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07 giugno 2021

Processo Tirreno Power, inizia la deposizione dei consulenti tecnici che hanno certificato il disastro ambientale

 Tratto da Ivg

IN AULA

Processo Tirreno Power, attesa la deposizione dei consulenti tecnici che hanno certificato il disastro ambientale

Savona.Nuova tappa in Tribunale a Savona nel processo a carico di Tirreno Power per il quale sono imputati 26 persone, tra vertici e dirigenti dell’azienda, rinviati a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo.


Domani sarà il giorno della deposizione dei consulenti tecnici che hanno certificato la grave situazione ambientale del territorio savonese imputabile alla combustione dei gruppi a carbone.

Nel corso dell’udienza verranno mostrati e descritti gli studi condotti dai periti estensori della maxiconsulenza tecnica della Procura, consulenza che ha rilevato il danno ambientale e sanitario provocato dalla centrale, dati che nel 2014 hanno indodotto il Giudice Gip Fiorenza Giorgi al sequestro giudiziario degli impianti a carbone.


Domani verrà quindi ascoltato il dottor Stefano Scarselli, biologo specialista in biomonitoraggio, consulente di diverse Procure.)

La perizia aveva utilizzato i licheni come bioindicatori e come bioaccumulatori. Dato che, come già identificato da precedenti indagini, la biodiversità della flora lichenica nella zona è andata diminuendo negli ultimi 20 anni (fino al raro fenomeno del ‘deserto lichenico’, evento peraltro rilevato soltanto in aree ad altissimo tasso di inquinamento), negli anni oggetto di rilevazione si è dovuto trapiantare artificialmente nella zona tali bionidicatori lichenici per poi analizzare quali contaminanti venivano assorbiti e in quale quantità. Queste analisi, nell’ordinanza del Gip, “hanno evidenziato seri fenomeni di contaminazione a carico di diversi elementi di rilevanza ambientale e sanitaria, quali soprattutto arsenico, antimonio e rame, oltre a cromo, cadmio, piombo, nichel e vanadio”.

La consulenza ambientale era stata poi utilizzata per individuare le aree esposte e non esposte, e da tale suddivisione, attraverso la consulenza del dottor Paolo Crosignani (già direttore dell’Unità di Epidemiologia Ambientale presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano) e del dottor Paolo Franceschi (pneumologo), sono stati analizzati e confrontati i dati sanitari di mortalità e di ricoveri.

La consulenza, secondo i magistrati, aveva quindi evidenziato il disastro ambientale, dato che tra il 2000 e il 2007 l’inquinamento della centrale a carbone avrebbe provocato circa 440 decessi e 1.700 ricoveri (escludendo le forme tumorali) per un costo sociale per lo Stato che oscillerebbe tra i 770 e gli 860 milioni.   

02 maggio 2018

I Politici non ci hanno ascoltato : Scritto da DEBORA GEIDO da Il Letimbro

Tratto da Trucioli savonesi
I Politici non ci hanno ascoltato

Scritto da DEBORA GEIDO da Il Letimbro   
La perizia del Cnr sembra confermare l’allarme sulla centrale a carbone
lanciato nel 2010 dall’Ordine dei Medici
“I politici non ci hanno ascoltato”
Il dottor Ugo Trucco: “Mi scandalizza il loro comportamento,
otto anni fa abbiamo segnalato il pericolo con dati certi”

“La centrale Tirreno Power di Vado-Quiliano nel suo assetto attuale esercita 
un impatto molto pesante sul territorio … il funzionamento degli obsoleti e eccessivamente inquinanti gruppi a carbone 3 e 4 costituisce una minaccia
 reale e consistente per la salute e la vita dei cittadini della provincia di
 Savona”. Queste le parole usate dall’Ordine dei Medici in un documento pubblicato il 3 dicembre 2010. 
Un’affermazione che ora troverebbe conferme nella perizia
del Cnr resa nota nelle scorse settimane. Secondo lo studio epidemiologico, 
si parlerebbe di “eccessi di mortalità fra il 30 e il 60% per tutte le cause e tutti 
i tumori” nel periodo 2000-2013. Le perizie chieste dai pm che hanno indagato sulla centrale, avevano parlato di circa 440 morti. Nel corso degli anni la 
difesa ha sempre negato un legame tra malattie e centrale e anche in questi giorni, con diverse note, l’azienda ha duramente contestato lo studio e le sue conclusioni.
Intanto, però, sul fronte giudiziario l’inchiesta va avanti e proprio lo scorso 
12 aprile il Gup di Savona ha accolto le richieste di rinvio a giudizio per i 
26 imputati: dirigenti e membri del CdA di Tirreno Power saranno processati 
per le accuse di disastro ambientale e sanitario colposo.
Questo il quadro attuale, ma ritorniamo al 2010.
Ugo Trucco
Otto anni fa l’Ordine dei Medici della provincia di Savona aveva 
pubblicato  un documento che metteva in risalto gli impatti della 
combustione del carbone ed evidenziava che “Nelle aree interessate dalle ricadute delle emissioni della centrale si osservano elevati tassi 
standardizzati di mortalità, rispetto alla media regionale e nazionale sia 
per tutte le cause, che per malattie neoplastiche, cardio e cerebrovascolari.”
L’ Ordine riteneva che “per motivi di salute pubblica” si dovesse “provvedere alla dismissione in tempi rapidi e certi dei
gruppi a  carbone”.
L’effettivo sequestro avverrà solamente quattro anni dopo.
“Noi l’avevamo detto” potrebbero quindi sostenere i medici dopo l’analisi 
del Cnr, ma l’allora presidente dell’Ordine, il dottor Ugo Trucco (nella foto),
 raggiunto da Il Letimbro, non canta certo vittoria, piuttosto si dichiara “sconcertato”: “Noi ben otto anni fa avevamo segnalato il pericolo che sussisteva per la salute delle persone – afferma – lo abbiamo fatto con 
dati certi, auspicando l’abbandono del carbone e l’utilizzo delle 
miglioritecnologie disponibili”.
Duro l’attacco alle amministrazioni locali: “Mi scandalizza il comportamento 
di quei politici che ci hanno preso in giro, ostacolandoci – riprende
– non riconoscendo il ruolo dell’Ordine nel sensibilizzare il diritto alla salute
 e non siamo stati ascoltati. Questo ci fa rabbia. L’unico ad averci preso in considerazione è stato il procuratore Granero che ci ha dato fiducia”
“Noi siamo intervenuti per dovere deontologico e per amore nei confronti 
dei cittadini, ma la nostra funzione sociale è stata sottovalutata – conclude –
 sono scandalizzato per l’indifferenza e la negligenza della politica in 
questa vicenda”.
Debora Geido
  da IL LETIMBRO

15 dicembre 2015

Inchiesta: Gela, il petrolchimico e l’inferno dei bambini

Tratto da l' Espresso

Gela, il petrolchimico e l’inferno dei bambini.

Deformazioni, malattie, morti. Soprattutto fra i più piccoli. Ora una perizia del tribunale stabilisce, dopo anni di denunce, il nesso causale con le emissioni del petrolchimico Eni.

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Terremoto all'Eni. Per la prima volta una perizia medica ha messo in relazione le malformazioni dei bambini della città di Gela, che alcune statistiche indicano tra le più alte del mondo, con l'inquinamento ambientale provocato dalla raffineria dell'azienda di Stato controllata dal ministero dell'Economia. Come si legge nell'inchiesta che l'Espresso pubblica venerdì 11 dicembre, online su Espresso Plus , i periti, professori di fama nazionale e internazionale, hanno individuato una dozzina di casi "positivi", bimbi e ragazzini che hanno visitato e studiato per due anni con deformazioni che hanno colpito gli organi genitali o i piedi, le mani o il midollo spinale, il cervello o la bocca.

ESPRESSO+ LEGGI L'INCHIESTA INTEGRALE 

«Il collegio della commissione tecnica d’ufficio all’unanimità» si legge in relazione a uno dei piccoli «si rammarica che - nell’ampio lasso di tempo intercorso tra l’allarme indicato dai primi studi condotti a Gela, le crescenti preoccupazioni sollevate dalla popolazione e dalla comunità scientifica e il presente - non sia mai stato condotto uno studio di elevata qualità per poter stabilire in modo definitivo la possibile esistenza della relazione causale tra sostanze chimiche prevalenti nel comune e alcune malformazioni. Ritiene che la possibilità che la spina bifida di Kimberly Scudera sia stata favorita dalla presenza nell’ambiente (aria, acqua, alimentazione) di sostanze chimiche prodotte dal polo industriale sia del tutto concreta, sia per effetto individuale che per effetto sinergico tra loro».

31 luglio 2015

La Repubblica:Tirreno Power e veleni a Savona La Perizia di Arpal

 Su "La Repubblica di oggi 31 luglio 2015"
Tirreno Power e veleni a Savona
La Perizia di Arpal

Secondo lo studio dell' Agenzie per L' Ambiente la centrale contribuiva per i 3/5

 Dal post del 13 marzo 2015

TP CHIUSA ,L'ARIA e' MIGLIORATA MA....... 
Tratto da Uomini Liberi 

TP CHIUSA
L'aria è migliorata ma...


Non riescono a dichiarare che con la Centrale chiusa l’aria è migliorata, gli si blocca la lingua, sono costretti ad ammetterlo, ma devono aggiungere qualcosa che minimizzi la notizia, come ha fatto oggi il direttore dell’Arpal che ha aggiunto.... «Ma ha piovuto molto».

Riportiamo il post del  26 settembre 2014.

ARPAL : ARIA PIU' PULITA CON LA CENTRALE CHIUSA
Immagine tratta da Il Secolo XIX da pag 15 del 9 settemre 2014.
Tratto da "Il Secolo XIX "


Vado Ligure (Savona) - Nei cinque mesi di chiusura degli impianti di Tirreno Power, da marzo ad agosto, l’inquinamento nei territori interessati del savonese è diminuito. 
Lo dicono gli ultimi rilevamenti provinciali dell’Arpal che mettono in evidenza un calo in percentuale nell’ambiente dell’anidride solforosa, la So2, derivante dalla presenza di zolfo nel carbone.
I numeri sono ufficiali e, con l’autorizzazione della Regione, verranno diffusi nei prossimi giorni, ma il direttore del dipartimento Arpal di Savona, Gino Vestri,
 ha anticipato il concetto di base:
l’inquinamento è diminuito. 
Un risultato che va contro tutti quelli – peraltro numerosi - che sostenevano una situazione immutata, pur a seguito della chiusura degli impianti. Oggi, invece, dall’Azienda regionale per  l’ambiente, arriva la smentita con l’obiettività dei rilevamenti. 
Anche se, ribadisce Vestri, è necessario fare le dovute precisazioni che, tuttavia, sembrano rafforzare la tesi del decremento di So2. «È necessario – dice il direttore del dipartimento – ricordare che il periodo di osservazione tra la chiusura degli impianti e la data di osservazione, agosto, è troppo breve e non sufficiente per una valutazione. La normativa, infatti, prevede che la valutazione venga effettuata sui rilevamenti di almeno un anno».
Anche le centraline non sorgono nei punti cruciali.
«La rete di rilevamento – continua Vestri – ha una collocazione non specificamente mirata al monitoraggio della Centrale: si tratta, infatti, di centraline che erano state poste prima dei tempi sospetti, mirate soprattutto a controllare la situazione dell’aria nelle zone a maggior densità di popolazione. Una, ad esempio, si trova nel centro di Vado, area che, si è visto, non risultava particolarmente colpita dai fumi dell’azienda in questione».
Detto questo, resta il fatto che lo stop della Tirreno Power sta dando i suoi effetti, messi in evidenza da una rete di rilevamento pur non mirata e posta nelle zone dove maggiori sono stati gli effetti individuati legati a Tirreno Power.
«A fronte di tutto quanto premesso – dice Vestri – quello che osserviamo è un leggero calo della concentrazione di Anidride solforosa. Il tutto in un periodo di tempo assai limitato. Questo ci permette di dire che la tendenza ad oggi registrata è quella a una diminuzione dell’inquinamento». Affermazioni ponderate, quelle del direttore di dipartimento, che tuttavia permettono di individuare una direzione ben precisa in cui si dà ragione a coloro che sostenevano il decremento dell’inquinamento con la chiusura degli impianti.
 La direzione dei rilevamenti Arpal, ad oggi, avvalora la via del minor inquinamento a motori spenti costringendo tutti a una riflessione. In primis l’azienda che dovrà valutare e dovrà mettere in conto, ormai al sesto mese di blocco degli impianti, le conseguenze reali registrate dalle centraline.
______________________

 Post del 15 Luglio 2014
Centrale a carbone, l’Ordine dei Medici di Savona : “Meno inquinamento con la chiusura degli impianti” 

Tratto da IVG

Centrale a carbone, l’Ordine dei Medici: “Meno inquinamento con la chiusura degli impianti”


Savona. “Ci sono dati contrastanti e spesso si crea confusione. Noi come Ordine dei Medici abbiamo fornito un quadro informativo chiaro che possa dimensionare l’incidenza del carbone sulla salute e la qualità dell’aria, che non lascia dubbi: i numeri parlano chiaro”. 
Lo ha detto questa mattina il presidente dell’Ordine dei Medici Ugo Trucco durante il convegno in corso al Priamar di Savona sull’impatto del carbone per la salute e la funzione sociale del medico.

E il presidente dell’Ordine dei Medici chiarisce: “Con la centrale spenta le sostanze inquinanti si sono ridotte e certamente i quattro mesi di tempo presi in esame dalle centraline Arpal di Vado e Quiliano non sono sufficienti per avere una visione scientifica della situazione. L’eccesso di mortalità nel comprensorio c’è e non si può negare, lo abbiamo sempre evidenziato nelle nostre relazioni scientifiche. E, inoltre, si sono state violazioni nelle procedure per le necessarie autorizzazioni della centrale che ne hanno determinato lo stop produttivo”.
Quanto alle ripercussioni occupazionali provocate dalla chiusura della centrale a carbone di Vado così come sul delicato tema salute-lavoro, ecco la posizione dei medici savonesi: “Il lavoro non è legato agli ambientalisti che vogliono chiudere con la centrale. E’ legato scelte miopi di carattere politico e industriale degli ultimi anni. 

                            Dal post del 13 marzo 2015
Tratto da Ninin

Ecoway: Il 91,2% dell’inquinamento ligure è prodotto dalle "utilities" (leggi centrali elettriche)


.......Risulta evidente come la presenza di centrali elettriche a carbone contribuisca in modo determinante all’aumento dell’inquinamento massivo. 
Il Rapporto Ecoway lo conferma: “La graduatoria ligure delle emissioni vede al primo posto il settore industriale delle utilities (produzione di energia) con il 91,2% delle emissioni totali, seguito da raffinazione (3,2%), vetro (2,5%), altro (2,2%), metallurgia (0,6%), carta (0,2 %), laterizi e ceramiche (0,02%), cementifici (0% circa)”

23 luglio 2015

PROBLEMATICA TIRRENO POWER: Rassegna Stampa di oggi 23 luglio .

Immagini tratte Il Secolo XIX  sulla pagina di Savona oggi in edicola
GRANERO :"ASSURDO CHE NESSUNO DI VOI SIA VENUTO A PARLARE DI DANNI ALLA SALUTE"
LA PERIZIA CHE INCASTRA TIRRENO POWER
Immagine tratta da Il Secolo XIX ed.nazionale .
TIRRENO POWER,IL LAVORO DI LOBBYING PER PARARE IL COLPO DEL SEQUESTRO. 


Immagini tratte da La Stampa
LA PERIZIA CHE INCASTRA LA CENTRALE
LA REPRIMENDA DI GRANERO "DELLA SALUTE 
NON PARLATE" 

 IL CONSULENTE DELLA PROCURA FRANCESCHI: 
" L' ASL DICEVA DI NON ESSERE COMPETENTE"

Immagine tratta da Libero
"I DE BENEDETTI HANNO AFFOSSATO TIRRENO POWER"




I De Benedetti hanno affossato Tirreno Power - PressReader

www.pressreader.com/italy/libero/20150723/281642483866477/TextView

Immagine tratta da La Repubblica
DALLA CURIA AI POLITICI LA RETE PER FAR RIAPRIRE TIRRENO POWER

Dalla curia ai politici, la rete per far riaprire la Tirreno Power ...

www.repubblica.it/.../dalla_curia_ai_politici_la_rete_per_far_riaprire_la..


Nuovi elementi dall'indagine sulla Tirreno Power AVER falsato i dati relativi alle ... degli 87 indagati dell'inchiesta sulla centrale di Vado Ligure Tirreno Power.
La Repubblica‎ -

Tratto da Uomini Liberi
VICENDA TIRRENO POWER- 
LE ULTIME NOVITA' SUI QUOTIDIANI

LA  REPUBBLICALIBEROIL SECOLOXIXLA STAMPA

1)LA REPUBBLICA: le nuove accuse della magistratura sulla centrale di Vado .2)IL SECOLO XIX:La perizia che incastra Tirreno Power. L’accusa: «Centinaia di morti».

Tratto da  La Repubblica

“I dati sulle ceneri sono stati falsificati”, le nuove accuse della magistratura sulla centrale di Vado

AVER falsato i dati relativi alle emissioni nascondendo anche le quantità delle ceneri e poi le manovre per ottenere dai ministeri e dagli ambienti romani trattamenti di favore in relazione alle autorizzazioni per la ripresa dell’attività. Sono questi i due cardini attorno ai quali ruotano le accuse della procura di Savona nei confronti degli 87 indagati dell’inchiesta sulla centrale di Vado Ligure Tirreno Power. Contestazioni che emergono ancor più chiaramente dagli atti depositati in queste ore e a disposizione delle parti.....

Ampio e inquietante il capitolo delle perizie.
«Non quadrano i dati tra materie prime ( carbone e calcare) impiegate e rifiuti solidi (ceneri pesanti, rifiuti fangosi) prodotti». Sia conferiti agli impianti di smaltimento, sia realmente smaltiti. Lo scrivono i consulenti della Procura di Savona, per quanto riguarda i rifiuti prodotti dallo stabilimento tra il 2004 e il 2012. Sempre il perito Stefano Scarselli evidenzia che la “correlazione tra quantità di rifiuti prodotti e quantità di carbone impiegato, come ben si può apprezzare dai grafici di confronto, appare confermata solo per le ceneri leggere e, parzialmente, per i gessi, mentre i rifiuti fangosi e le ceneri pesanti presentano andamenti totalmente disgiunti, sia tra loro, sia con il dato riferito al consumo di carbone”.
Secondo i dati forniti da Tirreno Power il rapporto tra la produzione di ceneri leggere e pesanti tra il 2006 e il 2013 sarebbe di 100 a 1. «Invece dovrebbe essere di 4 a 1- scrivono i consulenti - : lascia perplessi il dato quantitativo, eccessivamente basso rispetto all’atteso e del tutto irrealistico se raffrontato con quello relativo alle ceneri leggere». Se si bruciano 100 chili di carbone, si dovrebbero avere 25 chili di ceneri: 24 chili in più di quello che avrebbe dichiarato l’azienda.
Sulla relazione tecnica del 18 giugno 2014, ordinata dalla Procura, su una richiesta presentata dall’avvocato Paola Severino, sia per il dissequestro degli impianti, sia per ottenere una nuova Aia, i due periti , Stefano Scarselli e Paolo Franceschi, sono categorici: «Atteggiamento contraddittorio di Tirreno Power, non coerente con le disposizioni normative... nessun miglioramento ambientale nel nuovo piano industriale presentato».
E la fiscalista Roberta Pera, sempre chiamata dai magistrati ad esprimere un parere, ribadisce che l’azienda di Vado Ligure «Per anni non ha approntato o fatto seguire modifiche alcuna al piano industriale».
L’analisi epidemiologica mette in luce il deterioramento della qualità dell’aria (soprattutto dovuta alle emissioni di anidride solforosa in atmosfera) negli ultimi tre, quattro anni, ad un chilometro dalla sorgente, cioè dagli stabilimenti di Vado. L’indagine è stata fatta in 23 comuni della zona e prende in esame la mortalità tra il 2000 e il 2007, inoltre i ricoveri ospedalieri dovuti a malattie polmonari e cardiovascolari......
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Tratto da Il Secolo XIX

La perizia che incastra Tirreno Power. L’accusa: «Centinaia di morti»



Savona - Il perno dell’inchiesta su Tirreno Power, la perizia dei consulenti della Procura per la quale centinaia di morti e migliaia di malati savonesi sarebbero stati causati esclusivamente alle emissioni della centrale di Vado, occupa solo una piccola parte delle decine di migliaia di pagine degli atti.
Ma oltre a essere l’ossatura dell’inchiesta, l’indagine epidemiologica firmata da Paolo Crosignani e Paolo Franceschi è anche la chiave che ha portato al sequestro dei gruppi a carbone nel marzo dello scorso anno. A leggerla completa, nella sua interezza, produce un effetto dirompente, con numeri che pesano come un macigno su qualsiasi lettore.
Ma esprime anche un giudizio durissimo, sul fronte sanitario, nei confronti di due ministeri, quello della Salute e quello dell’Ambiente, e dall’Asl 2 savonese, che – al tempo della concessione della prima Aia – avevano motivato con diversi studi il proprio parere favorevole al progetto. Ma, secondo gli esperti, «né il Ministero dell’Ambiente, né il Ministero della Salute e neppure la Asl 2 hanno tenuto conto della assoluta inadeguatezza di questi studi per quantificare i danni alla salute prodotti dalla centrale termoelettrica nei loro giudizi».
Tutto parte dal quesito che la Procura sottopone al duo. «Quale incidenza abbiano avuto ed abbiano tuttora sulla salute le emissioni derivanti da una centrale termoelettrica a carbone, definendone l’area da prendere in esame, i dati epidemiologici attribuibili, la loro riferibilità ed utilizzabilità all’area di riferimento della centrale termoelettrica di Vado-Quiliano Tirreno Power».
Per rispondere Crosignani e Franceschi, come primo passo, restringono l’area di riferimento, circoscrivendo la perizia a una popolazione residente in 23 comuni della provincia: da Varazze a Pietra, compresa una buona porzione dell’entroterra savonese ma lasciando da parte i comuni della Valbormida «perché fortemente interessati anche dalle emissioni della cokeria di Cairo Montenotte». In tutto 156.745 residenti, per i quali i consulenti vagliano la mortalità e la morbilità attraverso tre “fonti”: l’anagrafe assistiti e le schede di dismissione ospedaliera nel primo caso, il registro regionale dei decessi della regione gestito dall’Ist di Genova, nel secondo.
Poi la perizia circoscrive il campo sanitario, valutando «come effetti sulla salute sia i ricoveri per patologie cardiache e respiratorie associabili a priori con le esposizioni della popolazione alle emissioni della centrale Tirreno Power, sia la mortalità per patologie cardiache e respiratorie».
Infine, sceglie due distinti “traccianti”: in pratica i tecnici utilizzano due metodologie per trovare, nelle persone ammalate o decedute, le tracce che possano collegarle alle emissioni della centrale. Il primo si basa sul biossido di zolfo (SO2), attraverso una mappa «prodotta utilizzando un modello matematico sviluppato dall’Università di Genova, e che rappresenta una stima verisimile – si legge ancora nella perizia – delle immissioni dovute esclusivamente alla centrale».
Il secondo metodo è basato sulle tracce lasciate da cinque elementi: arsenico, piombo, selenio, cadmio e antimonio che, combinati, danno una miscela che rivelerebbe le impronte del carbone. Le conseguenze del metodo di lavoro adoperato per la perizia sono note solo nel calcolo totale ma non nel dettaglio, e variano di poche decine a seconda di quale dei due modelli si considerano. Secondo i consulenti i ricoveri per patologie respiratorie nei bambini (under 14), tra il 2005 e il 2010, sono stati tra i 353 (modello SO2) e i 457 (metalli); i ricoveri per asma nei bambini tra i 94 e i 129; i ricoveri per malattie respiratorie e cardiache negli adulti tra 1.675 e 2.097.
I morti, invece, dal 2000 al 2007, sono stati tra i 251 e i 335 per malattie cardiache e tra i 103 e i 92 per malattie respiratorie, con un aumento percentuale mai inferiore al 10%. A tirare la macabre somme, i morti sarebbero nel migliore dei casi 354, nel peggiore 427. I bambini ricoverati per malattie respiratorie o asma tra i 531 e i 715

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