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13 dicembre 2013

"L'energia dei dinosauri":I dinosauri che vogliono rallentare la svolta energetica

 Tratto da Qualenergia

I dinosauri che vogliono rallentare la svolta energetica

Anche in Germania c'è una forte opposizione al cambio di paradigma energetico. Il cantiere “Energiewende”, la svolta energetica tedesca, è un duro campo di battaglia tra i grandi gruppi dell'energia, da una parte, e gli imprenditori delle rinnovabili e dell'efficienza, dall'altra.
 
versione pdf dell'articolo
La Germania è il primo Paese industriale che vuole riorganizzare in pochi decenni il suo sistema energetico senza nucleare e senza carbone. Il discorso parte da lontano. Esce nel 1980 il rapporto dell’ecoistituto di Freiburg, “Energiewende-Svolta energetica. Crescita e Benessere senza Petrolio e Uranio”. In un libro di 230 pagine fitte fitte con tabelle su tabelle e scritto per gli addetti ai lavori, gli autori smontano gli scenari ufficiali della politica e dell’industria sui futuri fabbisogni energetici della Germania, descrivendoli come ricerca scadente nel caso migliore e più plausibilmente come bugie per spingere alla costruzione di più centrali termoelettriche e nucleari.
Il libro diventa un bestseller e l’idea di poter fare senza il fossile e il nucleare ha un nome: Energiewende.....

Il cantiere “Energiewende” è stato un campo di battaglia fin dall’inizio e oggi, quando i “grandi quattro” nel settore energetico (E.ON, RWE, Vattenfall, EnBW) cominciano a sentire la concorrenza dei tanti piccoli produttori, la lotta comincia a farsi dura. Per capire meglio la dinamica del percorso che fin dall’inizio è sempre stato anche conflittuale occorre guardare i contendenti.
La Energiewende parte con il “conto energia” del Governo democristiano-liberale di Helmut Kohl, una legge del 1990 che non è nata alle scrivanie di qualche ministero ma “dal basso”, opera di alcuni deputati illuminati (Hermann Scheer e altri) e di un gruppo sempre più grande di esperti delle rinnovabili, del quale l’ecoistituto di Freiburg era solo un inizio, sostenuti da un ampio movimento contro il nucleare e a favore delle rinnovabili con radici in scuole, aziende, chiese, sindacati, quartieri.
Si affianca un gruppo crescente di imprenditori delle rinnovabili che creano posti di lavoro, garantiscono crescita e tirano l’esportazione. 
.......
Perché attualmente l’energia elettrica da fonti rinnovabili ha la precedenza assoluta a sfavore di quella da carbone, da metano e da nucleare con la conseguenza che il boom delle rinnovabili ha fatto scendere il prezzo dell’energia elettrica alla Borsa e abbassato il grado di sfruttamento delle centrali termoelettriche e nucleari. Le quattro giganti hanno subìto riduzioni dei loro guadagni, in passato giganteschi; per esempio E.ON ha dovuto accontentarsi nella prima metà del 2013 di 5,7 miliardi di euro, un 15% in meno dell’anno precedente. RWE ha cominciato ad abbassare i costi attuando profonde ristrutturazioni con 2.400 posti di lavoro in meno o dislocati in Polonia.

.....La palla è nel cortile del nuovo Governo democristiano-socialdemocratico, o meglio, nei cortili dei due partiti che portano avanti i negoziati sulla politica energetica del nuovo Governo per il 2013-2017. .........
I dinosauri nella politica e nell’industria vogliono rallentare la svolta energetica, adattarla ai tempi di ammortamento delle grandi centrali termoelettriche e portarla avanti in un sistema energetico centralizzato. 
Si vedrà fino a che punto le forze delle rinnovabili e dell’industria dell’efficienza, che puntano su un sistema decentrato di produzione dove rimarrebbe poco spazio per i grandi produttori, si sono consolidate per contrastare il revisionismo dei dinosauri che muoiono, come si sa, molto lentamente.
L'articolo è stato pubblicato sul n.5/2013 della rivista bimestrale Qualenergia, con il titolo "L'energia dei dinosauri".

29 gennaio 2013

Greenpeace contro i nuovi “dinosauri” della politica.


Tratto da La Repubblica

Greenpeace contro i nuovi “dinosauri”.

Per l’associazione ambientalista i leader dei 3 partiti che dovrebbero guidare il Paese sarebbero il simbolo di una politica vecchia e incapace di abbandonare le fonti fossili

(Rinnovabili.it) – I dinosauri sono estinti da tempo, il Bersanodonte, il Tirannosilvio e il Montisauro invece sono ancora qui e si candidano a guidare il Paese”. È dura l’accusa di Greenpeace contro Bersani, Berlusconi e Monti, i tre politici che, a detta dell’associazione ambientalista, sarebbero incapaci di ascoltare e interloquire con la società civile e di abbandonare le fonti fossili. «Per la loro inclinazione verso le fonti energetiche sporche ha detto il responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace, Andrea BoraschiMonti, Bersani e Berlusconi sono “fossili” come i dinosauri. 46mila cittadini chiedono ai politici cosa intendono fare per garantire un futuro energetico sostenibile per il Paese. Da questi tre leader solo un silenzio che dura oramai da mesi».
  
  L’obiettivo al centro della campagna online “Iononvivoto” di Greenpeace è quello di innescare una svolta radicale nel settore energetico per contrastare l’impiego di petrolio e carbone, favorendo invece fonti rinnovabili ed efficienza energetica.  
Si tratta di un tema centrale per lo sviluppo del Paese, sostiene l’associazione, che però ha un ruolo marginale all’interno dei programmi presentati dai tre leader in questione. “In una congiuntura sfavorevole, che vede protrarsi la crisi da oramai alcuni anni, è incredibile come nella campagna elettorale nessuno ricordi che negli ultimi anni, in Italia, le fonti rinnovabili hanno garantito un risparmio compreso tra gli 8 e i 10 miliardi di euro annui, dovuto alle minori importazioni di fonti fossili”, ribadisce Greenpeace, ricordandoci come Berlusconi abbia sponsorizzato nucleare e carbone, Monti lo sfruttamento del petrolio “nostrano” e Bersani siaa capo di un partito che accetta supinamente l’aumento dell’uso del carbone in Italia”.