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14 aprile 2015

FERMA IL TTIP:I DIRITTI E L'AMBIENTE NON SONO IN VENDITA.

Tratto da Greenpeace

Fermiamo il TTIP!

Rischieresti di respirare aria meno pulita e mangiare cibi meno sicuri in nome del mercato? Noi no: aderisci subito alla nostra iniziativa per chiedere lo stop al negoziato!
Parte oggi la nostra petizione per chiedere ai Parlamentari Europei chiamati a decidere sul TTIP, l'accordo sul libero scambio fra Europa e USA, di bloccare il negoziato.
Nelle prossime settimane, infatti, il Parlamento Europeo dovrà pronunciarsi su questo accordo che tocca i diritti dei cittadini e quelli del Pianeta e che rischia di farci respirare aria meno pulita e mangiare cibi meno sicuri.
Sicurezza alimentare, energia e clima, agricoltura e chimica sono alcuni dei settori principalmente a rischio. Dietro la scusa di un'armonizzazione delle norme sugli scambi commerciali, infatti,

Subordinare l'ambiente e i diritti dei cittadini agli interessi degli investitori privati, consentendo alle multinazionali di far causa agli Stati è inaccettabile: mettere priorità sull'ambiente, la salute e i diritti e non agli investimenti di capitali!

17 dicembre 2013

Petizione Change .org :Basta col carbone e i suoi danni su salute e ambiente.

#bastacarbone e i suoi danni su salute e ambiente


 Basta col carbone e i suoi danni su salute e ambiente.
Mi chiamo Ilaria e ho 27 anni. 
Ho appena finito la chemioterapia. Mi hanno diagnosticato poco più di un anno fa il Linfoma di Hodgkin, e dopo un anno di chemioterapia, il morbo sembra scomparso.
 Sono cresciuta a Savona, il territorio dove l'ombra nera del carbone aleggia da 40 anni, per via dell'impianto di Vado Ligure, di proprietà Tirreno Power, sul quale la Procura di Savona sta svolgendo indagini per disastro ambientale e omicidio colposo. 

È stato molto difficile combattere contro questa malattia e sento che se mi sono ammalata così giovane deve esserci qualcosa che non va bene nell'aria che ho respirato, nell'ambiente in cui ho vissuto.

La grinta che ho avuto nel lottare contro la malattia mi è data dalla stessa forza che mi fa lottare contro le ingiustizie e che vuole restituire alla mia sofferenza un senso.
Ho letto che Enel ha in progetto una nuova centrale a carbone a Porto Tolle, nel delta del Po.
Greenpeace insieme all'Università di Stoccarda ha stimato che questo causerebbe 85 casi di morte prematura e 234 milioni di euro danni ambientali e sanitari per ogni anno di funzionamento. Nei 40 anni di vita della centrale si avrebbero dunque circa 3.400 casi di morte prematura. 
Mi domando perché ai signori del carbone, Enel o Tirreno Power, non bastino i danni già causati dal carbone all'ambiente e alle persone. Al giorno d'oggi si può produrre energia in maniera più pulita, con modalità sulle quali - contrariamente al carbone - non pesa alcun dubbio circa l'innocuità per la salute.

Signor Fulvio Conti, Amministratore delegato di Enel, questa volta è ancora in tempo. Non si causino altri danni. Archivi il progetto della nuova centrale a carbone di Porto Tolle.

To:
Fulvio Conti, Amministratore Delegato Enel

Basta col carbone e i suoi danni su salute e ambiente
Per firmare la petizione clicca qui 

19 maggio 2012

AVAAZ:Un nuovo piano per salvare il pianeta

 Un nuovo piano per salvare il pianeta
 
Cari amici,



Tra tre giorni, i leader mondiali potrebbero trovare un accordo su un piano per fermare il cambiamento climatico! Il piano trasferirebbe alle energie rinnovabili mille miliardi di dollari all'anno che i nostri governi assegnano attualmente a chi inquina. I principali leader inclusi il Presidente Obama sostengono la fine di questi assurdi sussidi, e proprio quest'ultimo ospiterà questo weekend l'incontro del G8. Diamo vita ad un'enorme campagna pubblica affinché Obama guidi questo piano che potrebbe letteralmente salvare il nostro pianeta! Firma la petizione urgente:

Questo weekend, gli otto leader più potenti del mondo si incontreranno per il G8 e potrebbero trovare un accordo su un piano che potrebbe letteralmente fermare il cambiamento climatico!

E' pazzesco, ma in questo momento, i nostri governi regalano ogni anno circa mille miliardi di dollari delle nostre tasse ai grandi del petrolio e del carbone che distruggono il nostro pianeta.

I principali leader del mondo, incluso il Presidente Obama che ospita il G8, sono già d'accordo per fermare questi finanziamenti a chi inquina. Proprio per questo, se gli chiediamo di mantenere le loro promesse e di dirottare questa incredibile quantità di soldi sulle energie rinnovabili, secondo gli esperti potremmo riuscire davvero a salvare il pianeta!

Il tempo delle interminabili discussioni è finito tanto più che i nostri leader hanno già dichiarato di essere d'accordo. Facciamo pressione e costringiamo il Presidente Obama a guidare le più grandi economie del pianeta a far diventare verdi i sussidi che attualmente sostengono chi inquina. Firma la petizione urgente qui sotto e girala a tutti: una enorme campagna li può costringere a prendere una decisione concreta:
http://www.avaaz.org/it/a_new_plan_to_save_the_planet/?vl
L'unica ragione per cui riempiamo di soldi i forzieri dei grandi del petrolio è che i loro lobbisti tengono i nostri governi in una stretta mortale. Ma se chiederemo ai nostri leader di investire nell'energia verde i soldi delle nostre tasse, aumenteremo gli investimenti globali in energie rinnovabili nel mondo del 400% rendendo l'energia solare e l'energia eolica più economiche del petrolio e del carbone: in questo modo salveremmo il pianeta mettendo i potenti del petrolio fuori mercato!

Stiamo rapidamente raggiungendo un punto di non ritorno sul cambiamento climatico e ci vorranno anni per ottenere un trattato per prevenire la catastrofe.
 Fortunatamente, si sta creando una forte attenzione su questo nuovo piano per salvare il pianeta. La Nuova Zelanda, il Messico e la Svizzera stanno insistendo per trovare subito un accordo, e i responsabili delle politiche di ben 20 paesi inclusi gli Stati Uniti, il Brasile e Cina hanno appena espresso il loro supporto. Tutti i leader del G8 si sono impegnati pubblicamente a mettere fine a questi sporchi sussidi, e proprio ora il Presidente Obama sta promuovendo una legge per fermarli negli Stati Uniti.

Stanno distruggendo il nostro pianeta ad una velocità terrificante e questa è la nostra migliore possibilità di fermare tutto ciò. E' il momento per entrare in azione, ma senza un supporto pubblico, i potenti che inquinano potrebbero far fallire la proposta. Abbiamo il compito di contrastare i lobbisti con una straordinaria mobilitazione dei cittadini. Abbiamo tre giorni per costringere Obama a guidare questo processo. Firma la petizione:
http://www.avaaz.org/it/a_new_plan_to_save_the_planet/?vl

Per troppo a lungo, progressi sulla soluzione globale al cambiamento climatico sono stati messi da parte per interessi personali e il profitto dei Grandi del Petrolio, del Carbone e del Gas. Ma finalmente i governi si stanno rendendo conto che tagliare i sussidi darebbe benefici al clima e aiuterebbe a bilanciare l'economia globale. 

Se alziamo la voce ora, assieme, il nostro movimento può costringere i nostri leader all'azione e liberare il mondo dalla tirannia dei carburanti fossili.

Con speranza,

Iain, Joseph, Alice, Ricken, Diego, Kya e tutto il team di Avaaz

07 dicembre 2011

Avaaz.org:Il pianeta sta morendo

 Riceviamo e pubblichiamo da Avaaz.org  con l'invito a firmare la petizione on line 
Il pianeta sta morendo
Cari amici,



Il nostro pianeta sta morendo e l'industria petrolifera tiene in pugno i paesi chiave, bloccando ogni possibilità di un trattato sul clima. Ci rimangono 3 giorni prima della fine del vertice ONU: chiediamo a UE, Brasile e Cina di guidarci verso un trattato che salvi il pianeta! Clicca qui per firmare la petizione urgente:
Gli oceani stanno morendo, l'aria sta peggiorando, le foreste si stanno desertificando. Dai pesci alle piante, dalla fauna agli esseri umani, stiamo uccidendo il pianeta che ci sostiene, e lo stiamo facendo velocemente. La causa principale della distruzione della natura si chiama cambiamento climatico, e nei prossimi 3 giorni abbiamo la possibilità di fermarlo.

Il Trattato ONU sul cambiamento climatico, al momento la nostra ultima occasione per agire, scade il prossimo anno, e una coalizione senza scrupoli a guida americana e composta da paesi esportatori di petrolio sta provando a neutralizzarlo per sempre. E' difficile da credersi, ma stanno barattando la sopravvivenza della natura in cambio di profitti immediati.


L'UE, il Brasile e la Cina stanno a guardare: non sono schiavi delle compagnie petrolifere come gli Stati Uniti, ma hanno bisogno di un appello enorme dell'opinione pubblica prima di guidare politicamente e finanziariamente il salvataggio del Trattato ONU. Il mondo è riunito al vertice sul clima per i prossimi 3 giorni per prendere questa decisione cruciale. Diciamo forte e chiaro ai nostri leader che devono mettersi dalla parte del pianeta e non delle compagnie petrolifere - un team di Avaaz è al vertice per consegnare direttamente il nostro appello:

http://www.avaaz.org/it/the_planet_is_dying/?vl

La situazione si sta incredibilmente aggravando: il nostro pianeta è continuamente colpito da catastrofi naturali, che lasciano milioni di persone senza casa e senza cibo. Stiamo raggiungendo velocemente il punto di non ritorno per quanto riguarda il cambiamento climatico: abbiamo tempo solo fino al 2015 per cominciare a ridurre drasticamente le emissioni di CO2.....

Costruiamo un appello globale da record per mettere insieme i nostri difensori del clima e renderli più forti. Firma la petizione 

Più informazioni:

La Stampa: "Clima, il veto degli Stati Uniti: l'intesa a Durban resta un miraggio"
http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/news/articolo/lstp/433158/

Il Sole 24Ore: "Pechino apre a intesa sul clima"
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-06/pechino-apre-intesa-clima-064051.shtml?uuid=AaO3akRE

Corriere della Sera: "Clima, gli USA vogliono le mani libere"
http://www.corriere.it/ambiente/11_dicembre_06/conferenza-durban-usa-lasciano-kyoto_01551b6a-200d-11e1-9592-9a10bb86870a.shtml

Ansa: "L'uomo causa il 74% del riscaldamento globale"
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/12/05/visualizza_new.html_9482655.html

Euronews: "A Durban si decide il futuro di Kyoto"

http://it.euronews.net/2011/12/05/a-durban-si-decide-il-futuro-di-kyoto/

12 novembre 2010

Benzo(a)pirene, l’allarme dei pediatri

Tratto da Terra
Benzo(a)pirene, l’allarme dei pediatri

VELENI. Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera inviata al premier, ai ministri interessati, ai Parlamentari italiani ed europei sul rischio salute per i bambini a seguito dei recenti provvedimenti del governo Berlusconi.

Paolo Siani, presidente Associazione culturale pediatri
Annamaria Moschetti, Acp Puglia e Basilicata
Alberto Ugazio, presidente Società italiana di pediatria
Giuseppe Mele, presidente Federazione Italiana Medici Pediatri

Stupisce molto aver appreso che il nostro Governo il 13.8.2010 con il Decreto Legislativo n. 155 abbia spostato al 31 dicembre 2012 il divieto di superamento del livello di 1 nanogrammo a metro cubo per il benzo(a)pirene. Tale divieto era in vigore dal 1-1-1999 per le aree urbane sopra 150.000 abitanti. Stupisce perché i danni, anche severi e irreversibili, sulla salute umana e dei bambini in particolare, conseguenti all’esposizione a sostanze chimiche sono oramai noti e documentati da ampia letteratura scientifica. L’impegno prioritario dei Governi pertanto è quello di controllare e ridurre quanto possibile l’immissione di sostanze tossiche nell’ambiente.

Molto in questo senso è ancora da fare, ma molto è stato fatto grazie alla normativa europea e anche italiana a dimostrazione di una costante e doverosa attenzione dei Governi al problema. Tale decreto legislativo di fatto mantiene ancora per 2 anni i cittadini italiani al rischio di esposizione a livelli elevati di questo pericolosissimo inquinante, svincolando le aziende inquinanti dall’obbligo di abbattere le emissioni in eccesso. In particolare, mantiene in questa inaccettabile situazione di rischio i cittadini ed i bambini di Taranto, città in cui l’acciaieria più grande d’Europa, l’Ilva, immetterebbe, secondo i calcoli dell’Arpa Puglia, il 98% del benzo(a)pirene presente nel quartiere più vicino.

Desta preoccupazione inoltre osservare che, ai sensi del Decreto Legge, il valore obiettivo, 1 nanogrammo al metro cubo, anche dopo la data indicata, dovrà essere osservato purché ciò non comporti “costi sproporzionati”. E' compito della comunità scientifica porre all’attenzione del Governo i “costi umani” dovuti all’esposizione al benzo(a)pirene che, come recita la direttiva 2004/107/CE del Parlamento europeo, è agente cancerogeno genotossico.

Ci preme inoltre ricordare che la letteratura scientifica dimostra che l’esposizione in gravidanza ad elevati livelli di benzo(a)pirene comporti il rischio di ridurre il Quoziente Intellettivo del neonato, aumenti il rischio di malattie respiratorie del bambino e, poiché il feto può essere fino a 10 volte più suscettibile al danno del Dna, possa tramite esposizione prenatale incrementare molto il rischio cancerogeno. Si chiede pertanto, in considerazione dei rischi per la salute sproporzionati ed inaccettabili derivanti dall’esposizione a livelli elevati di tale agente cancerogeno, che il Governo riveda le sue decisioni con la massima urgenza e ripristini integralmente la precedente normativa sul benzo(a)pirene.

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Tratto dal blog del Comitato per Taranto

La petizione sul benzo(a)pirene alla Camera


Inquinamento atmosferico: Legambiente domani alla Camera dei Deputati presenta la petizione sul benzo(a)pirene
Tra i primi firmatari Cogliati Dezza, Realacci, Vendola, Poli Bortone, Schittulli, Stefàno, Camusso e Landini


Nomi illustri della politica di tutti gli schieramenti, del sindacato e del mondo scientifico hanno firmato la
petizione sul benzo(a)pirene lanciata un mese fa da Legambiente per chiedere al Governo di rivedere con urgenza il decreto legislativo 155/2010, meglio noto come

“legge salva Ilva”,

che ha peggiorato la normativa sulla presenza di questo inquinante killer nell’aria delle grandi città italiane......

“Nonostante il benzo(a)pirene sia un potente cancerogeno - ricorda Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente - il Governo con un decreto approvato in piena estate ha prorogato al 31 dicembre 2012 la scadenza per ridurre la sua concentrazione nell’aria sotto la soglia di 1 nanogrammo per metro cubo. È una proroga imperdonabile che prolunga l’esposizione di milioni di cittadini ad un inquinante killer in città come Taranto, Trieste, Venezia o Padova o aree metropolitane come quelle di Milano e Torino. Per questo chiederemo alla Commissione ambiente della Camera dei deputati di attivarsi per convincere il governo a fare marcia indietro”....

La riduzione delle emissioni di benzo(a)pirene deve essere ottenuta con interventi sugli impianti industriali e sulle altre fonti con costi anche rilevanti,

perché il diritto alla salute dei cittadini e dei lavoratori va garantito in ogni caso.

Solo con un’industria innovativa e davvero sostenibile infatti il nostro Paese sarà in grado di affrontare in modo efficace la crisi economica e occupazionale, esorcizzando disastrose ipotesi di delocalizzazione degli impianti”.

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