routine dell’inquinamento dell’aria non sono state avviate fino alla fine degli anni ’90. La funzione cognitiva è stata misurata con test matematici e mnemonici, e i partecipanti hanno ottenuto un punteggio in base al numero di errori cognitivi fatti.
I livelli di inquinamento atmosferico per il quartiere di ciascun partecipante sono stati calcolati utilizzando i livelli di particolato PM2.5 rilevati dall’Air Quality System dell’Environmental Protection Agency Usa. Dall’analisi è emerso che le concentrazioni di PM2.5 nell’area dove vivevano i partecipanti allo studio erano 13,8 microgrammi per m3, al di sopra degli standard di qualità dell’aria del Epa che è di 12 microgrammi/m3.
Poi Ailshire e Clarke hanno confrontato i dati sui livelli di inquinamento con i punteggi degli errori cognitivi e hanno scoperto che le persone che vivono in zone ad alto inquinamento – con 15 microgrammi/m3 o più di PM2.5 – avevano punteggi di errori una volta e mezzo superiori a quelli dei partecipanti che vivevano in aree a basso inquinamento (con al massimo 5 microgrammi/m3)......
La Ailshire  ribadisce come «l’evidenza che emerge mostri un legame tra l’inquinamento atmosferico e la funzione cognitiva, e suggerisce che l’inquinamento atmosferico può danneggiare il cervello così come il cuore e i polmoni».
Questa nuova ricerca si aggiunge a un numero crescente di studi che suggeriscono che le esposizioni giornaliere più elevate all’inquinamento atmosferico influenzano le capacità di pensare dei cervelli in invecchiamento (e non solo). Gli scienziati  credono che il particolato possa influenzare la funzione cognitiva negli adulti più anziani per i suoi effetti nocivi sul sistema cardiovascolare, che è collegato al cervello attraverso i vasi sanguigni, e probabilmente agendo direttamente sul cervello stesso.
La Ailshire  conclude: «Anche se trovare un legame tra l’aria che respiriamo quotidianamente e la salute a lungo termine del nostro cervello è allarmante, la buona notizia è che negli ultimi dieci anni abbiamo fatto notevoli progressi nel ridurre i livelli di inquinamento atmosferico in tutto il Paese (gli Usa, ndr) e ci sono gli sforzi in corso per ridurlo ulteriormente. 
Eppure, l’opinione pubblica deve capire che a vivere in ambienti inquinati che ci sono rischi per la salute, in particolare per gli anziani, e dovremmo essere tutti più consapevoli dei problemi relativi alla qualità dell’aria».