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15 giugno 2015

Porto Tolle:Festa all’ombra della ciminiera per i “no carbone”

Tratto da rovigoindiretta.it

Festa all’ombra della ciminiera per i “no carbone”, che salutano il parroco di Carbonara e sognano il Delta unito

Gli attivisti contro la riconversione della centrale Enel si sono dati appuntamento per una gita nelle lagune. Fra i presenti, oltre a don Giuseppe Mazzocco in procinto di partire per il Mozambico, anche il direttore esecutivo di Greenpeace Giuseppe Onufrio e l'avvocato Matteo Ceruti, che sul riconoscimento dell'Unesco sottolinea come “il Parco potrà decollare se diverrà nazionale”.“Il pericolo carbone è stato scongiurato e con esso un futuro nero – sottolineano gli attivisti – ora l’auspicio è che ogni opportunità di sviluppo sostenibile venga colta”.

il pranzo di saluto al parroco di Carbonara che, dopo essere divenuto uno dei punti di riferimento dei movimenti ambientalisti polesani, è pronto a tornare in missione, questa volta in Mozambico
PORTO TOLLE – Tra volpoche, folaghe, sterne, aironi, gabbiani e una miriade di altri uccelli. Con le tartarughe caretta caretta che girano intorno alle barche e i cefali che guizzano fuori dall’acqua delle valli da pesca e tra i canneti. Questa la cornice dell’incontro degli amici dei Comitati a difesa della salute e dell’ambiente del Polesine e di molti loro compagni di strada, occasione per salutare don Giuseppe Mazzocco che si avvia, dopo sette anni da parroco a Carbonara di Adria, a ripetere in Mozambico, l’esperienza missionaria già vissuta in Brasile per circa 9 anni e ringraziarlo per lo spirito, l’impegno e lo stimolo portato nel suo operato locale che lo hanno fatto diventare un punto di riferimento per i comitati polesani su ogni tema ambientale,
Tra i presenti, Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace, che con i suoi attivisti è stata protagonista di due clamorose scalate alla ciminiera della centrale Enel e di numerose altre iniziative contro il carbone, l’avvocato Matteo Ceruti, storico legale dei comitati ormai assurto a figura simbolo delle battaglie a difesa dell’ambiente in Italia e non solo, don Giuseppe Mazzocco, Giorgio Crepaldi dei Cittadini Liberi di Porto Tolle, anima del “no” al carbone a Polesine Camerini, Donata Fischetti di Italia Nostra, Eddy Boschetti del Wwf, Debora Furlan, Carlo Costantini, Luigi Gioli, Luigi Flamini, Vanni Destro e moltissimi altri storici attivisti dell’ambientalismo polesano e nazionale.
La gita ha preso le mosse dall’attracco della Sacca del Canarin, vicino a Polesine Camerini, sotto la ciminiera della centrale Enel ormai dismessa, come la definisce il sito internet della multinazionale elettrica, simbolo delle proteste degli attivisti, ed ha fatto tappa, passando attraverso un percorso pieno di sorprese e meraviglie, all’estremo avamposto deltino di Scanno Boa, per poi concludersi con un pranzo conviviale, “suggello – hanno sottolineato gli attivisti – del compimento di una battaglia comune”, arrivata al successo per la tenacia dei suoi protagonisti, ovvero il ritiro del progetto di riconversione a carbone della centrale elettrica.
Ciliegina sulla torta, il riconoscimento arrivato proprio in questi giorni per il Delta al completo (Emilia Romagna e Veneto) quale patrimonio Mab (Man and biosphere) dell’Unesco. Ed è proprio l’avvocato  Matteo Ceruti a sottolineare l’importanza di questo passaggio: “L’Unesco ha fornito uno strumento che non deve essere lasciato cadere. Solo dalla presa di coscienza e responsabilità istituzionali, facendo del Parco del Delta un vero parco nazionale ricongiungendo la parte emiliano-romagnola e veneta sotto un’unica gestione e rivedendone seriamente il perimetro, includendo le aree lasciate fuori come lagune e altre importanti zone che ne diano il senso di interezza il Parco potrà decollare davvero anche come volano per l’economia locale”. Una dichiarazione di peso che guarda in prospettiva. 
“Il pericolo carbone è stato scongiurato e con esso un futuro nero – sottolineano gli attivisti – ora l’auspicio è che ogni opportunità di sviluppo sostenibile venga colta”.

08 ottobre 2010

Pesca dei miracoli : I pescatori veneti sono sul piede di guerra /Rifkin: vi spiego la terza rivoluzione industriale.




Tratto da Rovigoggi

Pesca dei miracoli

I pescatori veneti sono sul piede di guerra e protestano davanti alla Capitaneria di Porto a Venezia, sono incazzati duri perché le cosiddette “grandi opere” a mare starebbero danneggiando pesca e mitilicoltura.

Mose, Terminal gasiero (oltre 620 milioni di litri d’acqua al giorno necessari per le operazioni di rigassificazione e varechina usata come anifouling il tutto ributtato a mare con abbassamento della temperatura al suolo e inquinamento), i lavori al Progetto Integrato Fusina e, in prospettiva futura, la riconversione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini con i suoi 2 milioni di metri quadrati di aree marine necessari per la nave storage (stoccaggio e rottura di carico per le navi carboniere) e le oltre 3000 bettoline per il rifornimento della centrale e lo smaltimento dei residui di combustione oltre a riscaldamento delle acque e inquinamento di metalli pesanti e polveri sottili e ultrasottili sono un macigno tombale sulle attività ittiche del Delta del Po e della laguna veneziana.

La decisa presa di posizione degli operatori economici del settore è un segnale positivo per chi, come me, da tempo milita tra le file dei cittadini contrari a questi ecomostri dannosamente invasivi per la salute, l’ambiente e l’economia di questi paraggi e non solo.....

Non ricordo neppure quante volte l’abbiamo detto o scritto delle devastazioni che ne sarebbero derivate e, purtroppo, quasi sempre nel generale silenzio e diffidenza salvo rare eccezioni.

Spesso ci si è trovati di fronte ad atteggiamenti ben diversi dall’attuale, al più ambiguo titubare, forse aspettando quelle compensazioni economiche fatte balenare sotto il naso dei pescatori da società proponenti e politici compiacenti, ma, alla fine, l’amara realtà è sotto gli occhi di tutti: le “grandi opere” vengono fatte nell’interesse di pochi e un ovetto oggi non vale la gallina del futuro.



Oltretutto il Terminal gasiero è praticamente fermo, l’Enel, per bocca di Fulvio Conti alza sempre più l’asticella per avviare i lavori a Polesine Camerini (adesso pretendono la modifica della Legge istitutiva del Parco del Delta del Po) e sembra fornire segnali di disimpegno rispetto al progetto di riconversione e non vorremmo che chi ci faceva affidamento economico-lavorativo avesse puntato sul cavallo sbagliato (anche questo detto e ridetto), il Mose entrerà in funzione forse 7 giorni l’anno a fronte di costi di gestione stratosferici e così via.

Danni, danni, danni, solo questo è il prodotto già visibile, ma ancora arginabile delle scelte politiche che hanno portato alle “grandi opere” a mare o a terra.

Noi metteremo tutto il nostro impegno per bloccare lo scempio.


E ci viene da sorridere se pensiamo alla solerzia con la quale il ministro della Giustizia Alfano raccoglieva qualche mese fa l’invito dell’onorevole Violante del Pd, portavoce di quella specie di massoneria economica che risponde al nome di Italia Decide, a mandare gli ispettori del Ministero capitanati da Arcibaldo Miller (indagato nella vicenda della loggia massonica P3!) per controllare l’operato della Procura della Repubblica di Rovigo rea, a suo dire, di intimidire le commissioni Via e rallentare i lavori del carbone Enel a Polesine Camerini.


I poteri forti, politici o economici che siano, fanno fronte comune per il loro interesse passando tranquillamente sopra a tutto e tutti, impariamo a farlo anche noi cittadini nei loro confronti?

Se l’ira dei pescatori è un segnale di risveglio ben venga, dunque.


Non è mai troppo tardi.


Vanni Destro Movimento 5 Stelle Rovigo

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Tratto da Rassegna.it

Rifkin: vi spiego la terza rivoluzione industriale

autore: greenforall.org, Hillary Birch Vanaria, da flickr (immagini di autore: greenforall.org, Hillary Birch Vanaria, da)
Lo vogliamo dire? Nell’era di internet, della società della conoscenza, del capitale immateriale, fa un certo effetto constatare che al centro della civiltà dell’empatia Rifkiniana ci siano l’industria, la fabbrica, il cantiere. E fa ancora più effetto sentire perché sarebbe "facile", anche per il nostro Paese, avviare un processo di crescita sostenibile destinato a creare diverse centinaia di migliaia di nuovi e qualificati posti di lavoro in pochi anni. Questioni di scelte. Di visione nazionale. Di politica industriale. Esattamente quello che è mancato in questa fase nel Belpaese. Ma è meglio non anticipare troppo e cominciare dal principio, da quello che Jeremy Rifkin – presidente di Foundation on Economic Trends (www.foet.org) e autore di numerosi bestseller sull'impatto del cambiamento scientifico e tecnologico sull'economia, il lavoro, la società –, ci ha detto .....

08 gennaio 2010

Riconversione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini, ricorso al Capo dello Stato /Ultimatum sulla centrale a carbone di Genova ...

Tratto da http://www.legambientedeltapo.it

Riconversione riconversione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini, ricorso a Napolitano.

ROVIGO Piovono i ricorsi contro la riconversione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini. Ad ingrossare il fronte dei contrari arriva anche Legambiente, che nei giorni scorsi si è rivolta al Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Nello specifico, il ricorso è contro il decreto del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che lo scorso luglio ha approvato il progetto di Enel per Porto Tolle. Legambiente segue così il Comune di centrodestra di Rosolina, che per primo si è rivolto al Presidente della Repubblica per fermare l’operazione di riconversione della centrale termoelettrica.

Come spiega per l’associazione ambientalista Angelo Mancone, «il nostro ricorso curato dall’avvocato Matteo Ceruti ha motivi procedurali oltre che di contenuto, visto che mentre altri enti si sono rivolti al Tar noi abbiamo scelto un’altra strada, che permettesse di coprire tutte le opzioni legali disponibili». Il riferimento di Mancone è al ricorso presentato al tribunale amministrativo regionale da parte del comitato anti centrale di Porto Tolle, degli operatori turistici bassopolesani, dei pescatori e di associazioni ambientaliste come Wwf e Italia Nostra. Una strategia «a tenaglia», per sbarrare la strada in ogni modo e in ogni direzione ai piani del colosso energetico. «Ora – fa notare Giorgio Crepaldi, del comitato anti Enel – i ricorsi pendenti riguardanti la riconversione a Polesine Camerini sono ben tre. Non male, visto che si vuol far credere che oramai siamo rassegnati a subire il carbone». La centrale riconvertita, una volta a regime e la data prevista è il 2014, avrà una potenza di circa 2000 megawatt, circa quattrocento in meno della potenzialità dell’impianto attuale a olio combustibile.

In questo modo sarà quindi in grado di produrre circa il 5 per cento del fabbisogno nazionale, e circa un terzo di quello del Veneto. L’investimento previsto è di circa 2 miliardi e 200 milioni di euro. Secondo le stime Enel i lavori dureranno 4 anni e mezzo ed impegneranno in media di 1.600 unità con punte di 3.500. A regime i posti di lavoro fissi saranno 350, che saranno raddoppiati con gli addetti all’indotto. Secondo quanto affermato dal colosso energetico l’opera comporterà la riduzione di ossidi, zolfo, azoto e polveri tra il 70-80 per cento rispetto all’assetto attuale ad olio combustibile. L’impianto potrà inoltre utilizzare come combustibile delle biomasse. Queste cifre vengono respinte al mittente da tutti i soggetti che hanno presentato ricorso al Tar o al Capo dello Stato, che ne contestano aspramente l’utilità e l’opportunità. Secondo Mancone, ad esempio, «è una concezione di tipo ottocentesco sperare che il carbone a Porto Tolle risolva il problema del rifornimento di combustibili». Sull’aspetto delle emissioni, per altro, la Procura rodigina ha aperto un fascicolo sulla congruità e regolarità dell’impianto partendo dal presupposto della pericolosità del carbone per la salute dei cittadini.

Antonio Andreotti - Corriere Veneto

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Ultimatum sulla centrale a carbone

METTETEVI a norma oppure chiudete, nel più breve tempo possibile. Più che disposizioni di legge, sembrano passaggi di una sentenza quelli contenuti nelle 109 pagine pubblicate nella Gazzetta Ufficiale sul destino della centrale a carbone del porto di Genova. Indicazioni precise, quelle pubblicate lo scorso 22 dicembre, che lasciano prefigurare un'accelerazione dell'addio all'impianto, previsto "naturalmente" per il 2020. Soltanto fra dieci anni, infatti, scadrebbe la concessione dell'Enel sulla centenaria struttura alimentata a carbone. Ad anticipare la scadenza, però, sembra arrivare in via definitiva questo pronunciamento del governo, che attraverso la direzione competente del ministero dell'Ambiente, pubblica in Gazzetta la "autorizzazione integrata ambientale per l'esercizio della centrale termoelettrica Enel Produzione spa di Genova". Dopo le ripetute prese di posizione del Comune e dell'autorità portuale, che da tempo chiedono il "superamento" dell'impianto, piomba quindi al centro del dibattito politico ed economico della città la "sentenza" del governo. Che, in sostanza, sottolinea come la centrale Enel non rispetti i parametri previsti dalla normativa europea.E di frontea questo, le strade da percorrere sono soltanto due: adeguarsi per rimettersi a norma, con un investimento di svariate decine di milioni di euro, oppure chiudere. Anche in questo caso, si tratta però di decisioni da prendere in tempi brevi: due anni per adeguarsi alle norme europee e cinque per chiudere, con la possibilità di una "dismissione rapida" di due. PUBBLICATE a tre giorni dal Natale, le disposizioni del governo saranno al centro della trattativa sindacale già da domani........... - MASSIMO MINELLA

Leggi l'articolo integrale

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Pubblichiamo la lettera scritta a un Sindaco da un Presidente provinciale Coldiretti perchè dovrebbe essere ribaltata su molti altri sindaci........del territorio Italiano


Tratto da 0564NEWS:RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO L'INTEGRALE

Domani mattina il documento originale , sottoscritto dal Presidente provinciale Coldiretti sarà depositato al protocollo del Sindaco di Scarlino .
07/01/2010 - 20:46 0564news.it

All ‘ Ill.mo Sindaco del Comune di Scarlino

Egr. Sig. Maurizio Bizzarri

E , Suo Tramite , Alla Giunta ed al Consiglio Comunale

OGGETTO : richiesta di adozione di ogni atto utile ad evitare la grave situazione sanitaria dovuta all’inquinamento ambientale proveniente , in prevalenza , da lavorazioni industriali .
Egr. Signor Sindaco .
In virtù degli innumerevoli studi , sia commissionati dagli Enti Pubblici ( Regione Toscana , Prov. Di Grosseto , Comuni di Scarlino e Follonica , Arpat , Usl , Università degli Studi di Firenze , Siena etc , Istituto Superiore Sanità , Consulenze Procura della Repubblica di Grosseto , CNN Pisa , Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Ciclo Rifiuti , etc , etc , ) che da soggetti privati ( quali Comitati , Associazioni ambientali ed economiche , Circoli Culturali etc, etc )
la sottoscritta Federazione Provinciale Coltivatori Diretti di Grosseto , preoccupata per i gravi danni alla salute che possono manifestarsi sui numerosi coltivatori che vivono e lavorano con le proprie famiglie in prossimità della zona industriale del Casone di Scarlino (prevalentemente entro un raggio di 2 km dalla ciminiera della Tioxide , della Nuova Solmine e della Scarlino Energia ) notoriamente contaminata da metalli pesanti ( Arsenico . Mercurio , Piombo etc etc ) sia nei terreni che nelle acque di falda in quantità enormemente superiore ai limiti di legge , con la presente
CHIEDE
A Lei , Ill.mo Sig. Sindaco , in qualità di massima Autorità sanitaria locale
, ai sensi e per il disposto dell’art.216 e 217 del T.U.S. di cui al R . D. n. 1265 del 27 Luglio 1934 di voler emettere ordinanze sindacali e/o altre disposizioni atte a prevenire i danni alla salute ai cittadini suddetti in previsione , principalmente , della possibile prossima attivazione dell’inceneritore della Scarlino Energia srl cui , le proprie emissioni di combustione del cdr , unitamente a quelle delle altre fabbriche presenti nell’area industriale del Casone produrranno , con notevoli probabilità , un aumento delle già numerose patologie da inquinamento che molti medici di base e molti studi scientifici hanno già dimostrato .
A tal proposito , anche in considerazione delle evoluzioni della normativa vigente sulla salute pubblica , si pone a conoscenza il Sig. Sindaco di Scarlino , del
principio di precauzione( art . 174 – 2^ comma del XIX Trattato delle Unioni Europee ) con il quale è stato recentemente modificato il D.Legisl . n. 152/06 dal nuovo D. Legisl. N. 4 del 16/01/08 che all’art. 3/ter suona : << la tutela dell’ambiente e dei suoi ecosistemi deve essere garantito dagli Enti Pubblici mediante un azione che sia informata ai principi della precauzione , dell’azione preventiva , della correzione , in via prioritaria alla fonte , dei danni procurati all’ambiente …..-omissis >>
Si sottolinea ancora , solo per mero avvertimento , come tale potere , il cui mancato esercizio in presenza dei prescritti presupposti (fenomeni di grave inquinamento ambientale e conseguente pericolo per la salute pubblica ) determina , tra l’altro , reati di danneggiamento e di omissione di atti d’ufficio

Certi della Sua comprensione e fiduciosi nella Sua attivazione ci pregiamo inviare
Distinti saluti
Scarlino il 8 Gennaio del 2010
Federazione Prov . Cotivatori Diretti

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