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Tratto da "Il Fatto Quotidiano"Il far west dei gas serra in Europa Manca un organismo di controllo
La valutazione delle emissioni di gas serra si limita a una sorta di autovalutazione da parte degli Stati stessi, sulla base delle informazioni fornitegli direttamente dalle imprese. Così, in Europa sono sempre più frequenti le irregolarità nel calcolo delle emissioni
È vietato in tutta Europa da quasi due anni, resiste in atmosfera per
quasi tre secoli ed è migliaia di volte più dannoso della CO2: è il trifluorometano, meglio conosciuto come fluoroformio. Ma come è possibile, come nel caso italiano, che per ben 15 anni non se ne sia rilevata la presenza? Il problema sta nell’affidabilità dei controlli. Invece di avere una autorità indipendente che verifichi i dati relativi alle emissioni di Paesi aderenti ad accordi internazionali come il protocollo di Kyoto, la valutazione delle emissioni di gas serra si limita a una sorta di autovalutazione da parte degli Stati stessi, sulla base delle informazioni fornitegli direttamente dalle imprese. Così, in Europa sono sempre più frequenti le irregolarità nel calcolo delle emissioni di gas serra. E manca un vero organismo di controllo.
potrebbero tagliare entro il 2020.

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Vado Ligure. “Quando si parla di danni alla salute dei cittadini, quello che non c’è non vogliamo si costruisca; quello che già c’è non bisogna ampliarlo, ma migliorarlo”. Sintetizza così il suo pensiero Attilio Caviglia riferendosi alle due spine nel fianco per la politica dell’esecutivo vadese, la piattaforma multifunzione Maersk e il progetto di ampliamento di Tirreno Power.
Il sindaco risponde alle frecciate dei detrattori: “Non contano tante parole, ma gli scritti e tutto quello che si può consultare nero su bianco. Sono le deliberazioni del consiglio comunale, che si è espresso contro il potenziamento della centrale, che contano. Inoltre, come tutti sanno, abbiamo votato contro in sede di conferenza deliberante. E tutti i documenti in nostro possesso li abbiamo mostrati nelle situazioni istituzionali adeguate. Siamo assolutamente fermi sulle nostre posizioni, non ci sono cambiamenti”.
“Quiliano e Vado hanno deliberato, si può dire all’unanimità, contro l’ampliamento della centrale termoelettrica – ridabisce Caviglia – Amministrare Vado è un onore, quando vedremo che non saranno raggiunti i risultati che ci prefiggiamo, ci faremo da parte. Per ora mi sembra che molti cambiamenti siano avvenuti, anche a livello della piattaforma, che ha visto modifiche importanti promosse da questa amministrazione. Certo, c’è la partita grossa in corso ed è quella di bloccare l’opera”.
Enel sia una questione importante per il benessere dell’intera provincia della Spezia, a partecipare e rendersi disponibili per le attività necessarie ad una buona preparazione dell’assemblea. | 04/04/2011 Richiesta integrazioni Commissione IPPC RIMANIAMO IN ATTESA....... MA |
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 186 dell'11 agosto 2010 - Suppl. Ordinario n. 184
s="Textbody" style="mso-pagination:widow-orphan"> 24. Dopo l'articolo 29 decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e' introdotto il seguente Titolo:
«Titolo III-bis
L'autorizzazione integrata ambientale
Articolo 29-quater
Procedura per il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale
5. La convocazione da parte dell'autorità competente, ai fini del rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, di apposita conferenza di servizi, alla quale sono invitate le amministrazioni competenti in materia ambientale e comunque, nel caso di impianti di competenza statale, i Ministeri dell'interno, del lavoro e delle politiche sociali, della salute e dello sviluppo economico, oltre al soggetto richiedente l'autorizzazione, ha luogo ai sensi degli articoli 14, 14-ter, commi da 1 a 3 e da 6 a 9, e 14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.
7. Nell'ambito della Conferenza dei servizi di cui al comma 5, vengono acquisite le prescrizioni del sindaco di cui agli articoli 216 e 217 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, nonche' il parere dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale per gli impianti di competenza statale o delle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente per quanto riguarda il monitoraggio ed il controllo degli impianti e delle emissioni nell'ambiente. In presenza di circostanze intervenute successivamente al rilascio dell'autorizzazione di cui al presente titolo, il sindaco, qualora lo ritenga necessario nell'interesse della salute pubblica, può chiedere all'autorità competente di verificare la necessità di riesaminare l'autorizzazione rilasciata, ai sensi dell'articolo 29-octies.
8. Nell'ambito della Conferenza dei servizi, l'autorità competente può richiedere integrazioni alla documentazione, anche al fine di valutare la applicabilità di specifiche misure alternative o aggiuntive, indicando il termine massimo non superiore a novanta giorni per la presentazione della documentazione integrativa. In tal caso, il termine di cui al comma 9 resta sospeso fino alla presentazione della documentazione integrativa.
9. Salvo quanto diversamente concordato, la Conferenza dei servizi di cui al comma 5 deve concludersi entro sessanta giorni dalla data di scadenza del termine previsto dal comma 4 per la presentazione delle osservazioni.
10. L'autorità competente esprime le proprie determinazioni sulla domanda di autorizzazione integrata ambientale comunque entro centocinquanta giorni dalla presentazione della domanda, ovvero, nel caso di cui al comma 8, entro centottanta giorni dalla presentazione della domanda. La tutela avverso il silenzio dell'Amministrazione e' disciplinata dalle disposizioni generali del processo amministrativo.
LEGGI NEL Nostro Archivio la continuazione del decreto di cui riportiamo per brevità
9. In caso di inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie, o di esercizio in assenza di autorizzazione, l'autorità competente procede secondo la gravità delle infrazioni:
a) alla diffida, assegnando un termine entro il quale devono essere eliminate le irregolarità;
b) alla diffida e contestuale sospensione dell'attività autorizzata per un tempo determinato, ove sì manifestino situazioni di pericolo per l'ambiente;
c) alla revoca dell'autorizzazione integrata ambientale e alla chiusura dell'impianto, in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni che determinino situazioni di pericolo e di danno per l'ambiente.
10. In caso di inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie, l'autorità competente, ove si manifestino situazioni di pericolo o di danno per la salute, ne dà comunicazione al sindaco ai fini dell'assunzione delle eventuali misure ai sensi dell'articolo 217 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265.
CONSIDERAZIONI DI UNITI PER LA SALUTE
Come già detto .....DA ANNI SIAMO IN ATTESA CHE IL PROCEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE VENGA FINALMENTE ULTIMATO:
E'STATA FATTA RICHIESTA DI RINNOVO l' 8 FEBBRAIO 2007 E DA ALLORA
"IL PROCEDIMENTO E' IN CORSO".
DA BEN OLTRE 4 anni sul nostro territorio siamo in attesa che sia disposta secondo legge per i gruppi a carbone l' applicazione delle migliori tecnologie disponibili. ...sono quattro anni che poniamo l'attenzione sulla necessità di un monitoraggio completo delle nostra aria per tutelare adeguatamente la nostra salute.. . sono ormai quattro anni che chiediamo documentazione sottoscritta che accerti la completa ottemperanza delle prescrizioni ...
| il 04/04/2011 è stata fatta Richiesta integrazioni Commissione IPPC sul decreto leggiamo
Prevenzione inquinamento: Ue condanna l’Italia per Violazionedella direttiva IPPC del 2008
" Violazione della direttiva IPPC del 2008. Solo questione di carte bollate? No: anche di soldi" Arriva la condanna per l'Italia da parte della Corte europea di giustizia per le ripetute violazioni della direttiva Ippc, 2008/1/CE, la norma europea sull'obbligo di prevenzione dell'inquinamento tramite le cosiddette "Aia".
L'ambiente, in Italia, non è una priorità... |