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Visualizzazione post con etichetta Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio. Mostra tutti i post
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11 aprile 2012

ARPAT:Le opinioni degli italiani in materia di ambiente

Tratto da Arpat

Le opinioni degli italiani in materia di ambiente


Pubblicato il VII Rapporto MOPAmbiente sugli orientamenti e le politiche per l’ambiente

La società RISL (Relazioni Istituzionali e Studi Legislativi) ha avviato, con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio dal 2003, il progetto MOPAmbiente (Monitoraggio degli Orientamenti e delle Politiche per l'Ambiente in Italia) volto a favorire la comunicazione ambientale tra istituzioni, imprese e cittadini.
Il Rapporto vuole indagare la sensibilità ambientale dei cittadini andando a calcolare un vero e proprio indice di sensibilità ambientale, un indicatore su scala 0-100, che sintetizza le risposte a quattro domande:
  • Quanto frequentemente parla di ambiente e di ciò che può danneggiare l’ambiente con i propri familiari, gli amici e i colleghi?
  • Quanto frequentemente le capita di leggere articoli o guardare programmi/ servizi che parlano di tematiche ambientali e di ciò che può danneggiare l’ambiente?
  • Quanto direbbe di essere attento, sensibile nei confronti dell’ambiente?
  • Quanto secondo lei, ogni singola persona può contribuire con il suo comportamento a ridurre l’inquinamento dell’ambiente?

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La VII rilevazione, condotta nel mese di marzo 2012 a cura di GfK Eurisko, conferma unelevata attenzione alle tematiche ambientali da parte dell’opinione pubblica italiana: l’indice di sensibilità ambientale si attesta infatti a quota 67, segnando una leggera flessione rispetto al massimo del 2008 (70). 
I dati raccolti dicono che diminuisce la quota di italiani che parlano, leggono articoli/seguono programmi che trattano temi ambientali mentre cresce la sensibilità individuale e la convinzione di poter contribuire anche come singoli cittadini alla riduzione dell’inquinamento.parla-di-ambiente.gif
Per quanto riguarda le caratteristiche degli intervistati, élite e giovani continuano a parlare e ad informarsi maggiormente sulle tematiche dell’ambiente, mentre élite e donne sono coloro che maggiormente si attribuiscono responsabilità individuali nella lotta all’inquinamento.
Parallelamente ad una diffusa consapevolezza sulla propria autoefficacia (posso e devo far qualcosa in prima persona a favore dell’ambiente), gli italiani dichiarano il proprio impegno nei confronti dell’ambiente a partire dall’attenzione quotidiana nel ridurre gli sprechi. La diffusione infatti di comportamenti virtuosi appare non solo giusta, ma anche conveniente, in un momento - come quello attuale - di forte crisi economica. Questa opinione accomuna sia le élite che i meno abbienti.
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Il Rapporto, allargando lo sguardo dalle responsabilità individuali alle responsabilità della politica, indaga quindi la presenza dell’ambiente nell’agenda politica. Da questo punto di vista si osserva che:
  • i cittadini attribuiscono alla lotta all’inquinamento una rilevanza «politica»
  • in termini tendenziali si registra però una perdita di centralità significativa e progressiva.
Dalla politica alle imprese: il Rapporto indaga le responsabilità delle imprese e le aspettative, in tal senso, dei cittadini-consumatori
Le aspettative nei confronti della responsabilità di impresa appaiono elevate, articolate e in forte crescita. Alle aziende è infatti richiesto:
  • il rispetto della salute dei cittadini
  • il rispetto per l’ambiente e la società nel suo complesso
  • il rispetto per i propri dipendenti e per le leggi
  • il rispetto dei consumatori (qualità dei prodotti);
  • meno rilevanti appaiono invece agli occhi dei consumatori le esigenze del mercato.
Le maggiori aspettative dei consumatori nei confronti della responsabilità di impresa si accompagnano ad una sempre più significativa importanza della sostenibilità nelle scelte di acquisto.
Il Rapporto mette dunque in evidenza come l’ambiente sia una delle aree sulle quali la crisi scarica potentemente e crea, non solo idee, ma anche comportamenti concreti delle persone.
L’Italia appare quindi più attenta e concreta sui versanti dell’economia e dell’ecologia.

Per approfondire: Il Rapporto

23 febbraio 2011

ILVA DI TARANTO . PARERE ASSOCIAZIONI AL MINISTERO:EMISSIONI PEGGIORANO.

Tratto da Libero

PARERE ASSOCIAZIONI A TARANTO AL MINISTERO:EMISSIONI ILVA PEGGIORANO

(Adnkronos) - ''Nonostante la contrarieta' dell'azienda, manifestata formalmente all'inizio della seduta - prosegue la nota - e' stato riconosciuto il diritto ad esporre le osservazioni nella Conferenza dei Servizi''. Hanno preso la parola Biagio De Marzo, Alessandro Marescotti e Leo Corvace.

''I relatori hanno evidenziato complessivamente - sottolineano - che il parere espresso dalla Commissione non quantifica i benefici ambientali. I dati dell'appesantimento dell'inquinamento sono evidenti nella cokeria, di cui viene previsto un incremento produttivo''.

TRATTO DA PEACELINK

Una delegazione di 7 associazioni e comitati sarà al Ministero per illustrare dal vivo i più importanti temi e problemi

Altamarea: lettera di presentazione delle Osservazioni

In occasione della Conferenza di Servizi del 22 febbraio a Minambiente per la procedura AIA di Ilva Taranto, il "pubblico interessato"ha inoltrato al Ministero le osservazioni sul Parere istruttorio e sul Piano di Monitoraggio e Controllo elaborati dalla Commissione IPPC
22 febbraio 2011 - Altamarea (Coordinamento di cittadini e associazioni)

In allegato le Osservazioni presentate al Ministero a testimonianza della partecipazione e dell'impegno del mondo del volontariato sanitario, ecologista, civico e sociale a favore di terra ionica.

Quella dell'AIA è la partita decisiva per l'Ilva e per la città, ma anche per le Istituzioni.Logo Altamarea

Altamarea ci sarà

Comunicato stampa


E´indubbio il collegamento con l´inquinamento di origine industriale e l´AIA è lo strumento più efficace per incidere sul serio e alla radice, a condizione che vengano rispettati i suoi stessi principi ispiratori
22 febbraio 2011 - Altamarea LEGGI


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