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26 febbraio 2008

2008-02-26 Fernando Rossi si è incatenato dentro al Senato per il rispetto della democrazia


Mentre "disposizioni di palazzo" impediscono a fotografi e telecamere di avvicinarsi, si sta organizzando un piccolo presidio all'esterno di Palazzo Madama. L'appuntamento è per le 17,30.Ecco la dichiarazione rilasciata da Rossi nel momento in cui si è legato alla statua di Giuseppe Garibaldi:"Con un intollerabile Decreto del Governo “Contra Personam”, già approvato dalla Camera, ed ora all’esame del Senato, hanno esonerato tutti, ma proprio tutti, tranne noi, dalla costosa fatica di raccogliere le firme.L a lista PER IL BENE COMUNE, tranne due lodevoli TV private operanti su bacini regionali ha finora goduto del totale disinteresse degli organi di informazione; nei giornali, nelle radio e nelle televisioni, quelle del “cosiddetto servizio pubblico” compreso, dentro al fiume di ore dedicato a dibattiti, confronti e ospiti politici in studio, non hanno trovato nemmeno un minuto per spiegare la diversità della nostra proposta politica, non certo confondibile con quella dei tanti partiti fotocopia; a Ballarò ci hanno addirittura accomunato a De Gregorio….Come raccogliere le firme se i cittadini non sono nemmeno informati che esistiamo?Ciononostante nostri candidati e nostri sostenitori di varie liste civiche, movimenti e comitati si sono buttati nel difficilissimo lavoro di ottenere le firme dei cittadini; ma anche qui ecco arrivare “o sistema”: le anagrafi dicono di non conoscere il regolamento e si rifiutano di autenticare le firme sui modelli di accettazione candidatura predisposti esattamente come da vademecum del Ministero degli Interni; mentre le domande, per la collocazione di un tavolino “raccolta firme”, vengono girate agli uffici Occupazione Suolo Pubblico, i quali rispondono che va rifatta domanda e che potranno prendere in esame solo le richieste pervenute con 15 gg di anticipo ( secondo i comuni “democratici” dovremmo raccogliere le firme due o tre giorni dopo il termine utile per la loro consegna! Serve altr per capire dove sta andando a finire la democrazia italiana?)Qualora l‘ex maggioranza parlamentare si dimostri sorda e irremovibile, farò appello agli ex Presidenti della Repubblica, ai senatori a vita, alla coscienza ed alle personali coerenze democratiche e libertarie di senatrici e senatori per ottenere almeno 1 (una) loro “adesione tecnica” che farebbe saltare la trappola “Contra Personam”, inserita nel Decreto. "

16 febbraio 2008

2008-02-16 USA: disincentivi alla costruzione di impianti a carbone e inquinanti

Buone notizie dagli USA (articolo apparso su Tgfin, vedi qui)

"Le principali banche d'investimento americane imporranno standard ambientali più rigidi e le aziende faranno più fatica a ottenere finanziamenti per le centrali a carbone. L'annuncio arriva dal "Wall Street Journal", che spiega come Citigroup, Jp Morgan e Morgan Stanlety prevedono che il governo statunitense imporrà un tetto per le emissioni degli impianti nei prossimi anni.
Tempi duri dunque per le aziende che puntano il loro business sul carbone. Se, come sembra, Washington imporrà limiti più severi alle emissioni di carbone, le centrali che utilizzano questo combustibile potrebbero avere gravi difficoltà a trovare i finanziamenti necessari per il loro business.Prima ancora che arrivi la nuova regolamentazione, le banche d'affari mettono le mani avanti per ritrovarsi coinvolte in guai seri con il governo degli Stati Uniti. Secondo quanto si apprende, le banche avrebbero intenzione di rendere più complesse le procedure di accesso al credito per questi tipi di centrali, in modo da evitare di rimanere coinvolte in eventuali debiti causati dalla futura regolamentazione delle emissioni."
Credo sia solo questione di tempo aspettarsi una forte pressione lobbistica cher scongiurare questa eventualità. Staremo a vedere.

15 febbraio 2008

2008-02-15 UN ESEMPIO: GLI ESPOSTI SERVONO.

Ad Alessandria abbiamo la migliore classe politica, che ci meritiamo:

Saranno il direttore dell’ARPA e due docenti universitari ad effettuare, su incarico della Procura della Repubblica di Alessandria, una perizia per accertare la presenza negli ultimi tre anni degli inquinanti nell’aria, le loro caratteristiche e gli effetti. I periti risponderanno fra 90 giorni ai quesiti rivolti dal Pubblico ministero titolare dell’inchiesta sull’inquinamento atmosferico di Alessandria, che ha acquisito in municipio le delibere sui provvedimenti (omessi) relativi al traffico urbano.
Il procedimento penale per reati di omissione di atti di ufficio è stato aperto dopo che Lino Balza (Medicina democratica) e Claudio Pasero (Gliamicidellebici) hanno inviato un esposto querela al procuratore Michele Di Lecce per i mancati provvedimenti previsti dalla legge per la qualità dell’aria che hanno causato malattie a morti fra i cittadini. Muovendo dagli effetti sulla salute causati dal’inquinamento per gas e polveri sospese e documentato da medici e studiosi, nonché dai dati allarmanti di Alessandria (210 superamenti giornalieri dei valori limite di legge nel 2007, 148 nel 2006, 171 nel 2005) , l’esposto infatti sottolinea che le Amministrazioni dovevano e devono intervenire con ordinanze di necessità e urgenza per limitare il traffico e salvaguardare la salute dei cittadini (tutto il contrario di quello che sta facendo l’attuale Giunta).
L’azione della Procura rende merito alla nostra denuncia penale, anche se avremmo gradito fra i periti la nomina anche di un esperto di nostra fiducia.

Ad una lettera pubblicata su La Stampa, abbiamo replicato con il seguente intervento:

D’accordo sul “fragoroso silenzio dell’opposizione” mentre ci pare ingiusta, nella lettera firmata, l’affermazione ingenerosa: “Colpisce il silenzio assordante delle varie associazioni ambientaliste che si agitavano molto durante la precedente amministrazione” in merito alle scelte della giunta di Alessandria contro la zona a traffico limitato (ZTL) e a favore dell’inceneritore. Ingiusta nei confronti di Medicina democratica. La quale ha appena presentato, insieme a Gliamicidellebici, 90 pagine di denuncia penale per le morti e le malattie causate dall’inquinamento urbano, in modo che la Procura della Repubblica ha finalmente aperto un fascicolo. La quale per 30 anni è rimasta voce solitaria ma risolutiva a combattere l’inquinamento del polo chimico della Fraschetta, per non parlare degli inceneritori bloccati a Cascinagrossa e San Michele o dei famigerati impianti a biomasse di Castellazzo Bormida e di Rivalta Scrivia. La quale ha appena raccolto le firme contro l’attraversamento senza pubblici piani d’emergenza dei convogli nucleari sul nostro territorio. La quale ha concorso, come Rete ambientalista provinciale, a organizzare decine di assemblee e a raccogliere migliaia di firme per una petizione popolare con cui, se accolta dalla Provincia, oggi non si parlerebbe più di inceneritore. La quale ha appena lanciato la vertenza “Rifiuti zero” di disobbedienza fiscale per non pagare più sulle esose bollette elettriche la tassa del 7% destinata alle fonti rinnovabili che invece finanzia gli inceneritori, altrimenti antieconomici oltre che dannosi (chiamiamoli cancrovalorizzatori, altrochè termovalorizzatori!).
Medicina democratica-Movimento di lotta per la salute Sezione di Alessandria

E’ uscito l’ultimo numero di Medicina democratica.
Sulla rivista autogestita troverete tra l'altro:
Dossier: Inquinamenti e impatti sanitari ,Caffaro di Brescia, Petrolchimico di Mantova, inceneritori della bergamasca: di M. RUZZENENTI, C. PANIZZA, M. GADDI, M. CALDIROLI, O. SQUASSINA.
Ricerca della prevenzione e ricerca dei profitti: di L. TOMATIS.
Impatti sanitari e ambientali dell’incenerimento dei rifiuti: di P. GENTILINI.
Proprietà intellettuale ed accesso ai farmaci: di E. COSANDEY e F. AURORA.
Tra Livorno e lavavetri, emergenza e sicurezza di chi?: di M. PALAGI.
Alessandria, la “questione acqua” è anche “questione morale”: di L. BALZA
Abbonamento annuo alla rivista :ordinario € 30,98 sostenitore € 51,64 c/c postale 12191201 a Medicina democratica casella postale 814 - 20100Milano


Tra gli applausi dei partiti e i fischi dei cittadini la Mossi & Ghisolfi vuole insediare di Alessandria il primo impianto di produzione di bioetanolo in Italia, si partirebbe con 200.000 tonnellate annue di produzione. Un crimine contro l'umanità (dice l'ONU). Inceneritore: un coro di sì politici in provincia di Alessandria. Considerando carta igienica le migliaia di firme contrarie ed esibendo un alto tasso tossico di ignoranza sui rischi sanitari di quello che chiamano "termovalizzatore" mentre è un "cancrovalorizzatore", dopo Forza Italia in consiglio comunale ad Alessandria, a Palazzo Ghilini anche l'Udc esce allo scoperto (a Solero sostituire la discarica con un inceneritore). La Provincia (centrosinistra, compresa la sinistra&arcobaleno), con un ordine del giorno votato, "impegna la giunta ad attivarsi perché nei tempi più congrui possibili venga localizzato, realizzato e messo in funzione un termovalorizzatore". Abbiamo la migliore classe politica, che ci meritiamo.

Messaggio inviato a __2.502___ destinatari da

Lino BalzaVia Dante 8615100 AlessandriaTel. 3470182679 – 013143650

linobalzamedicinadem@libero.it

MEDICINA DEMOCRATICA – MOVIMENTO DI LOTTA PER LA SALUTEOnlus Organizzazione Non Lucrativa di Utilità SocialeVia dei Carracci 2 e Via Venezian 1 MilanoTel. 024984678 Fax 0248014680medicinademocratica@eudoramail.comsegreteria@medicinademocratica.orghttp://web.tiscalinet/medicinademocratica/www.medicinademocratica.org

Sezione provincialeVia San Pio V n. 4 15100 AlessandriaTel. 3470182679medicinademocraticalinobalza@hotmail.com

2008-02-15 Carbone a Prezzi Record...

Carbone a prezzi record per le tempeste di neve in Cina e le alluvioni in Australia
Milano, 11 febbraio – Il prezzo del carbone è balzato ai massimi storici, superando di slancio la soglia psicologica dei 100 dollari la tonnellata, sui mercati di riferimento di Australia e Sud Africa, dopo che le tempeste di neve in Cina, i black-out in Sud Africa e le inondazioni in Australia hanno ridotto la produzione.I prezzi del carbone per generazione elettrica in Australia si sono impennati del 25%, balzando di $23,09 e raggiungendo $116,44 la tonnellata nella settimana terminata il 1° febbraio, secondo l'indice globalCOAL NEWC. Il carbone imbarcato nel porto sud-africano di Richards Bay è rincarato di $12,20, cioè del 12%, salendo a $111,30 la tonnellata nella stessa settimana, secondo dati compilati da McCloskey Group Ltd.La Cina, maggiore produttore e consumatore mondiale di carbone, interromperà le esportazioni fino ad aprile a causa delle maggiori nevicate degli ultimi 50 anni, che hanno ridotto l'output. Le interruzioni dell'erogazione elettrica avvenute in Sud Africa hanno invece costretto Anglo American Plc a chiudere alcune miniere il mese scorso. In Australia, maggiore esportatore mondiale di carbone, BHP Billiton Mitsubishi Alliance è fra le quattro società minerarie che hanno comunicato possibili rinvii delle consegne a causa dei danni provocati agli impianti minerari dalle inondazioni.“Tutto si riconduce alla Cina, dove sembra che abbiano alcuni problemi seri - ha detto Graham Wailes, analista presso AME Mineral Economics Pty a Sidney -. Il Sud Africa sta vivendo i suoi guai, siamo sotto pressione, è un po' una stretta di breve termine”.


http://www.e-gazette.it/

Medici per l’Ambiente Alto Lazio

13 febbraio 2008

2008-02-11 Il Resto del Carlino. Rovigo.


2008-02-13 Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri

Federazione Nazionale degli Ordini
dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
Medici sentinelle per l'emergenza e oltre l'emergenza rifiuti
Napoli 9 febbraio 2008
La Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), a fronte
delle crescenti preoccupazioni dei cittadini sui possibili impatti negativi sull'ambiente e sulla
salute determinati dai processi di smaltimento dei rifiuti, si propone di esercitare quel ruolo di
garanzia e tutela proprio dell'esercizio professionale dei medici, oggi imperiosamente
chiamati ad esprimersi su questioni complesse e controverse sul piano tecnico scientifico e
delicatissime sul piano civile e sociale.
Vogliamo innanzi tutto mobilitare tutti i medici italiani cosi come previsto nel
nostro nuovo Codice deontologico, affinche, secondo le proprie competenze e
nell'esercizio dei propri ruoli nelle organizzazioni sanitarie e nelle istituzioni pubbliche e
private, definiscano e promuovano la cultura positiva dell’uso e consumo appropriato, efficace
e sicuro delle risorse naturali rinnovabili e non rinnovabili quale patrimonio dell'umanità di oggi
e di domani.
Questo significa produrre ai vari livelli di responsabilità, informazioni e formazione
efficaci, autorevoli, libere da conflitti di interesse, idonee a favorire la condivisione di scelte
difficili secondo i principi etici e civili di giustizia, di precauzione, di rischio beneficio.
Il problema dello smaltimento dei rifiuti ma più in generale quello degli impatti ambientali
dei processi produttivi, anche in riferimento alla drammatica emergenza della Campania,
pone in evidenza come queste scelte abbiano bisogno di informazioni, di partecipazione e
come le omissioni, i silenzi e la mala gestione abbiano profondamente minacciato, quando
non consumato, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Noi intendiamo contribuire alla ricostruzione di questo rapporto di fiducia dando
innanzitutto risposte a quelle domande di certezze, di sicurezze usando l'etica, i metodi e gli
strumenti propri della medicina scientifica, tale perche basata sulle migliori evidenze
disponibili.
La direttiva 2006/12/UE relativa ai rifiuti appare oggi la migliore gestione possibile dello
smaltimento dei rifiuti, una buona cura ad un problema ed è evidente che l'emergenza rifiuti in
Campania sia anche nata e sviluppata su strategie in evidente contrasto con tale buona
pratica.
Se è vero che sotto il profilo tecnico le soluzioni dell’emergenza possono non
corrispondere alle soluzioni strategiche, è altrettanto vero che partire fin da subito con forti
iniziative di educazione e promozione sulla raccolta differenziata per la riduzione, il recupero,
il riciclo, il riuso, può aiutare la soluzione a regime del problema rifiuti.
Alla luce di queste premesse la FNOMCeO:
a. sollecita tutti i medici italiani a ricercare e segnalare ogni possibile connessione tra
rilievi di morbilità e mortalità riscontrati e rischi ambientali costituendo una "rete di
sentinelle" nelle comunità e nei territori;
b. ritiene indispensabile potenziare la ricerca multidisciplinare sui meccanismi di
produzione, diffusione e di danno degli inquinanti ambientaI i, sul monitoraggio di quelli già
noti e sulle migliori tecniche di controllo e di prevenzione primaria e secondaria;
c. giudica indispensabile il potenziamento della rete dei soggetti abilitati ai controlli
ambientaI i migliorando la qualità e la quantità degli strumenti a disposizione;
d. raccomanda agli enti e ai soggetti di ricerca in campo epidemiologico l'ottimizzazione
delle tecniche e delle metodologie di valutazione di impatto dei fattori ambientali sulla salute
delle popolazioni e dei territori;
e. valuta come indispensabile la garanzia di terzietà e di autorevolezza tecnica e scientifica
dei soggetti preposti alla sorveglianza nonche la periodica rendicontazione pubblica degli esiti
riscontrati;
f. propone che lo smaltimento dei rifiuti, così come tutte le scelte coinvolgenti la salute
dei territori da fattori ambientali, siano oggetto di "livelli uniformi di regolamentazione" il
cui rispetto è da considerare una condizione per l'accesso ai finanziamenti italiani (CIP 6) e ai
fondi comunitari;
g. sollecita un piano straordinario di intervento da inserire quindi nell'ambito delle grandi
opere, per la sistematica bonifica delle discariche illegali e la certificazione della messa a
norma di quelle esistenti;
h. ritiene di poter rassicurare i cittadini che l'impatto sulla salute di discariche
progettate, costruite e mantenute secondo la normativa è ampiamente ricompreso nel
principio di rischio beneficio avendo fino ad oggi dimostrato impatti negativi sulla salute non
significativi;
i. ritiene che le tecniche di incenerimento dei rifiuti abbinato al recupero energetico
(i termovalorizzatori) debbano rispettare i seguenti requisiti:
• vanno riallocati esclusivamente all'interno di un sistema funzionante di smaltimento
integrato dei rifiuti secondo la direttiva 2006/l2/UE
• devono essere costantemente migliorati in ragione delle migliori tecnologie disponibili (BA
T) al fine di misurare e contenere gli impatti negativi sull'ambiente e sulla salute
• devono avvalersi di una contestuale rete efficace di misurazione degli inquinanti ambientaI
i e modelli validati di rilevazione epidemiologica di morbilità e di mortalità per più cause
• vanno inseriti in una politica più generale di incentivazione con altre metodiche di
smaltimento efficace dei rifiuti che oggi, rispetto all'incenerimento, appaiono svantaggiate
per un minore interesse del mercato pur potendo presentare minori rischi ambientali.
I medici italiani sono dunque vicini a tutti i cittadini, in particolare a quelli campani, che vivono
con grande timore un presente difficile e percepiscono un futuro ancora incerto, dovendo
quindi lavorare per l'emergenza e oltre l'emergenza. Consapevoli delle responsabilità
chiediamo ai cittadini di avere fiducia nei loro medici, nelle istituzioni sanitarie pubbliche per
non indebolire quell'alleanza di valori e di interessi civili e sociali senza i quali un Paese che
deve scegliere non può e non sa scegliere.

giovanni ghirga

Medici Alto Lazio

2008-02-13 Civiltà Bruciata

Sarà trasmesso martedì prossimo, 12 febbraio, alle 21.50, sul canale satellitare ArcoirisTv, il documentario Civiltà bruciata. La terra degli inceneritori di Zenone Sovilla (2007, video dv, formato 4:3, durata 90 minuti). Il video, rilasciato secondo la licenza "libera" Creative Commons, è disponibile per la visione e per il download in alta definizione anche nel sito http://www.arcoiris.tv/. L'opera è inoltre a disposizione, quasi per intero, attraverso una serie di clip su Youtube.
L'autore ha raccolto una lunga serie di voci di studiosi dell'argomento rifiuti per confutare la diffusa vulgata, enfatizzatasi dopo l'ultima "emergenza" in Campania, che gli inceneritori (eufemisticamente definiti "termovalorizzatori") siano un modo corretto di affrontare questa materia. In primo piano: la produzione esagerata di rifiuti e la loro gestione scorretta nelle nostre società malate di consumismo e aggressione al territorio; i rischi anche sanitari dell'incenerimento e il business sostenuto con sovvenzioni pubbliche; le menzogne continue sulla sostenibilità della cosiddetta "energia da rifiuti"; le potenzialità dimostrate da una seria raccolta differenziata e da politiche miranti al contenimento della quantità di materiale immesso nel mercato per finire rapidamente fra le "cose" da smaltire.
Gli esperti intervistati supportano scientifico alla convinzione che: gli inceneritori non sono una seria alternativa alle discariche: richiedono a loro volta la creazione di depositi per lo stoccaggio dei residui, vale a dire di scorie tossiche in quantità superiore a quanto risulterebbe da smaltire dopo una oculata raccolta differenziata porta a porta che minimizza il residuo non riciclabile; si tratta di impianti particolarmente costosi per i contribuenti italiani ma redditizi per costruttori e gestori (spesso anche privati) e la stessa produzione di energia è sostenibile economicamente solo in virtù delle sovvenzioni pubbliche elargite dallo Stato agli inceneritori grazie a un incredibile escamotage già condannato dalle autorità europee: equiparare la spazzatura bruciata alle fonti rinnovabili di energia; l'unico modo serio di recuperare energia dai "rifiuti" è, da un lato, considerarli materiali "post-consumo" e sforzarsi per massimizzarne il riciclo e il riutilizzo (si pensi alle bottiglie); dall'altro lato, mettere in atto politiche profonde per ridurre drasticamente la quantità di imballaggi di ogni genere (specie di plastica, che rende molto se bruciata negli impianti) che riempiono sempre più le case degli italiani rendendo oltremodo complesso lo smaltimento; l'impatto ambientale e sanitario degli inceneritori - tre emissioni e scorie tossiche - è tale da far ritenere gravemente lacunosa l'attenzione riservata a questo fenomeno dalle agenzie pubbliche preposte alla tutela della salute dei cittadini e del territorio (eppure non mancano dati epidemiologici e studi scientifici in aree esposte, che dovrebbero suggerire alle istituzioni quanto meno un principio di precauzione, non certo l'entusiastica adesione alle politiche dell'incenerimento) produrne in quantità mostruose e poi bruciare i rifiuti è il sintomo di una civiltà energivora, malata di iperproduzione e consumismo, di voracità e rimozione delle conseguenze presenti e future di questo modello potenzialmente suicida: la questione inceneritori è un'occasione per riflettere sulla grande crisi ecologica del nostro tempo, ma per coglierla bisogna saper spingere il ragionamento oltre la barriera propagandistica e banale alzata da chi ritiene di risolvere tutto spazzando la polvere di casa sotto il tappeto: non si vede ma resta con noi...
I CAPITOLI
Introduzione: i rifiuti bruciati in Italia.
Effetti collaterali di un'economia rapace.
Incenerire o ridurrre e riciclare i rifiuti? Con Marino Ruzzenenti (esperto di Brescia, autore del libro "L'Italia sotto i rifiuti"), Gianluigi Salvador (Wwf Veneto), Antonio Zecca (docente del'Università di Trento).
Inceneritori e agricoltura a rischio: il no di Coldiretti. Con Gabriele Calliari, presidente di Coldiretti Trento.
Inceneritori, diossine fino al Polo Nord. Con Christian Schelver, Azione contro la fabbrica di veleni, Oslo.
Inquinamento e salute: quali controlli, quali conseguenze? Con Renzo Tomatis, Patrizia Gentilini, Pietro Frigato.
Maurizio Pallante: grandi opere e democrazia partecipata.
Virginio Bettini e le valutazioni dimpatto ambientale.
Stefano Montanari: polveri microsottili, killer invisibile.
Valerio Gennaro oncologo: inceneritori e salute.
Andrea Masullo (Wwf): energia da rifiuti, bufale e contributi pubblici.
Inceneritori e rifiuti, il caso di Trento. Con Adriano Rizzoli di Nimby trentino.
Laura Puppato (sindaco di Montebelluna): una gestione "dolce" è possibile.
Paolo Contò: come funziona la raccolta differenziata porta a porta.
Paul Connett e la strategia Zero Rifiuti: un progetto possibile.
Luca Mercalli: Italia, benessere diffuso o cemento?
Padre Fabrizio Forti: sul digiuno contro l'inceneritore e il bisogno di sobrietà.
L'AUTORE
Zenone Sovilla, nato a Belluno nel 1964, è giornalista professionista dal 1988, quando lavorava al Gazzettino. Da tempo è redattore dell'Adige di Trento (in cultura), dopo aver trascorso un lungo periodo in Scandinavia lavorando come corrispondente freelance per Radio Svizzera Internazionale, il Gr Rai, La Stampa, la Gazzetta dello Sport, Il Corriere del Ticino, l'Espresso; ha collaborato con i quotidiani norvegesi Adresseavisen e Dagbladet. Fondatore dell'associazione culturale Nonluoghi, attiva online e con pubblicazioni librarie, si occupa in chiave critica dell'analisi delle dinamiche del potere e in particolare del rapporto tra informazione e democrazia. Da tempo è impegnato nel sindacato dei giornalisti (Fnsi) del quale è stato consigliere nazionale dopo diversi anni come rappresentante di base. É autore del saggio "Bicicrazia. Pedalare per la libertà" (Nonluoghi, 2004). Collabora con il settimanale Carta e con il mensile Altreconomia.
Contatti: civiltabruciata@sovilla.org, tel. 3479305530, Skype: zensov.
Come vedere Arcoiris Tv Chi ha un decoder non sky: satellite Hotbird 7a - 13° est, TRASPONDER 18, FREQUENZA 11.541,03, FEQ: 5/6, POLARIZZAZIONE Verticale, SYMBOL RATE 22.000 Mbauds, nome canale: Arcoiris Tv;
Chi ha un decoder sky: canale 916

07 febbraio 2008

2008-02-13 I Medici per l'Ambiente dell'Alto Lazio invitano:

I Medici per l’Ambiente dell’Alto Lazio invitano tutti gli italiani preoccupati per le gravi minacce ambientali che incombono (inceneritori, carbone, discariche ecc.), alla Manifestazione che si terrà il 13 febbraio a Roma:

“UNITI PER UN FUTURO MIGLIORE PER LE PROSSIME GENERAZIONI”

06 febbraio 2008

2008-02-06 La GERMANIA, la Diossina nelle Uova delle Galline. INCENERITORI DI RIFIUTI:

Nonostante già 2 anni fa in Germania ci fosse l’allarme per la contaminazione dei terreni da diossina, per cui le uova provenienti da galline ruspanti erano fortemente contaminate, questo paese accetta di incenerire anche i rifiuti italiani. Si vergognino anche loro!!


Le Scienze

Diossina nelle uova in Germania (27 gennaio 2005)
Dopo la scoperta che alcune uova di galline ruspanti contenevano alti livelli di diossina, il governo tedesco ha invocato nuovi standard ambientali più elevati

Dopo la scoperta che alcune uova di galline ruspanti contenevano alti livelli di diossina, il governo tedesco ha richiesto nuovi standard ambientali più elevati. Le uova contenenti la sostanza chimica cancerogena sono state trovate in diversi länder tedeschi, probabilmente perché le galline ruspanti sono state lasciate libere su terreni contaminati. Il ministro dell'agricoltura Renate Kuenast ha invocato controlli più severi. "Dovremmo avere una politica ambientale più forte, - ha dichiarato il ministro al quotidiano Berliner Zeitung - dobbiamo assicurarci che i livelli di diossina vengano ridotti fino a sparire del tutto". I consumatori tedeschi sono preoccupati dalle notizie, divulgate dai media, secondo le quali le uova provenienti da galline ruspanti hanno maggior probabilità di essere contaminate. I controlli in diverse regioni hanno mostrato che le uova di fattoria contengono livelli di diossina più elevati di quelli delle uova di allevamento. Nella bassa Sassonia, per esempio, il 28 per cento di tutte le uova prodotte da galline ruspanti negli ultimi due anni è risultato al di sopra dei limiti dell'Unione Europea per i livelli di diossina. Alcune associazioni di consumatori hanno chiesto che tutte le uova con livelli elevati di diossina vengano tolte dal mercato.

giovanni ghirga

2008-02-06 IL GOVERNO CADE, I RIFIUTI SALGONO... LI VORRANNO BRUCIARE NELLE CENTRALI?


INCENERIRE I RIFIUTI NELLA CENTRALE A CARBONE: UNA PAZZIA!

Gli inquinanti emessi dall’incenerimento dei rifiuti si disperderebbero come inquinanti gassosi nell'ambiente, insieme ad anidride carbonica, micro e nanopolveri, particolati secondari, pesticidi, diossine e molte altre sostanze tossiche.
Gli inceneritori, inoltre, sono anche dei produttori di rifiuti. La materia, infatti, non può essere distrutta ma solo trasformata in forme diverse.
Quando i rifiuti vengono bruciati, si formano nuove sostanze tossiche sotto forma di gas, di ceneri e di materiale intrappolato nei filtri.

Le ceneri, altamente nocive,rappresentano circa 1/3 del peso dei rifiuti bruciati dai quali originano e circa il 45 % del peso dei rifiuti stessi.
Una preoccupazione particolare sta nel fatto che è stato dimostrato che quando le ceneri vengono utilizzate nell’edilizia, con il tempo metalli tossici possono essere rilasciati nell’ambiente minacciando la salute umana (Journal of Soil Contamination. 1996; 5 (1); 53-59).
I sostenitori dell’incenerimento dei rifiuti ignorano inoltre l’inquinamento causato dall’enorme traffico di autocarri che trasportano l’immondizia.
Nel marzo scorso è stato diffuso il Report Enhance Health, studio finanziato dalla UE che aveva, fra gli altri, anche lo scopo di dare una visione globale del possibile impatto sulla salute in aree ove sono ubicati inceneritori attraverso studi pilota.
Per l’Italia lo studio è stato condotto nel comune di Forlì, quartiere Coriano, ove sono ubicati due inceneritori, uno per rifiuti ospedalieri e uno per rifiuti solidi
urbani. L’indagine condotta con metodo Informativo Geografico (GIS) ha riguardato l’esposizione a metalli pesanti della popolazione residente per almeno 5 anni entro un raggio di 3.5 km dagli impianti.
Eccessi statisticamente significativi sono emersi per quanto attiene il sesso femminile: in particolare si è registrato un aumento del rischio di morte per tutte le cause correlato all’esposizione a metalli pesanti tra il +7% e il + 17%.
La mortalità per tutti i tumori aumenta nella medesima popolazione in modo coerente con l’aumento dell’esposizione dal +17% al +54%. In particolare
per il cancro del colon-retto il rischio è compreso tra il + 32% e il +147%,
per lo stomaco tra il +75% e il +188%,
per il cancro della mammella tra il +10% ed il +116%
.
Per i sarcomi, considerando insieme i due sessi, il rischio aumenta di oltre il 900 %.
Questi risultati sono del tutto coerenti con numerose altre segnalazioni presenti al riguardo in letteratura. Ricercatori del Centro Epidemiologico per la Sorveglianza delle Malformazioni Congenite di Austin (Texas, USA) hanno dimostrato che le donne gravide di età uguale o superiore ai 35 anni che hanno vissuto i primi tre mesi di gravidanza nel raggio di circa 1.600 metri da un termovalorizzatore/inceneritore hanno un rischio maggiore di dare alla luce un figlio affetto da labio e/o palatoschisi (malformazione congenita nota come labbro leporino).
Questa anomalia sembra essere correlata all'emissione nell'ambiente di metalli pesanti per cui l'aumento del rischio vale anche per quelle gravide che abitano ad una distanza di 1,6 km da una centrale a carbone ( http://uweb.txstate.edu/~fz01/Reprints/Zhan_2006_JOEM.PDF ).
I risultati di uno studio effettuato nella Prefettura di Osaka (Giappone) hanno messo chiaramente in evidenza che la vicinanza delle scuole agli impianti di incenerimento di rifiuti urbani è associata nei bambini ad un aumento di difficoltà di respiro, mal di testa, mal di stomaco e stanchezza.
Quest’ultimo sintomo in particolare è stato rilevato in coloro che frequentavano scuole situate nel
raggio di 4 km da un inceneritore (European Journal of Epidemiology, Volume 20, Number 12, December 2005, pp. 1023-1029,7).
In difesa della popolazione
Dr. Ghirga Giovanni Portavoce del Coordinamento dei Medici per l’Ambiente dell’Alto Lazio

03 febbraio 2008

2008-02-03 INCENERITORI E NANOPATOLOGIE

(solo la foto è tratta dal blog del Prof. Stefano Montanari - http://www.stefanomontanari.net/)
L'articolo seguente è stato ricevuto via mail: chiunque può contribuire a questo blog. Purchè si citi la fonte, non si offenda nessuno, gli argomenti siano correlati ai principi della Associazione Unitiperlasalute. Grazie.
(Potete mantenere l'anonimato nelle segnalazioni, a patto che si citi la fonte della notizia.)
Agenzia d’informazione per il personale ARPAT Newsletter su tematiche ambientali
mercoledì 10 maggio 2006 n. 086-2006
INCENERITORI E NANOPATOLOGIE
RIFIUTI - SALUTE

E’ ormai molto vivo il dibattito in merito all’impiego dei termovalorizzatori per il trattamento dei rifiuti. Abbiamo trattato recentemente su Arpatnews del caso dell’impianto di Spittelau a Vienna, in questo numero invece ospitiamo un intervento di Stefano Montanari, Direttore Scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena, recentemente intervenuto a Firenze d’una conferenza stampa con Beppe Grillo sull’argomento. Saremo lieti di ospitare su queste pagine ulteriori esperienze e studi in materia, ritenendo importante sviluppare questo confronto fra vari e diversi punti di vista che, naturalmente, non esprimono la posizione dell’Agenzia.
“Ormai non esiste più alcun dubbio a livello scientifico: le micro - e nanoparticelle, comunque prodotte, una volta che siano riuscite a penetrare nell’- organismo innescano tutta una serie di reazioni che possono tramutarsi in malattie. Le nanopatologie, appunto. Se è vero che le manifestazioni patologiche più comuni sono forme tumorali, è altrettanto vero che malformazioni fetali, malattie infiammatorie, allergiche e perfino neurologiche sono tutt’altro che rare. A prova di questo, basta osservare ciò che accade ai reduci, militari o civili che siano, delle guerre del Golfo o dei Balcani o a chi sia scampato al crollo delle Torri Gemelle di New York e di quel crollo ha inalato le polveri. “Comunque prodotte”, ho scritto sopra a proposito di queste particelle che sono inorganiche, non biodegradabili e non biocompatibili. E l’ultimo aggettivo è sinonimo di patogenico. Il fatto, poi, che siano anche non biodegradabili, vale a dire che l’- organismo non possieda meccanismi per trasformarle in qualcosa di eliminabile, rende l’innesco per la malattia “eterno”, dove l’aggettivo eterno va inteso secondo la durata della vita mana. Le particelle di cui si è detto hanno dimensioni piccolissime, da qualche centesimo di millimetro fino a pochi milionesimi di millimetro, e più queste sono piccole, più la loro capacità di penetrare intimamente nei tessuti è spiccata; tanto spiccata da riuscire perfino, in alcune circostanze e al di sotto di dimensioni inferiori al micron (un millesimo di m millimetro), a penetrare nel nucleo delle cellule senza ledere la membrana che le avvolge.
Come questo accada sarà il tema di un incipiente progetto di ricerca europeo che vedrà coinvolto come coordinatore il nostro gruppo. Se è vero che la natura è una produttrice di queste polveri, e i vulcani ne sono un esempio, è pure vero che le polveri di origine naturale costituiscono una frazione minoritaria del totale che oggi si trova sia in atmosfera (atmosfera significa ciò che respiriamo) sia depositato al suolo, ed è pure vero che la loro granulometria media è, tutto sommato, relativamente grossolana. l’uomo il grande produttore di particolato, soprattutto quello più fine. Questo perché la tecnologia moderna è riuscita ad ottenere a buon mercato temperature molto elevate a cui eseguire le più svariate operazioni, e, in linea generale e a parità di materiale bruciato, più elevata è la temperatura alla quale un processo di combustione avviene, minore è la dimensione delle particelle che ne derivano. A questo proposito, occorre anche tenere conto del fatto che ogni processo di combustione, nessuno escluso, produce particolato, sia esso primario o secondario. Per particolato primario s’intende quello che nasce direttamente nel crogiolo, per secondario, invece, quello che origina dalla reazione tra i gas esalati dalla combustione (tra gli altri, ossidi di azoto e di zolfo) e la luce, il vapor d’acqua e i composti principalmente organici che si trovano in atmosfera. Al momento attuale, la legge prescrive che l’inquinamento particolato dell’aria sia valutato determinando la concentrazione di particelle che abbiano un diametro aerodinamico medio di 10 micron - le ormai famose PM10 – e prescrive che la valutazione avvenga per massa. Nulla si dice ancora, invece, a proposito delle polveri più sottili: le PM2,5 (cioè particelle con un diametro aerodinamico medio di 2,5 micron), le PM1 (diametro da 1 micron) e le PM0,1 (diametro da 0,1 micron). Sono proprio quelle le polveri realmente patogene, con una patogenicità che cresce in modo quasi esponenziale con il diminuire del diametro. E per avere un’idea degli effetti sulla salute di queste poveri occorre che le particelle siano non pesate ma classificate per dimensione e contate. Dal punto di vista pratico, la massa di una particella da 10 micron corrisponde a quella di 64 particelle da 2,5 micron, oppure di 1.000 da un micron, oppure, ancora, a quella di 1.000.000 di particelle da 0,1 micron.
Perciò, valutare il particolato in massa e non per numero e dimensione delle particelle non dà indicazioni utili dal punto di vista sanitario e può, anzi, essere fuorviante. Venendo al problema dell’inquinamento da rifiuti, è ovvio che questi debbano, in qualche modo, essere smaltiti. A questo punto, è necessario ricordare la cosiddetta legge di Lavoisier o della conservazione della massa. Questa recita che in una reazione chimica la massa delle sostanze reagenti è uguale alla massa dei prodotti di reazione. Il che significa che, secondo le leggi che regolano l’universo, noi riusciamo solo a trasformare le sostanze, ma non ad annullarne la massa. Ciò che avviene quando s’inceneriscono i rifiuti, dunque, altro non è se non la loro trasformazione in qualcosa d’altro, e questa trasformazione è ottenuta tramite l’applicazione di energia sotto forma di calore. Stante tutto ciò che ho scritto sopra e che è notissimo sia tra gli scienziati sia tra gli studenti delle scuole medie, se noi bruciamo l’immondizia, altro non facciamo se non trasformarla in particelle tanto piccole da farle scomparire alla vista e, con i cosiddetti “termovalorizzatori” – una parola che esiste solo in Italiano e che evoca l’idea ingenuamente falsa che si ricavi valore economico dall’operazione – la trasformazione roduce particelle ancora più minute e, dunque, più tossiche. Malauguratamente, non esiste alcun tipo di filtro industriale capace di bloccare il particolato da 2,5 micron o inferiore a questo, ma, dal punto di vista dei calcoli che si fanno in base alle leggi vigenti, questo ha ben poca importanza: il “termovalorizzatore” produce pochissimo PM10 (peraltro, la legge sugl’inceneritori prescrive ancora la ricerca delle cosiddette polveri totali ed è, perciò, ancora più arretrata) e la quantità enorme di altro particolato non rientra nelle valutazioni. Ragion per cui, a norma di legge l’aria è pulita. Ancora malauguratamente, tuttavia, l’organismo non si cura delle leggi e le patologie da polveri sottili (le PM10 sono tecnicamente polveri grossolane), un tempo ignorate ma ora sempre più conosciute, sono in costante aumento. Tra queste, le malformazioni fetali e i tumori infantili. Tornando ala legge di Lavoisier, uno dei problemi di cui tener conto nell’incenerimento dei rifiuti è la quantità di residuo che si ottiene. Poiché nel processo d’incenerimento occorre aggiungere ll’immondizia calce viva e una rilevante quantità d’acqua, da una tonnellata di rifiuti bruciata escono una tonnellata di fumi, da 280 a 300 kg di ceneri solide, 30 kg di ceneri volanti (la cui tossicità è enorme), 650 kg di acqua sporca (da depurare) e 25 kg di gesso. Il che significa il doppio di quanto si è inteso “smaltire”, con l’aggravante di avere trasformato il tutto in un prodotto altamente patogenico. E in questo breve scritto si tiene conto solo del particolato inorganico e non di tutto il resto, dalle diossine (ridotte in quantità ma non eliminate dall’alta temperatura), ai furani, agl’idrocarburi policiclici, agli acidi inorganici (cloridrico, fluoridrico, solforico, ecc.), all’- ossido di carbonio e quant’altro. Affermare, poi, che incenerire i rifiuti significa non ricorrere più alle discariche è un ulteriore falso, dato che le ceneri vanno “smaltite” per legge (decreto Ronchi) in discariche per rifiuti tossici speciali di tipo B1. Si mediti, poi, anche sul fatto che l’incenerimento comporta il mancato riciclaggio di materiali come plastiche, carta e legno. I “termovalorizzatori” devono funzionare ad alta temperatura e, per questo, hanno bisogno di quei materiali che possiedono un’alta capacità calorifica, vale a dire proprio le plastiche, la carta e il legno che potrebbero e dovrebbero essere oggetto di tutt’altro che difficile riciclaggio.
Tralascio qui del tutto il problema economico perché non rientra nell’argomento specifico, ma il bilancio energetico è fallimentare e, se non ci fossero le tasse dei cittadini a sostenere questa forma di trattamento dei rifiuti, a nessuno verrebbe mai l’idea di costruire impianti così irrazionali.
Rimandando per un trattamento esaustivo dell’argomento ai numerosi testi che lo descrivono compiutamente, compresi i siti Internet dell’ARPA e di varie AUSL, la conclusione che qualunque scienziato non può che trarre è che incenerire i rifiuti è una pratica che non si regge su alcun razionale. Ma, al di là della scienza, il sensus communis del buon padre di famiglia che per i Romani era legge può costituire un’ottima guida. Usare i cosiddetti “termovalorizzatori” spacciandoli per un miglioramento tecnico, poi, non fa che peggiorare la situazione dal punto di vista del nanopatologo, ricorrendo questi a temperature più elevate. Perciò, una pratica simile non può essere in alcun modo presa in considerazione come alternativa per la soluzione del problema legato allo smaltimento dei rifiuti, se non altro perché i rifiuti nonvengono affatto smaltiti ma raddoppiati come massa e resi ncomparabilmente più nocivi.”
Stefano Montanari Le immagini sono tratte dai testi di StefanoMontanari:
• NANOPATHOLOGY AND NANOSAFETY
• CHE COSA SONO LE NANOPATOLOGIE?

31 gennaio 2008

2008-01-31 da SAVONANEWS: Liguria: Saldo, Fi, "Più tutele per la salute dei vadesi"

(tratto da Savonanews
g.s.
Lunedì 21 Gennaio 2008 ore 18:18)

La centrale a carbone di Vado-Quiliano è da sempre fonte di inquinamento, con conseguenze estremamente dannose per la salute della popolazione residente e per l’ambiente” così dichiara il Consigliere regionale di Forza Italia Gabriele Saldo, Vicepresidente della IV Commissione Attività produttive sulla vicenda di Vado-Quiliano. “Ci deve essere un’esigenza di controllo degli impianti produttivi, perché la salute della gente è, e deve essere, primaria. Anche la centrale di Vado-Quiliano, proprio per il suo impatto sulla popolazione e sull’ambiente deve essere soggetta a controlli” prosegue il Consigliere di Forza Italia, “E per capire qual è la situazione ho presentato oggi un’interpellanza sulla centrale. Ritengo che i cittadini abbiano diritto ad avere risposte chiare, e in sede istituzionale, su tutta una serie di problematiche scaturenti dalla presenza della centrale a carbone a Vado: ad esempio, qual è la percentuale di inquinamento prodotta e se vengono rispettati i limiti di emissioni previsti dalla normativa in materia, quanto carbone viene bruciato ogni anno, se corrisponde al vero che è in corso un procedimento per l’ampliamento e il potenziamento a carbone della centrale e qual è la posizione in merito della Regione, se le emissioni inquinanti rispettano il protocollo di Kyoto, gli accordi UE in materia e il Piano Energetico della Regione Liguria (Pearl) e, soprattutto, se sono state monitorate le popolazioni residenti nell’area in relazione alle tipologie di malattie causate da eccesso di inquinamento. Insomma, poche domande ma che meritano una risposta puntuale perché con la salute della gente non si scherza.”“E’ comunque curioso che i Verdi, che fanno della lotta agli inquinamenti un loro cavallo di battaglia, sull’argomento centrale a carbone tacciano. Hanno scatenato una guerra contro la piattaforma per lo sviluppo del Porto di Vado, ma sulla situazione della centrale non dicono una parola. Eppure, che la centrale di Vado inquini è una certezza. Sempre a tutela della salute dei liguri e dell’ambiente, ho presentato un’interpellanza riguardo l’interramento dei rifiuti tossici dell’ex Acna di Cengio.” “Viste le dichiarazioni riportate da un noto quotidiano in merito", conclude Saldo, "ho chiesto all’amministrazione regionale se intende verificare se risponde al vero che sarebbero stati interrati rifiuti tossici in alcune aree del savonese, dove, e se intende procedere alla bonifica delle aree coinvolte".
Gabriele Saldo

28 gennaio 2008

2008-01-28 VADO: NO ALLA PIATTAFORMA E…

(foto tratta dall'articolo stesso, foto di ivg.it 2006)



di ANTONIA BRIUGLIA
I cittadini vadesi hanno votato: ha vinto il NO alla piattaforma MAERSK. Venti ettari di cemento sul mare, che “avrebbe condizionato la vita di 8000 abitanti e avrebbe aumentato il trasporto su gomma del 60%”.
Nonostante la chiara risposta dei cittadini, il condizionale è d’obbligo perché le alchimie del potere politico ed economico, che governa il nostro territorio, sono note e imprevedibili.

LA BATTAGLIA VERA COMINCIA ADESSO!
Vorrei iniziare la mia riflessione, proprio sul contenuto dei quesiti e il loro significato sociale e culturale.
Non commenterò il faticoso lavoro di chi ha lodevolmente promosso e portato avanti questa battaglia, non affronterò i sostegni politici di partiti chiaramente espressi contro l’intervento, quali i Verdi e Rifondazione o i passaggi all’interno della Giunta di chi, con onestà politica, si dimette e di chi, in cambio di potere, si avvicina, ma voglio soffermarmi, per adesso, solo sull’ipocrisia del termine “SVILUPPO” col quale si è propagandata la costruzione della piattaforma.

DA UNA CITAZIONE DI KONRAD LORENZ:

“Negli Stati Uniti sviluppare un’area (to develop an area) sta per distruggere radicalmente ogni forma di vegetazione naturale, ricoprire il terreno liberato da uno stato di cemento e se esiste anche una fascia di litorale rinforzarla con un bell’argine di cemento; i corsi d’acqua intubarli, avvelenare tutto con anticrittogamici e infine vendere il terreno al miglior offerente…”
Questo concetto di sviluppo non sembra essere molto lontano da quello proposto dall’Autorità Portuale e dagli Amministratori del territorio vadese e savonese e i diversi progetti proposti, ne sono la prova.


LA VISIONE SVILUPPISTA
Ora che il referendum non lascia dubbi sull’espressione dei cittadini, che in modo schiacciante hanno respinto al mittente questo intervento sul loro territorio, comincia la perversa operazione d’interpretazione del risultato, l’identificazione in coloro che non si sono espressi, come utili per un risultato favorevole.
Ora che il referendum manifesta chiaramente il giudizio negativo della popolazione, l’imbarazzo politico di un Sindaco che l’ha permesso, si scontra con le pressioni dei poteri economici che pretendono di attuare il Programma comunque, in virtù di una visione “sviluppista” che i cittadini si ostinano a non comprendere.
Ora che il referendum ha manifestato un cambiamento nei comportamenti politici dei vadesi, che hanno votato per la prima volta fuori dagli schemi e dopo 60 anni di feudo indiscusso dei D.S., non ne hanno rispettato le indicazioni : si pensa di riconfezionare una Giunta con l’apporto dei soliti opportunisti.

Intanto la visione sviluppista dell’Autorità Portuale non è passata e questo non è certo un segno di regresso, ma una sofferta e meditata presa di coscienza dei cittadini.
Non “BECERI AMBIENTALISTI”, come in un’intervista li ha definiti proprio il Presidente, ma capifamiglia, donne, anziani, giovani che hanno capito quanto dietro alle promesse di falso sviluppo e di occupazione, ci sia spesso una distorta percezione di quello che sta veramente a cuore dei cittadini: la qualità della vita.

LA FRUSTAZIONE DEL BISOGNO

Chi motiva con lo sviluppo economico, la necessità dei propri progetti, fa leva soprattutto sui bisogni della gente. La strategia è di imporre alle persone la necessità di ambire a sempre più necessari bisogni. A Savona e Vado, basta far leva sulla mancanza di posti di lavoro per rendere credibile anche l’intervento più inutile.
Quale cittadino non vorrebbe un’inversione di tendenza e vedere i propri figli trovare un posto di lavoro senza emigrare? Così, paradossalmente, proprio coloro che da decenni si sono resi responsabili di una situazione di stallo e di miseria dal punto di vista occupazionale ormai fisiologica, oggi forniscono la cura e facendo presa sulla frustrazione dei cittadini, propinano l’ennesimo DANNO ECOLOGICO.
La gente però ha capito che, mentre il degrado ambientale aumenta a livelli inconcepibili, che i vadesi sanno bene di aver pagato sulla loro pelle, il progresso autentico stagna e il guadagno è e sarà sempre per pochi.

LA FORZA DEMOCRATICA

Il referendum ha anche prodotto una nuova stagione politica e culturale, perché i cittadini sanno ormai che il prezzo da pagare sul piano sociale e umano è enorme.
La democrazia torna così di moda e i movimento alleati a forze politiche possono fare la differenza, quella che il Sindaco di Savona vuole scongiurare evitando il referendum sulla Margonara chiesto dai Verdi.
I cittadini non hanno perso di credibilità , come sostiene chi conta, ma hanno finalmente capito che il prezzo da pagare è imparagonabile ai dividendi immaginari del fantomatico sviluppo e i beneficiari e le vittime spesso non sono le stesse persone.
Inoltre il prezzo da pagare non si conosce in anticipo, spesso è insidioso, a lunga scadenza e dunque non può che essere una minaccia.

LO SVILUPPO realmente esistente è una guerra economica dove si perpetra il saccheggio continuo dell’ambiente e del vero benessere della gente.
A Vado la presa di coscienza dei danni provocati dallo “sviluppo”, impone di aspirare a una migliore qualità di vita a un vero progresso e ciò è avvenuto con l’esercizio del diritto di cittadinanza.
Non miraggi, non falsi miracoli ma il diritto alla sopravvivenza, non solo biologica, ma culturale e rispettosa dell’uomo .

ANTONIA BRIUGLIA

25 gennaio 2008

2008-01-25 L'EUROPA ci ha sempre dato i MEZZI PER CALCOLARE L'IMPATTO DI UNA CENTRALE. BASTA USARLI!


GRUPPO CONSILIARE DEL PRC ALLA PROVINCIA DI VITERBO:"200 MILIONI DI EURO PER "CURARE"I MORTI DELLA CENTRALE DI CIVITAVECCHIA.
CARBONE,MOZIONE UNITARIA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE


Mercoledì, 16 Gennaio 2008 ore 12:30


"200 milioni di euro per assistere le persone destinate a morire per le emissioni della futura centrale a carbone di Civitavecchia." Il dato sconcertante viene da un software dell'Unione Europea liberamente utilizzabile via internet sul sito istituzionale file:///E:/PRC.comunicato-carboneTVN.doc.
L'UE infatti mette a disposizione di tutti un programma, nel quale si possono immettere i dati relativi a centrali di varia entità.
Il software a questo punto elabora una serie di proiezioni sulle conseguenze economiche e sanitarie a carico delle popolazioni che ospitano tali impianti.
Inserendo i dati ufficiali (certo non sovrastimati) della Valutazione di Impatto Ambientale per la riconversione a carbone di Civitavecchia, ipotizzando un periodo di funzionamento di 25 anni, ne risulta l'amaro conto di 200 milioni di euro che verranno spesi per accompagnare alla morte i futuri terminali, ma anche 100 milioni per chi sarà colpito da patologie meno gravi. Risulterebbero poi circa 500 milioni di euro che il popolo italiano dovrà pagare sotto forma di sanzioni, per il relativo sforamento del protocollo di Kyoto.
Abbiamo una legislazione a “tutela” della salute che consente di mettere in conto un certo numero di morti in nome del profitto. Ciò permette dunque ad una ristretta platea di padroni (politici ed economici) la singolare facoltà di cancellare altri esseri umani per legge di mercato, senza per questo essere riconosciuti come assassini.
Nel caso del carbone a TVN , la Provincia di Viterbo ha dimostrato di essere un istituzione “resistente” alla logica del profitto sopra la salute, un'istituzione della quale stavolta possiamo ben dire di essere orgogliosi.
Sono passate due mozioni che assieme segnano la condanna netta della linea energetica seguita dal centro-destra e dal centro-sinistra, che si alternano alla guida del Paese. La richiesta di dimissioni formulata dal Consiglio di Viterbo farà senz'altro sorridere Bersani, sempre che questi trovi buffo essere un ministro senza popolo, tanto nella Tuscia, quanto a livello nazionale visto che non rispetta il vincolo contratto con gli elettori tramite il famoso programma dell'Unione.
Il Consiglio Provinciale ha ufficialmente condannato la condotta del governo Berlusconi, e del attuale sindaco di Civitavecchia Moscherini (di centro destra), contro i quali si sono espressi unanimemente gli stessi consiglieri del centro-destra a Palazzo Gentili dei quali abbiamo stimato il coraggio. Lo stesso senatore Marini, in veste di consigliere provinciale, ha votato un emendamento di Rifondazione anche contro il suo attuale gruppo nazionale e non ci pare poco.
Di fronte ad un vero attentato alla salute pubblica, dei piccoli amministratori, quali sono i consiglieri di Palazzo Gentili, hanno creato le condizioni perchè sulla vicenda del carbone di Civitavecchia, fosse formalmente respinto il principio di affiliazione/padrinaggio colle coalizioni politiche nazionali. Per una volta degli eletti dai cittadini hanno dimostrato di comprendere bene a chi debbano obbedienza.
Bersani, Prodi, Berlusconi, Matteoli sorridano pure, sorridano anche i vertici dell'ENEL. Noi invece sorrideremo quando la nostra gente sarà al sicuro dalla loro politica energetica.
Difendiamo la nostra terra, difendiamo le nostre vite.

I consiglieri provinciali

Riccardo Fortuna

Massimo Miccini

per contatti: Riccardo Fortuna 333-7221487


(tratto da Spoleto on-line: http://www.spoletonline.com/index.php?sezione=articolo&azione=leggitutto&id=46436&from=&paginafrom=)

24 gennaio 2008

2008-01-24 NO COKE AGLI OPERAI:DIFENDIAMO LA SALUTE

( Immagine tratta da: http://www.mednat.org/finanza/banca_italia.htm)


I NO-COKE PARLANO CON IL GRUPPETTO DI OPERAI CHE MANIFESTANO A TARQUINIA: DIFENDIAMO INSIEME LA SALUTE DEI CITTADINI E DEI LAVORATORI E CHIEDIAMO ALLE ISTITUZIONI PERCHE’ VICINO ALLE CIMINIERE SI CONTINUA A MORIRE SENZA CONTROLLI.

Dopo il caso delle lettere dall’oltretomba contro i no coke giunte ad alcuni quotidiani online, firmate da persone defunte, una delle quali madre di un dipendente Enel, i fautori del Carbone hanno mandato un gruppetto di operai della centrale a Tarquinia. I 40 operai hanno inscenato stamani una breve manifestazione a favore del carbone di fronte al palazzo comunale per essere ricevuti dal Sindaco Mazzola, da sempre contrario al Carbone. “Non so cosa siamo venuti a fare qui,- ha detto un giovane operaio, ad una delle mamme che lotta contro il carbone- ci hanno solo detto che due operai per ogni ditta dovevano andare a Tarquinia.” Una cosa molto strana, che ha creato non pochi disagi in città, è stato il black-out elettrico cominciato, casualmente, all’inizio della manifestazione. Al termine dell’ iniziativa, come per magia, la corrente è tornata in tutta la città. Una strana coincidenza, sottolineano. Anche le attività commerciali sono rimaste senza energia elettrica ed ora tutti i cittadini chiedono che su questa grave casualità sia fatta piena luce. Alcune mamme hanno poi parlato con gli operai spiegando loro che in queste zone le patologie monoclonali (leucemie) sono ormai consuete, i tumori invadono l'esistenza delle famiglie e dopo Civitavecchia anche da Montalto arrivano voci tremende a proposito di gravissime patologie nei bambini. I No-Coke chiedono il rispetto della salute degli operai e dei cittadini e vogliono sapere perchè in queste zone non sia rispettata la legge. Dove è finito, tuonano in coro- l’obbligo dello screening periodico per l’arsenicosi cronica in tutti coloro che hanno lavorato, lavorano e lavoreranno vicino ad impianti che bruciano carbone o olio combustibile? L’ indagine è indispensabile per le alte emissioni di arsenico, semi-metallo che viene veicolato dalle polveri di un diametro decine/centinaia di volte il milionesimo del metro. Intanto sulla questione attende risposte il Sen. Fernando Rossi che ha presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri. Chiede di emanare con urgenza apposite direttive per salvaguardare la salute dei lavoratori e dei cittadini affinché le persone che hanno lavorato e lavorano nelle centrali a carbone o ad olio combustibile, nonché i cittadini che abitano nella zone di caduta delle micropolveri, siano periodicamente sottoposte ad apposito screening che ricerchi le tracce di arsenico. “Ci voleva un Senatore coraggioso per parlare del problema e lo ringraziamo, ma dove sono le altre istituzioni? Perché non controllano? Perché ci lasciano morire sapendo cosa accade in questi territori?”
Movimento no coke alto Lazio
nocoketarquinia@yahoo.it

21 gennaio 2008

2008-01-21 L'Ordine dei Medici Francesi...

Il CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI ORDINI DEI MEDICI IN FRANCIA CHIEDE MORATORIA INCENERITORI !!!!
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UN COLLEGA FRANCESE SCRIVE: " I MEDICI NE HANNO ABBASTANZA DI ESSERE L' ULTIMO ANELLO DELLA CATENA, AD ASPETTARE I CANCRI, SENZA FARE NULLA SULLE CAUSE".... QUESTO IN FRANCIA,
E IN ITALIA? DOPO AVERE VISTO QUESTA SERA LA TRASMISSIONE DI FAZIO, E L'INTERVENTO DI UN SUO OSPITE, PENSO CHE IL "MALATO " PIU' GRAVE OGGI IN ITALIA SIA QUESTA MEDICINA ASSERVITA AI GRANDI INTERESSI ECONOMICI Per favore DIFFONDERE
Patrizia Gentilini

21-01-2008-01-21 NON SOLO LA COMUNITA' CIVILE, ANCHE...

In Chiesa, da chi è Timoroso di Dio, quello stesso Dio che la Costituzione ci garantisce di professare. Quello stesso Dio che è presente nelle aule di Scuola, nei Crocefissi che numerose volte con la "Legge" si è tentato di "togliere", sul pulpito della predica ho sentito con le mie orecchie citare per intero questo capitolo il n° 11, vers. 18, inerente il nostro testo Sacro chiamato Bibbia, nel libro dell'Apocalisse.
Il veros è:

(...)
18_ Le genti fremettero,
ma è giunta l'ora della tua ira,
il tempo di giudicare i morti,
di dare la ricompensa ai tuoi servi,
ai profeti e ai santi
e a quanti temono il tuo nome,
piccoli e grandi,
e di annientare coloro
che distruggono la terra.

Meditate, questo sì che è pubblicamente applicare (in questo caso) la vita cristiana alla vita di tutti i giorni;
Quanti di Voi sono disposti Civilmente ad applicare un concetto di Precauzione e interesse, conoscenza, sapere, salvaguardia della salute, nostra e dei Nostri Figli.

16 gennaio 2008

2008-01-14 COMUNICATO STAMPA

UNITI PER LA SALUTE - Comunicato stampa

In un pubblico incontro, con la presenza dell’Autorità Portuale, in merito all’ipotizzata piattaforma di Vado Ligure, abbiamo appreso che il suo esercizio porterebbe un traffico giornaliero di circa 700 autocarri per il trasporto container.
Riflettendo su questo numero abbiamo fatto due semplici conti: si tratterebbe di un autocarro ogni due minuti ovvero un serpentone di circa dieci chilometri che ogni giorno si muoverebbe sulla nostra già satura rete stradale e autostradale.
Qualcuno è in grado di valutare seriamente dove passerà questo enorme traffico?
Qualcuno è in grado di valutare preventivamente l’aumento dell’inquinamento derivante da 700 motori diesel in più che ogni giorno sarebbero in moto sul nostro territorio, già pesantemente gravato da insediamenti industriali?
Abbiamo appreso che l’amministrazione comunale di Vado intenderebbe proporre un monitoraggio sulla qualità dell’aria: molto bene, a patto che venga realizzato prima dell’eventuale inizio dei lavori per la piattaforma e che sia condizionante sulla scelta definitiva.
Ci pare che il monitoraggio dopo la costruzione della piattaforma sarebbe quanto meno intempestivo: se i risultati fossero, come temiamo, negativi per la qualità dell’aria, cosa si farebbe allora ? Si demolirebbe la piattaforma? Si chiuderebbe qualche azienda che già ora scarica in atmosfera, o si direbbe che ormai quello che è fatto è fatto?
Noi non siamo per dire dei NO a prescindere, ma per dire dei SI a seri programmi che valutino preventivamente gli impatti sul territorio e sulla salute: in questi giorni abbiamo ben presente dove possono portare improvvisazioni o scarsa lungimiranza.
Richiediamo quindi prudenza e precauzione alle Ns istituzioni e a tutti coloro che hanno precise responsabilità nella valutazione del futuro impatto ambientale affinché la tutela della salute sia sempre al di sopra del mero interesse economico.
Riteniamo che il problema non riguardi solo Vado ma tutto il comprensorio e noi, come associazione che ha come unico obiettivo la salute dei cittadini, pubblicamente esprimiamo le nostre pesanti e preoccupate riserve e quindi invitiamo i sindaci del territorio(di Vado, Quiliano, Spotorno, Noli, Savona e comuni limitrofi), come responsabili della tutela della salute dei loro cittadini, a pronunciarsi esplicitamente su come intendano accettare l’ulteriore aggravio di inquinamento dovuto al traffico delle centinaia di autocarri previsti e dove intendano far passare l’ ipotizzato “serpentone” giornaliero di TIR (lungo 10 chilometri ?!) e conciliare il tutto con la già problematica viabilità del territorio.

Siamo fiduciosi che a questo comunicato sarà dato lo spazio per la sua integrale diffusione e pertanto ringraziamo gli organi di informazione.



Valleggia (Quiliano) 14.01.2008

15 gennaio 2008

2008-01-15 Carbone, la Provincia sfiducia Bersani


Viterbo - Palazzo Gentili - Pd in imbarazzo - Rifondazione vota con la minoranza - La maggioranza va sottoCarbone, la Provincia sfiducia Bersani15 gennaio 2008 - ore 1,20

La Provincia sfiducia il ministro Bersani e rispedisce al mittente il carbone.
La Befana non c'entra. Si tratta della riconversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia, per la quale ieri a palazzo Gentili c'è stata una seduta straordinaria di consiglio, dove con la partecipazione anche in questo caso straordinaria di Rifondazione Comunista, l'opposizione è riuscita a far approvare una mozione di sfiducia al ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani.
Rifondazione non solo ha votato ma addirittura il consigliere provinciale Riccardo Fortuna è entrato gamba tesa dicendo: "Chiedo un'integrazione alla mozione. Che venga sottolineato che la linea portata avanti da Bersani è quella che intraprese Berlusconi".
A presentare la mozione era stato il consigliere Udc Francesco Bigiotti. "C'è un solo responsabile per il carbone a Civitavecchia - ha detto il capogruppo Udc - ed è Bersani".
Il ministro è stato giudicato colpevole di non aver voluto riaprire la conferenza dei servizi.
Una mozione che ha mosso qualche dubbio anche a chi dalle posizioni del ministro è lontano da sempre.
"Non ha effetti concreti - spiega Bengasi Battisti (Pd) - mentre i lavori vanno avanti. Occorre capire come fare per invertire la rotta, tutelando la salute dei cittadini".
Battisti alla fine si è astenuto e la mozione è passata con dodici voti favorevoli (opposizione e Rc) e dieci contrari. Come dire che la maggioranza è andata sotto.
In una sala di consiglio gremita di comitati arrivati non solo da Tarquinia, ma anche da Civitavecchia. Tra i presenti, anche il commissario Arpa Carruba che ha messo in discussione la valutazione d'impatto ambientale dell'opera.

10 gennaio 2008

2008-01-10 Dati epidemiologici

Savona, 22.12.07

Mi risulta che sia stato completato il lavoro epidemiologico di aggiornamento dell’ Atlante di Mortalità della Provincia di Savona, disposto “obtorto collo” dalla Regione in seguito alle richieste scaturite dall’ impatto devastante dei dati riguardanti il decennio 1988-1998, che dimostravano un eccesso della mortalità totale e per le principali malattie, tumorali e non, collegabili all’ inquinamento atmosferico.

Tali dati, di cui per anni la popolazione era rimasta all’ oscuro, erano stati resi noti durante conferenza pubbliche in seguito alla richiesta della società Tirreno Power di ampliare la centrale a carbone.

In tali occasioni anche molti sindaci del comprensorio avevano dichiarato di non essere mai stati informati dagli organi competenti dell’ esistenza di tale problema epidemiologico.

Il lavoro era stato condotto da una equipe dell’ IST di Genova, elaborando in maniera indipendente i dati forniti dal registro della mortalità della Regione Liguria.

La correttezza scientifica ed il buon senso avrebbero voluto che per svolgere tale aggiornamento si ricorresse alla stessa equipe che aveva condotto lo studio precedente, allo scopo di escludere conflitti di interesse.

Pare invece che alcuni membri di tale equipe siano stati estromessi e che il lavoro sia stato affidato in gran segreto direttamente al personale del Registro di Mortalità della Regione Liguria, finanziato direttamente dalla stessa Regione con centinaia di migliaia di euro ogni anno.

Questo fatto non può che essere giudicato negativamente per un evidente problema di conflitto di interessi, e, qualunque siano i risultati del lavoro, getta oggettivamente un’ ombra sulla sua attendibilità, per le ovvie considerazione che ogni lettore può fare a riguardo.

Dottor Paolo Franceschi

07 gennaio 2008

2008-01-07 Effetti nocivi della combustione del carbone

La combustione del carbone, come quella di ogni altro composto del carbonio, produce anidride carbonica (CO2), oltre a quantità variabili di anidride solforosa, a seconda del luogo dal quale è stato estratto. L'anidride solforosa reagisce con l'acqua, formando acido solforoso. Se l'anidride solforosa viene rilasciata nell'atmosfera, reagisce con il vapore acqueo ed eventualmente torna sulla terra in forma di pioggia acida.
Le emissioni della combustione di carbone in centrali elettriche rappresenta la più grande fonte artificiale di anidride carbonica, che secondo la maggior parte degli studiosi del clima è causa primaria del riscaldamento globale. Oltre a questo, nelle emissioni degli impianti sono presenti molti altri inquinanti. Alcuni studi dichiarano che le emissioni delle centrali elettriche a carbone siano responsabili della morte prematura di decine di migliaia di persone, solo negli Stati Uniti. Inoltre, queste emissioni sono le principali responsabili delle pioggie acide di alcune nazioni. le centrali elettriche moderne utilizzano varie tecniche per limitare la nocività dei loro scarichi e per aumentare l'efficienza della combustione, anche se queste tecniche non sono utilizzate in molti paesi, visto che gravano sul costo degli impianti. Per ridurre le emissioni sono state proposte tecniche di "sequestro" della CO2, ma non in larga scala.
Il carbone contiene anche tracce di altri elementi, compresi l'arsenico e il mercurio, che sono pericolosi se rilasciati nell'ambiente. Il carbone contiene anche tracce di uranio e altri isotopi radioattivi naturali, che rilasciati nell'ambiente possono comportare una contaminazione radioattiva. Sebbene queste sostanze siano presenti solo in tracce, bruciando grandi volumi di carbone ne vengono rilasciate quantità significative. Una centrale a carbone, durante il suo funzionamento, emette nell'aria più radioattività di quella che emette una centrale nucleare di pari potenza. (vedi [3] (en) e [4] (en) per numeri e dettagli)
Il carbone minerale, qualunque sia la sua qualità (litantrace, antracite, lignite, torba) e per quanto vagliato e polverizzato, essendo residuo fossilizzato di materiali lignei e vegetali, contiene sempre, oltre allo zolfo, anche se in differenti dosi, maggiori quantità rispetto ai derivati del petrolio di metalli pesanti (quali nichel, cadmio, piombo, mercurio, cromo e arsenico) e di alogeni, in particolare fluoro, cloro e loro composti. L'acido solforico e gli altri acidi forti, come quelli cloridrico (HCl), fluoridrico(HF) e nitrico (HNO3) non sono, peraltro, gli unici prodotti indesiderati della combustione che, se perfetta, dovrebbe generare solo acqua sotto forma di vapore e anidride carbonica (o biossido di carbonio – CO2). E' infatti ben noto che un'ossidazione incompleta (e a maggior ragione lo sarebbe con un combustibile allo stato solido anziché liquido o gassoso) produce anche ossidi di azoto (NOx) e monossido di carbonio (CO). Quest'ultimo, in particolare, è unanimemente riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale come un gas altamente tossico e nocivo se si considera che, respirato anche in piccole dosi, si sostituisce all'ossigeno nella sua insostituibile funzione vitale fissandosi rapidamente all'emoglobina del sangue, formando la carbossiemoglobina e causando situazioni di crisi nell'ossigenazione delle cellule. Basta, infatti, una concentrazione nell'aria (formata per circa il 21% da O2, per il 70% da N e minori quantità di gas inerti) di CO pari solo allo 0,7%, per impegnare circa la metà dell'emoglobina del sangue. L'azione tossica si manifesta con cefalea e vomito e porta rapidamente a uno stato di coma fino al blocco della respirazione, con collasso vascolare. La presenza del cloro, inoltre, comporta la formazione e l'emissione nell'ambiente circostante di microinquinanti quali le policloro-dibenzodiossine e i policloro-dibenzofurani; le diossine, in particolare, risultano nocive per l'uomo anche in concentrazioni di qualche ng/Nm3. Annesse a queste ultime vi sono le nanopolveri o nanoparticelle (aggregati molecolari con un diametro compreso indicativamente fra 2 e 200 nm, si parla in particolare di PM0,2 considerando che la doppia elica del DNA ha un diametro di circa 2 nm), più sottili e più nocive della PM10 o particolato fine (già responsabile di malattie cardiogene quali infarto, scompenso cardiaco, cancro polmonare, ictus) che danno origine alle nanopatologie.
Queste microscopiche particelle di materiale inorganico che contiene metalli pesanti come arsenico, cromo, cadmio, alluminio, penetrano nell'organismo umano e animale arrivando direttamente nel sangue (se ingerite attraverso cibi esposti alle polveri verrebbero poi per la gran parte eliminate tramite le feci e le urine, ma la quota residua entro circa un'ora passerebbe attraverso la barriera intestinale annidandosi nei tessuti degli organi, che non sono poi in grado di espellerle efficientemente perché bioincompatibili) entro 60 minuti dalla loro inalazione esercitando una forte reazione di autodifesa degli anticorpi macrofagi che, a loro volta sono incapaci di aggredire le polveri a causa della loro ridotta dimensione (inferiori a quelle di un virus e prossime o eguali a quelle molecolari). Il macrofago persiste nell'attacco alle nanopolveri, generando una infezione nel sistema immunitario che da l'origine al tumore, a loro volta le nanoparticelle oltrepassano le membrane dei globuli rossi arrivando fino alle cellule, dove, alterandone le caratteristiche (o alterando le caratteristiche del DNA), le trasformano in cellule tumorali.
Queste alterazioni sono presenti anche nello sperma dell'uomo che, fecondando la donna trasmette i geni modificati al feto, che a sua volta presenta malformazioni già dai primi giorni di sviluppo. Un'associazione di elementi simili è stata riscontrata al livello epidemiologico e in maniera rilevante nei casi di soldati ammalatisi durante la prima guerra del Golfo (sindrome del Golfo), e durante la guerra del Kosovo (sindrome dei Balcani), dove l'utilizzo massiccio di proiettili di uranio impoverito generava dallo schianto dei metalli coinvolti nella perforazione del proiettile sulle corazze, temperature fino a 2500/3000 °C, entro le quali questi sublimavano generando nanopolveri dalla caratteristica sfericità. La sedimentazione negli organi dell'uomo delle nanoparticelle genera infezioni e tumori (13 tipi di carcinomi conosciuti) a partire dal primo deposito fino ai venti anni di permanenza (nei casi di soggetti più resistenti). L'arsenico assunto nel sangue e causa di cancro ai polmoni, al fegato, alla vescica, al rene, alla pelle e all'intestino, si associano quindi agli effetti distruttivi i granulomi renali permanenti, alcune malattie del sangue come le trombosi (a causa dell'indotta trasformazione del fibrinogeno in fibrina), i tumori (come i Linfoma di Hodgkin) nonché tutti gli stati patologici causati da concentrazione di elementi inquinanti nell'organismo. I sedimenti di metalli pesanti non sono comunque espellibili dall'organismo e vi restano in modo permanente. Per ridurre a livelli accettabili le suddette immissioni nell'atmosfera di sostanze nocive, tossiche e corrosive, di incombusti e di particelle solide, cancerogene, contenute nei fumi, sarebbe necessario progettare e costruire dei filtri di concezione avveniristica che sarebbero, tuttavia, non idonei a trattenere le emissioni radioattive derivate dalla presenza del gas radon, che permane nelle particelle del minerale anche dopo la combustione ad elevata temperatura.

02 gennaio 2008

2008-01-02 Lettera della Dott.ssa Gentilini

NON E’ QUESTA LA STRADA

Cari tutti voi che leggete,
in genere siete voi cittadini che prendete carta e penna per scrivere e raccontare ciò che vi capita in tema di salute e/o di buona e malasanità.
Questa volta invece sono dei medici che vi scrivono, nella speranza di suscitare dibattito e attenzione su temi che ci accomunano e che ci riguardano tutti da vicino perché toccano tasti intimi e profondi: la salute, la malattia ed in particolare la lotta contro il cancro.
L’ idea di scrivervi è nata dopo la lettura di una lettera comparsa il 18 dic. sulla prima pagina de La Repubblica. Si tratta di un giovane uomo che racconta la sua odissea contro il cancro, incontrato all’ età di soli 8 anni e si rivolge al più noto degli oncologi italiani con domande che non possono lasciarci indifferenti: “Perché la chemio mi nega la vita… ci dica Prof. come stanno le cose… Perché non è giusto fare tutti i giorni a pugni con la vita. Perché non è giusto che chi ama la vita non riesca mai ad incontrarla. Perché non è giusto che un bambino di 8 anni desideri morire” Questa lettera ci ha profondamente colpito e diciamo pure che le sue inquietanti domande ci hanno lasciato sgomenti, anche perché sono le stesse domande che anche noi – e non solo da ora - ci facciamo e che, evidentemente, stanno ormai affiorando nel comune sentire. Il noto oncologo non ha mancato di rispondere con il consueto garbo ed ottimismo, ma la risposta non ci convince: essa esprime solo un aspetto del problema, una faccia della medaglia, l’idea cioè che con la ricerca e con terapie sempre più personalizzate, intelligenti ed innovative si possa arrivare a debellare questa malattia. Anche noi siamo medici, molti di noi oncologi, ma, purtroppo, ci siamo da tempo convinti che non sia così. L’ avere puntato tutto su una Medicina sempre più tecnologica, orientata pressoché esclusivamente alla cura, ma sempre più lontana dalla ricerca delle vere cause delle malattie - la cui origine sembra quasi non interessare più a nessuno – non ci porterà alla meta perché, a nostro avviso, non è questa la strada . Se prestate attenzione, anche solo per un attimo, vi accorgerete che da nessuna parte si pone l’ accento sul non contrarre il cancro e quando lo si fa tutta l’ attenzione è volta allo stile di vita personale che certo è importante ma che da solo, per quanto salutisti si possa essere, non può certo proteggerci totalmente dal rischio. Non ci chiediamo più il perché ci si ammala e perché ciò accada sempre più in giovane età (dai dati di Lancet il cancro nell’ infanzia negli ultimi 30 anni è aumentato in media dell’ 1% annuo). Sembra ormai essere diventato socialmente accettabile l’ammalarsi di cancro, quasi che questo fosse l’ ineluttabile prezzo che il nostro tempo deve pagare al “ progresso”. Sembra che abbiamo dimenticato che la Medicina ha registrato i suoi più grandi successi quando determinate patologie sono state debellate o si sono drasticamente ridotte perché si è inciso sulle loro cause: perché abbiamo rinunciato ad essere altrettanto ambiziosi nei confronti del cancro?
Le parole di Lorenzo Tomatis forse potranno meglio esprimere questo concetto: Tomatis la chiamava: “la Grande Distrazione” … “una follia riduzionista sembrava essersi impossessata della mente di gran parte dei ricercatori”… “ogni laboratorio doveva scegliersi … il suo gene”; ma il ricercatore va a caccia della proteina alterata, senza più domandarsi il perché di quel danno…. Lorenzo Tomatis: questa è una buona occasione per ricordare questo grande ricercatore e scienziato nel cui insegnamento e pensiero tutti noi ci riconosciamo e che rappresenta l’ altra faccia della Scienza e della Medicina, quella che da sempre è schierata, senza ambiguità alcuna, a difesa della salute e della dignità dell’ uomo. Lorenzo Tomatis è sconosciuto al grande pubblico, non ha avuto gli onori dei media, ma ha dedicato tutta la sua vita – incontrando inaudite difficoltà- alla identificazione e classificazione degli agenti oncogeni e forse oggi non leggeremmo le amare parole del lettore se la strada indicata da Tomatis fosse stata seguita. Tomatis infatti si è sempre strenuamente battuto per la Prevenzione Primaria, ovvero per la tutela della Salute Pubblica attraverso la riduzione della esposizione ( ambientale, professionale ed in qualsivoglia altra forma) a sostanze tossiche cancerogene o comunque nocive per la salute umana che - come lui diceva - non smettono di essere tali una volta che escono dalle fabbriche o sotto latitudini diverse. Tomatis stesso definì la Prevenzione Primaria del cancro come una “corsa ad ostacoli, in cui l’ identificazione di un agente fisico o chimico come cancerogeno viene troppo spesso visto con scetticismo se non con aperta ostilità; alcune sostanze sono ritenute cancerogene in alcuni paesi e non in altri e quando riconosciute i limiti consentiti variano da paese a paese, come se il loro effetto cancerogeno potesse modificarsi passando i confini” e tutto ciò anche se solo la Prevenzione Primaria è in grado di difendere tutti : ricchi e poveri, giovani ed anziani.
Ecco, questa lettera ci dà l’ occasione di fare una profonda riflessione e di recitare anche un “ mea culpa”. Abbiamo inquinato irrimediabilmente l’ ambiente che ci circonda ed oggi sostanze chimiche pericolose si ritrovano costantemente nel sangue del cordone ombelicale dei neonati. Abbiamo spostato tutta l’attenzione sullo stile di vita personale e questo ci ha colpevolmente e progressivamente “distratto” dal ruolo che agenti fisici, materiali estratti dai loro reservoirs naturali, sostanze chimiche di sintesi, esercitano sulla salute anche a dosi basse o bassissime,. Abbiamo tutt’al più analizzato l’azione di singoli agenti, ritagliando per ciascuno di essi un ruolo su misura per singole, rare patologie ( pensiamo all’ angiosarcoma epatico per il cloruro di vinile monomero o alla leucemia per il benzene), ma abbiamo trascurato il fatto che spesso un agente oncogeno è un cancerogeno pluripotente e multiorgano. Abbiamo sottaciuto le interazioni e gli effetti sinergici che si producono; spesso non ritenendo sufficienti anche fondati sospetti - quasi che un veleno non fosse mai abbastanza “veleno” - per giustificare delle misure di prudenza che pure avrebbero potuto preservare la Salute Pubblica. Abbiamo dimenticato che identificare erroneamente un “falso positivo” e quindi adottare misure restrittive, ha ben minori conseguenze del contrario, ovvero trascurare misure preventive in presenza di un “falso negativo”. Per non parlare infine dei troppi esempi in cui ricercatori e scienziati acquiescenti, condizionati sempre più dagli interessi economici delle grandi corporation, hanno prodotto risultati ambigui e confondenti in modo da rimandare ogni misura di prevenzione, molto più attenti a non ridurre i profitti di chi comanda piuttosto che a proteggere la salute di tutti.
Si, cari cittadini, come medici e come oncologi vi diciamo che nella lotta contro il cancro abbiamo confuso i termini della questione, abbiamo identificato il termine “prevenzione” con la “diagnosi precoce” ed imboccando una strada a senso unico, quella della sola terapia, abbiamo identificato il successo della cura con la cronicizzazione della malattia e non con la sua scomparsa.
Non è questa la strada: la Storia della Medicina è lastricata da disastri annunciati, ricordiamoci che i guasti all' ambiente e alla salute crescono più in fretta di quanto è la nostra capacità di identificarli e correggerli e quanto più ci intestardiamo nel percorrere questa unica via, più il prezzo che pagheremo – e che soprattutto faremo pagare ai nostri figli- sarà inaudito. E’ veramente venuto il momento per tutti i medici, gli uomini di scienza e per tutte le persone di buona volontà di assumere le proprie responsabilità. Difendiamo non con le parole, ma con i fatti, l’ambiente, rimettiamo la Salute al primo posto anche per non essere accusati, un domani, di non aver fatto abbastanza per difendere un bene che la nostra stessa Costituzione ci riconosce come un diritto. Cambiamo rotta, usiamo prudenza, riscopriamo il principio di precauzione e di responsabilità, imbocchiamo la strada che Lorenzo Tomatis ci ha, per tutta la sua vita, instacabilmente indicato : ”adottare il principio di precauzione e quello di responsabilità significa anche accettare il dovere di informare, impedire l’ occultamento di informazioni su possibili rischi, evitare che si consideri l’ intera specie umana come un insieme di cavie sulle quali sperimentare tutto quanto è in grado di inventare il progresso tecnologico. Portato alle sue conseguenze ultime il principio di Precauzione esprime la volontà di riacquistare il diritto alla definizione dei fini, riguarda quindi un ambito che oltre ad abbracciare quello della sicurezza sanitaria, alimentare, ambientale, abbraccia anche il territorio della bioetica. Invece di accettare una società che sta diventando sempre meno democratica, in cui le scelte sfuggono ormai completamente agli individui e domina il principio della crescita economica ad ogni costo, si può pensare ad uno sviluppo che si attui sui principi di Precauzione e Responsabilità, dando priorità alla qualità della vita e all’ equità sociale e ponendo il mantenimento della Salute al di sopra dell’ interesse economico”.

30 dicembre 2007

2007-10-19 ore 21, Teatro Nuovo di Valleggia - Quiliano (SV): PRODUZIONE DI ENERGIA E RISCHI PER LA SALUTE

RICORDATE?

























Perche' la nostra vita, la salute dei nostri figli, quella di tutti, NON E' UN FILM...







QUESTO ERA IL PALCO DELL'INCONTRO.

NUMEROSO, MOLTO NUMEROSO IL PUBBLICO, SIA IN PLATEA CHE IN GALLERIA.

Ecco questo è il Dott. Ghirga Pediatra e Portavoce dei Medici per l'Ambiente del comprensorio di Civitavecchia, la sua presentazione ci ha illustrato molte cause ed effetto dovute alla combustione del carbone. Tutto questo il Dott. Ghirga lo ha ripreso semplicemente da studio dell'Unione Europea e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.





PECCATO CHE QUESTI STUDI NON SIANO GIUNTI A TUTTI, SIAMO INCONSAPEVOLI DI MOLTE COSE.









NEL NOSTRO BLOG NELLA SEZIONE LINKS TROVERETE TUTTO QUELLO CHE HA DETTO IL DOTT. GHIRGA, CLICCATE SUL TITOLO:


VIDEO: Report CARBONE AMBIENTE E SALUTE




BASTA POCO PER POTER FARE QUALCOSA: RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE!

ASSOCIATEVI AL COSTO DI SOLI 10€. quota valida per 1 anno con nessun obbligo, sarete solo informati su tutto quello che faremo ed avrete diriti (se volete) di riunirvi con noi.


Pensateci.


Basta poco.