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16 dicembre 2015

Da Il fatto Quotidiano:Amianto, seimila morti ogni anno per le patologie asbesto correlate

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Amianto, seimila morti ogni anno per le patologie asbesto correlate

Seimila persone ogni anno perdono la vita per l’insorgenza di patologie asbesto correlate (mesoteliomi, tumori polmonari, delle vie aeree, gastrointestinali e alle ovaie, asbestosi, placche pleuriche). Oltre 4500 mesoteliomi registrati dal gennaio 2009 al dicembre 2011. Nel 90% dei casi per gli uomini e nel 50% per le donne la patologia è di origine professionale. Seicentoventi casi, per esposizione professionali, registrati nel comparto Difesa (il 4,1% del totale); 63 nel settore della scuola.
Sono le cifre contenute nel primo rapporto sui mesoteliomi redatto dall’Ona, l’Osservatorio Nazionale Amianto. “Un costo umano inaccettabile per la sacralità della vita”, afferma il presidente Ezio Bonanni. Ripercussioni non solo sociali: il tutto provoca un costo altissimo in termini di spesa sanitaria e per prestazioni assistenziali e previdenziali.
Il mesotelioma è conseguenza, salvo rari casi, dell’esposizione all’amianto e in Italia, a vent’anni dalla legge che imponeva la bonifica dall’Eternit (257/1992), ci sono ancora più di 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto (di cui 34 di matrice compatta), distribuiti in più di 40mila siti e in oltre 1 milioni di micrositi che disperdono polveri e fibre. La frazione bonificata, in questa mare magnum di amianto, è pari solo a 500milatonnellate.
“In Italia – denuncia l’Ona – tutte le politiche governative approcciano il problema amianto solo sotto il profilo indennitario, intervenendo quando la patologia è conclamata e costringendo le vittime ad una lunga trafila, talmente lunga che spesso il decesso precede il riconoscimento del diritto alla prestazione”.
Altro tema delicato: la latenza delle patologie asbesto correlate. La manifestazione può avvenire anche a 40-50 anni dalla prima esposizione, ed essendo l’amianto utilizzato tra gli anni Sessanta e Ottanta, il picco delle malattie è previsto a partire dal 2020, con andamento costante fino al 2030. L’Osservatorio ha censito tra il 1993 e il 2011 quasi 21mila casi. Colpa anche delle importazioni di amianto grezzo che sono proseguite dopo il 1992, anno della messa al bando del materiale, e fino ai tempi recenti. “Mancano poi – dice ancora Bonanni – strumenti di prevenzione primaria e sorveglianza sanitaria nei luoghi a rischio, che permetterebbero, probabilmente, di evitare il macabro conteggio delle vittime”.
Quanto ai 6000 decessi l’anno: 1500 i mesoteliomi, 3000 i casi di tumore polmonare, il resto patologie tumorali varie. ...Continua a leggere qui

06 marzo 2012

Il cielo sopra Taranto

Tratto da  " Bari -La Repubblica "

Il cielo sopra Taranto
Quei silenzi più velenosi dell’Ilva

Lo scrittore racconta il passato e il futuro di Taranto dopo la perizia sulle emissioni dell’industria

di MARIO DESIATI
Quando la grande nuvola nera che si è alzata dall'area tubificio dell'Ilva di Taranto (FOTO - VIDEO) ha occupato per alcune ore il cielo sopra i due mari, è come se qualcuno fosse venuto a bussarci dietro la spalla. Questo qualcuno aveva un messaggio che non è soltanto ai tarantini, ma è agli italiani: "Ricordati da dove vieni, ricordati dove vivi". Pochi giorni dopo questo evento suggestivo e inquietante è arrivata un'altra pacca dietro la spalla. Una pattuglia di chimici e medici ha stilato il documento che molti tarantini in questi giorni hanno la possibilità di leggere grazie al sito Repubblica Bari, non è solo un arido atto che potrà essere usato in un processo, ma è qualcosa di più.
 La perizia disposta dal gip e depositata in Procura potrebbe avere un ruolo importante per definire cause ed effetti del grande complesso siderurgico nel e sul nostro territorio. Sono pagine molto chiare e possono turbare chiunque conosca questa terra. A pagina 205 della memoria si legge quali sono le patologie ascrivibili alle emissioni considerate nello studio.


LEGGI "Più tumori, infarti e decessi così l'Ilva avvelena Taranto"
DOCUMENTI / 1 Le conclusioni della perizia medica(.pdf)
DOCUMENTI / 2 Le conclusioni della perizia chimica (.pdf)


Le polveri possono essere composte di idrocarburi aromatici policiclici, tra i quali benzopirene, rame, piombo, cadmio, zinco ed altri metalli, composti organici volatili e diossine. Le particelle più piccole non vengono filtrate dal naso e possono raggiungere i bronchioli terminali e gli alveoli. Lo stesso procedimento delle fibre d'asbesto che in questi giorni hanno occupato i giornali dopo la storica sentenza Eternit. Leggendo la perizia con uno spirito profano mi sarei aspettato che il rischio di questa esposizione fosse limitato alle sole patologie tumorali. Non è così. Il campione numerico che la perizia analizza è circoscritto a un periodo (appena otto mesi di studio epidemiologico) e a un campione e si conclude con la dichiarazione l'esposizione agli inquinanti dell'atmosfera emessi dall'impianto siderurgico ha causato nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi dell'organismo umano "che si traducono in eventi di malattia e di morte".
Eppure tra gli effetti acuti e gli effetti cronici si elencano asma bronchiale, disturbi circolatori, infezioni respiratorie, bronchiti croniche, patologie cardiocircolatorie, infarti al miocardio sino gli ictus. Si tratta di malattie "considerate di interesse nella situazione di Taranto in quanto possono essere associate all'inquinamento ambientale o all'ambiente di lavoro" e proprio su quel "possono" che si giocherà la partita processuale tra accusa e difesa. Se verrà dimostrato il nesso dei decessi con l'inquinamento del complesso siderurgico e soprattutto quanti di questi decessi riusciranno a essere attribuiti alle polveri. ........Qualunque sia l'esito del processo iniziato il 17 ottobre non si risarcirà mai il silenzio su questa terra.Leggi tutto