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28 ottobre 2016

Greenpeace :Il CETA e il TTIP VANNO FERMATI SUBITO!

Greenpeace
Riceviamo da greenpeace e pubblichiamo 

Mentre i cittadini di tutta Europa stanno protestando, la voce dell’opinione pubblica continua ad essere soffocata. ABBIAMO BISOGNO DI FAR SAPERE A TUTTI COSA STA SUCCEDENDO!
Stiamo parlando del CETA e del TTIP, due trattati pericolosi per gli standard europei in materia di sicurezza alimentare, democrazia e protezione del clima.
Mentre milioni di persone, firmavano il nostro appello, in Belgio il parlamento della Vallonia si era opposto alla ratifica del CETA, causando una battuta d’arresto per il suo iter di approvazione.
È di queste ore però la notizia di un accordo tra Belgio e Vallonia per la ratifica del CETA: UN SEGNALE PREOCCUPANTE perché, in caso di ratifica, l’opinione di milioni di persone che chiedono di non rinunciare a diritti e standard ambientali, sarà sacrificata sull’altare del libero commercio.

NON TUTTO È PERDUTO! Il testo concordato in Belgio deve essere approvato dagli altri Paesi, dalla Commissione Ue e dal governo canadese. Non abbassiamo la guardia, non fermiamoci ora!
Forze oscure stanno soffocando la volontà dei cittadini europei!
Il CETA e il TTIP VANNO FERMATI SUBITO!
CHIEDI DI FIRMARE L'APPELLO!
Questo è il momento di coinvolgere più persone possibile e chiedere di firmare la nostra petizione per fermare CETA e TTIP!
FAI SAPERE A TUTTI COSA STA SUCCEDENDO!
CHIEDI DI FIRMARE IL NOSTRO APPELLO su stop-ttip.greenpeace.it
Grazie per quello che farai!

29 ottobre 2015

Air quality :Il Parlamento europeo approva nuovi limiti nazionali per gli agenti inquinanti

Tratto da Il Sostenibile


inquinamento-atmosferico

Qualità dell’aria: Il Parlamento europeo approva nuovi limiti nazionali per gli agenti inquinanti


Il Parlamento europeo ha approvatola proposta della Commissione UE per fissare limiti nazionali più elevati per le emissioni dei sei principali agenti inquinanti, inclusi il diossido di zolfo, il particolato e gli ossidi di azoto. 
L’inquinamento ambientale causa ogni anno nell’UE circa 400.000 morti premature e le nuove regole potrebbero far risparmiare, entro il 2030, fino a 40 miliardi di euro in costi per combattere l’inquinamento ambientale.
Secondo la relatrice Julie Girling (ECR, UK) “l’inquinamento ambientale impone costi umani ed economici enormi. Inoltre, danneggia l’ambiente naturale, attraverso eutrofizzazione e deposizioni acide e non si blocca alle frontiere degli Stati membri dell’UE”. La sua relazione è stata approvata per alzata di mano.


“Tutti i livelli di governance negli Stati membri trarranno vantaggio da questa legislazione, comprese le autorità regionali e sub-regionali che si sono impegnate a fondo nel processo. Vi è una vera richiesta di aumentare l’azione”, ha proseguito la relatrice.
“La mia relazione chiede alla Commissione di assicurare che la procedura per testare le emissioni generate dalla guida in condizioni reali sia concordata il prima possibile. Siamo d’accordo tutti sulla necessità urgente di occuparsi del diossido di zolfo. Le persone, dopo le recenti rivelazioni sull’industria automobilistica, chiedono che sia fatto qualcosa a riguardo”.
Limiti più elevati
I deputati hanno approvato nuovi limiti nazionali alle emissioni (NEC) per biossido di zolfo (SO2), ossidi d’azoto (NOx), composti organici non metanici (COVNM), metano (CH4), ammoniaca (NH3) e particolato (fino a PM 2.5 micrometri) da raggiungere, come proposto dalla Commissione, entro il 2020 e il 2030. Inoltre, i deputati chiedono che le nuove regole concorrano anche a ridurre le emissioni di mercurio (HG) nell’UE.
Obiettivi intermedi per il 2025
Per assicurare una progressione verso gli obiettivi prefissati per il 2030, i deputati suggeriscono di aggiungere obiettivi di medio termine sulle emissioni per il 2025, che sarebbero vincolanti per tutti gli agenti inquinanti, ad eccezione del metano.
Affrontare le emissioni della navigazione internazionale
I deputati hanno inoltre votato per rimuovere la proposta della Commissione riguardante la possibilità per gli Stati membri di compensare le riduzioni di ossidi d’azoto, biossido di zolfo e particolato dalle navigazioni internazionali.
Per i deputati, invece, la Commissione dovrebbe prendere in considerazione misure che permettano la riduzione delle emissioni della navigazione internazionale, in particolare nelle acque territoriali e nelle zone economiche esclusive degli Stati membri, e, se appropriato, presentare una proposta legislativa a tal fine.

24 settembre 2014

Commissione Ue: "Retromarcia sugli impegni ambientali".

Tratto da Liberoquotidiano

Greenpeace, Legambiente, Lipu 
e Wwf alla Commissione Ue: "Retromarcia sugli impegni ambientali"
Le quattro associazioni esprimono preoccupazione per l'accorpamento dei portafogli clima ed energia nelle mani di un unico Commissario, per la scelta di mettere questo Commissario alle dipendenze di un vicepresidente per l'Unione energetica, che rischia di subordinare l'azione climatica agli interessi del mercato e per la scelta di un Commissario per il Clima e l'Energia con interessi nell'industria dei combustibili fossili

Bruxelles, 23 set. - (Adnkronos) - In vista delle audizioni dei commissari della nuova Commissione Ue, Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf scrivono oggi agli europarlamentari affinché prendano seriamente in considerazione i rischi di un pericoloso ridimensionamento delle politiche ambientali e climatiche emersi dalla struttura della nuova Commissione, dalle lettere di missione e dalla scelta dei commissari.

Con una preoccupante retromarcia sugli impegni europei - sottolineano le associazioni - in materia di sviluppo sostenibile, efficienza delle risorse, qualità dell'aria, protezione della biodiversità ed azione climatica. La squadra proposta dal presidente Juncker, denunciano, non pare corrispondere alle esigenze di sviluppo dell'ambizione europea in una delle poche aree di intervento dove l'utilità dell'azione comunitaria riscuote un così largo consenso tra i cittadini.

Anzi, continuano le associazioni, così come è stata formalizzata rischia di rappresentare un tradimento degli interessi dei cittadini europei che tengono molto a cuore l'ambiente , come evidenzia l'Eurobarometro dello scorso 8 settembre, per cui il 95% degli europei ritiene molto importante proteggere l'ambiente e auspica che l'Unione europea faccia ancor di più per l'ambiente.
Le quattro associazioni ambientaliste italiane esprimono preoccupazione: per l'accorpamento dei portafogli clima ed energia nelle mani di un unico Commissario; per la scelta di mettere questo Commissario alle dipendenze di un vicepresidente per l'Unione energetica, che rischia di subordinare l'azione climatica agli interessi del mercato; per la scelta di un Commissario per il Clima e l'Energia con interessi nell'industria dei combustibili fossili......

Critiche anche sul passaggio dalla Direzione Generale Ambiente alla Dg Industria della responsabilità dei rapporti con l'Agenzia europea sui prodotti chimici e sull'assenza tra le materia affidate ai vicepresidenti dei temi dello sviluppo sostenibile, l'efficienza delle risorse e la green economy.

"Tutto ciò comprometterebbe pericolosamente il ruolo internazionale dell'Europa come pioniere e leader nell'affrontare la doppia sfida della crisi ambientale e climatica", scrivono le associazioni che invitano gli europarlamentari "ad impegnarsi affinché queste preoccupazioni trovino una chiara risposta nel corso delle audizioni dei commissari e vicepresidenti".

In caso contrario, "il Parlamento europeo deve essere pronto a chiedere al Presidente Juncker di rivedere la sua squadra insieme alla struttura e alle priorità politiche della nuova Commissione, in modo da rispondere appieno ai bisogni e alle aspettative dei cittadini europei di questa e delle future generazioni", concludono le associazioni...
Su  Liberoquotidiano l'articolo integrale.

26 settembre 2013

Ilva, Ue: « OGGI 26 settembre in arrivo procedura d'infrazione per l'Italia .» A Taranto scatta l'obbligo di adempiere alle direttive europee sull'ambiente.

Tratto da Facebook di Alessandro Marescotti Presidente di Peacelink.
ILVA. Attenzione, da oggi NON scatta la multa verso l'Italia MA scatta l'obbligo di adempiere alle direttive europee sull'ambiente che la Commissione Europea ritiene VIOLATE dal governo italiano.
E' un obbligo comunitario scaturito dalla denuncia di noi cittadini. L'Unione Europea dimostra non solo di ascoltare ma di schierarsi dalla parte dei diritti di noi cittadini.

UNO STRAORDINARIO RISULTATO. Oggi accade una cosa straordinaria: la Commissione Europea dà ragione alla Magistratura di Taranto e a noi cittadini. E dà torto al Governo Italiano. Il valore politico, oltre che pratico, dell'avvio della procedura di infrazione sta nella messa in mora di chi ci ha governato con tanta spudoratezza. Ora il governo è OBBLIGATO ad applicare le direttive europee 


Tratto da Il Sole 24 ore

Un'immagine dell'Ilva di Taranto.

 

 

 

Ilva, la Commissione Ue avvia la procedura di infrazione contro l'Italia


Ilva, la Commissione Ue avvia la procedura di infrazione contro l'Italia La Commissione europea «pur ritenendo un segnale positivo i recenti impegni assunti dalle autorità italiane per rimediare alla situazione», ha deciso di inviare all'Italia una lettera di messa in mora, primo stadio della procedura d'infrazione comunitaria, per non aver garantito finora che l'Ilva di Taranto rispetti le prescrizioni dell'Ue relative alle emissioni industriali, con gravi conseguenze per la salute umana e l'ambiente.L'Italia per Bruxelles è inoltre inadempiente anche rispetto alla direttiva sulla responsabilità ambientale, che sancisce il principio «chi inquina paga». La procedura prevede che l'Italia si adegui alla normativa Ue, altrimenti si arriverebbe, nel terzo passaggio dell'infrazione, al deferimento alla Corte Ue. Un'eventuale condanna della Corte aprirebbe la strada al rischio di multe per l'Italia

Il commissario Potocnik: «Impazienti di vedere soluzioni»
«Le autorità italiane hanno avuto molto tempo per garantire che le disposizioni ambientali per l'Ilva di Taranto fossero rispettate. Quello dell'Ilva è un chiaro esempio del fallimento nell'adottare misure adeguate per proteggere la salute umana e l'ambiente»: questo il giudizio del commissario Ue all'Ambiente Janez Potocnik.....

Sotto la lente le prescrizioni dell'Aia.
Le prescrizioni non rispettate (o rispettate solo parzialmente) erano contenute nell'autorizzazione integrata ambientale (Aia), che applica la direttiva Ue sulla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento ("direttiva Ippc") proveniente dalle attività industriali ad alto potenziale inquinante.

  .....La nota Ue prosegue sottolineando che «le prove di laboratorio evidenziano un forte inquinamento dell'aria, del suolo, delle acque di superficie e delle falde acquifere, sia sul sito dell'Ilva, sia nelle zone abitate adiacenti della città di Taranto».

Continua  a leggere su " Il Sole 24 ore"

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Leggi anche su Il Fatto Quotidiano 

Ilva, l’Ue contro il governo italiano (battuto da 3 cittadini e da 270 lettere)

di .
Ve lo spiegherò in poche parole.
 Leggi l'articolo integrale  Qui
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Guarda il video delle Iene
Ilva Taranto, video shock delle Iene:
ILVA:VIVERE A TARANTO



20 settembre 2013

ILVA; la Commissione Ue discuterà procedura infrazione ( contro l' Italia ) su emissioni tossiche il 26 settembre

Tratto da it.reuters

Ilva, Commissione Ue discuterà procedura infrazione su emissioni il 26/9

venerdì 20 settembre 2013 
 
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Un'immagine dello stabilimento Ilva di Taranto. REUTERS/Yara Nardi
BRUXELLES/ROMA (Reuters)
- La Commissione europea sta valutando se aprire nella seduta di giovedì prossimo una procedura d'infrazione contro l'Italia per il mancato controllo di emissioni tossiche dall'Ilva di Taranto negli anni scorsi. Lo ha riferito a Reuters una fonte della Commissione a conoscenza del dossier.

Una fonte del ministero dell'Ambiente italiano e un'altra fonte della Commissione hanno detto che tra Roma e Bruxelles è in corso al momento una "trattativa politica" sulla vicenda, per scongiurare l'avvio della procedura.

"La Commissione ha inserito nella lista delle procedure d'infrazione da pubblicare giovedì prossimo una procedura di infrazione contro l'Italia per non aver monitorato correttamente l'applicazione da parte di Ilva delle norme europee in materia di limiti alle emissioni di gas industriali e altre normative ambientali".

Dopo l'avvio di una prima procedura di acquisizione di informazioni (il cosiddetto Eu Pilot) a marzo del 2012 - cioè prima del sequestro degli impianti da parte della magistratura, sulla base di un esposto presentato dai Verdi - lo scorso 8 luglio la Commissione aveva posto all'Italia una serie di questioni sull'applicazione presso l'Ilva della direttiva Ue sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento.

L'impianto siderurgico, la più grande acciaieria d'Europa, è da mesi commissariato, dopo l'avvio dell'inchiesta della procura di Taranto per disastro ambientale, e ora si sta procedendo alla bonifica ambientale dell'area.

Le domande di Bruxelles riguardavano in particolare "l'applicazione delle condizioni fissate dalla direttiva Ippc nel permesso per l'Ilva, la gestione dell'immondizia e delle acque refluvie prodotte da Ilva, la possibile infrazione del diritto alla vita previsto dalla Carta Ue dei diritti fondamentali".

L'Italia ha risposto il 30 luglio, dicono fonti di Bruxelles e Roma. Ma la Commissione europea non ha ritenuto sufficientemente soddisfacente la documentazione, come ha ammesso anche lo stesso ministro dell'Ambiente Andrea Orlando in un'audizione alla Camera alcuni giorni fa: "Noi abbiamo risposto in modo dettagliato ai quesiti sollevati dalla Commissione, per la parte di nostra competenza. Tuttavia, il 19 agosto il Dipartimento per le Politiche Europee ha segnalato che la Commissione Europea ha chiuso negativamente il caso di pre-contenzioso e intende procedere all'apertura di una procedura di infrazione per violazioni della direttiva Ippc e della direttiva 2004/35/CE sulla responsabilità ambientale".

Le due fonti di Bruxelles hanno riferito comunque che per il momento è stata accantonata la questione della violazione della carta dei diritti fondamentali della Ue da parte dell'Ilva: "Su questo punto per il momento non si va avanti".

12 giugno 2013

Procedura di infrazione contro l'Italia dalla Commissione Ue:L'Italia soprattutto dovrebbe rispettare la legge

Tratto da Il Blog del Comitato per Taranto

Procedura di infrazione contro l'Italia dalla Commissione Ue

L'Italia soprattutto dovrebbe rispettare la legge. 
La Commissione europea ha infatti aperto una procedura d'infrazione contro l'Italia per violazione delle normative comunitarie, invitandola a recepire nell'ordinamento nazionale alcune norme della direttiva 89/391/Cee, pena il deferimento della vicenda alla Corte di giustizia.
La direttiva cui l'Italia deve adeguarsi riguarda «l’attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro».
I SEI PUNTI CONTESTATI. In particolare, la Commissione contesta alla legge italiana ben sei punti: deresponsabilizzazione del datore di lavoro in caso di delega e subdelega; violazione dell’obbligo di disporre di una valutazione dei rischi sulla sicurezza per chi occupa fino a 10 lavoratori; proroga dei termini impartiti per la redazione del documento di valutazione dei rischi per le nuove imprese o per modifiche sostanziali apportate a imprese esistenti; posticipazione dell’obbligo di valutazione del rischio di stress legato al lavoro; posticipazione dell’applicazione della legislazione in materia di protezione della salute e sicurezza sul lavoro per le persone appartenenti a cooperative sociali e a organizzazioni di volontariato della protezione civile; proroga del termine per completare l’adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi per le strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto esistenti in data del 9 aprile 1994.
ROMA FA FINTA DI NIENTE. Tutte infrazioni che l'Italia deve quindi correggere e per le quali la Commissione Ue già da anni esercita continue pressioni.
 
Insomma l'allarme è scattato da tempo, ma per ora a suonare sono solo le sirene delle navi in rada sul porto di Taranto, quelle dentro i cantieri e dentro l'acciaieria Ilva, che il 12 giugno i lavoratori fanno suonare per ricordare tutte le morti bianche. (Lettera43)

19 marzo 2012

Assemblea Strasburgo, avanti tutta su road map verso 2050

Tratto da Ansa

Clima: eurodeputati, ora si' a taglio 40% CO2 entro il 2030

Assemblea Strasburgo, avanti tutta su road map verso 2050

Sì del Parlamento europeo a obiettivi chiari di taglio delle emissioni di Co2.  
Sì del Parlamento europeo a obiettivi chiari di taglio delle emissioni di Co2.
STRASBURGO - Avanti tutta degli eurodeputati sul fronte della lotta al cambiamento climatico: l'Assemblea di Strasburgo ha dato il suo via libera ad una risoluzione che appoggia la road map della Commissione Ue, che prevede per i 27 Stati membri una riduzione dell'80% delle emissioni di gas serra entro il 2050, con due tappe intermedie: la riduzione del 40% entro il 2030 e del 60% entro il 2040. La risoluzione ha ottenuto 398 voti a favore, 132 contrari e 104 astensioni. ''Piu' facciamo oggi - ha detto Chris Davies, relatore del documento - e piu' facile sara' in futuro''.
''O assumiamo la leadership nel promuovere un'economia a basso contenuto di carbonio - ha aggiunto il liberaldemocratico inglese - oppure rimaniamo indietro.
Questa e' un'opportunita' per promuovere investimenti e stimolare l'innovazione tecnologica''. 
Gli eurodeputati sostengono la contestata tassa sul carbonio del settore dell'aviazione e la riduzione del 60% della CO2 dei trasporti per il 2050. L'Assembela di Strasburgo appoggia la proposta di target vincolanti sulle energie rinnovabili entro il 2030 e chiede alla Commissione Ue di proporre misure specifiche per tagliare le emissioni del settore dell'agricoltura.
 .........
''Il futuro dell'Europa - ha aggiunto Leinen - dipende da un uso efficiente, sostenibile e competitivo dell'energia''.

Leggi su Uomini Liberi
DECARBONIZZARE!
Così raccomanda l'Unione Europea e stabilisce anche una data: entro il 2030! Peccato che certe multinazionali, come Sorgenia ( azionista di Tirrenopower) entro tale data vogliano aumentare il consumo di fossile, altro che  diminuirlo… 
( Nota di UPLS Con  il consenso dei  MINISTERI CHE  HANNO FIRMATO PER UN  ULTERIORE POTENZIAMENTO  sempre  .....A CARBONE.)

Ma  Vado Ligure non è in   Europa, e' nel terzo mondo, o forse, in  Polonia!?!?!?

Sì del Parlamento europeo alla road map 2050 per una economia low carbon

19 settembre 2011

1)Il far west dei gas serra in Europa 2)Tirreno Power e Maersk, alcune precisazioni del sindaco Caviglia .

Tratto da "Il Fatto Quotidiano"

Il far west dei gas serra in Europa Manca un organismo di controllo

La valutazione delle emissioni di gas serra si limita a una sorta di autovalutazione da parte degli Stati stessi, sulla base delle informazioni fornitegli direttamente dalle imprese. Così, in Europa sono sempre più frequenti le irregolarità nel calcolo delle emissioni

È vietato in tutta Europa da quasi due anni, resiste in atmosfera per quasi tre secoli ed è migliaia di volte più dannoso della CO2: è il trifluorometano, meglio conosciuto come fluoroformio. Ma come è possibile, come nel caso italiano, che per ben 15 anni non se ne sia rilevata la presenza? Il problema sta nell’affidabilità dei controlli. Invece di avere una autorità indipendente che verifichi i dati relativi alle emissioni di Paesi aderenti ad accordi internazionali come il protocollo di Kyoto, la valutazione delle emissioni di gas serra si limita a una sorta di autovalutazione da parte degli Stati stessi, sulla base delle informazioni fornitegli direttamente dalle imprese.
Così, in Europa sono sempre più frequenti le irregolarità nel calcolo delle emissioni di gas serra. E manca un vero organismo di controllo.

La quantità di gas climalteranti rilasciati nell’ambiente sarebbe infatti il doppio di quella dichiarata da alcuni dei Paesi membri dell’Unione. A rivelarlo è un rapporto dell’Istituto di ricerca svizzero Empa, che evidenzia in particolare il problema degli idrocarburi alogenati. Fra questi il trifluorometano (HFC-23), utilizzato come gas refrigerante e nella produzione di teflon, vietato nell’Ue dal 1 gennaio 2010 in quanto 15mila volte più dannoso per l’atmosfera della famigerata CO2.
Fra i colpevoli delle contraffazioni dei dati ufficiali relativi al rilascio di questo gas spicca proprio l’Italia. Che, virtualmente libera da HFC-23 dal 1996, secondo i dati Empa è invece responsabile di emissioni fra le 10 e le 20 volte superiori a quelle dichiarate.

In Italia ne è stato emesso in questi anni per un totale di ben 630.000 tonnellate di CO2 equivalente: quelle prodotte in un anno da una città di 75.000 abitanti. Ma il Belpaese è in buona compagnia: anche Gran Bretagna e Paesi Bassi, infatti, secondo l’Istituto di ricerca svizzero avrebbero manipolato i dati presentati.
Non solo un ennesimo schiaffo alla credibilità internazionale del nostro Paese, dunque, ma una piaga che riguarda tutta l’Europa occidentale. Tutta tranne Germania e Francia, gli unici Paesi, secondo Empa, a fornire misurazioni veritiere. Da segnalare poi la Romania, addirittura sospesa dal mercato delle emissioni del protocollo di Kyoto per irregolarità nella raccolta e presentazione dei dati.

L’introduzione di un organismo di controllo indipendente non è ancora presa seriamente in considerazione dai funzionari Ue. .......

Intanto, proprio dalla capitale danese arrivano importanti suggerimenti nella lotta alle emissioni inquinanti.
Per l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), infatti, ridurre i gas serra sarebbe possibile anche e soprattutto grazie ad una migliore gestione dei rifiuti urbani. È quanto spiegato in una ricerca, intitolata “Waste opportunities – Past and future climate benefits from better municipal waste management in Europe, che stima in 78 milioni di tonnellate la quantità di CO2 equivalente che i 27 Stati Ue (con Norvegia e Svizzera) potrebbero tagliare entro il 2020.

Come? Riducendo i rifiuti prodotti ed aumentando il riciclaggio di quelli generati, soprattutto valorizzando la gran quantità di materiali organici che, ancora oggi, vengono mandati in discarica. Ad esempio utilizzandoli per la produzione di energia: a causa della loro digestione anaerobica, infatti, questi scarti producono elevate dosi di metano (altro potentissimo gas serra)......


Ma la riduzione delle emissioni, avvertono da Copenhagen, “dipende largamente dal modo in cui le nazioni implementeranno le politiche Ue sui rifiuti”. La speranza, viene da dire, è che non si ripeta quanto sta avvenendo con l’HFC-23 o il mercato delle emissioni. E che i Paesi dell’Unione siano finalmente disposti ad agire nel rispetto delle regole e della trasparenza.

Leggi tutto su
"Il Fatto Quotidiano"
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UNA PRECISAZIONE DA DOMENICA SERA 18 SETTEMBRE NON RIUSCIAMO PIU' A LEGGERE I DATI DEI MONITORAGGI SU AMBIENTE IN LIGURIA .

Il servizio che mette a disposizione del pubblico i dati di qualità dell’aria e gli indicatori statistici giornalieri, riferiti alle postazioni delle reti pubbliche di monitoraggio presenti sul territorio regionale.
BLACK OUT MOMENTANEO ?

LUNEDI' RIPORTAVA UN'IMMAGINE CON UNA MOMENTANEA DISFUNZIONE ....
OGGI ESCONO VARIE SCRITTE ,COME QUELLE SOTTO RIPORTATE MA ..... NESSUN DATO RECENTE O PASSATO.


Errore Connessione b.i.
[Microsoft][ODBC driver for Oracle][Oracle]ORA-12170: TNS:Connect timeout occurred
Errore Lettura Anno Operation is not allowed when the object is closed.
Microsoft VBScript runtime error '800a0009'

Subscript out of range: '[number: 1]'

/SiraQualAria/script/Pub3AccessoDatiAria13.asp, line 110

POTETE PER CORTESIA RIPRISTINARNE LA FUNZIONE?

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Tratto da Ivg

Tirreno Power e Maersk, alcune precisazioni del sindaco Caviglia .

Vado Ligure. “Quando si parla di danni alla salute dei cittadini, quello che non c’è non vogliamo si costruisca; quello che già c’è non bisogna ampliarlo, ma migliorarlo”. Sintetizza così il suo pensiero Attilio Caviglia riferendosi alle due spine nel fianco per la politica dell’esecutivo vadese, la piattaforma multifunzione Maersk e il progetto di ampliamento di Tirreno Power.

Il sindaco risponde alle frecciate dei detrattori: “Non contano tante parole, ma gli scritti e tutto quello che si può consultare nero su bianco. Sono le deliberazioni del consiglio comunale, che si è espresso contro il potenziamento della centrale, che contano. Inoltre, come tutti sanno, abbiamo votato contro in sede di conferenza deliberante. E tutti i documenti in nostro possesso li abbiamo mostrati nelle situazioni istituzionali adeguate. Siamo assolutamente fermi sulle nostre posizioni, non ci sono cambiamenti”.

“Quiliano e Vado hanno deliberato, si può dire all’unanimità, contro l’ampliamento della centrale termoelettrica – ridabisce Caviglia – Amministrare Vado è un onore, quando vedremo che non saranno raggiunti i risultati che ci prefiggiamo, ci faremo da parte. Per ora mi sembra che molti cambiamenti siano avvenuti, anche a livello della piattaforma, che ha visto modifiche importanti promosse da questa amministrazione. Certo, c’è la partita grossa in corso ed è quella di bloccare l’opera”.

“L’occupazione è necessaria, come invocano molti, ma bisogna considerare quanto incide sulla salute e sulla vita quotidiana – aggiunge il primo cittadino.....

Leggi tutto

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Tratto da Città di La Spezia.com

SPEZIA VIA DAL CARBONE.....

Inoltre il comitato, in preparazione della assemblea dei cittadini, programmata per il prossimo 24 settembre alle 17, in SALA DANTE, e invita tutti i suoi sostenitori, e tutti i cittadini che ritengono che quella del carbone alla Centrale Enel sia una questione importante per il benessere dell’intera provincia della Spezia, a partecipare e rendersi disponibili per le attività necessarie ad una buona preparazione dell’assemblea.

Guarda su SPEZIA POLIS L' INVITO ALL'ASSEMBLEA PUBBLICA

29 aprile 2011

Decreto Legislativo n.128 del 29 giugno 2010 e centrale a carbone di Vado Ligure .

Riportiamo uno stralcio del nostro post del 15 Aprile

VADO LIGURE- QUILIANO:IN ATTESA DELL'AIA


MA DA ANNI SIAMO IN ATTESA CHE IL PROCEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE VENGA FINALMENTE ULTIMATO.
PER CHI SI VOLESSE DOCUMENTARE ECCO IL COLLEGAMENTO AL SITO DEL MINISTERO dove si possono leggere anche tutte le osservazioni alla procedura in corso.

E'STATA FATTA RICHIESTA DI RINNOVO l' 8 FEBBRAIO 2007 E DA ALLORA IL PROCEDIMENTO E' "IN CORSO".
SUL SITO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE LEGGIAMO :

INFORMAZIONI RELATIVE ALL'ITER

04/04/2011 Richiesta integrazioni Commissione IPPC
RIMANIAMO IN ATTESA....... MA

Nel frattempo pubblichiamo un "Significativo stralcio" del Decreto Legislativo n.128 del 29 giugno 2010 inerente appunto
L'AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE.

"Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, a norma dell'articolo 12 della legge 18 giugno 2009, n. 69"


pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 186 dell'11 agosto 2010 - Suppl. Ordinario n. 184

s="Textbody" style="mso-pagination:widow-orphan"> 24. Dopo l'articolo 29 decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e' introdotto il seguente Titolo:

«Titolo III-bis
L'autorizzazione integrata ambientale

Articolo 29-quater
Procedura per il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale

5. La convocazione da parte dell'autorità competente, ai fini del rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, di apposita conferenza di servizi, alla quale sono invitate le amministrazioni competenti in materia ambientale e comunque, nel caso di impianti di competenza statale, i Ministeri dell'interno, del lavoro e delle politiche sociali, della salute e dello sviluppo economico, oltre al soggetto richiedente l'autorizzazione, ha luogo ai sensi degli articoli 14, 14-ter, commi da 1 a 3 e da 6 a 9, e 14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.

7. Nell'ambito della Conferenza dei servizi di cui al comma 5, vengono acquisite le prescrizioni del sindaco di cui agli articoli 216 e 217 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, nonche' il parere dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale per gli impianti di competenza statale o delle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente per quanto riguarda il monitoraggio ed il controllo degli impianti e delle emissioni nell'ambiente. In presenza di circostanze intervenute successivamente al rilascio dell'autorizzazione di cui al presente titolo, il sindaco, qualora lo ritenga necessario nell'interesse della salute pubblica, può chiedere all'autorità competente di verificare la necessità di riesaminare l'autorizzazione rilasciata, ai sensi dell'articolo 29-octies.

8. Nell'ambito della Conferenza dei servizi, l'autorità competente può richiedere integrazioni alla documentazione, anche al fine di valutare la applicabilità di specifiche misure alternative o aggiuntive, indicando il termine massimo non superiore a novanta giorni per la presentazione della documentazione integrativa. In tal caso, il termine di cui al comma 9 resta sospeso fino alla presentazione della documentazione integrativa.

9. Salvo quanto diversamente concordato, la Conferenza dei servizi di cui al comma 5 deve concludersi entro sessanta giorni dalla data di scadenza del termine previsto dal comma 4 per la presentazione delle osservazioni.

10. L'autorità competente esprime le proprie determinazioni sulla domanda di autorizzazione integrata ambientale comunque entro centocinquanta giorni dalla presentazione della domanda, ovvero, nel caso di cui al comma 8, entro centottanta giorni dalla presentazione della domanda. La tutela avverso il silenzio dell'Amministrazione e' disciplinata dalle disposizioni generali del processo amministrativo.

LEGGI NEL Nostro Archivio la continuazione del decreto di cui riportiamo per brevità

9. In caso di inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie, o di esercizio in assenza di autorizzazione, l'autorità competente procede secondo la gravità delle infrazioni:
a) alla diffida, assegnando un termine entro il quale devono essere eliminate le irregolarità;
b) alla diffida e contestuale sospensione dell'attività autorizzata per un tempo determinato, ove sì manifestino situazioni di pericolo per l'ambiente;
c) alla revoca dell'autorizzazione integrata ambientale e alla chiusura dell'impianto, in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni che determinino situazioni di pericolo e di danno per l'ambiente.

10. In caso di inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie, l'autorità competente, ove si manifestino situazioni di pericolo o di danno per la salute, ne dà comunicazione al sindaco ai fini dell'assunzione delle eventuali misure ai sensi dell'articolo 217 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265.


CONSIDERAZIONI DI UNITI PER LA SALUTE

Come già detto .....DA ANNI SIAMO IN ATTESA CHE IL PROCEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE VENGA FINALMENTE ULTIMATO:

E'STATA FATTA RICHIESTA DI RINNOVO l' 8 FEBBRAIO 2007 E DA ALLORA

"IL PROCEDIMENTO E' IN CORSO".

DA BEN OLTRE 4 anni sul nostro territorio siamo in attesa che sia disposta secondo legge per i gruppi a carbone l' applicazione delle migliori tecnologie disponibili. ...sono quattro anni che poniamo l'attenzione sulla necessità di un monitoraggio completo delle nostra aria per tutelare adeguatamente la nostra salute.. . sono ormai quattro anni che chiediamo documentazione sottoscritta che accerti la completa ottemperanza delle prescrizioni ...


il 04/04/2011 è stata fatta Richiesta integrazioni Commissione IPPC

sul decreto leggiamo

10. L'autorità competente esprime le proprie determinazioni sulla domanda di autorizzazione integrata ambientale comunque entro centocinquanta giorni dalla presentazione della domanda, ovvero, nel caso di cui al comma 8, entro centottanta giorni dalla presentazione della domanda.
CONTINUIAMO A RIMANERE IN ATTESA CHE LA LEGGE VENGA DOVEROSAMENTE APPLICATA

TERMINIAMO riportando il significativo post del 31 marzo 2011


Prevenzione inquinamento: Ue condanna l’Italia per Violazione

della direttiva IPPC del 2008


Prevenzione inquinamento
: Ue condanna l’Italia
" Violazione della direttiva IPPC del 2008. Solo questione di carte bollate? No: anche di soldi"

Arriva la condanna per l'Italia da parte della Corte europea di giustizia per le ripetute violazioni della direttiva Ippc, 2008/1/CE, la norma europea sull'obbligo di prevenzione dell'inquinamento tramite le cosiddette "Aia".
LA sigla, che sta per Autorizzazione integrata ambientale, corrisponde ad un documento che ogni Ministero dell'Ambiente degli stati membri deve rilasciare ai gestori degli impianti altamente inquinanti solo una volta appurato che siano state utilizzate le "Bat".

Altra sigla misteriosa che sta per Best availble technologies: se vuoi fare andare l'impianto devi dimostrare di utilizzare le migliori tecnologie attualmente disponibili per ridurre l'impatto sull'ambiente. Bene, la Corte ha accertato che, su 5.669 impianti in esercizio nel nostro paese, solo 4.465 erano dotati di Aia (e quindi utilizzano le Bat).
I restanti 1.204 impianti sono ancora in fase di autorizzazione, ma continuano a lavorare.(nota di UNITI PER LA SALUTE:ANCHE LA CENTRALE A CARBONE TIRRENO POWER DI VADO-QUILIANO fa parte dei 1204 che continuano da ANNI........A lavorare con AUTORIZZAZIONE Scaduta non adeguata alle migliori tecnologie disponibili....... )

Centrali elettriche, discariche, depuratori, fonderie e poli petrolchimici: c'è di tutto tra le aziende che devono essere sottoposte ad Aia e c'è di tutto tra quelle che ancora non hanno il pezzo di carta del Ministero.
Questione di malaburocrazia? Mica tanto: aggiornare le tecnologie costa moltissimo, anche perché durante i lavori di "ambientalizzazione" degli impianti la produzione si ferma, con ulteriore perdita economica per il gestore.

Ciliegina sulla torta: il termine ultimo affinché tutti gli impianti da sottoporre ad Aia fossero in regola (o altrimenti venissero chiusi) era il 30 ottobre 2007.
L'ambiente, in Italia, non è una priorità...