COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta NO2. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta NO2. Mostra tutti i post

12 luglio 2021

La cirrosi risulta associata all'esposizione a lungo termine a PM10, PM2,5, PM grossolano e NO2

Tratto da Peacelink 

 La cirrosi risulta associata all'esposizione a lungo termine a PM10, PM2,5, PM grossolano e NO2 

Inquinamento e cirrosi epatica 


Uno studio di coorte sull'esposizione a lungo termine all'inquinamento atmosferico e sull'incidenza della cirrosi epatica, realizzato da Riccardo Orioli, Angelo Solimini, Paola Michelozzi, Francesco Forastiere, Marina Davoli e Giulia Cesaroni. Redazione Ecodidattica Tradotto da per PeaceLink 
Fonte: Environmental Epidemiology: August 2020 - Volume 4 - Issue 4 - p e109 
 La cirrosi è una malattia epatica avanzata che colpisce milioni di persone in tutto il mondo, con costi sanitari elevati. Nonostante le prove sperimentali suggeriscano un possibile ruolo degli inquinanti atmosferici nelle malattie del fegato, mancano studi epidemiologici. Abbiamo mirato a studiare l'associazione tra l'esposizione agli inquinanti atmosferici e l'incidenza della cirrosi in un'ampia coorte di popolazione a Roma. Metodi Abbiamo utilizzato una coorte amministrativa stabilita dal censimento del 2001. Sono stati inclusi tutti gli adulti di età pari o superiore a 30 anni non affetti da cirrosi, risultando in una popolazione di studio di oltre 1,2 milioni di soggetti. Il follow-up dei soggetti si è concluso il 31 dicembre 2015. Abbiamo accertato i casi incidenti di cirrosi dai registri regionali di mortalità e dimissione ospedaliera utilizzando un algoritmo validato. Abbiamo valutato l'esposizione dei soggetti a componenti metallici PM10, PM grossolano, PM2,5, PM2,5, NO2, NOx e PM presso il loro indirizzo di residenza utilizzando modelli di regressione dell'uso del suolo. Abbiamo usato modelli di regressione di Cox, aggiustati per covariate rilevanti, per stimare l'associazione tra esposizione all'inquinamento atmosferico e incidenza di cirrosi. Risultati Abbiamo osservato 10.111 casi incidenti di cirrosi, con un tasso di incidenza grezzo di 67 × 100.000 anni-persona. L'esposizione a lungo termine a tutti gli inquinanti testati era significativamente associata alla cirrosi, ad es. PM10 (rapporto di rischio [HR], 1,05; intervallo di confidenza al 95% [CI], 1,01–1,09, per incrementi di 10 µg/m3), PM grossolano (HR , 1,11; IC 95%, 1,05-1,17, per incrementi di 10 µg/m3), PM2,5 (HR, 1,08; IC 95%, 1,03-1,13, per incrementi di 5 µg/m3) e NO2 (HR, 1,03; 95% CI, 1,02–1,05, per incrementi di 10 µg/m3). Le associazioni erano robuste nelle analisi secondarie. Conclusioni 
I nostri risultati suggeriscono un possibile contributo dell'inquinamento atmosferico allo sviluppo della cirrosi. 
 Per approfondimenti cliccare qui

28 settembre 2019

Ansa: Lo smog potrebbe aumentare il rischio di morte dei bimbi


Tratto da Alto Adige 

Lo smog potrebbe aumentare il rischio di morte dei bimbi

(.ANSA) - ROMA, 27 SET - L'inquinamento atmosferico, in particolare dovuto al traffico e all'attività industriale, è risultato collegato ad aumento di mortalità neonatale e infantile. È quanto emerso da un maxi-studio che ha coinvolto quasi 8 milioni di nati e che sarà presentato domenica a Madrid al Congresso della European Respiratory Society International
In particolare lo studio ha evidenziato il ruolo di alcuni inquinanti specifici: il particolato fine (PM10), il diossido di azoto (NO2) - prodotti dal traffico - e il diossido di zolfo (SO2) - prodotto dall'attività industriale - sono associati a un aumento del 20-50% del rischio di morte per i bimbi nati nelle aree più inquinate rispetto ai nati nelle aree meno inquinate. 
Gli esperti hanno esaminato il rischio di morte (dalla nascita fino a un anno di vita) dei nati tra 2001 e 2012 in diverse regioni della Gran Bretagna e diviso i bambini per area di residenza, andando poi a confrontare anno per anno i dati sull'inquinamento di ciascuna area. È emerso che, rispetto ai bambini residenti nelle aree meno inquinate, i piccoli residenti nelle aree più inquinate presentavano un rischio di morte infantile (da zero a un anno di vita) per ogni causa del 20-40% maggiore, un rischio di morte neonatale (nei primi 28 giorni di vita) del 20-40% maggiore e un rischio di morte post-neonatale (mortalità tra 28 giorni e un anno di vita) del 30-50% maggiore. "Abbiamo visto che NO2, PM10 e SO2 sono ciascuno legato a vari livelli di rischio di morte infantile per qualunque causa" - sottolinea l'autrice del lavoro Sarah Kotecha, della Cardiff University School of Medicine - cosa importante perché evidenzia la necessità di prestare attenzione a tutte le differenti fonti di inquinamento. (ANSA).

16 gennaio 2019

Inquinamento atmosferico: ecco come si sposta in tutta Europa

Tratto da greenreport

Inquinamento atmosferico: ecco come si sposta in tutta Europa

La regione europea con l’aria più sporca è la Pianura Padana
[15 Gennaio 2019]
BBC News  ha pubblicato un’eccezionale animazione che mostra la concentrazione e il movimento attraverso l’atmosfera di ossidi di azoto (NO2), un potente gas serra prodotto soprattutto dagli scarichi dei veicoli e dall’attività industriale attraverso la combustione di combustibili fossili.
La mappa riguarda il periodo dal 5 al 10 gennaio e descrive il comportamento dell’NO2 su base oraria al livello del suolo. I picchi di qualità dell’aria peggiore sono quelli di colore bianco. Secondo la legislazione dell’Ue, il livello orario medio di NO2 non deve superare i 200 microgrammi per metro cubo di aria più di 18 volte in un anno e il valore medio annuo NO2 non deve superare i 40 microgrammi per metro cubo.
Come spiega Jonathan Amos, redattore di BBC Science, l’animazione è stata prodotta per la BBC dal Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS), che ha sede all’European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) a Reading e «Per realizzare questo tipo di animazione, il CAMS mette insieme  osservazioni satellitari e misure di superficie. Ma ora che questi data-sets  sono diventati più ampi, non forniscono un’immagine completa e in tempo reale». Quindi, gli scienziati devono anche utilizzare le informazioni provenienti da sensori sui modelli, come quelli del movimento dell’atmosfera o sul tempo atmosferico.
Una delle prime cose che si nota guardando l’animazione è che le emissioni di NO2 provengono dai “soliti sospetti”. Come spiega il vicepresidente del CAMS, Richard Engelen, «Quel che si vede immediatamente sono le città più grandi: si vede Madrid, Parigi,  Mosca, Londra. Poi si vedono le maggiori aree industriali, come in Germania, ma anche nel Regno Unito, si vedono anche quelle aree dove ci sono infrastrutture stradali molto fitte, come i Paesi Bassi e il Belgio dove c’è  molto traffico dai due principali porti di Rotterdam e Anversa: queste sono le fonti di emissione che si manifestano sempre».
Da notare anche la “linea” di emissioni che fluisce dallo Stretto di Gibilterra mentre le navi si allineano di fronte allo stretto per  entrare e uscire dal Mediterraneo. Altra cosa evidente sono le due grandi catene montuose europee, le Alpi e i Pirenei che fanno da barriera allo spostamento dell’inquinamento.
Ma la cosa che balza subito agli occhi di un italiano è che le Alpi intrappolano le emissioni di NO2 prodotte nella Pianura Padana, «Dando alla regione l’aria più sporca d’Europa», evidenzia Amos.
L’animazione dimostra che l’inquinamento non è sovranista: non rispetta i confini nazionali.
Il CAMS fornisce un flusso continuo di dati sulla qualità dell’aria  e non solo per il NO2, ma anche per una serie di altri inquinanti e gas serra. Prodotti che diventano app per smartphone utilizzabili da imprese e cittadini e tutte le informazioni sono messe a disposizione dei responsabili politici, in modo che possano adottare misure per ripulire l’aria che respiriamo....