COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta diritti fondamentali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta diritti fondamentali. Mostra tutti i post

20 settembre 2013

ILVA; la Commissione Ue discuterà procedura infrazione ( contro l' Italia ) su emissioni tossiche il 26 settembre

Tratto da it.reuters

Ilva, Commissione Ue discuterà procedura infrazione su emissioni il 26/9

venerdì 20 settembre 2013 
 
]
Un'immagine dello stabilimento Ilva di Taranto. REUTERS/Yara Nardi
BRUXELLES/ROMA (Reuters)
- La Commissione europea sta valutando se aprire nella seduta di giovedì prossimo una procedura d'infrazione contro l'Italia per il mancato controllo di emissioni tossiche dall'Ilva di Taranto negli anni scorsi. Lo ha riferito a Reuters una fonte della Commissione a conoscenza del dossier.

Una fonte del ministero dell'Ambiente italiano e un'altra fonte della Commissione hanno detto che tra Roma e Bruxelles è in corso al momento una "trattativa politica" sulla vicenda, per scongiurare l'avvio della procedura.

"La Commissione ha inserito nella lista delle procedure d'infrazione da pubblicare giovedì prossimo una procedura di infrazione contro l'Italia per non aver monitorato correttamente l'applicazione da parte di Ilva delle norme europee in materia di limiti alle emissioni di gas industriali e altre normative ambientali".

Dopo l'avvio di una prima procedura di acquisizione di informazioni (il cosiddetto Eu Pilot) a marzo del 2012 - cioè prima del sequestro degli impianti da parte della magistratura, sulla base di un esposto presentato dai Verdi - lo scorso 8 luglio la Commissione aveva posto all'Italia una serie di questioni sull'applicazione presso l'Ilva della direttiva Ue sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento.

L'impianto siderurgico, la più grande acciaieria d'Europa, è da mesi commissariato, dopo l'avvio dell'inchiesta della procura di Taranto per disastro ambientale, e ora si sta procedendo alla bonifica ambientale dell'area.

Le domande di Bruxelles riguardavano in particolare "l'applicazione delle condizioni fissate dalla direttiva Ippc nel permesso per l'Ilva, la gestione dell'immondizia e delle acque refluvie prodotte da Ilva, la possibile infrazione del diritto alla vita previsto dalla Carta Ue dei diritti fondamentali".

L'Italia ha risposto il 30 luglio, dicono fonti di Bruxelles e Roma. Ma la Commissione europea non ha ritenuto sufficientemente soddisfacente la documentazione, come ha ammesso anche lo stesso ministro dell'Ambiente Andrea Orlando in un'audizione alla Camera alcuni giorni fa: "Noi abbiamo risposto in modo dettagliato ai quesiti sollevati dalla Commissione, per la parte di nostra competenza. Tuttavia, il 19 agosto il Dipartimento per le Politiche Europee ha segnalato che la Commissione Europea ha chiuso negativamente il caso di pre-contenzioso e intende procedere all'apertura di una procedura di infrazione per violazioni della direttiva Ippc e della direttiva 2004/35/CE sulla responsabilità ambientale".

Le due fonti di Bruxelles hanno riferito comunque che per il momento è stata accantonata la questione della violazione della carta dei diritti fondamentali della Ue da parte dell'Ilva: "Su questo punto per il momento non si va avanti".

07 agosto 2011

ALTAMAREA:Taranto e fabbriche, diffida degli ambientalisti "Maroni intervenga contro l'inquinamento"

Tratto da La Repubblica

Taranto e fabbriche, diffida degli ambientalisti
"Maroni intervenga contro l'inquinamento"

Il coordinamento di cittadini e associazioni ambientaliste 'Altamarea' di Taranto ha inviato una lettera-diffida al ministro dell'Interno Roberto Maroni (e per conoscenza al ministro dell'Ambiente Prestigiacomo, al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, al sindaco e al presidente della provincia di Taranto) chiedendo un immediato intervento per fronteggiare la grave situazione dell'inquinamento prodotto dalle grandi industrie nel capoluogo jonico.

Nella lettera si chiede tra l'altro di verificare "le responsabilità" che gli stessi ambientalisti intravedono "soprattutto nelle strutture decentrate e nelle persone, inclusi i Prefetti ed i Comandanti regionali e provinciali dei vigili del fuoco che si sono succeduti nel tempo a Taranto, persone o timorose di affrontare poteri forti o comunque succubi dei cavilli e dei formalismi opposti dalle aziende".

Il coordinamento di associazioni ambientaliste contesta il rilascio dell'Aia (Autorizzazione integrata ambientale) allo stabilimento Ilva, ritenuto "il principale responsabile dell'inquinamento di origine industriale che fa di Taranto la città più inquinata d'Europa" e fanno presente che la città "da una decina di anni risulta essere priva di Certificato Prevenzione Incendi (CPI) e di nulla osta sull'analisi di rischio di incidente rilevante, pilastri della sicurezza generale".

Altamarea ricorda che "la gravità eccezionale della situazione di Taranto è testimoniata dagli innumerevoli procedimenti
giudiziari in corso contro proprietà e dirigenza Ilva". "Preghiamo il Ministro - conclude il coordinamento - di voler esercitare il suo potere per rimettere tutto sui binari della legalità e del rispetto delle norme.
Guai se si dovesse verificare un incidente, anche meno grave di quello occorso alla ThyssenKrupp di Torino, ed accertare in tale dannata occasione che tante iniquità sono state commesse nel campo della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini, con la consapevolezza delle Autorità competenti".
______________________
Tratto da Peacelink

Il diritto dei bambini di stare bene

Si conclude a Taranto un bel progetto dedicato ai bambini del quartiere Tamburi, ideato dal comitato "Donne per Taranto". Ma adulti e Istituzioni rischiano di essere poco attenti ai più giovani, occupandosi delle loro esigenze, ma non sempre dei loro diritti fondamentali.
6 agosto 2011 - Lidia Giannotti

Ne sappiamo tutti qualcosa, ormai, ma si moltiplicano gli studi che provano che i danni procurati ai bambini e agli adolescenti da alcune sostanze pericolose con cui vengono a contatto, che respirano o ingeriscono, sono pesantissimi, vanno oltre quanto immaginiamo e sono in grado di segnarne tutta la vita, e addirittura di colpire le generazioni future attraverso alterazioni del patrimonio genetico.

I bambini non possono fare nulla per difendere il loro diritto di vivere in un modo sano. Sembra un argomento scontato, ma vale la pena di ricordare le nostre responsabilità e quelle delle istituzioni.

Dobbiamo concentrarci su questo, fare - ed esigere - bilanci in termini di tempo, denaro e risorse destinati in modo specifico a tutelare i bambini e la loro salute.

Intanto, a partire dal mese di settembre, la Commissione parlamentare per l'Infanzia e l'Adolescenza fisserà alcune sedute dedicate ai rischi per la salute dovuti all'alta concentrazione nell'aria di benzo(a)pirene - un cancerogeno di cui oramai a Taranto si sa molto - dopo l'arretramento della tutela dovuto a una "inattesa" disposizione di legge dell'estate 2010. Lo scorso inverno - dopo aver esaminato i documenti relativi alla situazione ambientale a Taranto e Trieste nel corso di un'audizione - la Commissione ha infatti deciso di svolgere un'indagine conoscitiva.
Leggi tutto