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Visualizzazione post con etichetta chemioterapia. Mostra tutti i post
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17 dicembre 2013

Petizione Change .org :Basta col carbone e i suoi danni su salute e ambiente.

#bastacarbone e i suoi danni su salute e ambiente


 Basta col carbone e i suoi danni su salute e ambiente.
Mi chiamo Ilaria e ho 27 anni. 
Ho appena finito la chemioterapia. Mi hanno diagnosticato poco più di un anno fa il Linfoma di Hodgkin, e dopo un anno di chemioterapia, il morbo sembra scomparso.
 Sono cresciuta a Savona, il territorio dove l'ombra nera del carbone aleggia da 40 anni, per via dell'impianto di Vado Ligure, di proprietà Tirreno Power, sul quale la Procura di Savona sta svolgendo indagini per disastro ambientale e omicidio colposo. 

È stato molto difficile combattere contro questa malattia e sento che se mi sono ammalata così giovane deve esserci qualcosa che non va bene nell'aria che ho respirato, nell'ambiente in cui ho vissuto.

La grinta che ho avuto nel lottare contro la malattia mi è data dalla stessa forza che mi fa lottare contro le ingiustizie e che vuole restituire alla mia sofferenza un senso.
Ho letto che Enel ha in progetto una nuova centrale a carbone a Porto Tolle, nel delta del Po.
Greenpeace insieme all'Università di Stoccarda ha stimato che questo causerebbe 85 casi di morte prematura e 234 milioni di euro danni ambientali e sanitari per ogni anno di funzionamento. Nei 40 anni di vita della centrale si avrebbero dunque circa 3.400 casi di morte prematura. 
Mi domando perché ai signori del carbone, Enel o Tirreno Power, non bastino i danni già causati dal carbone all'ambiente e alle persone. Al giorno d'oggi si può produrre energia in maniera più pulita, con modalità sulle quali - contrariamente al carbone - non pesa alcun dubbio circa l'innocuità per la salute.

Signor Fulvio Conti, Amministratore delegato di Enel, questa volta è ancora in tempo. Non si causino altri danni. Archivi il progetto della nuova centrale a carbone di Porto Tolle.

To:
Fulvio Conti, Amministratore Delegato Enel

Basta col carbone e i suoi danni su salute e ambiente
Per firmare la petizione clicca qui 

30 novembre 2012

Daniel Tarozzi:"L'Ilva ha cambiato la storia"


Tratto da Il Cambiamento

"L'Ilva ha cambiato la storia"

  di Daniel Tarozzi  

Non ho mai amato il vittimismo tipico italiano, il "piove governo ladro", il cercare sempre in altri la responsabilità di ciò che non funziona.Questo, però, non deve farmi perdere la capacità di indignarmi o di essere scosso dai balletti della politica nazionale e dallo spregio che questa gente ha per i diritti, per la salute, per l'ambiente, per la vita stessa dei loro elettori.
Ieri mi trovavo a Savona (sono ancora in giro in camper per raccontare in un libro l'Italia che cambia) e ho incontrato la rete "Fermiamo il carbone".


 Tra le persone in sala Ilaria, 27 anni, che si è presentata così: "sono venuta a vivere in Liguria per respirare aria pulita. Da oggi sono in chemioterapia". 

I rappresentanti della Rete ci spiegano che in 16 anni nei dintorni della centrale a Carbone sono morte 2664 persone in più rispetto alla media regionale. Molti di loro hanno mogli, mariti, genitori, amici morti per tumore o altre patologie affini.
Il Comitato ci mostra un volantino stampato dal PD prima delle ultime elezioni regionali: in quel volantino il PD si dichiara contrario all'ampliamento della centrale a carbone. Vince le elezioni e dopo qualche mese da il via libera all'ampliamento della centrale (con l'appoggio della maggior parte delle forze politiche di sinistra e di destra)....


 
Nel frattempo, persino il maltempo sembra voler inferire sulla vicenda dell'Ilva in una delle zone più martoriate del nostro Paese. "L'Ilva ha cambiato la storia"! Questo mi ha spiegato in provincia di La Spezia Daniela Patrucco, attivissima contro la centrale a carbone dell'Enel. Secondo Daniela, per la prima volta la magistratura ha portato alla ribalta la salute come fattore determinante nei dibattiti su questi siti inquinanti.
Già, perché normalmente questi temi vengono considerati "roba da ambientalisti". Si contrappone lavoro e ambiente e si dice che "non si può fermare lo sviluppo".
 Ma lo sviluppo che si finisce per finanziare è quello dei tumori, delle leucemie, dei feti deformati dalle sostanze inquinanti. Lo sviluppo del dolore, della morte, della sofferenza.

Io credo che sia venuto il tempo di dire basta a questi finti dibattiti.  
La salute non può essere un valore negoziabile. Nessun posto di lavoro può venire prima della vita di una singola persona. Non esiste una soglia di inquinamento accettabile. Quanti tumori sono accettabili? E di chi?

Soprattutto è ora di dire con forza che queste aziende sono state sconfitte dalla storia. Non ha più alcun senso continuare con questo tipo di economia e di "sviluppo": esistono alternative, metodologie e approcci che permettono di vivere bene, senza uccidere, senza sfruttare, senza distruggere e magari recuperando anche il piacere del vivere e del relazionarsi.
È ora di cambiare.
Daniel Tarozzi

30 Novembre 2012

23 novembre 2012

Savona:Il "No al carbone" della ragazza in chemioterapia

 Tratto da La Stampa

Il "No al carbone" della ragazza in chemioterapia

Roberto Pavanello

E' un'immagine sicuramente molto forte e destinata a fare discutere quella che da questo pomeriggio ha iniziato a circolare in Rete, soprattutto sulla spinta degli oppositori alla centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure.
E' la foto di una giovane malata di tumore di 27, Ilaria, che si è lasciata ritrarre durante un trattamento chemioterapico con la maglietta "No al carbone".

Questo il testo che accompagna la fotografia:
  "Ilaria, una nostra carissima amica, 27 anni.Da oggi in chemioterapia, da sempre contro il carbone. In una città in cui si permettono gruppi nuovi di maggior potenza, e gruppi vecchi con valori fuori dai livelli di legge. Vicino agli asili, vicino alle scuole. Affinchè sempre meno donne e uomini debbano trovarsi in questa situazione.A volte non servono altre parole".